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DAL LETTO CON I VIP… ALLA CULTURA ! | FILO DIRETTO CON I LETTORI DI ALESSANDRA HROPICH

ALESSANDRA HROPICH ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Dottoressa, sono scandalizzato da un episodio che mi ha investito in prima persona.Sono un medico che dirige un importante centro per la cura di gravi patologie. Sono invitato a tanti convegni, ma tra l’insegnamento, la sala operatoria e le visite, gran parte della giornata è già occupata. Qualche volta riesco tuttavia a partecipare a qualche convegno universitario.
Proprio in Università, apprendo che avevano invitato a parlare di una patologia che, ultimamente, si sta espandendo troppo, una showgirl. Non sono geloso del fatto che invitano star o signore dello spettacolo, ma mi ha disturbato il fatto che l’organizzazione mi abbia avvisato preventivamente di restringere il mio intervento per fare spazio alla showgirl.
Ebbene, i venti minuti già stabiliti per parlare di cancro, me li avevano ridotti a cinque, perché un quarto d’ ora era stato concordato per la starlette che aveva più visibilità di un professore universitario e chirurgo che salva vite.
Ci tengo a precisare che il mio intervento era assolutamente a titolo gratuito, ma ero entusiasta di spiegare le ultime novità in ambito scientifico. In cinque minuti, però, non potevo raccontare tutto, e questo solo per fare spazio a una signora nota principalmente per le sue apparizioni televisive e le sue controverse relazioni sentimentali.
Mi giudichi male, ma ho rifiutato perché non ho gradito questo dare molta più visibilità a una showgirl anche piuttosto inquieta dal punto di vista sentimentale (diciamo così) che a un professore che avrebbe dovuto fornire informazioni ed aggiornamenti preziosi di carattere scientifico.
Ovviamente, gli organizzatori hanno poi capito la mia scelta ma vorrei sapere da lei cosa ne pensa di inviti fuori luogo a gente Vip anche in ambito medico e culturale. Siamo alla frutta perché si dà maggiore visibilità a qualunque donna o uomo che lavori per lo spettacolo.
Per fortuna, non accade sempre questo ma,
nell' occasione raccontata, sono stato messo in un angolino solo per far contenti gli sponsor di
quell' evento. Ma è sempre disgustoso!
Pierpaolo da Milano


Prof, come la capisco!
Mi è successo più volte, in diverse università, di trovarmi a parlare di cultura con luminari in occasione di eventi in cui c' era anche qualche personaggio dello spettacolo, invitato.
Di recente, ho incrociato un’attrice che, nel suo passato, ha avuto relazioni “strategiche” per entrare nel mondo dello spettacolo. Preciso: non parlo di un’attrice per cui scrivo, ma di una che conosco bene nel privato, essendo molto amica del suo ghostwriter – colui che le scrive i libri e prepara i discorsi da fare in pubblico, come me.
L’ attrice, studiando preventivamente le cose da dire con il suo ghostwriter, ha fatto un bel discorso sulle patologie mentali.
Un signore del pubblico, seduto dietro di me, le corre incontro per avere ulteriori delucidazioni su alcune malattie psichiatriche. Il volto di colei che vediamo in ruoli leggeri si è scurito come mai l’avevo vista. Il poveretto torna a sedersi, dicendo a me che l’attrice era maleducata.
Io sapevo che la signora stava solo ripetendo un copione ed aveva prestato il suo volto conosciuto per parlare di patologie mentali. Del resto, il signore seduto dietro, che aveva un figlio con disturbi borderline (mi ha confidato), avrebbe potuto rivolgersi ai diversi luminari di psichiatria seduti in prima fila, i veri relatori.
Invece no. Voleva una consulenza psichiatrica
dall’ attrice, nota per le sue relazioni con certi uomini famosi, ma non per la cultura. Ho provato a giustificarla dicendo:
"Se vuole informazioni approfondite, in prima fila ci sono gli esperti, quelli che affrontano queste problematiche ogni giorno."
Risultato? L’uomo ha alzato le spalle, come a dire: “Ma io non voglio gli esperti, la mia esperta è l’attrice!”
Questo perché la società, con rare eccezioni, affida persino il sapere a chi lavora nel mondo dello spettacolo. La gente non sa – o non le interessa – che molti libri dei vip e i discorsi che presentano in pubblico sono scritti da chi fa il mio mestiere.
Ricordo le belle chiacchierate nello studio di Luciano De Crescenzo, che mi diceva sempre quanto la gente confondesse la notorietà con il sapere e quanto fosse facilmente affascinata da una faccia nota più che dalla cultura.
Tornando alla sua richiesta: in certi casi, ci si trova davanti a una persona nota che ha scalato il successo con mezzi del tutto estranei alla competenza scientifica, e poi viene invitata a parlare di medicina o psicologia. Capisco che questo possa risultare fuori luogo, ma è colpa della società che considera automaticamente esperto chi ha visibilità in Tv.
Come lei ha giustamente sottolineato:
"La salute e l’informazione scientifica sono molto più importanti della visibilità di una starlette televisiva, che al massimo potrebbe parlare di vita mondana, relazioni con i Vip o di sesso in cambio di lavoro, non di patologie."
Non si tratta di polemica, ma di un principio fondamentale: ognuno dovrebbe parlare di ciò che conosce e fa quotidianamente. Non è corretto ridurre lo spazio di un professore, chirurgo o ricercatore esperto a favore di qualcuno noto solo per la fama televisiva.

La notorietà non sostituisce la competenza, e la cultura e la scienza meritano sempre di avere la priorità, soprattutto quando si tratta della salute delle persone.

Ultima modifica ilMercoledì, 14 Gennaio 2026 15:54

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