QUANDO IN GIOCO C’E’ LA DEMOCRAZIA
- Scritto da Francesco Macrì
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Redazione- Colgo l’occasione per condividere un pensiero che possa, quanto meno, indurre tutti a una profonda riflessione storica.Correva l’anno 2011. Un tardo pomeriggio d’autunno, quando le ombre si allungano e la luce si fa incerta. Era quasi buio. Ma, per molti, non era solo il cielo a oscurarsi: era la nostra democrazia a sembrare improvvisamente più fragile.
Cosa accadde davvero in quei giorni? Sarebbe necessario analizzare ogni dettaglio con rigore: luoghi, date, ore, circostanze. Io mi limiterò a richiamare alcuni elementi essenziali, quanto basta per interrogarsi, senza pregiudizi, sulla solidità del nostro sistema democratico.
L’Italia era esposta a un livello di spread drammatico, sotto la pressione costante dei mercati e dell’Europa, (volutamente) - Molti ricorderanno la conferenza stampa di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, quando, alla domanda sull’Italia, si scambiarono uno sguardo e un sorriso che fece il giro del mondo. Un gesto breve, ma dal peso simbolico enorme (volutamente) -
Al Quirinale sedeva Giorgio Napolitano, figura centrale e controversa di quella stagione politica, sarà la storia poi a tracciare il torbido profilo di Re Giorgio -
A Palazzo Chigi c’era Silvio Berlusconi, travolto dall’inchiesta sul caso Ruby (un’inchiesta tinta di rosso, non solo per il colore dei capelli di Ilda Bocassini) avviata nel 2010. L’indagine, con il suo enorme dispiegamento di mezzi investigativi, intercettazioni ambientali, pedinamenti, strumenti tecnologici avanzati, segnò profondamente il clima politico e mediatico del Paese. Attorno ad Arcore si concentrò un’attenzione investigativa di certo superiore al covo di Bin Laden, in un intreccio sempre più stretto tra giustizia, politica e interessi internazionali -
Ed è qui che nasce la mia riflessione.
Chi garantisce la sicurezza del Presidente del Consiglio dei Ministri in Italia? L’AISI, l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (servizi segreti). È lecito domandarsi come possa rendersi invisibile un imponente apparato investigativo a chi deve tutelare la sicurezza del Presidente? È una domanda che riguarda l’equilibrio tra poteri, la separazione delle funzioni, la tenuta dello Stato di diritto, la DEMOCRAZIA -
