DOSSIER INCHIESTA. CASE DELL’ACQUA SPERIAMO CHE ARRIVI PRESTO NUOVA PESCARA (CS)
- Scritto da Giuseppe Di Giampietro, arch, phd. SMPP1 Comitato Saline.Marina.PP1 Montesilvano
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Redazione- 1. (NPE, 13-04-2026) In previsione della sospensione del servizio idrico pubblico, per alcuni giorni nell’area Pescarese per lavori sulla rete, come molti, mi sono preoccupato di procurarmi delle scorte di acqua potabile per i giorni di chiusura del servizio. Piuttosto che rincorrere la folla degli acquirenti di interi bagagliai di fardelli di acqua confezionata dei supermercati, mi sono diretto alle “Case dell'acqua” ormai distribuite nei quartieri, con distributori automatizzati di acqua, liscia o gasata, dell’acquedotto pubblico, filtrata e refrigerata, con cui riempire le proprie bottiglie ad un prezzo vantaggioso.
2. Ricordo che molti anni fa, nel Milanese dove lavoravo, le prime casette, dette “dell’acqua del sindaco” erano state promosse, per ridurre il numero delle bottiglie di plastica che riempiono le discariche delle città, per un’abitudine tutta italica di bere l’acqua dalle bottiglie di plastica piuttosto che quella super controllata dell’acquedotto. Oggi, vivendo in prossimità del mare, che appare sempre più aggredito dalle micro-plastiche, l’obiettivo di limitare al massimo la produzione di plastica per bottiglie, che spesso finiscono in mare, mi è sembrato un impegno ancor più doveroso a favore delle “case dell’acqua” invece delle confezioni dei supermercati.
3. Intanto a Montesilvano, dove ho casa, le infrastrutture di riempimento dell’acqua, installate in diversi punti della città, da diverse settimane non funzionavano, senza alcun avviso o cartello che spiegasse agli utenti i motivi e la durata della sospensione del servizio. Avendolo constatato mi sono spostato in moto su una “casetta” vicina, nel comune di Pescara, essendo ormai unica la città adriatica per cittadini ed operatori, anche se gestita da amministrazioni differenti.
4. Alla casa dell’acqua di Pescara-Zanni (via dell’Emigrante) anziani, coppie, donne con bambini ordinatamente facevano il pieno con bottiglie e contenitori di ogni tipo. Ma quello che c’era di speciale in questa “casa” era la possibilità di prelevare da un rubinetto un’acqua “leggermente frizzante”. Una vera specialità. Poco gassata, dal buon sapore fresco e dolce, senza l’aggressività della piccante anidride carbonica. Una specie di “Ferrarelle” delle acque minerali. Costo 5c al litro.
5. Meno male. Con 1 euro ti porti a casa 20 litri di acqua delicatamente frizzante, che forse ti eviterà di acquistare birra o altre costose e dannose bevande di conforto. Ottimo, anche perché mi sono ricordato nella casa dell’acqua di Marina di Città Sant'Angelo, altro comune immediatamente a Nord dell’unica grande città della costa Pescarese. Qui l’acqua gassata costa il doppio, 10 c/litro. Il “vizio” dell’acqua addizionata di anidride carbonica si paga il doppio della stessa quantità di acqua “liscia”.
6. Ripassando in moto con il mio carico di riserva d’acqua ho notato che nelle piazzole di Montesilvano erano in attesa, ancora imballati, i nuovi box delle case dell’acqua in servizio a Pescara. Bene, forse il progresso arriva anche qui. Ma poiché nessun avviso ci informava della prossima apertura delle nuove case dell’acqua, ho chiamato il numero verde dell’impresa fornitrice stampato sul box in attesa di impianto. Anche Montesilvano avrà la fornitura delle case dell’acqua di Pescara. Ma i prezzi per lo stesso servizio pare che non saranno gli stessi. Acqua liscia e gassata a 10 c/litro. Rifornirsi dalle case dell’acqua sta diventando un vizio costoso? Ma chi stabilisce i prezzi di un servizio pubblico, che usa un bene pubblico dell’acquedotto pubblico, per una finalità pubblica di riduzione dell’inquinamento e adozione di stili di vita pubblici più sostenibili?
7. Per curiosità sono andato in un Supermercato a vedere il prezzo di un litro di acqua in bottiglia di plastica. Marche famose si vendono a 20 c/litro. Ma ci sono anche offerte per 11c/litro per acqua in bottiglia di plastica. Dunque, qual è l’incentivo ad andare a prendere l’acqua dell’acquedotto, a 10 c/litro con tutto l’impegno che richiede il riempimento, raccolta e pulizia delle bottiglie, viaggio, code ? Forse le case dell’acqua sono diventate, da una strategia per favorire la riduzione degli imballaggi e stili di vita più sostenibili, un nuovo mercato per fare soldi con un bene comune, con la vendita di un bene primario come l’acqua ? Chi controlla l’interesse pubblico, la difesa dei cittadini meno abbienti e gli appalti per la gestione di un servizio pubblico? A chi rivolgersi per segnalare l’assurdità di un mercato senza regole, per un bene primario, in una città unica ma con tanti valvassori, che è libera solo per chi può rivolgersi al migliore offerente? Speriamo che arrivi presto e possa crescere Nuova Pescara come espressione libera di liberi cittadini della città unica del medio Adriatico. E non solo per la gestione dell’acqua bene comune di tutti i cittadini. Almeno sapremo con chi discutere del futuro della città che vogliamo.
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Ultima modifica ilLunedì, 13 Aprile 2026 12:21
