Rimani in contatto con noi
#

Attualità

Vittorio Sgarbi in terapia intensiva, il ricordo di Laboccetta: “Nel 1993 mi difese in tv”

Il gravissimo, improvviso e preoccupante ricovero in Terapia Intensiva di Vittorio Sgarbi presso il Policlinico Gemelli ha scosso profondamente e trasversalmente il mondo della cultura e della politica nazionale. Tra i tantissimi e affettuosi messaggi di vicinanza e pronta guarigione, spicca per intensità emotiva e storica quello dell’amico fraterno Amedeo Laboccetta, Presidente di Polo Sud. In un accorato e commosso ricordo, l’Onorevole ha svelato un aneddoto pazzesco e inedito risalente al lontano e buio 1993: “Mentre mi trovavo ingiustamente recluso nel carcere di Poggioreale (da cui fui poi assolto pienamente), Vittorio, pur non conoscendomi affatto, si scagliò contro tutti e mi difese a spada tratta in diretta tv a Sgarbi Quotidiani. È un uomo sensibile, irriverente e geniale. Forza amico mio!”👇

Pubblicato

a

Vittorio Sgarbi

Roma – La gravissima, improvvisa e inaspettata notizia del drammatico ricovero d’urgenza nel reparto di Terapia Intensiva del Policlinico Gemelli di Roma ha letteralmente scosso e ammutolito l’intero, vasto e trasversale panorama culturale, artistico e politico del nostro Paese. Le delicate, precarie e preoccupanti condizioni di salute del celebre, amato e controverso critico d’arte ed ex Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi (che proprio negli ultimi anni aveva dovuto coraggiosamente e faticosamente affrontare e combattere gravi battaglie cliniche, sindromi depressive e pesanti tensioni familiari) stanno tenendo l’Italia intera con il fiato perennemente sospeso in queste lunghissime e convulse ore. In mezzo alla sterminata, continua e affettuosa marea di messaggi di vicinanza e di auguri di pronta guarigione che stanno inondando senza sosta i vari social network e le principali agenzie di stampa nazionali, spicca prepotentemente, per la sua immensa intensità emotiva e per il grandissimo spessore umano e storico, la commossa e sentita dichiarazione pubblica rilasciata dall’Onorevole Amedeo Laboccetta. Il noto e influente Presidente del polo culturale e politico “Polo Sud” non ha infatti voluto far mancare la sua forte, lucida e appassionata voce, rendendo omaggio a un’amicizia fraterna, inossidabile e profondissima, nata in circostanze a dir poco anomale, drammatiche e televisivamente rivoluzionarie.

Lo shock per il ricovero al Gemelli: “Una mazzata pesantissima”

Le parole scelte accuratamente e sentitamente dall’Onorevole Laboccetta per descrivere pubblicamente il proprio profondo e intimo stato d’animo di fronte alla dolorosa degenza dell’amico, non nascondono in alcun modo la fortissima apprensione emotiva e umana del momento.
“Apprendere improvvisamente e duramente la notizia che il mio fraterno, storico e inestimabile amico Vittorio Sgarbi si trova attualmente ricoverato e in cura presso la struttura del Policlinico Gemelli in regime di terapia intensiva, rappresenta per me una mazzata psicologica e umana davvero pesantissima e difficile da metabolizzare”, ha esordito con immensa tristezza e trasporto il Presidente di Polo Sud nel suo accorato comunicato. Il solido e indissolubile legame umano e personale che unisce saldamente e storicamente i due noti esponenti pubblici affonda infatti le proprie fortissime e intricate radici in decenni di innumerevoli e continue battaglie condivise sul campo, di infinite discussioni intellettuali e di accesi e proficui confronti intellettuali. “Con Vittorio, nel corso di tutti questi anni, ho infatti avuto l’immenso e raro privilegio e l’enorme fortuna di poter vivere, condividere e assaporare delle straordinarie, intense e irripetibili esperienze culturali, puramente umane e squisitamente politiche”, ha aggiunto l’Onorevole, ripercorrendo mentalmente un lungo, tortuoso e affascinante sentiero di vita vissuta. “Abbiamo trascorso e condiviso anni bellissimi e momenti storici fantastici, irripetibili e unici, che custodisco gelosamente nella mia memoria”.

L’aneddoto storico: la difesa su Canale 5 nel lontano 1993

Il cuore pulsante, inedito e più toccante del comunicato diffuso da Laboccetta risiede però nella lucida e dettagliata rievocazione storica di un lontanissimo e delicatissimo episodio datato 1993, un anno storicamente, giudiziariamente e mediaticamente difficilissimo e caldissimo per la recente storia repubblicana del nostro Paese.
In quel periodo storico, pesantemente segnato e caratterizzato dal giustizialismo mediatico e dalle aspre bufere politiche, Amedeo Laboccetta si trovava a dover affrontare un drammatico calvario giudiziario personale e ingiusto. Come ricorda ampiamente e ironicamente lui stesso, in quei tristi giorni si trovava costretto e recluso come “ospite innocente e silenzioso del Grand Hotel Poggioreale” (ovvero, la nota e severa casa circondariale e struttura carceraria della città di Napoli). In un clima pubblico generale di ferma condanna sommaria e di totale isolamento istituzionale, in cui quasi nessuno aveva il coraggio di esporsi pubblicamente per difenderlo, accadde un fatto mediatico inaspettato e rivoluzionario. “Nel lontano 1993, pur non conoscendomi ancora assolutamente, fisicamente o personalmente di persona, Vittorio Sgarbi decise coraggiosamente e liberamente di fare un lungo, accorato e durissimo intervento televisivo sulla rete ammiraglia Canale 5, all’interno del suo celebre, seguitissimo e storico programma di approfondimento ‘Sgarbi Quotidiani'”, rievoca lucidamente Laboccetta. “Lo fece esclusivamente ed energicamente per prendere le mie ferme difese in un momento buio e per denunciare pubblicamente l’ingiustizia che stavo subendo”.

L’assoluzione piena e l’inizio di una lunga e vera amicizia

L’intervento televisivo a gamba tesa dell’irriverente critico d’arte, lanciato coraggiosamente e fieramente contro l’intero e potente establishment mediatico dell’epoca per difendere un perfetto sconosciuto, si rivelò essere non solo un gesto umano e civile di enorme spessore morale, ma anche profeticamente e giudiziariamente corretto.
Come ricorda fieramente e lucidamente l’Onorevole all’interno della medesima nota diramata alla stampa, infatti, la complessa e kafkiana odissea giudiziaria che lo vedeva tristemente e ingiustamente protagonista si concluse felicemente, doverosamente e totalmente con una sacrosanta formula liberatoria totale: “Fui fortunatamente, successivamente e finalmente assolto con formula piena, addirittura su stessa esplicita e formale richiesta mossa dallo stesso pubblico ministero, perché, banalmente e semplicemente, il fatto contestato non sussisteva e non era mai esistito”. Quell’inaspettata, coraggiosa e pubblica difesa televisiva a spada tratta segnò di fatto la posa della prima, fondamentale e solida pietra su cui venne successivamente e saldamente costruita la loro vera, lunga e profonda amicizia personale, politica e culturale. Consapevole del grande, immenso e irriducibile animo battagliero che da sempre contraddistingue visceralmente il critico d’arte ferrarese, Laboccetta ha voluto chiudere il suo messaggio con un sincero e accorato augurio di pronta guarigione rivolto al Policlinico Gemelli: “Uomini veri, liberi e indipendenti come Vittorio Sgarbi sono purtroppo merce rarissima al giorno d’oggi. È una mente sensibile, profondamente intelligente, deliziosamente irriverente e assolutamente geniale! Forza Vittorio! Metticela tutta e forza amico mio, rimettiti presto e torna tra noi a combattere le tue battaglie!”.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esteri

Midterm 2026, l’ombra del referendum su Trump: il Partito Repubblicano rischia il crollo?

“Non sono un candidato politico”. Queste sono state le parole di Donald Trump pronunciate in un incontro con i giornalisti qualche giorno fa, mentre cercava di giustificare gli annunci diffusi dalla Casa Bianca, che molti analisti hanno giudicato caratterizzati da un forte odore di campagna elettorale. Gli annunci sono stati pagati dal governo americano usando fondi del Dipartimento per la Sicurezza interna (Department of Homeland Security). Uno di questi spot, infatti, è quasi identico a uno utilizzato nella sua campagna elettorale del 2024. Trump ha spiegato che non sta promuovendo se stesso, insistendo sul fatto che si tratta di “annunci per il Paese” e non per un “candidato politico”.

Pubblicato

a

midterm-elections-2026

Redazione-  “Non sono un candidato politico”. Queste sono state le parole di Donald Trump pronunciate in un incontro con i giornalisti qualche giorno fa, mentre cercava di giustificare gli annunci diffusi dalla Casa Bianca, che molti analisti hanno giudicato caratterizzati da un forte odore di campagna elettorale. Gli annunci sono stati pagati dal governo americano usando fondi del Dipartimento per la Sicurezza interna (Department of Homeland Security). Uno di questi spot, infatti, è quasi identico a uno utilizzato nella sua campagna elettorale del 2024. Trump ha spiegato che non sta promuovendo se stesso, insistendo sul fatto che si tratta di “annunci per il Paese” e non per un “candidato politico”.

Trump ha ragione nel dire che non sarà sulla scheda elettorale delle elezioni di medio termine, che sono quasi alle porte. Ciononostante, durante la singolare Convention repubblicana dedicata alle elezioni di medio termine, tenutasi a Dallas il mese scorso, il presidente Usa, in uno dei due discorsi pronunciati, ha esortato gli elettori repubblicani a recarsi alle urne come se lui “fosse” sulla scheda elettorale, ribadendo di fatto che le elezioni saranno un referendum sul suo mandato.

Questa prospettiva preoccupa quasi tutti i repubblicani, considerando l’indice di gradimento dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Un recentissimo sondaggio Reuters/Ipsos indica che la percentuale di chi disapprova l’operato di Trump è più del doppio di quella di chi lo approva (66% contro il 32%). Meno del 30% degli intervistati approva la gestione di Trump della guerra in Iran. Non sorprende, dunque, che parecchi repubblicani, preoccupati dalla scarsa popolarità del presidente, abbiano iniziato a prendere le distanze da lui. In parte, ciò si deve al fatto che le primarie sono finite e che il potere straordinario di Trump di determinare i candidati repubblicani non è più un fattore determinante. Adesso i riflettori sono tutti puntati sull’elezione generale del 3 novembre, anche se in alcuni Stati si è già iniziato a votare con il sistema del voto anticipato.

Gli annunci pubblicati dalla Casa Bianca sono stati giustamente criticati dai leader democratici, ma anche alcuni repubblicani si sono resi conto che Trump ha abusato del proprio potere. Persino John Thune, senatore repubblicano del South Dakota e leader della maggioranza al Senato, ha dichiarato che quegli annunci non dovrebbero essere pagati dai “contribuenti”. Le prese di distanza di Thune dal presidente sono state seguite da quelle di parecchi candidati repubblicani. Fra i 9 senatori in corsa in Stati in bilico, due hanno dichiarato che preferiscono non fare campagna elettorale con Trump, altri 3 sono stati vaghi, mentre 4 hanno detto pubblicamente che sarebbero entusiasti di apparire con il presidente. La senatrice Susan Collins, in corsa per mantenere il suo seggio al Senato nello Stato del Maine, è stata molto chiara quando ha detto di essere “contenta di condurre la propria campagna elettorale”. Anche John Sununu, candidato al Senato nello Stato del New Hampshire, ha escluso la presenza di Trump, dichiarando che “non ha intenzione di fare campagna elettorale con individui provenienti da fuori del New Hampshire”.

Altri candidati repubblicani hanno capito che inserire il nome di Trump nei loro annunci politici non è necessariamente conveniente. La parlamentare repubblicana della California Young Kim ha modificato il suo slogan, da “A fianco del presidente Trump per produrre una solida agenda di America First” a “Contro i politici di carriera per restaurare il sogno americano”. Byron Donalds, candidato repubblicano alla carica di governatore nello Stato della Florida, ha minimizzato la presenza di Trump sul suo sito, mentre il candidato alla Camera dei Rappresentanti Carlos De La Cruz, in Texas, ha modificato la descrizione del proprio slogan, passando da “Conservatore come Trump” a semplicemente “Forte conservatore”.

Non è difficile capire perché questi candidati prendano le distanze da Trump, considerando la sua scarsa popolarità, confermata anche da Ken Paxton, candidato al Senato per lo Stato del Texas. Come abbiamo scritto in queste pagine, Paxton è riuscito a sconfiggere il suo avversario John Cornyn alle primarie repubblicane grazie al sostegno di Trump. Ciononostante, anche Paxton comincia a rendersi conto della scarsa popolarità del presidente. Come ha riportato il New York Times, Paxton ha dichiarato durante un evento di raccolta fondi che la Convention tenuta a Dallas ha danneggiato la sua candidatura, facendogli perdere consensi in alcuni sondaggi. Nell’audio ottenuto dal Times si sente Paxton confermare che la presenza di Trump a Dallas non solo ha ridotto i suoi consensi, ma anche quelli di “tutti gli altri”.

Paxton e gli altri repubblicani che vedono Trump come un albatro al collo sono al corrente dei sondaggi. Sanno che gli americani ora preferiscono i candidati democratici rispetto a quelli repubblicani in un ipotetico voto generico, con un margine di quasi 15 punti. Anche sul tema dell’immigrazione, punto forte di Trump in campagna elettorale, i democratici risultano ora in vantaggio, con un margine di 3 punti (41-38%). L’affidabile Cook Political Report indica che i democratici sono in buona posizione per conquistare la maggioranza alla Camera, ma che possono anche ottenere la maggioranza al Senato. Smarter.vote, un altro sito, attribuisce ai democratici il 73% di possibilità di conquistare la Camera, stimando che otterrebbero 228 seggi, contro i 207 dei repubblicani. Smarter.vote stima inoltre che i democratici abbiano il 57% di possibilità di conquistare la maggioranza al Senato, con una ripartizione dei seggi di 51-49.

Nonostante la scarsa popolarità di Trump, i candidati repubblicani non possono permettersi di allontanarsi troppo dal loro leader. I suoi sostenitori più fedeli non possono essere alienati. Il loro sostegno sarà infatti indispensabile per evitare quello che alcuni hanno già prospettato: un’ondata democratica a novembre, che trasformerebbe Trump in un’anatra zoppa negli ultimi due anni del suo mandato.

=============
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Attualità

Sicurezza stradale: Anas lancia il maxi piano da 250 milioni contro il dissesto idrogeologico

3. Maxi piano di Anas contro il dissesto idrogeologico: pubblicato un bando di gara da 250 milioni di euro per mettere in sicurezza i versanti rocciosi e fermare le frane sulle strade italiane. L’intervento coprirà l’intero territorio nazionale con 15 lotti per blindare la rete viaria dagli eventi meteo estremi. Scadenza per le offerte fissata al 30 ottobre 👇

Pubblicato

a

Gemme 2026

Roma – Viaggiare lungo le arterie che attraversano il nostro Paese significa, troppo spesso, fare i conti con la fragilità intrinseca di un territorio bellissimo ma drammaticamente esposto ai capricci della natura. Quando una frana si stacca da un versante montuoso o un masso precipita sulla carreggiata, a spezzarsi non sono soltanto i collegamenti fisici tra le città, ma la serenità stessa di migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono quelle strade per motivi di lavoro, studio o necessità familiari. La protezione delle infrastrutture viarie non può più essere considerata un’attività di emergenza da rincorrere a disastro avvenuto, ma deve diventare un atto di cura quotidiano, preventivo e strutturato, volto a salvaguardare le vite umane e a difendere l’incolumità delle singole comunità locali.

Per rispondere con forza a questa cruciale sfida infrastrutturale, Anas (società del Gruppo FS Italiane) ha annunciato ufficialmente la pubblicazione di un bando di gara dal valore monumentale di 250 milioni di euro. L’iniziativa, presentata nella Capitale, prevede l’affidamento di un corposo Accordo Quadro triennale interamente dedicato all’esecuzione di lavori di sistemazione dei versanti rocciosi e alla protezione mirata del corpo stradale lungo l’intera rete viaria nazionale. Si tratta di una manovra economica e tecnica ad ampio raggio che punta ad aumentare la resilienza delle strade italiane di fronte agli effetti sempre più evidenti e distruttivi dei cambiamenti climatici in atto.

Quindici lotti territoriali per blindare le strade d’Italia dal nord al sud

L’appalto nazionale è stato strategicamente suddiviso in 15 lotti territoriali per coprire in modo capillare l’intera penisola e intervenire con rapidità laddove le criticità geologiche si fanno più pressanti. L’accordo finanziario prevede inoltre una clausola di flessibilità che consente di incrementare l’importo contrattuale fino a un quinto del valore iniziale, portando l’investimento potenziale complessivo alla cifra astronomica di 300 milioni di euro. I fondi sono stati ripartiti con precisione millimetrica: 172,5 milioni saranno destinati ai lavori puri, 20 milioni per i costi inderogabili legati alla sicurezza e 57,5 milioni per coprire i costi della manodopera.

I lotti di maggiore entità economica, del valore di 25 milioni di euro ciascuno (incrementabili fino a 30 milioni), sono stati assegnati a territori storicamente fragili dal punto di vista geomorfologico: la Sicilia (Lotto 1), il raggruppamento Abruzzo e Molise (Lotto 7), la Toscana (Lotto 10) e l’Emilia-Romagna (Lotto 11). Alla Campania (Lotto 5) è stato destinato un budget di 22,5 milioni di euro, mentre la Calabria (Lotto 3) e l’asse Piemonte-Valle d’Aosta (Lotto 15) riceveranno 20 milioni a testa. Per le Marche (Lotto 8) e la Lombardia (Lotto 13) lo stanziamento è di 15 milioni, mentre lotti da 10 milioni interesseranno Sardegna, Lazio, Umbria, Liguria e il Veneto con il Friuli Venezia Giulia. Chiude la ripartizione il lotto Basilicata-Puglia da 7,5 milioni.

Opere di consolidamento e barriere paramassi di ultima generazione

Gli interventi che verranno messi in campo a partire dai prossimi mesi comprendono opere ingegneristiche complesse per il consolidamento e la stabilizzazione definitiva delle pareti rocciose instabili. Verranno installate e manutenute barriere paramassi ad alta resistenza e reti metalliche di contenimento di ultima generazione, oltre alla realizzazione di veri e propri sistemi di protezione strutturale del corpo stradale. Queste attività si rivelano fondamentali non solo per evitare la chiusura prolungata di arterie stradali vitali, ma anche per abbattere drasticamente i pesanti costi economici e sociali che ogni interruzione della circolazione inevitabilmente riversa sulle imprese e sui cittadini del territorio.

L’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha commentato lo sblocco dei fondi sottolineando come la manutenzione programmata e preventiva rappresenti l’unico strumento efficace per tutelare l’efficienza delle reti viarie davanti all’aumento di frequenza e intensità degli eventi meteo estremi. Investire nella prevenzione significa prendersi cura in modo responsabile delle persone e garantire il diritto alla mobilità in totale sicurezza. La macchina burocratica è già scattata: le aziende interessate dovranno presentare le proprie offerte digitali sul Portale Acquisti di Anas entro il termine perentorio delle ore 12:00 del 30 ottobre 2026, mentre la scadenza per le richieste di chiarimento è fissata alle ore 12:00 del 16 ottobre 2026.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Attualità

L’Elefante su Rai 3: Peter Gomez promette grande spettacolo con De Cataldo e Mercalli

Il sabato sera in tv cambia finalmente volto e si riempie di grande cultura! Sabato 3 ottobre alle 20.15 su Rai 3 (e in streaming su RaiPlay) torna “L’Elefante”, il programma di approfondimento condotto dal giornalista Peter Gomez. Una seconda puntata che promette letteralmente scintille intellettuali: in studio ci saranno lo scrittore ed ex magistrato Giancarlo De Cataldo (autore di Romanzo Criminale) e il noto climatologo Luca Mercalli per affrontare i temi più caldi dell’attualità. A impreziosire il salotto televisivo ci penseranno le storie emozionanti di Chiara Francini, la satira pungente del comico Dario Vergassola e l’immancabile e preziosa bussola storica del professor Giordano Bruno Guerri. Un appuntamento di pura intelligenza assolutamente da non perdere!👇

Pubblicato

a

Gomez, elefante, Rai 3

Roma – Il sempre affollato, chiassoso e ultra-competitivo palinsesto televisivo del sabato sera italiano, tradizionalmente e storicamente dominato da lustrini, balli di gruppo e varietà di puro intrattenimento leggero, si arricchisce finalmente di una meravigliosa e inestimabile oasi di profonda riflessione intellettuale e culturale. Sabato 3 ottobre 2026, con partenza fissata alle ore 20.15 in diretta nazionale su Rai 3 (e comodamente fruibile in streaming on demand sulla piattaforma digitale RaiPlay), andrà in onda la tesissima e attesissima seconda puntata de “L’Elefante”, il nuovo e fortunatissimo programma di approfondimento giornalistico guidato magistralmente dall’inconfondibile, graffiante e lucido stile di Peter Gomez. In un panorama mediatico troppo spesso piegato alla rincorsa spasmodica e urlata del facile consenso a colpi di slogan e litigi da pollaio, l’ambiziosa trasmissione della terza rete del servizio pubblico si propone coraggiosamente come uno spazio televisivo totalmente libero, pacato e trasversale. L’obiettivo dichiarato del padrone di casa è quello di offrire ai telespettatori uno sguardo lucido, analitico e privo di censure sui temi più caldi, complessi e divisivi che animano quotidianamente l’infiammato dibattito pubblico, dalla politica all’attualità, spaziando con eleganza fino alla sociologia e all’impegno civile. Per riuscire in questa titanica impresa, Gomez ha deciso di circondarsi di un salotto di ospiti di primissima grandezza, veri e propri pesi massimi del panorama culturale italiano.

Tra giustizia e clima: il fascino intellettuale di De Cataldo e Mercalli

Il piatto forte, saporito e imperdibile della serata televisiva di sabato sarà indiscutibilmente rappresentato dal doppio e prestigiosissimo dialogo intellettuale che Peter Gomez imbastirà con due figure chiave del nostro tempo.
Da un lato dei divani dello studio prenderà posto l’illustre scrittore ed ex magistrato di lungo corso Giancarlo De Cataldo. Penna raffinatissima, acuto osservatore delle dinamiche criminali e autore di capolavori letterari assoluti come “Romanzo Criminale” e “Una storia sbagliata”, De Cataldo porterà in dote al programma la sua ineguagliabile e profonda capacità di sezionare, analizzare e comprendere le zone più oscure, fragili e complesse della nostra società civile e del nostro instabile sistema giudiziario. Dall’altro lato, a bilanciare la complessa narrazione sociale con la rigorosa e allarmante urgenza scientifica, ci sarà il celeberrimo climatologo, studioso e volto noto della divulgazione ecologica Luca Mercalli. In un’epoca storica letteralmente e drammaticamente segnata dai violenti e devastanti stravolgimenti climatici e da un allarmante surriscaldamento globale, le parole ferme, decise e basate sui dati di Mercalli rappresenteranno un fondamentale, prezioso e ineludibile richiamo alla responsabilità collettiva e all’azione politica tempestiva.

Da Chiara Francini a Dario Vergassola: l’inconfondibile ironia

Ma L’Elefante non è assolutamente e unicamente un serioso e cattedratico consesso accademico per soli addetti ai lavori. Il grande merito autoriale della trasmissione di Rai 3 risiede proprio nella magica e virtuosa capacità di saper mescolare sapientemente i registri narrativi.
A donare un irresistibile, brillante e coinvolgente tocco di leggerezza e di colore territoriale ci penserà infatti la talentuosissima e poliedrica attrice Chiara Francini. Nel corso della lunga e ricca serata televisiva, l’artista toscana proporrà al pubblico una delle sue affascinanti e poetiche “storie dal territorio”: un vero e proprio e intimo viaggio alla ricerca di personaggi sconosciuti, di realtà sommerse e di piccole comunità locali capaci di raccontare l’Italia vera, profonda e lavoratrice da prospettive umane insolite e umanamente sorprendenti. A bilanciare la narrazione emotiva con la tagliente satira di costume, interverrà poi l’istrionico e insostituibile comico ligure Dario Vergassola. Con le sue ormai celeberrime, caustiche e fulminee incursioni in studio, Vergassola punzecchierà amorevolmente ma spietatamente gli ospiti presenti, utilizzando la potentissima arma del suo inconfondibile umorismo surreale per cogliere e smascherare gli aspetti più inattesi, grotteschi e contraddittori della complessa realtà contemporanea italiana.

Giordano Bruno Guerri: la bussola storica nel caotico dibattito

A chiudere e a impreziosire definitivamente questo meraviglioso, ricco e variegato mosaico di voci, volti e pensieri, non poteva certamente mancare una figura di riferimento intellettuale solida, rassicurante e storicamente inattaccabile.
Proprio per questo motivo, ad affiancare stabilmente Peter Gomez nel difficilissimo e delicato ruolo di “compagno di viaggio” fisso, ci sarà ancora una volta il professor Giordano Bruno Guerri. Storico di altissima levatura, saggista prolifico e fine pensatore liberale, Guerri avrà l’importantissimo e gravoso compito di arricchire la puntata fornendo una preziosa, fondamentale e indispensabile “bussola storica” ai telespettatori da casa. Il suo ineguagliabile e lucido punto di vista servirà a contestualizzare i complessi fenomeni moderni all’interno delle grandi macro-dinamiche della storia umana, ricordandoci costantemente che, per comprendere davvero le difficili sfide del nostro agitato presente politico e climatico, è assolutamente necessario volgere lo sguardo al passato. L’Elefante si conferma dunque come una proposta televisiva coraggiosa, elegante e di altissima qualità, un vero e proprio faro di pura intelligenza acceso nel caotico mare del sabato sera.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza