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Territorio

Abruzzo, il borgo che vieta lo smartphone in piazza: a Roccamorice è boom di turisti per il “digital detox”

Siamo così ossessionati dai cellulari da aver dimenticato come si parla? In un piccolissimo borgo italiano tra le montagne (Roccamorice), il sindaco ha deciso di dire basta, installando un cartello di legno nella piazza principale con un divieto assoluto: “Zona de-digitalizzata, vietato usare lo smartphone: tornate a guardarvi negli occhi”. Quella che sembrava solo una simpatica provocazione si è trasformata in un fenomeno virale pazzesco! Centinaia di turisti stressati dalle città stanno invadendo il paesino appenninico per vivere il brivido del “digital detox”, spegnendo i telefoni e tornando a riempire i tavolini del bar tra chiacchiere autentiche, risate e vecchie partite a carte. Leggi la bellissima storia di questa rinascita nel nostro articolo 👇

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Roccamorice

Roccamorice (Pescara) – In un mondo sempre più frenetico, iperconnesso e fatalmente distratto dalle notifiche continue, esiste un’Italia nascosta e silenziosa che sta cercando coraggiosamente di invertire la rotta. Lontano dallo smog delle metropoli e dal frastuono del traffico cittadino, incastonato come una pietra preziosa tra i boschi secolari e le vette silenziose del massiccio della Maiella, il minuscolo borgo abruzzese di Roccamorice si è reso protagonista di un affascinante “esperimento sociale” che sta facendo rapidamente il giro del web, catturando l’attenzione di migliaia di persone alla disperata ricerca di pace.
Tutto è nato da una provocazione tanto semplice quanto dirompente ideata dal primo cittadino del paese, stanco di vedere i pochi giovani rimasti e i turisti di passaggio seduti sui muretti di pietra della piazza principale, a testa china, completamente assorbiti dagli schermi luminosi dei loro smartphone, incapaci persino di scambiarsi un cenno di saluto. Armato di vernice e di un robusto asse di legno recuperato da un vecchio fienile, il sindaco ha fatto installare un vistoso cartello proprio all’ingresso della piazza centrale, recante un messaggio che suona come una vera e propria dichiarazione di indipendenza digitale: “Zona de-digitalizzata. Qui è severamente vietato usare lo smartphone. Guardatevi negli occhi, tornate a parlarvi e godetevi il rumore del vento”.

Dallo scetticismo al miracolo virale: il “digital detox” tra i vicoli antichi

Inizialmente, l’iniziativa era stata accolta con un misto di scetticismo e bonaria ilarità dai residenti più anziani, convinti che nessuno avrebbe mai rispettato una simile e bizzarra regola in un’epoca dominata dai social network. Ma la magia dei piccoli borghi italiani risiede proprio nella loro capacità di sorprendere.
La fotografia di quel rustico cartello di legno, scattata quasi per caso da un escursionista di passaggio e condivisa su un gruppo Facebook dedicato agli amanti del trekking, è diventata virale nel giro di pochissimi giorni. Il risultato è stato a dir poco sbalorditivo: Roccamorice ha iniziato a registrare un vero e proprio e inaspettato “boom” turistico. Centinaia di famiglie, professionisti stressati in fuga dalle grandi città e giovani coppie in cerca di un po’ di romanticismo autentico, hanno iniziato a raggiungere il paesino appenninico proprio con il desiderio esplicito di sottoporsi a questo benefico “digital detox”. Le persone arrivano, parcheggiano l’auto fuori dal centro storico, spengono volontariamente i telefoni cellulari chiudendoli negli zaini e si avventurano tra i vicoli acciottolati, respirando a pieni polmoni l’aria pura e l’atmosfera sospesa nel tempo.

Il bar del paese rinasce: via i display, tornano le chiacchiere e le carte

L’impatto di questa pacifica e silenziosa rivoluzione tecnologica si è riversato immediatamente sull’unico, storico bar del paese, vero e proprio fulcro della vita sociale della comunità. I tavolini all’aperto, un tempo tristemente popolati da avventori solitari concentrati a scorrere le bacheche virtuali, sono improvvisamente tornati a riempirsi di voci, risate genuine e accesi dibattiti.
I turisti si mescolano felicemente con gli anziani del posto, chiedendo indicazioni sui sentieri di montagna o ascoltando affascinati antiche leggende locali davanti a un buon caffè o a un bicchiere di vino rosso. Sono ricomparsi persino i vecchi e consumati mazzi di carte da scopa e briscola, offrendo l’occasione per epiche sfide intergenerazionali tra nonni abruzzesi e giovani manager milanesi in vacanza. Il proprietario del bar confessa con gli occhi lucidi di non aver mai venduto tante consumazioni negli ultimi vent’anni, ma soprattutto di aver ritrovato il piacere immenso del proprio lavoro: quello di ascoltare le storie delle persone, vere e non filtrate da uno schermo.

La lezione dei piccoli borghi: la lentezza come medicina per l’anima

La straordinaria storia del cartello “anti-smartphone” di Roccamorice non è soltanto una curiosa notizia di colore, ma rappresenta una lezione di vita profonda e universale per tutti noi. I piccoli borghi italiani, che per decenni hanno subito il dramma inesorabile dello spopolamento e dell’abbandono, possiedono in realtà l’esatto e potente antidoto ai mali della modernità.
In una società che ci impone ritmi di vita disumani, misurando il nostro valore in base alla velocità di connessione e al numero di “mi piace”, la lentezza dei borghi antichi diventa la medicina più efficace per curare l’anima. Il successo di questa iniziativa dimostra che, nel profondo, siamo tutti stanchi di vivere con la testa china su un pezzo di vetro illuminato. Abbiamo un disperato e umano bisogno di tornare a guardarci negli occhi, di perderci in una chiacchierata senza senso e di riscoprire la bellezza disarmante di un tramonto vissuto dal vivo, senza la foga di doverlo per forza fotografare. Perché a volte, per riconnettersi veramente col mondo, l’unica cosa da fare è spegnere il Wi-Fi.

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Territorio

Il sapore e la voce dell’Abruzzo conquistano il raduno di Pontida: Matteo Salvini e i vertici della Lega celebrano l’identità lucana e abruzzese tra autonomia e arrosticini

La forza dei territori e l’orgoglio della tradizione abruzzese conquistano il pratone di Pontida nel segno della sicurezza e dell’autonomia! La delegazione della Lega Abruzzo, guidata dal coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco, ha presidiato il raduno nazionale con un apprezzatissimo stand identitario, diventato il punto di incontro dei massimi vertici dello Stato. Il segretario federale Matteo Salvini si è unito alla festa dei giovani per degustare i tradizionali arrosticini, seguito dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana e dai vice segretari Claudio Durigon e Silvia Sardone. D’Incecco blinda le priorità per l’autunno del 2026: “Portiamo a Roma la voce del nostro popolo. Meno tasse, contrasto all’immigrazione clandestina e più tutele per il lavoro e le pensioni”. Scoprite tutto il reportage nel nostro articolo! 👇

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Pontida raduno lega

Roma – Ci sono raduni politici che superano i confini della mera e asettica parata di partito per trasformarsi in autentiche officine di comunità, sintonizzazioni dell’appartenenza rionale e presìdi di resistenza civile a tutela dell’identità storica dei territori. La politica, quando recupera la sua originaria e più nobile funzione etica e civile di vicinanza alla strada, si propone come l’unico vero specchio trasparente in grado di intercettare le istanze e i bisogni reali della penisola, offrendo alle famiglie e ai militanti un’oasi di spensieratezza colta e condivisione reale contro il torpore del presente. Nel corso dell’appena trascorso fine settimana di settembre, lo storico e monumentale pratone di Pontida si è confermato l’epicentro del dibattito istituzionale e macroeconomico del Centro-Nord. Un fine settimana denso di emozioni e onestà intellettuale che ha visto la partecipazione compatta, fiera e organizzata di una folta delegazione stanziale della Lega Abruzzo, scesa in Lombardia per blindare il proprio ruolino di marcia pluriennale.

La carovana abruzzese, composta da amministratori locali, dirigenti della scuderia del Carroccio, sindaci di frontiera e dai ragazzi della Lega Giovani, ha portato sul palcoscenico nazionale le richieste e i soft skill di una smart land che mette il lavoro, il merito e la legalità al centro della propria agenda programmatica. Per il terzo anno consecutivo, l’Abruzzo ha presidiato l’evento con un proprio ed esclusivo stand istituzionale, un padiglione d’eccellenza andato letteralmente rubato nello sguardo e nel gradimento dei viandanti della kermesse, pensato sia come laboratorio di confronto politico d’area vasta sia come salotto accogliente per la promozione turistica ed enogastronomica delle province interne dell’Appennino, taccuino alla mano e passioni calde.

Il blitz di Matteo Salvini allo stand abruzzese: il trionfo degli arrosticini

Il momento di massimo interesse antropologico e di spensieratezza rionale si è consumato durante la sera della prima giornata, in occasione della grande festa dei giovani. I laboratori culinari dello stand abruzzese sono stati presi d’assalto da una parata d’élite di massime cariche dello Stato e del movimento federale. Il Segretario Federale e Ministro Matteo Salvini ha voluto fare squadra con i militanti peligni e aprutini, fermandosi a lungo all’interno del padiglione per assaporare e degustare in totale trasparenza gli immancabili e tradizionali arrosticini di pecora, cotti a regola d’arte sui bracieri stanziali come simbolo immortale di convivialità e connessione biologica con la propria terra d’origine, azzerando le distanze burocratiche.

Accanto a Salvini, il ruolino di marcia delle visite istituzionali ha registrato gli interventi e i saluti solenni del Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, e dei vice segretari federali del partito, l’europarlamentare Silvia Sardone e il sottosegretario Claudio Durigon. Tutti gli esponenti di governo sono stati accolti con immensa e calorosa onestà intellettuale dalle tute blu della militanza lucana e abruzzese, trasformando la cucina tipica nella risorsa terapeutica più potente per cementare un’alleanza di scopo trasparente tra i territori e i corridoi dei ministeri a Roma, scacciando le nevrosi causate dall’isolamento digitale degli smartphone.

Il manifesto di Vincenzo D’Incecco: «Più sicurezza, meno tasse e autonomia reale»

La valenza politica della due giorni lombarda è stata blindata e sintetizzata con assoluta fermezza civile dal coordinatore regionale della Lega Abruzzo, Vincenzo D’Incecco. L’esponente del Carroccio ha messo a verbale le scadenze e le priorità del partito in vista della sessione di bilancio autunnale del 2026, esigendo dal Parlamento risposte flessibili e repentine per blindare il welfare delle famiglie e dei pensionati dello Stato, contrastando il doloroso esodo all’estero delle migliori intelligenze delle nostre province, attraverso misure strutturali e tassi agevolati sul merito del lavoro.

«Pontida è una grande festa della nostra comunità, ma soprattutto un appuntamento politico fondamentale per rilanciare le nostre battaglie storiche», dichiara con spavaldo orgoglio Vincenzo D’Incecco, tracciando il bilancio del weekend montano prima delle scadenze programmatiche. «Abbiamo portato a Pontida la voce verace e le istanze dei cittadini abruzzesi. Le nostre priorità restano limpide e prive di filtri interpretativi: vogliamo più sicurezza urbana nelle stazioni, l’applicazione immediata dell’autonomia differenziata, meno tasse sulle imprese sane, la difesa strenua del lavoro e delle pensioni, investimenti ingegneristici sulle infrastrutture e un contrasto inflessibile all’immigrazione clandestina per garantire la tenuta sociale dei rioni. Un grazie immenso va ai militanti e ai dirigenti che dimostrano la forza inarrestabile della Lega Abruzzo». I verbali della kermesse sono sigillati e le bandiere riposte: la carovana torna a L’Aquila e Pescara, pronta a tradurre l’energia di Pontida in atti concreti a difesa della propria terra.

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Piana del Cavaliere

Motori, fango e adrenalina: il Campionato Italiano Trial 4×4 infiamma Rocca di Botte

Motori rombanti, fango, ostacoli estremi e pura adrenalina! Il pittoresco borgo abruzzese di Rocca di Botte si è trasformato per un giorno nella grande capitale nazionale delle ruote tassellate, ospitando con un clamoroso successo di pubblico e partecipanti l’attesissima quarta tappa del Campionato Italiano Trial 4×4 (inserita nel blasonato calendario ACI Sport e Federazione Italiana Fuoristrada). Decine di agguerriti ed espertissimi equipaggi, giunti da tutta Italia, si sono sfidati a bordo di potentissimi fuoristrada, superando con chirurgica precisione di guida pendenze al limite del ribaltamento sulle impervie rocce marsicane. Un trionfo sportivo reso possibile grazie all’impeccabile organizzazione del Club Trapper 4×4 e allo straordinario ed essenziale lavoro di accoglienza e ristoro portato avanti instancabilmente dai preziosi volontari della Pro Loco locale. Leggi il resoconto completo della gara e i ringraziamenti ai piloti nel nostro articolo 👇

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Premiazione

Rocca di Botte – Il silenzio millenario e rassicurante delle affascinanti montagne marsicane, solitamente interrotto solo dal soffio del vento tra le fronde degli alberi e dal richiamo della fauna selvatica, ha magicamente ceduto il passo per un’intera giornata al ruggito possente e inconfondibile dei motori spinti al massimo dei giri. Il piccolo, splendido e attivissimo borgo abruzzese di Rocca di Botte si è infatti trasformato per ventiquattr’ore in una vera e propria capitale nazionale del brivido su quattro ruote, ospitando con immenso orgoglio istituzionale e una perfetta macchina organizzativa un evento sportivo di primissima grandezza e di indiscutibile richiamo mediatico.
Una domenica di purissima adrenalina, inossidabile passione motoristica e grandissimo spettacolo a cielo aperto ha letteralmente animato il territorio comunale, che ha fatto da meravigliosa e aspra cornice naturale alla quarta e attesissima tappa ufficiale del Campionato Italiano Trial 4×4. Un appuntamento di assoluto prestigio agonistico, rigorosamente inserito all’interno del severo e blasonato calendario ufficiale diramato da ACI Sport in stretta e totale sinergia con la Federazione Italiana Fuoristrada, che ha richiamato nel cuore verde dell’Abruzzo centinaia di appassionati, curiosi e turisti provenienti da ogni angolo della penisola per assistere alle spericolate evoluzioni dei piloti.

Lo spettacolo del Trial: tecnica, controllo estremo e pendenze vertiginose

Assistere dal vivo a una gara del Campionato Italiano Trial 4×4 significa immergersi in una dimensione sportiva affascinante e unica nel suo genere, profondamente diversa dalle classiche e frenetiche corse di pura velocità su pista o su asfalto. Il Trial, infatti, è la quintessenza dell’abilità di guida fuoristrada: una disciplina severa, complessa e altamente tecnica nella quale la concentrazione, la precisione millimetrica e il controllo assoluto del mezzo meccanico risultano essere gli elementi assolutamente fondamentali e indispensabili per affrontare, aggredire e superare indenni le pendenze più estreme.
Gli equipaggi in gara si sono dovuti cimentare su tracciati naturali di rara e spaventosa asprezza, affrontando ostacoli apparentemente insormontabili, fango scivoloso, rocce aguzze e buche insidiose preparate con cura dagli organizzatori. I piloti, con freddezza chirurgica e una gestione millimetrica dell’acceleratore e dei bloccaggi dei differenziali, hanno letteralmente danzato con i loro imponenti e potentissimi veicoli fuoristrada sulle rocce della Marsica, regalando al folto pubblico assiepato a bordo pista momenti di autentico cardiopalma e di purissimo e indimenticabile spettacolo sportivo, tra evoluzioni al limite delle leggi della fisica e del ribaltamento.

Il ringraziamento istituzionale: la Federazione sceglie ancora la Marsica

L’enorme e conclamato successo di pubblico e di iscrizioni registrato durante l’intera kermesse sportiva domenicale non è certamente frutto del caso, ma è il felice risultato di una lunghissima e laboriosa preparazione logistica svolta nei mesi precedenti. L’amministrazione comunale di Rocca di Botte ha infatti voluto esprimere pubblicamente il proprio più sincero e sentito ringraziamento ai vertici organizzativi dell’evento.
Il plauso ufficiale e incondizionato delle istituzioni cittadine è stato rivolto ai vertici della Federazione Italiana Fuoristrada e, in particolar modo, all’instancabile e appassionato Club Trapper 4×4. Un ringraziamento doppio: non solo per la maniacale e perfetta cura messa in campo nella complessa preparazione e realizzazione fisica e logistica dell’impegnativa e sicura manifestazione sportiva, ma soprattutto per la grande e rinnovata fiducia dimostrata verso le potenzialità della comunità, avendo scelto per l’ennesima volta, e con grandissima soddisfazione reciproca, i monti impervi e affascinanti di Rocca di Botte come scenario ideale e naturale per l’affascinante mondo del fuoristrada nazionale.

Il cuore dell’accoglienza: il trionfo dei piloti e il lavoro insostituibile della Pro Loco

In una giornata dominata dal sudore dei piloti e dalla potenza sprigionata dall’acciaio dei motori rombanti, un ruolo assolutamente nevralgico, silenzioso ma fondamentale per la totale riuscita dell’evento è stato giocato dalla straordinaria macchina dell’ospitalità locale. Il Comune ha infatti rivolto un encomio particolarissimo ed estremamente caloroso ai volontari e ai direttivi della Pro Loco di Rocca di Botte.
I membri dell’associazione si sono prodigati senza sosta fin dalle prime luci dell’alba, collaborando strettamente all’organizzazione generale e occupandosi egregiamente di tutta l’imponente area dedicata alla sistemazione dei mezzi e, soprattutto, della delicata fase del ristoro, offrendo a tutti i partecipanti, ai team di meccanici e al folto pubblico accaldato un importantissimo, efficiente e tipicamente abruzzese punto di accoglienza e rifocillamento durante l’intero e lunghissimo arco della competizione. La giornata di sport si è poi festosamente e trionfalmente conclusa con le attese e meritati premiazioni di rito: l’amministrazione, insieme agli applausi scroscianti e convinti del pubblico, ha voluto tributare i propri complimenti più sinceri a tutti gli equipaggi che hanno avuto il coraggio di mettersi alla prova, ai trionfatori assoluti di giornata e a quanti sono faticosamente e gloriosamente saliti sui gradini più alti del podio nelle varie e complesse categorie in gara. I motori si spengono, ma il cuore di Rocca di Botte continua a battere forte.

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Rocca di Botte guarda all’Europa: verso il gemellaggio storico con il borgo ceco di Svatý Jan pod Skalou

I piccoli borghi italiani guardano all’Europa per rilanciare il turismo locale! Importante vertice istituzionale a Roma, dove il Sindaco di Rocca di Botte, Elvino Marzolini (accompagnato dalla Consigliera Sara Di Paolo e da Monika Simeckova), ha incontrato ufficialmente Jiří Bouček, primo cittadino dello splendido borgo della Repubblica Ceca di Svatý Jan pod Skalou. L’incontro segna un passo decisivo verso un imminente patto di gemellaggio internazionale, fortemente incentrato sullo sviluppo del “turismo lento” e dei cammini spirituali a piedi. Il comune ceco, che vanta un’incredibile esperienza logistica con ben sette percorsi escursionistici attivi, condividerà le proprie vincenti “buone pratiche” con l’amministrazione marsicana per valorizzare al massimo lo straordinario patrimonio storico, paesaggistico e religioso di Rocca di Botte. Scopri i dettagli di questo bellissimo e storico progetto di fratellanza europea nel nostro articolo 👇

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Elvino Marzolini e Jiří Bouček

Roma – La straordinaria bellezza e l’immenso potenziale dei piccoli e pittoreschi borghi storici italiani non conoscono confini geografici, e quando la visione politica a livello locale decide coraggiosamente di allargare i propri orizzonti guardando all’Europa, si creano connessioni umane e turistiche dal valore letteralmente inestimabile. È con questo ambizioso, nobile e lungimirante spirito di apertura internazionale che l’amministrazione comunale di Rocca di Botte, incantevole e suggestivo scrigno di tradizioni situato nel cuore verde della Marsica abruzzese, ha appena compiuto un passo istituzionale di fondamentale e storica importanza per il futuro del proprio territorio e della propria comunità.
Nelle prestigiose sale istituzionali della Capitale, si è infatti consumato un incontro diplomatico destinato a lasciare un segno profondo nella storia del paese. Il Sindaco in carica di Rocca di Botte, Elvino Marzolini, affiancato dall’impegno costante della Consigliera comunale Sara Di Paolo e dalla preziosissima collaborazione organizzativa di Monika Simeckova, ha avuto l’immenso piacere e il grandissimo onore di accogliere ufficialmente in Italia Jiří Bouček, primo cittadino dello splendido borgo della Repubblica Ceca di Svatý Jan pod Skalou. Un vertice cordiale, denso di significato e di prospettive, che si inserisce perfettamente nel lungo e meticoloso percorso burocratico e umano che condurrà le due affascinanti e antiche comunità alla firma di un formale e duraturo patto di gemellaggio.

Il ponte culturale tra Italia e Repubblica Ceca per il turismo lento

L’appuntamento istituzionale svoltosi a Roma non rappresenta affatto una semplice, formale e fredda stretta di mano a favore dei fotografi di rito, bensì la posa di un solidissimo e strategico mattone all’interno di un progetto di collaborazione a lunghissimo termine. L’incontro segna infatti un ulteriore e decisivo passo in avanti verso una partnership concreta, strutturata e visceralmente incentrata sulla valorizzazione turistica incrociata dei rispettivi e meravigliosi territori.
L’amministrazione di Rocca di Botte ha le idee estremamente chiare sul proprio futuro economico e promozionale, e guarda con particolare, spasmodica e vitale attenzione allo sviluppo sistemico del cosiddetto “turismo lento”. Il focus principale di questa nascente fratellanza italo-ceca verte infatti in maniera specifica sul turismo di matrice culturale, su quello strettamente legato alle millenarie tradizioni religiose e, soprattutto, sull’incredibile e crescente bacino d’utenza rappresentato dai “cammini spirituali”. In un’epoca dominata dallo stress cittadino e dalla velocità compulsiva, un numero sempre maggiore di viaggiatori europei sceglie infatti di rimettersi in cammino a piedi, con lo zaino in spalla, alla ricerca disperata di silenzio, spiritualità e contatto autentico e primordiale con la natura incontaminata dei piccoli centri montani.

L’esperienza dei sette sentieri: il modello ceco sbarca nella Marsica

In questa complessa e affascinante sfida turistica, il borgo di Rocca di Botte non poteva farsi affiancare da un partner europeo più esperto, preparato e qualificato. L’amministrazione guidata dal sindaco Jiří Bouček porta infatti in dote a questo neonato progetto di gemellaggio un bagaglio di esperienza logistica e organizzativa di inestimabile valore, maturata egregiamente negli anni proprio nel settore nevralgico del turismo lento.
Il territorio di Svatý Jan pod Skalou è infatti celebre e rinomato in tutta l’Europa Centrale per la perfetta e maniacale gestione e manutenzione dei percorsi escursionistici, potendo vantare la presenza di ben sette magnifici e strutturati cammini a piedi che attraversano, interessano e valorizzano ogni singolo e prezioso angolo del proprio territorio comunale. L’obiettivo dichiarato del vertice romano è proprio quello di importare nella Marsica queste comprovate e vincenti buone pratiche logistiche, studiando i metodi di accoglienza ceca per applicarli con successo ai meravigliosi e impervi sentieri che circondano il borgo abruzzese, offrendo così ai futuri camminatori e pellegrini un’esperienza di viaggio sicura, spirituale e indimenticabile.

Condivisione di buone pratiche per valorizzare un patrimonio unico

Il patto di amicizia siglato idealmente a Roma sancisce un principio politico e amministrativo meraviglioso e modernissimo: i piccoli comuni, per sopravvivere alle spietate logiche di mercato e all’inarrestabile spopolamento demografico, non devono chiudersi a riccio nei propri campanilismi territoriali, ma devono al contrario sapersi unire, abbracciare e confrontare.
L’incontro tra Marzolini e Bouček si è trasformato in un fecondo, continuo e appassionato confronto di esperienze amministrative, successi turistici e buone pratiche gestionali. Un bagaglio di conoscenze condivise che potrà e dovrà contribuire in maniera assolutamente decisiva alla nascita, alla crescita e allo sviluppo di nuove e brillanti iniziative comuni, finalizzate alla promozione capillare su scala internazionale del ricco, variegato e prezioso patrimonio storico, architettonico, religioso e paesaggistico di Rocca di Botte. Il futuro del borgo marsicano passa per l’Europa, e la strada per raggiungerlo, zaino in spalla, è appena stata ufficialmente tracciata.

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