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Al Teatro Parioli Costanzo di Roma debutta Pesci ad Aprile: I Centouno tra addio al celibato, risate e amicizia vera

Al Teatro Parioli Costanzo arriva “Pesci ad Aprile” con I Centouno.

Dal 12 al 22 novembre il celebre trio comico porta in scena una commedia brillante sulle paure prima del matrimonio e la notte più folle di un addio al celibato, tra risate travolgenti e il valore unico dell’amicizia vera.

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Pesci ad Aprile

Roma – Il prestigioso palcoscenico capitolino del quartiere Parioli si prepara ad accogliere una ventata travolgente di comicità, ritmo teatrale ed emozioni autentiche. Da giovedì 12 fino a domenica 22 novembre 2026, lo storico Teatro Parioli Costanzo ospiterà il debutto dell’attesissima commedia brillante intitolata Pesci ad Aprile. Protagonista assoluto della pièce è il celebre trio comico I Centouno, composto dagli attori Luca Latino, Flavio Moscatelli ed Ezio Passacantilli, tre talenti legati da un’amicizia indissolubile fin dall’infanzia che promette di entusiasmare il pubblico del nostro territorio.

Dopo aver collezionato una lunga serie di sold out nei maggiori teatri d’Italia, i tre interpreti romani tornano in scena per raccontare con leggerezza e profondità i dilemmi dell’età adulta, i bilanci generazionali e le insicurezze che precedono il grande passo del matrimonio. Lo spettacolo, impreziosito dalla partecipazione dell’attrice Francesca Anna Bellucci e firmato per la regia dal talentuoso Leonardo Buttaroni, si inserisce perfettamente nel vivace cartellone d’autunno dedicato alle eccellenze della cultura teatrale italiana.

L’intreccio narrativo prende il via a sole ventiquattr’ore dal fatidico giorno delle nozze, quando l’ansia pre-matrimoniale e la paura del futuro rischiano di travolgere il futuro sposo in un vortice di dubbi e rimpianti inconfessabili. Un’opera che valorizza la scrittura d’autore e la recitazione dal vivo, dialogando a distanza con le grandi rassegne artistiche nazionali come la recente apertura del Catania Film Fest con il film Idda sull’Etna, dimostrando la vitalità del nostro panorama performativo.

I Centouno e la commedia brillante Pesci ad Aprile al Teatro Parioli Costanzo

La forza trainante dello spettacolo risiede nella straordinaria alchimia naturale che unisce i tre interpreti principali. Cresciuti insieme condividendo sogni artistici, sacrifici e tanta gavetta sui palcoscenici romani, I Centouno portano in scena una dinamica di gruppo spontanea e travolgente, dove ogni battuta scaturisce dalla conoscenza reciproca e dalla complicità decennale maturata tra Luca Latino, Flavio Moscatelli ed Ezio Passacantilli.

Nella finzione teatrale, gli amici di sempre si trasformano nello scudo protettivo ideale per affrontare la crisi di smarrimento del futuro sposo, orchestrando un addio al celibato che avrebbe dovuto essere indimenticabile e che finisce invece per trasformarsi in una centrifuga di risvolti tragicomici e colpi di scena esilaranti. Una riflessione acuta sulle fragilità maschili contemporanee che diverte e commuove, confermando l’ottima salute del mondo dello spettacolo capitolino.

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Leonardo Buttaroni e la regia tra risate e dubbi prima del matrimonio

La sapiente direzione registica curata da Leonardo Buttaroni riesce a calibrare con estrema precisione i tempi comici del testo, evitando le facili caricature per scavare nelle pieghe intime dei protagonisti. L’addio al celibato diventa così la lente d’ingrandimento attraverso cui osservare le insicurezze di una generazione sospesa tra il desiderio di indipendenza giovanile e l’assunzione definitiva delle responsabilità familiari.

La narrazione serrata trascina gli spettatori in un vortice di gag visive, dialoghi brillanti e rivelazioni inaspettate che svelano segreti mai confessati prima, costringendo i personaggi a fare i conti con le proprie scelte di vita. Il palco del Teatro Parioli Costanzo si trasforma nell’arena perfetta per celebrare l’importanza dell’ascolto e della solidarietà fraterna nei momenti di massima vulnerabilità emotiva.

Francesca Anna Bellucci e la notte surreale dell’addio al celibato

A scombinare definitivamente i piani della serata interviene la presenza scenica della talentuosa Francesca Anna Bellucci, interprete di una curiosa e imprevedibile professionista ingaggiata dai complici per animare la festa prima del «sì». Il suo ingresso in scena dà vita a una sequenza di equivoci a catena che farà vivere ai tre amici le ventiquattr’ore più assurde e surreali della loro esistenza.

Tra risate liberatorie e improvvisi momenti di sincera commozione, la commedia lancia un messaggio potente e rassicurante: non esiste tempesta nella vita che non possa essere superata quando si ha la fortuna di avere accanto gli amici di sempre. Un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro d’intrattenimento intelligente, pronto a regalare dieci giorni di grande successo nel cuore della capitale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Love Sharing Festival 2026 a Cagliari: nonviolenza, donne e disabilità nel segno di Aldo Capitini e Danilo Dolci

Love Sharing Festival 2026 a Cagliari: tre giorni dedicati alla nonviolenza e ai diritti.

Dal 5 al 7 novembre incontri, laboratori e teatro tra l’Università e il Teatro Sant’Eulalia nel segno di Aldo Capitini e Danilo Dolci, con approfondimenti su donne, disabilità e media.

Cosa ne pensate di queste iniziative che promuovono l’educazione alla pace? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Love Sharing Festival 2026

Cagliari – Il capoluogo sardo si trasforma nella capitale dell’impegno civile, della riflessione pedagogica e dei linguaggi inclusivi con la nuova edizione di una delle manifestazioni più significative del panorama nazionale. Entra nel vivo l’undicesima edizione del Love Sharing Festival, promossa e organizzata con passione dalla compagnia Theandric Teatro Nonviolento con la direzione artistica di Maria Virginia Siriu e la consulenza scientifica del sociologo Salvatore Deiana. Un appuntamento imperdibile che attraversa spazi accademici e sale teatrali storiche per valorizzare la coesione sociale e il dialogo democratico nel nostro territorio.

L’edizione di quest’anno è interamente dedicata al fecondo sodalizio intellettuale e umano tra due giganti del pacifismo italiano, intitolata emblematicamente Aldo Capitini e Danilo Dolci: voci da un’amicizia. Attraverso tavole rotonde, laboratori di formazione e spettacoli dal vivo, la rassegna mette in rete la cittadinanza, il mondo dell’informazione e la comunità universitaria, dialogando idealmente con le grandi produzioni performative della penisola come il recente debutto al Teatro Parioli Costanzo a Roma con lo spettacolo Pesci ad Aprile, confermando la centralità delle arti sceniche nella cultura contemporanea.

Il denso programma di venerdì 6 novembre prenderà il via alle ore 14 nell’Aula Capitini della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari, con un seminario accademico dedicato alla pedagogia politica e sociale del filosofo perugino. A guidare la riflessione sarà la docente Gabriella Falcicchio dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, affiancata dagli interventi istituzionali della direttrice di dipartimento Elisabetta Gola e delle relatrici Claudia Secci e Salvatore Deiana.

Maria Virginia Siriu e la nuova edizione del Love Sharing Festival a Cagliari

La direttrice artistica Maria Virginia Siriu ha ribadito come la nonviolenza non debba essere intesa come una teoria astratta, bensì come una pratica quotidiana che parte dalla cura delle relazioni umane e dalla consapevolezza delle parole che utilizziamo. Dalle aule universitarie il festival si sposterà nel tardo pomeriggio sul palcoscenico del Teatro Sant’Eulalia, situato nel cuore pulsante dello storico quartiere Marina in via del Collegio.

Alle ore 18 si aprirà il confronto Donne, disabilità e media. Parole vs barriere, un momento di analisi fondamentale coordinato da esperte della comunicazione come Susi Ronchi, Donatella Petretto, Sandra Pani e Daniela Paba. Al centro del dibattito vi sarà la responsabilità deontologica degli organi di informazione nel decostruire stereotipi pietistici e rappresentazioni paternalistiche, promuovendo una narrazione rispettosa dei diritti soggettivi delle donne con disabilità.

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Gabriella Falcicchio e l’eredità di Aldo Capitini tra ateneo e Sant’Eulalia

La serata di venerdì proseguirà alle ore 19 con i suggestivi Reading multiculturali, un viaggio affascinante attraverso fiabe popolari narrate in sette lingue differenti e tradotte simultaneamente in italiano per valorizzare la bellezza dell’interculturalità. A chiudere la giornata, alle ore 20, sarà l’atteso incontro Antifascismo tra i giovani, condotto nuovamente dalla docente Gabriella Falcicchio per rileggere il pensiero di Aldo Capitini come esercizio attivo di cittadinanza democratica e contrasto a ogni forma di autoritarismo.

La pedagogia capitiniana della nonmenzogna e dell’apertura corale costituisce ancora oggi un faro indispensabile per educare le nuove generazioni all’empatia e alla cooperazione, elementi fondamentali per il benessere psicologico e l’armonia sociale approfonditi costantemente nella nostra rubrica di psicologia delle relazioni. La capacità di opporsi alla sopraffazione attraverso il dialogo rappresenta la più alta forma di civiltà moderna.

Danilo Dolci e i laboratori di maieutica reciproca per la scuola

Le giornate successive vedranno protagonista la straordinaria eredità metodologica di Danilo Dolci. Sabato 7 novembre la formatrice Tiziana Rita Morgante guiderà un laboratorio partecipativo sulla maieutica reciproca, prima di lasciare spazio nel pomeriggio agli interventi poetici di Pierpaolo Loi e ai contributi di Caterina Benelli e Annabella Coiro. Lunedì 9 novembre, inoltre, l’Istituto Tecnico Marconi ospiterà un seminario accreditato dal CESP per decostruire i meccanismi di dominio e bullismo nelle aule scolastiche.

La rassegna troverà il proprio compimento tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre con tre spettacoli teatrali d’eccezione al Sant’Eulalia, spaziando dagli adattamenti deleddiani della Compagnia García Lorca fino alle Coefore di Eschilo portate in scena dal Teatro S’Arza. Un festival coraggioso e necessario che onora la Sardegna e dimostra come la cultura della pace sia l’unico orizzonte possibile per un futuro condiviso.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Catania Film Fest apre la quindicesima edizione con Idda di Irene Dionisio: cinema e gentilezza alle pendici dell’Etna

Al via il 15° Catania Film Fest: la grande kermesse apre con Idda e la magia dell’Etna.

Dall’11 novembre il centro Zo ospita proiezioni, mostre e giurie d’eccellenza con il montatore premio Oscar Cristiano Travaglioli e il presidente onorario Óliver Laxe. Una settimana di grande cinema indipendente all’insegna della cultura e della gentilezza.

Cosa ne pensate di questo festival che porta il cinema d’autore in Sicilia? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Irene Dionisio

Catania – Si accendono i riflettori sulla grande stagione cinematografica siciliana con il ritorno di una delle kermesse più autorevoli del panorama indipendente euromediterraneo. Da mercoledì 11 novembre prenderà il via la quindicesima edizione del Catania Film Fest, ospitata negli spazi polifunzionali di Zo Centro Culture Contemporanee nel capoluogo etneo. Una rassegna prestigiosa costruita attorno ai valori cardine dell’identità territoriale, delle urgenze sociali e della gentilezza, pronta a coinvolgere appassionati, registi e giovani talenti per arricchire la proposta culturale del nostro territorio.

Ad aprire ufficialmente il cartellone della manifestazione sarà la proiezione speciale del film Idda, diretto dalla regista torinese Irene Dionisio e co-sceneggiato con Marco Borromei, con le suggestive musiche originali composte dal maestro Matteo Marini. L’opera narra la complessa vicenda affettiva tra Sofia e Adele, due trentenni nate a Catania che scelgono di affrontare insieme l’ascesa dell’Etna, la maestosa montagna-donna, trasformando un percorso fisico e geologico in un viaggio interiore di riconciliazione con il passato nel ricco panorama della cultura cinematografica contemporanea.

L’edizione del quindicennale conferma la forte vocazione dell’evento nel porsi come crocevia vivo tra generazioni differenti, collegando la sapienza dei maestri affermati con l’energia propositiva degli studenti universitari e liceali, un valore educativo e partecipativo che richiama la bella testimonianza raccontata per la visita a Ca’ Spineda a Treviso con nonna Fernanda, dimostrando come le arti visive siano capaci di unire comunità distanti.

Cateno Piazza e la quindicesima edizione del Catania Film Fest tra Zo e l’Etna

Grande soddisfazione è stata espressa dal fondatore e direttore artistico della rassegna, Cateno Piazza, che ha voluto rimarcare il significato profondo di un traguardo così prestigioso per tutta l’isola: «Arrivare alla quindicesima edizione del festival rappresenta un motivo di grandissimo orgoglio e di responsabilità civica. Continuiamo a credere nel linguaggio audiovisivo come strumento privilegiato di dialogo, identità comunitaria e crescita culturale, capace di raccontare la nostra terra e aprirla al resto del mondo nel segno della gentilezza e dell’accoglienza».

A impreziosire ulteriormente la caratura internazionale della manifestazione sarà la figura del Presidente Onorario, il celebre cineasta franco-galiziano Óliver Laxe, fresco vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes con l’opera Sirāt. La sua presenza a Catania simboleggia l’apertura del festival verso le correnti più innovative del cinema d’autore europeo, consolidando il ruolo della città etnea come capitale dell’intrattenimento di qualità nel mondo dello spettacolo.

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Cristiano Travaglioli ed Elisa Amoruso nella giuria del Catania Film Fest

Particolarmente prestigiosa si presenta la composizione delle giurie tecniche chiamate a valutare le opere in concorso. La sezione internazionale Catania Film Euromediterranea vedrà all’opera figure di primissimo piano dell’industria audiovisiva: tra loro spicca il montatore Cristiano Travaglioli, storico collaboratore del premio Oscar Paolo Sorrentino per capolavori quali La grande bellezza, Il Divo e Youth, affiancato dalla regista Elisa Amoruso e dalla reporter di guerra e documentarista Laura Silvia Battaglia, esperta dei contesti mediorientali.

Il concorso nazionale Catania Film Italiana sarà invece giudicato da una commissione d’eccezione guidata dalla regista e attrice Cristina Puccinelli, premiata con il Nastro d’Argento, insieme alla docente e autrice Maria Arena e al critico cinematografico Erfan Rashid. Accanto alle sezioni competitive ufficiali, una giuria giovanile composta da studenti delle scuole superiori e dell’ateneo catanese assegnerà il premio ai migliori cortometraggi, mentre il pubblico in sala voterà il Miglior Film Indipendente 2026.

Giusi Amara e la mostra d’arte Corpi Sotto Accusa per le donne

A fare da cornice ideale alle proiezioni sarà un ricco programma di eventi collaterali dedicati alle arti figurative. Nella Sala Grigia del centro Zo sarà allestita la mostra collettiva di pittura intitolata Corpi Sotto Accusa, curata dalla storica dell’arte Giusi Amara, concepita come un potente manifesto visivo contro ogni forma di giudizio e violenza morale sul corpo femminile, arricchita dalle tele degli artisti Maria Pia Vitale, Anita Simone, Giusi Lardizzone, Adriana Di Benedetto e Daniele Raimondo.

Realizzata con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e sostenuta dalla Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura e dalla Regione Siciliana, la manifestazione si prepara a regalare una settimana di proiezioni, dibattiti e incontri d’autore capaci di proiettare la città di Catania al centro del dibattito culturale internazionale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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A 99 anni visita Ca’ Spineda a Treviso, la lezione di vita di nonna Fernanda: leggerò la pinacoteca prima dei cento anni

A 99 anni visita Ca’ Spineda a Treviso: la straordinaria lezione di nonna Fernanda.

Accompagnata da tre giovani studenti dei licei cittadini che le hanno fatto da guide, l’anziana ha ammirato i capolavori del palazzo e ha ricevuto in dono il catalogo d’arte dal Presidente promettendo: “Lo leggerò tutto prima dei 100 anni!”.

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Fernanda

Treviso – Ci sono giornate in cui la bellezza dell’arte incontra la forza straordinaria della vita, regalando emozioni indimenticabili che superano ogni barriera generazionale. Nelle storiche sale affrescate di Ca’ Spineda, prestigiosa sede della Fondazione Cassamarca affacciata su piazza San Leonardo, si è consumata una visita del tutto eccezionale che ha commosso l’intera comunità cittadina. Protagonista assoluta di questo momento speciale è stata la signora Fernanda, arzilla visitatrice di novantanove anni compiuti, che ha voluto dedicare un intero pomeriggio alla scoperta dei capolavori artistici custoditi nel cuore del capoluogo della Marca, testimoniando un attaccamento profondo e autentico alla storia e alle tradizioni del nostro territorio.

Varcata la soglia dell’antico palazzo cinquecentesco accompagnata dall’affetto premuroso della figlia e della nuora, la longeva ospite ha immediatamente contagiato tutti i presenti con la sua straordinaria vivacità d’animo. Sorridente, simpatica, curiosa e attentissima a ogni dettaglio architettonico, l’anziana ha percorso con passo sicuro e sguardo attento i diversi ambienti monumentali, dimostrando come la passione per il bello e la sete di conoscenza non conoscano limiti anagrafici, un messaggio di speranza che si inserisce a pieno titolo nelle più nobili iniziative della cultura cittadina.

A rendere l’esperienza ancora più suggestiva ed emozionante è stata la presenza di tre giovanissimi studenti trevigiani, Rachele, Giulia e Riccardo, allievi dell’Istituto Tecnico per il Turismo Mazzotti e del Liceo Economico Riccati-Luzzatti. Impegnati nei progetti di formazione e accoglienza museale, i tre ragazzi si sono trasformati per un giorno in guide d’eccezione, instaurando un dialogo intergenerazionale toccante che ricorda l’intensità espressiva vista di recente anche a Roma con lo spettacolo teatrale Anghingò al Villa Lazzaroni, dove memoria e futuro si fondono armoniosamente.

Fernanda e la visita speciale a Ca’ Spineda con gli studenti di Treviso

L’incontro tra l’ultranovantenne e i giovani liceali ha rappresentato uno dei momenti più alti dell’intero percorso culturale. I tre studenti hanno illustrato con dovizia di particolari le sale decorate, i soffitti lignei e i preziosi dipinti che compongono la collezione permanente, trovando nella signora Fernanda un’interlocutrice d’eccezione, pronta a fare domande pertinenti e a condividere aneddoti sul passato della città di Treviso.

Per i giovani ciceroni dell’istituto Mazzotti e del liceo Riccati-Luzzatti, la giornata ha costituito un’autentica lezione di vita sul campo: spiegare il patrimonio storico a una donna nata quasi un secolo fa ha permesso di toccare con mano il valore sociale della memoria collettiva. La curiosità inesauribile mostrata dall’anziana ha dimostrato quanto l’accesso ai luoghi della conoscenza rappresenti un fattore fondamentale per il benessere psicologico e la longevità attiva, abbattendo ogni forma di isolamento e solitudine.

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Luigi Garofalo e il catalogo della Pinacoteca per i cento anni di Fernanda

Al termine dell’itinerario guidato, l’ospite d’onore ha ricevuto un omaggio prestigioso direttamente dai vertici dell’ente culturale. Il presidente di Fondazione Cassamarca, l’avvocato Luigi Garofalo, ha voluto accogliere personalmente l’anziana visitatrice per congratularsi del suo entusiasmo contagioso, consegnandole in dono un prezioso volume dedicato alla catalogazione delle opere della Pinacoteca di Ca’ Spineda.

Ricevuto il tomo illustrato tra le mani, la signora non ha esitato a strappare un sorriso e un applauso a tutti i presenti con una battuta carica di spirito ed energia positiva: «Leggerò questo catalogo con grandissima attenzione prima di compiere cento anni!», ha assicurato con tono squillante. Una dichiarazione d’intenti che testimonia una voglia di vivere invidiabile e una mente lucida, pienamente integrata nelle migliori abitudini e nei ritmi sani del mondo del lifestyle e della terza età.

Fondazione Cassamarca e il valore della cultura per tutte le generazioni

L’episodio ha riscosso un immediato apprezzamento da parte dei cittadini e delle istituzioni locali, sottolineando la vocazione inclusiva che da sempre caratterizza le iniziative promosse all’interno del polo espositivo veneto. Aprire i monumenti storici e le pinacoteche alle persone di tutte le età, favorendo il contatto diretto con gli istituti scolastici della provincia, rappresenta una scelta strategica vincente per la valorizzazione del territorio.

La giornata trascorsa tra i dipinti cinquecenteschi da nonna Fernanda resterà impressa a lungo nella memoria del personale di custodia e dei giovani studenti trevigiani. In una società che spesso corre troppo in fretta dimenticando i propri anziani, l’esempio di questa donna quasi centenaria ricorda a tutti noi che la bellezza dell’arte non ha età e che la vera giovinezza risiede nella capacità di continuare a meravigliarsi di fronte a un quadro.

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