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Salute

Stati Generali della Comunicazione per la Salute a Roma: Federsanità assegna l’Award Contronarrazione per valorizzare il Servizio Sanitario Nazionale

Al WE GIL di Roma si è svolta la quarta edizione degli Stati Generali della Comunicazione per la Salute promossi da Federsanità: assegnati i primi Award Contronarrazione con il presidente Fabrizio d’Alba, ANCI, Regione Lazio e Ministero della Salute per premiare le migliori campagne di ASL Sulcis, ARES 118, Ospedale Cardarelli e il giornalismo di Radio Rai e ANSA. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Stati Generali della Comunicazione per la Salute a Roma

Roma – La comunicazione istituzionale come autentico strumento terapeutico, leva di innovazione organizzativa e pilastro insostituibile per ricostruire il patto di fiducia tra cittadini e sanità pubblica. È stato questo il cuore pulsante della quarta edizione degli Stati Generali della Comunicazione per la Salute, promossi da Federsanità negli spazi storici del WE GIL a Roma nella giornata di giovedì 29 ottobre 2026. Sotto il significativo tema guida Ogni voce conta, l’assise ha chiamato a raccolta direttori generali, istituzioni nazionali, medici, responsabili degli uffici stampa ed esperti del digitale per una riflessione a tutto tondo che interessa direttamente le tematiche seguite dalla nostra testata nell’ambito della salute, della prevenzione e del benessere collettivo.

L’edizione 2026 ha fatto propria la suggestiva metafora dell’orchestra sinfonica: esattamente come in una partitura complessa ogni singolo strumento contribuisce all’armonia d’insieme, così nella tutela del bene comune ogni voce — dal decisore ministeriale al paziente, dal medico di medicina generale all’amministratore locale — concorre a generare una narrazione sanitaria chiara, trasparente e priva di barriere, promuovendo il rispetto e la vicinanza umana che caratterizzano il lifestyle consapevole e i diritti di cittadinanza.

Federsanità e la governance sanitaria: la comunicazione strategica di Gennaro Sosto e Roberto Pella

Ad aprire i lavori è stato Gennaro Sosto, vicepresidente vicario di Federsanità, che ha rimarcato come l’informazione medica non possa più essere relegata a mera funzione accessoria o burocratica, ma debba integrarsi stabilmente nella governance strategica delle aziende sanitarie. Spiegare le scelte cliniche, accompagnare i cambiamenti nei reparti e valorizzare la dedizione del personale sanitario sono elementi cardine per rendere i cittadini protagonisti attivi dei propri percorsi di cura, un passaggio fondamentale per la crescita del territorio e delle comunità locali in tutta Italia.

Di straordinaria rilevanza istituzionale è stato inoltre il contributo di Roberto Pella per l’ANCI, che ha posto l’accento sulla necessaria sinergia tra sindaci e aziende sanitarie: «I Comuni rappresentano il primo presidio di prossimità per intercettare i bisogni reali della gente. Sanità e territori devono parlare con una voce sola per integrare politiche sociali e assistenza domiciliare, perché la salute si costruisce ogni giorno ascoltando le persone e abbattendo le distanze burocratiche», una visione condivisa da Andrea Urbani per la Regione Lazio, che ha ribadito il valore della trasparenza per l’indirizzo delle politiche pubbliche regionali.

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I vincitori dell’Award Contronarrazione: da ASL Sulcis ad ARES 118 e l’Ospedale Cardarelli

Il momento culminante della giornata è coinciso con la consegna della prima edizione dell’Award Contronarrazione, il riconoscimento ideato da Federsanità per valorizzare i progetti che rinnovano il racconto della salute pubblica mettendo in luce l’umanità e l’efficacia dei servizi. Per la sezione Partecipazione dei Cittadini ha trionfato la ASL Sulcis con la campagna La risposta è giusta, mentre la Regione Lazio si è aggiudicata il premio per la Comunicazione Pubblica grazie al progetto Casa della Comunità – Un indirizzo per la tua salute.

Sul versante Digital e Social è stata premiata l’ASP Giovanni Chiabà di Udine per l’iniziativa SOCIALità dedicata agli anziani nelle RSA, l’AOM Liguria ha vinto per l’Innovazione dei Linguaggi, mentre ad ARES 118 è andato il riconoscimento per la Comunicazione Territoriale legata alla campagna straordinaria per il Giubileo. Il premio per la Comunicazione Interna è stato invece assegnato all’AORN Antonio Cardarelli di Napoli per il format Cardarellinews, con il Premio Speciale Contronarrazione consegnato all’AUSL Piacenza per il toccante percorso di ascolto Raccontami che ti ascolto.

Il ruolo del giornalismo e la visione di Fabrizio d’Alba per il futuro della sanità pubblica

Spazio anche al giornalismo d’inchiesta e di servizio con il conferimento del Premio Giornalistico Contronarrazione a Viviana Verbaro di Radio Rai 1 (per la trasmissione Benessere) e a Livia Parisi di ANSA Salute. A presiedere la cerimonia è stato Marco Mattei, Capo di Gabinetto del Ministero della Salute, che ha ricordato come l’accuratezza e la trasparenza dell’informazione siano leve indispensabili per consentire alle persone di orientarsi tra prevenzione e percorsi terapeutici senza cadere nelle trappole della disinformazione online.

A tirare le fila del confronto è stato il presidente di Federsanità, Fabrizio d’Alba: «Fare contronarrazione del Servizio Sanitario Nazionale non significa occultare le criticità, ma superare il racconto a senso unico che si ferma solo alle inefficienze. Abbiamo il dovere etico di dare visibilità all’impegno quotidiano di migliaia di medici, infermieri e professionisti che fanno funzionare la nostra sanità pubblica con risultati d’eccellenza. Perché ogni voce conta e ogni buona pratica contribuisce a rinsaldare l’alleanza tra salute e comunità».

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Salute

La cultura che fa crescere: perché i giovani cercano nuovi linguaggi e come i genitori possono accompagnarli. Il ruolo chiave degli stimoli culturali nella crescita personale. Intervista ad Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica italiana e dell’International Psychoanalytical Association

In un’epoca segnata da profonde incertezze, dalla crisi del ceto medio alle emergenze ecologiche, fino ai conflitti internazionali, le giovani generazioni, secondo gli studi scientifici più recenti, si trovano spesso a fronteggiare e vivere una certa perplessità verso il futuro.

“Proprio questo contesto, evidenzia  Lucattini in questa intervista, spinge oggi molti ragazzi a rifugiarsi sempre di più nel mondo virtuale, provocando un distacco graduale dallo studio, dalla scuola e dagli impegni della vita reale.Tutti i dettagli qui sotto 👇 Intervista di Marialuisa Rsocino

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Lucattini

Redazione-  In un’epoca segnata da profonde incertezze, dalla crisi del ceto medio alle emergenze ecologiche, fino ai conflitti internazionali, le giovani generazioni, secondo gli studi scientifici più recenti, si trovano spesso a fronteggiare e vivere una certa perplessità verso il futuro.

“Proprio questo contesto, evidenzia  Lucattini in questa intervista, spinge oggi molti ragazzi a rifugiarsi sempre di più nel mondo virtuale, provocando un distacco graduale dallo studio, dalla scuola e dagli impegni della vita reale. Tuttavia, anziché cedere a una narrazione puramente difensiva o rassegnata, diventa urgente invertire la rotta. È necessario tornare a parlare di studio come volano di emancipazione e ascensore sociale, contrastare la dispersione scolastica e riscoprire la cultura non come mero frammento del passato, ma come struttura portante della vita sociale e della crescita personale”, spiega la Dott.ssa Adelia Lucattini.

“Oggi, però, gli stimoli tradizionali non bastano più, le nuove generazioni crescono in un contesto iperconnesso e dinamico, che richiede linguaggi, format e approcci culturali profondamente rinnovati”.

Ma come si può riattivare nei giovani il legame con il territorio e la fiducia nel domani, offrendo loro alternative concrete alla necessità di emigrare? Ne abbiamo parlato oggi con la Dott.ssa Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA).

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​Dott.ssa Lucattini, di fronte a un’epoca d’incertezza che come leggiamo dalla cronaca quotidiana e vediamo in televisione sempre più spesso, spinge molti giovani a rifugiarsi nel virtuale, come possiamo capovolgere questa narrazione “rinunciataria” e restituire allo studio la sua forza di straordinario ascensore sociale?

Alle frustrazioni suscitate da una realtà percepita come incerta e minacciosa. È fondamentale riattivare il desiderio di conoscere, la curiosità e il piacere della scoperta, che sono alla base dell’investimento affettivo nello studio. La famiglia e la Scuola devono offrire sostegno emotivo, modelli positivi in cui identificarsi e opportunità concrete di crescita. Studiare significa non soltanto acquisire conoscenze, ma sviluppare autonomia di pensiero, rafforzare l’identità e acquisire gli strumenti per trasformare la propria condizione sociale. La cultura può tornare a essere un potente ascensore sociale se i giovani sentono che il loro impegno viene riconosciuto e può aprire possibilità reali (Pediatric Research, 2026).

​L’immersione digitale fin dalla prima infanzia sembra aver tolto ai ragazzi i punti di riferimento pratici per orientarsi nella vita di tutti i giorni. Attraverso quali leve psicologiche ed educative possiamo riabituarli al valore della realtà e contrastare l’abbandono scolastico?

 

I ragazzi hanno bisogno di riscoprire il piacere dell’esperienza concreta, delle relazioni e della conoscenza. Da un punto di vista psicoanalitico, un uso eccessivo del digitale può favorire il ricorso a gratificazioni immediate, rendendo più difficile tollerare l’attesa, la frustrazione e la fatica necessarie per apprendere. È importante, quindi, rafforzare la capacità di autoregolazione, la fiducia in sé stessi e il desiderio di conoscere, attraverso esperienze culturali, sportive, creative e relazionali. Genitori e insegnanti devono offrire una presenza affettiva stabile, ascolto e modelli identificativi positivi, valorizzando i progressi anziché soltanto i risultati. Per contrastare l’abbandono scolastico, è fondamentale che i giovani ritrovino nella scuola un luogo di appartenenza, riconoscimento e realizzazione personale, dove sentirsi protagonisti del proprio futuro (Behavioral Sciences-Basel, 2026).

 

​Oggi si fa un gran parlare di tecnologia, spesso in modo superficiale, mentre la cultura pare messa in secondo piano. Perché abbiamo smesso di investire sulla cultura come pilastro della vita sociale e che impatto ha secondo Lei questo vuoto sulla crescita emotiva dei giovani?

Negli ultimi anni, si è progressivamente privilegiata una visione utilitaristica della conoscenza, dando maggiore importanza alle competenze immediatamente spendibili e all’innovazione tecnologica, a discapito della formazione culturale e umanistica. Da un punto di vista psicoanalitico, la cultura svolge una fondamentale funzione simbolica attraverso la lettura, l’arte, la musica e il teatro, i giovani possono dare forma alle proprie emozioni, elaborare i conflitti interiori e riconoscersi nelle esperienze degli altri. La cultura alimenta il mondo interno, sviluppa la capacità di pensare e favorisce la costruzione dell’identità. Il suo impoverimento rischia di lasciare i ragazzi più soli di fronte alle proprie angosce, con minori strumenti per comprenderle e trasformarle. Investire nella cultura significa, quindi, investire nella salute mentale, nella creatività e nella capacità delle nuove generazioni di immaginare e costruire il futuro con le proprie forze, in modo costruttivo e creativo, in modo anche da poter tornare a sperare di poterlo avere un buon futuro (Social Science & Medicine, 2025).

​Molti ragazzi sentono di dover abbandonare le proprie radici per potersi realizzare. In che modo il legame con il territorio e le tradizioni può trasformarsi in un’opportunità di crescita professionale e personale anziché in un limite?

Le proprie radici rappresentano una risorsa affettiva e identitaria fondamentale. Sono costituite dalla famiglia, dagli amici, dalla città in cui si è cresciuti, dai luoghi familiari e del cuore, dalle tradizioni e dai ricordi che accompagnano la nostra storia personale. In una prospettiva psicoanalitica, questi legami contribuiscono a costruire quel senso di continuità del Sé che permette di affrontare i cambiamenti senza perdere il sentimento della propria identità. Avere radici solide non significa necessariamente restare, ma sentirsi liberi di partire, tornare e scegliere dove costruire il proprio futuro. Partire, però, dovrebbe essere una scelta autenticamente libera, non una necessità imposta dalla mancanza di opportunità formative, professionali ed economiche. Oggi, per molti giovani, l’emigrazione è soltanto apparentemente volontaria, si parte per realizzarsi, ma spesso perché non esistono alternative concrete nel proprio territorio. Questa condizione può generare una sofferenza psicologica profonda, legata alla separazione dagli affetti, al senso di sradicamento e alla percezione di essere stati costretti ad abbandonare una parte di sé, come accadeva anche agli emigranti economici del passato. È quindi fondamentale valorizzare il patrimonio culturale e umano dei territori, creando opportunità attraverso la ricerca, l’innovazione, l’imprenditorialità e le nuove professioni. Le radici devono rappresentare una risorsa da cui partire per crescere, non qualcosa a cui si è costretti a rinunciare per potersi realizzare (Industry and Higher Education, 2026).

 

​Di quali stimoli culturali e sociali abbiamo davvero bisogno oggi per riaccendere nei giovani la passione di apprendere e il desiderio di costruire il proprio futuro al meglio?

I giovani hanno bisogno di stimoli culturali che sappiano coinvolgerli emotivamente, suscitare curiosità e dare significato all’apprendimento. La lettura, il teatro, la musica, l’arte, il cinema, ma anche la ricerca scientifica, gli incontri con persone di esperienze diverse e la partecipazione a progetti sociali possono diventare occasioni preziose di crescita. In una prospettiva psicoanalitica, è fondamentale alimentare il desiderio di conoscere, quella spinta profonda alla curiosità, all’esplorazione e alla scoperta che viene definita pulsione epistemofilica ovvero desiderio di conoscere, e che rappresenta una delle motivazioni affettive alla base dell’apprendimento. È altrettanto importante che i ragazzi possano sperimentare, confrontarsi, sbagliare e sentirsi riconosciuti nelle proprie capacità. Genitori, insegnanti e istituzioni culturali devono saper ascoltare i loro interessi, coinvolgerli attivamente e offrire modelli identificativi positivi. La passione per la conoscenza nasce quando imparare diventa un’esperienza affettivamente significativa e i giovani sentono di poter trasformare ciò che apprendono in progetti concreti di vita (Frontiers in Psychology, 2026).

Quali consigli si sente di dare alle famiglie per sostenere i giovani nell’esplorazione di nuovi stimoli culturali e professionali, vincendo l’incertezza verso il futuro?

 

-Coltivare il desiderio di conoscere. Assecondare le curiosità dei figli, anche quando sono lontane dagli interessi familiari, attraverso letture, incontri con esperti e laboratori fin da piccoli;

-Trasformare la cultura in una prospettiva professionale. Esplorare le opportunità offerte dal patrimonio artistico, storico, ambientale e produttivo del territorio, valorizzandolo attraverso la ricerca e l’innovazione;

-Favorire l’incontro con modelli identificativi positivi. Far conoscere ai giovani ricercatori, professionisti, imprenditori e artisti che hanno saputo innovare e realizzarsi nel proprio ambiente e  territorio;

-Sostenere esperienze di autonomia e responsabilità. Incoraggiare la partecipazione a progetti culturali, associazioni e iniziative locali, rafforzando l’autostima e il senso di appartenenza;

-Mantenere vive le radici affettive senza ostacolare la formazione della propria identità. Trasmettere la storia familiare, le tradizioni e il legame con i luoghi del cuore, favorendo l’autonomia senza rotture con le proprie origini comprese le lingue madri e i diletti veicolo di saggezza e sapienza secolare;

-Aiutare a costruire progetti professionali che prevedano anche la possibilità di restare. Esplorare insieme le opportunità formative e lavorative del proprio paese o città, affinché partire, restare o tornare siano scelte libere e non necessità imposte dal bisogno, causa di spaesamento e nostalgie.

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Salute

Sanità, allarme infezioni ospedaliere e antibiotico-resistenza al Ministero della Salute: 11mila decessi l’anno in Italia, le nuove tecnologie di prevenzione e le responsabilità legali

Si è concluso all’Auditorium del Ministero della Salute il convegno nazionale sulle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) e l’antibiotico-resistenza: in Italia si stimano 500.000 casi l’anno e 11.000 decessi per un costo di 783 milioni di euro per il SSN. Esperti, magistrati e società scientifiche illustrano le soluzioni tecnologiche per la prevenzione dalle divise DPI antibatteriche all’aerosolizzazione atossica e presentano il volume di Francesca De Plato e Francesco Scaglione sulle responsabilità cliniche e giuridiche 👇

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convegno nazionale sulle Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA)

ROMA – Una vera e propria «pandemia silente» che miete ogni anno migliaia di vittime evitabili e mette a dura prova la tenuta clinica ed economica del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Si è concluso nel pomeriggio di oggi, martedì 27 ottobre 2026, presso l’Auditorium «Biagio D’Alba» del Ministero della Salute a Roma, l’importante convegno istituzionale dal titolo «Le infezioni in sanità: prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità», promosso per fare il punto sulle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) e sulla diffusione dei superbatteri resistenti ai farmaci.

L’incontro ha visto la partecipazione corale dei massimi vertici delle istituzioni sanitarie, esperti di igiene pubblica, società scientifiche (tra cui SItI, SIMPIOS e IZS), magistrati e clinici di fama internazionale, chiamati a tracciare una linea d’azione urgente contro un fenomeno che trova proprio nella degenza in terapia intensiva e nei reparti per acuti il suo epicentro di maggiore vulnerabilità, come evidenziato anche dal delicato percorso di cura e degenza ospedaliera di Vittorio Sgarbi al Policlinico Gemelli di Roma.

I numeri shock in Italia: 500mila casi annui, 11mila morti e 783 milioni di costi per il SSN

I dati epidemiologici illustrati durante i lavori fotografano una situazione di straordinaria gravità per il nostro Paese. In Italia si registrano ogni anno circa 500.000 infezioni contratte all’interno di strutture sanitarie, con oltre un terzo dei casi provocato da ceppi batterici resistenti ai comuni trattamenti antibiotici. La penisola detiene purtroppo il primato europeo per incidenza e mortalità da antibiotico-resistenza, con circa 11.000 decessi ogni dodici mesi, una cifra impressionante che corrisponde a un terzo dell’intera mortalità europea per questa causa.

La prevalenza delle ICA si attesta tra il 6% e l’8% nei reparti di degenza ordinaria per acuti, ma raggiunge punte drammatiche del 20% nelle terapie intensive e rianimazioni. Sul versante finanziario, l’impatto economico diretto e indiretto a carico del Servizio Sanitario Nazionale ammonta a ben 783 milioni di euro all’anno, rendendo imprescindibile l’adozione strutturale dell’approccio globale «One Health», capace di integrare la salute umana con quella animale e ambientale.

Una gestione del rischio clinico che richiede modelli organizzativi rigorosi, paralleli a quelli affrontati nel campo della prevenzione aziendale analizzati durante il vertice Impresa 2030 promosso in Consiglio Regionale del Lazio.

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Le innovazioni tecnologiche: divise antibatteriche riutilizzabili, acido ipocloroso e acqua ozonizzata in situ

Nel corso delle tre sessioni congressuali è emerso con chiarezza come una parte cospicua di queste infezioni sia prevenibile attraverso l’impiego tempestivo di tecnologie d’avanguardia conformi alle norme tecniche europee. Tra queste spiccano le nuove divise professionali per operatori sanitari come DPI riutilizzabili, certificate per resistere a centinaia di lavaggi mantenendo intatte proprietà antivirali e antibatteriche con funzione di barriera bidirezionale a tutela del paziente e del medico, in piena aderenza agli indirizzi tecnici INAIL.

Sul fronte della sanificazione ambientale è stata illustrata la disinfezione per aerosolizzazione con formulazioni atossiche come l’acido ipocloroso, impiegabile anche in presenza di degenti ricoverati, e l’adozione dell’acqua ozonizzata prodotta direttamente in situ, riconosciuta a livello UE e citata da INAIL e ANMDO per abbattere la carica microbica senza rilasciare molecole chimiche nell’aria, virtuoso modello adottato anche da cooperative sociali multiservizi.

Spazio anche ai protocolli per gli accessi vascolari protetti del gruppo GAVeCeLT, al monitoraggio continuo delle reti idriche ospedaliere per prevenire contaminazioni da legionella e all’eccellenza del trasporto in biocontenimento gestito in sinergia da Aeronautica Militare e Croce Rossa Italiana per i quadri infettivi più critici.

Capitolati d’appalto regionali, responsabilità medica e il volume di Francesca De Plato e Francesco Scaglione

Un focus determinante ha riguardato le responsabilità giuridiche e gestionali del management ospedaliero e delle ditte fornitrici di servizi di pulizia e sanificazione: magistrati della Procura della Repubblica ed esperti legali hanno sviscerato la più recente giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione in materia di colpa medica e risarcimento del danno per infezioni nosocomiali, sottolineando come le centrali d’acquisto regionali debbano inserire nei capitolati di gara parametri di efficacia tecnica rigorosi.

A suggellare l’incontro è stata la presentazione ufficiale del volume «Le basi scientifiche della terapia antibiotica: compendio su principi e variabili che governano l’efficacia della terapia antibiotica» di Francesca De Plato e Francesco Scaglione (edito da Male Edizioni di Monica Macchioni, 2026), strumento operativo destinato ai medici per personalizzare le prescrizioni terapeutiche ed evitare l’abuso di molecole antimicrobiche.

Un patto etico per la salvaguardia della vita che unisce ricerca accademica, magistratura e comunità locali, ricollegandosi al valore della cooperazione istituzionale celebrata anche al recente Forum MOVES di Anci Lazio a Rieti e alla memoria civile del francobollo per il centenario dei Carabinieri Tutela Lavoro. Segui tutte le inchieste e gli approfondimenti sanitari nella nostra sezione Attualità.

A cura della Redazione Sanità e Salute di Cavaliere News

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Salute

Roma, domani martedì 27 ottobre al Ministero della Salute il vertice su «Le infezioni in sanità» con Marcello Gemmato, Luciano Ciocchetti, Marco Lisei, Massimiliano Maselli, Fabrizio D’Ascenzo e Sergio Iavicoli

Domani, martedì 27 ottobre 2026, alle ore 09:15 presso l’Auditorium “Biagio D’Alba” del Ministero della Salute a Roma si terrà il convegno “Le infezioni in sanità. Prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità”, con gli interventi attesi di Marcello Gemmato, Luciano Ciocchetti, Marco Lisei, Massimiliano Maselli, Fabrizio D’Ascenzo e Sergio Iavicoli e la presentazione del volume “Le basi scientifiche della terapia antibiotica” (Male Edizioni di Monica Macchioni) di Francesca De Plato e Francesco Scaglione 👇

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Locandina evento Roma

ROMA – La sanità italiana si confronta su una delle sfide cliniche, organizzative e medico-legali più urgenti del nostro tempo: la lotta alle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Nella mattinata di domani, martedì 27 ottobre 2026, a partire dalle ore 09:15, l’Auditorium «Biagio D’Alba» del Ministero della Salute (in Viale Giorgio Ribotta, 5 a Roma) ospiterà l’importante convegno nazionale intitolato «Le infezioni in sanità. Prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità».

Un vertice di altissimo profilo che riunirà rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Regioni, vertici degli enti previdenziali e grandi specialisti della farmacologia e dell’igiene ospedaliera per fare il punto sui numeri, sulle responsabilità gestionali e sulle soluzioni concrete a tutela dei pazienti, in una settimana in cui il tema del finanziamento e dell’efficienza del sistema sanitario tiene banco in tutta Italia come evidenziato anche dall’intervento di ALI sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale e sul potenziamento dei presidi territoriali.

I protagonisti al Ministero della Salute: da Marcello Gemmato a Luciano Ciocchetti, Marco Lisei e Fabrizio D’Ascenzo

Il tavolo di confronto all’Auditorium «Biagio D’Alba» approfondirà in modo integrato le strategie di prevenzione negli ospedali e nelle RSA, l’uso appropriato dei farmaci antimicrobici e il quadro delle responsabilità amministrative e organizzative all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private, un tema strettamente connesso alla governance e ai modelli di gestione aziendale approfonditi anche nel recente vertice romano dedicato agli adeguati assetti organizzativi per imprese e pubbliche amministrazioni.

Ai lavori del convegno sono attesi:
• Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla Salute;
• Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati;
• Marco Lisei, Senatore e Presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sull’emergenza sanitaria epidemiologica da SARS-CoV-2;
• Massimiliano Maselli, Assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona della Regione Lazio;
• Fabrizio D’Ascenzo, Presidente dell’INAIL;
• Sergio Iavicoli, Capo Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute.

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La presentazione del volume «Le basi scientifiche della terapia antibiotica» di Francesca De Plato e Francesco Scaglione

Momento centrale della mattinata al Ministero della Salute sarà la presentazione ufficiale del volume «Le basi scientifiche della terapia antibiotica», pubblicato da Male Edizioni di Monica Macchioni (2026) e firmato da Francesca De Plato e Francesco Scaglione.

Un’opera scientifica di grande rigore e utilità operativa, pensata per offrire a clinici, farmacisti ospedalieri, microbiologi e direzioni sanitarie uno strumento aggiornato sull’appropriatezza prescrittiva degli antibiotici, vero pilastro per contrastare la diffusione dei batteri multiresistenti e ridurre l’impatto clinico ed economico delle infezioni nosocomiali.

Appropriatezza terapeutica, sicurezza delle cure e tutela dei pazienti fragili

L’appuntamento di martedì 27 ottobre 2026 alle ore 09:15 in Viale Giorgio Ribotta 5 a Roma si propone così di tracciare una roadmap condivisa tra istituzioni nazionali, regionali e comunità scientifica per innalzare gli standard di sicurezza nelle corsie ospedaliere e nei servizi sociosanitari, con un’attenzione particolare alla protezione degli anziani e dei pazienti più vulnerabili – priorità al centro anche delle iniziative territoriali dedicate alla prevenzione e alla salute della terza età. Segui tutti gli approfondimenti istituzionali e medico-sanitari nella nostra sezione Politica e Attualità.

A cura della Redazione Salute e Istituzioni di Cavaliere News

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