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Tecnologia

Tra nostalgia e tecnologia: la nuova vita delle schedine sportive

Qualche decennio fa le puntate sullo sport rappresentavano un momento ben preciso. Il recarsi nei bar il sabato o la domenica per giocare al totocalcio o per compilare le schedine cartacee a penna, confrontandosi con gli altri sugli avvenimenti sportivi del weekend, soprattutto la Serie A. Oggi il mondo delle scommesse sportive è cambiato in maniera radicale subendo anch’esso l’influsso della tecnologia e della digitalizzazione. Anche in questo settore l’online è entrato a valanga e ha reso l’esperienza immersiva e fruibile in qualsiasi momento della giornata, approfittando anche dei tantissimi eventi in programma ogni singolo giorno della settimana. Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Nuova tecnologia nelle schedine sportive

Dal totocalcio in ricevitoria alle scommesse online: com’è cambiato il mondo del betting negli ultimi anni

Redazione-  Qualche decennio fa le puntate sullo sport rappresentavano un momento ben preciso. Il recarsi nei bar il sabato o la domenica per giocare al totocalcio o per compilare le schedine cartacee a penna, confrontandosi con gli altri sugli avvenimenti sportivi del weekend, soprattutto la Serie A. Oggi il mondo delle scommesse sportive è cambiato in maniera radicale subendo anch’esso l’influsso della tecnologia e della digitalizzazione. Anche in questo settore l’online è entrato a valanga e ha reso l’esperienza immersiva e fruibile in qualsiasi momento della giornata, approfittando anche dei tantissimi eventi in programma ogni singolo giorno della settimana.

La possibilità di giocare live, il cash out e i tanti bonus coinvolgono sempre di più gli utenti. In questo senso, il passaggio dalle vecchie ricevitorie agli schermi degli smartphone è stato inevitabile per gli appassionati ed è diventato una naturale conseguenza delle nuove abitudini quotidiane.

I vantaggi dell’era digitale

La vera svolta di questo passaggio al digitale nelle schedine risiede di sicuro nell’immediatezza di giocata. Gli scommettitori hanno oggi infatti a portata di click qualsiasi avvenimento sportivo in ogni angolo del mondo. Dal calcio dei paesi minori a qualsiasi torneo di tennis o di altri sport meno seguiti. Ce n’è per davvero tutti i gusti e in ogni istante della giornata.

A questo grande vantaggio si aggiungono altri elementi, come ad esempio la possibilità di puntare live sugli eventi, quindi durante il loro svolgimento con le quote che cambiano in base all’andamento del match. Le statistiche vengono aggiornate costantemente e, pur non seguendo in tv o dal vivo l’avvenimento, è possibile capire in che direzione sta andando e fare la propria puntata. Non va dimenticata poi la funzione del cash out, ovvero la possibilità di accontentarsi e ritirare la momentanea vincita ancor prima che si siano disputati tutti gli eventi della schedina: un’opzione che in passato non era nemmeno lontanamente immaginabile.

Non finisce qui perché a rendere ancora più competitivo il mercato online ci sono gli incentivi riservati ai nuovi utenti, come i bonus di benvenuto, e le continue promozioni settimanali che offrono diversi vantaggi nelle giocate, come ad esempio l’aumento del budget da utilizzare sui palinsesti. Per comprendere come siano strutturate queste formule d’ingresso e quali siano i requisiti di giocata previsti dai grandi operatori legali, è utile esaminare nel dettaglio la promozione di benvenuto Sisal, che mostra concretamente come i concessionari integrino credito promozionale e rimborsi per accogliere i nuovi iscritti.

I contro della transizione all’online

Non tutto di questa evoluzione può però considerarsi un passaggio verso il meglio. Ci sono infatti diverse controindicazioni che non si possono fare a meno di notare. L’immediatezza e la facilità di accesso al gioco dell’online rischia infatti seriamente di attenuare il rischio dell’azzardo e di non far percepire all’utente quanta sia la dipendenza reale dal gioco. In tal senso, quantomeno, le limitazioni proposte dagli operatori e la possibilità dell’autoesclusione rappresentano degli elementi validi per contrastare questi problemi.

Sul piano prettamente sentimentale, c’è poi da dire che per i nostalgici manca tutto l’elemento sociale del rito della schedina al bar o alla ricevitoria, come occasione per frequentare un ambiente di appassionati che si ritrovano in un momento specifico della settimana. Conservare la passione per lo sport rappresenta infatti la sfida più difficile per questo settore, che deve sfruttare la tecnologia nel modo migliore.

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Tecnologia

Le imprese italiane alla sfida del digitale: il commercio B2B online cresce del 14% a quota 316 miliardi e avanza l’intelligenza artificiale

Crescita record per il commercio digitale tra aziende in Italia: nel 2025 gli ordini gestiti tramite portali B2B e marketplace hanno raggiunto quota 316 miliardi di euro con un balzo del 14%, mentre crescono i progetti legati all’intelligenza artificiale e si affermano modelli ibridi di relazione commerciale. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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omniafair

Roma – Il commercio digitale tra aziende in Italia accelera la propria corsa e supera definitivamente la dimensione della semplice vendita su catalogo. Nel corso dell’ultimo anno il valore complessivo degli ordini di prodotto gestiti attraverso sistemi Electronic Data Interchange, portali B2B dedicati e marketplace digitali ha toccato la cifra record di trecentosedici miliardi di euro, registrando una crescita pari al quattordici per cento rispetto alla rilevazione precedente. L’evoluzione tecnologica sta ridisegnando non solo i canali di fornitura ma l’intera competitività del sistema produttivo nazionale; per comprendere come le trasformazioni socio-economiche impattino le comunità locali, potete consultare la nostra sezione dedicata al Territorio.

A certificare questa tendenza sono i dati diffusi dall’Osservatorio B2B Digital Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui le transazioni digitali rappresentano ormai circa il venti per cento del volume complessivo degli scambi business-to-business nelle filiere di prodotto. Un segnale inequivocabile per il mondo imprenditoriale: l’integrazione di strumenti informatici avanzati non costituisce più un’opzione accessoria ma un requisito di sopravvivenza commerciale, senza il quale intere realtà rischiano di perdere quote di mercato decisive a vantaggio dei competitor internazionali.

Portali B2B ed Electronic Data Interchange: la gestione delle filiere industriali nelle grandi aziende

Analizzando il grado di penetrazione degli strumenti tra le grandi realtà produttive del Paese, l’indagine evidenzia come i portali B2B siano ormai operativi nel cinquantasei per cento delle aziende, configurandosi come la colonna portante della relazione tra acquirenti e fornitori. Le piattaforme di ultima generazione hanno superato la mera funzione di inoltro degli ordini, integrando moduli complessi per la configurazione su misura dei prodotti, la gestione automatizzata dei riordini periodici e l’assistenza post-vendita diretta. Stamattina vi abbiamo illustrato anche i dati del sondaggio d’opinione su sicurezza e proteste di piazza illustrato a Filorosso.

Parallelamente, l’infrastruttura EDI mantiene una quota solida di utilizzo pari al cinquantatré per cento, garantendo l’interscambio standardizzato di documenti contabili e logistici, mentre i marketplace B2B vengono impiegati attivamente dal diciotto per cento delle realtà industriali. La distribuzione settoriale mostra tuttavia differenze marcate: nel comparto dell’agroalimentare italiano, ad esempio, l’adozione delle piattaforme digitali di intermediazione commerciale risulta quasi doppia rispetto alla media nazionale, confermando la spinta verso la disintermediazione delle filiere tipiche. Tutti gli aggiornamenti sulle politiche industriali sono disponibili nella rubrica Economia.

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Intelligenza artificiale nelle imprese e gestione dei dati: dal software gestionale alla Customer Experience B2B

La vera frontiera della competitività aziendale si sposta tuttavia sulla valorizzazione analitica delle informazioni commerciali. Ben il sessantanove per cento delle grandi imprese adotta software di Customer Relationship Management per tracciare comportamenti d’acquisto e preferenze dei partner; tuttavia, meno del dieci per cento ha strutturato una reale strategia di governo dei dati. Di conseguenza, appena il trentotto per cento delle organizzazioni si colloca oggi nei livelli più maturi di gestione della Customer Experience B2B, a fronte di un terzo che si trova ancora a uno stadio embrionale di digitalizzazione.

Una dinamica simile si riscontra nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa e predittiva. Se nel 2025 appena il quattordici per cento delle aziende sperimentava soluzioni basate su algoritmi intelligenti, nel 2026 la quota è balzata al cinquantanove per cento; tuttavia, solo il quattro per cento dichiara di aver integrato l’AI in maniera continuativa nei processi operativi quotidiani. Emerge dunque un divario rilevante tra la fase di test esplorativo e l’effettiva trasformazione organizzativa dei flussi di lavoro. Per approfondimenti sui quadri regolamentari e di sviluppo potete consultare la sezione Politica.

Il modello commerciale ibrido e l’evoluzione delle fiere professionali permanenti sul web

Contrariamente a quanto ipotizzato nelle fasi iniziali dell’e-commerce, l’ascesa degli strumenti digitali non ha affatto marginalizzato il valore del contatto umano e fiduciario. I buyer aziendali richiedono una marcata autonomia nelle fasi di ricerca iniziale e comparazione tecnica delle schede prodotto, ma continuano a considerare fondamentale il supporto consulenziale della rete vendita diretta nei momenti decisivi di negoziazione contrattuale e definizione delle clausole di fornitura, dando vita a un modello commerciale ibrido altamente efficiente.

In questo scenario di convergenza si colloca anche l’evoluzione delle manifestazioni fieristiche professionali, destinate a trasformarsi da eventi circoscritti a pochi giorni all’anno in spazi espositivi permanenti sul web. Piattaforme digitali innovative come OmniaFair, attiva nei segmenti di punta del Made in Italy quali Fashion, Design, Food e Artigianato artistico, consentono a produttori e buyer internazionali di mantenere un dialogo operativo costante per dodici mesi, abbattendo le barriere temporali e moltiplicando le occasioni di crescita economica per l’intero tessuto produttivo.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Tecnologia

Attacchi hacker e paura di restare senza cibo e bancomat: il sondaggio shock tra gli italiani e l’allarme di Matteo Adjimi

Supermercati e bancomat bloccati dagli hacker: l’incubo di oltre un italiano su due.

Un sondaggio nazionale di Spot and Web rivela che il 54% dei cittadini ha paura di restare senza cibo e servizi a causa di un maxicyberattacco e il 55% ritiene l’Italia impreparata. L’allarme di Matteo Adjimi (Argo Spa): “Non è più solo crimine ma guerra ibrida sulle catene alimentari, serve una cooperazione immediata tra Stato e imprese”.

Tenete già in casa una scorta di cibo e denaro contante per le emergenze o vi fidate totalmente dei pagamenti digitali? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Matteo Adjimi

Milano – I pirati informatici non si limitano più a sottrarre password sui social network o clonare carte di credito. Oggi la minaccia cibernetica è in grado di spegnere i frigoriferi industriali della grande distribuzione, paralizzare la logistica alimentare, bloccare le casse dei supermercati e mandare in tilt bancomat, farmacie e presidi ospedalieri. La paura dei cittadini ha smesso di essere una preoccupazione virtuale per trasformarsi in un’angoscia concreta: il timore materiale di restare senza cibo e servizi essenziali. È il quadro inquietante che emerge dal sondaggio nazionale condotto da Spot and Web, al centro delle nostre inchieste su economia, sicurezza digitale e infrastrutture critiche.

I numeri dell’indagine demoscopica, realizzata su un campione rappresentativo di 850 cittadini italiani tra i 18 e i 65 anni, fotografano un clima di profonda apprensione collettiva. Alla domanda diretta sulla paura che una grande offensiva informatica possa privarli dei beni di prima necessità, il 54% degli intervistati ha risposto affermativamente (con un 22% che si dichiara “molto spaventato” e un 32% “abbastanza”), mentre solo l’11% afferma di non temere affatto lo scenario di un blackout delle forniture essenziali.

Supermercati e farmacie bloccate: la classifica delle paure degli italiani nel sondaggio

Analizzando nel dettaglio le preoccupazioni dei cittadini, in cima alla graduatoria degli incubi quotidiani si piazza il blocco improvviso di supermercati e farmacie (indicato dal 28% del campione), seguito a stretto giro dal furto dei dati personali e dell’identità digitale (25%), dal congelamento dei conti correnti e dell’impossibilità di prelevare contanti ai bancomat (22%) e dal collasso dei sistemi informatici degli ospedali e dei servizi sanitari (11%).

Di fronte a scenari così critici, tuttavia, la popolazione appare drammaticamente impreparata sul piano pratico: solo l’11% degli italiani dichiara di essersi organizzato tenendo scorte alimentari e denaro contante in casa, il 33% ammette di valutarlo per il futuro e ben il 56,4% confessa di non fare nulla o di non credere alla minaccia. Altrettanto significativo è il dato sulla fiducia: un italiano su tre (33%) ammette disilluso di non fidarsi di nessuno per la propria protezione, una percentuale identica a chi confida nello Stato e nella Protezione Civile, mentre il 22% punta su banche e aziende private e il 18% sulle società di intelligence, a testimonianza di una diffidenza che richiama le sfide formative affrontate nel nostro servizio su pagamenti elettronici, prevenzione delle truffe e sicurezza informatica.

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Matteo Adjimi (Ceo Argo Spa): dalla criminalità comune alla guerra ibrida sulle catene alimentari

A interpretare gli esiti della rilevazione è Matteo Adjimi, Ceo di Argo Spa, realtà di vertice nel campo della cybersicurezza nazionale: «I dati di questo sondaggio confermano ciò che riscontriamo ogni giorno sul campo: non siamo più davanti a un semplice fenomeno criminale, ma a una vera e propria guerra ibrida. Colpire la catena di approvvigionamento alimentare, i circuiti di pagamento o la sanità significa mettere a dura prova la tenuta democratica ed economica di un intero Paese».

La preoccupazione degli esperti coincide con quella popolare: ben il 55% degli intervistati ritiene infatti che l’Italia non sia preparata a fronteggiare un attacco cibernetico su vasta scala. Come rimarca con chiarezza Adjimi, qualora un’offensiva coordinate colpisse simultaneamente la filiera della distribuzione, il sistema bancario e le strutture ospedaliere, il Paese si troverebbe in una condizione di estrema fragilità operativa, una tematica centrale per le nostre pagine di cronaca, sicurezza pubblica e difesa civile.

Resilienza digitale, scorte strategiche e cooperazione tra Stato e imprese private

Per uscire da una condizione di vulnerabilità sistemica, il vertice di Argo Spa sollecita un cambio di paradigma radicale, passando dalla gestione emergenziale a una prevenzione strutturata. Alle istituzioni di governo compete investire con decisione in piani di resilienza alimentare e digitale, prevedendo scorte strategiche nazionali, sistemi informatici ridondanti e percorsi obbligatori di educazione alla sicurezza per i cittadini.

La partita della sicurezza cibernetica non riguarda tuttavia esclusivamente gli apparati statali: le catene dei supermercati, le farmacie, le aziende di logistica e i relativi fornitori costituiscono un tessuto interconnesso in cui è sufficiente l’anello debole di una singola impresa per mandare in crisi l’intera filiera. Solo una collaborazione solida tra pubblico e privato potrà restituire fiducia ai cittadini e garantire la continuità dei servizi vitali nelle comunità e nei comuni del nostro territorio nazionale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Eventi

Digitale quotidiano con Poste Italiane a Roma: il 5 novembre nel Municipio IV l’incontro gratuito sui pagamenti digitali e la sicurezza

Poste Italiane insegna i pagamenti digitali e la sicurezza sul web ai cittadini di Roma.

Giovedì 5 novembre alle 10:30 al Centro Culturale Gabriella Ferri (via delle Cave di Pietralata 76, Municipio IV) secondo appuntamento gratuito del progetto “Digitale quotidiano”: esperti in presenza spiegheranno l’uso di contactless, smartphone e app bancarie proteggendosi da truffe e phishing, sostenuti dal presidente del municipio Massimiliano Umberti.

Vi sentite del tutto sicuri quando fate acquisti e pagamenti tramite lo smartphone o preferite ancora il contante? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Roma – Prosegue con grande partecipazione di pubblico nella capitale il percorso di alfabetizzazione informatica e inclusione civica intitolato “Digitale quotidiano: dalla sicurezza in rete all’intelligenza artificiale”, il ciclo formativo promosso da Poste Italiane in stretta collaborazione con i Municipi di Roma. Dopo il debutto dello scorso 22 ottobre, l’iniziativa entra nella sua seconda tappa all’interno del Municipio IV con un seminario pratico pensato per guidare i cittadini tra le opportunità e le cautele del commercio elettronico, al centro dei nostri approfondimenti su economia, innovazione tecnologica e servizi digitali.

Il nuovo appuntamento, intitolato significativamente “Pagamenti digitali: conoscerli per orientarsi con consapevolezza”, si terrà nella mattinata di giovedì 5 novembre 2026 alle ore 10:30 presso gli spazi del Centro Culturale Gabriella Ferri, situato in via delle Cave di Pietralata 76. L’incontro, completamente gratuito e aperto a tutti i residenti, nasce con l’obiettivo prioritario di fornire strumenti concreti e immediatamente spendibili nella vita di tutti i giorni per gestire il denaro in totale sicurezza attraverso computer e smartphone.

Pagamenti contactless, smartphone e sicurezza online al Centro Culturale Gabriella Ferri

Durante la sessione formativa a Pietralata, le formatrici e le esperte di Educazione Digitale di Poste Italiane accompagneranno i presenti alla scoperta dei principali strumenti di pagamento elettronico, partendo dalle situazioni più comuni della vita domestica. Con un linguaggio semplice ed esempi chiari e concreti, verranno illustrate le differenze operative tra l’uso delle carte fisiche, le transazioni veloci tramite tecnologia contactless e le più moderne modalità di pagamento via smartphone abilitate dai portafogli digitali.

Ampio spazio sarà inoltre riservato alla gestione delle spese quotidiane, dagli acquisti online protetti sui portali di e-commerce fino alla consultazione in tempo reale del saldo e della lista movimenti tramite applicazioni mobili e online banking. L’obiettivo didattico è duplice: aiutare i cittadini a scegliere la soluzione finanziaria più adatta alle proprie esigenze e rafforzare la sicurezza informatica contro truffe, raggiri e tentativi di phishing, in perfetta continuità con i percorsi formativi nazionali analizzati nel nostro servizio sui webinar gratuiti di educazione finanziaria promossi da Poste Italiane.

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Le parole del presidente Massimiliano Umberti e la sfida contro il digital divide

Il valore sociale dell’operazione è stato rimarcato con forza dal presidente del Municipio IV di Roma Capitale, Massimiliano Umberti, il quale ha sottolineato come la massiccia affluenza al primo incontro abbia confermato quanto sia sentita tra la cittadinanza l’esigenza di acquisire competenze pratiche per non restare esclusi dai vantaggi della transizione digitale. Come ricordato da Umberti, sostenere questi percorsi di formazione capillare nei quartieri è fondamentale per garantire autonomia e pari opportunità a ogni fascia d’età, riducendo le disuguaglianze e migliorando la qualità della vita quotidiana descritta nella nostra rubrica di lifestyle, innovazione e benessere sociale.

Il progetto complessivo sviluppato con i municipi romani tocca infatti tutti gli aspetti più rilevanti dell’universo tecnologico contemporaneo: dalla navigazione web consapevole all’uso dei social network, dalla gestione dell’identità digitale (SPID e CIE) fino ai primi rudimenti per comprendere e sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale nelle attività di tutti i giorni.

Come partecipare gratuitamente agli incontri di Poste Italiane nei Municipi di Roma

La formula organizzativa scelta da Poste Italiane privilegia la massima flessibilità: la partecipazione alle lezioni in presenza al Centro Culturale Gabriella Ferri non vincola i cittadini alla frequenza dell’intero ciclo. Ciascun partecipante è infatti libero di prendere parte a tutte e quattro le date in programma oppure di selezionare i singoli incontri tematici in base ai propri specifici interessi o alle lacune tecniche che desidera colmare.

Con questa capillare presenza sul territorio urbano, l’azienda ribadisce la propria storica vocazione sociale al fianco delle comunità e delle amministrazioni locali, promuovendo una cittadinanza digitale matura capace di muoversi senza timore tra schermi, codici e transazioni elettroniche nei quartieri della capitale e in tutto il territorio nazionale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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