Dalla Florida la poesia di Carl Scharwath: Media sociali e La finestra di mia figlia nella traduzione di Irma Kurti
Più connessi che mai, ma sempre più soli: la poesia che smaschera i social.
Dalla Florida il pluricandidato al Pushcart Prize Carl Scharwath firma due liriche potenti (tradotte da Irma Kurti): “Media sociali”, una denuncia dell’ossessione per like, filtri e solitudine digitale, e “La finestra di mia figlia”, una tenera ode alla memoria e alla bellezza della natura che cambia.
Vi capita mai di sentirvi soli pur stando ore connessi a scorrere bacheche e notifiche sui social network? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇
Miami – Uno sguardo critico, tagliente e al tempo stesso delicatamente introspettivo sulle contraddizioni del nostro tempo arriva direttamente dagli Stati Uniti d’America con la voce poetica di Carl Scharwath. Residente lungo la costa orientale della Florida, Scharwath è un autore poliedrico e fotografo di fama internazionale le cui opere visive e letterarie sono state pubblicate su oltre centosettantacinque riviste nel mondo, con all’attivo quattro volumi che fondono magistralmente scrittura poetica e fotografia d’autore, arricchendo la proposta culturale della nostra rubrica di cultura, poesia e letteratura contemporanea.
La sua statura artistica poggia su importanti riconoscimenti d’oltreoceano: Carl Scharwath è stato infatti candidato per ben quattro volte ai prestigiosi The Best of the Net Awards (dal 2022 al 2025) e ha ricevuto due nomination al celebre Premio Pushcart nel 2023, rispettivamente per una lirica e per un racconto breve. Oggi il pubblico italiano può apprezzare la densità del suo pensiero grazie alla raffinata traduzione curata dalla scrittrice Irma Kurti, che ha selezionato due componimenti emblematici: l’amara disamina di “Media sociali” e la tenera malinconia di “La finestra di mia figlia”.
Carl Scharwath e la denuncia delle ombre digitali nella lirica Media sociali
Nella composizione intitolata “Media sociali”, l’autore della Florida scava con implacabile lucidità nella dipendenza moderna da smartphone e piattaforme digitali. Scharwath descrive la nostra esistenza trasformata in sagome pixellate che proiettano ombre su pareti virtuali, dove i polpastrelli consumano un balletto frettoloso alla ricerca di like e condivisioni intesi come una nuova moneta psicologica: un grido silenzioso di convalida che maschera l’incapacità di accettare la propria interiorità, in piena sintonia con la ricerca lirica internazionale raccontata nel nostro servizio sulla poesia greca contemporanea dedicata alla purezza dell’anima.
MEDIA SOCIALI
Nel bagliore spettrale della luce di offuscamento
proiettiamo le nostre ombre sulle pareti digitali,
sagome, non del tutto complete,
a metà in un paesaggio pixellato.
Polpastrelli in un balletto frettoloso,
like e condivisioni,
la nostra nuova moneta,
un grido silenzioso di convalida.
Volti multi-filtrati,
vite curate in tempo reale,
il mondo vede i nostri punti forti,
mentre nasconde le vere ombre che abbiamo dentro.
Voci forti, opinioni amplificate,
l’indignazione si trasforma in camere d’eco
l’empatia annega nel rumore,
una cacofonia di malcontento.
In questa vasta rete, siamo più connessi che mai,
eppure la solitudine indugia nei byte
che scorrono nel flusso dei social media.
SCELTI PER VOI • TECH, SMARTPHONE & FOTOGRAFIA
INIU Power Bank 10000mAh Mini 22.5W Ricarica Rapida USB-C Portatile per Smartphone e Social
★★★★★ (4.9 su 5 • I prodotti più venduti del giorno su Amazon Italia)
Il caricabatterie portatile tascabile ideale per chi scatta foto, viaggia e utilizza i social network: ricarica ultraveloce da 22.5W con torcia integrata in offerta speciale su Amazon.
La poesia La finestra di mia figlia e la delicatezza della memoria autunnale
In contrasto con il rumore alienante delle reti informatiche, la seconda poesia intitolata “La finestra di mia figlia” riconduce il lettore nella sfera degli affetti familiari e della contemplazione naturale. Carl Scharwath dipinge con pochi tratti essenziali la mutazione stagionale: un albero che si arrende al ciclo della vita verso il cielo luminoso e una foglia d’oro che danza lentamente verso la tomba dei ricordi, toccando temi cari alla nostra riflessione di psicologia delle relazioni, legami familiari ed empatia.
LA FINESTRA DI MIA FIGLIA
Congelate alla finestra Visioni pacifiche glorificano
Il placido albero si spinge
Verso il nostro cielo luminoso
Lasciandosi andare alla morte
Un’opaca foglia d’oro
Sta danzando lentamente
Verso la sua tomba di ricordi.
La traduzione di Irma Kurti e il dialogo tra arte visiva e parola poetica
La traduzione italiana firmata da Irma Kurti riesce a restituire fedelmente la duplice anima della poetica di Carl Scharwath: da una parte l’allarme civile per un’empatia che affoga nelle camere d’eco dei social, dall’altra l’intimità pudica di un padre che osserva il mondo dalla finestra della propria casa. L’opera dell’artista statunitense ci ricorda il paradosso della nostra epoca: pur essendo iper-connessi ventiquattro ore su ventiquattro, la vera solitudine umana continua a nascondersi tra i byte dei display.
Attraverso la sensibilità letteraria di Irma Kurti, queste liriche diventano un invito prezioso per tutti i lettori a riscoprire la bellezza dei rapporti umani autentici, guardandosi negli occhi e abbandonando per un istante i filtri digitali nella vita quotidiana dei nostri borghi e del nostro territorio contemporaneo.
Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata
✨ Rimani sempre aggiornato! ✨
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
Oltre il silenzio, dentro l’anima: Paola Sanna presenta «Prima che sia tardi»
Prima che sia tardi: Paola Sanna affida alla poesia il racconto della vita, tra amore, dolore e speranza
Un viaggio intimo tra ricordi, affetti, fragilità e rinascita. Nel volume curato da Costanza Bondi, la parola poetica diventa uno strumento per custodire ciò che davvero conta e non rimandare mai un gesto d’amore.Tutti i dettagli qui sotto 👇
Prima che sia tardi: Paola Sanna affida alla poesia il racconto della vita, tra amore, dolore e speranza
Un viaggio intimo tra ricordi, affetti, fragilità e rinascita. Nel volume curato da Costanza Bondi, la parola poetica diventa uno strumento per custodire ciò che davvero conta e non rimandare mai un gesto d’amore.
Redazione- Ci sono libri che si leggono e libri che, pagina dopo pagina, sembrano parlare direttamente al cuore. “Prima che sia tardi”, opera di Paola Sanna, a cura di Costanza Bondi, è una raccolta che si inserisce in quella dimensione letteraria in cui la scrittura diventa testimonianza personale, occasione di riflessione e, soprattutto, condivisione di emozioni universali.
Pubblicato da Bertoni Editore, con data di uscita prevista per il 6 novembre 2026, il volume raccoglie poesie e frammenti di memoria attraverso i quali l’autrice ripercorre il proprio vissuto, intrecciando esperienze personali, legami familiari, amore, sofferenza e speranza. Un percorso narrativo ed emotivo che non cerca di nascondere le fragilità, ma sceglie di attraversarle, riconoscendo nella parola una possibilità di comprensione e rinascita.
Il titolo, “Prima che sia tardi”, racchiude già il senso profondo dell’opera. È un invito a non lasciare in sospeso ciò che merita di essere detto, a non rimandare un abbraccio, una carezza, una telefonata o una dichiarazione d’affetto. È un richiamo alla consapevolezza del tempo, alla necessità di vivere pienamente i rapporti umani e di riconoscere il valore delle persone che accompagnano il nostro cammino.
Nelle pagine della raccolta emergono le ferite dell’anima, la paura della perdita e il coraggio necessario per affrontare le prove che la vita inevitabilmente presenta. I ricordi familiari assumono un ruolo centrale, così come il legame con i figli e con le persone più care, presenze che diventano punti di riferimento nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Paola Sanna costruisce un itinerario fatto di sentimenti autentici, nel quale la sofferenza non rappresenta necessariamente un punto di arrivo, ma può trasformarsi in una nuova consapevolezza. La fede, la gratitudine e la speranza accompagnano questo cammino, restituendo alla poesia una funzione che va oltre la dimensione estetica: quella di dare voce a ciò che spesso rimane nascosto dentro di noi.
La scrittura si fa così spazio di resistenza emotiva. Ogni verso diventa un modo per trattenere un ricordo, dare un nome a una mancanza, riconoscere la bellezza degli affetti e trovare, anche nelle giornate più difficili, una ragione per ricominciare.
Un ruolo significativo è affidato alla cura di Costanza Bondi, che accompagna il progetto editoriale, contribuendo a portare al lettore una testimonianza poetica incentrata sulla dimensione più autentica dell’esperienza umana.
“Prima che sia tardi” non è soltanto una raccolta di poesie e memorie: è un invito a fermarsi, ad ascoltare e a guardare con maggiore attenzione ciò che ci circonda. Perché, nella frenesia quotidiana, si rischia spesso di considerare scontate proprio quelle presenze che rappresentano la parte più preziosa della nostra esistenza.
In un tempo in cui tutto sembra correre velocemente, Paola Sanna sceglie di restituire valore alla lentezza del ricordo, alla profondità dei sentimenti e alla forza delle parole. La poesia diventa una casa nella quale ritrovare emozioni, affrontare assenze e riconoscere la bellezza di ciò che è stato.
Il messaggio che attraversa l’intera opera è semplice quanto universale: non aspettare che sia troppo tardi per dire ciò che si prova. Non rimandare l’amore, non dare per scontata la presenza di chi ci vuole bene, non lasciare che il silenzio prenda il posto delle parole necessarie.
Perché, in fondo, la vita è fatta di istanti che non ritornano, di persone che lasciano impronte indelebili e di sentimenti che meritano di essere espressi mentre siamo ancora in tempo.
E forse è proprio questa la più grande lezione che la poesia di Paola Sanna consegna ai suoi lettori: non è mai superfluo amare, ringraziare e ricordare. L’importante è farlo prima che sia tardi.
Il volume, in lingua italiana, si compone di 102 pagine ed è pubblicato da Bertoni Editore. L’ISBN è 979-1257701086 e il codice ASIN è B0HN36VF8B. La pubblicazione è prevista per il 6 novembre 2026.
Paola Sanna: «Prima che sia tardi, impariamo a dire ciò che il cuore non può più trattenere».
Un dialogo tra poesia, memoria e vita. In occasione dell’uscita della raccolta “Prima che sia tardi”, curata da Costanza Bondi e pubblicata da Bertoni Editore, abbiamo incontrato l’autrice Paola Sanna per esplorare il significato più profondo delle parole, degli affetti e del tempo che ci è concesso.
Il titolo della Sua raccolta, “Prima che sia tardi”, sembra quasi un sussurro rivolto alla coscienza di ciascuno di noi. Se dovesse tradurre queste parole in un messaggio destinato al lettore, quale sarebbe?
Credo che nella vita ci siano parole che non dovrebbero conoscere il ritardo. Spesso pensiamo di avere sempre un domani per chiedere scusa, per dichiarare un amore, per stringere una persona a noi o semplicemente per dire «Le voglio bene». Ma il tempo non ci garantisce appuntamenti infiniti. Vorrei che questo libro fosse un invito a vivere con maggiore consapevolezza, senza lasciare che l’orgoglio, la paura o l’abitudine ci impediscano di manifestare i nostri sentimenti. Prima che sia tardi significa, soprattutto, prima che il silenzio diventi definitivo.
Nelle Sue poesie si incontrano amore, dolore, paura della perdita e speranza. È possibile che proprio le ferite più profonde diventino le custodi delle nostre emozioni più autentiche?
Sì, perché alcune ferite ci insegnano a guardare oltre la superficie delle cose. Il dolore non è qualcosa che scegliamo, ma può diventare un luogo di consapevolezza. Ci costringe a fermarci, a interrogarci e a riconoscere ciò che conta davvero. Non credo che la sofferenza renda automaticamente migliori, ma credo che possiamo scegliere cosa farne. Possiamo lasciarci indurire oppure trasformarla in sensibilità, comprensione e amore. La speranza, per me, nasce proprio da questa possibilità.
La memoria familiare e il legame con i figli occupano uno spazio importante nel Suo universo poetico. Quanto della nostra identità appartiene alle persone che abbiamo amato e quanto, invece, rimane soltanto nostro?
Penso che nessuno di noi sia una storia completamente individuale. Siamo anche le persone che ci hanno tenuto per mano, gli abbracci ricevuti, le voci che continuano ad accompagnarci anche quando non possiamo più ascoltarle. I figli, gli affetti familiari e le persone care rappresentano una parte profondissima della nostra identità. Eppure esiste anche uno spazio interiore che appartiene soltanto a noi, dove custodiamo pensieri, paure e sogni. La poesia riesce a mettere in comunicazione questi due mondi: quello che condividiamo e quello che non riusciamo sempre a raccontare.
La paura della perdita è una delle grandi fragilità dell’essere umano. Secondo Lei amiamo davvero qualcuno soltanto quando comprendiamo che potremmo perderlo?
Forse la possibilità della perdita ci rende più consapevoli del valore della presenza. Ma non dovremmo aspettare un’assenza per riconoscere l’importanza di qualcuno. L’amore autentico dovrebbe essere un esercizio quotidiano di attenzione, rispetto e gratitudine. Dovremmo imparare a guardare le persone che abbiamo accanto come qualcosa di prezioso, non come presenze scontate. Perché l’amore non si misura soltanto nella grandezza delle promesse, ma nella delicatezza dei piccoli gesti.
Nella Sua opera emergono anche la fede e la gratitudine. In un mondo spesso attraversato da inquietudini, delusioni e solitudini, la fede può rappresentare un’ancora oppure è qualcosa di più profondo?
Per me la fede è una luce interiore, una possibilità di trovare un significato anche quando non riusciamo a comprendere tutto ciò che accade. Non significa non avere paura o non soffrire. Significa, piuttosto, non permettere al dolore di spegnere completamente la fiducia nella vita. La gratitudine, invece, è un modo per riconoscere il bene anche quando non tutto è perfetto. A volte basta un ricordo, una presenza, un gesto ricevuto per comprendere quanto siamo stati fortunati.
Lei ha scelto la poesia come strumento per raccontarsi. Ma scrivere significa necessariamente liberarsi oppure, qualche volta, significa anche riaprire porte che sarebbe più facile lasciare chiuse?
Scrivere è entrambe le cose. Ci sono parole che liberano e altre che ci riportano esattamente nel luogo emotivo dal quale vorremmo allontanarci. La scrittura non cancella il passato, ma permette di osservarlo con occhi diversi. Mettere un’emozione sulla carta significa darle uno spazio, riconoscerla e, in qualche modo, smettere di combattere contro di essa. La poesia non sempre guarisce, ma spesso ci aiuta a respirare meglio dentro le nostre stesse fragilità.
Vorrei porLe una domanda forse scomoda: siamo davvero capaci di vivere il presente oppure trascorriamo gran parte della nostra esistenza aspettando qualcosa, rimpiangendo ciò che è stato o temendo ciò che potrebbe accadere?
Credo che questa sia una delle contraddizioni più grandi dell’essere umano. Siamo fisicamente nel presente, ma spesso emotivamente altrove. Ci manca il passato, ci preoccupa il futuro e rischiamo di non accorgerci della bellezza che ci passa accanto. Imparare a vivere il presente è forse una delle conquiste più difficili. Non significa dimenticare ciò che siamo stati o smettere di sognare, ma comprendere che l’unico tempo nel quale possiamo davvero amare, scegliere e agire è quello che stiamo vivendo.
Il Suo libro si intitola “Prima che sia tardi”, ma vorrei ribaltare la prospettiva: secondo Lei esiste un momento in cui è davvero troppo tardi per ricominciare?
Finché dentro di noi rimane la possibilità di sentire, comprendere e desiderare qualcosa di diverso, credo che esista sempre uno spazio per ricominciare. Naturalmente non tutto può essere recuperato e non tutte le persone possono tornare nella nostra vita. Ma possiamo sempre scegliere di non rimanere prigionieri di ciò che abbiamo perduto. Ricominciare non significa necessariamente ritrovare ciò che avevamo, ma imparare a camminare con una nuova consapevolezza.
La raccolta è curata da Costanza Bondi. Quanto è importante, per un’autrice, incontrare qualcuno capace di accompagnare il proprio mondo interiore e contribuire a portarlo verso i lettori?
È importante poter condividere il proprio progetto con una persona che sappia comprenderne il valore umano ed emotivo. Un libro nasce da un’esperienza personale, ma nel momento in cui viene pubblicato smette di appartenere soltanto a chi lo ha scritto. Diventa un incontro, una possibilità di dialogo con persone che magari hanno vissuto emozioni simili. La sensibilità di chi accompagna un’opera in questo percorso può contribuire a valorizzarne il significato.
Se potesse lasciare una sola frase a chi terminerà l’ultima pagina di “Prima che sia tardi”, quale vorrebbe che rimanesse impressa nella sua memoria?
Vorrei che il lettore chiudesse il libro e sentisse il desiderio di compiere un gesto d’amore. Vorrei che pensasse a qualcuno, prendesse il telefono, scrivesse un messaggio, cercasse un abbraccio. Non occorrono sempre grandi discorsi per cambiare il significato di una giornata. A volte una parola pronunciata al momento giusto può diventare un ricordo che accompagnerà qualcuno per tutta la vita.
Un’ultima domanda, Paola. Se la vita fosse una poesia ancora incompiuta, quale verso non vorrebbe mai dimenticare di scrivere?
Scriverei un verso sulla gratitudine. Perché, nonostante le difficoltà, le delusioni e le assenze, la vita continua a offrirci occasioni per amare. Vorrei ricordare che siamo fatti di incontri, di emozioni e di momenti che non possiamo trattenere, ma che possiamo custodire. E soprattutto vorrei non dimenticare mai che il bene va espresso, non soltanto provato.
Ci sono interviste che raccolgono risposte e altre che, attraverso le parole, aprono finestre sull’animo umano. Il dialogo con Paola Sanna restituisce il ritratto di una scrittura che sceglie la vulnerabilità come linguaggio e la memoria come luogo di incontro. “Prima che sia tardi”, curato da Costanza Bondi e pubblicato da Bertoni Editore, si presenta come un invito a riscoprire il valore degli affetti, della fede, della riconoscenza e della presenza.
Perché forse il vero lusso della vita non consiste nell’avere più tempo, ma nel saper dare valore a quello che abbiamo. E se c’è una lezione che queste pagine desiderano consegnare al lettore, è che alcune parole non dovrebbero aspettare un’occasione speciale per essere pronunciate.
L’amore non dovrebbe mai arrivare in ritardo.
✨ Rimani sempre aggiornato! ✨
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
In libreria Rosso a Colori di Ilaria Terribile: la favola illustrata per bambini sul potere dell’amore e delle emozioni
Esce l’11 novembre per 78EDIZIONI “Rosso a Colori”, il nuovo libro illustrato per bambini dell’autrice e disegnatrice Ilaria Terribile: un viaggio incantato nel mondo di Sky con la regina Glory alla scoperta dell’amore, delle sfumature del cuore e della bellezza della fantasia. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇
Chieti – La forza pedagogica del racconto per l’infanzia, la bellezza vibrante dell’illustrazione d’autore e la scoperta delle emozioni primarie tornano a incantare grandi e piccoli lettori. Dopo lo straordinario successo editoriale riscosso con il suo primo volume intitolato Nero a Colori, l’autrice e illustratrice Ilaria Terribile torna sugli scaffali con un atteso e poetico seguito: Rosso a Colori, edito dalla casa editrice 78EDIZIONI e disponibile in tutte le librerie fisiche e negli store digitali a partire da mercoledì 11 novembre 2026. Per approfondire il panorama delle pubblicazioni educative e degli appuntamenti letterari del nostro territorio, vi invitiamo a consultare la nostra sezione dedicata al Territorio.
In questa nuova e luminosa avventura, ambientata nel magico e suggestivo mondo di Sky — un universo fantastico in cui ogni singola sfumatura cromatica dà corpo e voce a uno stato d’animo umano —, la coraggiosa regina Glory si lascia guidare dal misterioso compagno di viaggio Red in un percorso interamente tinto di rosso. Attraversando territori fiabeschi dai nomi evocativi come Cherry, Ruby e Scarlet, tra soffici nuvole di zucchero filato e sentieri dell’abbraccio, la protagonista imparerà a riconoscere la tonalità più potente di tutte: quella che accende il battito del cuore e rivela la meraviglia dell’amore.
Il magico regno di Sky: Ilaria Terribile esplora l’universo delle emozioni con la regina Glory
Tra le invenzioni narrative più riuscite dell’opera spicca l’approdo nel regno fantastico di Cherry, un microcosmo ribaltato a testa in giù dove gli abitanti hanno disimparato l’uso delle parole convenzionali per rispondersi unicamente attraverso i baci. Una metafora candida e immediata che restituisce tutta la spontaneità dell’universo infantile, dove l’affetto non ha bisogno di sovrastrutture razionali ma si esprime con la forza travolgente del contatto e del sorriso. Poco fa vi abbiamo raccontato anche dell’incontro letterario al FLA di Pescara con Claudia Conte sulla voce dei giovani e il disagio emotivo.
Come ha spiegato con trasporto la stessa Ilaria Terribile nel descrivere la genesi del volume, il ritorno dei personaggi di Rain e Glory affonda le proprie radici in un legame intimo e autobiografico: due amici per la pelle che condividono paure nascoste, sogni indicibili e desideri di felicità comuni a tutti noi. La narrazione diventa così uno specchio limpido attraverso cui i bambini imparano a dare un nome alle proprie tempeste interiori senza vergogna. Tutte le novità del settore editoriale per ragazzi sono consultabili nella nostra rubrica Cultura.
★★★★★ (4.9 su 5 • I prodotti più venduti del giorno su Amazon Italia)
Il caffè N.1 più venduto su Amazon Italia: gusto rotondo, cremosità densa come al bar e aroma inconfondibile nella maxi scorta risparmio da 100 capsule compatibili in offerta speciale.
La metamorfosi della maternità e la dedica speciale alla piccola Giulia
Un capitolo a parte merita la genesi personale dell’opera, indissolubilmente legata all’esperienza della maternità vissuta dall’autrice: diventare madre segna una profonda trasformazione emotiva, una metamorfosi che arricchisce la personalità senza cancellare le incertezze del passato. Ilaria Terribile rivela infatti che il personaggio della regina Glory rappresenta la personificazione diretta dei sentimenti donati dalla nascita di sua figlia Giulia, alla quale il volume è affettuosamente dedicato.
Arricchito da tavole illustrate a colori realizzate a mano con uno stile fresco, armonioso e dinamico, Rosso a Colori si configura come un vero e proprio inno alla tenerezza e alla capacità di meravigliarsi. L’invito che apre le pagine del libro suona come una dolce promessa educativa rivolta a genitori e figli: «Adesso ti racconto l’amore. Chiudi gli occhi e immagina!». Ulteriori percorsi di crescita e consigli educativi per la famiglia sono raccolti nella rubrica Lifestyle.
Dagli studi a Foggia e Chieti ai laboratori sull’ADHD: il percorso creativo di Ilaria Terribile
Il profilo artistico di Ilaria Terribile è frutto di un solido percorso di studi grafici: diplomata all’Istituto d’Arte di Foggia, si è successivamente perfezionata nell’animazione 2D presso la prestigiosa Scuola Internazionale di Comics di Chieti. Questa duplice formazione le ha permesso di sviluppare una sintesi visiva immediata, capace di coniugare il rigore del disegno professionale alla libertà creativa dell’animazione cinematografica.
Nel corso del 2026 l’illustratrice ha messo il proprio talento al servizio di importanti progetti di sensibilizzazione sociale, illustrando i due saggi educativi MetaforicaMENTE ADHD e Coltivare insieme la mente ADHD dedicati all’inclusione dei minori con disturbi dell’attenzione e iperattività. Accanto alla produzione editoriale con 78EDIZIONI, Ilaria cura costantemente laboratori didattici di lettura animata in scuole e librerie, confermandosi come un’apprezzata protagonista della promozione culturale tra Abruzzo e Puglia.
Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata
✨ Rimani sempre aggiornato! ✨
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
Assia Penta, intervista alla scrittrice: “si è donne anche senza essere madri, superiamo il giudizio sociale sulla maternità”
Intervista alla scrittrice Assia Penta: dalla moda al successo dei suoi libri, una riflessione profonda sul diritto di essere donne senza l’obbligo sociale della maternità, superando il giudizio e le pressioni esterne per affermare l’autenticità e la libertà di ogni persona. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇
Roma – C’è una domanda insidiosa che ancora oggi molte donne si sentono rivolgere nella quotidianità, talvolta con superficiale curiosità, altre volte con una velata punta di giudizio morale: «Ma perché non hai figli?». Come se la maternità costituisse una tappa biologicamente obbligatoria, un passaggio inderogabile senza il quale l’identità femminile rimarrebbe incompiuta o manchevole. Eppure, essere donna non significa affatto coincidere esclusivamente con l’essere madre. Per comprendere l’evoluzione dei modelli sociali e delle relazioni affettive contemporanee, vi invitiamo a leggere la nostra sezione dedicata al Territorio.
Esistono donne che scelgono consapevolmente di non avere figli, altre che avrebbero desiderato averne ma che, per complesse circostanze della vita, problemi fisici o percorsi imprevisti, non hanno potuto realizzare questo sogno. Storie profondamente eterogenee, accomunate dal medesimo diritto inalienabile all’autodeterminazione: quello di non doversi giustificare di fronte al tribunale delle aspettative altrui. È da questa riflessione etica che prende le mosse il nostro incontro con Assia Penta, autrice che ha fatto dell’introspezione psicologica e della libertà di essere autenticamente sé stessi il fulcro della propria produzione letteraria.
Dalla moda alla scrittura: il percorso di Assia Penta tra fragilità e accettazione di sé
Dopo aver maturato una significativa esperienza nel mondo della moda, Assia Penta ha individuato nella scrittura narrativa uno spazio privilegiato di rinascita e testimonianza civile. Nei suoi fortunati romanzi e saggi narrativi ha esplorato senza filtri l’accettazione del corpo, le ferite emotive, la violenza psicologica invisibile e la fatica di ricominciare. Titoli come Una curvy in una jungla, Tre donne, Attimi di follia, Voci e ferite della violenza invisibile, Cuori LGBT+ e Amarsi dopo il caos compongono un mosaico letterario che mette al centro la persona. Poco fa vi abbiamo riferito anche dell’incontro al FLA di Pescara con Claudia Conte sulla voce dei giovani e il disagio emotivo.
Oggi il dibattito si concentra sul tema cruciale della maternità intesa come scelta libera e mai come dovere imposto dalla tradizione. Una donna, sottolinea l’autrice, non deve essere valutata in base al fatto di aver dato o meno alla luce dei figli, bensì per la ricchezza del proprio mondo interiore, per le sue passioni, i suoi traguardi intellettuali e il rispetto con cui abita il presente. Tutte le ultime interviste e le novità editoriali sono disponibili nella nostra rubrica Cultura.
★★★★★ (4.9 su 5 • I prodotti più venduti del giorno su Amazon Italia)
Il caffè N.1 più venduto su Amazon Italia: gusto rotondo, cremosità densa come al bar e aroma inconfondibile nella maxi scorta risparmio da 100 capsule compatibili in offerta speciale.
L’intervista ad Assia Penta: oltre gli stereotipi culturali e il peso delle aspettative esterne
Assia, perché ancora oggi si tende a identificare la femminilità con la maternità? «Credo sia il retaggio di un modello culturale che per secoli ha circoscritto la donna alla sola funzione riproduttiva. Sebbene la società sia cambiata, questo schema mentale continua a condizionare gli sguardi. La maternità è un’esperienza straordinaria per chi la desidera, ma non può trasformarsi nell’unico metro di giudizio: una donna è completa a prescindere dalla presenza di figli».
C’è differenza tra chi sceglie di non procreare e chi non ha potuto farlo? «Certamente, sono cammini interiori diversi e non vanno confusi. C’è chi compie una scelta lucida di vita e chi si scontra con dolori fisici o lutti intimi. Il tratto comune, però, è che nessuna persona dovrebbe sentirsi in colpa o costretta a giustificare il proprio vissuto davanti a frasi feroci come “te ne pentirai” o “cambierai idea”, parole che spesso riaprono ferite mai rimarginate».
Spesso alla donna si chiede di essere perfetta in tutto: carriera, bellezza, famiglia. Non è una gabbia? «Assolutamente sì. C’è un carico mentale insostenibile: bisogna essere realizzate ma non troppo ambiziose, indipendenti ma sempre accoglienti. Questa ricerca di perfezione rischia di soffocare la vera libertà, che consiste nel poter essere sé stesse senza doversi uniformare a un copione già scritto». Ulteriori riflessioni sull’equilibrio emotivo sono consultabili nella nostra rubrica Psicologia delle Relazioni.
Il messaggio agli uomini e l’invito al coraggio: essere donna è un’identità e non un ruolo
Questa battaglia culturale riguarda solo le donne o deve coinvolgere anche gli uomini? «Riguarda tutti. Anche gli uomini devono imparare a superare questo automatismo patriarcale, riconoscendo che la pienezza di una compagna o di una collega non si esaurisce nell’avere un passeggino. Dobbiamo educare a una civiltà del rispetto in cui nessuno venga etichettato o sminuito per le proprie scelte personali».
Quale messaggio vorresti consegnare a chi si sente giudicata perché non ha figli? «Di non permettere a nessuno di stabilire il proprio valore. Non bisogna chiedere scusa né dare spiegazioni. La vita di ogni donna ha un significato immenso per l’amore che semina, per i progetti che costruisce e per la bellezza che porta nel mondo. Essere donna non è un traguardo legato alla maternità: è una libertà, un’identità e un diritto che appartiene a ciascuna di noi». Altri articoli su costume e stili di vita sono disponibili nell’area Lifestyle.
Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata
✨ Rimani sempre aggiornato! ✨
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.