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L’Italia Media Art Festival conquista Maker Faire Rome e approda a Palazzo Rospigliosi a Zagarolo: videoarte e intelligenza artificiale

Dopo il boom di visitatori a Maker Faire Rome, l’Italia Media Art Festival approda dal 20 al 22 novembre a Palazzo Rospigliosi a Zagarolo con la Grande Esposizione Internazionale a ingresso gratuito: videoarte, intelligenza artificiale e installazioni interattive curate da Marinellys Tremamunno e Mariia Plekhova. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Zagarolo – La convergenza tra sperimentazione tecnologica d’avanguardia, riflessione filosofica e linguaggi visivi contemporanei segna un traguardo straordinario per l’arte digitale in Italia. Dopo aver registrato code ininterrotte ed un eccezionale successo di pubblico al Maker Faire Rome 2026 presso gli spazi del Gazometro Ostiense, la terza edizione dell’Italia Media Art Festival (IMAF) si prepara al suo appuntamento più atteso: la Grande Esposizione Internazionale, in programma dal 20 al 22 novembre 2026 nelle storiche sale di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo. Per scoprire le iniziative culturali e le grandi mostre che valorizzano il nostro Paese, vi invitiamo a consultare la nostra sezione dedicata al Territorio.

L’inaugurazione ufficiale della kermesse è fissata per venerdì 20 novembre alle ore 17:00, mentre sabato 21 e domenica 22 novembre l’intero percorso espositivo sarà aperto con ingresso gratuito dalle ore 10:00 alle 18:00. Curata dalla fondatrice e giornalista italo-venezuelana Marinellys Tremamunno insieme a Mariia Plekhova e promossa dall’Associazione Piccola Venezia APS, la rassegna mette a confronto creatori italiani e internazionali attorno al tema guida L’Energia che Trasforma: la Forza Umana e Spirituale che diventa Azione per il Futuro.

Il successo al Maker Faire Rome 2026 e le installazioni interattive di Claudio Marani e Maria Korporal

La tappa romana al Maker Faire Rome, manifestazione che ha richiamato oltre cinquantacinquemila visitatori con una crescita del ventidue per cento, ha dimostrato il potenziale della media art nell’intercettare l’interesse di un pubblico trasversale e multigenerazionale. Tra le opere più acclamate spiccano le installazioni interattive Prabhã Aura dell’artista italiano Claudio Marani, incentrata sull’energia percettiva del corpo umano, e Breathearth della visual artist Maria Korporal, in cui il respiro del fruitore modella in tempo reale un ecosistema virtuale, superando la distanza tra osservatore e opera d’arte. Poco fa vi abbiamo parlato anche della mostra Cosmografie di Marina Bindella al Museo Bilotti di Roma.

Come ha sottolineato con orgoglio la direttrice artistica Marinellys Tremamunno, vedere centinaia di visitatori attendere con entusiasmo il proprio turno davanti allo stand conferma l’esigenza di portare l’arte digitale fuori dai musei tradizionali, rendendola pienamente accessibile alla cittadinanza. La selezione 2026 ha registrato il record assoluto con ben centoquarantaquattro candidature internazionali, testimoniando la crescente autorevolezza del festival sui mercati creativi d’Europa e America Latina. Tutte le ultime novità sul panorama espositivo sono consultabili nella rubrica Cultura.

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Diciassette opere di videoarte: intelligenza artificiale e grandi autori internazionali a Palazzo Rospigliosi

La selezione di videoarte dell’IMAF 2026 comprende diciassette opere di altissimo profilo, nate da open call sostenute da partner strategici come Enel e Snam. Tra i protagonisti italiani figurano Uta Dag da Catania, Giorgio Gerardi da Venezia, Filippo Prestinari e Ylenia Raviola da Milano, e Michela Sbrana da Pisa, affiancati da quattro ospiti speciali: il romano Bruno Cerboni con il poema generato da intelligenza artificiale Lux Humana, Victoria Thomen con Mons Movens, l’artista venezuelano Marco Caridad e il duo partenopeo GlitchA/V Project con la suggestiva performance audiovisiva Emergent Thoughts.

Straordinaria è la rappresentanza estera che include talenti provenienti da Ginevra con Joseph Ayerle, Bogotá con Johan Barbosa, Cochabamba con Andre Figueroa, San Pietroburgo con Anastasia Pavlova, Girona con Kenneth Russo, Karaj con Negar Samadikia, Atene con Angelina Voskopoulou e Pechino con Nan Zhang. Le creazioni affrontano con rigore concettuale e impatto estetico i temi cruciali dell’identità contemporanea, della memoria e del rapporto simbiotico tra uomo e algoritmi. Tutti i dettagli sugli eventi e le rassegne dal vivo sono disponibili nella sezione Eventi.

Il ponte culturale tra Italia e America Latina con il sostegno di Regione Lazio e Lazio Innova

La tappa di Zagarolo rappresenta il coronamento di un itinerario internazionale iniziato lo scorso 20 ottobre a Maracaibo in Venezuela presso il Centro de Bellas Artes, proseguito all’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza e rilanciato all’Universidad Católica Andrés Bello di Caracas. Realizzata in sinergia con la Regione Lazio, Lazio Innova e l’Istituzione Palazzo Rospigliosi del Comune di Zagarolo, la mostra propone un percorso arricchito da undici installazioni interattive e dal confronto diretto con maestri delle arti visive tradizionali.

Il fascino rinascimentale di Palazzo Rospigliosi diventerà così un laboratorio aperto per interrogare le trasformazioni etiche ed estetiche del nostro tempo. Gli appassionati d’arte, gli studiosi di nuove tecnologie e le famiglie sono invitati nel weekend del 21 e 22 novembre a Zagarolo per vivere un’esperienza immersiva unica. Per maggiori dettagli sul programma completo è possibile consultare i canali ufficiali della manifestazione (www.italiamediaartfestival.it e profilo Instagram @italiamediaartfestival).

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Mauro Pagani e l’omaggio a Miles Davis chiudono Monferr’Autore: Enrico Deregibus e John Vignola tra Terruggia e Alessandria

Cultura e grande musica in Piemonte: il Monferr’Autore Festival chiude un trionfale 2026 con due appuntamenti imperdibili diretti da Enrico Deregibus.

Il 26 novembre a Terruggia riapre il Teatro Le Muse con Mauro Pagani per i suoi 80 anni; il 5 dicembre ad Alessandria omaggio a Miles Davis con John Vignola (Rai Radio1).

Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Alessandria – Le suggestive colline piemontesi del Monferrato, territorio patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco, si apprestano a vivere un finale di stagione artistica memorabile. Il Monferr’Autore Festival, la prestigiosa kermesse itinerante di musica e pensiero diretta dal critico e saggista Enrico Deregibus e curata dall’associazione culturale AccademiaMonferrato, archivia l’annata 2026 con un’appendice autunnale di altissimo profilo che vedrà protagonisti due giganti assoluti della melodia contemporanea: il polistrumentista Mauro Pagani e un grande tributo al genio di Miles Davis guidato da John Vignola per la nostra cultura.

L’annata che si avvia a conclusione ha fatto registrare numeri e consensi straordinari, articolandosi attraverso ben ventisette eventi distribuiti in sedici diverse località dislocate nell’intero bacino della provincia di Alessandria. Un lavoro certosino coordinato dalla presidenza di AccademiaMonferrato, capace di tessere una fitta trama di relazioni tra i borghi storici, le vigne e le eccellenze del territorio piemontese.

Il primo appuntamento dell’appendice autunnale è fissato per giovedì 26 novembre alle ore 21:00 a Terruggia, in provincia di Alessandria. Una serata carica di profondo valore civico ed emotivo, poiché coinciderà con la riapertura ufficiale delle porte dello storico Teatro Le Muse, delizioso gioiello architettonico d’inizio Novecento restituito al pubblico dopo sei lunghi anni di silenzio e restauri conservativi.

Ospite d’onore della serata sarà il maestro Mauro Pagani, leggendario fondatore della Premiata Forneria Marconi e sodale indimenticabile di Fabrizio De André. In occasione dei suoi imminenti ottant’anni di Pagani, il musicista presenterà la sua nuova fatica discografica intitolata “Tutto è già qui”, pubblicata dall’etichetta BMG a ben ventitré anni di distanza dal suo precedente lavoro in studio.

Mauro Pagani e la riapertura del Teatro Le Muse a Terruggia

L’incontro sul palco di Terruggia assumerà la forma di un appassionato dialogo musicale e biografico condotto da Enrico Deregibus. Mauro Pagani ripercorrerà oltre mezzo secolo di capolavori, svelando la genesi di album leggendari come Creuza de mä, le fortunate composizioni per il cinema al fianco di Gabriele Salvatores e la prestigiosa esperienza alla direzione musicale del Festival di Sanremo per lo spettacolo italiano.

La cornice del gioiello liberty di Terruggia offrirà la dimensione ideale per apprezzare la raffinatezza delle nuove composizioni, dimostrando il valore civile dell’arte nella rigenerazione delle comunità locali. L’evento sarà accessibile a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, rappresentando un regalo prezioso per tutta la comunità monferrina.

Il cartellone calerà il sipario sabato 5 dicembre alle ore 18:00 nel cuore di Alessandria, presso gli spazi polifunzionali di Visioni47 ad Alessandria in via Trotti 46. L’evento, intitolato “100 Miles Davis”, celebrerà il centenario della nascita del leggendario trombettista che ha ridefinito il concetto stesso di modernità musicale nel corso del Novecento.

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John Vignola e l’omaggio a Miles Davis per i cento anni dalla nascita

A condurre il viaggio nel mito di Davis sarà John Vignola, autorevolissima firma della critica musicale e voce storica di Rai Radio1. Vignola presenterà il suo corposo saggio edito da Rai Libri, dialogando con il giornalista Alberto Bazzurro del prestigioso mensile specialistico Musica Jazz, offrendo un’analisi approfondita delle rivoluzioni stilistiche del Maestro.

Il volume, significativamente intitolato “Esercizi di metamorfosi. Le molte vite musicali di Miles Davis”, scandaglia i passaggi epocali che hanno scandito la storia del jazz mondiale: dalle origini del bebop all’invenzione del cool jazz con il leggendario album Birth of the Cool, fino alle vertigini modali di Kind of Blue e alla straordinaria rivoluzione fusion inaugurata con Bitches Brew.

L’incontro alessandrino sarà impreziosito dagli interventi sonori dal vivo affidati all’ensemble Prospettive Jazz di AccademiaMonferrato. Sul palco saliranno il chitarrista Mirko Bracale, il fiatista Gianni Robotti e la vocalist Flavia Porcu, creando un ponte sonoro con le più moderne uscite discografiche raccontate nella recensione su Un bacio di fortuna di Anastasia Anniemore24.

Enrico Deregibus e il successo del Monferr’Autore Festival

Le due date autunnali suggellano una programmazione che da aprile a dicembre ha portato in Piemonte personalità del calibro di Ron, Riccardo Rossi, Violante Placido, Cisco, il cantautore lariano Davide Van De Sfroos, l’esilarante comicità della Banda Osiris e il talento elettronico di Boosta, consolidando il prestigio del festival a livello nazionale.

La forza del progetto risiede nella peculiare formula del live journalism, capace di far dialogare le esibizioni canore con il racconto confidenziale, valorizzando il meraviglioso paesaggio del Monferrato compreso tra colline, fiumi e risaie. Una terra dichiarata patrimonio Unesco che si riconferma culla ideale per la canzone d’autore a ridosso dei grandi centri di Milano, Genova e Torino.

La riuscita della manifestazione è stata resa possibile dal sostegno corale di dieci Comuni sostenitori, dall’apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e dalla competenza didattica di AccademiaMonferrato Musica&Danza. Un’alleanza virtuosa che archivia il 2026 tra gli applausi e si candida a confermare questa grande rassegna culturale anche per le future stagioni.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Maria Mazzotta incanta Roma con Amoreamaro, sabato 7 novembre al Museo degli Strumenti Musicali: con Antonino De Luca per il Festival Popolare Italiano

Musica e tradizione a Roma: sabato 7 novembre alle 17:30 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali arriva “Amoreamaro” di Maria Mazzotta con Antonino De Luca.

Il concerto per il Festival Popolare Italiano diretto da Stefano Saletti, tra canti salentini, influenze balcaniche e la visita guidata al museo inclusa nel biglietto.

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Maria Mazzotta

Roma – Le sonorità ancestrali, vibranti e viscerali della grande tradizione mediterranea tornano a risuonare nel cuore della Capitale in una cornice di straordinario pregio storico. Sabato 7 novembre 2026 alle ore 17:30, la prestigiosa sede del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma aprirà le proprie porte al suggestivo concerto “Amoreamaro”, portato in scena dalla celebre cantante salentina Maria Mazzotta, affiancata per l’occasione dall’eccelso talento del fisarmonicista Antonino De Luca.

L’esibizione rappresenta il terzo atteso appuntamento della tredicesima edizione del Festival Popolare Italiano, kermesse di riferimento nazionale ideata e diretta con instancabile passione dal compositore e polistrumentista Stefano Saletti. La rassegna si colloca all’interno della più ampia cornice concertistica di Mondi Sonori ed è realizzata con il prezioso sostegno della programmazione ufficiale Puglia Sounds 2026, promuovendo il dialogo tra memorie sonore e linguaggi musicali contemporanei per la nostra cultura.

Il progetto Amoreamaro si configura come un’intensa partitura teatrale e vocale dedicata a esplorare i molteplici volti dell’amore narrati da un autentico punto di vista femminile. Dalla dolcezza incantata alla lacerazione del distacco, dalla passione carnale fino alle forme più ambigue e dolorose del sentimento amoroso, la Mazzotta trasforma il canto tradizionale in una vibrante confessione intima capace di toccare corde universali in ogni ascoltatore.

La scaletta musicale attraversa con naturalezza espressiva gli stornelli salentini, le poesie della terra d’Otranto, pagine indimenticabili del cantautorato italiano e liriche inedite scritte in pura lingua salentina. Un ordito sonoro che salda con eleganza le sonorità del Sud Italia con le ipnotiche cadenze balcaniche, restituendo la ricchezza antropologica delle rotte migratorie che uniscono il territorio del Mediterraneo.

Maria Mazzotta e Antonino De Luca in concerto con Amoreamaro

Considerata dalla critica internazionale una delle interpreti più potenti e carismatiche della world music europea, Maria Mazzotta vive l’atto performativo come un rito di catarsi e consolazione. Nella sua visione, mutuata dalla più pura tradizione popolare contadina, la voce non si limita a intrattenere ma diventa medicina dell’anima, preghiera e balsamo per lenire le ingiustizie della vita quotidiana grazie a una straordinaria potenza vocale.

Al suo fianco si erge il magistero musicale di Antonino De Luca, virtuoso della fisarmonica cromatica e innovatore rigoroso delle possibilità espressive dello strumento. Dal suo mantice scaturiscono armonie dense e contrappunti di raffinata grazia acustica, capaci di sostenere i crescendo emotivi del canto e di costruire un suggestivo intreccio acustico basato su un impeccabile virtuosismo strumentale per lo spettacolo dal vivo.

La carriera di Maria Mazzotta vanta traguardi di assoluto prestigio: già finalista alle rinomate Targhe Tenco e vincitrice del Premio della Critica al celebre Premio Parodi, l’artista pugliese ha all’attivo oltre trecento concerti in venticinque nazioni. Dalle sale storiche del Théâtre de la Ville di Parigi al prestigioso palco del WOMEX di Porto, passando per il Müpa di Budapest e il Festival de Música del Mundo di Bogotá, la sua voce ha incantato platee di ogni latitudine.

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Stefano Saletti e la storia del Festival Popolare Italiano a Roma

La longevità del Festival Popolare Italiano testimonia la lucidità del percorso ideato dal direttore artistico Stefano Saletti, storico leader della Banda Ikona e figura di raccordo della Rete Italiana della World Music. Il festival nacque nel 2015 nel cuore del centro d’accoglienza Baobab a Roma, concependosi sin dal principio come un’officina di inclusione sociale e fratellanza interetnica attraverso le note musicali.

Dopo le cinque edizioni celebrate a Teatro Villa Pamphilj e il successivo passaggio al Teatro Verde, la manifestazione ha trovato dal 2023 la propria prestigiosa sede museale definitiva presso il polo degli Strumenti Musicali. Un percorso sostenuto con convinzione da Puglia Sounds e dal Nuovo Imaie, che ha trasformato la rassegna musicale capitolina in una vetrina fondamentale per i maggiori compositori e cantori dell’area mediterranea.

Il cartellone proseguirà sabato 14 novembre con il progetto Tracce Mediterranee proposto da La Banda del Sud, un ensemble corale che riunisce solisti di diverse regioni, per concludersi il 5 dicembre con lo spettacolo incentrato sull’arpa pastorale viggianese animato da Giuliana De Donno e Gabriella Aiello. Una programmazione di altissimo livello che arricchisce la vita artistica della città, dialogando idealmente con le rassegne di teatro e danza a Villa Lazzaroni a Roma.

Mondi Sonori e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

La cornice museale di Mondi Sonori nasce dall’impegno profuso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali di Roma guidato da Luca Mercuri. Sotto la direzione della responsabile museale Sonia Martone, la rassegna promuove un’innovativa formula di valorizzazione del patrimonio culturale, mettendo in costante relazione l’arte dal vivo con le collezioni stabili dell’istituto.

L’eccezionale patrimonio di strumenti storici e rari custodito all’interno delle sale espositive fa da naturale cassa di risonanza per i concerti di musica dal vivo. Il dialogo tra l’archeologia musicale e le creazioni contemporanee esalta l’acustica naturale dell’edificio, offrendo al pubblico un’esperienza sinestetica che unisce la contemplazione visiva delle collezioni museali al piacere del puro ascolto.

L’appuntamento per il concerto di Maria Mazzotta è fissato per sabato 7 novembre alle 17:30 in piazza Santa Croce in Gerusalemme 9/a. Il modico biglietto d’ingresso di soli sei euro include, oltre alla partecipazione allo spettacolo, l’accesso completo alla visita alle sale espositive del museo, rappresentando un’occasione culturale imperdibile a portata di tutta la cittadinanza.

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Roma, al Teatro Villa Lazzaroni debutta Anghingò: lo spettacolo di Compagnia Atacama tra giochi di strada e danza contemporanea

Teatro e danza a Roma: il 7 e 8 novembre al Teatro Villa Lazzaroni debutta Anghingò, la nuova creazione della Compagnia Atacama diretta da Patrizia Cavola e Ivan Truol.

Ispirato al saggio di Piero Dorfles, lo spettacolo trasforma conte e filastrocche di strada in coreografia, interrogando l’infanzia e le relazioni umane nell’era dei display digitali.

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Anghingò - Foto Eleonora Maggioni EM_3ott (19)

Roma – Il palcoscenico capitolino torna a interrogarsi sulle profonde trasformazioni antropologiche dell’infanzia e sulle nuove modalità di relazione tra le giovani generazioni nell’epoca dominata dagli schermi virtuali. Debutta venerdì 7 e sabato 8 novembre 2026 nella prestigiosa cornice del Teatro Villa Lazzaroni lo spettacolo “Anghingò”, attesa e innovativa creazione coreografica firmata da Patrizia Cavola e Ivan Truol, direttori artistici della storica Compagnia Atacama, impegnata da decenni nella sperimentazione del movimento e delle arti performative per la nostra cultura.

Al centro dell’opera pulsa una domanda tanto semplice quanto vertiginosa: che cosa resta dell’essenza del gioco quando viene meno la dimensione collettiva e l’incontro reale con l’altro? In un’epoca in cui i più piccoli sperimentano precocemente l’isolamento causato dalla presenza pervasiva dei dispositivi digitali, Anghingò si propone di restituire centralità alla presenza viva dell’incontro fisico, facendo vibrare all’unisono la voce, il respiro e l’espressività autentica che scaturisce dal linguaggio del corpo.

L’ispirazione drammaturgica del lavoro affonda le radici nelle pagine del celebre saggio “Amblimblè – Rime e riti dei giochi di strada” scritto dal giornalista e saggista Piero Dorfles. Attraverso una raffinata trasposizione scenica, le dinamiche spontanee dei giochi di strada, la cadenza ritmica di conte e filastrocche della tradizione popolare si trasfigurano in una potente partitura di danza contemporanea, capace di evocare suggestioni universali che interpellano spettatori di ogni fascia anagrafica.

Il progetto rende omaggio a una stagione in cui il cortile e il selciato cittadino costituivano il principale spazio di incontro, dove il confronto tra pari si fondava su regole condivise da stabilire insieme, rispettare e talora sfidare con arguzia. Recuperare questo patrimonio immateriale di gestualità, richiami e consuetudini significa riscoprire la ricchezza delle esperienze comunitarie, valorizzando la coesione sociale e il legame profondo con il territorio urbano.

Patrizia Cavola e Ivan Truol con il debutto di Anghingò al Teatro Villa Lazzaroni

L’impianto registico e visivo ideato da Patrizia Cavola e Ivan Truol non si limita a una mera rievocazione nostalgica del passato, ma plasma un’architettura scenica contemporanea e pulsante. I due coreografi curano con perizia chirurgica la partitura coreografica, la regia e il disegno luci, dosando sapientemente momenti di ironia corale, tensione fisica e delicatezza poetica, offrendo al pubblico dello spettacolo dal vivo un’opera multidisciplinare ricca di stratificazioni emotive.

In scena agisce un cast di interpreti di straordinaria sensibilità ed energia: Isabella Campiglia, Francesco Vitale Farris, Iris Morello, Nunzia Prisco ed Henry Tanzini. I danzatori si muovono all’interno di un flusso ininterrotto dove l’oralità e la gestualità si fondono, alternando filastrocche scandite ad alta voce a sequenze coreografiche complesse che esaltano la complicità del gruppo e la meraviglia della scoperta condivisa.

A impreziosire la composizione contribuiscono le raffinate musiche originali create da Sergio de Vito, capaci di scandire il ritmo del gioco infantile con timbri caldi e sonorità ipnotiche, affiancate dai costumi disegnati da Irene Boni. L’intera produzione è realizzata con il prezioso sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Lazio e della SIAE tramite lo strumento fiscale dell’Art Bonus, a testimonianza del prestigio istituzionale riconosciuto al progetto.

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Piero Dorfles e la memoria dei giochi tradizionali nell’era digitale

Il tributo all’opera di Piero Dorfles assume un significato che supera i confini dell’estetica per toccare l’antropologia del gioco. Nelle conte che scandivano l’assegnazione dei ruoli prima di una partita a nascondino o nei salti con la corda, i ragazzi assimilavano inconsapevolmente i riti dell’infanzia, imparando ad accettare la casualità della sorte e la disciplina della convivenza civile custodite nella tradizione popolare.

Senza cadere nella trappola del rimpianto aprioristico, lo spettacolo riflette sulle ripercussioni che la migrazione delle esperienze infantili verso gli ambienti digitali esercita sulla crescita individuale. Quando lo sguardo rimane confinato in una superficie bidimensionale, il corpo rischia di atrofizzare la propria propensione alla relazione diretta, rendendo indispensabile rieducare i sensi all’apprendimento corporeo per rinsaldare le relazioni umane.

Questa preziosa indagine sul mondo dei più giovani si ricollega alle riflessioni sui linguaggi performativi contemporanei, già esplorate nelle cronache teatrali dedicate all’esperienza su teatro immersivo e cura delle fragilità a Roma, a conferma di una sensibilità diffusa che vede il palcoscenico farsi promotore attivo della cura delle fragilità e del recupero del contatto autentico nella scena capitolina.

La storia della Compagnia Atacama e il teatro fisico contemporaneo

Fondata nel 1997, la Compagnia Atacama vanta una traiettoria artistica internazionale di altissimo livello. Con quartier generale stabilito dal 2009 presso La Scatola dell’Arte a Roma, la compagine diretta da Cavola e Truol ha esportato le proprie creazioni nei principali festival europei e mondiali, collezionando memorabili tournée internazionali in Spagna, Germania, Francia, Brasile, Belgio e Portogallo nel segno del teatro fisico.

La poetica della compagnia si contraddistingue per la contaminazione feconda tra danza contemporanea, parola, musica e partiture visive in cui il virtuosismo atletico si unisce alla spontaneità della vita vissuta. L’impegno dei fondatori si riflette anche nella direzione di prestigiose kermesse come Paesaggi del Corpo e il District Dance Festival, autentici baluardi della ricerca artistica contemporanea nella Capitale.

Gli appuntamenti per assistere al debutto di Anghingò sono fissati al Teatro Villa Lazzaroni, situato in via Appia Nuova e via Alfredo Baccarini, per venerdì 7 novembre alle ore 19:00 e sabato 8 novembre alle ore 17:30. Per informazioni e per la prenotazioni dei biglietti è possibile contattare direttamente la compagnia inviando una comunicazione all’indirizzo email info@compagniaatacama.it, assicurandosi un posto per un evento imperdibile.

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