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POSTE ITALIANE | PENSIONI IN PAGAMENTO DAL 2 MAGGIO

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POSTE ITALIANE | PENSIONI IN PAGAMENTO DAL 2 MAGGIO

È possibile ritirare la pensione nei 393 uffici postali e nei 442 ATM Postamat del territorio

A partire dal 3 agosto la Carta d’Identità cartacea non sarà

più valida come documento di riconoscimento

 

 

Redazione – Poste Italiane comunica che in tutti gli uffici postali le pensioni del mese di maggio saranno in pagamento a partire da sabato 2.

Sempre a partire da sabato 2 le pensioni di maggio saranno disponibili anche per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution che abbiano scelto l’accredito. I possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti o di Postepay Evolution, quindi, potranno prelevare in contanti dai 442 ATM Postamat della provincia, senza recarsi allo sportello.

Per ritirare la pensione allo sportello occorre presentare un documento d’identità valido oppure delegare una terza persona al prelevamento del denaro.

 

Si ricorda che a partire dal 3 agosto 2026, in base a quanto previsto dal regolamento europeo n.1208 del 12 giugno 2025, la Carta d’Identità cartacea non sarà più valida come documento di riconoscimento. Se non si possiede altro documento come patente o passaporto, sarà necessario dotarsi entro quella data della Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Inoltre, i possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti potranno usufruire gratuitamente di una polizza assicurativa che consente un risarcimento fino a 700 euro all’anno sui furti di contante subiti nelle due ore successive al prelievo effettuato sia dagli sportelli postali sia dagli ATM Postamat.

Poste Italiane infine consiglia a tutti i pensionati, ove possibile, di recarsi a ritirare la pensione in tarda mattinata o durante le ore pomeridiane privilegiando i giorni successivi ai primi per evitare tempi di attesa superiori alla media.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare 06 45263322.

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Siderurgia, UGL Metalmeccanici lancia l’allarme al MIMIT: ridimensionato il piano Metinvest e stallo con JSW

Allarme per la siderurgia italiana al MIMIT: ridimensionato il piano Metinvest e stallo con JSW.

La UGL Metalmeccanici denuncia il rischio occupazionale a Piombino dopo l’incontro ministeriale: “Basta promesse dopo otto anni di cassa integrazione”. Il governo promette un accordo quadro entro cinque settimane.

Riuscirà l’Italia a difendere la produzione nazionale di acciaio e il lavoro? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Daniele FRANCESCANGELI, Vice Segretario Nazionale UGL Metalmeccanici

Roma – Fumata grigia e fortissima apprensione per le sorti industriali e occupazionali del comparto siderurgico nazionale, asset strategico irrinunciabile per la manifattura del Paese. Presso le sale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) si è svolto un attesissimo e delicato tavolo di confronto incentrato sul futuro degli stabilimenti di Piombino, alla presenza del Vice Segretario Nazionale della UGL Metalmeccanici, Daniele Francescangeli, e del Responsabile Territoriale Vincenzo Tuvè, insieme ai vertici aziendali delle governance di Metinvest e JSW Steel. L’esito del vertice ha delineato uno scenario oltremodo preoccupante per la salvaguardia dei livelli occupazionali, richiedendo risposte immediate sul fronte dell’economia nazionale.

A destare il massimo allarme tra i rappresentanti dei lavoratori è stata la comunicazione relativa al progetto del gruppo ucraino Metinvest, il cui piano di rilancio originario subirà un drastico e inatteso ridimensionamento. L’azienda, che inizialmente doveva assumere il ruolo di capofila investitore per la realizzazione del nuovo polo siderurgico all’avanguardia, vedrebbe ora ridotto il proprio impegno finanziario e industriale, aprendo una complicata e rischiosa ricerca di nuovi partner privati sul mercato internazionale nel contesto della politica industriale italiana.

Una battuta d’arresto che si somma alle criticità croniche registrate sul fronte indiano di JSW Steel, dove da ben otto anni si susseguono annunci, protocolli d’intesa e promesse che non si sono mai tradotti in investimenti concreti e ammodernamento degli impianti. Una situazione di stallo insostenibile che ricorda per gravità sociale i rincari e le incertezze denunciate per le bollette del gas e l’inflazione da Codici con Ivano Giacomelli, a danno del potere d’acquisto dei cittadini.

Daniele Francescangeli e l’allarme di UGL Metalmeccanici al MIMIT per la siderurgia

I rappresentanti sindacali hanno espresso senza mezzi termini tutta la propria amarezza per l’ennesimo slittamento operativo, puntando il dito contro l’incertezza che continua a gravare sulla testa di centinaia di famiglie. Il Vice Segretario Nazionale Daniele Francescangeli ha ribadito come la transizione ecologica e industriale non possa essere scaricata interamente sulle spalle dei lavoratori, costretti da quasi un decennio a sopravvivere con il sussidio degli ammortizzatori sociali senza alcuna garanzia per il domani.

«Non possiamo più accettare che le vertenze della siderurgia si traducano in un’attesa infinita a carico delle lavoratrici e dei lavoratori. È inaccettabile che, dopo otto anni, si continui a fare affidamento su impegni rimasti disattesi e che progetti industriali strategici vengano ridimensionati proprio quando servirebbero coraggio e visione di lungo periodo», ha tuonato il dirigente della UGL Metalmeccanici al termine del vertice romano, chiedendo certezze per il polo siderurgico toscano.

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Vincenzo Tuvè e le criticità sul piano industriale di Metinvest e JSW

A rincarare la dose è stato il responsabile territoriale Vincenzo Tuvè, focalizzando l’attenzione sulle ricadute occupazionali dirette e sull’indotto locale. Il cambio di strategia di Metinvest, costretta a cercare partner industriali e fondi terzi per sostenere l’esborso finanziario, rischia di allungare a dismisura i tempi burocratici, compromettendo la ripartenza della produzione di rotaie e laminati di alta qualità.

Il sindacato ha evidenziato come la cassa integrazione prolungata non possa essere considerata una soluzione strutturale, erodendo la dignità professionale di tecnici e operai altamente specializzati. La produzione di acciaio primario è un pilastro della sovranità economica europea e la perdita di competitività rischia di deindustrializzare definitivamente l’area costiera toscana, con effetti disastrosi sul tessuto sociale della comunità locale.

Adolfo Urso e l’accordo quadro atteso entro cinque settimane dal governo

Nel corso dell’incontro ministeriale, i tecnici guidati dal ministro Adolfo Urso hanno assunto l’impegno solenne di predisporre un documento organico di accordo quadro istituzionale. La bozza governativa dovrà definire gli obblighi reciproci tra le multinazionali, il demanio marittimo e gli enti territoriali, fissando scadenze certe e vincolanti per la presentazione dei progetti esecutivi e delle relative coperture finanziarie.

Il testo finale sarà sottoposto all’esame delle parti sociali entro un arco temporale massimo stimato tra quattro e cinque settimane. La UGL Metalmeccanici ha tuttavia avvertito che non farà sconti: l’accordo dovrà contenere clausole stringenti a tutela dell’occupazione, sanzioni in caso di inadempienza e un cronoprogramma inderogabile per la ripresa dei cantieri, perché la siderurgia italiana non può più aspettare promesse destinate a rimanere sulla carta.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Vertenza CallMat Matera, rinviato al dieci novembre il tavolo regionale: sindacati in allarme per i posti di lavoro e sciopero nazionale

Rinviato al 10 novembre alle 17:30 a Potenza il tavolo regionale con il Presidente Vito Bardi sulla vertenza CallMat di Matera: i sindacati SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL chiedono garanzie certe sui posti di lavoro e confermano lo sciopero generale dell’11 novembre con presidio al Ministero a Roma e davanti alla Prefettura di Matera. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Callmat

Potenza – Ore di trepida attesa e di massima mobilitazione per il destino produttivo e occupazionale di centinaia di lavoratrici e lavoratori lucani. Il tavolo regionale istituzionale dedicato alla vertenza di CallMat S.p.A. di Matera, originariamente previsto per la giornata odierna, è stato ufficialmente rinviato al prossimo 10 novembre 2026 alle ore 17:30. La riunione si terrà a Potenza presso la Sala Verrastro del Palazzo della Giunta Regionale, come comunicato direttamente dal Governatore della Basilicata Vito Bardi. Per approfondire l’impatto delle crisi industriali e le sfide produttive delle comunità locali, vi invitiamo a leggere la nostra sezione dedicata al Territorio.

La decisione del rinvio giunge a valle dei complessi passaggi diplomatici avviati nelle scorse settimane con i massimi vertici nazionali. Il confronto di ottobre ha visto infatti protagonisti il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e l’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola, i cui esiti sono stati sottoposti alla presidenza regionale per individuare una via d’uscita concreta che scongiuri il ridimensionamento del sito produttivo materano. Tuttavia, per le organizzazioni dei lavoratori il tempo delle dichiarazioni d’intenti è ormai scaduto.

I sindacati di categoria uniti: impegni chiari e garanzie occupazionali per il sito CallMat di Matera

A esprimere una posizione ferma e intransigente sono i segretari regionali Anna Russelli (SLC-CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Giovanni Letterelli (UILFPC-UIL) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni). I rappresentanti sindacali hanno rimarcato come le aperture emerse nei colloqui romani debbano tradursi immediatamente in clausole vincolanti sulla continuità aziendale e sulla salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro. Stamattina vi abbiamo riferito anche dell’analisi di Giampiero Samorì sulle misure economiche e il sostegno ai ceti deboli contro i rincari delle bollette.

I sindacati sottolineano che la vertenza di Matera non può essere derubricata a vicenda locale, ma rappresenta lo specchio delle drammatiche contraddizioni che attanagliano l’intero settore dei call center e dei servizi BPO in Italia. La riduzione dei volumi affidati dai grandi committenti delle telecomunicazioni e dell’energia, unita alla costante minaccia di delocalizzazioni selvagge all’estero, rischia di desertificare un comparto strategico per il Mezzogiorno. Tutte le novità sulle politiche industriali e il lavoro sono disponibili nella nostra rubrica Economia.

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Sciopero nazionale dell’11 novembre: presidio davanti al MIMIT a Roma e mobilitazione a Matera

La tensione è destinata a salire ulteriormente nelle prossime giornate: per mercoledì 11 novembre 2026 è stato infatti proclamato uno sciopero nazionale generale per l’intero turno di lavoro indetto unitariamente da SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni. Al centro della protesta vi sono le ricadute occupazionali dell’automazione spinta e dell’intelligenza artificiale introdotta nei processi di customer care senza una contestuale tutela delle professionalità umane, unitamente al pericolo imminente di licenziamenti collettivi ed esuberi di massa.

La giornata di mobilitazione vedrà la convergenza a Roma per un imponente presidio nazionale davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy in via Molise a partire dalle ore 9:00, mentre in Basilicata si terrà una manifestazione di protesta a Matera dinanzi alla sede della Prefettura. L’obiettivo è richiamare l’attenzione delle istituzioni governative sulla gravità di una vertenza che mette a rischio il reddito di centinaia di famiglie. Tutti i dettagli sulle decisioni dei palazzi del potere sono consultabili nella sezione Politica.

Il Tavolo nazionale del 12 novembre al Ministero: difendere il futuro produttivo e industriale della Basilicata

La sequenza degli appuntamenti istituzionali sarà serratissima: all’indomani dello sciopero, il 12 novembre, si aprirà a Roma il Tavolo nazionale di settore convocato dal governo per discutere le linee guida per la rigenerazione della filiera dei contact center. In questo quadro, il vertice regionale del 10 novembre a Potenza con il Presidente Vito Bardi costituirà il tassello preparatorio fondamentale per blindare la posizione lucana prima del confronto ministeriale.

«La nostra posizione resta ferma e non negoziabile: nessun arretramento sulla difesa dei livelli occupazionali e sulla salvaguardia dello stabilimento CallMat di Matera», ribadiscono all’unisono Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano. I lavoratori chiedono risposte certe e investimenti strutturali, respingendo l’ipotesi di nuovi rinvii che prolungherebbero un clima di insostenibile precarietà sociale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Agroindustria in Basilicata, Pino Giordano (UGL): Metapontino e Orogel al centro dello sviluppo

Allo stabilimento Orogel di Policoro il convegno “Coltiviamo l’Italia”: l’appello dell’UGL Matera.

Il segretario Pino Giordano chiede investimenti concreti, difesa del gasolio agricolo e infrastrutture moderne per trasformare il Metapontino nel motore agroindustriale della Basilicata: “Trattenere la ricchezza sul territorio per dare lavoro ai giovani”.

L’agricoltura e l’agroindustria possono fermare la fuga dei giovani dal Sud? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Policoro ARPOR Sala convegni

Policoro – Il rilancio strategico dell’economia del Mezzogiorno passa in modo imprescindibile attraverso la valorizzazione del settore primario e la trasformazione industriale delle eccellenze della terra. Nella cornice produttiva dello stabilimento ARPOR del Gruppo Fruttadoro OROGEL a Policoro, autentico fiore all’occhiello dell’agroalimentare lucano e punto di riferimento occupazionale per la fascia ionica, si è svolto il convegno intitolato Coltiviamo l’Italia, promosso dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia. L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, dirigenti aziendali e parti sociali per tracciare le linee guida di una moderna politica agricola, raccogliendo l’appello accorato lanciato dal segretario territoriale dell’UGL Matera Pino Giordano per trasformare la sovranità alimentare nazionale in una leva concreta di investimenti stabili e nuova occupazione.

Secondo l’analisi del sindacalista materano, difendere il comparto agricolo significa difendere il patrimonio identitario del Paese e assicurare un futuro dignitoso alle comunità locali, evitando che i giovani siano costretti ad abbandonare i propri paesi d’origine. La presenza di realtà produttive all’avanguardia come ARPOR – OROGEL dimostra che, quando l’innovazione tecnologica incontra la dedizione dei coltivatori e l’organizzazione industriale, le risorse del territorio generano competitività e valore aggiunto sui mercati internazionali. Una visione di sviluppo che si collega strettamente alle battaglie per la salvaguardia dei posti di lavoro già seguite nella nostra inchiesta sulla vertenza occupazionale a Matera e l’intervento della Regione Basilicata.

Il dibattito sviluppatosi nello stabilimento ionico evidenzia le enormi potenzialità industriali del Sud Italia, confermando l’importanza di sostenere la crescita delle filiere del nostro territorio e dell’intero bacino mediterraneo.

Convegno Coltiviamo l’Italia a Policoro: il polo ARPOR Orogel modello per la Basilicata

L’incontro di Policoro ha visto la partecipazione di un parterre istituzionale di primo piano, a testimonianza della centralità dell’agroindustria nell’agenda politica. Ai lavori hanno preso parte il direttore dello stabilimento Gianmario Massocchi, il sindaco di Policoro Enrico Bianco, i parlamentari Gianni Rosa e Salvatore Caiata, l’onorevole Aldo Mattia, l’assessore regionale alle Politiche Agricole Carmine Cicala e il presidente della Commissione Ambiente della Camera Mauro Rotelli. Il confronto ha messo in risalto la necessità di costruire filiere agroalimentari sempre più corte e integrate, capaci di trattenere sul territorio la ricchezza prodotta dai campi, come analizzato nella nostra rubrica di economia, lavoro e mercati produttivi.

Pino Giordano ha rimarcato come la sfida moderna imponga il passaggio dalla mera tutela del prodotto tipico a una vera e propria industrializzazione intelligente delle filiere ortofrutticole, favorendo l’attrazione di capitali privati e la stipula di contratti di filiera pluriennali che garantiscano prezzi equi ai coltivatori e remunerazioni adeguate ai lavoratori dello stabilimento.

Il polo produttivo di Policoro si conferma un esempio virtuoso di come la Basilicata possa competere a testa alta con i giganti della grande distribuzione organizzata europea, coniugando sostenibilità ambientale e solidità finanziaria.

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Pino Giordano (UGL Matera): misure per il settore primario e difesa del gasolio agricolo

Nel corso del summit sono state analizzate nel dettaglio le misure legislative adottate e in via di definizione da parte del governo centrale, a cominciare dagli stanziamenti straordinari inseriti nel Piano Coltivitalia e dalla difesa intransigente delle agevolazioni sul gasolio agricolo, fondamentali per contenere i costi di produzione schizzati verso l’alto a causa delle tensioni internazionali. Il segretario dell’UGL ha evidenziato come la transizione ecologica ed energetica debba essere guidata con estremo pragmatismo, evitando diktat ideologici che rischierebbero di penalizzare le aziende del Mezzogiorno rispetto ai concorrenti extra-europei, come approfondito nelle nostre pagine di politica economica e riforme.

Proteggere il know-how e le competenze dei tecnici agricoli italiani significa garantire condizioni di concorrenza leale sui mercati globali, impedendo che l’invasione di merci a basso costo prive di standard fitosanitari rigorosi deprima i listini delle produzioni locali.

Per il sindacato, la crescita della competitività d’impresa non può prescindere dal pieno rispetto della sicurezza sul lavoro, dalla legalità nei campi contro ogni forma di caporalato e dal riconoscimento della dignità salariale per tutti gli addetti del comparto.

Infrastrutture e occupazione giovanile nel Metapontino: la sfida dell’arco ionico

Il futuro della Basilicata passa inevitabilmente attraverso il superamento dello storico divario infrastrutturale e logistico che isola il Metapontino dai grandi corridoi di trasporto europei. Pino Giordano ha lanciato un forte monito alle istituzioni regionali affinché vengano accelerati gli investimenti sui collegamenti stradali e ferroviari dell’arco ionico, indispensabili per consentire ai prodotti freschi di raggiungere rapidamente i mercati del Centro-Nord e le piattaforme di esportazione estera.

Accanto alle infrastrutture materiali, la vera priorità rimane la formazione e il ricambio generazionale: occorre creare un ponte solido tra gli istituti agrari, gli atenei e le industrie di trasformazione per offrire ai giovani diplomati e laureati opportunità lavorative qualificate e stabili nella loro terra natale.

La sfida tracciata a Policoro punta a una Basilicata protagonista, capace non soltanto di raccogliere le risorse dai campi ma di trasformarle in benessere diffuso, sviluppo industriale duraturo e futuro per le nuove generazioni.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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