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Cultura

ROMA RISCOPRE IL SUO PASSATO: NOVE SITI ARCHEOLOGICI RIAPRONO AL PUBBLICO GRAZIE AL PNRR

Roma svela i suoi tesori nascosti: nove siti archeologici riaperti al pubblico con visite guidate gratuite per tutto il mese di giugno grazie ai fondi del PNRR. #Roma #Archeologia #PatrimonioCulturale #CaputMundi

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ROMA RISCOPRE IL SUO PASSATO: NOVE SITI ARCHEOLOGICI RIAPRONO AL PUBBLICO GRAZIE AL PNRR

Redazione-  Roma inaugura il mese di giugno con un evento dedicato alla riscoperta del proprio patrimonio storico: a partire da domenica 7, nove siti archeologici, recentemente restaurati attraverso il programma “Caput Mundi” finanziato dal PNRR, apriranno le porte al pubblico con visite guidate gratuite. L’iniziativa, promossa dalla Sovrintendenza Capitolina, punta a restituire ai cittadini e ai visitatori aree monumentali inedite o rimaste a lungo celate, offrendo l’opportunità di esplorare le stratificazioni millenarie della capitale attraverso un calendario di aperture straordinarie che durerà per tutto il mese.

Il programma di valorizzazione riguarda luoghi simbolo e angoli meno noti, ma di altissimo valore scientifico. Tra le novità di maggior richiamo spicca l’apertura, per la prima volta in assoluto, dell’area archeologica sotto via delle Botteghe Oscure. Qui sarà possibile osservare i resti di una piazza porticata e le imponenti basi di colonne che, secondo gli studi, potrebbero appartenere all’antica Porticus Minucia Frumentaria o al tempio delle Ninfe. Anche il Circo Massimo vedrà un ampliamento del percorso di visita, con l’inclusione di una porzione dell’emiciclo sul lato dell’Aventino, permettendo una comprensione più approfondita dell’architettura destinata ai grandi spettacoli antichi.

Il piano di recupero si estende ben oltre il centro storico, raggiungendo le periferie e la Valle della Caffarella. In quest’ultima area, la chiesa di Sant’Urbano torna a essere accessibile: il monumento, nato come tempietto pagano dedicato a Cerere nel II secolo d.C. e poi trasformato in edificio cristiano, conserva al suo interno cicli di affreschi risalenti all’XI e al XVII secolo. Interventi mirati hanno interessato anche il vicino Ninfeo di Egeria, confermando la volontà di riqualificare l’intero ecosistema paesaggistico.

Il quartiere del Pigneto riabbraccia il Torrione Prenestino, uno dei mausolei di età augustea più imponenti della città, che torna a splendere grazie a un restauro conservativo e a un nuovo sistema di illuminazione artistica. Analogamente, in piazza dei Tribuni, riapre il Mausoleo di Monte del Grano, stretto legame con la storia dei Musei Capitolini, dove dal 1590 è custodito il sarcofago di Achille ivi rinvenuto.

L’elenco dei siti include inoltre testimonianze della vita quotidiana e del culto dei defunti, come il sepolcro di Largo Talamo a San Lorenzo e il Sepolcreto della via Ostiense, situato presso la Rupe di San Paolo. Quest’ultimo sito è stato oggetto di un allestimento didattico che, attraverso la riproduzione a grandezza naturale di alcune lunette affrescate, rende leggibile il complesso passaggio dai riti dell’incinerazione all’inumazione avvenuto nel II secolo. Completano il quadro la cisterna circolare di via Cristoforo Colombo e la villa romana di Tor de’ Cenci, a testimonianza di insediamenti agricoli e residenze suburbane che hanno segnato il territorio dal I secolo a.C. fino all’epoca tardoantica.

Per accedere ai siti, la Sovrintendenza ha organizzato visite condotte da guide specializzate. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Dopo questa parentesi di giugno, le aree rientreranno in un circuito di visite programmabili su richiesta, garantendo così una fruizione continuativa di questi nuovi tasselli di storia romana.

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Cultura

Letteratura e resilienza: incontro con Anna Maria Rengo alla BCT

Un appuntamento dedicato alla letteratura che esplora temi universali attraverso una storia autentica. Giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 17:00, la Biblioteca Comunale Terni ospiterà un nuovo incontro del ciclo “Caffè Letterario”, dedicato alla presentazione del romanzo Testarda come una sarda di Anna Maria Rengo, edito da Tevere Edizioni. All’incontro interverrà Valeria Masala.

Il romanzo racconta la storia di Valeria, protagonista le cui giornate scorrono inizialmente senza particolari emozioni, fino a quando un incontro inaspettato rivoluziona la sua esistenza, riaprendole le porte dell’amore. La serenità che Valeria aveva raggiunto, tuttavia, ha breve durata e la protagonista si trova costretta a dare un nuovo senso alla propria vita.

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Anna Maria Rengo

Caffè Letterario alla Biblioteca Comunale di Terni: incontro con Anna Maria Rengo, autrice di “Testarda come una sarda”

Redazione-  Un appuntamento dedicato alla letteratura che esplora temi universali attraverso una storia autentica. Giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 17:00, la Biblioteca Comunale Terni ospiterà un nuovo incontro del ciclo “Caffè Letterario”, dedicato alla presentazione del romanzo Testarda come una sarda di Anna Maria Rengo, edito da Tevere Edizioni. All’incontro interverrà Valeria Masala.

Il romanzo racconta la storia di Valeria, protagonista le cui giornate scorrono inizialmente senza particolari emozioni, fino a quando un incontro inaspettato rivoluziona la sua esistenza, riaprendole le porte dell’amore. La serenità che Valeria aveva raggiunto, tuttavia, ha breve durata e la protagonista si trova costretta a dare un nuovo senso alla propria vita.

Dalle esperienze di Valeria nasce una maggiore comprensione del dolore, proprio e altrui, insieme alla volontà di continuare a perseguire i propri sogni. Il romanzo si propone così come una storia capace di trasmettere un messaggio positivo, mostrando come l’amore per se stessi e per il prossimo, la forza di volontà e la capacità di progettare il futuro possano diventare strumenti fondamentali per rialzarsi anche dopo le cadute più difficili.

Anna Maria Rengo

Durante l’appuntamento, Anna Maria Rengo condividerà il proprio percorso creativo e parlerà delle tematiche affrontate nel romanzo. Valeria Masala interverrà come relatrice, offrendo la propria prospettiva sul testo e favorendo il dialogo con il pubblico. L’incontro sarà moderato da Alessandra D’Egidio.

La Biblioteca Comunale Terni conferma così il proprio ruolo di punto di riferimento culturale per la città, promuovendo occasioni di incontro capaci di avvicinare lettori e autori in un contesto informale, partecipato e stimolante.

L’appuntamento è in programma giovedì 8 ottobre 2026 alle ore 17:00 presso il Caffè Letterario della Biblioteca Comunale Terni (BCT) e sarà a ingresso gratuito. Un’occasione pensata per chi desidera conoscere più da vicino la scrittura di Anna Maria Rengo, approfondire le tematiche del suo romanzo e confrontarsi direttamente con l’autrice e con gli altri protagonisti dell’incontro.

Per ulteriori informazioni sugli eventi della Biblioteca Comunale Terni, è possibile consultare i canali ufficiali della struttura.

Anna Maria Rengo

Testarda come una sarda porta con sé una riflessione sulla capacità di ricominciare, sulla forza interiore e sulla possibilità di trasformare anche le esperienze più dolorose in occasioni di crescita. Ne abbiamo parlato direttamente con Anna Maria Rengo.

Il titolo è già di per sé provocatorio: cosa significa essere “testardi” in senso positivo?

È una domanda essenziale. La testardaggine, spesso vista come difetto, diventa qui virtù. Essere “testarda come una sarda” significa avere quella tenacia mediterranea che ti impedisce di arrenderti, anche quando la vita mette a dura prova la tua serenità. Non è ostinazione fine a se stessa, ma una scelta consapevole di non perdere mai la speranza.

La protagonista Valeria attraversa una trasformazione radicale. Quanto c’è di autobiografico nel suo viaggio?

C’è sempre un pezzo di noi nelle nostre creazioni. Valeria rappresenta quelle parti di noi che tutti riconosciamo: il desiderio di realizzare i propri sogni e passioni, la capacità di rinascere dopo le cadute, l’amore per se stessi e per il prossimo. Ho attinto dalle emozioni umane universali più che dalla mia esperienza personale diretta.

Nell’era dei social media, dove tutto è effimero, perché scrivere ancora una storia che parla di progetti a lungo termine?

Viviamo nell’epoca dell’immediatezza, ma la vera realizzazione richiede pazienza e costanza. Il messaggio che voglio lanciare è che l’amore per se stessi e per il prossimo, uniti alla progettualità, sono le fondamenta per costruire qualcosa che duri nel tempo, non solo per sopravvivere alle crisi, ma per trasformarle in opportunità.

 

Il dolore sembra centrale nel suo romanzo. Come si può trovare un senso alla sofferenza senza banalizzarla?

Questa è la sfida principale. Non vorrei mai banalizzare il dolore, sia proprio che altrui. Nel romanzo cerco di mostrare come si possa reagire positivamente e in maniera costruttiva anche alle esperienze più drammatiche. Valeria impara che il dolore non va evitato, né purtroppo potrebbe farlo, ma compreso, e da questa comprensione può nascere una crescita autentica volta a far sì che possa riprendersi la propria vita e a metterla anche al servizio degli altri.

Perché una storia sarda? Esiste una connessione speciale con la Sardegna o il nome ha un significato simbolico?

La protagonista è originaria della Sardegna, anche se la maggior parte della vicenda si svolge in altri luoghi italiani. Questa isola mi affascina per la sua cultura millenaria e la sua resistenza identitaria. Ma il termine ha anche una risonanza fonetica giocosa che funziona bene nel titolo. L’importante è che il lettore percepisca quella forza, quella capacità di resistere alle avversità mantenendo il sorriso. E, non ultimo, Testarda come una sarda è anche il soprannome, nella vita reale, di Valeria!

Qual è la differenza tra “speranza” e “ottimismo” secondo lei?

L’ottimismo è spesso una disposizione naturale, mentre la speranza è una scelta attiva. Si può essere ottimisti senza sforzo, ma la speranza richiede impegno quotidiano. Come scrivo nel libro: “Senza perdere la speranza, e nemmeno il sorriso”. Il sorriso non nega la difficoltà, ma dimostra la volontà di andare avanti nonostante essa.

Cosa vorrebbe che portasse via il lettore dalle pagine del suo libro?

Vorrei che chiunque chiuda Testarda come una sarda abbia la consapevolezza di possedere dentro di sé le leve per rialzarsi. Che capisca che le cadute, anche le più impreviste come quella di Valeria, fanno parte del percorso e possono diventare un nuovo punto di partenza. Ma soprattutto, che non perda mai di vista la bellezza di perseguire i propri sogni, qualunque essi siano.

 

Sta lavorando a qualcosa di nuovo?

Non posso svelare troppo, ma sì, ci sono nuove storie in gestazione. Ogni opera nasce da un bisogno di dire qualcosa che non è stato detto prima. Resterà comunque quel filo rosso di aderenza al vero che caratterizza il mio modo di scrivere.

 

Quale consiglio darebbe a chi si avvicina per la prima volta alla scrittura?

 

Scrivere ciò che davvero sentite, non ciò che pensate di dover scrivere. Siate onesti con voi stessi e rispettosi della sensibilità di chi leggerà. La scrittura è un atto di coraggio: non abbiate paura di esporvi. E ricordate: anche i migliori scrittori hanno iniziato con pagine imperfette.

 

Se potesse descrivere il suo libro in tre parole, quali sceglierebbe?

Speranza, resilienza, amore. Sono le colonne portanti non solo del romanzo, ma della filosofia di vita che vorrei trasmettere attraverso di esso.

In un’epoca che ci invita a correre, Anna Maria Rengo ci ricorda che la vera forza sta nel restare fermi nelle proprie radici e nel credere che ogni caduta può diventare un’opportunità di rinascita.

 

Cover, Testarda come una Sarda

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Cultura

La collisione finale contro le Ombre scuote le trame del tempo e decide il destino di Elliot: svelati i segreti de “L’Ultimo Sigillo”

I confini del tempo si frantumano e il tomorrow della letteratura fantasy d’avanguardia celebra un finale da record assoluto di suspense ed emozioni! Vengono svelati oggi ufficialmente i verbali descrittivi di “L’Ultimo Sigillo”, l’attesissimo capitolo conclusivo dell’imponente “Saga del Sigillo”. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor dei lettori che vede il giovane Elliot ereditare il potere antico di suo padre Chris per scendere in trincea, al fianco di Mathilda, in una guerra invisibile contro le forze delle Ombre. Un ordito perfetto privo di filtri protettivi che costringe l’eroe under 30 a sfidare le barriere biologiche di passato e futuro in un comfort funzionale perfetto che rifiuta i cliché commerciali per sconfiggere l’isolamento da smartphone e le nevrosi della modernità. Scoprite tutti i dettagli del lancio nel nostro articolo! 👇

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L'ultimo Sigillo,cover

Roma – Un’energia ancestrale, oscura e intimamente drammatica si propaga dai laboratori della letteratura d’avanguardia per invadere l’immaginario dei lettori dello Stato, trasformando la saggistica fantasy in un’autentica officina di riscatto civile, risorsa terapeutica ed educazione permanente ai grandi bivi etici dell’esistenza umana. La narrativa epica e i romanzi d’azione pura, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i conflitti profondi dell’io e le fragilità biologiche delle nuove generazioni, offrendo alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore del consumismo liquido. Oggi, martedì 29 settembre 2026, la cabina di regia editoriale ha sbloccato una notizia carica di immenso spessore emotivo e suspense per tutti i collezionisti di saghe letterarie: sono stati ufficialmente svelati i testi dei verbali descrittivi per il fischio d’inizio de “L’Ultimo Sigillo”, l’attesissimo capitolo conclusivo che sigillerà per sempre le scadenze della fortunata *Saga del Sigillo*.

L’ordito dell’opera, programmato per abitare i monitor dei digital store e gli scaffali delle librerie della provincia nei prossimi mesi autunnali, si articola come un viaggio specchio iper-emotivo e privo di filtri protettivi in cui ogni singola scelta compiuta dai protagonisti esige un prezzo macroeconomico e spirituale spaventoso, dove il costo finale si rivela essere l’interezza dell’esistenza stessa. Per forgiare la trama di questo atto conclusivo, la scuderia degli autori ha strutturato un programma pluriennale d’area vasta in totale trasparenza, finalizzato a far collidere la dolcezza dei sentimenti familiari alla rabbia pulita di una guerra invisibile, garantendo un comfort funzionale perfetto e risposte flessibili alla fame di storie d’avanguardia delle comunità dei lettori, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’eredità biologica di Chris al potere antico di Elliot: la trincea contro le Ombre

Il ruolino di marcia della narrazione riprende il proprio cammino esatto laddove le vecchie pagine andate già a rubato nei ricordi degli appassionati si erano interrotte. Quando il destino di Chris sembrava aver finalmente rintracciato un equilibrio legale e protetto dopo i traumi del passato, ecco che il Sigillo meccatronico manifesta la sua totale intolleranza verso la pace stabile, compiendo una nuova, spietata e geometrica selezione biologica. Suo figlio, il giovane Elliot, si ritrova stanziale a ereditare un potere antico, inospitale e pericolosamente denso di risonanze esoteriche, un dono millimetrico che lo scorta di peso in trincea a ridosso del perimetro di una guerra invisibile e spietata contro le forze delle **Ombre**, verso un destino da cui nessun viandante dello Stato è mai riuscito a fuggire.

I dati della sinossi parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: al fianco del giovane eroe scenderà in prima linea, facendo squadra con un interplay perfetto, l’immensa e fiera figura di Mathilda. I due personaggi sono incatenati da un legame indissolubile e contrattuale che viaggia in totale trasparenza oltre i confini del tempo e le barriere dell’asfissia quotidiana. La battaglia finale del 2026 rifiuta radicalmente i moralismi o i paternalismi di facciata dei vecchi canovacci stereotipati: lo scontro non riguarda unicamente il binarismo ordinario tra il Bene e il Male dei rioni popolari, ma aggredisce ingegneristicamente le leggi della fisica e il fluire del tempo stesso, costringendo Elliot a spingersi oltre ogni limite per salvare la biosfera e le persone che ama, scacciando il torpore, azzerando le distanze burocratiche tra passato e futuro.

I sacrifici senza ritorno del capitolo finale: info e canali per i collezionisti della rete

La narrazione procede come un mosaico mozzafiato di luci e ombre in cui il ragazzo si troverà a dover sfidare e decifrare verità spaventose, capaci di frantumare e radere al suolo tutto ciò in cui aveva ciecamente credito fin dal fischio d’inizio del suo viaggio. L’Ultimo Sigillo blinda un finale intenso, oscuro e sorprendente in cui alcune scelte non offrono alcun margine di ritorno o sintonizzazione artificiale e determinati sacrifici biologici cambiano l’intera logistica dell’universo letterario. Si combattono così in modo flessibile l’isolamento sociale e le nevrosi generate dall’asfissia dei dispositivi digitali e degli smartphone personali, offrendo ai ventenni uno scudo culturale e un porto sicuro in grado di valorizzare i soft skill dell’immaginazione pulita e della responsabilità civile, limitando l’esodo delle menti verso i palinsesti commerciali riempitivi.

La direzione logistica della casa editrice comunica che i controlli tecnici sulle bozze di stampa e le schede dei formati digitali e-book sono ultimati per assicurare un comfort volumetrico e visivo eccellente a tutta la cittadinanza rionale e alle scolaresche della provincia. I database delle prenotazioni per il volume cartaceo sono caldi e i canali della stampa specializzata attivati per mappare le risposte della platea. Questo fine settimana d’autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e aprite le pagine di un libro: l’atto conclusivo della Saga del Sigillo vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà lottare oltre ogni limite per difendere l’onestà dei propri sentimenti e l’alleanza con chi ama, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Cultura

“Cosa raccontano i tuoi occhi”: l’iridologia protagonista da Mario Vespasiani

Continua con grandissimo successo la sesta edizione della rassegna culturale “Indipendenti Ribelli e Mistici” ideata da Mara e Mario Vespasiani. Sabato 3 ottobre alle ore 18:30, lo Studio d’Arte di Ripatransone ospiterà l’imperdibile incontro “Cosa raccontano i tuoi occhi” con la dottoressa Carmen Fortunato. Una serata interamente dedicata al mondo dell’iridologia e delle pratiche olistiche, per comprendere come l’attenta osservazione dell’iride possa diventare una meravigliosa mappa per conoscere non solo il nostro corpo, ma il nostro intero mondo interiore👇

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Locandina evento Ripatransone

Ripatransone (Ascoli Piceno) – Il grande, indiscusso e prezioso merito intellettuale della celebre rassegna culturale Indipendenti Ribelli e Mistici è sempre stato quello di aver saputo coraggiosamente e profondamente indagare la complessa realtà circostante, analizzandola con la stessa medesima e rigorosa intensità riservata al vasto e misterioso mondo interiore dell’individuo. Questo lungo e affascinante percorso conoscitivo ha avuto il pregio straordinario di mettere costantemente in stretta relazione diretta esperienze di vita, discipline filosofiche e visioni artistiche apparentemente molto diverse tra loro, ma tutte intimamente accomunate da una stessa e incessante domanda esistenziale: quanto possiamo realmente conoscere di ciò che ci circonda e, allo stesso tempo, di noi stessi? L’esplorazione umana, infatti, può assumere forme, contorni e linguaggi completamente differenti: può declinarsi nel faticoso viaggio geografico ed epico di chi, come il celebre esploratore Giuseppe Tucci, attraversa coraggiosamente territori lontani e impervi per incontrare civiltà, lingue e tradizioni diverse; può trasformarsi in un mistico e profondo percorso spirituale, come avvenuto nella precedente esperienza dialogica tra lo Zen e il Vangelo; oppure, in alternativa, può rivolgersi intimamente e fisicamente verso il corpo e la persona, cercando nuove, sorprendenti e inesplorate modalità di osservazione e interpretazione diagnostica e spirituale.

Carmen Fortunato e l’iridologia: l’iride come mappa dell’individuo

È esattamente all’interno di questo delicatissimo, intimo e affascinante passaggio introspettivo che si avvia e si colloca concettualmente l’atteso incontro culturale e scientifico con la dottoressa Carmen Fortunato.
Infatti, dopo aver lungamente e attentamente guardato verso il misterioso Oriente e aver indagato le grandi esperienze dell’uomo di fronte all’ignoto assoluto, la rassegna marchigiana porta oggi l’attenzione del pubblico su qualcosa di apparentemente molto più vicino, tangibile, quotidiano e familiare: i nostri stessi occhi. L’iride diventa magicamente e scientificamente il punto nevralgico da cui partire per interrogarsi a fondo sul complesso rapporto tra ciò che vediamo del mondo esterno e ciò che siamo realmente nel profondo, instaurando un dialogo tra la mera osservazione esteriore e la più pura e consapevole conoscenza di sé. La serata speciale sarà interamente e accuratamente dedicata all’affascinante mondo dell’iridologia, un’antica e complessa pratica che, attraverso l’attenta e minuziosa osservazione visiva dell’iride, cercherà di individuare e spiegare le strette corrispondenze esistenti tra le peculiari caratteristiche anatomiche dell’occhio e gli innumerevoli aspetti dello stato generale di salute, fisico e mentale, della persona. L’iridologia appartiene di diritto al vasto ambito delle pratiche olistiche, e questo incontro rappresenterà anche un’imperdibile occasione collettiva per conoscere decisamente meglio e da vicino questa particolarissima disciplina, comprenderne il delicato approccio diagnostico e approfondire l’unico e particolarissimo rapporto olistico che essa stabilisce tra l’attenta osservazione visiva dell’iride, il corpo umano nel suo insieme e l’energia vitale della persona.

Il gesto dell’osservare: metafora di conoscenza e scoperta

L’interesse intellettuale e culturale promosso dall’incontro non risiede e non si esaurisce affatto soltanto nella seppur affascinante pratica clinica, ma sconfina apertamente anche e soprattutto nella preziosa possibilità di riflettere filosoficamente sul gesto stesso dell’osservare l’altro.
Guardare attivamente qualcosa o qualcuno significa, a conti fatti, scegliere arbitrariamente cosa vedere, come interpretarlo attraverso il nostro vissuto emotivo e quali importanti domande porci per comprendere la realtà. In questo specifico senso metafisico, l’occhio diventa esso stesso una potente e universale metafora della conoscenza umana: uno strumento insostituibile attraverso il quale entriamo inevitabilmente in relazione con il caotico mondo esterno, ma che può e deve diventare anche il preziosissimo punto di partenza per rivolgere criticamente lo sguardo verso noi stessi. L’iride intesa come luogo privilegiato di osservazione olistica, il corpo vissuto come un territorio geografico da esplorare e conoscere, e il profondo ascolto di sé come possibile forma di alta consapevolezza mentale e spirituale: saranno esattamente questi alcuni dei delicatissimi temi che animeranno il prossimo appuntamento di Indipendenti Ribelli e Mistici, l’ormai celebre e apprezzata rassegna culturale ideata, curata e sapientemente promossa dal duo artistico composto da Mara e Mario Vespasiani. L’evento prenderà ufficialmente vita sabato 3 ottobre, a partire dalle ore 18:30, all’interno dei prestigiosi spazi dello Studio d’Arte Mario Vespasiani di Ripatransone, dove la dottoressa Fortunato sarà la protagonista indiscussa dell’incontro suggestivamente intitolato “Cosa raccontano i tuoi occhi”.

Lo Studio d’Arte Vespasiani: un autentico laboratorio di idee

L’ennesimo e ambizioso appuntamento in calendario si inserisce armonicamente in una programmazione annuale di grandissima originalità e respiro, che ha saputo nel tempo mettere magistralmente in relazione stretta le arti visive, la spiritualità, la ricerca scientifica e la conoscenza accademica.
Si è così generato un percorso intellettuale di enorme e crescente interesse, nel quale discipline diametralmente opposte e personalità profondamente differenti vengono messe in un aperto, libero e costruttivo dialogo orizzontale. In questo senso specifico, lo studio di Mario Vespasiani assume un ruolo fondamentale e centrale per il territorio: lo spazio non è soltanto la formale e fredda sede logistica degli incontri mensili, ma diventa esso stesso parte viva e integrante dell’esperienza sensoriale, un luogo magico nel quale l’alta arte pittorica convive quotidianamente con il dialogo filosofico, la curiosità umana e il confronto civile. Qui, il pubblico attento può letteralmente “vivere” un ambiente che favorisce spontaneamente una partecipazione decisamente più diretta, emozionale e personale. È proprio questa formidabile e rara capacità di trasformare un austero centro d’arte in un caloroso punto d’incontro tra linguaggi culturali differenti a rappresentare, senza alcun dubbio, uno degli aspetti più significativi e vincenti dell’impegno civico di Mario Vespasiani come instancabile promotore umano e culturale. Ricordiamo infine a tutti gli interessati che l’ingresso all’evento con Carmen Fortunato (in Corso Vittorio Emanuele II 32-34) è rigorosamente gratuito, ma richiede l’obbligatoria prenotazione tramite un semplice messaggio al numero 333.6361829, per garantire a tutti una fruizione attenta, sicura e confortevole degli spazi espositivi.

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