TREBISACCE - LA DEA INCANTATRICE DELL'ALTO JONIO
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Trebisacce è un comune italiano di 8 595 abitanti della provincia di Cosenza. Il territorio del comune confina con quelli di Albidona a nord ovest, di Plataci a sud ovest, e di Villapiana a sud, mentre ad est è limitato dal Mar Ionio. Il nucleo originario si adagia su un terrazzamento a 73 metri s.l.m. Quando si arriva il profumo della natura, e del mare inebriano l'anima, un aureo fascio di emozioni, che ti lasciano ammaliato. La cittadina è una perla, di natura, storia e buon cibo. Nel borgo antico si respira il silenzio del tempo, la quiete austera di un luogo storico, all'orizzonte si osserva la distesa immensa dello Jonio, dove gli avi avvistavano navi, e flotte di pescherecci, e ancor piu' vissuto, gli antichi Greci, colonizzatori di queste splendite terre. Arrivando verso la marina, la brezza odorosa del mare blu ci ammalia, ci vizia, ci oscilla in un gondolare armonioso tra profumi e pace. Qui il mare da decenni è bandiera blu, grazie alla sua conservazione naturale dei luoghi, in ìnfatti il comune non ha fabbriche. La purezza del suo mare, rende il paese adulatore di pientanze marittime d'eccellenza, come la zuppa di pesce, la nudicella, seppie e piselli o seppie šcattulijàte al tegame, la raja alla trebisaccese, le diverse modalità di cottura delle alici e delle sarde ( quelle arrostite alla brace, appena sfiorate da un po’ di sale, origano e qualche goccia di limone).Qui il sole bacia il mare, per questo la Dea incantatrice dell'Alto Jonio, è una sirena che ti prende, e ti racconta la sua storia, i suoi tesori. Qui il sole regala alla terra il prelibato Biondo Tardivo dalla polpa profumata e succosa. L'arancia viene spesso considerata il frutto dell'inverno, ma quando si parla del Biondo di Trebisacce la maturazione avviene tra marzo e maggio. Il frutto prende il nome dalla caratteristica che lo contraddistingue. A partire dal 2002 il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali lo ha inserito nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali .
Al biondo di Trebisacce è dedicata una festa che si svolge a maggio, nella quale si svolgono interessanti iniziative che spaziano dalle degustazioni, alle passeggiate nei frutteti sino ad incontri ed approfondimenti sulla storie e le caratteristiche del frutto. Un altro incantesi culinario è La sardicella piccante, detta anche rosa marina o caviale dei poveri, tipica di Trebisacce, è una pasta cremosa a base di sardine (neonati della sarda) con sale, peperoncino e spezie varie. Si utilizza spalmandola sul pane, in tal caso è consuetudine servirla con cipolla fresca, o come condimento per gli spaghetti. Qualcuno afferma che questa preparazione sia una rivisitazione dell'antico "garum", una salsa a base di pesce, di cui erano molto ghiotti gli antichi Romani, anche se obiettivamente le differenze sono notevoli. Grispelle o crispelle sono il vero simbolo del Natale. E' antichissima tradizione prepararle per tutto il periodo festivo, si inizia dalla Vigilia dell'Immacolata e si continua fino all'Epifania. L'impasto è preparato con mille attenzioni, viene lasciato lievitare al calduccio sotto una coperta di lana e, una volta pronto, si procede a farne delle ciambelle e a friggerle in abbondante olio bollente. Questi fritti servono per augurare la fortuna e l'abbondanza.Le zeppole di San Giuseppe sono caratterizzate da un contrasto di sapori. Un guscio di pasta bignè fritta, e dal gusto neutro, custodisce una crema pasticcera densa, dolcissima e profumata, sulla cui sommità poggia un'amarena o una ciliegia sotto spirito che conferisce una nota aspra.I raschatilli sono una pasta fresca preparata solo con acqua tiepida e farina; la grandezza varia a seconda dei gusti. Il nome deriva dal fatto che un piccolo pezzetto di impasto viene raschiato velocemente con le dita sul piano di lavoro, dandogli una forma cava in modo che risultino morbidi e sottili in cottura e raccolgono il condimento.Fiore all'occhiello, della cittadina marittima non puo' non essere il suo lungomare. Il Lungomare di Trebisacce è uno dei primi lungomare ad essere realizzati in Calabria.
È considerato “il salotto della cittadina Ionica” e si estende per circa cinque chilometri. Il lungomare è adornato da aiuole alberate che lo rendono un luogo ideale per passeggiate.Nella piazza San Francesco è collocata la scultura che raffigura il santo di Paola, posta in quel luogo nel 2007. Questo tratto di costa offre una vista panoramica sul mare cristallino e sulla spiaggia dorata. Il lungomare di Trebisacce è anche un punto di ritrovo per i turisti e i residenti, grazie alla presenza di numerosi bar, ristoranti e negozi. Inoltre, durante l’estate, vengono organizzati eventi culturali e musicali che animano le serate del lungomare.La spiaggia quasi tutta libera è un paradiso a cielo aperto, dove le onde blu cristallino accarezzano ogni attimo.Il gioiello indiscusso del Lungomare, il nuvo pontile. Una spiaggia di ciottoli, che esalta la conservazione naturale del luogo, e dove la purezza del mare da luogo a giochi acquatici di delfini. L'area nel periodo della riproduzione, è la culla delle tartarughe marine, amamnti dei silenzi e della purezza infinita della natura.Il luogo è estremamente adatto per vacanze, estive, am anche invernali, dove le attività ricettive rendono il luogo una arcaica favola.
LASCIATE CHE LA MIA ANIMA SI NASCONDA TRA QUESTI LUOGHI, IN UN ANATEMA ARCAICO DI QUIETE
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