ALLARME IN ITALIA: OLTRE 30 LUPI MORTI NEI PRIMI DUE MESI DEL 2026
- Scritto da Redazione
- Pubblicato in CRONACA
- 0 commenti
Redazione- I primi due mesi del 2026 hanno registrato un numero preoccupante di decessi tra i lupi in Italia, con oltre 30 esemplari morti documentati. Questa tendenza ha destato viva preoccupazione tra esperti di fauna selvatica e conservazionisti.
Le cause principali di queste mortalità includono avvelenamento, incidenti stradali e investimenti ferroviari. La regione Emilia-Romagna, in particolare, ha segnalato un numero elevato di episodi, con sei lupi deceduti e due casi di avvelenamento. Altre regioni interessate in tutta Italia sono Marche, Toscana, Veneto, Piemonte, Puglia, Liguria, Lombardia e Trentino.
Recenti cambiamenti legislativi hanno inoltre alimentato il dibattito sulla gestione del lupo. Un decreto pubblicato il 21 gennaio ha riclassificato il lupo da specie "particolarmente protetta" a "protetta", aprendo potenzialmente la strada a misure di controllo più agevolate, inclusi gli abbattimenti selettivi.
Tuttavia, esperti come Piero Genovesi, responsabile del Servizio per il coordinamento della fauna selvatica dell'ISPRA, sottolineano che qualsiasi intervento, come la rimozione di singoli esemplari, deve essere preceduto da una valutazione tecnica che confermi l'assenza di pericoli per la sopravvivenza della popolazione complessiva.
Nonostante queste preoccupazioni, le segnalazioni di avvistamenti e interazioni con i lupi in aree urbane e periurbane sono in aumento. Nei primi due mesi dell'anno, si contano 38 avvistamenti, 34 predazioni su animali domestici o da allevamento e 11 episodi classificati come attacchi o situazioni percepite come minacciose. L'Emilia-Romagna guida la classifica degli eventi segnalati, seguita da Abruzzo, Marche e Toscana.
Tra gli episodi più rilevanti figura la chiusura temporanea dell'aeroporto "Federico Fellini" di Rimini il 7 gennaio, a seguito della segnalazione della presenza di lupi nell'area aeroportuale.
Non si registra invece un aumento documentato di aggressioni gravi all'uomo. Nel periodo considerato, è stato segnalato un solo contatto fisico, il 27 febbraio in Val di Rabbi (Trentino), dove un'escursionista ha riportato lievi escoriazioni dopo un breve incontro con un lupo.
Recenti studi scientifici forniscono inoltre ulteriori dati sulla popolazione lupina. Le analisi genetiche indicano che quasi un lupo su due in Italia presenta tracce di introgressione genetica (incroci con cani domestici). Inoltre, la presenza di lupi in contesti urbani non implica necessariamente una perdita della paura nei confronti dell'uomo, ma piuttosto una modulazione del comportamento in ambienti antropizzati. Gli esperti prevedono che la gestione della specie in queste aree rappresenterà una delle sfide più delicate per la politica faunistica italiana nei prossimi anni.
Ultimi da Redazione
- POSTE ITALIANE RESPINGE MISURA GARANTE PRIVACY E ANNUNCIA RICORSO
- SISMA 2016: AL GRUPPO CIRCI DELL'AQUILA APPALTO DA 1,4 MILIONI PER LA RICOSTRUZIONE DELLA CASERMA DEI CARABINIERI A PRECI IN UMBRIA
- TRAGICO INCIDENTE NELLA MARSICA: UN CAMION FINISCE NEL VUOTO, AUTISTA PERDE LA VITA
- SCRIVERE PER LA SCENA OGGI: PRESENTATA LA RICERCA DI OMISSIS SULLE CONDIZIONI DI LAVORO DI AUTORI E AUTRICI TEATRALI
- L’ANCOS APS DI AVEZZANO SCENDE IN CAMPO AL FIANCO DEI BABY RUGBISTI DELL’ISWEB AVEZZANO RUGBY CON UNA DONAZIONE PER L’ACQUISTO DI MATERIALE SPORTIVO
