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Forum Leader a L’Aquila, Imprudente e Federico rilanciano il ruolo dei GAL: fondi UE e nuovi bandi

Si è chiuso a L’Aquila il Forum Leader 2026 con oltre 150 delegati dei GAL italiani.

Il vicepresidente regionale Emanuele Imprudente e il presidente Paolo Federico chiedono più poteri per i Gruppi di Azione Locale nella gestione dei fondi europei, mentre il Gran Sasso Velino pubblica due nuovi bandi da 900 mila euro per sentieri montani e imprese agricole.

I fondi UE possono fermare davvero lo spopolamento delle nostre montagne? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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L’Aquila – Si è conclusa nel capoluogo abruzzese la tre giorni del Forum Leader 2026, il prestigioso summit nazionale dedicato ai Gruppi di Azione Locale che ha trasformato Palazzo Spaventa a L’Aquila nel punto nevralgico del confronto sullo sviluppo delle aree montane e rurali d’Italia. L’evento ha riunito oltre centocinquanta tra dirigenti, amministratori ed esperti provenienti da ogni regione della penisola, in rappresentanza di oltre ottanta GAL italiani accreditati, per fare il punto sulla spesa dei fondi comunitari attuali e delineare le linee strategiche della futura programmazione europea 2028-2034 a sostegno dell’economia di prossimità.

A tracciare un bilancio estremamente positivo dei lavori è stato il vicepresidente della Giunta regionale d’Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, il quale ha ribadito come queste realtà associative rappresentino la spina dorsale per la salvaguardia socio-economica dell’Appennino. I gruppi territoriali costituiscono infatti un formidabile moltiplicatore di opportunità per sostenere le microimprese agroalimentari e valorizzare le eccellenze paesaggistiche, consolidando l’impegno istituzionale per il territorio e contrastando in modo tangibile lo spopolamento delle vallate interne.

Le sfide emerse nel corso del summit si collegano direttamente al dibattito sulle politiche di coesione e sulla governance condivisa tra enti locali, tema centrale recentemente affrontato anche nelle discussioni relative alle strategie per le aree interne abruzzesi, dove la cooperazione amministrativa rappresenta la vera discriminante per l’efficacia della spesa pubblica.

Emanuele Imprudente e Paolo Federico: i GAL come soggetti attuatori delle Regioni

Nel suo intervento conclusivo, Emanuele Imprudente ha sottolineato come la nuova gestione finanziaria debba orientare ogni singolo euro verso le necessità quotidiane dei residenti e degli imprenditori locali. I fondi comunitari destinati allo sviluppo rurale europeo necessitano di percorsi snelli e di un ascolto attento del fabbisogno reale, trasformando il supporto amministrativo in investimenti concreti per la modernizzazione delle aziende agricole e la transizione ecologica dei sistemi montani, come analizzato nella nostra sezione dedicata ad attualità economica e investimenti.

Sulla stessa scia si è espresso il presidente del GAL Gran Sasso Velino e sindaco di Navelli, Paolo Federico, lanciando una proposta innovativa per accrescere l’operatività di queste strutture. Essendo composti da soci pubblici e privati profondamente integrati nel tessuto produttivo, i Gruppi di Azione Locale possiedono le competenze tecniche per proporsi alle Regioni come soggetti attuatori qualificati per gestire bandi tematici ulteriori rispetto al perimetro tradizionale del programma Leader, garantendo trasparenza e velocità di liquidazione.

Ai tavoli di lavoro hanno portato il loro contributo autorevoli figure istituzionali, tra cui il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Luigi D’Eramo, il capo dipartimento delle politiche internazionali Masaf Giuseppe Blasi e il presidente nazionale Uncem Marco Bussone, confermando la centralità dei borghi nell’agenda di governo.

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Fondi europei Leader: 916 milioni in Italia e 21 milioni destinati all’Abruzzo

Il quadro finanziario illustrato durante il Forum evidenzia cifre di assoluto rilievo: i centonovantanove organismi attivi in Italia gestiscono complessivamente 916 milioni di euro per la programmazione 2023-2027, con oltre la metà delle risorse già messe a bando e una rigorosa rendicontazione prevista entro dicembre 2029. In ambito regionale, gli otto GAL abruzzesi beneficiano di un plafond pari a 21 milioni di euro, garantendo una copertura capillare che interessa ben 303 Comuni su 305 complessivi, modello unico a livello nazionale per equità distributiva, come spesso documentato nelle rubriche di politica regionale e riforme.

La direttrice del Dipartimento Agricoltura regionale, Elena Sico, ha posto l’accento sulla transizione verso il settennato 2028-2034, spiegando che l’unificazione delle politiche comunitarie in un solo piano di partenariato permetterà ai territori di ampliare gli investimenti ben oltre l’agricoltura e il turismo rurale, integrando la transizione digitale con i servizi sociali di prossimità.

Un concetto ribadito dalla responsabile regionale dello sviluppo locale, Rita Carboni, la quale ha elogiato il modello abruzzese capace di valorizzare in modo omogeneo i distretti del cibo, le filiere agroalimentari d’eccellenza e l’offerta culturale diffusa, permettendo anche ai centri più isolati di beneficiare delle medesime opportunità di crescita.

Bandi Gran Sasso Velino: 900 mila euro per turismo sostenibile e imprese agricole

La conclusione del summit ha coinciso con l’annuncio operativo fornito dal direttore del Gal Gran Sasso Velino, Mario Di Lorenzo, riguardante due importanti opportunità di finanziamento a bando pronte a sostenere quarantaquattro Comuni montani dell’Aquilano. Il primo bando, dotato di 700 mila euro con scadenza fissata al 10 novembre, finanzierà gli enti pubblici nella realizzazione di infrastrutture turistiche forestali, riqualificazione di aree attrezzate e ammodernamento della rete sentieristica per l’outdoor.

Il secondo avviso pubblico da 200 mila euro, in scadenza il prossimo 30 novembre, è invece interamente dedicato alle imprese agricole locali, con contributi a fondo perduto fino a 20.000 euro destinati all’acquisto di macchinari innovativi, attrezzature all’avanguardia e iniziative per la promozione dei prodotti tipici.

L’Aquila, celebrata anche nel suo ruolo di Capitale Italiana della Cultura, si conferma così un laboratorio all’avanguardia per la rinascita dell’Appennino, dimostrando che la concertazione istituzionale e la capacità di spesa dei fondi europei rappresentano la via maestra per assicurare futuro, lavoro e dignità a tutte le comunità rurali.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Avezzano e aree interne, l’affondo di Lugini contro Gianni Di Pangrazio: solo una passerella, sui rifiuti prevale il campanilismo

Scontro politico rovente ad Avezzano sulle aree interne!

Lugini attacca il sindaco Gianni Di Pangrazio dopo il vertice in Comune: “Invocano la sinergia ma sui rifiuti prevale il campanilismo, servono fatti e non passerelle”. Ritenete che i comuni della Marsica sappiano fare squadra o prevalgono ancora i campanilismi?

Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Lugini

Avezzano – Il dibattito sullo sviluppo delle aree interne della Marsica e sui rapporti istituzionali tra i municipi del comprensorio si accende improvvisamente, aprendo uno scontro politico frontale che scuote la quiete del fine settimana nel capoluogo marsicano. Al centro della bufera è finito l’atteso vertice istituzionale svoltosi nella sala consiliare del Comune di Avezzano, dedicato alle criticità socio-economiche, ai trasporti e allo spopolamento dei borghi montani dell’Appennino abruzzese. Un appuntamento che, secondo il duro atto d’accusa formulato dall’esponente politico e civico Lugini, rischierebbe di rivelarsi l’ennesima occasione sterile di confronto formale priva di conseguenze operative per i cittadini.

Nel mirino dell’attacco è finito direttamente l’operato del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, accusato di incoerenza politica tra le dichiarazioni di principio rese sui palchi pubblici e la prassi amministrativa quotidiana. Il confronto politico tocca da vicino il destino del nostro territorio della Marsica e della provincia dell’Aquila, dove la cooperazione intercomunale rappresenta da sempre un nodo cruciale, ricollegandosi alle intese istituzionali già analizzate nel nostro approfondimento sul recente vertice tra Comune di Avezzano e ATER per il Piano Casa.

«Si è parlato a lungo di collaborazione tra enti, di strategie condivise e della necessità irrinunciabile di fare sistema per difendere le aree interne», ha attaccato Lugini nella sua nota politica. «Tutti principi sacrosanti e ampiamente condivisibili sulla carta, ma che per essere credibili devono trovare un riscontro fedele nei comportamenti concreti e, soprattutto, nelle scelte amministrative adottate nelle sedi decisionali».

Il nodo del servizio integrato dei rifiuti: la contraddizione politica sollevata da Lugini

La contraddizione più stridente denunciata dall’esponente civico riguarda la delicata gestione dei servizi pubblici essenziali, a partire dalla partita nevralgica del servizio integrato dei rifiuti nel bacino marsicano. Secondo Lugini, mentre il primo cittadino avezzanese si fa promotore di una retorica unitaria di fronte alle telecamere, al momento di assumere decisioni operative sulla governance del ciclo della nettezza urbana e sugli assetti impiantistici emergerebbero antiche logiche divisive.

«Il sindaco Gianni Di Pangrazio richiama l’urgenza di superare le storiche frammentazioni territoriali per dare risposte concrete ai borghi più isolati», incalza Lugini nella sua articolata presa di posizione. «Tuttavia, quando si entra nel merito della gestione dei rifiuti, assistiamo all’esatto contrario: sembra prevalere una logica di stretto campanilismo e di difesa barricadera di interessi particolari, anziché la ricerca dell’efficienza gestionale, dell’abbattimento dei costi per le bollette delle famiglie e della reale cooperazione d’area vasta».

La denuncia mette a nudo la fragilità dei tavoli di concertazione locale, temi al centro delle nostre inchieste quotidiane pubblicate nella rubrica di politica amministrativa e dinamiche degli enti locali, dove il confine tra difesa legittima della propria comunità e chiusura localistica continua a frenare lo sviluppo integrato dell’Abruzzo interno.

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Basta passerelle istituzionali: l’appello per una visione coraggiosa della Marsica

Il giudizio espresso da Lugini sull’evento avezzanese è senza appello: «Non si può invocare l’unità quando si sale su un palco istituzionale e poi alimentare divisioni quando si tratta di assumere decisioni concrete nelle assemblee dei sindaci. Le nostre aree interne non hanno alcun bisogno di incontri di circostanza, di passerelle autoreferenziali o di dichiarazioni d’intenti che restano chiuse nei cassetti del palazzo municipale. I cittadini pretendono amministratori capaci di assumersi responsabilità, superare i personalismi e lavorare per il bene comune».

Il dossier dei rifiuti urbani, della raccolta differenziata e della tariffazione puntuale rappresenta infatti un terreno di prova decisivo per verificare l’efficacia delle politiche ambientali seguite con attenzione nella nostra pagina di economia territoriale, servizi pubblici e sostenibilità. Senza una cabina di regia provinciale trasparente e coesa, i costi operativi continuano a lievitare, scaricandosi interamente sulle tasche dei residenti dei centri minori.

La presa di posizione solleva un polverone politico destinato a fare discutere sia all’interno della maggioranza civica che guida il Comune di Avezzano, sia tra i sindaci dei comuni montani limitrofi della Valle di Roveto, della Piana del Cavaliere e della Valle del Giovenco, che da anni chiedono un protagonismo paritario nei tavoli decisionali.

La sfida delle aree interne abruzzesi: fatti concreti contro gli slogan della politica

L’ammonimento finale di Lugini traccia una linea netta per il futuro della governance marsicana: «La vera sinergia tra le istituzioni si dimostra con gli atti amministrativi e con il coraggio delle scelte, non con gli slogan a effetto. Meno passerelle di facciata, meno campanilismi di bottega e più determinazione: è solo attraverso questo cambio di passo che le aree interne potranno ritrovare speranza e fermare la fuga dei giovani verso le grandi città».

Nelle prossime ore si attendono le repliche dell’amministrazione guidata da Gianni Di Pangrazio, mentre il confronto sul futuro dei servizi pubblici e sulle strategie di rilancio dell’Appennino marsicano entra nella sua fase più calda e accesa.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Avezzano, caso sul linguaggio dei media dopo la lite in via San Francesco: il PD Abruzzo richiama alla deontologia e al rispetto delle persone

Polemica ad Avezzano sul linguaggio della cronaca locale dopo la lite in via San Francesco: il PD Abruzzo interviene sui titoli con etichette sessuali.

Daniele Marinelli e Marielisa Serone D’Alò chiedono rispetto della deontologia e della privacy delle persone: “Raccontare i fatti senza stereotipi”. Secondo voi i giornali dovrebbero evitare di specificare orientamento sessuale o nazionalità quando non rilevanti per i fatti?

Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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linguaggio sessista

Avezzano – Il dovere di cronaca e la narrazione dei fatti giudiziari devono sempre saper trovare un limite invalicabile nel rispetto della dignità umana, evitando la creazione di etichette discriminatorie o richiami sensazionalistici estranei alla sostanza delle notizie. Sulla scia di un acceso diverbio avvenuto in via San Francesco ad Avezzano, conclusosi con l’arresto di un uomo di 35 anni per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale al termine di una colluttazione con i Carabinieri, il Partito Democratico Abruzzo è intervenuto pubblicamente con una ferma presa di posizione per censurare il linguaggio utilizzato da alcuni organi di informazione locale nella titolazione dell’accaduto.

A finire nel mirino della critica è stata la scelta di mettere in primo piano l’orientamento intimo delle persone coinvolte, etichettando la vicenda con formule come «Lite tra omosessuali». «Nessuna testata giornalistica titolerebbe mai Lite tra eterosessuali per raccontare un diverbio domestico degenerato in strada tra un uomo e una donna conviventi», hanno sottolineato i vertici dem. La vicenda si inserisce nel dibattito sulle regole dell’informazione e sul presidio del nostro territorio della Marsica e della provincia dell’Aquila, dove la prossimità delle comunità rende l’esposizione mediatica particolarmente invasiva per la vita privata dei cittadini.

Secondo il documento diffuso dal partito regionale, l’orientamento sessuale e l’appartenenza etnica non hanno alcuna attinenza con la dinamica delittuosa contestata dalle forze dell’ordine, e il loro utilizzo come leva di attrazione per i lettori rischia di rafforzare pregiudizi collettivi dannosi, accostando in modo improprio la sfera affettiva al disordine pubblico e alla violenza.

Daniele Marinelli e Marielisa Serone D’Alò: il richiamo al Testo Unico dei Giornalisti e alla Carta di Roma

A firmare la nota ufficiale sono stati il segretario regionale del Partito Democratico abruzzese, Daniele Marinelli, e la responsabile Diritti e Pari Opportunità del PD Abruzzo, Marielisa Serone D’Alò. I due esponenti politici hanno evidenziato la violazione dei principi sanciti dall’articolo 13 del Testo Unico dei Doveri del Giornalista, che impone espressamente a chi fa informazione di astenersi da stereotipi o espressioni lesive della dignità della persona nei fatti di cronaca che coinvolgono l’identità sessuale, oltre al rispetto rigoroso delle norme a tutela della riservatezza dei dati sensibili.

«In una realtà cittadina di medie dimensioni come Avezzano, l’indicazione dell’età, della via precisa e della nazionalità rende le persone facilmente identificabili, violando il diritto alla riservatezza su aspetti intimi protetti dalla legge», spiegano Daniele Marinelli e Marielisa Serone D’Alò. Il richiamo tocca da vicino anche i dettami della Carta di Roma sul trattamento delle notizie riguardanti cittadini stranieri, argomento analizzato frequentemente nella nostra sezione dedicata alla politica dei diritti civili e riforme istituzionali.

Questo appello deontologico si ricollega idealmente ai grandi confronti professionali sulle regole dell’editoria e sulla responsabilità sociale dei media, come approfondito nel recente reportage sugli Stati Generali degli uffici stampa e del giornalismo a Roma, dove la correttezza dell’informazione è stata ribadita come argine democratico fondamentale.

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Le richieste del PD Abruzzo: vigilanza dell’Ordine dei Giornalisti e titoli corretti

Nel formulare le proprie conclusioni, il PD Abruzzo ha articolato due precise richieste operative: in primo luogo, un appello accorato rivolto a tutte le direzioni delle testate giornalistiche marsicane e abruzzesi affinché si adotti una maggiore sobrietà nella titolazione degli eventi di cronaca nera e giudiziaria, suggerendo formulazioni descrittive aderenti ai fatti come «Lite in casa degenera in strada ad Avezzano, 35enne arrestato dopo una colluttazione con i carabinieri», prive di etichette sull’orientamento sessuale o sulla nazionalità.

In secondo luogo, la segreteria dem sollecita l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo a promuovere una più attenta vigilanza e corsi di formazione dedicati all’uso di un linguaggio inclusivo e rispettoso delle persone LGBTQIA+ e dei cittadini di origine straniera. «Le parole non sono mai neutre: un titolo sensazionalistico non aggiunge nulla alla completezza dell’informazione ma rafforza stereotipi pericolosi», ribadiscono Marinelli e Serone D’Alò.

La dialettica istituzionale ad Avezzano si conferma vivace e attenta ai temi sociali, come dimostrato anche dai recenti confronti amministrativi documentati nel nostro articolo sul vertice tra Comune di Avezzano e ATER dell’Aquila sull’edilizia sociale, dove la tutela dei diritti dei cittadini rappresenta il comune denominatore del confronto civico.

Diritto di cronaca e rispetto della persona: la sfida dell’informazione contemporanea

Il caso sollevato dal Partito Democratico riapre una riflessione necessaria sul ruolo dei media territoriali nell’era digitale, dove la ricerca del clic facile e della viralità non deve mai offuscare i canoni della verità sostanziale e della misura deontologica. Raccontare i fatti con puntualità e rigore è un dovere inderogabile verso la collettività, ma trasformare l’identità personale dei soggetti coinvolti in un marchio commerciale svilisce la funzione informativa.

La presa di posizione del PD regionale invita l’intera categoria giornalistica a un rinnovato senso di responsabilità, affinché la cronaca resti testimonianza fedele della realtà e presidio democratico di legalità, tutela e rispetto per ogni singolo individuo.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Teramo, Enel punta sui giovani dell’Istituto Alessandrini-Marino con Energie per la Scuola: assunzioni e formazione sulle reti del futuro

Enel sceglie gli studenti dell’Istituto Alessandrini-Marino di Teramo con il progetto “Energie per la Scuola”!

Percorsi specialistici e sbocchi occupazionali diretti nelle imprese dell’indotto per formare i tecnici delle reti elettriche e delle rinnovabili. Ritenete che gli istituti tecnici oggi offrano maggiori opportunità di lavoro immediato rispetto ai licei?

Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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giovani dell'Istituto Alessandrini-Marino

Teramo – Un ponte solido, moderno e immediatamente operativo tra le aule scolastiche e i grandi cantieri della transizione energetica si consolida nel cuore dell’Abruzzo. Presso l’Auditorium dell’Istituto di Istruzione Superiore Alessandrini-Marino di Teramo si è svolto con grandissima partecipazione l’Open Day per la presentazione ufficiale del progetto formativo “Energie per la Scuola”, promosso dal Gruppo Enel e in particolare da E-Distribuzione in stretta sinergia con le imprese dell’indotto elettrico per l’anno scolastico 2026/2027. L’iniziativa nasce con un obiettivo occupazionale chiarissimo: formare e assumere una nuova generazione di tecnici altamente specializzati nella manutenzione e digitalizzazione delle reti elettriche intelligenti.

L’incontro ha visto la presenza attiva di centinaia di studentesse e studenti delle classi quarte e quinte degli indirizzi di punta dell’area tecnologica e professionale del polo teramano: Elettrotecnica, Meccanica, Manutenzione e Assistenza Tecnica, Costruzioni Ambiente e Territorio e Tecnologie del Legno. Questo straordinario raccordo formativo rispecchia la missione costante della nostra testata per la crescita del territorio e delle comunità locali d’Abruzzo, offrendo ai giovani diplomandi la prospettiva concreta di un futuro lavorativo qualificato e stabile senza dover abbandonare la propria terra d’origine.

Il progetto si propone come una risposta tangibile al grave fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, che vede le aziende del comparto energetico alla disperata ricerca di profili tecnici introvabili, mentre migliaia di giovani faticano a inserirsi nel mercato produttivo. Grazie a percorsi post-diploma dedicati e tirocini retribuiti, Enel e le aziende partner garantiranno uno sbocco contrattuale diretto all’interno della filiera nazionale delle infrastrutture sostenibili.

Maria Letizia Fatigati e Francesco Grillo: il ponte tra scuola e lavoro all’Alessandrini-Marino

Ad aprire i lavori dell’Open Day è stata la dirigente scolastica del Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti”, Maria Letizia Fatigati, affiancata dal docente referente d’Istituto per la Formazione Scuola-Lavoro, Ivano Sansonetti. «Formare oggi i tecnici di domani significa compiere un investimento irrinunciabile sul futuro dei nostri ragazzi e dell’intera provincia teramana», ha evidenziato con orgoglio la preside Fatigati. «Costruire una connessione virtuosa tra i banchi di scuola e il tessuto produttivo avanzato è il nostro dovere primario, e l’adesione a questo progetto dimostra che il nostro istituto è all’avanguardia nell’accogliere le sfide dell’innovazione tecnologica».

La visione strategica del colosso elettrico è stata illustrata da Francesco Grillo, della divisione People & Organization di Enel, che ha delineato i trend occupazionali legati al potenziamento della rete di distribuzione, alle energie rinnovabili e alla mobilità elettrica. Come evidenziato anche nei grandi piani di ammodernamento dei servizi pubblici analizzati nel reportage su Poste Italiane e i progetti per le comunità locali abruzzesi, la capillarità delle infrastrutture strategiche richiede competenze tecniche certificate e costante aggiornamento professionale.

Gli studenti hanno così potuto comprendere l’evoluzione delle smart grid e il ruolo cruciale che svolgeranno nella gestione dei flussi energetici decentralizzati, trasformandosi da semplici spettatori a protagonisti attivi della decarbonizzazione.

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La filiera del lavoro: EA S.r.l., Istituto Heading e Gi Group per le assunzioni sul territorio

La forza del programma “Energie per la Scuola” risiede nella presenza coordinata di tutti gli anelli della catena dell’impiego. Durante la mattinata a Teramo sono intervenute Elisa Olori e Monia Spinozzi dell’impresa partner EA S.r.l., che hanno spiegato nel dettaglio il fabbisogno operativo di tecnici specializzati nei cantieri regionali e le mansioni operative che i neo-diplomati andranno a svolgere sul campo.

La struttura didattica dei corsi di specializzazione post-diploma è stata invece illustrata da Vanna Sabatini dell’Istituto di Formazione Heading, ente accreditato che curerà i moduli teorico-pratici sulla sicurezza nei lavori sotto tensione e sulla posa dei cavi di media e bassa tensione. A completare il quadro è stato il contributo dell’agenzia per il lavoro Gi Group, rappresentata da Erica Paoloni, Elisabetta Spennato e Simona Tiberi, che gestiranno i colloqui di selezione e l’inserimento contrattuale dei giovani talenti, collegandosi alle dinamiche occupazionali monitorate nella nostra sezione di economia, lavoro e sviluppo d’impresa.

Un modello integrato in cui la scuola pubblica educa, l’ente formativo specializza e le aziende assumono, superando le lungaggini burocratiche e offrendo contratti trasparenti e dignitosi alle nuove leve.

Obiettivi ONU e transizione ecologica: il ruolo strategico del Polo Tecnologico di Teramo

L’iniziativa si allinea fedelmente agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, centrando in particolare il Goal 4 (Istruzione di Qualità, attraverso laboratori avanzati e competenze pratiche) e il Goal 8 (Lavoro Dignitoso e Crescita Economica, contrastando il precariato giovanile). L’evento arricchisce la panoramica delle eccellenze abruzzesi seguite costantemente nella nostra rubrica di eventi formativi e manifestazioni territoriali.

Grazie a questa sinergia con Enel, il Polo Tecnologico Economico di Teramo si conferma un punto di riferimento insostituibile per l’intero Abruzzo, dimostrando che quando l’istruzione tecnica dialoga con i grandi colossi dell’industria, il futuro dei giovani diventa una splendida realtà di riscatto e crescita professionale.

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