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Il reportage investigativo nel Settecento libertino tra lettere segrete e ménage à trois: lo scrittore Andrea Perego lancia “Algarottino mio dolce”

L’oro del Settecento libertino incontra il rigore del giornalismo d’inchiesta e il tomorrow della saggistica storica celebra un debutto da record assoluto di avventure reali dello Stato! Il giornalista e archivista d’élite Andrea Perego torna in libreria con “Algarottino mio dolce – Il giovane Francesco Algarotti”, lo spettacolare nuovo volume elargito da Supernova Edizioni. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor dei lettori che fa collidere lettere d’amore segrete, ménage à trois a Londra e persino poesie censurate di re Federico II di Prussia indirizzate all’irresistibile intellettuale veneziano. In asse con l’editore Giovanni Distefano, il libro mette a terra un comfort funzionale perfetto per ventenni under 30 e famiglie per sconfiggere l’isolamento da smartphone e riscoprire i segreti privati della grande storia. Scoprite la recensione completa nel nostro articolo! 👇

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Andrea Perego

Venezia – Un’energia filosofica purissima, sfacciata e intensamente libertina erompe dagli Archivi di Stato per invadere l’intero Paese, offrendo alla platea la risorsa terapeutica ed etica più potente per contrastare lo scollamento emotivo e l’asfissia della vita quotidiana metropolitana. La grande saggistica storica e la scrittura nuda, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill dell’io e le fragilità biologiche dei ventenni, regalando alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di spensieratezza colta. Oggi, mercoledì 30 settembre 2026, il panorama editoriale indipendente celebra lo sblocco e la consacrazione di un volume dal devastante impatto documentario e antropologico: sbarca ufficialmente nelle librerie e nei digital store della rete “Algarottino mio dolce – Il giovane Francesco Algarotti”, il monumentale saggio firmato dal giornalista, archivista e paleografo Andrea Perego, elargito al mercato sotto l’egida protetta di Supernova Edizioni.

Il prezioso e ricercato libro si articola come un vero e proprio cantiere di giornalismo d’inchiesta applicato al XVIII secolo, sintonizzando i monitor dei lettori e dei collezionisti sul massimo livello di onestà intellettuale. Perego ha strutturato un programma pluriennale di ricerca d’area vasta in totale trasparenza e privo di filtri protettivi per ricostruire millimetricamente la giovinezza del letterato veneziano Francesco Algarotti (1712-1764), esaminando l’arco temporale che va dalla nascita fino al cruciale 1744. L’ordito del testo poggia sul monitoraggio di un immenso e tentacolare epistolario disperso nelle massime sedi europee, decifrando con rigore filologico carteggi inediti scritti in lingua francese, inglese, tedesca e italiana, per un interplay perfetto tra memoria storica e intrattenimento, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalla poesia censurata di re Federico II al ménage à trois: la trincea del cosmopolitismo

L’ordito narrativo di “Algarottino mio dolce” radiografa senza maschere o ipocrisie interpretative il mistero vivente di un cosmopolita, anticonformista e seducente viaggiatore, autore del celeberrimo best seller europeo del 1737 “Il Newtonianismo per le dame”. Questo giovanotto dallo sguardo dolce ha solcato le terre sconosciute dell’Illuminismo cavalcando un temperamento audace, inquieto e privo di barriere economiche. Mettendo a frutto un portfolio di soft skill non comuni, Algarotti ha esercitato un profondo impatto sulla cultura dello Stato, senza mai sacrificare le scadenze del piacere biologico e del divertimento rionale, scacciando il torpore e le nevrosi della provincia.

I dati della ricerca archivistica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: Perego ha rintracciato nei database e negli Archivi di Berlino persino una fiammeggiante poesia erotica che il sovrano **Federico II** aveva indirizzato a Francesco, un testo da secoli rimosso e censurato nei verbali e nelle pubblicazioni ufficiali sul re di Prussia. La biografia compie il miracolo di spingere lo spettatore dietro le quinte della grande storia, mostrando la quotidianità reale del Settecento: come il protagonista viaggiava lungo le autostrade gommate dell’epoca, dove alloggiava, come otteneva i finanziamenti contrattuali dalla famiglia e come si curava dalle epidemie biologiche, fino al resoconto spassoso e bislacco di un memorabile ménage à trois intavolato nei rioni di Londra e alle sue missioni segrete di spionaggio a Torino per conto della corona prussiana.

La cattedra della prosa d’eccellenza con Giovanni Distefano: le info sull’e-commerce

Il sodalizio e l’alleanza tra lo scrittore e l’editore Giovanni Distefano è nata anni fa in totale trasparenza proprio all’interno dei laboratori di lettura dell’Archivio di Stato di Venezia, dove Perego si distinse per la sua eccezionale e millimetrica velocità nel decifrare e trascrivere un’antica pergamena inospitale. Da quel fischio d’inizio, Supernova ha blindato nel proprio catalogo d’élite le migliori opere di Andrea Perego — tra cui spiccano i successi transnazionali tradotti in inglese e francese come *“Canova a Berlino”* e *“Barbara – Un affare di Stato”* —, celebrate dai critici dello Stato per una prosa asciutta, parole scelte con cura chirurgica, ritmo del periodare ed eleganza esecutiva superiore.

Il saggio delinea con risposte flessibili il lato squisitamente umano di Algarotti, fatto di debolezze biologiche e intemperanze che lo rendono un comfort funzionale perfetto per le nuove generazioni, dimostrando con i fatti che la vita reale sa essere infinitamente più avventurosa di un romanzo di plastica. La direzione logistica comunica che i database di vendita sono attivi e i canali della stampa specializzata pronti. I dettagli sul costo del volume e i moduli d’acquisto digitali sono interamente accessibili consultando i portali di e-commerce della rete o il sito ufficiale della casa editrice. Questo fine settimana d’autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e aprite le pagine di questo libro: la giovinezza sfolgorante di Francesco Algarotti vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà coltivare l’intelligenza e la libertà dei costumi, il nostro domani sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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L’oro barocco della pittura contemporanea squarcia l’asfissia dei consumi e consacra un nuovo tempio d’arte a Roma: Sylvia Irrazabal lancia “Wonderful” di Moreno Bondi

I colori del neoclassicismo contemporaneo espugnano il cuore antico di Roma e il tomorrow delle gallerie d’arte celebra un debutto da record assoluto di stelle e diplomazia dello Stato! Ha aperto ufficialmente i battenti nei rioni storici della Capitale la nuovissima SIArt Gallery della Dott.ssa Sylvia Irrazabal (già Commissaria alla Biennale di Venezia), inaugurata con lo sfolgorante successo della mostra “Wonderful” del Maestro Moreno Bondi. Un viaggio specchio iper-emotivo e completamente GRATUITO nei monitor dei collezionisti che fa collidere oltre duecento ospiti d’élite — tra cui l’Ambasciatore dell’Uruguay Alfredo Bogliaccini e star della TV come Maria Monsè e Anthony Peth — all’onestà delle idee della pittura d’avanguardia. Con un comfort funzionale perfetto attivo fino al 28 ottobre, la galleria lancia inoltre un imponente manifesto civile per il 14 ottobre contro la violenza di genere in asse con il Parlamento Europeo, per sconfiggere l’isolamento da smartphone. Tutti i retroscena nel nostro articolo! 👇

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Moreno Bondi, Sylvia Irrazabal e Alfio Borghese- foto Mario Giannini

Roma – Un’ondata di prorompente intensità espressiva, fiero misticismo plastico e rigore saggistico si propaga dai laboratori della pittura d’avanguardia per invadere il cuore monumentale della Capitale, trasformando le gallerie del centro storico in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità artistica. L’arte visiva e la saggistica figurativa contemporanea, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill dell’io e le fragilità biologiche della coscienza, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi liquidi. Martedì 29 settembre 2026, lo sfolgorante scenario romano a due passi da Piazza Cairoli ha tenuto a battesimo il solenne fischio d’inizio e il ruolino di marcia di un nuovo e ambizioso presidio di prossimità: ha inaugurato ufficialmente i propri locali la SIArt Gallery, tenendo a battesimo la sfolgorante mostra monografica “Wonderful” del Maestro Moreno Bondi.

La monumentale inaugurazione, che ha richiamato in trincea oltre duecento invitati d’élite tra le massime cariche dello Stato, del corpo diplomatico e della nobiltà romana, blinda un programma pluriennale d’area vasta interamente concepito e promosso dall’associazione culturale SIArt Cultural Network. Al centro dell’ordito strategico si erge con merito la determinazione civile della Dott.ssa Sylvia Irrazabal, carismatica direttrice dello spazio, già nota ai monitor della critica per i suoi prestigiosi e pluriennali incarichi internazionali e per aver presieduto in totale trasparenza la cattedra di Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. La galleria, sita precisamente in Via di S. Maria de’ Calderari 22-23 (all’angolo con via Arenula 21), nasce con il fine contrattuale di promuovere e valorizzare i talenti artistici nazionali e transnazionali, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’Ambasciatore dell’Uruguay ai volti della TV: una parata d’élite nei rioni del centro

Il ruolino di marcia del gran galà di apertura ha registrato una affluenza da record assoluto di suspense ed eleganza, trasformando i quartieri della movida in un salotto accogliente a ridosso del territorio per il benessere collettivo della comunità rionale. Tra gli ospiti illustri che hanno fatto squadra attorno alla dottoressa Irrazabal spiccano l’Ambasciatore dell’Uruguay in Italia Alfredo Bogliaccini, l’Onorevole Fabio Porta, il Prefetto Fulvio Rocco, la vice assessora alla Cultura della Regione Lazio Edy Palazzi e il vicepresidente del Consiglio Regionale Vincenzo Ialongo. La parata aristocratica ha visto scendere in prima linea la Principessa Giulia Borghese e la Contessa Erika Emma Fodré, affiancate da manager e promoter culturali quali l’Avv. Monica Caruso (Prefetto del Rotary Club Aniene), il Dr. Antonio Fugazzotto (Presidente del Circolo delle Vittorie), la Dott.ssa Anadela Serra Visconti e l’Ing. Luigi Cuozzo, scacciando il torpore e le nevrosi della quotidianità.

I dati del monitoraggio mediatico parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: i monitor della serata inaugurale hanno catturato l’onestà delle idee di una fitta scuderia di Vip, attori e giornalisti dello Stato uniti per sconfiggere l’isolamento sociale generato dagli smartphone personali. Tra le sale d’avanguardia della SIArt Gallery si sono incrociati l’attrice Francesca Ceci, il conduttore Tv Anthony Peth, la showgirl Maria Monsè, la giornalista televisiva Maria Romana Barraco, la conduttrice Jolanda Gurreri e il regista Rai Mauro Calandra, accanto al volto di Rai Mobilità Antonietta Di Vizia e alle artiste Valentina Mori, Francesca Ciurleo e Viola Luz. Un interplay perfetto catturato millimetricamente dall’obiettivo fotografico e dai flash di Mario Giannini, un comfort funzionale perfetto che ha azzerato le distanze burocratiche tra istituzioni, spettacolo e cittadinanza.

Il manifesto contro la violenza di genere e i laboratori del 14 ottobre con Monica Caruso

I capolavori di Moreno Bondi all’interno del catalogo espositivo di “Wonderful” mettono a nudo Criteri pittorici di assoluto merito e spavalda fermezza tecnica, fondendo la saggistica dei pigmenti classici a una forza espressiva contemporanea che colpisce dritto allo stomaco del conformismo borghese. Le opere rimarranno stanziali e accessibili al pubblico dei visitatori e dei collezionisti della rete fino alla scadenza del 28 ottobre 2026, osservando un ruolino di visite programmato dal martedì al sabato, esclusivamente nella fascia pomeridiana dalle ore 16:30 alle 19:30. Ma la postura etica di SIArt Cultural Network rifiuta di ridursi a una mera vetrina commerciale di plastica, convertendo immediatamente lo spazio espositivo in uno scudo impenetrabile di riscatto sociale, per un’accessibilità universale ai diritti fondamentali della persona umana.

La cabina di regia ha già sbloccato nei propri registri un importante e fittissimo incontro programmatico fissato per mercoledì 14 ottobre 2026, interamente dedicato all’arte di rinascere dopo il calvario e le ferite delle violenze di genere. I laboratori di dibattito civile saranno coordinati con rigore filologico dall’Avvocato Monica Caruso, Responsabile del Dipartimento Famiglia dell’Associazione Dignità e Libertà Forense e autorevole Consulente Scientifica presso il Parlamento Europeo. Il tavolo tecnico farà squadra ospitando le relazioni flessibili e l’onestà delle idee dell’architetto e artista plastica Fiona Sartoretto Verna e dell’Artist Manager Diego Stella, docente dell’Accademia e pittore poliedrico, uniti per offrire risposte flessibili contro l’intolleranza e tutelare il benessere collettivo delle donne delle nostre province. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore delle metropoli e andate in via di S. Maria de’ Calderari: le lune e i dipinti meravigliosi di Moreno Bondi vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà edificare oasi di bellezza per difendere la libertà della cultura e i diritti civili, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

Foto di Mario Giannini

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Il ritratto di Dorian Gray torna a teatro: Federica Luna Vincenti e la dittatura dell’immagine

Il fascino cupo, decadente e immortale del capolavoro di Oscar Wilde torna in scena, ma cambia radicalmente volto! È infatti la bravissima e talentuosa attrice Federica Luna Vincenti a vestire i panni di Dorian Gray in questo nuovissimo, rivoluzionario e attesissimo adattamento teatrale in chiave contemporanea scritto e diretto magistralmente da Giancarlo Nicoletti. Affiancata dal cinico e magnetico Lord Henry Wotton (interpretato dal bravissimo Alessio Vassallo), l’eterna e maledetta ricerca della giovinezza assoluta si scontra prepotentemente, in questo spettacolo, con la moderna “dittatura dell’immagine” tipica dei nostri tempi, trasformando il famoso quadro dipinto a olio in un inquietante e spietato schermo digitale giudicante👇

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Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo_Il ritratto di Dorian Gray_Ph Gianmarco Chieregato

Roma – Il fascino immortale, oscuro, decadente e irresistibile del più grande e celebrato capolavoro letterario scaturito dalla geniale penna di Oscar Wilde si appresta, ancora una volta, a rivivere, incantare e sconvolgere il pubblico calcando orgogliosamente e prepotentemente le affascinanti tavole del palcoscenico italiano. Il ritratto di Dorian Gray torna infatti trionfalmente e coraggiosamente a teatro, ma lo fa cambiando radicalmente, visivamente e concettualmente il proprio iconico e storico volto. A portare in scena, con maestria e audacia, questa inedita, potente e attesissima versione teatrale è l’adattamento drammaturgico spiccatamente e volutamente contemporaneo scritto, pensato e diretto dal brillante regista Giancarlo Nicoletti. In questa lettura scenica moderna, rivoluzionaria e profonda, il celebre e tormentato protagonista nato dalla fantasia wildiana non indossa più i polverosi e classici abiti maschili dell’epoca vittoriana, bensì assume sorprendentemente e magistralmente le eleganti e magnetiche sembianze femminili della talentuosa attrice Federica Luna Vincenti. Ad affiancarla in questo intricato, tossico e perverso gioco di specchi e inganni psicologici, troviamo l’eccezionale attore Alessio Vassallo, chiamato a vestire e incarnare i panni cinici, suadenti e pericolosamente manipolatori dell’iconico e spietato Lord Henry Wotton. Una rilettura teatrale coraggiosa, lucida e visionaria che ha il grande e innegabile pregio di strappare con forza il secolare e affascinante mito estetico di Wilde dal passato ottocentesco per catapultarlo violentemente, crudelmente e chirurgicamente nel nostro alienante presente digitale e sociale.

Il quadro diventa schermo: l’adattamento di Giancarlo Nicoletti

Questa attesissima e complessa operazione drammaturgica non si configura assolutamente e banalmente come una semplice, fedele e pedissequa trasposizione letteraria, ma rappresenta a tutti gli effetti una vera, profonda e totale immersione psicologica, visiva e sensoriale nell’universo filosofico wildiano.
Nell’ingegnoso, ritmato e serratissimo adattamento curato magistralmente da Nicoletti, il racconto abbandona infatti, quasi del tutto e in maniera decisa, la sua classica, rassicurante e polverosa dimensione d’epoca, per trasformarsi in un vero e proprio e potentissimo dispositivo teatrale totalmente immerso e calato nel nostro frenetico vivere contemporaneo. La fredda e nebbiosa Londra vittoriana del romanzo originale cede infatti brillantemente e concettualmente il passo a una modernissima e asfissiante dimensione metropolitana: il classico e intimo salotto da tè dialoga rumorosamente con il club notturno alla moda, il famoso e demoniaco quadro dipinto a olio si trasforma e si ibrida con il freddo e spietato schermo tecnologico, il romantico diario intimo viene irrimediabilmente sostituito dalla registrazione digitale e, infine, la classica confessione religiosa si scontra frontalmente con il concetto moderno di sorveglianza elettronica di massa. Telecamere nascoste, proiezioni visive intermittenti, frammentazioni continue di immagini rubate e luminose cornici tecnologiche trasformano, stravolgono e deformano l’azione sul palcoscenico in un vero e proprio e spietato sistema di visione, un “Grande Fratello” estetico che osserva costantemente, duplica freddamente e, infine, giudica inesorabilmente i corpi e le anime dei protagonisti.

Federica Luna Vincenti e la forte pressione estetica femminile

Al centro nevralgico, emotivo e visivo dell’intera e complessa vicenda teatrale troviamo, come da immutabile copione wildiano, la figura candida e maledetta di Dorian Gray, il cui celebre ritratto dipinto su tela da Basil Hallward (interpretato magnificamente dall’attore Giulio Forges Davanzati) è destinato inesorabilmente e magicamente a farsi prezioso scrigno segreto in cui si depositeranno, giorno dopo giorno, il marciume del tempo, il peso della colpa inconfessabile e il veleno della corruzione morale.
Ma la scelta precisa, forte, voluta e mirata del regista di affidare questo ruolo iconico maschile alla bravissima attrice Federica Luna Vincenti non rappresenta, in alcun modo, una banale, modaiola o sterile inversione di genere (gender-swap). Si tratta bensì di una chiarissima, lucida e spietata chiave di lettura sociologica e filosofica: in questa moderna versione teatrale, Dorian Gray è un corpo e un contenitore estetico perennemente desiderato, costantemente osservato, spiato e morbosamente posseduto dal vorace e incontentabile sguardo altrui. Porre al centro della narrazione una figura esplicitamente femminile evidenzia infatti, con una potenza visiva, sociale e drammatica ancora maggiore, la spietata, logorante e insopportabile pressione psicologica esercitata quotidianamente e mediaticamente sulla bellezza estetica, sulla preservazione forzata della giovinezza e sull’incessante e stressante costruzione pubblica della propria identità digitale. Dorian appare inizialmente libera e padrona assoluta di se stessa, ma si ritrova in realtà drammaticamente e irrimediabilmente prigioniera e succube dell’immagine irraggiungibile, patinata e perfetta che la società e i social media hanno sadicamente proiettato su di lei.

Il patto condannato e un grandissimo cast in scena

Il diabolico, sovrannaturale e noto patto stipulato ingenuamente e disperatamente con il ritratto si trasforma, scena dopo scena, in una vera, ineluttabile e claustrofobica condanna a vita.
Dorian, immune biologicamente allo scorrere del tempo, non invecchia fisicamente e non porta mai sul proprio perfetto e levigato corpo i pesanti segni, le rughe e le occhiaie derivanti dalle proprie scellerate, amorali e tossiche scelte di vita: sarà sempre e solo l’immagine intrappolata nel quadro a soffrire, imbruttirsi e marcire al suo posto, accumulando colpe, tradimenti e oscenità indicibili. Ad orchestrare cinicamente e filosoficamente questa tragica caduta verso l’inferno morale è la lingua affilata, brillante e pericolosissima di Lord Henry, interpretato da un superlativo Alessio Vassallo, capace di trasformare, con un cinismo spietato e disarmante, ogni pensiero in un contagio virale e ogni aforisma in un vuoto slogan pubblicitario. A completare magistralmente e arricchire la complessa, rumorosa e affollata scena troviamo un eccezionale ensemble di attori-performer (composto da Brunella Platania, Matteo Milani, Gianluigi Rodrigues e Francesca Bruni Ercole) che incarna fisicamente e vocalmente la società giudicante, il coro greco, la coscienza collettiva e la labile memoria pubblica. Lo spettacolo, impreziosito dalle cupe musiche originali di Umberto Iervolino e dalle maestose scene di Emanuele Salamanca, gode dell’importante, solida e prestigiosa co-produzione teatrale firmata congiuntamente da Goldenart Production, dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e dal celebre Teatro Biondo di Palermo.

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Il sommergibile Globinautilus riemerge dalle acque del lago e lancia il patto ecologico per salvare il Mediterraneo: a Trevignano Romano trionfano i “Vintage Scuba Days”

L’oro dell’esplorazione subacquea d’epoca sposa il rigore della ricerca medica e il tomorrow della tutela dei mari celebra nel Lazio un trionfo da record assoluto di presenze dello Stato! Si è conclusa a Trevignano Romano (RM), sul Lago di Bracciano, la III edizione dei prestigiosi “Vintage Scuba Days”, l’imponente festival nazionale diretto dal pioniere e documentarista mondiale Pippo Cappellano. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor del pubblico che ha visto il piccolo sommergibile bellico Globinautilus riemergere dalle acque in asse con i 40 anni della Fondazione Marevivo di Rosalba Giugni. Dai protocolli biologici di decompressione del DMSI dell’Università di Chieti-Pescara fino allo shock robotico dei ROV e all’Intelligenza Artificiale illustrata dall’Ammiraglio Mucedola, la kermesse blinda un comfort funzionale perfetto per ventenni under 30 e famiglie per sconfiggere l’isolamento da smartphone, ospitando le storie di Sea Shepherd e i segreti cinematografici del Titanic svelati da Christian Pétron. Tutti i retroscena nel nostro articolo! 👇

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Vintage Scuba Days

Trevignano Romano – Un’ondata di prorompente fermento scientifico, misticismo subacqueo e fiera determinazione ecologica si propaga dai fondali lacustri del Lazio per invadere l’intero territorio nazionale, trasformando le sponde della provincia romana in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità biologica dello Stato. La cultura del mare e la saggistica dell’esplorazione sommersa, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dell’asettico nozionismo di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare lo stato di salute degli ecosistemi acquatici, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi liquidi. Oggi, giovedì 1° ottobre 2026, la cabina di regia del turismo naturalistico mette a verbale il clamoroso bilancio consuntivo di un evento da record assoluto di affluenza: si è conclusa con uno sfolgorante successo la terza edizione dei “Vintage Scuba Days”.

La monumentale manifestazione, ospitata nella suggestiva ed accogliente cornice dello Skipper White a Trevignano Romano (RM), sulla terraferma vulcanica del Lago di Bracciano, ha blindato un programma pluriennale di prossimità in totale trasparenza e privo di filtri protettivi. Sotto la direzione artistica d’élite del Maestro Pippo Cappellano — pioniere storico della subacquea dello Stato e documentarista di fama planetaria —, l’allestimento 2026 ha fatto collidere il fascino senza tempo delle attrezzature d’epoca alle più severe e fitte riflessioni sul benessere collettivo e sulla salvaguardia degli ambienti sommersi. Il festival si è sviluppato attorno al solenne claim: “La gioia e la consapevolezza dell’immersione in un ambiente naturale che ci regala la vita”, azzerando le distanze burocratiche tra scienza, arte e associazionismo rionale, taccuino alla mano e passioni calde.

Il sommergibile Globinautilus e la passerella di Rosalba Giugni per i 40 anni di Marevivo

Il fischio d’inizio della kermesse ha regalato alla platea dei visitatori e dei collezionisti della rete un visual anchor di devastante impatto emotivo e suspense ingegneristica: un immenso e ideale passaggio di testimone generazionale si è compiuto direttamente nelle acque del lago. Pippo Cappellano, facendo squadra con i padri nobili della subacquea tricolore, è riemerso in superficie sfoggiando rari scafandri autonomi d’epoca a bordo del Globinautilus, un piccolo sommergibile di derivazione bellica restaurato nei laboratori della memoria. Ad attenderli sulla pista c’era la nuova scuderia di sommozzatori under 30 dotati di sofisticati erogatori meccatronici e computer di respirazione d’avanguardia, uniti in un accordo contrattuale per la tutela biologica delle acque e per contrastare lo spopolamento della fauna marina, senza filtri commerciali.

I dati della mobilitazione scientifica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: la tre giorni ha consacrato il borgo romano come un centro d’alto profilo istituzionale per la difesa della biosfera, incassando il plauso e la presenza stanziale di Rosalba Giugni, Fondatrice e Presidentessa di Marevivo. La Giugni ha scelto la passerella d’ottobre dei Vintage Scuba Days per celebrare solennemente i primi 40 anni di vita della Fondazione, elevando l’evento a vero e proprio tempio della divulgazione ecologica dello Stato. Si combattono così in modo flessibile l’isolamento sociale e le nevrosi generate dall’asfissia dei dispositivi digitali personali, dimostrando con i fatti che la coesione territoriale nasce solo ripudiando l’intolleranza verso la natura, per un comfort funzionale perfetto della cittadinanza.

Dalla cattedra medica di Chieti-Pescara all’Intelligenza Artificiale dell’Ammiraglio Mucedola

L’ordito del palinsesto ha schierato in trincea sul leggio del festival una parata d’élite dei più stimati accademici e scienziati transnazionali, suddivisi in aree tematiche di rigoroso valore saggistico:

  • Ricerca Medica e Decompressione: Nell’ambito del prestigioso Master curato dal DMSI dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, sono saliti in cattedra il Prof. Gerardo Bosco, il Dr. Steve Thom della facoltà del Maryland, il Prof. Alessandro Marroni di DAN Europe e Dick Clarke in collegamento video dagli USA, sbloccando i nuovi protocolli per la sicurezza e la salute pubblica dei sub.
  • Tecnologia e Robotica ROV: Il celebre fotografo d’avanguardia Christian Pétron ha radiografato le attrezzature storiche dello Stato, mentre l’ingegner Stefano Ruia e Maurizio Baldinucci hanno illustrato l’evoluzione contrattuale dei materiali. L’impatto dirompente dell’Intelligenza Artificiale applicata ai fondali è stato sviscerato dall’Ammiraglio Andrea Mucedola, affiancato dalle mute hi-tech di Giacomo Guerrieri (DiveSystem) e dai robot sottomarini ROV dell’Ingegner Guido Gay presentati da Giada Franci per la Fondazione Azionemare.
  • Trincea Ambientale e Sea Shepherd: Il comandante Fabio Fassone, primo ufficiale della flotta pirata di Sea Shepherd, ha infiammato i rioni con le cronache di lotta contro le baleniere di plastica, mentre il medico Carlo Farina ha elargito alle stampe il libro di riscatto ecologico “La leggenda del pescatore pentito”.

Dall’archeologia dell’INGV ai dietro le quinte del Titanic: cultura, arte e cinema

Il sound design e la saggistica visiva dei Vintage Scuba Days hanno fatto collidere l’arte subacquea al monitoraggio storico del Mediterraneo, definito l’archeologia a cielo aperto più grande del pianeta nei verbali scientifici presentati da Salvo Emma (Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia) e dall’illustre Marco Anzidei dell’INGV. Le sale dello Skipper White hanno ospitato le mostre mozzafiato del disegnatore Daniele Blundo, della scultrice Roberta Conigliaro e le tele bagnate del celebre pittore subacqueo Stéphane Braud. Spazio poi al brivido dei corpi dello Stato con il libro “Angeli Neri” di Gianfranco Simonini, diario intimo di una vita spesa nel nucleo subacqueo dei Carabinieri a presidio della legalità e al servizio delle province ferite.

L’atto conclusivo e picco emotivo delle sessioni culturali ha proiettato sui monitor della platea i segreti dei grandi kolossal cinematografici. Marina Cappabianca ha guidato il pubblico nei retroscena psicologici della pellicola “Lo Squalo”, mentre Christian Pétron ha svelato i segreti ingegneristici delle riprese sottomarine del Titanic di James Cameron e dei film d’azione di Luc Besson, accoppiati al documentario d’archivio “Come un sasso nel mare” di Claudio Colombo sulla nascita della subacquea ligure. I registri dell’edizione 2026 sono chiusi e i database organizzativi archiviati per le future scadenze del 2027. Questo fine settimana d’autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a camminare sulle rive del lago a Trevignano Romano: la storia, la scienza e i pionieri degli abissi vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà tuffarsi nel blu per difendere la libertà del mare e la salute della terraferma, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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