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Autunno culturale a Roma: dall’Appia Day alla grande mostra di Keith Haring

Una settimana ricchissima di grande cultura e bellezze da scoprire nella Capitale! Dal 2 all’8 ottobre, Roma si anima con le aperture straordinarie per l’Appia Day (dal Sepolcro degli Scipioni a Sant’Urbano alla Caffarella) e il Tevere Day. Ma il vero grande evento della settimana è l’attesissima apertura della gigantesca e coloratissima mostra evento dedicata a Keith Haring presso gli spazi del Museo di Roma a Palazzo Braschi, con oltre 140 opere esposte. Non mancheranno laboratori didattici per bambini (sulle tracce del lupo al Museo di Zoologia) e affascinanti passeggiate archeologiche lungo le Mura Gianicolensi👇

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SantUrbano_alla_Caffarella

Roma – La straordinaria, millenaria e ineguagliabile offerta artistica e monumentale della Capitale torna finalmente a risplendere in tutto il suo immenso fascino autunnale, preparandosi ad accogliere cittadini e turisti con un calendario di eventi letteralmente sterminato. Dalle nuovissime e attesissime mostre internazionali alle approfondite conferenze d’arte accademica, passando inevitabilmente per le storiche, solenni e popolari celebrazioni pubbliche previste per l’Appia Day e il Tevere Day, la fitta programmazione culturale a Roma propone anche per questa prima e fresca settimana di ottobre un programma diffuso, capillare e minuzioso di incontri tematici, percorsi archeologici e attività didattiche (pensate intelligentemente anche per i più piccoli), volti alla continua riscoperta di antiche testimonianze e di monumenti recentemente e mirabilmente restaurati. Di seguito, proponiamo una ricchissima, utile e dettagliata selezione delle innumerevoli e lodevoli iniziative promosse direttamente da Roma Capitale (attraverso il prezioso lavoro dell’Assessorato alla Cultura) e coordinate magistralmente dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in programma da venerdì 2 fino a giovedì 8 ottobre 2026.

Le grandi mostre in arrivo: Keith Haring e l’arte contemporanea

Il cuore pulsante dell’arte visiva capitolina batterà fortissimo a partire dalle prestigiose e storiche sale del Museo di Roma a Palazzo Braschi, dove è in arrivo un evento di portata internazionale.
Dal prossimo 6 ottobre (e con apertura prolungata eccezionalmente fino all’11 aprile 2027) gli ampi spazi museali saranno totalmente dedicati al genio indiscusso e coloratissimo della pop art americana con la mostra evento “Art Without Borders”, incentrata sulla figura di Keith Haring. Con l’esposizione di oltre 140 preziose opere originali, arricchite da rarissimi materiali provenienti in prestito esclusivo dalla Nakamura Keith Haring Collection, l’incredibile percorso espositivo attraversa l’intera e fulminea carriera di uno tra i più riconoscibili e amati artisti del Novecento. I visitatori potranno ammirare poster, sculture e dipinti iconici, spaziando dalle prime e acerbe produzioni nella metropolitana di New York fino ai progetti finali e maturi, arricchiti da documenti e testimonianze inedite legate alla sua proficua presenza in Italia. Ma l’arte contemporanea troverà respiro anche a Villa Torlonia: presso la suggestiva Serra Moresca, a partire dal 3 ottobre, aprirà i battenti la mostra “The Props Assist the House” della talentuosa artista polacca Agnieszka Mastalerz. L’esposizione presenta la complessa e affascinante videoinstallazione “Supports” (2021), frutto di una profonda performance fisica e visiva realizzata a quattro mani insieme alla rinomata coreografa Elisabeth Schilling (visitabile fino al 22 novembre 2026). Segnaliamo inoltre il grande ritorno del ciclo “Incontriamoci alla GAM”: venerdì 2 ottobre alle ore 17.00, presso la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi, una brillante conferenza curata da Claudio Zambianchi (Sapienza Università di Roma) ricostruirà il complesso profilo pittorico di Amedeo Bocchi.

Appia Day e Tevere Day: la riscoperta dei simboli della Città Eterna

Il fine settimana romano sarà inoltre profondamente e gioiosamente segnato dal legame indissolubile e carnale tra la metropoli, la sua natura circostante e le sue vie d’acqua e di terra più celebri, grazie alle celebrazioni dell’Appia Day e del Tevere Day.
Sabato 3 e domenica 4 ottobre, la Sovrintendenza Capitolina proporrà un fittissimo programma di visite per onorare la via Appia Antica, fiero Patrimonio Mondiale UNESCO. Sabato 3 (alle 9.30) si apriranno in via del tutto eccezionale le antiche porte del Sepolcro degli Scipioni, mentre alle 10.30 una rarissima visita guidata all’interno di un’area privata offrirà una visione assolutamente insolita e suggestiva delle Mura di Aureliano e di Onorio (nel tratto compreso tra Porta San Sebastiano e via Cristoforo Colombo). Seguiranno esplorazioni alla Villa di Massenzio e itinerari panoramici sull’Aventino, dal Circo Massimo fino al Roseto comunale. Domenica 4 ottobre (ore 11.30) spicca invece la bellissima visita alla chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella, un antico e maestoso tempio romano recentemente e magnificamente restaurato. A partire da martedì 6 ottobre prenderà invece ufficialmente il via la nuova e attesissima edizione del Tevere Day, volta a rimettere in dialogo la città con il suo fiume biondo. Tra gli eventi più attesi: la visita agli ambienti seminterrati del Palazzo dell’Anagrafe per ammirare il grande affresco di Orfei Tamburi, e la passeggiata del giovedì (ore 15.00) in Piazza della Minerva, alla scoperta delle antiche e allarmanti lapidi idrometriche che ricordano i livelli di piena delle disastrose e storiche inondazioni capitoline.

Fine settimana per le famiglie, lupi e passeggiate segrete

La fitta e lodevole programmazione museale non si dimentica certamente delle nuovissime generazioni, offrendo nel weekend diverse e stimolanti iniziative didattiche rivolte specificatamente ai bambini e alle loro famiglie.
Sabato 3 ottobre (ore 11.00), il maestoso Museo dell’Ara Pacis ospiterà una speciale visita arricchita da un laboratorio di disegno creativo, ispirata al bel volume illustrato “Ara Pacis. Le voci di una storia”, con la graditissima presenza dell’autrice Cristiana Pezzetta. Domenica 4 ottobre, invece, il Museo Civico di Zoologia dedicherà un intero e avventuroso pomeriggio (dalle ore 15.00) alla scoperta scientifica di uno dei superpredatori più affascinanti in assoluto: il lupo di Gubbio. I giovanissimi potranno cimentarsi in laboratori di manipolazione dell’argilla e in indagini guidate per comprendere a fondo i segnali e il linguaggio segreto del branco. Ma Roma offre ancora moltissimo ai camminatori più instancabili: grazie ai cicli aMICi, Archeologia in Comune e Passeggiate Romane, si susseguiranno innumerevoli e prestigiose aperture straordinarie. Domenica 4 ottobre (ore 10.00) si potrà salire eccezionalmente sulla meravigliosa terrazza panoramica di Porta del Popolo per ammirare il Tridente dall’alto, mentre in mattinata partirà un affascinante itinerario urbanistico che costeggerà lo sviluppo edilizio novecentesco entro le Mura Gianicolensi, ammirando rarissimi villini storici. Giovedì 8 ottobre, infine, si andrà alla coraggiosa scoperta archeologica dell’Esquilino Meridionale (ore 11.30), esplorando antichi sepolcri dimenticati e i possenti e silenziosi resti dell’acquedotto imperiale che riforniva d’acqua la sfarzosa Domus Aurea di Nerone.

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Lo scudo dei conti in attivo salva il sindacato dei cronisti dall’asfissia dei tagli previdenziali: Pluralismo e Libertà blinda il bilancio di Stampa Romana

I conti del sindacato si tingono d’oro e la trincea della libertà di stampa conquista uno scudo formidabile per difendere il domani dell’informazione libera! La componente “Pluralismo e Libertà” esprime spiccata e fiera soddisfazione per lo sblocco e l’approvazione del bilancio consuntivo 2025 dell’Associazione Stampa Romana, chiuso con un eccezionale avanzo di gestione. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nella logistica sindacale dello Stato che sconfigge l’asfissia dei tagli previdenziali causati dal passaggio dell’Inpgi all’Inps, garantendo un comfort funzionale perfetto e welfare protetto per i cronisti under 35 dei nostri rioni. In asse con la FNSI e la Casagit, Pluralismo e Libertà blinda il merito dei professionisti della rete contro l’isolamento da smartphone: scoprite tutti i dettagli del reportage nel nostro articolo! 👇

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Stampa Romana sede

Roma – Un’ondata di solido rigore amministrativo, trasparenza contrattuale e fiera determinazione sindacale si propaga dai laboratori della comunicazione per invadere le cattedre dell’editoria dello Stato, trasformando i registri contabili in un’autentica officina di riscatto professionale, legalità economica e tutela dei diritti dei lavoratori. Il mondo dell’informazione indipendente e il comparto del giornalismo d’inchiesta, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dei palinsesti commerciali di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di difendere la libertà di espressione, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni di cronisti under 35 uno scudo impenetrabile contro il precariato. Oggi, mercoledì 30 settembre 2026, i monitor delle segreterie capitoline hanno registrato lo sblocco di un traguardo macroeconomico straordinario: l’ultimo Consiglio Direttivo ha approvato formalmente il bilancio consuntivo del 2025 dell’Associazione Stampa Romana, chiusosi con un solido e storico avanzo di gestione.

Il felice e attesissimo esito dei verbali finanziari è stato accolto con spavaldo orgoglio e incondizionata soddisfazione dai delegati di Pluralismo e Libertà, l’autorevole e combattiva componente sindacale d’élite stanziale nei gangli della FNSI, dell’Inpgi, della Casagit e della stessa Stampa Romana. La cabina di regia del coordinamento nazionale ha evidenziato in totale trasparenza e priva di filtri protettivi come i conti in perfetto equilibrio rappresentino il frutto maturo di una mobilitazione pluriennale e di un programma di prossimità focalizzato sul risanamento economico dell’ente. Non parliamo di un’operazione burocratica passeggera o riempitiva, ma del picco emotivo di una battaglia storica finalizzata a garantire risposte flessibili e un comfort funzionale perfetto alle tute blu della penna e del microfono, taccuino alla mano e passioni calde.

Dallo shock dei tagli Inpgi allo sbarco nell’Inps: l’ordito del risanamento economico

Il ruolino di marcia che ha scortato il sindacato verso questo equilibrio legale si annunciava irto di suspense e gravi criticità logistiche, a causa dei profondi stravolgimenti antropologici e normativi che hanno investito il Terzo Settore dell’editoria dello Stato. I registri contabili avevano subito una spaventosa asfissia finanziaria in seguito alla drastica e notevole riduzione dei contributi storici erogati dall’Inpgi. Un vuoto pneumatico macroeconomico generato dalla confluenza dell’istituto di previdenza dei giornalisti italiani all’interno dei database previdenziali dell’**Inps**, una riforma strutturale dello Stato che rischiava di provocare lo spopolamento dei servizi d’assistenza e l’esodo delle tutele nei rioni professionali del Lazio.

I dati della contabilità sindacale parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: l’avanzo di amministrazione blinda l’autonomia del sindacato, trasformando la solidità di bilancio nella risorsa terapeutica più potente per contrastare l’isolamento sociale dei free-press e dei collaboratori della provincia. «I conti in attivo costituiscono il segnale limpido e concreto che il cammino di rigore e onestà delle idee da noi tracciato sta elargendo i suoi frutti migliori», spiegano con assoluta fermezza civile e toni decisi i leader di Pluralismo e Libertà, firmando i registri della vittoria prima delle scadenze d’ottobre. «Rifiutiamo i moralismi di facciata e continueremo a fare squadra per consolidare questo patrimonio, assicurando un presidio forte di supporto legale, consulenza contrattuale e attività sul territorio a beneficio di tutti i giornalisti».

Lo scudo per la libertà di stampa ed i servizi di vicinato: le info utili di Stampa Romana

La postura della componente riformista blinda i Criteri dell’educazione permanente all’ascolto pulito e all’informazione libera da bavagli burocratici o condizionamenti dei mercati globali saturi, offrendo risposte flessibili di fronte alle sfide della transizione digitale dell’informazione web del 2027. La segreteria di Stampa Romana comunica che i database dei servizi per gli iscritti rimangono pienamente attivi e accessibili presso la sede centrale di Piazza della Torretta 36 a Roma, garantendo un comfort logistico eccellente per la gestione delle pratiche di welfare previdenziale e sanitario protetto, scacciando il torpore e le nevrosi della crisi occupazionale delle redazioni rionali.

I server digitali sono caldi e i canali della stampa specializzata sintonizzati per mappare i futuri congressi d’autunno. I dettagli completi sulle tessere associative e i moduli di contatto per interfacciarsi con la segreteria sono interamente accessibili consultando i portali digitali ufficiali della rete. Questo fine settimana d’inizio autunno spegnete le notifiche dannose degli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate in edicola a comprare un giornale vero o a sostenere i siti d’inchiesta della vostra provincia: scoprirete che finché lo Stato saprà difendere il merito, il pluralismo e la solidità economica dei propri giornalisti, il domani della nostra democrazia sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Il reportage investigativo nel Settecento libertino tra lettere segrete e ménage à trois: lo scrittore Andrea Perego lancia “Algarottino mio dolce”

L’oro del Settecento libertino incontra il rigore del giornalismo d’inchiesta e il tomorrow della saggistica storica celebra un debutto da record assoluto di avventure reali dello Stato! Il giornalista e archivista d’élite Andrea Perego torna in libreria con “Algarottino mio dolce – Il giovane Francesco Algarotti”, lo spettacolare nuovo volume elargito da Supernova Edizioni. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor dei lettori che fa collidere lettere d’amore segrete, ménage à trois a Londra e persino poesie censurate di re Federico II di Prussia indirizzate all’irresistibile intellettuale veneziano. In asse con l’editore Giovanni Distefano, il libro mette a terra un comfort funzionale perfetto per ventenni under 30 e famiglie per sconfiggere l’isolamento da smartphone e riscoprire i segreti privati della grande storia. Scoprite la recensione completa nel nostro articolo! 👇

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Andrea Perego

Venezia – Un’energia filosofica purissima, sfacciata e intensamente libertina erompe dagli Archivi di Stato per invadere l’intero Paese, offrendo alla platea la risorsa terapeutica ed etica più potente per contrastare lo scollamento emotivo e l’asfissia della vita quotidiana metropolitana. La grande saggistica storica e la scrittura nuda, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill dell’io e le fragilità biologiche dei ventenni, regalando alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di spensieratezza colta. Oggi, mercoledì 30 settembre 2026, il panorama editoriale indipendente celebra lo sblocco e la consacrazione di un volume dal devastante impatto documentario e antropologico: sbarca ufficialmente nelle librerie e nei digital store della rete “Algarottino mio dolce – Il giovane Francesco Algarotti”, il monumentale saggio firmato dal giornalista, archivista e paleografo Andrea Perego, elargito al mercato sotto l’egida protetta di Supernova Edizioni.

Il prezioso e ricercato libro si articola come un vero e proprio cantiere di giornalismo d’inchiesta applicato al XVIII secolo, sintonizzando i monitor dei lettori e dei collezionisti sul massimo livello di onestà intellettuale. Perego ha strutturato un programma pluriennale di ricerca d’area vasta in totale trasparenza e privo di filtri protettivi per ricostruire millimetricamente la giovinezza del letterato veneziano Francesco Algarotti (1712-1764), esaminando l’arco temporale che va dalla nascita fino al cruciale 1744. L’ordito del testo poggia sul monitoraggio di un immenso e tentacolare epistolario disperso nelle massime sedi europee, decifrando con rigore filologico carteggi inediti scritti in lingua francese, inglese, tedesca e italiana, per un interplay perfetto tra memoria storica e intrattenimento, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalla poesia censurata di re Federico II al ménage à trois: la trincea del cosmopolitismo

L’ordito narrativo di “Algarottino mio dolce” radiografa senza maschere o ipocrisie interpretative il mistero vivente di un cosmopolita, anticonformista e seducente viaggiatore, autore del celeberrimo best seller europeo del 1737 “Il Newtonianismo per le dame”. Questo giovanotto dallo sguardo dolce ha solcato le terre sconosciute dell’Illuminismo cavalcando un temperamento audace, inquieto e privo di barriere economiche. Mettendo a frutto un portfolio di soft skill non comuni, Algarotti ha esercitato un profondo impatto sulla cultura dello Stato, senza mai sacrificare le scadenze del piacere biologico e del divertimento rionale, scacciando il torpore e le nevrosi della provincia.

I dati della ricerca archivistica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: Perego ha rintracciato nei database e negli Archivi di Berlino persino una fiammeggiante poesia erotica che il sovrano **Federico II** aveva indirizzato a Francesco, un testo da secoli rimosso e censurato nei verbali e nelle pubblicazioni ufficiali sul re di Prussia. La biografia compie il miracolo di spingere lo spettatore dietro le quinte della grande storia, mostrando la quotidianità reale del Settecento: come il protagonista viaggiava lungo le autostrade gommate dell’epoca, dove alloggiava, come otteneva i finanziamenti contrattuali dalla famiglia e come si curava dalle epidemie biologiche, fino al resoconto spassoso e bislacco di un memorabile ménage à trois intavolato nei rioni di Londra e alle sue missioni segrete di spionaggio a Torino per conto della corona prussiana.

La cattedra della prosa d’eccellenza con Giovanni Distefano: le info sull’e-commerce

Il sodalizio e l’alleanza tra lo scrittore e l’editore Giovanni Distefano è nata anni fa in totale trasparenza proprio all’interno dei laboratori di lettura dell’Archivio di Stato di Venezia, dove Perego si distinse per la sua eccezionale e millimetrica velocità nel decifrare e trascrivere un’antica pergamena inospitale. Da quel fischio d’inizio, Supernova ha blindato nel proprio catalogo d’élite le migliori opere di Andrea Perego — tra cui spiccano i successi transnazionali tradotti in inglese e francese come *“Canova a Berlino”* e *“Barbara – Un affare di Stato”* —, celebrate dai critici dello Stato per una prosa asciutta, parole scelte con cura chirurgica, ritmo del periodare ed eleganza esecutiva superiore.

Il saggio delinea con risposte flessibili il lato squisitamente umano di Algarotti, fatto di debolezze biologiche e intemperanze che lo rendono un comfort funzionale perfetto per le nuove generazioni, dimostrando con i fatti che la vita reale sa essere infinitamente più avventurosa di un romanzo di plastica. La direzione logistica comunica che i database di vendita sono attivi e i canali della stampa specializzata pronti. I dettagli sul costo del volume e i moduli d’acquisto digitali sono interamente accessibili consultando i portali di e-commerce della rete o il sito ufficiale della casa editrice. Questo fine settimana d’autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e aprite le pagine di questo libro: la giovinezza sfolgorante di Francesco Algarotti vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà coltivare l’intelligenza e la libertà dei costumi, il nostro domani sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Premio Alessandra Bisceglia 2026: riconoscimento speciale a FERPI per la comunicazione nella salute

Come si combattono le pericolose fake news nel delicato e fondamentale mondo della salute? La Commissione Scienze della Vita di FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), magistralmente coordinata da Alex Dell’Era, ha ricevuto un prestigioso e meritato riconoscimento speciale all’Università LUMSA di Roma, nell’ambito del celebre Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia. Il premio certifica il grande impegno della Commissione nel promuovere una comunicazione sanitaria profondamente etica e responsabile nell’era caotica e veloce dei social network e dell’Intelligenza Artificiale👇

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Ales DellEra mentre ritira il Premio

Roma – All’interno di un ecosistema sanitario globale e nazionale che si presenta ogni giorno sempre più articolato, ramificato e intrinsecamente complesso, inevitabilmente segnato e plasmato dall’impressionante e inarrestabile velocità di trasmissione dell’informazione, dalla moltiplicazione caotica delle fonti e dal prepotente avvento di nuovi, potenti e non sempre regolamentati strumenti digitali, la delicatissima questione della “fiducia” del cittadino diventa non solo centrale, ma vitale. Ed è proprio per premiare pubblicamente il profondo, etico e costante impegno profuso nel promuovere fattivamente una solida e imprescindibile cultura della comunicazione responsabile e verificata nell’immenso ambito delle Scienze della Vita, che l’autorevole Commissione Scienze della Vita di FERPI (l’autorevole Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) ha meritatamente ricevuto un importantissimo riconoscimento speciale. La prestigiosa premiazione si è solennemente e ufficialmente celebrata nella giornata di ieri, 29 settembre 2026, all’interno della magnifica e accademica cornice dell’Università LUMSA di Roma, in occasione del tanto atteso e celebrato decennale del rinomato Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia, storicamente e nobilmente dedicato alla Comunicazione Sociale e al giornalismo d’inchiesta e approfondimento.

Il valore del riconoscimento: promuovere il dialogo nella salute

Questo importante e ambito riconoscimento nazionale non è affatto un semplice encomio di rito, ma valorizza concretamente e certifica pubblicamente il lungo, faticoso e virtuoso percorso intrapreso dalla Commissione Scienze della Vita, magistralmente e sapientemente coordinata dalla figura di Alex Dell’Era.
Il premio celebra e riconosce l’indubbio merito della promozione capillare del Manifesto per la comunicazione responsabile nella salute e la costante attività di profonda riflessione etica e di alta divulgazione scientifica, sviluppata coerentemente attorno a un principio cardine e ineludibile: comunicare i temi legati alla salute pubblica non significa e non deve significare soltanto informare passivamente il lettore con sterili dati tecnici, ma deve contribuire attivamente a costruire un saldo rapporto di fiducia, a sostenere intelligentemente l’innovazione medica e, soprattutto, a migliorare in modo tangibile la qualità delle umane relazioni intercorrenti tra le fredde istituzioni centrali, l’ermetica comunità scientifica accademica, i professionisti della salute che operano quotidianamente sul campo, le grandi e medie imprese del settore farmaceutico e, infine, i comuni cittadini. Nelle motivazioni ufficiali del premio, lette durante la solenne cerimonia accademica romana, si elogia a chiare lettere la Commissione “per aver fortemente contribuito a valorizzare il ruolo nevralgico e strategico della comunicazione nell’ecosistema della salute, attraverso un approccio rigorosamente etico, profondamente inclusivo e totalmente orientato all’esclusivo interesse pubblico”.

Le parole di Alex Dell’Era: “La salute è una narrazione corale”

A ritirare l’ambito e prestigioso premio, accogliendolo con palpabile e sincera emozione a nome dell’intera e vasta squadra di professionisti che compone la Commissione, è stato lo stesso coordinatore, che ha voluto immediatamente condividere una profonda e necessaria riflessione metodologica e umana sul ruolo del comunicatore moderno.
“Nessuno, assolutamente nessuno, da solo, può pensare di avere la presunzione di raccontare un mondo vasto come la salute”, ha commentato a caldo un visibilmente emozionato Alex Dell’Era a margine della solenne cerimonia di consegna. “La salute pubblica è prima di tutto un sistema complesso e ramificato e, se è un sistema, anche la sua complessa comunicazione deve inevitabilmente esserlo di riflesso. È proprio per questa precisa e ineludibile ragione che noi crediamo fortemente nella coralità assoluta dell’informazione: questo non significa affatto banalizzare il discorso e cantare tutti in coro la stessa medesima e piatta nota, ma significa al contrario riconoscere l’immenso valore di innumerevoli voci, di competenze verticali e di responsabilità profondamente diverse tra loro, creando attivamente le migliori condizioni affinché queste preziose professionalità possano incontrarsi in un tavolo comune, ascoltarsi attivamente, confrontarsi lealmente e contribuire tutte insieme al benessere sociale. Perché nel delicato e sacrale ambito della salute, la fiducia del paziente e del cittadino non nasce mai, e non nascerà mai, da chi semplicemente urla la sua verità parziale parlando più forte degli altri, ma unicamente dalla reale e complessa capacità di ascoltare pazientemente e di mettere finalmente e saggiamente in sana e rispettosa relazione le innumerevoli voci che ne fanno concretamente parte”.

Dal giornalismo all’Intelligenza Artificiale: la sfida della verità

Il bellissimo e profondo riconoscimento assegnato a FERPI arriva e si concretizza proprio in un momento storico, sociale e tecnologico estremamente delicato per il mondo dell’informazione globale, coincidente in maniera simbolica con il glorioso decennale del Premio Alessandra Bisceglia, originariamente e nobilmente nato per sostenere e valorizzare un giornalismo di matrice fortemente sociale, realmente capace di raccontare le umane fragilità, la disabilità e il doloroso calvario delle malattie rare rimettendo sempre e fieramente al centro di tutto la dignità inalienabile della persona.
Nel corso dell’intensa, lunga e formativa giornata accademica interamente dedicata al Premio, la dettagliata ricerca scientifica presentata in aula magna dal professor Raffaele Lombardi (apprezzato associato di Sociologia della comunicazione dell’Università LUMSA) e le due seguitissime e partecipate tavole rotonde in programma, hanno affrontato senza timore o censure le spaventose e repentine trasformazioni del moderno giornalismo sociale. L’avvento prorompente dell’Intelligenza artificiale generativa, i nuovi e abbreviati linguaggi digitali imposti dai social network, lo strapotere delle piattaforme di condivisione globali e la moltiplicazione incontrollata, caotica e spesso anonima delle fonti di informazione non verificate, stanno cambiando radicalmente, rapidamente e forse irreversibilmente il modo stesso di produrre e, di conseguenza, di consumare criticamente l’informazione da parte degli utenti. In questo inquietante scenario tecnologico in continua e magmatica evoluzione, una domanda amletica attraversa trasversalmente tanto il puro giornalismo d’inchiesta quanto la delicata comunicazione istituzionale della salute: come si può, oggi, continuare a raccontare “bene”, in modo approfondito ed eticamente ineccepibile, quando il crudele mercato dell’algoritmo spinge inesorabilmente e spietatamente l’editoria a raccontare tutto semplicemente “più velocemente”? Il riconoscimento alla Commissione Scienze della Vita riporta saggiamente il tema al suo punto d’origine: autorevolezza, verità fattuale e fiducia cieca da parte del lettore non dipendono mai soltanto dalla mera e fredda quantità delle informazioni riversate a cascata sulla rete, ma dalla rara e altissima qualità umana e intellettuale delle relazioni che la sana comunicazione è ancora tenacemente capace di costruire.

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