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Cultura

La spiritualità mistica di Iris Calif: i versi della pluripremiata poetessa israeliana

Un meraviglioso ed emozionante viaggio letterario e mistico nei versi pluripremiati di Iris Calif, una delle voci più affascinanti, profonde e spirituali della poesia israeliana contemporanea! Discendente di un’antica famiglia di cabalisti, la scrittrice unisce la tradizione ebraica a temi universali come l’amore, la natura, l’anima e il sacro. In Italia, grazie all’eccellente traduzione a cura di Angela Kosta, possiamo finalmente assaporare l’incanto di opere magnifiche come “La sposa del deserto” e “Il fiore di Iris del tuo cuore”, che le hanno già fatto vincere decine di premi in tutto il mondo👇

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Iris Calif

Roma – Il panorama complesso, variegato e affascinante della poesia contemporanea internazionale si arricchisce costantemente di voci capaci di travalicare con estrema eleganza i rigidi e angusti confini geografici, unendo indissolubilmente culture millenarie, profonda spiritualità e pura bellezza estetica. Tra queste eccellenze assolute spicca prepotentemente la figura di Iris Calif, illustre scrittrice, ispirata poetessa, talentuosa ballerina, editrice e attenta traduttrice di poesia in lingua ebraica. Discendente fiera e diretta di una storica famiglia di cabalisti, l’autrice interpreta e declina la propria scrittura in versi come l’espressione massima e purissima di una sensibilità spirituale, mistica e profonda, indissolubilmente e tenacemente legata alla sacra tradizione ebraica, al potere salvifico della fede, all’universalità dell’amore e all’incessante e faticosa ricerca interiore. “E mentre volo con il volo della mia anima spirituale, porterò l’aureola santa della luce della mia voce ebraica d’amore, nel mondo eterno delle ali della colomba dello spirito di Dio, pace della terra vivente”, ama affermare poeticamente la stessa Calif per descrivere la sua nobile e pacifica missione artistica e letteraria nel mondo odierno.

Riconoscimenti globali e l’impegno per la poesia mondiale

L’impegno intellettuale e culturale della poetessa israeliana assume quotidianamente dimensioni e proporzioni letteralmente e magnificamente globali.
Membro attivissimo e rispettato dell’Associazione degli Autori e degli Editori di Musica in Ebraico in Israele (ACUM), Iris Calif si occupa egregiamente delle fondamentali relazioni estere per la nota e prestigiosa rivista online di cultura, letteratura e arte “The Direction of the Holy Spirit Wind”. Le sue opere sono state magistralmente tradotte in decine di lingue (tra cui arabo, cinese, bengalese e nepalese). I prestigiosi riconoscimenti internazionali non si sono certo fatti attendere: solo nel 2024 ha trionfato in Italia ricevendo il prestigioso Premio Internazionale per la Letteratura “La Città del Galateo” a Milano. Ad oggi, Iris Calif ha già donato alle stampe ben tre fortunati volumi poetici: “In una lane affascinante respira Lolita” (2001), “Luna selvaggia e pura” (2017) e “La figlia di Dio” (2020). Grazie all’eccellente e sapiente lavoro di traduzione e cura editoriale portato a termine in Italia dalla professoressa Angela Kosta, il vasto pubblico nostrano può oggi immergersi totalmente e meravigliosamente nella lettura dei versi profondi della Calif. Di seguito proponiamo una preziosissima selezione integrale delle sue opere più toccanti e celebri, partendo da “Il fiore di Iris del tuo cuore”.

IL FIORE DI IRIS DEL TUO CUORE

Mio amato,
nella corona del cuore del fiore di Iris,
nel paradiso,
verso una dorata alba
dipinta nei tuoi occhi.

La preghiera della terra umida
dalla pioggia del sole sacro
ha mutato la sua voce.

Il vento nascosto soffia;
i segreti della mia luna selvaggia danzano.

Mi spoglio degli abiti della mia anima,
fiore di Iris,
dinanzi alla riva del fiume
dell’aureola del tuo corpo.

Sono la ballerina nuda,
il fiore di Iris vivente del cielo,
che danza nel tuo cuore,
nell’Iris vivente.

Le mie labbra bagnate
sussurrano
la purezza della bellezza umana
nell’oscurità della notte d’amore.
Questa notte respiro
verso
il fiore di Iris
del tuo cuore.

Questa delicatissima e passionale opera affronta magistralmente l’eterno tema dell’amore umano attraverso un linguaggio poetico fortemente ed elegantemente simbolico. Il bellissimo fiore dell’Iris si trasforma magicamente nell’immagine centrale e assoluta di purezza interiore, bellezza estetica, rinascita e spiritualità pura. La figura evocativa e fragile della “ballerina nuda” introduce magistralmente nel testo una dimensione fisica di totale e fiduciosa vulnerabilità, in cui il corpo umano non appare mai volgarmente separato o distante dall’anima spirituale, ma diventa miracolosamente parte integrante e attiva di una più ampia ed elevata esperienza trascendentale, dove luce e oscurità si fondono dolcemente.

Corpo, deserto e umanità nei versi de “La figlia di Dio”

La grandissima e rara abilità compositiva di Iris Calif si muove costantemente, sapientemente e delicatamente sul sottile, fragile e invisibile filo che separa e unisce perennemente la dimensione prettamente umana e terrena a quella puramente ed esclusivamente sacra e divina.
Nei bellissimi ed estratti componimenti integrali tratti dal suo pluripremiato volume “La figlia di Dio”, l’autrice trasforma sapientemente le semplici immagini della natura e i simboli cosmici in potentissimi strumenti di narrazione interiore del proprio animo vibrante.

DANZA UMANA

Nel fiume della notte,
il cipresso dei tuoi occhi
lega la mia anima,
mentre lo spirito nudo
raggiunge il mio mondo innocente
in una rumorosa danza della mente.

Danza per il tuo amore,
purificando il mio corpo
secondo i tuoi desideri.

I venti delle tue stelle mi attraversano,
sommergendo i sensi nell’aureola del sole,
raccolto silenziosamente
nella corona del cielo.

La mia passione si sgretola,
avvolta nella solitudine del tuo cuore,
e la luna è fragile,
un lampo di anima dorata
in una danza umana.

IL MIO CORPO
(L’umanità di fronte al cancello dell’universo)

I fiumi di sole, il battito della notte,
e io sono un piccolo grano nudo.

Una luna viola respira nella sua grandezza
tra i suoni della pioggia,
mentre raccolgo la mia giovinezza.

Nuda nel viola, taciturna,
avvolgo la mia casta memoria vergine.

La mia anima crea,
bagnando d’amore il cielo,
il paradiso, i campi di sicuro riparo.

E io sono una corona di grano d’oro,
con il mio corpo nudo di fronte al cancello dell’universo.

LA SPOSA DEL DESERTO

Nella calma preghiera delle tue piogge
si manifesta la virtù dell’amore.

Nella veste di Dio,
osserva il mio corpo:

candido silenzio, il vento,
l’oscurità che porta l’amore,
il desiderio di far crescere il mio sogno.

E la candela d’estate
si accende di una vita santa.

Regna nella corona dell’inverno
la scrittura della mia anima.

La sera la mia passione crea,
fa nascere l’esistenza.

La notte
respira con affanno
sulla sabbia del pascolo del mondo
E, nella conoscenza del cielo,
io sono la sposa del deserto.

Una voce ebraica moderna, antichissima, potente, universale e assolutamente necessaria nel caotico e rumoroso panorama intellettuale dei nostri tempi odierni, per ricordarci costantemente, come scrive l’autrice, che: “E nella mia anima vivente di Iris, il mio spirito danza la voce vivente della vita sacra di Dio”.

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Cultura

Tornano i Giovedì della Cultura a Casa dei Carraresi: 29 incontri tra arte, scienza e storia

La grande cultura gratuita torna protagonista assoluta a Treviso! La Fondazione Cassamarca ha ufficialmente presentato il ricchissimo e sterminato programma della nuova stagione de “I Giovedì della Cultura” a Casa dei Carraresi. Dal prossimo 8 ottobre fino al maggio 2027, ben 29 incontri imperdibili spazieranno dalla grande letteratura allo sport, passando per l’impiego dei robot per la tutela dell’arte e un focus speciale sulle donne esploratrici del passato. Tutti gli appuntamenti, sostenuti da Banca delle Terre Venete, saranno seguiti da speciali menù a tema del bistrot interno. Scopri il calendario completo👇

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valentina confuorto

Treviso – La grande, vivace e inarrestabile macchina della divulgazione culturale trevigiana si rimette felicemente, ufficialmente e solennemente in moto, preparandosi a regalare all’intero territorio veneto e a tutti gli appassionati un’altra stagione autunnale e invernale ricchissima di stimoli intellettuali e intellettivi. L’attesissima, nuova e corposa stagione dei “Giovedì della Cultura”, la storica e fortunata rassegna organizzata minuziosamente dalla Fondazione Cassamarca all’interno dei prestigiosi ed eleganti spazi di Casa dei Carraresi, è infatti pronta a riaprire i battenti per l’edizione 2026/2027. Il menù intellettuale offerto quest’anno è letteralmente sterminato, variegato e affascinante: i temi più classici e tradizionali, come la grande arte, la storia antica, la letteratura classica e la musica d’autore, si alterneranno fluidamente e sapientemente a sguardi curiosi, multidisciplinari e originali che toccheranno ambiti di studio spesso trascurati o considerati di nicchia. Si parlerà apertamente e approfonditamente di preziosi tessuti antichi, dell’intrigante storia millenaria degli scacchi, dei fortissimi e insospettabili legami esistenti tra la scienza moderna e la letteratura umanistica, o tra il mondo dell’arte figurativa e quello dello sport agonistico. Ma non solo: troveranno ampio spazio anche la complessa industria farmaceutica moderna, i rivoluzionari e nuovi mezzi scientifici e tecnologici (come i robot) messi attivamente al servizio della vitale tutela del nostro immenso patrimonio culturale, l’affascinante studio della genealogia familiare, l’analisi dei musei d’impresa italiani e moltissimo altro ancora. Una vertiginosa e imperdibile carrellata composta da ben 29 incontri di altissimo spessore, che hanno tutti in comune un unico, nobile e dichiarato intento: offrire alla cittadinanza un appuntamento fisso, settimanale e totalmente gratuito con la cultura a tutto tondo.

Il debutto, la tecnologia e il ruolo centrale delle donne

La lunga, ricca e maratonetica serie di eventi culturali (nata con grandissimo successo nel lontano 2019 e arrivata oggi all’incredibile e ragguardevole traguardo dell’incontro numero 216) prenderà ufficialmente e solennemente il via il prossimo giovedì 8 ottobre, mantenendo saldo l’orario fisso e tradizionale delle ore 18:00.
Come da consolidata e lodevole abitudine democratica, tutti i preziosi e interessanti appuntamenti saranno messi a completa disposizione di un pubblico globale anche attraverso la diretta streaming e il caricamento sul canale ufficiale YouTube della Fondazione Cassamarca, permettendo a chiunque di scaricare, rivedere e studiare gratuitamente gli incontri passati. Il primissimo e atteso incontro inaugurale sarà magistralmente affidato ad Alessandra Geromel, nota ed esperta studiosa di tessuti antichi, che svelerà segreti e misteri manifatturieri legati a doppio filo anche al ricco territorio veneto. Nelle settimane successive, il programma prenderà letteralmente il volo verso orizzonti inesplorati: si parlerà delle meravigliose e caratteristiche altane veneziane con Elisabetta Pasqualin, mentre Arianna Trabiglia (espertissima ricercatrice internazionale di fama mondiale, considerata non a caso dalla celebre e autorevole rivista Forbes come una delle 100 donne più influenti e potenti dell’intero pianeta, nonché attuale guida del prestigioso Centre for Cultural Heritage Technology) condurrà il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta delle modernissime tecnologie e dei robot impiegati per contrastare duramente il traffico illecito di opere d’arte. Anche l’universo e l’indispensabile mondo femminile saranno fortunatamente e giustamente al centro nevralgico di svariati e mirati incontri: Corrado Occhipinti Confalonieri, firma dell’autorevole rivista Storica (National Geographic), traccerà un profilo dettagliato del ruolo delle donne tra Medioevo e Rinascimento, mentre l’esperta giornalista di viaggi Silvia Ugolotti farà scoprire le avventurose e coraggiose biografie di grandi esploratrici del passato. Notevole e delicato anche l’appuntamento dedicato alla difesa digitale e reale dei minori, affidato alla giovane, attivissima e bravissima fondatrice di ProtectionForKids, Annachiara Sarto.

Il sostegno del territorio e i menù speciali a tema

La grandiosa e complessa rassegna intellettuale trevigiana non è soltanto un momento di pura e semplice didattica frontale, ma rappresenta un vero e proprio e florido ecosistema culturale, sostenuto con enorme forza e convinzione dalle migliori e più radicate realtà produttive e finanziarie del territorio veneto.
L’intera lunghissima stagione è infatti realizzata e resa possibile grazie all’indispensabile, generoso e fondamentale contributo economico garantito da Banca delle Terre Venete (appartenente al solido Gruppo BCC Iccrea). Il presidente dell’istituto bancario, Gianfranco Sasso, ha voluto fieramente, pubblicamente e convintamente ribadire l’impegno sociale e civico dell’azienda: «Rinnoviamo con estrema e forte convinzione il nostro totale e incondizionato sostegno ai Giovedì della cultura organizzati magistralmente da Fondazione Cassamarca. Parliamo di una rassegna di tutto rilievo, importanza e prestigio non solo per la bellissima città di Treviso, ma per l’intero, vasto e operoso territorio circostante. Sostenere una cultura così aperta, multidisciplinare e capace di parlare fluidamente a tutto il pubblico significa contribuire in modo concreto, tangibile e fattivo alla crescita culturale e mentale della nostra meravigliosa comunità locale». A completare meravigliosamente e deliziosamente l’offerta sensoriale delle serate ci penserà il celebre e raffinato “Bistrot ai Carraresi”, che proporrà in occasione di ogni singolo evento degli speciali menù culinari a tema, creati per l’occasione e strettamente e concettualmente collegati agli argomenti sviscerati durante le singole conferenze (spaziando dalla ricca merenda pomeridiana alla cena elegante), permettendo così al pubblico di vivere un’esperienza totale e immersiva tra mente, arte, cultura e ottimo cibo italiano.

Il calendario completo degli appuntamenti: da ottobre a maggio

Di seguito, per permettere a tutti gli interessati di segnare tempestivamente e diligentemente le date in agenda, riportiamo l’elenco integrale e completo di tutti gli incontri programmati per questa immensa ed emozionante stagione 2026/2027 a Casa dei Carraresi.

  • 8 ottobre 2026: La ricerca della novità nella moda del Settecento (A. Geromel)
  • 15 ottobre 2026: Le altane di Venezia (E. Pasqualin)
  • 22 ottobre 2026: Ippolito Nievo (P. Ruffilli)
  • 29 ottobre 2026: Cave, fornaci e fornaciai (M. Scroccaro e E. Alongi)
  • 5 novembre 2026: La tavola nell’Ottocento (A. Cipolla)
  • 12 novembre 2026: Scienza e letteratura tra microbi e parole (G.M. Anselmi e D. Zannoni)
  • 19 novembre 2026: Una certa idea di rugby (E. Lucchese)
  • 26 novembre 2026: Alpini, storie di uomini e uniformi (F. Bruno)
  • 3 dicembre 2026: Migrazioni italiane in Europa (G. Miazzo)
  • 10 dicembre 2026: Operazione Odessa (F. Bettuzzi)
  • 17 dicembre 2026: Donne fra Medioevo e Rinascimento (C. Occhipinti Confalonieri)
  • 14 gennaio 2027: Dietro la cura: l’industria farmaceutica (P. Stagni)
  • 21 gennaio 2027: La storia del Prosecco (E. Zucchi)
  • 28 gennaio 2027: La sfida contro il traffico di beni culturali (M. De Bernardin)
  • 4 febbraio 2027: La satira di Luciano di Samosata (M. Tosello)
  • 11 febbraio 2027: Architettura e politica nella Venezia del Rinascimento (L. Trevisan)
  • 18 febbraio 2027: Genealogia e storie di famiglia (G. Giusto)
  • 25 febbraio 2027: Esploratrici e viaggiatrici (S. Ugolotti)
  • 4 marzo 2027: I robot al servizio della cultura (A. Traviglia)
  • 11 marzo 2027: La difesa dei minori (A. Sarto)
  • 18 marzo 2027: Il caffè simbolo dell’Italia (B. Foglia)
  • 24 marzo 2027: Le musiche di Pasqua (S. Marighetto e D. Tempesta)
  • 8 aprile 2027: I diari delle musiciste (P. Gallo)
  • 15 aprile 2027: Sirene sì, ma a che prezzo? (V. Confuorto e C. Miatello)
  • 22 aprile 2027: Storia degli scacchi nel Medioevo (G. Lovison)
  • 29 aprile 2027: Arte e sport (D. Gullí)
  • 6 maggio 2027: Dal Vaticano al Museo del Ghisallo (C. Gentilini)
  • 13 maggio 2027: Guardare l’America con gli occhi di F.S. Fitzgerald (S. Antonelli)
  • 20 maggio 2027: I 100 anni dell’Ist. Diocesano di Musica Sacra (D. Tempesta e S. Trevisi)

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Cultura

Letteratura e resilienza: incontro con Anna Maria Rengo alla BCT

Un appuntamento dedicato alla letteratura che esplora temi universali attraverso una storia autentica. Giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 17:00, la Biblioteca Comunale Terni ospiterà un nuovo incontro del ciclo “Caffè Letterario”, dedicato alla presentazione del romanzo Testarda come una sarda di Anna Maria Rengo, edito da Tevere Edizioni. All’incontro interverrà Valeria Masala.

Il romanzo racconta la storia di Valeria, protagonista le cui giornate scorrono inizialmente senza particolari emozioni, fino a quando un incontro inaspettato rivoluziona la sua esistenza, riaprendole le porte dell’amore. La serenità che Valeria aveva raggiunto, tuttavia, ha breve durata e la protagonista si trova costretta a dare un nuovo senso alla propria vita.

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Anna Maria Rengo

Caffè Letterario alla Biblioteca Comunale di Terni: incontro con Anna Maria Rengo, autrice di “Testarda come una sarda”

Redazione-  Un appuntamento dedicato alla letteratura che esplora temi universali attraverso una storia autentica. Giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 17:00, la Biblioteca Comunale Terni ospiterà un nuovo incontro del ciclo “Caffè Letterario”, dedicato alla presentazione del romanzo Testarda come una sarda di Anna Maria Rengo, edito da Tevere Edizioni. All’incontro interverrà Valeria Masala.

Il romanzo racconta la storia di Valeria, protagonista le cui giornate scorrono inizialmente senza particolari emozioni, fino a quando un incontro inaspettato rivoluziona la sua esistenza, riaprendole le porte dell’amore. La serenità che Valeria aveva raggiunto, tuttavia, ha breve durata e la protagonista si trova costretta a dare un nuovo senso alla propria vita.

Dalle esperienze di Valeria nasce una maggiore comprensione del dolore, proprio e altrui, insieme alla volontà di continuare a perseguire i propri sogni. Il romanzo si propone così come una storia capace di trasmettere un messaggio positivo, mostrando come l’amore per se stessi e per il prossimo, la forza di volontà e la capacità di progettare il futuro possano diventare strumenti fondamentali per rialzarsi anche dopo le cadute più difficili.

Anna Maria Rengo

Durante l’appuntamento, Anna Maria Rengo condividerà il proprio percorso creativo e parlerà delle tematiche affrontate nel romanzo. Valeria Masala interverrà come relatrice, offrendo la propria prospettiva sul testo e favorendo il dialogo con il pubblico. L’incontro sarà moderato da Alessandra D’Egidio.

La Biblioteca Comunale Terni conferma così il proprio ruolo di punto di riferimento culturale per la città, promuovendo occasioni di incontro capaci di avvicinare lettori e autori in un contesto informale, partecipato e stimolante.

L’appuntamento è in programma giovedì 8 ottobre 2026 alle ore 17:00 presso il Caffè Letterario della Biblioteca Comunale Terni (BCT) e sarà a ingresso gratuito. Un’occasione pensata per chi desidera conoscere più da vicino la scrittura di Anna Maria Rengo, approfondire le tematiche del suo romanzo e confrontarsi direttamente con l’autrice e con gli altri protagonisti dell’incontro.

Per ulteriori informazioni sugli eventi della Biblioteca Comunale Terni, è possibile consultare i canali ufficiali della struttura.

Anna Maria Rengo

Testarda come una sarda porta con sé una riflessione sulla capacità di ricominciare, sulla forza interiore e sulla possibilità di trasformare anche le esperienze più dolorose in occasioni di crescita. Ne abbiamo parlato direttamente con Anna Maria Rengo.

Il titolo è già di per sé provocatorio: cosa significa essere “testardi” in senso positivo?

È una domanda essenziale. La testardaggine, spesso vista come difetto, diventa qui virtù. Essere “testarda come una sarda” significa avere quella tenacia mediterranea che ti impedisce di arrenderti, anche quando la vita mette a dura prova la tua serenità. Non è ostinazione fine a se stessa, ma una scelta consapevole di non perdere mai la speranza.

La protagonista Valeria attraversa una trasformazione radicale. Quanto c’è di autobiografico nel suo viaggio?

C’è sempre un pezzo di noi nelle nostre creazioni. Valeria rappresenta quelle parti di noi che tutti riconosciamo: il desiderio di realizzare i propri sogni e passioni, la capacità di rinascere dopo le cadute, l’amore per se stessi e per il prossimo. Ho attinto dalle emozioni umane universali più che dalla mia esperienza personale diretta.

Nell’era dei social media, dove tutto è effimero, perché scrivere ancora una storia che parla di progetti a lungo termine?

Viviamo nell’epoca dell’immediatezza, ma la vera realizzazione richiede pazienza e costanza. Il messaggio che voglio lanciare è che l’amore per se stessi e per il prossimo, uniti alla progettualità, sono le fondamenta per costruire qualcosa che duri nel tempo, non solo per sopravvivere alle crisi, ma per trasformarle in opportunità.

 

Il dolore sembra centrale nel suo romanzo. Come si può trovare un senso alla sofferenza senza banalizzarla?

Questa è la sfida principale. Non vorrei mai banalizzare il dolore, sia proprio che altrui. Nel romanzo cerco di mostrare come si possa reagire positivamente e in maniera costruttiva anche alle esperienze più drammatiche. Valeria impara che il dolore non va evitato, né purtroppo potrebbe farlo, ma compreso, e da questa comprensione può nascere una crescita autentica volta a far sì che possa riprendersi la propria vita e a metterla anche al servizio degli altri.

Perché una storia sarda? Esiste una connessione speciale con la Sardegna o il nome ha un significato simbolico?

La protagonista è originaria della Sardegna, anche se la maggior parte della vicenda si svolge in altri luoghi italiani. Questa isola mi affascina per la sua cultura millenaria e la sua resistenza identitaria. Ma il termine ha anche una risonanza fonetica giocosa che funziona bene nel titolo. L’importante è che il lettore percepisca quella forza, quella capacità di resistere alle avversità mantenendo il sorriso. E, non ultimo, Testarda come una sarda è anche il soprannome, nella vita reale, di Valeria!

Qual è la differenza tra “speranza” e “ottimismo” secondo lei?

L’ottimismo è spesso una disposizione naturale, mentre la speranza è una scelta attiva. Si può essere ottimisti senza sforzo, ma la speranza richiede impegno quotidiano. Come scrivo nel libro: “Senza perdere la speranza, e nemmeno il sorriso”. Il sorriso non nega la difficoltà, ma dimostra la volontà di andare avanti nonostante essa.

Cosa vorrebbe che portasse via il lettore dalle pagine del suo libro?

Vorrei che chiunque chiuda Testarda come una sarda abbia la consapevolezza di possedere dentro di sé le leve per rialzarsi. Che capisca che le cadute, anche le più impreviste come quella di Valeria, fanno parte del percorso e possono diventare un nuovo punto di partenza. Ma soprattutto, che non perda mai di vista la bellezza di perseguire i propri sogni, qualunque essi siano.

 

Sta lavorando a qualcosa di nuovo?

Non posso svelare troppo, ma sì, ci sono nuove storie in gestazione. Ogni opera nasce da un bisogno di dire qualcosa che non è stato detto prima. Resterà comunque quel filo rosso di aderenza al vero che caratterizza il mio modo di scrivere.

 

Quale consiglio darebbe a chi si avvicina per la prima volta alla scrittura?

 

Scrivere ciò che davvero sentite, non ciò che pensate di dover scrivere. Siate onesti con voi stessi e rispettosi della sensibilità di chi leggerà. La scrittura è un atto di coraggio: non abbiate paura di esporvi. E ricordate: anche i migliori scrittori hanno iniziato con pagine imperfette.

 

Se potesse descrivere il suo libro in tre parole, quali sceglierebbe?

Speranza, resilienza, amore. Sono le colonne portanti non solo del romanzo, ma della filosofia di vita che vorrei trasmettere attraverso di esso.

In un’epoca che ci invita a correre, Anna Maria Rengo ci ricorda che la vera forza sta nel restare fermi nelle proprie radici e nel credere che ogni caduta può diventare un’opportunità di rinascita.

 

Cover, Testarda come una Sarda

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Cultura

La collisione finale contro le Ombre scuote le trame del tempo e decide il destino di Elliot: svelati i segreti de “L’Ultimo Sigillo”

I confini del tempo si frantumano e il tomorrow della letteratura fantasy d’avanguardia celebra un finale da record assoluto di suspense ed emozioni! Vengono svelati oggi ufficialmente i verbali descrittivi di “L’Ultimo Sigillo”, l’attesissimo capitolo conclusivo dell’imponente “Saga del Sigillo”. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor dei lettori che vede il giovane Elliot ereditare il potere antico di suo padre Chris per scendere in trincea, al fianco di Mathilda, in una guerra invisibile contro le forze delle Ombre. Un ordito perfetto privo di filtri protettivi che costringe l’eroe under 30 a sfidare le barriere biologiche di passato e futuro in un comfort funzionale perfetto che rifiuta i cliché commerciali per sconfiggere l’isolamento da smartphone e le nevrosi della modernità. Scoprite tutti i dettagli del lancio nel nostro articolo! 👇

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L'ultimo Sigillo,cover

Roma – Un’energia ancestrale, oscura e intimamente drammatica si propaga dai laboratori della letteratura d’avanguardia per invadere l’immaginario dei lettori dello Stato, trasformando la saggistica fantasy in un’autentica officina di riscatto civile, risorsa terapeutica ed educazione permanente ai grandi bivi etici dell’esistenza umana. La narrativa epica e i romanzi d’azione pura, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i conflitti profondi dell’io e le fragilità biologiche delle nuove generazioni, offrendo alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore del consumismo liquido. Oggi, martedì 29 settembre 2026, la cabina di regia editoriale ha sbloccato una notizia carica di immenso spessore emotivo e suspense per tutti i collezionisti di saghe letterarie: sono stati ufficialmente svelati i testi dei verbali descrittivi per il fischio d’inizio de “L’Ultimo Sigillo”, l’attesissimo capitolo conclusivo che sigillerà per sempre le scadenze della fortunata *Saga del Sigillo*.

L’ordito dell’opera, programmato per abitare i monitor dei digital store e gli scaffali delle librerie della provincia nei prossimi mesi autunnali, si articola come un viaggio specchio iper-emotivo e privo di filtri protettivi in cui ogni singola scelta compiuta dai protagonisti esige un prezzo macroeconomico e spirituale spaventoso, dove il costo finale si rivela essere l’interezza dell’esistenza stessa. Per forgiare la trama di questo atto conclusivo, la scuderia degli autori ha strutturato un programma pluriennale d’area vasta in totale trasparenza, finalizzato a far collidere la dolcezza dei sentimenti familiari alla rabbia pulita di una guerra invisibile, garantendo un comfort funzionale perfetto e risposte flessibili alla fame di storie d’avanguardia delle comunità dei lettori, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’eredità biologica di Chris al potere antico di Elliot: la trincea contro le Ombre

Il ruolino di marcia della narrazione riprende il proprio cammino esatto laddove le vecchie pagine andate già a rubato nei ricordi degli appassionati si erano interrotte. Quando il destino di Chris sembrava aver finalmente rintracciato un equilibrio legale e protetto dopo i traumi del passato, ecco che il Sigillo meccatronico manifesta la sua totale intolleranza verso la pace stabile, compiendo una nuova, spietata e geometrica selezione biologica. Suo figlio, il giovane Elliot, si ritrova stanziale a ereditare un potere antico, inospitale e pericolosamente denso di risonanze esoteriche, un dono millimetrico che lo scorta di peso in trincea a ridosso del perimetro di una guerra invisibile e spietata contro le forze delle **Ombre**, verso un destino da cui nessun viandante dello Stato è mai riuscito a fuggire.

I dati della sinossi parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: al fianco del giovane eroe scenderà in prima linea, facendo squadra con un interplay perfetto, l’immensa e fiera figura di Mathilda. I due personaggi sono incatenati da un legame indissolubile e contrattuale che viaggia in totale trasparenza oltre i confini del tempo e le barriere dell’asfissia quotidiana. La battaglia finale del 2026 rifiuta radicalmente i moralismi o i paternalismi di facciata dei vecchi canovacci stereotipati: lo scontro non riguarda unicamente il binarismo ordinario tra il Bene e il Male dei rioni popolari, ma aggredisce ingegneristicamente le leggi della fisica e il fluire del tempo stesso, costringendo Elliot a spingersi oltre ogni limite per salvare la biosfera e le persone che ama, scacciando il torpore, azzerando le distanze burocratiche tra passato e futuro.

I sacrifici senza ritorno del capitolo finale: info e canali per i collezionisti della rete

La narrazione procede come un mosaico mozzafiato di luci e ombre in cui il ragazzo si troverà a dover sfidare e decifrare verità spaventose, capaci di frantumare e radere al suolo tutto ciò in cui aveva ciecamente credito fin dal fischio d’inizio del suo viaggio. L’Ultimo Sigillo blinda un finale intenso, oscuro e sorprendente in cui alcune scelte non offrono alcun margine di ritorno o sintonizzazione artificiale e determinati sacrifici biologici cambiano l’intera logistica dell’universo letterario. Si combattono così in modo flessibile l’isolamento sociale e le nevrosi generate dall’asfissia dei dispositivi digitali e degli smartphone personali, offrendo ai ventenni uno scudo culturale e un porto sicuro in grado di valorizzare i soft skill dell’immaginazione pulita e della responsabilità civile, limitando l’esodo delle menti verso i palinsesti commerciali riempitivi.

La direzione logistica della casa editrice comunica che i controlli tecnici sulle bozze di stampa e le schede dei formati digitali e-book sono ultimati per assicurare un comfort volumetrico e visivo eccellente a tutta la cittadinanza rionale e alle scolaresche della provincia. I database delle prenotazioni per il volume cartaceo sono caldi e i canali della stampa specializzata attivati per mappare le risposte della platea. Questo fine settimana d’autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e aprite le pagine di un libro: l’atto conclusivo della Saga del Sigillo vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà lottare oltre ogni limite per difendere l’onestà dei propri sentimenti e l’alleanza con chi ama, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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