IL CARNEVALE ABRUZZESE NELLE SUE MASCHERE
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Per tradizione, i protagonisti sono: Re Carnevale, la Vedova (interpretata da un uomo), il Dottore, il Notaio, i Carabinieri e lo Speziale. Re Carnevale è l’approssimazione satirica di personaggi politici e storici. Viene vestito da boss o potentato con interpretazioni che variano dalla caricatura bonaria alla smodata negatività. Rappresenta l’anno passato ed è un simbolo di distruzione-creazione. Il rogo del fantoccio conclude un ciclo naturale e ne inaugura un altro in preparazione della primavera ventura, fecondando la Terra con le proprie ceneri. Tra tutte le figure della festa, meritano particolare attenzione i Pulcinelli abruzzesi bianchi e colorati perché, oltre ad essere i più ancestrali, rivelano la natura semidivina del rinnovamento vegetale. Infatti, presentano un enorme copricapo conico fiorito, ornato da zagarelle (nastri e lacci) e indossano un abito ricco di simboli di potere (mazze fiorite e fruste). Presiedono allo svolgimento delle feste e, simbolicamente, al riassetto dell’ordine naturale delle cose: morte-vita, inverno-primavera, buio-luce, etc. L’abito del Pulcinella abruzzese Di foggia variabile, realizzato con materiali di recupero, l’abito in genere è costituito da una casacca in tela ampia con bottoni (forse un richiamo ai semi).
Pantaloni ampi e diritti. Solitamente la stoffa è bianca ma, raramente, l’abito può essere colorato (in genere di rosso). Indispensabile il fischietto. Nelle cuciture delle maniche e del pantalone sono inserite delle frange o strisce rosse (riferimento simbolico ai germogli). Il tutto è arricchito da toppe colorate e specchietti (simboli floreali). A sottolineare la predisposizione al comando e la natura disciplinante sono gli stivali, un grosso cinturone, una bandoliera, sciarpe pendenti sul petto, campanacci e bubboli (sonagli tondeggianti simili a quelli dei mammuttones sardi), frusta lunga, spada o bastone decorati e infiocchettati. Il viso può essere tinto di nerofumo per rappresentare la presenza di un’entità semi-divina. Ma ciò che li rende inconfondibili sono i colossali cappelli conici, simbolo del legame tra terra e cielo, fisico e metafisico. Quanto all’origine del personaggio, è più probabile che la maschera di Pulcinella sia stata trasmessa alla commedia dell’arte dal mondo tradizionale che viceversa. Infatti, mentre nella commedia dell’arte assume un ruolo umano, nella tradzione riveste un significato semi-divino legato a una figura vegetale come il Majo, suggerendo una probabile anteriorità storica.
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