CRISI ABITATIVA IN ABRUZZO, L’UNIAT LANCIA L’ALLARME
- Scritto da Barbara Del Fallo
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Edilizia residenziale pubblica insufficiente, mercato delle compravendite frammentato e aumento dei canoni di locazione
Redazione - In Abruzzo è emergenza abitativa: alanciare l’allarme è l’Uniat (Unione nazionale inquilini ambiente territorio) Abruzzoche sottolinea come l’edilizia residenziale pubblica (ERP), che dovrebbe rappresentare il principale strumento di risposta sociale, ad oggi risulta insufficiente e in parte inutilizzato nonostante un patrimonio rilevante. Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, gli alloggi Ater disponibili sono 4.500 all’Aquila, 4.330 a Pescara, 2.023 a Lanciano, 854 a Teramo, a cui si aggiungono gli immobili comunali (101 a Teramo e 740 a Pescara).
“Malgrado le disponibilitàdi alloggi– spiegaRoberta Polce,presidente Uniat Abruzzo –c’è un forte squilibrio tra domanda e offerta pubblica.A subirne le conseguenze sono principalmente gli anziani con pensioni minime che non riescono a sostenere i canoni di mercato, gli studenti che trovano pochi alloggi accessibili nelle città universitarie e le famiglie a basso reddito o con lavoro precario che restano escluse sia dal mercato privato che da quello pubblico. A ciò si aggiunge la mancanza di solidi interventi per l’efficientamento energetico e per l’inclusività abitativa che contribuiscono, in siffatto contesto, ad aggravare unmercato immobiliareprivato chenon riesce a compensare le carenze del sistema pubblico”.
Per quanto riguarda lecompravendite di immobili, nel primo semestre del 2025, si è registrata una crescita su base regionale del +4,7% (71 transazioni ogni 10.000 residenti), meno della media nazionale (+9,3%).Ma la crescita è disomogenea nelle quattro province: L’Aquila +16,2%, Chieti +43,5% (+0,9% nei comuni della provincia), Pescara +5,3%, Teramo +17,4%,a conferma di unmercato frammentato e poco inclusivo.Larichiesta di mutuiper l'acquisto della prima casa domina il mercato abruzzese delle compravendite, rappresentando oltre il 59-60%dellemodalità utilizzate per l'acquisto, dato aggiornato a marzo 2026.L'importo medio richiesto si aggira sui €116.646, con Pescara che registra richieste più elevate (circa €122.000), con tassi medi (TAEG) attorno al 3,3% - 3,4%.
Per quanto riguarda il mercato dellalocazione, in Abruzzo c’è stata una forte crescita dei canoni, con un aumento stimato attorno al 4-7% nel primo semestre del 2025, con una domanda che supera ampiamente l'offerta, trainata da bilocali/trilocali e dalla presenza universitaria, in particolare a Chieti e Pescara. I prezzi medi ad inizio 2026 superano gli 8€/mq mensili, evidenziando una costante e continua ascesa.
A livello nazionale si sono registrati oltre 1,33 milioni di nuovi contratti di locazione nello scorso anno, con una crescita del 4,4% su base annua. La forte domanda, spesso legata all'impossibilità di acquistare casa, ha causato un aumento dei canoni medi del 5,15%, con picchi superiori nelle grandi città.Si osserva un significativo aumento dei contratti a canone concordato (3+2) e agevolati per studenti (+5,3% annuo)per ovvie ragioni di economicità anche fiscale.
Le dinamiche nazionali, secondo l’Uniat, incidono in modo più marcatoinAbruzzo, dove il mercato è meno dinamico e le condizioni sociali sono più fragili. E dove insiste unacrisistrutturalelegata alla carenza di offerta ediproposte eincentivi fiscalinonchéstrumenti di garanzia per favorirel’accesso alla casa. Infatti, anche se i dati mostrano apparentemente un quadro che ad oggi sembra sostenere il mercato immobiliare,dall’altro mostrano evidenti criticità e fratture che nel lungo periodo potrebbero condurre ad uno sfruttamento del patrimonio immobiliare a danno delle fasce più deboli.
Nonostante la crescita della domanda di acquisto favorita dall’andamento favorevole dei tassi dei mutui e dal buon rendimento degli affitti brevi, nonostante i prezzi vantaggiosi degli immobili a bassa efficienzaenergetica, vi sono altri dati che rallentano il mercatoquali i costi per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico nonchél’aumento generale dei prezzi.
“Ilproblema si concentra sulla sostenibilità dell’offertaabitativacon l’attuazione di politiche di intervento che sianoin grado di influenzarelescelte future essenziali al pieno riconoscimento del diritto alla casa– aggiunge Roberta Polce -.Uniat Abruzzo riconosce quanto sia necessario collaborare in un’ottica di pieno raggiungimento del bene comune ed in questa prospettiva nonmancheràdi proporre iniziative che possano dare voce e sostegno ai più fragili e bisognosi. La casa rappresenta un vero e proprio snodo capace di favorire o meno inclusione e integrazione o, al contrario, di contribuire all’esclusione sociale dei soggetti più deboli. Diventa quindi un tema centrale anche delle politiche di coesione sociale per il recupero e la rigenerazione urbana che dovrebbero vedere coinvolte associazioni a livello regionale e locale per una programmazione preventiva degli interventi”. “Ènecessario– conclude la presidente Uniat Abruzzo -un cambio di passo con interventi strutturalidirecupero e riassegnazione degli alloggi inutilizzati, riqualificazione del patrimonio, fondo regionale stabile per il sostegno all’affitto, incentivi al canone calmierato, immissione sul mercato degli immobili vuoti e definizione di un Piano Casa 2026–2030. Mentreil mercato cresce lentamente, aumenta l’esclusione abitativa. Senza un piano integrato, il diritto alla casa rischia di diventare sempre più selettivo”.
