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SOTTO LA LENTE - INTERVISTA AL SINDACO DI TAGLIACOZZO

Vincenzo Giovagniorio Vincenzo Giovagniorio

Redazione- Oggi per la rubrica SOTTO LA LENTE, ho il piacere di intervistare il Sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio. I punti dell'intervista sono forti, la sanità marsicana, territoriale, il brutto momento sociale che stiamo vivendo......<<

Buonasera Sindaco

1. Come sta gestendo questo anno così convulsivo?
Non avrei mai immaginato di concludere questo mandato amministrativo nelle impellenze di dover far fronte ad un’emergenza sanitaria che ha coinvolto così intensamente anche la nostra realtà locale. Non è facile, ma unitamente alla mia squadra amministrativa e ai dipendenti comunali, siamo impegnati quotidianamente per cercare di supportare tutti i Concittadini in ogni loro bisogno, sia inerente la patologia pandemica, qualora ne fossero stati investiti direttamente o indirettamente, sia per tutte le negative conseguenze, anche di ordine sociale ed economico, dovute al covid.Ora subentra l’evenienza che anche io sono risultato positivo al Covid, ma grazie a Dio non ho sintomi tali che mi impediscono di lavorare da casa. Spero di poter tornare presto alla piena operatività.
2. Il problema della sanità in Abruzzo, non è uscito da questo anno, ma esiste da svariati anni, perché non si è riuscito a risolvere nulla?
È vero, anni di tagli dovuti ad una politica poco saggia della riorganizzazione dei servizi sanitari sia a livello nazionale sia a livello locale hanno prodotto una rispondenza assolutamente inadeguata alle esigenze di questo frangente. Tuttavia devo anche rimarcare che, in questi ultimi mesi, la nuova dirigenza della Asl1 Abruzzo si è dimostrata assolutamente inadeguata a fronteggiare tutti i vari aspetti di questa emergenza. Sopratutto per il fatto che almeno da maggio era stata ampiamente prevista una seconda ondata di contagi. È davanti agli occhi di tutti, anche di chi non vuol vedere, che a differenza dell’organizzazione posta in essere dalle altre Asl regionali (Pescara, Teramo e Chieti), qui nella Marsica e più in generale nella provincia di L’Aquila la situazione è stata gravemente deficitaria sotto ogni punto di vista: dalla prevenzione, all’operatività delle strutture sanitarie, alla carenza di personale medico, infermieristico e socio-sanitario non provveduto per tempo.
3. Le decisioni del governo, per il contenimento del propagarsi dell'epidemia, le sembrano consone alla situazione territoriale?
Nella prima fase, le drastiche decisioni poste in essere dal Governo nazionale hanno contenuto in maniera sicuramente ottimale il contagio su quasi tutto il Territorio italiano. Certo non possiamo dimenticare le enormi sofferenze di alcune province della Lombardia, ma in quei luoghi il disastro si è compiuto sicuramente per agenti non riconducibili a decisione di ordine politico e amministrativo, sicuramente in futuro verranno acclarate le casualità che hanno provocato l’infierire del virus su quelle popolazioni. Ora sembra, in questo periodo autunnale, che ci sia quasi una certa assuefazione ad essere dannosamente meno accorti nel rispettare le disposizioni. Certo, bisogna evitare che si torni al blocco totale delle attività, onde scongiurare ancor più gravi ed irreparabili danni all’economia della Penisola, tuttavia bisogna anche che tutti i Cittadini siano compresi di un grande senso di responsabilità e anche di sacrificio temporaneo (cosa a cui purtroppo non siamo più abituati), per ripristinare un clima di maggior guarentigia della salute di tutti, a giovamento anche delle funzioni sociali ed economiche del Paese.
4. Purtroppo con le chiusure obbligate, di diversi esercizi, si rischia che alcuni resteranno chiusi per sempre. Com'è è a situazione a Tagliacozzo?
Tagliacozzo ha goduto negli scorsi mesi estivi di una presenza eccezionale di turisti e di persone che sul nostro Territorio comunale hanno una seconda casa, quindi dallo scorso 3 giugno, data della riapertura dei confini regionali, la nostra realtà si è popolata di quasi il quintuplo delle ordinarie presenze. Tutto ciò ha favorito sicuramente una immediata e abbondante iniezione di entrate economiche per le attività commerciali ed imprenditoriali della Città che hanno prodotto un immediato ristoro rispetto alle perdite del periodo di marzo, aprile e maggio e un successivo vantaggio di guadagni che si è prolungato per tutti i mesi estivi. Non abbiamo constatato - grazie a Dio - la chiusura di attività commerciali dovuta alla crisi per l’emergenza pandemica, se qualche fenomeno del genere si è verificato, è sicuramente per ordinarie altre casualità.
 
5. La crisi del polo Ospedaliero di Avezzano, era immaginabile, dopo la chiusure di diversi ospedali nel territorio limitrofo?
Poteva - anzi doveva - essere prevista, sopratutto da parte di chi era stato preposto all’amministrazione dei servizi sanitari per indicazione del governo regionale. D’altronde avvisaglie della debolezza delle nostre strutture sanitarie ne avevamo già avute, sopratutto in Avezzano, dove il Pronto soccorso, al di là del covid, è da sempre in affanno. Non a caso, fin dall’inizio del mio mandato, insieme agli altri sindaci della Marsica, siamo stati coinvolti dalla prima amministrazione Di Pangrazio per supportare la municipalità di Avezzano alla progettazione e alla costruzione di una nuova struttura ospedaliera che fosse all’avanguardia per funzionalità ed efficienza rispetto all’attuale vecchia di quasi quarant’anni. Ora, con tutte le risorse economiche che lo Stato nazionale e l’Europa stanno riversando sulla sanità in generale e sui servizi sanitari locali, speriamo che possa essere al più presto ripreso questo fondamentale progetto di sicurezza e di civiltà per i circa 145.000 abitanti della Marsica e per i quasi altrettanti cittadini afferenti per mille motivi a questo territorio.
 
6. Una lotta, da anni, per ridare l'anima all'ospedale di Tagliacozzo, oggi come stiamo messi?
L’ospedale di Tagliacozzo ha trovato ormai da più di un decennio la sua vocazione: i due reparti di riabilitazione cardiologica e di riabilitazione neuromotoria, grazie alle alte professionalità mediche, infermieristiche e socio-sanitarie, costituiscono un fiore all’occhiello delle strutture riabilitative dell’intera Regione. Di questo ne andiamo fieri poiché nell’ottica di una riorganizzazione generale e di un’implementazione della sanità abruzzese, Tagliacozzo può e dovrà svolgere una valida e dignitosa funzione di supporto al sistema di assistenza medica regionale. In questo periodo autunnale purtroppo abbiamo subito l’imprevisto di un cluster di contagi all’interno della nostra struttura dell’Umberto I, ma nonostante le grandi e gravi difficoltà e carenze, il nostro personale medico, infermieristico e socio-sanitario ha saputo rimboccarsi le maniche e ha dimostrato quelle doti di non comune professionalità di cui accennavo prima. Sono stati eroici nel momento della difficoltà, saranno in grado di ripristinare a pieno i servizi riabilitativi per cui pretenderemo i potenziamenti sempre promessi e mai attuati. Certo, in questo quadro, non potrà essere neanche ipotizzato un ridimensionamento del Punto di primo intervento, nell’ottica di supporto e di sgravio del Pronto soccorso di Avezzano, di copertura di un vasto e frequentato territorio montano e anche nella garanzia di una presenza medica notturna per emergenze che potrebbero verificarsi tra i ricoverati del Presidio stesso.
7. Purtroppo molte persone, in questo brutto periodo, hanno assimilato troppo tutta la geopolitica mediatica del virus, ed ora soffrono di disturbi di sonno , ansia, ecc. Non le sembra che i miei colleghi hanno troppo strumentalizzato il tutto, e non solo i miei colleghi?
Il fenomeno che stiamo vivendo in questi mesi è di tale e grande portata e novità che suscita inevitabilmente la curiosità e la sete di saperne sempre di più. I cittadini, anche grazie agliulteriori mezzi di comunicazione, quali ad esempio i social network, sono quotidianamente “bombardati” di notizie, ma anch’essi si rendono il più delle volte facile bersaglio di questa “gragnuola di colpi” dell’informazione. Bisogna riconoscere un grande merito a tutta la categoria dei giornalisti e degli operatori dell’informazione che sta svolgendo un ruolo meritorio per questo fondamentale servizio, anche se tra di essi non manca chi svolge la professione in maniera a volte strumentale e scorretta. Tuttavia ritengo che i disturbi, sopratutto psicologici, dovuti in gran parte alla eccezionale pressione mediatica di un così grave evento, siano dovuti anche ad un livello culturale il più delle volte basso che troppo spesso coinvolge in maniera dannosa gli animi fin troppo deboli e influenzabili di molti cittadini. A volte poi, la smania di protagonismo, porta anche numerosi medici ad intervenire con l’esternazione di teorie che, nella diversità delle opinioni, provocano ancor più confusione tra le persone. C’è bisogno di una razionalizzazione delle informazioni, sia da parte del singolo cittadino>>.
Ultima modifica ilMartedì, 01 Dicembre 2020 19:44

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