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La Calabria si fa trincea d’avanguardia per il riscatto artistico del Mezzogiorno: a Badolato debutta il festival “VE.DE.RE.” e nasce la rete dei teatri del Sud

Il domani del teatro d’avanguardia e lo scudo civile del lavoro culturale si uniscono in Calabria per un evento da record assoluto di emozioni! Da giovedì 1° a domenica 4 ottobre 2026, lo splendido borgo di Badolato (CZ) ospita “VE.DE.RE.”, la spettacolare edizione zero della rassegna-vetrina ideata da C.Re.A. – Centro di Residenza Artistica della Calabria (Teatro del Carro e Dracma) e protetta dal Ministero della Cultura (MiC). Un viaggio specchio iper-emotivo e completamente GRATUITO che unisce quattro messinscene da brivido — dalle coreografie di Maya Oliva e Gaetano Palermo allo shock politico del Kollettivo Kontrora a Palazzo Gallelli — al secondo attesissimo “Incontro con le Residenze al Sud”. In asse con Theatron 2.0 e il critico Renzo Francabandera, i teatri del Mezzogiorno firmeranno un imponente Manifesto programmatico per sconfiggere l’isolamento da smartphone e difendere il merito dei giovani talenti. Scoprite il ruolino di marcia nel nostro articolo! 👇

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Badolato – Un battito sotterraneo, fiero e carico di accesa speranza civile percuote i borghi antichi e le pietre monumentali dello Jonio, trasformando la provincia meridionale in un’autentica officina di pensiero nudo, risorsa terapeutica ed educazione permanente ai linguaggi del corpo e della scena. L’arte drammatica e la danza contemporanea, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dei palinsesti commerciali di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le ferite storiche dei territori, offrendo alle famiglie e ai giovani un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dell’omologazione globale. Da giovedì 1° a domenica 4 ottobre 2026, la splendida e fiera cornice di Badolato (CZ) si trasformerà nella capitale teatrale dell’Italia meridionale: i locali del Teatro Comunale e le sale storiche di Palazzo Gallelli terranno a battesimo la nascita di VE.DE.RE., la prima, eccezionale e attesissima vetrina degli esiti dei percorsi di ricerca promossa dai laboratori di C.Re.A. – Centro di Residenza Artistica della Calabria.

Il monumentale festival, orchestrato con assoluto rigore filologico e spavaldo ottimismo dal binomio d’eccellenza composto dalle scuderie del Teatro del Carro e di Dracma, blinda un programma pluriennale d’avanguardia interamente protetto e finanziato dal Ministero della Cultura (MiC), all’interno del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, e dai fondi PAC della Regione Calabria – UOA Cultura. Non parliamo di una convenzionale sfilata riempitiva di spettacoli già pronti per il mercato, ma di un cammino di prossimità a ingresso libero programmato per mostrare al pubblico, ai cittadini e ai critici dello Stato i processi nascosti della creazione pura: il tempo speso nei laboratori, il monitoraggio dei germi creativi, il merito dello studio e l’interplay biologico tra i performer, le comunità rionali e gli spazi fisici della terra calabra, taccuino alla mano e passioni calde.

Dallo shock corporeo di “Bow” alle pietre parlanti di Palazzo Gallelli: il cartellone del festival

Il ruolino di marcia della kermesse si accenderà ufficialmente nella prima serata di giovedì 1° ottobre 2026 alle ore 21:15 sulle assi del Teatro Comunale con il debutto di “BOW”, un’intensa, sognante e spietata restituzione finale del progetto coreutico ideato a quattro mani da Gaetano Palermo e Michele Petrosino, che verra quest’ultimo salire in trincea sul legno accanto al talento del giovane Nicolò Russo. Il secondo round del festival, fissato per venerdì 2 ottobre alle 21:15, abiterà la scena con l’esplorazione solitaria di Maya Oliva all’interno della performance multimediale intitolata “In perpetual blooming, despite the gods”, un ordito perfetto di testi e gesti meccatronici incentrato sul concetto di fioritura interiore perpetua contro i disastri del tempo, offrendo risposte flessibili alle fragilità della condizione umana contemporanea e scacciando le nevrosi causate dall’isolamento virtuale.

Il fine settimana di Badolato svelerà un continuo crescendo di suspense e onestà intellettuale: sabato 3 ottobre alle ore 19:30 i riflettori si accenderanno sul saggio civile “In via del tutto eccezionale”, un monologo affilato di Claudio Fidia nato in fitta joint venture strategica con lo scrittore Alessandro Paschitto, autore di una drammaturgia priva di filtri protettivi che colpisce dritto allo stomaco del conformismo borghese. L’atto conclusivo e picco emotivo di VE.DE.RE. si consumerà nella mattinata di domenica 4 ottobre alle ore 12:15 tra gli stucchi secolari di Palazzo Gallelli, dove la scuderia del Kollettivo Kontrora presenterà lo spettacolo “Quattro pezzi facili meno una”; la messinscena, guidata dai testi di Giovan Battista Picerno e dalla regia millimetrica di Francesco Aiello, vedrà l’onestà interpretativa dell’attore Francesco Gallelli materializzarsi a ridosso immediato della platea, abbattendo ogni barriera economica e azzerando le distanze con i viandanti della cultura.

L’alleanza strategica con la rete “Residenze al Sud” e la scrittura del Manifesto politico

Parallelamente alle esibizioni sul palco, Badolato aprirà i propri laboratori decisionali per ospitare, a partire dal 2 ottobre, l’imponente e fittissimo Incontro nazionale con le Residenze al Sud, un tavolo tecnico di eccezionale rilievo istituzionale organizzato in totale trasparenza in collaborazione con l’équipe di Theatron 2.0 e promosso dal centro IAC Arti Integrate. Le sessioni plenarie riprenderanno il cammino di coesione sociale inaugurato a Matera nel dicembre 2024, con l’obiettivo fondamentale di fare squadra tra le organizzazioni teatrali di Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Sicilia e Calabria. Le realtà del Mezzogiorno operano infatti all’interno di contesti regionali disomogenei, esposte all’asfissia di risorse macroeconomiche ridotte al ribasso e alla carenza di infrastrutture nei rioni interni dell’Appennino: il summit calabrese metterà queste differenze al centro dei verbali per edificare una rappresentanza stabile, capace di contrastare lo spopolamento culturale e limitare l’esodo delle migliori intelligenze artistiche meridionali.

I dati della mobilitazione parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il benessere collettivo dello spettacolo dal vivo esige contratti stabili, tutele sindacali per i tecnici under 35 e regole chiare. Al tavolo dei lavori siederanno i delegati delle pubbliche amministrazioni locali e i dirigenti dei servizi ministeriali, chiamati a confrontarsi senza ipocrisie commerciali sui Criteri di finanziamento del Terzo Settore. L’esito più atteso della tre giorni sarà la stesura collettiva e la firma di un vero e proprio Manifesto politico e programmatico delle Residenze al Sud, uno scudo normativo e un promemoria etico da lanciare nel dibattito dello Stato centrale per rivendicare la dignità della ricerca artistica. A radiografare e registrare i flussi del dibattito sarà il critico Renzo Francabandera, fondatore dell’autorevole rivista Paneacquaculture, che curerà il report conclusivo dell’iniziativa.

I biglietti e gli allestimenti del Teatro Comunale: le info utili della segreteria

La direzione logistica di C.Re.A. Calabria comunica che i controlli tecnici sugli impianti acustici e sulle sale del Teatro Comunale sono ultimati per assicurare un comfort funzionale e volumetrico perfetto alle famiglie, ai giovani e a tutta la cittadinanza rionale. Gli allestimenti di Palazzo Gallelli garantiranno un’accessibilità universale e priva di barriere economiche, accogliendo il pubblico in un perimetro di spensieratezza colta per dimostrare che le relazioni umane dal vivo valgono infinitamente più delle sintonizzazioni artificiali della rete.

I motori della macchina teatrale sono caldi, i canali della stampa specializzata sintonizzati e i registri del Manifesto pronti per essere siglati per le scadenze del prossimo fine settimana di ottobre. I dettagli completi sul palinsesto di VE.DE.RE. e i moduli di contatto per interfacciarsi con l’ufficio stampa sono interamente accessibili consultando i database digitali dell’ente. Questo fine settimana spegnete per un giorno le notifiche dannose degli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e scendete in strada a Badolato: gli artisti, i registi e i teatri del Sud vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la nostra terra saprà unire le proprie forze per difendere la libertà dell’arte e la dignità del lavoro operaio, il domani del Mezzogiorno non avrà mai paura del buio.

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«Bum-e Azadi»: gli artisti afghani in esilio guardano alla Biennale di Venezia 2028

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Bum-e Azadi

VENEZIA — Un gruppo di artisti e operatori culturali afghani in esilio ha dato vita a «Bum-e Azadi», una nuova rete culturale nata con l’obiettivo di rafforzare i legami tra gli artisti afghani nel mondo e promuovere la presenza dell’arte contemporanea afghana sulla scena internazionale.

Come primo passo, la rete ha riunito a Venezia 16 artisti contemporanei afghani provenienti da diverse parti del mondo, in un incontro dedicato alla discussione delle possibilità e delle modalità di una partecipazione dell’Afghanistan alla Biennale di Venezia 2028.

L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto sul futuro dell’arte contemporanea afghana, sulle difficoltà affrontate dagli artisti costretti a vivere fuori dal Paese e sulle possibilità di costruire nuovi spazi di rappresentazione e dialogo internazionale.

Secondo i promotori, «Bum-e Azadi» vuole creare una piattaforma di collaborazione tra artisti, curatori, ricercatori e operatori culturali afghani, superando le distanze geografiche e mantenendo vivo il rapporto con la produzione culturale afghana.

Tra gli obiettivi della rete vi è anche l’esplorazione di un possibile percorso verso la presenza dell’Afghanistan alla Biennale di Venezia del 2028, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’arte contemporanea.

La nascita di «Bum-e Azadi» si inserisce in un contesto segnato dalla crescente dispersione della comunità artistica afghana. Negli ultimi anni, numerosi artisti e professionisti della cultura hanno lasciato il Paese, continuando il proprio lavoro dall’estero.

Per gli organizzatori, la diaspora non rappresenta soltanto una condizione di separazione, ma può diventare anche una rete internazionale capace di mettere in relazione esperienze, linguaggi e prospettive diverse sull’Afghanistan contemporaneo.

Il percorso verso il 2028 è ancora nelle sue fasi iniziali. L’incontro di Venezia costituisce tuttavia il primo passo pubblico di un progetto che punta a dare maggiore visibilità internazionale agli artisti afghani e a mantenere l’arte contemporanea come spazio di espressione, memoria e confronto.

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Il riscatto civile della critica musicale rottama i falsi miti della rete e incorona Federico Guglielmi: a Faenza debutta l’11° Forum del Giornalismo

I custodi della critica rock salgono in trincea contro l’asfissia delle fake news dei social e il tomorrow della musica indipendente celebra a Faenza l’evento più atteso dell’anno dallo Stato! Il 3 e il 4 ottobre 2026, la Sala del Consiglio Comunale ospita l’XI edizione del prestigioso “Forum del giornalismo musicale”, diretto da Enrico Deregibus nell’ambito del MEI di Giordano Sangiorgi. Un viaggio specchio iper-emotivo e completamente GRATUITO che vedrà la consegna della Targa Mei Musicletter a Freak Out Magazine e lo sblocco del Premio Michele Manzotti per incoronare i 50 anni di carriera del mostro sacro Federico Guglielmi. Spazio al seminario accreditato per l’Ordine dei Giornalisti sulla canzone d’autore e all’esclusivo live acustico shock della cantautrice Lamante (Giorgia Pietribiasi). Un comfort funzionale perfetto per ventenni under 30 e famiglie per sconfiggere l’isolamento da smartphone: scoprite il programma completo nel nostro articolo! 👇

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Faenza – Un’ondata di prorompente fermento intellettuale, rigore saggistico e fiera onestà espressiva si propaga dalle storiche sale istituzionali della Romagna per invadere i palinsesti della comunicazione dello Stato, trasformando i banchi della politica locale in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità intellettuale. La critica musicale e il giornalismo d’inchiesta applicato alle sette note, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito e le risposte flessibili della cultura contemporanea, offrendo alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi liquidi. Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026, lo sfolgorante scenario della Sala del Consiglio Comunale di Faenza (RA) terrà a battesimo il solenne fischio d’inizio e il ruolino di marcia dell’undicesima, attesissima edizione del Forum del giornalismo musicale.

La monumentale manifestazione d’area vasta, concepita con assoluto rigore filologico e spavaldo ottimismo dall’ideatore Giordano Sangiorgi e diretta con precisione millimetrica dal giornalista Enrico Deregibus, si inserisce come il perno centrale e il visual anchor del ricco palinsesto del MEI (Meeting degli Indipendenti). Nei suoi primi due lustri di attività, il cantiere formativo ha blindato un portfolio d’eccellenza, scortando e coinvolgendo in totale trasparenza circa cinquecento professionisti dello Stato in prima linea tra grandi testate cartacee, monitor delle webzine, frequenze radiofoniche e canali TV. Un programma pluriennale di prossimità pianificato per far collidere la memoria storica alle sfide della transizione digitale, azzerando le distanze burocratiche tra la critica e le nuove generazioni di lettori, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalla Targa Mei Musicletter al Premio Michele Manzotti: il ruolino di marcia del 3 ottobre

Il ruolino di marcia sul parquet del Consiglio Comunale si accenderà ufficialmente nel pomeriggio di sabato 3 ottobre 2026 alle ore 17:30 con lo sblocco di una parata d’élite dei più stimati operatori della rete, un comfort funzionale perfetto che celebra il merito dell’informazione musicale sul web grazie alla consegna delle storiche Targhe Mei Musicletter, premio finemente ideato da Luca D’Ambrosio. I registri ufficiali decreteranno il trionfo di Freak Out Magazine in qualità di miglior sito web dello Stato, incoronando lo spazio Myspiace di Paolo Albera come miglior blog personale, mentre l’ambito sigillo per il miglior progetto musicale per la pace e la libertà bacerà la determinazione civile del festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, scacciando il torpore e le nevrosi della routine quotidiana.

I dati della storia della critica musicale parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il picco emotivo della prima giornata si consumerà alle ore 18:00 con la solenne assegnazione del Premio Michele Manzotti, istituito per onorare il ricordo del compianto cronista de La Nazione scomparso nel 2022. La targa di merito verrà elargita dalle mani di Laura Morotti, moglie di Manzotti, per blindare la straordinaria carriera di Federico Guglielmi, mostro sacro e firma d’alto profilo della saggistica rock indipendente, giunto al traguardo monumentale dei cinquant’anni di militanza in trincea. Subito dopo, i monitor del forum ospiteranno un fittissimo e spavaldo dibattito generazionale privo di filtri protettivi che vedrà Guglielmi fare squadra sul leggio con i colleghi Paolo Albera, Carlo Babando, Salvo Battaglia, Luca D’Ambrosio, Giulio Di Donna e Giulia Nuti, per radiografare l’onestà delle idee e il domani della professione contro i moralismi di facciata.

“Ci sono ancora i cantautori oggi?”: il seminario dell’Ordine dei Giornalisti e lo show di Lamante

La seconda giornata di lavori prenderà il largo domenica 4 ottobre 2026 a partire dalle ore 9:30 con l’apertura delle cattedre per il seminario specialistico intitolato “Ci sono ancora i cantautori oggi?”. I laboratori teorici, accreditati come contratti di formazione professionale continua obbligatoria per tutti gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti tramite piattaforma digitale, apriranno le proprie porte in totale trasparenza anche ai cittadini e ai non iscritti in qualità di uditori rionali, elargendo risposte flessibili di fronte agli stravolgimenti antropologici della canzone d’autore. La sessione saggistica vedrà alternarsi i verbali e le relazioni di Maurizio Marchesi (Burattinai di parole), Federico Savini (Cent’anni di cantautori tra facili etichette e sostanza), Enrico de Angelis (Storia della canzone del Novecento), Alice Di Matteo (Metafore del presente nei contemporanei) e Simone Arminio (Dalla leva degli anni Venti alle nuove forme espressive), abbattendo l’isolamento sociale.

L’atto conclusivo e picco emotivo del festival della critica si compirà alle ore 12:00 all’interno del focus intitolato “Cantautrice, rock, oggi”, che vedrà salire in cattedra l’onestà intellettuale di Lamante, al secolo Giorgia Pietribiasi, icona rock andata già rubata negli occhi delle nuove generazioni come una delle artiste più rilevanti, irriverenti e personali del panorama urban contemporaneo. L’allieva d’élite converserà senza maschere con Enrico Deregibus prima dello sblocco della Targa MEI come artista emergente del 2026, elargendo alla platea un esclusivo e intimo live acustico chitarra e voce, replica dello show mozzafiato programmato nella notte di sabato sul palco principale di Piazza della Libertà. I database sono caldi e i controlli logistici ultimati: questo fine settimana spegnete per un’ora gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e correte a Faenza. Scoprirete che finché la nostra terra saprà difendere il merito della parola scritta e la libertà della musica indipendente, il domani dell’Italia sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Il misticismo cinematografico di Louis Nero espugna il festival del cinema e Pupi Avati conquista la giuria: a Parma trionfano le note d’oro di “Milarepa”

L’oro della musica per immagini incendia l’Emilia e il tomorrow del cinema d’autore celebra un trionfo pazzesco di stelle e colonne sonore dello Stato! Si è conclusa oggi, mercoledì 30 settembre 2026, la XIV edizione del prestigioso “Parma International Music Film Festival”. Il visionario regista Louis Nero espugna i monitor della critica con il suo cult distopico “Milarepa”, conquistando la leggendaria Violetta d’Oro per la miglior colonna sonora di Andrea Guerra e la Violetta d’Argento per il miglior film, guidando un cast stellare con il Premio Oscar F. Murray Abraham e Harvey Keitel. Il Premio Speciale della Giuria blinda il merito biologico di Pupi Avati e Riccardo Marchesini per il documentario “Le stanze di Verdi” condotto da Giulio Scarpati. Un comfort funzionale perfetto per ventenni e famiglie per sconfiggere l’isolamento da smartphone: scoprite l’intera tracklist dei vincitori nel nostro articolo! 👇

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Milarepa di Louis Nero vince Violetta dOro e Violetta dArgento

Parma – Un’ondata di eccezionale intensità visiva, raffinato misticismo acustico e fiera autonomia intellettuale si propaga dai laboratori della cinematografia indipendente per invadere le storiche sale dell’Emilia, trasformando i palcoscenici del territorio in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità artistica. La decima musa e la saggistica delle colonne sonore, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill dell’io e le ferite della nostra civiltà, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi liquidi. Oggi, mercoledì 30 settembre 2026, il verdetto ufficiale dei monitor della critica celebra la solenne conclusione e il trionfo della quattordicesima, attesissima edizione del Parma International Music Film Festival.

La monumentale manifestazione transnazionale, considerata un visual anchor indiscusso per il comparto del cinema e della musica dello Stato, ha visto le proprie giurie d’élite elargire i massimi allestimenti e riconoscimenti della scuderia. Il ruolino di marcia delle premiazioni ha incoronato come re assoluto della kermesse il regista Louis Nero con il suo monumentale film “Milarepa”, capace di blindare una storica doppietta conquistando in totale trasparenza sia la prestigiosa Violetta d’Oro per la miglior colonna sonora sia la Violetta d’Argento per il miglior film. Un’opera di squadra eccezionale e priva di filtri protettivi che ha fatto vibrare le poltrone del festival, azzerando le distanze con il grande cinema d’autore internazionale, taccuino alla mano e passioni calde.

Il futuro distopico di F. Murray Abraham e le stanze verdiane firmate da Pupi Avati

L’ordito ingegneristico di “Milarepa” proietta lo spettatore all’interno di un futuro distopico e spietato, dove i Criteri del dramma ripercorrono la vita quotidiana e il cammino iniziatico del celebre mistico tibetano, scortato lungo un faticoso viaggio specchio in cui la figura si trasforma da mago oscuro omicida a guida spirituale e scudo contro le nevrosi contemporanee. La partitura armonica, finemente cesellata dal genio compositivo del Maestro Andrea Guerra, si eleva come una vera e propria seconda voce recitante dello show, integrandosi millimetricamente nel sound design delle scene. Il cast d’avanguardia schiera in trincea sul leggio una parata di mostri sacri del cinema mondiale del calibro del Premio Oscar F. Murray Abraham, di Harvey Keitel e di Angela Molina, andati già rubati negli occhi della storia del costume, senza filtri o barriere economiche.

Il palinsesto dei vincitori ha elargito un comfort funzionale perfetto celebrando la grande tradizione melodica dello Stato: il prestigioso Premio Speciale della Giuria è stato solennemente assegnato a “Le stanze di Verdi”, una sfolgorante pellicola diretta da Riccardo Marchesini con la cura e la programmazione strategica del Maestro Pupi Avati. L’opera, vissuta sui monitor attraverso la conduzione intima e priva di ipocrisie interpretative del noto attore Giulio Scarpati, scorta i viandanti della cultura nei rioni e nei borghi segreti attraversati dal cantiere umano di Giuseppe Verdi, restituendo un’immagine inedita, spogliata dai paternalismi di facciata e vicina alla sensibilità rurale delle nostre province.

I premi contro la violenza di genere e i cortometraggi degli studenti under 30

I dati emersi dalle schede di voto parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il festival ha saputo convertire l’arte in una risorsa etica per contrastare le piaghe inospitali della tenuta sociale rionale. Il premio per la Miglior regia è andato a ridosso del territorio toscano a Giuseppe Tesi per il suo fiammeggiante film “Rosamaro”, una fitta e severa requisitoria che scava chirurgicamente nel dramma della violenza di genere facendo collidere la finzione drammatica alla realtà cruda dei fatti di cronaca. Il titolo di Miglior documentario ha baciato la saggistica transculturale di “Hölderlin echo” di Susanne Marschall e Hannes Rall, un ordito perfetto incentrato sul monitoraggio della vita del poeta tedesco e sul peso biologico che i suoi versi hanno esercitato sulla liederistica del Novecento.

La giuria dei giovani studenti del prestigioso Istituto Rondani, chiamata a esaminare i formati dei cortometraggi, ha sbloccato il proprio premio assegnandolo a “Juggernaut” di Daniele e Emanuele Ricci, un dark fantasy dalle atmosfere medievali denso di suspense, karma e ossessioni rionali che ha blindato anche il merito della Miglior sceneggiatura. Il Dance Award per la coreografia digitale ha visto l’apoteosi di “A part of you” di Matthäus Bussmann, in cui la visione meccatronica collide felicemente con il gesto del corpo. Il vicesindaco Lorenzo Lavagetto ha espresso nei verbali istituzionali vivo orgoglio per una rassegna che si riconferma fulcro stanziale della città, anticipata dal concerto straordinario con le partiture della giovane compositrice Francesca Soana eseguite dal mezzosoprano Svitlana Melnyk e dal M° Elia Pirovano al pianoforte, per un benessere collettivo dell’anima.

Il ruolino di marcia delle scadenze e delle altre categorie blinda i seguenti riconoscimenti dello Stato cinematografico:

  • Miglior Cortometraggio: “TWO TO TANGO” – Regia di Dimitri Sterkens, con le musiche originali di tango firmate da Guillermo Fernandez, per un interplay perfetto sulla pista.
  • Premio Speciale Art Pop Jury: “ANGEL AND MEOW” – Diretto in totale trasparenza dalla regista Clemhyn Escosora, con il sound design curato da Vlado Železňák jr.

La direzione logistica del festival comunica che i registri dell’edizione 2026 sono chiusi e i database informativi archiviati per le prossime programmazioni del 2027. Questo fine settimana d’autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a riscoprire i capolavori del cinema d’autore nelle sale della vostra provincia: la grande musica e i film di Louis Nero e Pupi Avati vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la nostra terra saprà unire le note alle immagini per difendere la libertà dell’espressione intellettuale, il domani dell’Italia sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. La proiezione del futuro è cominciata dal cuore di Parma, ed è una bellissima storia che aspetta solo di essere vissuta.

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