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Psicologia delle relazioni

Mio marito mi tradisce, come tutti! | la posta del cuore “amore e tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara dottoressa, sono sposata con un uomo buono, meraviglioso, tranquillo ma che, da molti anni, mi tradisce puntualmente. Puttane, puttanone, porno, tutte mio marito sembra conoscerle.
I primi tempi mi arrabbiavo

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Mio marito mi tradisce, come tutti! | la posta del cuore “amore e tradimenti ” di Alessandra Hropich

Redazione-  Cara dottoressa, sono sposata con un uomo buono, meraviglioso, tranquillo ma che, da molti anni, mi tradisce puntualmente. Puttane, puttanone, porno, tutte mio marito sembra conoscerle.
I primi tempi mi arrabbiavo, oggi no. Ho chiuso entrambi gli occhi davanti a tante scappatelle che ormai non faccio più nemmeno scenate di gelosia.
Se a lui piacciono le altre, soprattutto le puttane, io ormai ne rido, faccio finta di essere quasi contenta e commento positivamente la cosa. Nel matrimonio dobbiamo condividere tutto o no? E nel tutto, eventualmente, dovrebbero rientrare anche le amanti e le mignotte.
Del resto, le corna fanno parte del matrimonio come le bollette e le discussioni sul telecomando. Gli uomini non sono fedeli a lungo ad una donna, il tradimento, per loro, è quasi uno sport sociale, una specie di torneo amatoriale.
Le mie amiche e colleghe mi dicono che sono disinteressata a mio marito, ma non è vero. È l’aspetto sessuale che non mi riguarda più. Per il resto, condividiamo la famiglia, la casa, gli impegni e perfino il mutuo.
Io frequento corsi di ballo, mio marito frequenta le puttane. Ognuno ha i suoi hobby.
Con tutta la pornografia e le tentazioni sparse ovunque, come si fa ad arrabbiarsi con un uomo che sente il bisogno di fare sesso con le altre?
Lei ha qualcosa da raccontare al riguardo? Per capire meglio. Anche se sospetto di non essere la sola che conosce di che pasta sono fatti gli uomini.
Mirella da Pola

Assolutamente lei non è la sola, Mirella. In tantissime praticano il nobile sport del “non ho visto niente”. Solo che lei almeno lo ammette apertamente. Moltissime altre hanno affinato una tecnica straordinaria: vedono un granello di polvere sul mobile da tre stanze di distanza ma non il marito che corteggia e ci prova con mezza provincia.
Cosa dirle? Che esiste anche un bisogno di vita affettiva con il partner.
La vita matrimoniale non dovrebbe ridursi (come invece accade quasi sempre) a un “non vedo per quieto vivere”.
Però la necessità di dare e ricevere affetto riguarda uomini e donne. Lo so, sembra una teoria rivoluzionaria nel 2026, ma qualcuno sostiene ancora che una coppia debba parlarsi, cercarsi e magari perfino piacersi anche caratterialmente.
Il tradimento, troppo spesso, si porta dietro anche la più semplice comunicazione, l’interesse verso le cose più banali o piccole. Questo è un campanello d’allarme delle condizioni generali di vita di una coppia.
Ci sono molti mariti che nemmeno si accorgono se la propria moglie ha un nuovo taglio di capelli, un colore diverso, un abito nuovo. È molto più probabile che ogni interesse e attenzione vengano dirottati sull’amante.
Osservando molto, posso dire che non vedo più coniugi che si tengono per mano. I baci sembrano una specie protetta. Quando chiedo se, almeno in privato, esista ancora qualche manifestazione d’affetto, molti ridono.
“Ma dottoressa, siamo sposati da venticinque anni, che dobbiamo ancora dirci?”
Come se il certificato di matrimonio contenesse una clausola che vieta il romanticismo o il feeling dopo il quinto anniversario.
Venendo a lei: appurato che suo marito frequenta le altre (prostitute in primis) con l’entusiasmo di un esploratore e con il suo tacito patrocinio, mi permetta una domanda. È affettuoso con lei? La coinvolge nella sua vita? Vi divertite insieme? Oppure la considera una presenza fissa dell’arredamento domestico, come il frigorifero o il mobile della sala?
Le ricordo che la vita matrimoniale non consiste soltanto nello sfornare figli, pagare le bollette, discutere del condominio e confrontare preventivi dell’assicurazione. Mi chiedo dove venga collocata lei tra una scappatella e l’altra. Prima o dopo il tagliando dell’auto?
Ci sono le signore che non si accorgono di nulla e ce ne sono tante altre che sanno perfettamente tutto e non si scompongono minimamente.
Tempo fa alcune ragazze raccontarono a una signora che gestiva un bed & breakfast, che il marito (suo socio) ci provava praticamente con tutte. La moglie rispose:
“Beh, ho un marito cacciatore. Tutti gli uomini lo sono.”
Fine della questione. Mancava soltanto il porto d’armi e il calendario della stagione venatoria.
Molte donne conoscono le abitudini extraconiugali del marito e scelgono di ignorarle. Molto spesso, per non rinunciare alla casa, alla proprietà, alle vacanze e alla sicurezza economica.
In certi casi il matrimonio non sembra più una storia d’ amore ma una società per azioni: lui diversifica gli investimenti sentimentali, lei tutela il patrimonio familiare. E finché il bilancio regge, tutti fanno finta che sia una favola romantica.

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Le donne dei miei amici…La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara e saggia dottoressa, sono un uomo molto soddisfatto della vita che conduco. Ho 53 anni e non mi sono mai sposato, mi sono preservato da questo rischio perché ho la fortuna di riuscire a sedurre molte donne che oltretutto sono impegnate.
Sai quali sono le donne migliori? Le donne dei miei amici, gran bei pezzi di donne rigorosamente impegnate e dunque, libere di vivere un’avventura erotica.
Sono anni che vado avanti con questa mia filosofia di vita che non mi lega a nessuna ma che mi offre divertimento e sesso.
La mia vita, fino ad oggi, è sempre stata leggera e improntata a momenti di svago. Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Alessandra Hropich

Redazione-  Cara e saggia dottoressa, sono un uomo molto soddisfatto della vita che conduco. Ho 53 anni e non mi sono mai sposato, mi sono preservato da questo rischio perché ho la fortuna di riuscire a sedurre molte donne che oltretutto sono impegnate.
Sai quali sono le donne migliori? Le donne dei miei amici, gran bei pezzi di donne rigorosamente impegnate e dunque, libere di vivere un’avventura erotica.
Sono anni che vado avanti con questa mia filosofia di vita che non mi lega a nessuna ma che mi offre divertimento e sesso.
La mia vita, fino ad oggi, è sempre stata leggera e improntata a momenti di svago.
Al solo pensiero che una donna voglia diventare la mia compagna in modo stabile, mi fa venire l’orticaria. Te la immagini una donna sempre attaccata a un uomo? Stanca la stessa minestra, finisce la seduzione, il desiderio muore quando ti vedi la stessa donna per anni, scherziamo?
Mentre, con le donne impegnate, riesco a vivere il brivido di una relazione clandestina, mantenendo l’amicizia con i miei amici. Sono tante le donne dei miei amici con cui ho rapporti belli e fugaci. Il brivido è intenso e io vivo costantemente le emozioni più belle.
Mi ritengo fortunato e soddisfatto.
Mi sento il protagonista della canzone “La donna del mio amico dei Pooh.”
Mario da Vergiate

Caro Mario, scherzando, ma neanche troppo, ti chiedo: “ma quanti amici hai?” Perché, leggendo la tua lettera, più che una cerchia di amicizie, mi viene in mente un intero villaggio turistico con animazione inclusa!
Dici di apprezzare tante donne dei tuoi amici e, per giunta, di selezionare accuratamente le più belle. Insomma, una specie di talent scout dell’infedeltà, con tanto di catalogo riservato e selezione all’ingresso!
C’è però un piccolo particolare che mi sfugge: quelli che chiami amici non sono semplicemente conoscenti?
“Chi trova un amico, trova un tesoro”. Tu hai tanti tesori?
Perché, diciamocelo, è abbastanza singolare vantarsi di coltivare amicizie mentre, contemporaneamente, si coltivano le rispettive compagne. Una forma di socializzazione decisamente originale: loro ti offrono la fiducia, tu ricambi con le corna!
E poi questa tua straordinaria capacità di trovare sempre donne disponibili al tradimento meriterebbe uno studio. Possibile che tutti i tuoi “amici” abbiano compagne così insoddisfatte e così facilmente conquistabili? Oppure sei tu che hai un talento particolare nel confondere la disponibilità al tradimento con il grande fascino personale?
Quanto alla tua paura della relazione stabile, non preoccuparti: nessuna ti chiede di sposarti.
Mi colpisce soprattutto il tuo entusiasmo nel descrivere queste avventure come una vita piena di emozioni. A 53 anni ti senti ancora un irresistibile seduttore clandestino, una sorta di James Bond della provincia, soltanto che, al posto delle missioni segrete, hai gli appuntamenti con le mogli degli amici.
E attenzione: non confondere la clandestinità con il fascino, né il tradimento con il successo personale. A volte il brivido non nasce dalla seduzione, ma semplicemente dal rischio di essere scoperti.
Infine, ti senti protagonista della canzone dei Pooh “La donna del mio amico.” Ma nella canzone c’è una storia sentimentale, nel tuo racconto, sembra esserci soprattutto un programma di fidelizzazione delle mogli altrui!
Oltretutto,, caro Mario, una cosa è essere un uomo libero, un’altra è sentirsi libero soltanto perché si evita accuratamente di assumersi qualsiasi responsabilità.
E un’ ultima curiosità: tu dici di non voler mai avere una donna tutta per te, mi sembra che anche anche le tipe che frequenti clandestinamente la pensino esattamente come te, nessuna realmente ti vuole, al di là del brivido eccezionale della scappatella!

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Se lui va e viene… La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Sono innamorata di un uomo con cui convivo da quattro anni e con il quale ho costruito un legame profondo, fatto di amore, complicità e momenti felici. Eppure, nella nostra relazione c’è un problema che, con il passare del tempo, sta diventando sempre più difficile da sopportare: ogni tanto lui si allontana da me perché si invaghisce di un’altra donna, mettendo in discussione tutto ciò che abbiamo costruito insieme.
È già la terza volta che mi ritrovo a piangere per questa situazione. Ogni volta lui mi lascia, io soffro terribilmente e mi sento smarrita, ma poi, puntualmente, torna sui suoi passi, pentito, dicendomi che sono io il suo vero amore. E io, che non ho mai smesso di amarlo, finisco per riaccoglierlo, nella speranza che questa volta abbia davvero capito quanto sia importante il nostro rapporto. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Alessandra Rop..

Redazione-  Sono innamorata di un uomo con cui convivo da quattro anni e con il quale ho costruito un legame profondo, fatto di amore, complicità e momenti felici. Eppure, nella nostra relazione c’è un problema che, con il passare del tempo, sta diventando sempre più difficile da sopportare: ogni tanto lui si allontana da me perché si invaghisce di un’altra donna, mettendo in discussione tutto ciò che abbiamo costruito insieme.
È già la terza volta che mi ritrovo a piangere per questa situazione. Ogni volta lui mi lascia, io soffro terribilmente e mi sento smarrita, ma poi, puntualmente, torna sui suoi passi, pentito, dicendomi che sono io il suo vero amore. E io, che non ho mai smesso di amarlo, finisco per riaccoglierlo, nella speranza che questa volta abbia davvero capito quanto sia importante il nostro rapporto.
Non riesco più a vivere serenamente la nostra storia, perché una parte di me è sempre in allerta, come se aspettassi il momento in cui potrebbe nuovamente invaghirsi di qualcuna e decidere di andarsene. È doloroso sentirsi amata e scelta soltanto dopo che lui ha sperimentato la possibilità di stare con un’altra persona. E, soprattutto, è faticoso dover ricominciare ogni volta da capo, affrontando l’angoscia della separazione e poi la confusione del suo ritorno.
Mi dispiacerebbe moltissimo rinunciare a un amore che sento così importante e che, nonostante tutto, considero autentico. Non voglio buttare via quattro anni di vita insieme né prendere una decisione drastica soltanto per la stanchezza e la delusione. Allo stesso tempo, però, mi chiedo quanto sia giusto continuare ad accettare questi continui tira e molla, sacrificando la mia tranquillità e la fiducia nel futuro della nostra coppia. Ho bisogno di sentirmi scelta ogni giorno, non soltanto quando lui si rende conto di avermi persa. Vorrei poter contare sul mio compagno, progettare il futuro insieme e vivere il nostro rapporto senza il timore costante che possa abbandonarmi da un momento all’altro.
Ma come si fa a interrompere questo circolo vizioso senza rischiare di distruggere un amore al quale tengo così tanto? Dovrei avere più pazienza e cercare di comprendere questa sua fragilità?
Federica da Seriate

Dovresti avere meno pazienza e smettere di scambiare la tua capacità di perdonare per un abbonamento a tempo indeterminato ai suoi ritorni. Il tuo compagno, a quanto pare, ha trovato la formula perfetta: quando si invaghisce di un’altra, se ne va; quando l’esperimento non lo soddisfa più, torna a casa, recita il mea culpa e si riprende il posto accanto a te. E tu, con ammirevole generosità, gli fai trovare la porta aperta. Altro che amore: qui sembra quasi un servizio di andata e ritorno, con rientro garantito.
Naturalmente, lui è libero di avere dubbi, infatuazioni e crisi esistenziali. Ma tu sei altrettanto libera di non trasformare ogni sua sbandata in una prova di resistenza emotiva. Perché, se dopo quattro anni siamo già alla terza puntata della stessa serie, forse non è il caso di aspettare la quarta stagione per scoprire come va a finire.
Il punto non è stabilire se ti ami davvero. Il problema è che un amore che ti sceglie soltanto dopo aver valutato le alternative rischia di somigliare più a una graduatoria che a una relazione. E tu non sei tenuta a partecipare a un concorso in cui il premio è un uomo che, ogni tanto, si ricorda di averti.
Quanto alla sua fragilità, comprenderla è una cosa; giustificarla all’infinito è un’altra. Non puoi guarire la sua indecisione offrendogli ogni volta la certezza che, qualunque cosa faccia, tu sarai lì ad aspettarlo. La pazienza, quando diventa illimitata, rischia di insegnare agli altri che non ci sono conseguenze per le loro scelte.
Se vuoi interrompere questo circolo vizioso, devi smettere di considerare ogni suo ritorno una prova sufficiente del suo amore. Le parole di pentimento contano poco se non sono seguite da comportamenti diversi e duraturi. E un confine non è una minaccia: è il modo in cui gli fai capire che anche la tua serenità ha diritto di cittadinanza nella coppia.
Non devi buttare via quattro anni. Devi chiederti se vuoi investirne altri quattro aspettando che lui decida, una buona volta, se restare. Perché il tempo già trascorso non è un motivo per continuare a soffrire: non è che, avendo pagato il biglietto per tre giri sulle montagne russe, tu debba per forza comprarne un quarto.
La pazienza è una virtù, Federica, ma non è un obbligo contrattuale. E se lui continua ad andare e venire a suo piacimento, forse è arrivato il momento che tu smetta di fare la stazione di partenza e di arrivo.
L’ amore dovrebbe essere una scelta reciproca, non un abbonamento aperto alle partenze del tuo compagno.

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Per ogni avventura, un figlio. Basta, scelgo la perversione! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Gentile dottoressa, sono un uomo molto fortunato, riesco ad incontrare donne in ogni dove, grazie ad una discreta presenza, ad una dialettica che non mi è mai mancata e ad un vestiario che lascia intendere uno stile di vita molto abbiente.
In realtà, sto bene economicamente parlando ma, non come tante donne vogliono credere.

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Alessandra Hropich

Redazione-  Gentile dottoressa, sono un uomo molto fortunato, riesco ad incontrare donne in ogni dove, grazie ad una discreta presenza, ad una dialettica che non mi è mai mancata e ad un vestiario che lascia intendere uno stile di vita molto abbiente.
In realtà, sto bene economicamente parlando ma, non come tante donne vogliono credere.
Le faccio solo un paio di esempi: ero alla stazione ferroviaria, di ritorno da un viaggio, chiedo un’informazione circa un buon ristorante nella città in cui mi trovavo, una ragazza dalle forme generose, non solo mi dà alcune informazioni utili ma viene poi a cena con me la sera in cui ci siamo incontrati e poi, viene a stare da me (nella mia città) per un breve periodo, resta incinta, le assicuro gli alimenti per il bimbo precisando che non ho alcuna intenzione di sposarmi o avere una compagna fissa.
Mi rassegno all’idea di avere un figlio in una città lontana dalla mia ma così ha voluto il caso.
In una palestra della mia città, mi catturano le forme di una cubana, immediatamente me la porto a casa e, in nemmeno sette giorni, mi comunica la sua gravidanza.
Accetto di buon grado anche il secondo evento, lieto per la madre ma non per me che nemmeno sapevo.
Dottoressa, in questo secondo caso, sono due gemelli in arrivo.
Allora ho preso una decisione, visto che ogni volta che incontro una donna, mi arriva puntuale una nuova nascita ed uno o più figli da mantenere, ho deciso di diventare o fingermi un pervertito in modo che io possa fare sesso ma non in modo convenzionale, cerco ora rapporti sessuali non tradizionali perché non riesco a spiegarmi come ogni donna, al primo appuntamento o al quinto, resti puntualmente incinta. Solo che oggi, posso dire che ho più difficoltà a trovare donne disponibili al sesso alternativo, diverso, strano, come qualcuna lo ha definito.
Possibile mai che le donne non vogliano del sesso normale complicando la vita a noi uomini con i loro pargoli sempre in arrivo? Ed ora, non vogliono nemmeno il sesso strano?
Troppo complicate!
Gerardo da Pieve Ligure

Lei racconta di fare sesso con sconosciute incontrate in stazione, in palestra e chissà dove altro, poi si stupisce che, tra un’ avventura e l’altra, la vita presenti il conto sotto forma di pannolini, passeggini e assegni di mantenimento. Due incontri, due gravidanze, tre figli in arrivo: più che un seduttore, lei sembra un reparto maternità itinerante con la convinzione di essere un uomo perseguitato dalla sfortuna.
E la cosa più sorprendente è che lei continui a parlare di fatalità. 
Prende precauzioni? Credo proprio di no. E allora cosa vorrebbe, un applauso per la sua fertilità o un risarcimento danni dalla biologia? Perché le gravidanze non sono calamità naturali imprevedibili: sono una possibilità concreta quando si hanno rapporti sessuali senza adeguate precauzioni. Il destino, in questo caso, c’entra poco; la responsabilità personale, invece, c’entra moltissimo.
Trovo piuttosto squallido che lei pensi di doversi presentare come un pervertito dai gusti sessuali non convenzionali, trasformando l’ intimità in una specie di strategia difensiva contro la paternità. Non è il sesso a dover diventare strano per rimediare alla sua scarsa prudenza: sarebbe il caso che diventasse un po’ più ragionevole lei.
E non può neppure lamentarsi se diverse donne non accettano le sue proposte di sesso alternativo. Ognuno ha i propri gusti, i propri limiti e il diritto di dire di no. Le donne non sono un servizio su misura, da riconfigurare a seconda delle sue esigenze economiche e riproduttive. Non può pretendere che accettino pratiche sessuali che non desiderano soltanto perché lei ha deciso che la contraccezione, a quanto pare, è un concetto troppo convenzionale.
Del resto, c’è qualcosa di involontariamente comico nel suo ragionamento: prima cerca donne con cui consumare avventure senza troppi pensieri, poi si lamenta che quelle avventure producano conseguenze, infine decide di cambiare repertorio sessuale perché non vuole pagare il prezzo delle proprie scelte. Manca soltanto che, al prossimo appuntamento, consegni alla signorina un questionario sulle preferenze erotiche, una liberatoria contro la gravidanza e un preventivo delle spese per eventuali eredi.
Anche perché, caro Gerardo, lei non sembra un uomo in cerca di avventure: sembra un’ impresa di traslochi che, a ogni consegna, lascia un figlio sul posto e poi protesta perché il servizio di spedizione prevede costi aggiuntivi. La differenza è che un traslocatore, almeno, sa dove ha lasciato i pacchi; lei, invece, sembra stupirsi ogni volta di averne consegnato uno.
Lasci stare la scusa della perversione, Gerardo. Non è necessario fingersi perversi per evitare di diventare padri: basterebbe comportarsi da adulti prima, anziché lamentarsi da vittime dopo. La sessualità alternativa non è un contraccettivo, le donne non sono complici di un esperimento per salvaguardare il suo portafoglio e i figli non sono spiacevoli effetti collaterali di una serata ben riuscita.
Lei vorrebbe il piacere senza il rischio, l’avventura senza le conseguenze e, possibilmente, una soluzione che non richieda né prudenza né buon senso.
Mi dispiace deluderla: una simile formula non esiste.

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