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COLAZIONE, CAFFÈ E PAROLE: DAVID FERRANTE APRE LA DOMENICA AL RITROVO DEL PARROZZO

☕📖 Colazione o letteratura? Perché scegliere quando puoi avere entrambe? Domenica 24 maggio al Ritrovo del Parrozzo, caffè e chiacchiere con David Ferrante. Un appuntamento per iniziare la giornata con parole e sapori. ✨
#MaggioDeiLibri #Pescara #DavidFerrante #ColazionandoConLAutore

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COLAZIONE, CAFFÈ E PAROLE: DAVID FERRANTE APRE LA DOMENICA AL RITROVO DEL PARROZZO

Redazione-  Non c’è palco, non ci sono microfoni e tantomeno il ronzio dell’elettronica che precede una conferenza stampa. C’è solo il profumo del caffè che si mescola al profumo della carta stampata, il rumore sottile di un cucchiaio che gira nella tazzina e la voce di un autore che racconta la sua storia. È questo il cuore pulsante di “Colazionando con l’autore”, l’evento che sta regalando a Pescara un modo nuovo e affascinante di vivere la domenica mattina.

In pieno “Maggio dei Libri 2026”, l’iniziativa promossa dall’associazione culturale I Borghi Della Riviera Dannunziana si è aggiudicata un appuntamento fisso nel cuore della città, trasformando il Ritrovo del Parrozzo in via Pepe 41 in un salotto letterario informale. Il concept è semplice ma geniale: unire il rito della colazione domenicale alla scoperta di nuove letture.

Un’alba letteraria al Ritrovo del Parrozzo

Domenica 24 maggio, alle ore 9:30 in punto, le sedie del locale saranno pronte ad accogliere lettori, curiosi e appassionati per il terzo appuntamento del ciclo. A tenere compagnia ai clienti del bar, in un contesto volutamente intimo e accessibile, sarà l’autore David Ferrante, presentatore del suo nuovo libro “Non bastano cento parole”.

L’evento, incluso ufficialmente dal Comune di Pescara nelle iniziative del Maggio dei Libri e patrocinato dall’Assessore alla Cultura Maria Rita Carota, rifiuta la solennità degli eventi istituzionali. Il format, infatti, prevede una conversazione diretta tra l’autore e la giornalista Alessandra Melideo, senza filtri, senza barriere tra il palco e la platea.

La cultura torna a tavola

L’idea nasce dalla volontà di rendere la letteratura un’esperienza condivisa e quotidiana, lontana dall’élitarismo accademico. È la filosofia espressa dal presidente dell’associazione organizzatrice, Antonio Fagnani: “Vogliamo riportare la cultura alla sua dimensione più umana e quotidiana. Un incontro dove il confine tra chi scrive e chi legge si annulla nel rito della colazione”.

In questo scenario, il libro diventa pretesto per una chiacchierata, un aneddoto raccontato tra un sorso di cappuccino e un morso di brioche. È un invito a iniziare la giornata con uno stimolo intellettuale che non richiede sforzo, ma solo piacere dell’ascolto.

David Ferrante e il dialogo necessario

Per l’appuntamento di domenica 24 maggio, la scelta di David Ferrante si rivela particolarmente azzeccata. Il suo ultimo lavoro, “Non bastano cento parole”, sembra dialogare perfettamente con l’atmosfera intima del Ritrovo del Parrozzo. Attraverso il dialogo con Alessandra Melideo, Ferrante porterà il pubblico dentro il processo creativo, svelando non solo le pagine stampate, ma anche il retroscena, le incertezze e le curiosità che nascondono la nascita di un romanzo.

L’incontro non è pensato solo per i puristi della letteratura, ma per chiunque cerchi un modo diverso e stimolante per trascorrere la domenica mattina. È un’occasione per scoprire che un libro può essere vissuto non solo nella lettura solitaria, ma anche nella condivisione di un momento di convivialità.

L’ingresso è libero e aperto a tutti i cittadini. Basta presentarsi all’ora indicata, ordinare un caffè e lasciarsi trasportare dalle parole

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Napoli si specchia in “Riflessi”: al Clubino l’arte contemporanea che sfida la frenesia moderna

In un mondo dominato dalla frenesia di internet e da immagini che durano solo pochi secondi, fermarsi a pensare è quasi un atto di ribellione! Martedì 13 ottobre, alle ore 17:00, lo storico salotto culturale “Il Clubino” di Napoli (nel cuore del Vomero, in via Luca Giordano) aprirà le porte all’inaugurazione di “Riflessi”, una meravigliosa e profonda mostra d’arte contemporanea. L’evento, curato da Peca-Petrizzo, vanta la prestigiosa direzione artistica del critico e professore dell’Accademia di Belle Arti Pasquale Lettieri, pronto a scommettere sul talento rivoluzionario e sulle menti “non standardizzate” di ben 9 giovani e formidabili artisti contemporanei. L’evento inaugurale sarà arricchito da un interessantissimo dibattito culturale (moderato dalla giornalista Letizia Bonelli con ospiti illustri) e dalla proiezione del documentario del regista Andrea la Puca. Perché, come amano ricordare i curatori, “l’arte autentica non urla: resta”! Scoprite nel nostro articolo i nomi di tutti gli artisti in mostra e l’affascinante filosofia del progetto, e cogliete l’occasione per dare un’occhiata al nostro consiglio di lettura dedicato ai segreti dell’Arte Contemporanea! 👇

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Locandina evento Napoli

Napoli – Viviamo immersi in un’epoca storica caotica, inesorabilmente dominata dalla velocità estrema e da un’iper-produzione di immagini digitali che vengono avidamente consumate, dimenticate e scartate dallo smartphone nel giro di pochissimi secondi. In questo frastuono mediatico continuo, in cui tutto sembra effimero e superficiale, fermarsi a riflettere è diventato quasi un atto rivoluzionario. È proprio con questa nobile e sfidante vocazione sociologica che si presenta al pubblico partenopeo “Riflessi”, un affascinante percorso espositivo che attraversa coraggiosamente linguaggi pittorici, sensibilità umane e visioni distopiche dell’arte contemporanea, restituendo ai cittadini uno spazio intimo di riflessione autentica e profonda sul nostro presente. L’attesa inaugurazione della mostra si terrà nel cuore pulsante del Vomero martedì 13 ottobre 2026, alle ore 17:00, presso gli storici e accoglienti spazi de Il Clubino (situato in via Luca Giordano 73), l’ormai celebre e frequentatissimo salotto culturale presieduto e animato dalla vulcanica Piera Salerno. L’evento, che si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più stimolanti dell’autunno napoletano, sarà minuziosamente curato dal duo Peca-Petrizzo, ma si fregerà dell’illustre e imprescindibile direzione artistica del noto critico d’arte Pasquale Lettieri (stimato docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli). Lettieri è da sempre impegnato in prima linea, sia nelle aule universitarie che nelle gallerie, nella strenua valorizzazione dell’arte non come mero esercizio estetico, ma come potentissimo strumento di presa di coscienza sociale, dialogo interculturale e ricerca della propria identità.

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Il manifesto di Lettieri e l’arte dei giovani talenti

La mostra “Riflessi” non si limita a essere una semplice e statica esposizione di bei quadri appesi alle pareti, ma vuole porsi come una vera e propria traiettoria umana ed estetica, un viaggio che racconta le paure e le speranze del nostro tempo frammentato attraverso l’uso sapiente di segni grafici, materia viva, esplosioni di colore e un’evidente, feconda inquietudine creativa.
La visione curatoriale del Direttore Artistico è netta e non fa sconti. “Le esposizioni ortodosse e tradizionali”, spiega infatti con estrema lucidità intellettuale il critico Pasquale Lettieri, “ovviamente sono spesso limitate alle vecchie teorie fisiche o, peggio, a caricature estenuate e ripetitive delle stesse. Molto spesso trascurano colpevolmente quei preziosi e sottili rapporti nascosti che contribuiscono a dare un vero significato all’opera. Queste mostre tradizionali non si preoccupano affatto dei mutamenti percettuali della società e trattano tutto il resto in modo rigidamente standardizzato e noioso, cosicché qualsiasi accenno o discussione di idee ritenute ‘insolite’ viene sistematicamente e immediatamente bloccata sul nascere”. Il professore traccia quindi una netta linea di demarcazione tra l’arte accademica polverosa e la dirompente energia delle nuove generazioni di artisti. “Al contrario, il sapere innovativo, soprattutto quello meraviglioso e imprevedibile che scaturisce dalle menti dei giovani artisti, è pura formulazione e aggregazione complessa di problemi. I suoi principali attributi sono costituiti dalla straordinaria capacità di integrazione e sintesi, in un costante e irrefrenabile ampliamento di orizzonti visivi, per riuscire a operare in situazioni sempre aperte, persino dissonanti e scomode. I giovani artisti sono oggi gli unici capaci di assumere un atteggiamento ferocemente critico nei confronti dei vecchi e stantii assunti convenzionali che si nascondono subdolamente dietro i pensieri e le azioni comuni della massa, concentrando la loro vera attenzione unicamente sui mutamenti della società. I valori dell’arte giovanile non sono mai costanti o dogmatici, bensì fluidi e mutevoli, perché il vero sapere innovativo serve proprio a far avanzare e progredire il pensiero umano”, conclude magistralmente Lettieri. Sulla base di questo manifesto filosofico, sono stati accuratamente selezionati i talentuosi artisti che avranno l’onore di esporre le proprie opere: Francesco Avvisati, Sara Battipaglia, Sabrina Busiello, Elsa Coppola, Andrea Desiderio, Alfonso Pezzella, Claudia Ranaldo, Emanuele Santoro e Carla Veccia.

Un dibattito d’autore e proiezioni per riflettere

Ogni singola opera esposta nelle sale de Il Clubino diventerà dunque una traccia indelebile lasciata nel presente, una ferita, una vera e propria domanda aperta e irrisolta rivolta alla società contemporanea, giocando costantemente sul filo della memoria e sulla necessità assoluta, oggi più che mai, di ritrovare nell’arte un linguaggio che sia finalmente e definitivamente libero dalla fastidiosa superficialità e dal rumore di fondo del web.
L’inaugurazione dell’evento andrà ben oltre la semplice visione delle tele, proponendo al pubblico un momento di altissimo confronto intellettuale. Il ricco e articolato dibattito di presentazione iniziale sarà infatti sapientemente moderato dall’esperta e apprezzata giornalista Letizia Bonelli. Nel corso del salotto interverranno ospiti e relatori di grandissimo spessore culturale, pronti a sviscerare i segreti della mostra: prenderanno la parola Paolo Valerio, poliedrico artista e stimato docente universitario; Giuseppe D’Avanzo, noto e rigoroso storico dell’arte; e l’artista Vito Polito. A rendere la serata ancora più immersiva e multimediale ci penserà l’attesa e speciale proiezione di un imperdibile documentario, girato e firmato dal talentuoso regista Andrea la Puca. L’esposizione al Vomero rappresenta quindi un vero e proprio invito al pubblico napoletano: l’invito a rallentare il passo, a prendersi del tempo per fermarsi fisicamente, osservare i dettagli e ascoltare in rigoroso silenzio ciò che i colori hanno da dirci. Perché se è vero che la società moderna urla in continuazione sui social network, l’arte autentica e profonda, al contrario, non urla mai: resta silenziosamente a fissarci nell’anima.

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L’arte contemporanea sbarca tra i banchi della spesa: al Trullo i cittadini diventano artisti

Chi l’ha detto che l’arte contemporanea si trova solo nei musei del centro? Al Trullo (storica borgata di Roma) sta succedendo qualcosa di magico: fino al 23 ottobre, i vecchi e grigi box chiusi del mercato rionale si trasformano in veri e propri “atelier d’arte”! E la cosa più bella è che gli artisti sarete proprio voi! Il progetto “Il Mercato dell’Arte” ha chiamato quattro collettivi artistici a lavorare a stretto contatto con i commercianti e con la gente che fa la spesa. Come si partecipa? Potete portare oggetti vecchi e rotti per farli trasformare in sculture, potete farvi ritrarre mentre fate la spesa, potete portare le vecchie poesie segrete scritte dai vostri nonni per farle stampare sulle mattonelle del quartiere, o potete letteralmente tuffare le vostre mani nell’argilla per lasciare la vostra impronta per sempre! Un’iniziativa di rigenerazione urbana pazzesca che si concluderà il 24 ottobre. Scoprite nel nostro articolo tutti gli orari e i dettagli di questa iniziativa favolosa, e cogliete l’occasione per scoprire il nostro suggerimento d’acquisto creativo per modellare l’argilla a casa vostra! 👇

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Il Mercato dell Arte 2026 Foto di Francesca Vangieri

Roma – C’è un’energia creativa, silenziosa ma potentissima, che ribolle quotidianamente nelle borgate storiche romane, ben lontano dai tradizionali, asettici e silenziosi salotti dei musei del centro. È un’energia fatta di voci, di incontri casuali, di sguardi e di storie popolari tramandate oralmente che aspetta solo di essere canalizzata e mostrata al mondo. Forti dei grandissimi e inaspettati riscontri di pubblico ottenuti durante la primissima edizione, anche per l’autunno del 2026 torna ufficialmente nella Capitale “Il Mercato dell’Arte”. Si tratta di un rivoluzionario progetto di residenza e produzione artistica che ha l’ambizioso obiettivo di rigenerare le periferie trasformando i grigi box inattivi e abbandonati del mercato rionale in veri e propri atelier creativi temporanei. L’intento sociologico è chiaro e bellissimo: portare l’arte contemporanea fuori dai tradizionali spazi chiusi deputati alla cultura elitaria, per calarla prepotentemente dentro la verace vita quotidiana di uno dei quartieri popolari più identitari e iconici di tutta Roma: il Trullo. Al Mercato del Trullo (situato in Via del Trullo 297), infatti, saranno proprio i normali abitanti della borgata, i commercianti storici, le famiglie che fanno la spesa e i passanti curiosi a diventare parte integrante e indispensabile della creazione artistica. Per tutto il mese di ottobre, fino a venerdì 23 (dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle 14:00), quattro nuovi e affascinanti progetti prenderanno forma giorno dopo giorno letteralmente tra un banco della frutta e uno della carne. Ma questa volta a “fare l’opera” non saranno soltanto gli artisti professionisti. Il pubblico romano è infatti chiamato in prima persona a entrare negli atelier, portare oggetti vecchi, recuperare poesie chiuse nei cassetti, lasciare la propria impronta fisica, raccontarsi e farsi ritrarre.

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Il progetto artistico del Trullo vi ha fatto venire voglia di sporcarvi le mani e mettere alla prova la vostra creatività manuale? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i migliori Kit completi per la modellazione dell’argilla e della creta fai da te, perfetti per adulti e bambini!

Quattro progetti per un’unica grande opera collettiva

È proprio questa formidabile dimensione partecipativa e democratica ad attraversare la seconda edizione de Il Mercato dell’Arte.
Il confine netto e respingente tra chi crea (l’artista) e chi guarda (il pubblico) si fa sempre più sottile: il mercato di borgata diventa così un luogo inclusivo nel quale assistere alla nascita di un’opera significa anche poter contribuire attivamente a determinarne la forma finale. Gli atelier allestiti tra i banchi non sono dunque spazi chiusi ed elitari di produzione, ma colorati luoghi aperti di relazione sociale, nei quali il faticoso processo creativo si costruisce nel confronto umano quotidiano con chi abita e attraversa il Trullo. Su oltre 30 candidature arrivate da tutta Europa, sono stati scelti quattro artisti. Divisoperzero (compagnia di teatro di figura) porta al mercato il progetto “Trovatelli”: gli artisti chiedono a banchisti, clienti e passanti di consegnare loro oggetti comuni, rotti o destinati a essere gettati nella spazzatura (penne, ritagli di stoffa, barattoli). Sotto gli occhi del pubblico, questi scarti diventeranno materia viva per sculture e nuovi, inattesi “abitanti” del mercato, trasformando il riciclo in un poetico esercizio collettivo di immaginazione. Con l’opera “La poesia nel cassetto”, Mario D’Amico (fondatore dei celebri Pittori Anonimi del Trullo) parte invece dalla memoria più intima del quartiere. L’invito rivolto agli abitanti è meraviglioso: aprire cassetti, vecchi bauli e cantine umide per cercare le poesie mai lette dei nonni o quelle scritte personalmente in gioventù e mai mostrate a nessuno, portandole fisicamente al “box della poesia”. I testi raccolti saranno infine impressi a fuoco su mattonelle in ceramica destinate ad animare e colorare per sempre i muri del Trullo.

Impronte nell’argilla e l’Ecosistema del mercato

Il terzo progetto, ideato da Maya Parvanova (Phi Ceramic Studio), si intitola semplicemente “Impronte” e si basa su un gesto primordiale ed elementare.
Abitanti, rumorosi commercianti, bambini e visitatori occasionali potranno infatti fermarsi presso il box dell’artista per imprimere liberamente un dito, una mano o il palmo nell’argilla ancora morbida. Ogni vaso plasmato conserverà così per sempre le tracce fisiche e digitali delle persone incontrate durante le settimane di residenza: innumerevoli presenze individuali che, unendosi una accanto all’altra nella cottura, entreranno a far parte di una forma artistica comune e indistruttibile. Infine, il collettivo Molecole (fondato a Roma da Gaia Flamigni e Virginia Volpe), con l’opera “Ecosistema Mercato” guarda ai banchi della spesa come a un vero microcosmo antropologico. Cesti di prodotti, mercanti con i grembiuli sporchi e clienti con le buste della spesa diventeranno i soggetti involontari di un grande, gigantesco ritratto collettivo costruito pazientemente attraverso disegni a matita, pitture e veloci schizzi. “Il Mercato dell’Arte nasce dal desiderio urgente di risignificare i luoghi del vivere comune, trasformando spazi vuoti in luoghi di ricerca non convenzionali, carichi di un’identità rinnovata”, ha spiegato con orgoglio la direttrice artistica Alessandra Muschella. Il 24 ottobre alle ore 18:00, al Mercato del Trullo, tutti i quattro progetti saranno presentati ufficialmente e pubblicamente nella loro forma compiuta. Le opere nate durante queste magiche settimane di residenza saranno successivamente donate e messe a disposizione degli spazi condivisi del quartiere, diventando parte visibile, tangibile e inalienabile del patrimonio della comunità del Trullo.

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“Io & Lady”, il legame che salva: a Polignano la storia del cane eroe della Croce Rossa

Come si fa a ripartire quando la vita, all’improvviso, ti toglie tutte le certezze? Al festival “Il Libro Possibile” di Polignano a Mare (BA) è stato presentato “IO & LADY: il coraggio nel cuore”, lo splendido romanzo autobiografico dell’autore pugliese Mirko Banco. È la storia vera e commovente di un uomo che, dopo aver perso l’officina di famiglia a causa della pandemia di Covid, ha trovato la forza di reinventarsi (prima come tuttofare e poi come consulente) grazie a due bussole infallibili: gli insegnamenti di suo padre e l’amore sconfinato per la sua cagnolina Lady Marian (una dolcissima Border Collie). Insieme, Mirko e Lady, hanno affrontato 10 anni di durissimo addestramento diventando una preziosa Unità Cinofila da Soccorso per la Croce Rossa Italiana, salvando persone disperse tra le macerie. Un libro che ci insegna come il volontariato non sia eroismo, ma solo il modo più bello per dire a chi soffre: “Non sei solo”. Trovate tutti i dettagli nel nostro articolo, e non perdete l’occasione di comprare e leggere questa emozionante storia vera! 👇

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Mirko Banco

Polignano a Mare (BA) – Ci sono libri che nascono dall’ambizione letteraria e libri che, invece, nascono da un’incontenibile e pura urgenza del cuore. È questo il caso del commovente volume “IO & LADY: il coraggio nel cuore”, scritto dall’esordiente Mirko Banco e pubblicato nell’estate del 2026 dalla casa editrice Book Editors Group. A diversi mesi dalla sua uscita ufficiale, il libro continua a far parlare positivamente di sé, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica grazie alla potenza universale delle tematiche trattate. Un successo tale da garantirgli un posto di assoluto rilievo tra le opere presentate oggi, 7 ottobre, nella magica e suggestiva cornice di Polignano a Mare, in occasione del prestigioso evento nazionale “Il Libro Possibile”, manifestazione letteraria pugliese giunta quest’anno alla sua gloriosa venticinquesima edizione. L’opera di Mirko Banco è un racconto profondamente autobiografico e introspettivo che esplora, senza filtri o retorica, il profondo e straordinario legame venutosi a creare tra l’autore e la sua inseparabile compagna di vita a quattro zampe: una splendida Border Collie di nome Lady Marian. La narrazione prende il via nel lontano gennaio del 2014, quando un giovane Mirko si mette in viaggio dalla Puglia verso un allevamento nella Maremma toscana per adottare la piccola cucciola, dando inconsapevolmente inizio a una strettissima convivenza che, nel bene e nel male, trasformerà radicalmente l’esistenza di entrambi.

[UNA STORIA VERA CHE SCALDA IL CUORE]
Siete amanti dei cani, credete nelle seconde possibilità della vita e siete affascinati dal coraggioso mondo del soccorso cinofilo? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon il libro “IO & LADY: il coraggio nel cuore” di Mirko Banco, un’emozione da leggere tutta d’un fiato!

Il soccorso nella Croce Rossa e il crollo delle certezze

L’opera documenta minuziosamente e con grande passione il lunghissimo, faticoso e rigoroso percorso formativo affrontato dai due protagonisti per diventare a tutti gli effetti un’unità cinofila operativa, specializzata nella delicatissima ricerca di persone disperse (sia in superficie che sotto le macerie) per conto del nucleo regionale pugliese della Croce Rossa Italiana.
Ma l’addestramento militare e tecnico diventa ben presto, tra le pagine del libro, un meraviglioso pretesto narrativo per raccontare una ben più profonda crescita interiore. Mirko, un uomo fino a quel momento rigidamente abituato alle certezze e alle ferree regole della meccanica di precisione (lavorava infatti nella florida azienda metalmeccanica di famiglia), si trova costretto a imparare a leggere e interpretare il mondo in modo nuovo, attraverso i sensi ipersviluppati del proprio cane. Deve imparare ad affidarsi ciecamente a un linguaggio silenzioso fatto unicamente di sguardi, micromovimenti della postura ed estrema empatia emotiva. Dal canto suo Lady (dotata di un istinto ancestrale pazzesco e di una forte sensibilità, tanto da essere definita nel libro una vera e propria “spugna emotiva”), gli insegna pazientemente a decifrare il vento (il cosiddetto “cono di odore”) e a riconnettersi spiritualmente con la forza della natura. Oltre alla cruda narrazione delle esperienze cinofile e di soccorso sul campo, il libro attraversa parallelamente temi intimi e universali, restituendo al lettore il ritratto onesto di un uomo che, attraverso mille difficoltà, ha imparato a dare un nuovo significato alla propria vita. La pandemia di Covid-19, infatti, rappresenta nel libro una frattura profonda: la dolorosa chiusura definitiva dell’officina meccanica di famiglia costringe Mirko a confrontarsi faccia a faccia con lo smarrimento più totale e con la vitale necessità di reinventarsi da zero. In quella fase buia, l’amore incrollabile della compagna Patrizia e la presenza costante di Lady diventano punti di riferimento incrollabili. Reinventandosi umilmente persino come “tuttofare” (situazione raccontata con brillante autoironia), l’autore riscopre in sé la straordinaria capacità umana di ricominciare a vivere.

Il ricordo del padre e il vero volto del volontariato

Al centro pulsante del racconto c’è anche, e soprattutto, la commovente figura del padre di Mirko, Alessio, un uomo temprato dalle difficoltà, cresciuto tra le austere mura dell’orfanotrofio milanese dei Martinitt.
Da lui l’autore dichiara di aver ereditato valori incrollabili che, durante la tempesta del Covid, sono diventati una vera bussola esistenziale: la dignità del lavoro, la capacità di non lasciare mai indietro nessuno e, su tutto, il dolcissimo invito a conservare sempre un «cuore di bambino», capace di meravigliarsi anche di fronte alle prove più dure che la vita ci mette di fronte. Un altro tema cardine affrontato da Mirko Banco è il vero significato del volontariato civico. Nel libro, il soccorso cinofilo viene raccontato lontanissimo da ogni stucchevole retorica dell’eroe moderno. Non c’è alcuna ricerca di gloria mediatica, riconoscimento sociale o gratificazione economica nell’infilare una divisa nel cuore della notte; è, piuttosto, una scelta quotidiana, logorante ma bellissima, di pura responsabilità e di amore per il prossimo. La promessa sussurrata a chi è in difficoltà, «Non sei solo», diventa così il vero cuore ideale del romanzo. Il libro si chiude dolcemente con il meritato pensionamento operativo della coraggiosa Lady all’età di undici anni, e con la visione romantica di un “sogno nel cassetto” ancora da realizzare: la futura creazione in Puglia di un grande campo cinofilo olistico e inclusivo, un luogo senza competizioni dove umani e cani possano semplicemente rifugiarsi nel verde della natura per ascoltarsi. “Ho scritto questo libro per un profondo senso di gratitudine”, ha spiegato l’autore al folto pubblico di Polignano. “Non volevo semplicemente redigere un manuale sterile o raccontare le missioni di soccorso della Croce Rossa, ma sentivo l’urgenza di rendere un omaggio imperituro a due anime che, di fatto, hanno letteralmente salvato la mia vita: la mia Border Collie, Lady, e il mio compianto padre Alessio”.

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