PREOCCUPAZIONE TRA GLI ALLEVATORI DELLA VAL DI CECINA PER UN TENTATO ATTACCO DI LUPI A BOVINI
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Redazione- In una mattinata invernale nella campagna della Val di Cecina, a circa 500 metri d'altitudine, si è verificato un episodio che ha destato allarme tra gli operatori del settore zootecnico. Poco dopo le undici, in pieno giorno, un gruppo di sei lupi ha cercato di penetrare in un recinto con l'intento di aggredire una mandria di bovini al pascolo.
L'intervento tempestivo di Silvio Giannetti, un allevatore con una lunga esperienza nella zona, e di suo figlio ha sventato l'attacco. Giannetti ha espresso la sua sorpresa per questo evento, sottolineando come sia la prima volta che i lupi prendono di mira animali di tale stazza. Sebbene le predazioni di ovini siano purtroppo una realtà frequente, nonostante le misure preventive, questo incidente con i bovini rappresenta una novità preoccupante.
L'azienda agricola di Giannetti, gestita dalla sua famiglia da quattro generazioni e specializzata nell'allevamento di ovini e bovini da carne, è profondamente legata al territorio volterrano. Nell'ultimo anno, l'allevatore ha lamentato la perdita di circa venti pecore, senza contare gli animali dispersi. Giannetti ha evidenziato come le incursioni avvengano anche durante il giorno e che il rischio è destinato ad aumentare con l'arrivo dei nuovi nati. Ha inoltre chiarito che non si tratta di una "guerra" contro il lupo, ma di una situazione che, a suo parere, avrebbe dovuto essere gestita in precedenza per evitare conflitti con le attività agricole.
L'emergenza legata alla presenza dei lupi è diventata una costante per gli allevatori della Val di Cecina e del Volterrano, e per gran parte della Toscana, una delle regioni europee con il più alto numero di predazioni. Questa pressione mette a repentaglio la sopravvivenza delle aziende zootecniche, in particolare quelle che si basano sul pascolo brado. Di fronte a questa situazione, e anche su sollecitazione di Coldiretti, è stato avviato un percorso a livello comunitario per rivedere lo status di protezione del lupo, passando da "rigorosamente protetto" a "protetto".
Marco Pacini ha spiegato che i risarcimenti non rappresentano una soluzione definitiva, ma che è necessario un approccio scientifico e ponderato. La crescente presenza dei lupi in tutta la regione sta creando notevoli difficoltà, portando alla chiusura di molte aziende. La modifica dello status di protezione permetterebbe alle Regioni di attuare piani di gestione mirati, salvaguardando sia la specie che le attività agricole. La diminuzione degli allevamenti, ha aggiunto, comporterebbe una riduzione della produzione di latte e una crisi profonda per le filiere lattiero-casearie.
In previsione di futuri piani di gestione, Coldiretti Toscana, in collaborazione con Federcaccia Toscana, lancerà il primo studio sistematico sulla popolazione di lupi nella regione. Questo progetto, denominato "Lupus Etruriae", mira a superare le stime generali per ottenere una mappatura precisa dei branchi. Il monitoraggio si avvarrà di diverse metodologie, tra cui videocamere, tecniche di "wolf howling" (richiamo dei lupi) e analisi genetiche su campioni fecali, di pelo e carcasse, al fine di distinguere i diversi branchi e identificare eventuali ibridi.
Una delle aziende coinvolte nel progetto si trova proprio nell'area della Val di Cecina.
Fonte: pisanews.net
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