TERRORE A FORMELLO: 51ENNE TRAVOLTA DA UN CINGHIALE DAVANTI AL PORTONE DI CASA
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Redazione- Un normale lunedì sera si è trasformato in un incubo per Maura, una residente di 51 anni di Formello, rimasta vittima di un’aggressione da parte di un grosso cinghiale. L’episodio, avvenuto lo scorso 15 marzo intorno alle 19:30, ha riacceso prepotentemente il dibattito sulla sicurezza urbana e l’eccessiva presenza di fauna selvatica nelle zone abitate a nord della Capitale.
Tutto è iniziato per un gesto di civiltà: la donna si trovava nei pressi dell’ingresso della zia, a pochi passi dalla propria abitazione, quando ha notato un sacco dell'immondizia sventrato con i rifiuti disseminati sul selciato. Intenta a ripulire la strada, Maura ha chiesto al compagno di portarle gli attrezzi necessari. In quel frangente, dall’oscurità sono emersi due esemplari. Mentre il primo si è limitato a osservare prima di allontanarsi, il secondo ha manifestato un’aggressività immediata e inaspettata.
«Ho udito un grugnito sordo e, in un battito di ciglia, l’animale mi è piombato addosso con violenza», ha raccontato la vittima ancora scossa. L’urto l’ha scaraventata violentemente al suolo, mentre l’animale si dileguava subito dopo la carica.
Le grida della 51enne hanno richiamato l’attenzione del compagno e della sorella Nada, che si sono precipitati in suo aiuto. Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri della Stazione di Cesano e il personale sanitario del 118. La donna è stata trasportata d’urgenza al nosocomio Villa San Pietro. Fortunatamente, gli esami radiografici hanno escluso fratture ossee, ma il referto parla di profonde lacerazioni cutanee, estesi ematomi e uno stato di shock comprensibilmente severo. Maura è stata dimessa con una prognosi che prevede una terapia farmacologica a base di antidolorifici e antibiotici.
«Non siamo più liberi» L’evento ha scosso l’intera comunità di Formello, dove il senso di insicurezza è ormai palpabile. La sorella della vittima, Nada, ha descritto una situazione fuori controllo: «Viviamo in un costante stato di allerta. Gli avvistamenti non riguardano più solo le zone rurali, ma anche il centro cittadino e le aree ludiche frequentate dai bambini».
Secondo le testimonianze raccolte, la convivenza forzata con gli ungulati sta modificando le abitudini quotidiane dei cittadini: «Per uscire in giardino dobbiamo fare rumore per spaventarli, sperando che non reagiscano male», conclude amara la sorella della donna ferita. La richiesta che sale dal territorio è chiara: interventi urgenti per contenere l'invasione e restituire serenità a chi abita queste zone.
Fonte:leggo.it
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