BIMBA DI 10 ANNI MORSA DA UNA VIPERA: IL CALDO ANOMALO SVEGLIA I RETTILI IN ANTICIPO
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Redazione- L’instabilità climatica e le ondate di calore fuori stagione stanno alterando i ritmi della fauna selvatica. Sabato scorso, tra i sentieri della Lessinia, una giovanissima di dieci anni è stata vittima dell'attacco di una vipera: un evento insolito per questo periodo dell'anno, che segna un anticipo di circa trenta giorni rispetto alla normale tabella di marcia della natura.
Subito dopo l'accaduto, la piccola è stata trasportata d'urgenza al polo ospedaliero veronese di Borgo Trento. Qui, il personale del pronto soccorso pediatrico, in stretta collaborazione con gli esperti del Centro Antiveleni dell’Aoui (coordinati dal dottor Giorgio Ricci), ha monitorato costantemente le sue condizioni. Per fortuna, il quadro clinico si è rivelato meno grave del previsto: non è stato necessario ricorrere alla somministrazione del siero antiofidico, poiché l'organismo della bimba ha reagito positivamente. Dopo una giornata di osservazione, la paziente è stata dimessa in perfetto stato di salute.
Dal punto di vista medico, la tempestività è fondamentale: la "finestra" ideale per intervenire a seguito di un morso velenoso oscilla tra le quattro e le sei ore. I segnali a cui prestare attenzione variano dalla tumefazione della zona colpita fino a complicazioni sistemiche come malessere gastrico, nausea e dissenteria. Nel caso specifico, la giovane presentava solo un lieve gonfiore e dolore localizzato alla mano, senza alcun peggioramento durante la degenza. L'ospedale veronese, d'altronde, rappresenta un'eccellenza nel settore, disponendo di antidoti tecnologicamente evoluti basati su frammenti anticorpali, molto più sicuri rispetto ai preparati utilizzati in passato.
«La vicenda si è conclusa felicemente e senza complicazioni», ha dichiarato il dottor Ricci, sottolineando come l’innalzamento delle temperature stia modificando le abitudini letargiche dei rettili. Lo specialista invita alla massima cautela durante le camminate primaverili: «È essenziale muoversi con attenzione, evitando di infilare mani o piedi in zone a rischio come cataste di legname, fessure tra le rocce o erbaggi fitti».
Non è la prima volta che si verifica un risveglio anticipato delle vipere nel Veronese: già nell'aprile del 2023 si erano registrati casi simili, ma l'episodio di questo marzo conferma una tendenza sempre più precoce legata ai cambiamenti ambientali.
Fonte:corrieredelveneto.corriere.it
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