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Territorio

Grotte di Stiffe protagoniste del Camperfest 2026: alla scoperta dell’Abruzzo in camper

La magia della natura abruzzese è pronta a conquistare gli amanti del turismo su quattro ruote! Dal 9 all’11 ottobre 2026 torna in grande stile la terza, attesissima edizione di “Camperfest – Destinazione L’Aquila”, il grande raduno nazionale promosso dall’Associazione Campeggiatori L’Aquila. Decine di equipaggi invaderanno pacificamente il Comune di San Demetrio ne’ Vestini per scoprire uno dei siti naturalistici più incantevoli d’Italia: le maestose Grotte di Stiffe (gestite magistralmente dall’Azienda Territorio e Cultura). Dopo il successo ottenuto al Salone del Camper di Parma, le Grotte sono pronte ad accogliere i turisti per un weekend da sogno: non solo l’emozionante visita sotterranea al complesso carsico abruzzese e i tour guidati nel centro dell’Aquila, ma anche un’entusiasmante e gustosissima tappa a Castelnuovo e Bominaco per ammirare da vicino i campi in fiore e i segreti della lavorazione del preziosissimo Zafferano dell’Aquila DOP! Leggi il programma dettagliato della tre giorni nel nostro approfondimento 👇

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Grotte di Stiffe

San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila) – Il turismo itinerante, quello lento, consapevole e vissuto a stretto e amorevole contatto con le bellezze naturalistiche, sta vivendo in Italia una vera e propria e inarrestabile epoca d’oro. Abbracciando in pieno questa vincente e affascinante filosofia di viaggio all’aria aperta, le maestose Grotte di Stiffe si preparano a diventare le assolute e incontrastate protagoniste di un evento destinato a richiamare visitatori da ogni angolo della penisola.
La celebre meraviglia carsica, orgogliosamente incastonata nel pittoresco Comune di San Demetrio ne’ Vestini (in provincia dell’Aquila), ospiterà infatti la tappa centrale di un viaggio affascinante in camper attraverso i luoghi più nascosti, suggestivi e culturalmente intatti del vasto entroterra abruzzese. Il pretesto per questa pacifica e festosa invasione turistica è dato dal tanto atteso ritorno ufficiale della manifestazione “Camperfest – Destinazione L’Aquila 2026”. L’evento clou, meticolosamente programmato per il prossimo fine settimana (esattamente da venerdì 9 a domenica 11 ottobre), trasformerà l’intera vallata in un coloratissimo e brulicante campo base per decine e decine di equipaggi. Le spettacolari Grotte si preparano così ad accogliere a braccia aperte centinaia di appassionati camperisti provenienti da tutte le regioni d’Italia, offrendo loro l’occasione unica di vivere una scoppiettante tre giorni magistralmente in bilico tra l’esplorazione della natura più selvaggia, la scoperta della grande cultura architettonica e l’assaggio delle più antiche tradizioni enogastronomiche locali. L’ambiziosa iniziativa territoriale, giunta quest’anno con grandissimo successo alla sua terza, affollata edizione, è stata sapientemente ideata e organizzata in stretta collaborazione con l’Associazione Campeggiatori L’Aquila, avvalendosi inoltre del prestigioso e pesante patrocinio del Comune dell’Aquila, dell’Amministrazione del Comune di San Demetrio ne’ Vestini, dell’Ente Parco Regionale Sirente Velino e del provvidenziale supporto finanziario della BCC Roma.

Il programma: dalle Grotte di Stiffe alla magia dello Zafferano DOP

Il calendario degli eventi stilato dagli organizzatori per intrattenere i camperisti è, senza mezzi termini, densissimo e studiato nei minimi particolari per esaltare ogni singola eccellenza del generosissimo territorio aquilano.
Il grande e festoso evento turistico si aprirà formalmente nel tardo pomeriggio di venerdì 9 ottobre (a partire dalle ore 16:00), con il laborioso ma emozionante arrivo e la successiva, ordinata sistemazione di tutti gli equipaggi mobili nelle piazzole di sosta. Terminate le operazioni logistiche, seguiranno i doverosi e calorosi saluti istituzionali delle autorità presenti, che culmineranno in un ricchissimo aperitivo inaugurale basato esclusivamente sulla sapiente e gustosa degustazione di prodotti tipici locali a chilometro zero. La giornata di sabato 10 ottobre sarà invece dedicata a un’immersione totale tra i miracoli della natura, le opere della grande cultura e i piaceri della convivialità umana: al mattino si terrà la suggestiva e rinfrescante visita guidata all’interno delle spettacolari Grotte di Stiffe (con le sue potenti cascate sotterranee e i maestosi giochi di stalattiti), seguita nel pomeriggio da un affascinante e mirato tour esperienziale tra i tesori nascosti e in fase di ricostruzione del centro storico dell’Aquila. La lunga giornata culminerà poi in una deliziosa cena di gruppo allietata da tanta e coinvolgente musica dal vivo. Ma il vero gioiello culturale e agricolo del tour andrà in scena la domenica mattina (11 ottobre): le ruote dei camper si sposteranno verso le frazioni di Castelnuovo di San Pio delle Camere e del borgo di Bominaco per andare materialmente alla scoperta del celeberrimo “oro rosso”, ovvero lo Zafferano dell’Aquila DOP. Gli ospiti avranno la rarissima e formativa occasione di effettuare una visita guidata direttamente nei campi coltivati in fiore, assistendo o partecipando alle delicatissime e ancestrali attività di raccolta e sfioritura, prima di concludere il lungo fine settimana con l’ultima visita guidata all’interno del bellissimo e incontaminato paese.

Il grande lavoro dell’ATC dopo il prestigioso Salone del Camper di Parma

Essere scelti come fulcro di una manifestazione turistica di tale portata logistica e geografica rappresenta un’ennesima, formidabile e meritatissima vetrina promozionale per il sito naturalistico delle Grotte di Stiffe.
La complessa gestione operativa e strategica dell’imponente complesso carsico abruzzese è saldamente e felicemente affidata all’ATC (l’Azienda Territorio e Cultura), l’efficientissimo Ente strumentale istituito e partecipato dal Comune di San Demetrio Ne’ Vestini per valorizzare turisticamente il territorio. Questa felice e redditizia partnership con il mondo dei camperisti non nasce affatto per caso, ma è il frutto maturo e diretto della recentissima, faticosa ma assai fortunata partecipazione istituzionale dell’ATC all’ultima edizione del mastodontico “Salone del Camper di Parma”, un evento di caratura internazionale (tenutosi nella città emiliana proprio dal 12 al 20 settembre 2026) che rappresenta senza ombra di dubbio la fiera e l’appuntamento di riferimento indiscusso per tutto l’indotto del turismo en plein air in Italia e nel sud dell’Europa.

Le parole di Victor Casulli e l’entusiasmo della presidente Germana Alloggia

L’incessante e scientifico lavoro di promozione territoriale condotto dal management sta portando frutti insperati, come confermato dalle autorevoli e felici dichiarazioni rilasciate dai vertici della stessa Azienda Territorio e Cultura alla stampa accorsa.
«Il nostro oscuro e instancabile lavoro quotidiano di promozione mediatica e fieristica non si ferma assolutamente mai, e proprio per questo motivo oggi le Grotte sono diventate, sempre di più, una meta obbligata e ambita da parte di innumerevoli visitatori nazionali ed internazionali», ha spiegato con malcelato e legittimo orgoglio Victor Casulli, infaticabile direttore generale dell’ATC. «Tutto questo enorme successo è possibile anche grazie alla nostra assidua e mirata partecipazione a questi prestigiosi e specifici appuntamenti fieristici di settore. Registriamo un oggettivo e crescente interesse esplorativo tra i turisti, un fuoco che noi continuiamo quotidianamente ad alimentare proponendo sempre nuove iniziative attrattive. Essere scelti per essere stabilmente al centro della programmazione di grandi tour ed eventi di questo calibro è, per noi, motivo di grandissima e immensa soddisfazione. Ora ci prepariamo ad accogliere calorosamente numerosi camperisti, per un appuntamento complesso ma reso materialmente possibile anche grazie al vitale supporto della nostra attivissima collaboratrice Paola Cantalini». Sulla stessa identica e festosa lunghezza d’onda si è infine sintonizzata anche Germana Alloggia, presidente dell’Associazione Campeggiatori L’Aquila, che ha tirato le fila organizzative dell’intero evento. «Siamo finalmente giunti alle porte di questa attesissima e affollata terza edizione della manifestazione, che la nostra associazione organizza logistica e promuove con grandissimo entusiasmo per consentire a quante più persone e famiglie possibili di conoscere a fondo e apprezzare concretamente le meravigliose bellezze naturalistiche della nostra terra. In particolare», ha concluso la presidente Alloggia, «siamo enormemente felici di poter consolidare ufficialmente la proficua e stretta collaborazione, già avviata con enorme successo nelle precedenti edizioni del raduno, con i bravissimi amministratori del Comune di San Demetrio e con il formidabile staff gestionale delle Grotte di Stiffe».

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Territorio

Rischio alluvioni a Meda, Pro Italia all’attacco: “Dopo un anno solo promesse e troppi ritardi”

A un anno esatto dalla drammatica alluvione che ha messo in ginocchio la città di Meda (MB), scoppia la ferocissima polemica politica! Nonostante il sindaco Luca Santambrogio abbia rivendicato lo sforzo di 1,3 milioni di euro messi a bilancio per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua, il comitato locale di “Pro Italia” lancia pesantissime accuse all’amministrazione comunale: “Quanto fatto finora non cancella i ritardi inaccettabili, non possiamo fermarci ai soli annunci”. Il comitato denuncia pubblicamente che la ricostruzione dei ponti strategici è assurdamente ferma e impantanata alla sola “fase di progettazione”, che l’indispensabile sistema di sensori e telecamere di allarme non è ancora pienamente operativo, e che nessuno ha pensato di erogare incentivi economici ai cittadini per aiutarli a comprare le preziose paratie antiallagamento (“I costi della prevenzione non possono essere scaricati vigliaccamente sulle tasche della povera gente!”). Grottesca, poi, la situazione della Val de Mez, zona al confine con Cabiate: quest’ultimo comune ha ripulito l’alveo, mentre Meda no, lasciando il lavoro fatto a metà. Leggi le durissime richieste di Pro Italia al sindaco nel nostro articolo completo 👇

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Luca Santambrogio

Meda (Monza e Brianza) – L’incubo devastante dell’acqua alta, del fango che invade inesorabilmente e distrugge le cantine, i negozi e i piani terra delle abitazioni, è un fantasma nerissimo che non ha mai smesso di infestare le notti insonni dei residenti brianzoli. È trascorso ormai esattamente un intero e lunghissimo anno dalla drammatica, tragica e violenta alluvione che ha messo letteralmente in ginocchio l’economia e la tranquillità della città. In questi difficilissimi dodici mesi, il sindaco in carica Luca Santambrogio ha più volte rivendicato pubblicamente e orgogliosamente la bontà e la celerità degli urgenti interventi strutturali realizzati dalla sua giunta municipale, ricordando costantemente alla stampa e ai cittadini come Meda sia, di fatto, l’unico Comune dell’intera e vasta tratta territoriale ad essersi tempestivamente dotato di uno studio idraulico e geologico profondamente aggiornato e revisionato subito dopo la fine dell’emergenza idrica. Per arginare la furia della natura, il Comune ha messo in campo uno sforzo economico non indifferente, impegnando coraggiosamente ben oltre 1,3 milioni di euro attinti direttamente da risorse proprie di bilancio, mentre la Regione Lombardia (dal canto suo) è intervenuta in soccorso della cittadinanza stanziando ufficialmente un tesoretto di circa 400.000 euro per la sicurezza pubblica. Tuttavia, questo enorme sforzo contabile non è bastato minimamente a placare le fortissime polemiche e la vibrante ansia della cittadinanza locale, sfociando nelle ultime ore in una durissima e pesante presa di posizione politica e civile.

I fondi del Comune e la durissima critica: “I lavori finora eseguiti non bastano”

A scendere clamorosamente in campo per smascherare le pericolose lacune amministrative è il comitato cittadino e la sezione politica locale di Pro Italia.
Attraverso un infuocato, lunghissimo e dettagliatissimo comunicato stampa diramato in queste ore ai giornali, il movimento politico non fa alcuno scontro frontale sui numeri, ma anzi riconosce apertamente e lealmente il grandissimo impegno profuso e l’importo economico indubbiamente ingente già stanziato in bilancio dall’amministrazione Santambrogio. Ma il cuore della feroce critica si basa sull’urgenza pratica e cantieristica: «Questi lodevoli fondi, da soli, purtroppo non bastano assolutamente a farci dormire sonni tranquilli: la reale e concreta sicurezza del nostro martoriato territorio non può e non deve fermarsi banalmente agli annunci euforici sui giornali o accontentarsi esclusivamente dei pochissimi lavori già eseguiti. Il vero e drammatico punto politico della questione è tanto semplice quanto spietato: quanto è stato fatto finora dall’amministrazione comunale è del tutto insufficiente e, soprattutto, non cancella magicamente con un colpo di spugna i gravissimi e colpevoli ritardi burocratici accumulati. Dopo dodici interminabili mesi di paura e di vane promesse, i liberi cittadini, le decine di famiglie sfollate e le innumerevoli imprese locali che hanno perso tutto, attendono ancora oggi risposte chiare, scadenze certe, cantieri aperti e l’assunzione di responsabilità politiche precise da parte di chi governa». Il j’accuse di Pro Italia è tagliente e si divide chirurgicamente in quattro, fondamentali e macroscopici punti di criticità irrisolta che minacciano la tenuta della città alla prossima, inevitabile “bomba d’acqua” autunnale.

I ponti fermi e il caos assurdo della Val de Mez: le accuse al sindaco

Il primissimo e più macroscopico nodo della discordia riguarda i colossali e fondamentali lavori di rifacimento strutturale delle infrastrutture di attraversamento cittadino.
Stando alla pesante e puntigliosa denuncia pubblica mossa da Pro Italia, per l’urgente, promesso e vitale rifacimento e consolidamento dei grandi ponti strategici situati in via Como, in via Luigi Rho e in via Francia, ad oggi (dopo un intero anno solare dalla disgrazia idrica) l’amministrazione è riuscita goffamente ad affidare tramite bando soltanto e unicamente i preliminari incarichi tecnici di progettazione cartacea agli ingegneri. Dei cantieri, insomma, non vi è ancora alcuna traccia visibile. «I cittadini sono estenuati, non servono e non bastano più le solite, generiche altre promesse lanciate nel vento: pretendiamo che il Comune pubblichi immediatamente, fin da domani mattina, un cronoprogramma dei lavori serio, dettagliato, vincolante e inflessibile, che contenga date certe e inamovibili per l’effettiva conclusione dei cantieri», tuona la nota del comitato. Un’altra, surreale e grottesca nota dolente sollevata nel comunicato, che sfiora letteralmente i confini dell’assurdità burocratica italiana, riguarda da vicino la delicatissima situazione ecologica della zona della Val de Mez, che richiede obbligatoriamente un ferreo e tempestivo coordinamento amministrativo tra enti confinanti. «Noi esponenti e militanti di Pro Italia avevamo già notato e ampiamente denunciato, fin dal lontano mese di maggio di quest’anno, come nella profonda Val de Mez sia le fondamentali sponde terrose che le robuste briglie di contenimento idrico stiano inesorabilmente franando e cedendo sotto il peso degli elementi atmosferici. L’area in questione, per sfortuna, ricade a livello catastale sotto la doppia e incrociata competenza legale di due distinti comuni limitrofi: Meda e la vicina Cabiate. Ebbene, cosa è successo? Cabiate ha giustamente provveduto a sradicare e pulire scrupolosamente soltanto la propria, piccola porzione di sponda di stretta competenza. Peccato che l’acqua del fiume, com’è drammaticamente evidente persino a un bambino cieco, non si ferma miracolosamente davanti agli invisibili confini comunali disegnati sulle mappe catastali! A distanza di dodici lunghissimi mesi, è a dir poco scandaloso e inaccettabile che il potente Comune di Meda non sia ancora minimamente e operativamente intervenuto a sbrogliare la matassa sulla preziosa parte di propria e diretta competenza territoriale. La sicurezza idraulica di migliaia di abitanti», sottolineano sdegnati i portavoce, «non può in alcun modo restare appesa al filo e dipendere da interventi amministrativi frammentari e incompleti».

Monitoraggio a rilento e paratie antialluvione: “Costi sulle tasche dei medesi”

Le accuse si spostano poi sul fronte sensibile e nervalgico della strumentazione tecnologica e degli scarichi di responsabilità di ordine prettamente economico sui portafogli dei residenti.
Pro Italia critica duramente e spietatamente le pesanti lungaggini della complessa macchina burocratica persino per quanto riguarda l’installazione essenziale del basilare sistema di monitoraggio, telerilevamento e protezione civile dell’intera e popolosa comunità brianzola: il famigerato sistema automatico di allarme, composto da modernissimi e costosi sensori di profondità, telecamere a circuito chiuso e messaggistica istantanea per riuscire finalmente a controllare, visualizzare e segnalare in perfetto tempo reale il preoccupante e repentino innalzamento dei livelli dell’acqua nei fiumi. Ebbene, anche questo vitale apparato salva-vita «risulta essere ancora goffamente fermo in una lenta, estenuante e imbarazzante fase di mero avviamento e test. Vogliamo sapere pubblicamente e ufficialmente una data: quando, di grazia, questo prezioso sistema sarà reso finalmente, totalmente e pienamente operativo per la cittadinanza?», chiede a gran voce il comitato. Ma la bordata politica finale, quella più sentita dalle famiglie, arriva sulla gestione preventiva e sui pesanti costi dell’emergenza idrica passati sotto silenzio. «Ci chiediamo disperatamente, e chiediamo al Sindaco, perché diavolo il Comune di Meda, in stretta sinergia con la ricca Provincia e la Regione, non abbia mai minimamente previsto, a bilancio, l’erogazione di contributi finanziari a fondo perduto o forti sgravi fiscali per consentire in tempi rapidi alle numerosissime e spaventate famiglie e alle deboli attività commerciali di poter acquistare, privatamente e a prezzi agevolati, delle utilissime paratie meccaniche antialluvione? Questa è una vera follia istituzionale: la fondamentale ed essenziale prevenzione del rischio idrogeologico non può, e non deve mai più, essere vigliaccamente e unicamente scaricata per intero sulle sole tasche e sui risparmi dei cittadini medesi. Non si può fare cassa sulla paura della gente».

“Non c’è più tempo: servono fatti, scadenze e trasparenza”

La pungente requisitoria politica di Pro Italia non risparmia, in chiusura del comunicato, nemmeno i misteri legati a un altro delicato e cruciale cantiere scomparso magicamente dai radar della stampa locale.
Il comitato chiede infatti pesantemente e formalmente conto e soddisfazione su che misera e nebulosa fine abbia ingloriosamente fatto il tanto sbandierato e osannato progetto del “Parco dell’Acqua e del sistema di drenaggio urbano sostenibile (i cosiddetti sistemi SuDS)”. Una misteriosa opera in carico diretto alla società AEB, i cui cantieri avrebbero dovuto gestire fisiologicamente e in modo del tutto naturale, organico e sicuro lo smaltimento delle imponenti acque piovane fognarie, prevenendo drasticamente i fastidiosi e pericolosi allagamenti stradali superficiali e riequilibrando il fragile bilancio idrico del territorio. Anche su questo punto nodale, il buio burocratico e il silenzio amministrativo regnano ad oggi sovrani e incontrastati tra le aule del municipio. «La vitale e preziosa sicurezza fisica ed economica delle nostre famiglie e del nostro duro lavoro non può permettersi il lusso di aspettare passivamente e fatalmente la prossima, catastrofica emergenza meteo autunnale. Chiediamo pubblicamente e con forza all’Amministrazione Comunale e al Sindaco di fare immediatamente chiarezza, di indicare nero su bianco e pubblicamente, in un consiglio comunale aperto, tutti i tempi, le vere risorse stanziate e i nomi e i cognomi dei responsabili tecnici e burocratici per ciascuno di questi vitali interventi ancora vergognosamente rimasto aperto a un anno dal disastro. La città e la comunità di Meda, purtroppo, hanno già amaramente pagato un prezzo altissimo e incalcolabile: ora servono solo e unicamente fatti concreti, pale in movimento, trasparenza amministrativa totale e nessun altro, patetico e misero rinvio istituzionale».

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Territorio

Nasce all’Aquila l’Auditorium dell’Ordine dei Medici: spazio tecnologico aperto alla città

La sanità abruzzese fa un clamoroso e modernissimo balzo nel futuro! Sabato 26 settembre (alle ore 9:00), l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia dell’Aquila inaugurerà ufficialmente il suo nuovissimo, ipertecnologico e fiammante Auditorium in via Pescara (presso il Centro Direzionale Strinella). Una sala da ben 180 posti dotata delle migliori tecnologie per videoconferenze, acquistata dalla dirigenza unicamente con i fondi degli avanzi di bilancio e senza fare un solo euro di debito in banca! Un traguardo figlio del “nuovo corso” politico del presidente dell’Ordine (e primario di Malattie Infettive) Alessandro Grimaldi, che appena eletto ha addirittura tagliato del 50% le indennità dirigenziali per risparmiare e finanziare i corsi di formazione dei giovani dottori. “L’Auditorium non sarà solo un freddo ufficio, ma uno spazio luminoso, aperto ai cittadini, alle Asl e ai volontari per fare rete”, ha esultato Grimaldi. All’evento inaugurale parteciperanno i vertici nazionali del mastodontico ente pensionistico ENPAM e i più agguerriti sindacati medici d’Italia, per un convegno infuocato sul futuro e sulle pensioni dei camici bianchi. Leggi tutti i nomi illustri e i dettagli nel nostro articolo completo 👇

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auditoriumordinemedici

L’Aquila – In un’epoca storica particolarmente turbolenta per l’intera sanità pubblica italiana, spesso afflitta da enormi carenze di personale, continui e inaccettabili episodi di violenza nelle corsie e gravissimi tagli lineari al bilancio statale, arriva finalmente dal capoluogo abruzzese una luminosissima e concreta testimonianza di eccellente gestione virtuosa e lungimirante delle preziose risorse pubbliche e professionali.
La città dell’Aquila si prepara infatti a ospitare e abbracciare con grande entusiasmo una modernissima struttura architettonica e culturale, fiore all’occhiello dell’intera classe medica regionale. Stiamo parlando della nuovissima e ipertecnologica sede congressuale permanente voluta, ideata e realizzata caparbiamente dall’OMCeO, l’attivissimo Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dell’Aquila. Il taglio del nastro tricolore e l’inaugurazione ufficiale in pompa magna della nuova “casa dei medici” sono stati solennemente fissati in calendario per la luminosa mattinata di sabato 26 settembre 2026, con inizio tassativo dei lavori e dei festeggiamenti previsto per le ore 9:00. Il nuovo Auditorium è strategicamente, comodamente e centralmente situato nella frequentatissima via Pescara 2, proprio all’interno del modernissimo e funzionale Centro Direzionale “Strinella 88”, a due brevissimi passi pedonali dal vasto e nuovissimo parcheggio pubblico sotterraneo (da poco inaugurato e ricavato abilmente negli spazi della ex caserma militare Rossi) e vicinissimo a tutte le principali e rinomate strutture alberghiere del suggestivo centro storico cittadino. All’attesissimo e fondamentale evento inaugurale del 26 settembre non mancheranno le massime autorità, ma prenderanno parte fisicamente anche i massimi e indiscussi vertici della sanità nazionale: presenzieranno infatti figure apicali e di primissimo piano come Filippo Anelli, attivissimo presidente nazionale della FNOMCeO (la potente Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), e il Dottor Alberto Oliveti, influente e insostituibile presidente nazionale in carica dell’Enpam (il mastodontico Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici).

I dettagli della nuova struttura: 180 posti senza accendere alcun debito

La primissima cosa che balza letteralmente agli occhi varcando la soglia di questa nuovissima sala congressi è l’assoluta e sfarzosa modernità ingegneristica dell’intero impianto.
L’Auditorium dispone fisicamente di 180 comode poltrone per il pubblico, e la struttura si presenta esteticamente come un ambiente completamente e radicalmente rinnovato in ogni suo più intimo dettaglio. È dotata in maniera capillare di tecnologie audio e video di ultimissima generazione, schermi giganti ad altissima definizione e cablaggi perfetti, elementi tecnici oggi divenuti assolutamente indispensabili e vitali per poter ospitare professionalmente le delicate videoconferenze mediche, la formazione continua ECM, i prestigiosissimi convegni scientifici universitari e le innumerevoli trasmissioni in streaming globale. Questa sala non è stata pensata banalmente come un semplice ufficio di rappresentanza per timbrare scartoffie, ma ha l’ardire e la profonda ambizione di voler diventare il punto nevralgico, formativo e di riferimento intellettuale assoluto dell’intera professione medica e odontoiatrica della immensa provincia dell’Aquila. E il miracolo vero è soprattutto di natura squisitamente finanziaria: «Il nostro nuovissimo Auditorium, acquisito materialmente durante il corrente e faticoso mandato amministrativo del Consiglio Direttivo 2025-2028, è stato pagato fino all’ultimo centesimo unicamente con i fisiologici avanzi di bilancio e, lo voglio sottolineare con estremo orgoglio, senza fare alcun debito e senza chiedere prestiti onerosi alle banche», ha spiegato con visibile e giustificata soddisfazione Alessandro Grimaldi, lo stimatissimo presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia dell’Aquila. «Questa struttura d’eccellenza nasce oggi non solo e non tanto come fredda sede burocratica e formale dell’Ordine, ma si propone orgogliosamente come un luminosissimo spazio culturale totalmente aperto e spalancato all’intera collettività cittadina. Sarà un insostituibile luogo di continua formazione, di aspro ma proficuo confronto e di immensa crescita intellettuale messo gratuitamente a completa e totale disposizione dell’università, dei manager della Asl, degli altri Ordini e Federazioni professionali, delle varie società scientifiche nazionali, delle associazioni di volontariato e, in ultima istanza, di tutti i normali cittadini. Vogliamo operare seguendo e perseguendo ostinatamente una logica sana di rete civica e di proficua collaborazione sociale con tutto il vastissimo territorio abruzzese. Sarà, insomma, uno spazio vivo e pulsante della nostra comunità, dove poter gettare solide basi per costruire fisicamente, tutti insieme appassionatamente, il futuro della sanità italiana».

Il nuovo corso di Alessandro Grimaldi: indennità tagliate per la formazione

L’apertura della mastodontica sala congressi rappresenta, in realtà, soltanto la proverbiale e scintillante punta dell’iceberg di una vera e propria e radicale “rivoluzione culturale” interna all’Ordine professionale.
Questo titanico e virtuoso progetto logistico, infatti, si inserisce perfettamente e coerentemente nell’ambito del “nuovo corso” politico e amministrativo avviato con grandissima determinazione e tenacia dalla guida dell’Ordine dei Medici della provincia dell’Aquila. Al timone di questo epocale e complesso cambiamento c’è proprio lui, dalla fine del 2024: il Dottor Alessandro Grimaldi, già noto e stimatissimo per essere il primario d’eccellenza del delicato e fondamentale reparto di Malattie infettive del grande ospedale civile “San Salvatore” dell’Aquila, nonché influente e indiscusso capo dipartimento della medicina dell’intera Asl provinciale. Appena insediatosi ufficialmente e democraticamente sulla poltrona di presidente dell’Ordine, Grimaldi ha da subito e clamorosamente promosso e imposto, quasi come primissimo atto politico del suo mandato direttivo, una radicale e inaspettata riduzione drastica (pari a un pesantissimo taglio del 50%) dell’ammontare delle prestigiose e ricche indennità di carica previste da statuto per i presidenti dell’Ordine, sia per l’Albo specifico dei Medici che per quello degli Odontoiatri (le cariche Cam e Cao). Questa coraggiosissima e impopolare spending review verticistica ha generato in maniera miracolosa un immediato e preziosissimo risparmio strutturale di oltre 20.000 euro netti l’anno: risorse fresche e aggiuntive che la dirigenza ha deciso eticamente e nobilmente di destinare in blocco, in maniera vincolata ed esclusiva, proprio al finanziamento dei corsi di formazione continua e all’aggiornamento professionale per i giovani medici.

Il convegno nazionale sul futuro: pensioni e sostenibilità per i camici bianchi

Per bagnare degnamente il varo e l’inaugurazione ufficiale di una sede così maestosa e prestigiosa, l’Ordine non poteva certo esimersi dall’organizzare un evento intellettuale e politico di risonanza nazionale e di altissimo spessore contenutistico.
L’inaugurazione istituzionale del 26 settembre, infatti, sarà intellettualmente arricchita e costantemente accompagnata dallo svolgimento di un importantissimo e attesissimo convegno di respiro interregionale e nazionale, eloquentemente e provocatoriamente intitolato “Il futuro della professione medica: lavoro, sostenibilità e previdenza”. Questo summit di altissimo livello scientifico e sindacale è stato ideato, organizzato e fortemente promosso con il doppio e prestigiosissimo patrocinio morale e l’ingente contributo logistico della FNOMCeO e, soprattutto, del potente e ricchissimo istituto di previdenza Enpam. Per comprendere appieno l’enorme peso politico e finanziario dell’evento, basti ricordare frettolosamente che l’Enpam è a tutti gli effetti la colossale cassa privata dotata del patrimonio liquido, immobiliare e finanziario di gran lunga più elevato di tutta Italia, un vero e proprio tesoro blindato che oggi supera abbondantemente e vertiginosamente la cifra monstre di 31,3 miliardi di euro. L’imperdibile e fondamentale convegno aquilano sarà dunque una ghiottissima e irripetibile occasione pubblica per potersi finalmente confrontare a viso aperto sul turbolento, oscuro e incerto futuro della sanità pubblica italiana, ponendo una particolarissima, spasmodica e ansiosa attenzione al caldissimo e sentitissimo tema previdenziale e alla stabilità contabile e reale sostenibilità economica dell’intero e complesso sistema pensionistico che dovrà necessariamente supportare la futura terza età dei camici bianchi italiani. All’evento prenderà vita anche una tesissima e fondamentale tavola rotonda plenaria, che vedrà confrontarsi duramente i massimi vertici nazionali dei principali, agguerritissimi sindacati di categoria della professione medica. Tra i numerosi e influenti protagonisti e relatori della giornata spiccano e figurano nomi d’eccezione del panorama sanitario: Roberto Monaco (segretario FNOMCeO), Vittorio Pulci (l’abile direttore generale Enpam), Luigi Mario Daleffe (vicepresidente Enpam), Pierino Di Silverio (carismatico segretario nazionale del potente sindacato Anaoo), Antonio Magi (segretario generale del SUMAI), Guido Quici (presidente nazionale della sigla Cimo), Silvestro Scotti (segretario generale dell’imponente Fimmg, in rappresentanza dei vituperati ma preziosissimi medici di famiglia), Mauro Belmonte, e l’attiva e battagliera Maria Paola Di Sebastiano (voce critica dell’Enpam per i problemi dei giovani precari).

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Territorio

Traguardo storico a Spoltore: il 30 settembre l’inaugurazione del primo asilo nido comunale

La comunità di Spoltore si prepara a vivere una giornata storica, all’insegna dei servizi e dell’infanzia! Mercoledì 30 settembre 2026, alle ore 10.00 in via dell’Asilo, avverrà finalmente l’attesissimo e festoso taglio del nastro del primissimo asilo nido comunale mai realizzato sul territorio. Un traguardo politico, pedagogico e sociale di inestimabile valore, che colma una storica lacuna e offrirà finalmente un supporto logistico fondamentale alle giovani famiglie spoltoresi (e in particolar modo all’occupazione delle madri lavoratrici). A celebrare l’inaugurazione della modernissima struttura saranno presenti in prima linea la sindaca Chiara Trulli e l’intera giunta comunale. L’amministrazione ha rivolto un caloroso invito pubblico a tutta la cittadinanza per partecipare alla cerimonia e condividere insieme questo bellissimo momento di orgoglio civico. Scopri tutti i dettagli, l’importanza del progetto e le sfide per il futuro demografico della città nel nostro articolo completo 👇

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Inaugurazione asilo nido Spoltore

Spoltore – Lo sviluppo di una fiorente e moderna comunità locale, capace di guardare con reale ottimismo alle complesse sfide demografiche del futuro, si misura innanzitutto dalla quantità e, soprattutto, dall’eccelsa qualità dei servizi pubblici essenziali che essa è in grado di mettere quotidianamente a completa disposizione delle proprie giovani famiglie residenti. È seguendo proprio questo sacrosanto e insostituibile principio amministrativo e sociale che la dinamica cittadina abruzzese si appresta oggi a vivere una giornata di festa, preparandosi a celebrare il raggiungimento formale di un obiettivo politico e civile atteso da tantissimi anni.
Un traguardo letteralmente storico e di vitale importanza per tutto il tessuto sociale della comunità di Spoltore si appresta finalmente a diventare una bellissima e solida realtà architettonica ed educativa. Dopo intensi mesi di duro lavoro burocratico e di incessanti cantieri, è giunta l’ufficialità della tanto attesa apertura: nella mattinata di mercoledì 30 settembre 2026, con inizio formale delle celebrazioni fissato puntualmente alle ore 10.00, avrà luogo il solenne e festoso taglio del nastro del primissimo asilo nido comunale mai realizzato a servizio dell’intero territorio spoltorese. La cerimonia pubblica, che richiamerà sicuramente una grandissima folla di curiosi, neo-genitori e cittadini, si svolgerà proprio davanti all’ingresso della nuovissima e modernissima struttura educativa, strategicamente situata e posizionata in via dell’Asilo, un indirizzo che da oggi in poi rappresenterà il cuore pulsante delle politiche per la primissima infanzia della città.

Un’opera fondamentale per il sostegno logistico alle giovani famiglie

La tanto agognata e sudata realizzazione di questo primo presidio educativo pubblico dedicato ai primissimi anni di vita dei bambini non rappresenta affatto una semplice inaugurazione edilizia o un banale taglio del nastro da campagna elettorale, ma si erge a vero e proprio pilastro portante per le moderne politiche di forte sostegno alle famiglie del territorio.
Poter finalmente disporre di un asilo nido di stretta proprietà comunale, con tariffe accessibili e calmiere, spazi educativi sicuri, certificati e conformi alle più recenti e stringenti direttive pedagogiche nazionali, significa innanzitutto fornire un preziosissimo e vitale supporto logistico e psicologico ai tantissimi giovani genitori spoltoresi. In un’epoca storica particolarmente complessa e densa di ostacoli macroeconomici, in cui riuscire a conciliare miracolosamente i pressanti orari e i gravosi impegni del mondo del lavoro moderno con i delicatissimi e primari tempi della cura e dell’affetto per i propri figli piccoli rappresenta una sfida titanica (se non talvolta una missione assolutamente impossibile per molte coppie), la presenza strutturata, forte e capillare di un eccellente servizio per la primissima infanzia organizzato dall’amministrazione locale assume un’importanza socio-economica assolutamente cruciale. L’apertura dei battenti di questa modernissima struttura, infatti, andrà a incidere in maniera diretta, profonda e fortemente positiva in particolar modo e soprattutto sul preziosissimo e fragile tasso di occupazione femminile locale. Molto spesso, purtroppo, proprio la drammatica assenza di validi e sicuri appoggi pedagogici comunali per i primissimi mesi di vita del neonato costringe dolorosamente tantissime brillanti madri lavoratrici a dover rinunciare improvvisamente alla propria promettente carriera professionale o a dover ricorrere a costose e inaccessibili alternative private. L’asilo nido comunale si propone dunque come la risposta istituzionale, pubblica e democratica per abbattere queste inique barriere sociali, offrendo una preziosa ancora di salvataggio a chi desidera far crescere la propria famiglia senza per forza dover sacrificare le proprie ambizioni professionali.

Il taglio del nastro in via dell’Asilo con la sindaca Chiara Trulli

L’enorme e palese risonanza pubblica e il profondissimo significato etico, pedagogico e politico di questa particolarissima opera pubblica richiederanno ovviamente la presenza formale e schierata in prima linea delle massime cariche istituzionali cittadine in fascia tricolore.
All’importante e immancabile appuntamento istituzionale di mercoledì mattina, infatti, prenderanno ovviamente parte in primis il Sindaco di Spoltore, Chiara Trulli, visibilmente orgogliosa del traguardo, accompagnata al completo da tutti i membri formali della giunta e dell’amministrazione comunale in carica. Per la prima cittadina e per tutta la complessa e instancabile macchina organizzativa e burocratica dell’ente municipale, si tratterà dell’atteso, meritato e felice coronamento festoso di un lungo e ostinato percorso procedurale, tecnico e politico, fortemente voluto e caparbiamente perseguito nel corso dell’attuale mandato per poter finalmente colmare una grave e storica lacuna cronica nell’ampia offerta dei servizi socio-scolastici dedicati al cittadino. La cerimonia istituzionale del taglio del nastro inaugurale sarà però, prima di ogni altra cosa, un sincero momento di calorosa condivisione collettiva, un abbraccio simbolico con l’intera cittadinanza accorsa per l’evento, e servirà soprattutto per suggellare pubblicamente e formalmente l’apertura e la definitiva messa a regime di questa struttura, fortemente dedicata in ogni suo singolo e studiato dettaglio architettonico ai bisogni educativi, ludici e cognitivi dei più piccoli e alla serenità mentale delle loro famiglie. Gli ambienti dell’asilo, infatti, sono stati progettati e minuziosamente realizzati seguendo rigorosi standard di eco-sostenibilità ambientale, totale sicurezza antisismica e innovazione pedagogica, al fine di poter garantire ai bimbi spoltoresi un sereno ambiente di primaria crescita, scoperte ed estremo benessere psico-fisico.

L’invito alla cittadinanza per condividere l’orgoglio civico

In vista di questo storico evento, l’amministrazione comunale ha voluto far risuonare forte la propria voce, diramando un caloroso invito pubblico alla partecipazione.
L’invito formale a presenziare e a partecipare attivamente ai festeggiamenti del 30 settembre è stato esteso apertamente e calorosamente a tutti i cittadini, alle associazioni locali, ai residenti del quartiere e a chiunque voglia unirsi alla gioia dell’istituzione. La presenza fisica e sorridente della comunità locale sarà infatti fondamentale e preziosissima per “scaldare” le nuove mura della struttura in via dell’Asilo e per testimoniare visivamente il profondo, sano e legittimo senso di orgoglio civico e di appartenenza territoriale che la realizzazione e l’attivazione di questa complessa opera pubblica genera immancabilmente in chi vive e ama il territorio di Spoltore. Un territorio che, grazie proprio alla preziosissima aggiunta funzionale di questo atteso nido comunale, compie oggi un lunghissimo, decisivo e modernissimo passo in avanti verso un radioso futuro a reale e tangibile misura di bambino. La sfida del domani, ora, sarà ovviamente quella di mantenere altissimi gli standard qualitativi del servizio e del personale educativo impiegato, affinché il nuovissimo asilo di via dell’Asilo non sia solo un traguardo faticosamente raggiunto su carta, ma il florido, gioioso e rumoroso punto di partenza per formare sereni i futuri cittadini di domani.

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