Rimani in contatto con noi
#

Cultura

“In cima alla salita”: il faticoso rammendo delle ferite del passato e il ritorno a sé stessi nella struggente poesia di Silvia De Angelis

LA VITA È UNA FATICA IMMENSA. MA QUANDO SIAMO ARRIVATI IN CIMA ALLA SALITA, POSSIAMO FINALMENTE INIZIARE A “RICUCIRE” LE FERITE DEL NOSTRO PASSATO! 🗻 ❤️ 🧵 Lasciatevi Rapire il Cuore e L’Anima dalla profondità di questo capolavoro Letterario!!! La bellissima poesia “In Cima alla Salita”, scritta dalla bravissima poetessa romana Silvia De Angelis e recensita magistralmente da Pier Carlo Lava, affronta e descrive una delle Battaglie Psicologiche e Umane più difficili e devastanti della nostra Esistenza: Fare i conti col Nostro Passato per tornare a Volerci Bene! Prima o poi, tutti quanti noi arriviamo sfiniti in un punto della Vita (Che la poetessa paragona genialmente alla faticosissima Cima di un Monte scalato faticosamente a piedi) in cui siamo costretti a Fermarci, a guardarci dentro e a tirar fuori i Mostri nascosti. È In quel momento di Riflessione che riaffiora implacabile il Passato, che scorre davanti agli occhi come una “Pellicola Cinematografica Usurata e che Cigola”! I ricordi, le occasioni perse, i vecchi danni e i vecchi Amori irrisolti tornano in superficie! Tutti noi, per nascondere i dolori al mondo esterno, in superficie sembriamo un “Mare Immobile e tranquillo”, ma nel fondo delle Nostre Anime ci sono invece pericolosissimi “Gorghi che turbinano veloci” e che ci tolgono la Serenità! Ma la Magia vera e propria sprigionata dai versi di Silvia De Angelis esplode nel finale, illuminato dolcemente dalla Luna. La Poetessa ci svela il Segreto e lo Scopo della Nostra Esistenza: IL RAMMENDO! “Bisogna Rammendare i Vecchi Danni per tornare a combaciare con sé stessi”! Nessuno potrà Mai cancellare i Traumi, gli Abbandoni e le Ferite subite… L’unico modo per essere felici è trovare il grandissimo Coraggio di usare “Ago e Filo” per Ricucirle da Soli. Solo perdonando i nostri dolori e le nostre Cicatrici potremo tornare a “Combaciare con Noi Stessi”! Leggi tutto il testo della Straordinaria Poesia e goditi la profonda Recensione in questo meraviglioso e Dolcissimo Articolo per l’Anima! 👇 📖 Vi ritrovate anche Voi nelle profonde Parole, quasi Terapeutiche, di questa Bellissima Poesia? Avete mai sentito l’urgenza di “Rammendare e ricucire” i dolori di alcune scelte sbagliate fatte nel passato per cercare di ritrovare la pace con Voi Stessi, o al contrario fuggite continuamente per paura di guardarvi indietro e vedere le Vostre cicatrici e Rimpianti scorrere in “FlashBack”? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri (anche i più intimi) nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Articolo Smeraviglioso per regalare un momento di grandissima e Guaritrice Poesia a tutti i Vostri Amici!

Pubblicato

a

In cima alla salita, lo sguardo attraversa il paesaggio

Roma – Ci sono salite che non conducono semplicemente verso un luogo più alto, ma costringono a guardare dentro sé stessi. Nella poesia “In cima alla salita”, Silvia De Angelis racconta proprio questo momento: l’arrivo a un confine interiore dal quale il passato torna visibile, le ferite chiedono di essere ricomposte e il presente appare come uno spazio incerto, sospeso tra memoria e rinascita.

IN CIMA ALLA SALITA

Su culmine d’un azzardo
occhi contrapposti al largo vuoto del tempo
scena in flash back riavvolta nel cavo
che assottiglia giorni.

Trame insolute intrappolate nell’aria
muovono sospese intonazioni in bilico
su grigio del presente.

Rivedere pellicole usurate che si
riaprono corporali cigolando su mare immobile
per schiudere correnti e gorghi vividi nell’ala
e il sangue.

Spargere luna in laghi di luce
nel rammendo di vecchi danni
combaciando con sé stessi
senza oltrepassare una linea
invisibile che ansimi in cima
alla salita…

@Silvia De Angelis

La recensione

La poesia si apre su un’immagine di forte tensione: il “culmine d’un azzardo”. Non siamo davanti a una vetta conquistata serenamente, ma al punto estremo di una scelta, di un rischio o di un percorso personale che ha richiesto coraggio. Gli occhi si affacciano sul “largo vuoto del tempo”, uno spazio sconfinato nel quale presente e passato sembrano perdere i loro confini.

La metafora cinematografica della “scena in flash back” introduce immediatamente il tema centrale della composizione: il ritorno della memoria. Il tempo viene riavvolto come una vecchia pellicola, mentre i giorni si assottigliano e ciò che sembrava lontano torna improvvisamente vicino. Non si tratta, tuttavia, di una contemplazione nostalgica. Le immagini del passato portano con sé questioni rimaste aperte, le “trame insolute” che continuano a occupare l’aria e a produrre intonazioni instabili, sospese sul grigiore del presente.

È particolarmente intensa l’immagine delle “pellicole usurate” che si riaprono in maniera quasi fisica. Il ricordo, nella poesia di Silvia De Angelis, non appartiene soltanto alla mente: diventa materia, corpo, rumore. Le pellicole “cigolano”, come porte rimaste chiuse troppo a lungo, e si muovono sopra un “mare immobile”. L’apparente quiete nasconde però correnti e gorghi ancora vivi, capaci di raggiungere l’ala e il sangue, cioè il desiderio di libertà e la parte più profonda dell’esistenza.

Il mare immobile rappresenta ciò che esteriormente sembra ormai placato, mentre sotto la superficie continuano ad agitarsi emozioni, dolori e domande. È una delle contrapposizioni più significative della poesia: alla staticità visibile corrisponde un movimento interiore impetuoso. Il passato non è morto, ma continua a circolare nel sangue e a influenzare il presente.

Nella parte conclusiva il tono cambia. Dopo il grigio, il vuoto e le pellicole consumate compare la luna, sparsa dentro “laghi di luce”. È un’immagine delicata e riparatrice, che introduce la possibilità di una riconciliazione. La luce lunare non cancella le ferite, ma permette di vederle diversamente e di iniziare quel “rammendo di vecchi danni” che costituisce il passaggio decisivo del testo.

Il verbo “rammendare” suggerisce un gesto paziente e intimo. Non si possono eliminare gli strappi della vita, ma è possibile ricucirli, conservandone le tracce. In questa prospettiva assume un valore fondamentale l’espressione “combaciando con sé stessi”: il vero traguardo della salita non consiste nel dimenticare, ma nel far coincidere nuovamente le diverse parti della propria identità.

Stile e linguaggio

Lo stile di Silvia De Angelis è visionario, metaforico ed essenziale. Le immagini non descrivono una vicenda precisa, ma costruiscono un paesaggio interiore nel quale il lettore può riconoscere le proprie esperienze. Cinema, mare, luna e salita appartengono a campi differenti, eppure confluiscono in un’unica rappresentazione del tempo e della memoria.

La sintassi frammentata e le frequenti sospensioni restituiscono il movimento incerto del pensiero. Gli enjambement spezzano le frasi e fanno oscillare i versi, mentre i verbi all’infinito — “rivedere”, “spargere”, “oltrepassare” — trasformano la poesia in un percorso ancora in atto. Anche i puntini di sospensione finali impediscono una conclusione definitiva: la salita interiore non termina con una risposta, ma con un respiro.

I temi della poesia

I nuclei principali della composizione sono:

  • il ritorno del passato e delle questioni irrisolte;
  • il rapporto tra memoria, corpo e identità;
  • la presenza delle ferite interiori;
  • la necessità di ricomporre ciò che la vita ha spezzato;
  • il limite invisibile tra consapevolezza e sofferenza;
  • la riconciliazione con sé stessi.

Silvia De Angelis

Silvia De Angelis è una poetessa, scrittrice e blogger romana. La sua produzione si distingue per un linguaggio ricco di immagini, per l’intensità emotiva e per una costante attenzione ai movimenti più nascosti dell’animo. Il suo blog, “Inganni velati – Scorci emotivi dettati dal profondo”, raccoglie una produzione poetica ampia e continuativa. Nel tempo alcune sue composizioni hanno ottenuto premi e riconoscimenti, confermando la profondità di una ricerca poetica fondata sull’essenzialità della parola e sull’energia spirituale delle immagini.

Conclusione

“In cima alla salita” è una poesia sulla memoria, ma soprattutto sulla difficile arte di ricomporsi. La vetta evocata dal titolo non rappresenta un punto d’arrivo definitivo: è il luogo fragile nel quale ci si ferma, si guarda indietro e si tenta di riconoscere ciò che ancora vive dentro di noi.

Silvia De Angelis ci ricorda che guarire non significa cancellare il passato. Significa attraversarne nuovamente le immagini, ascoltare il cigolio delle vecchie ferite e provare a rammendarle, fino a tornare a “combaciare con sé stessi”. In cima alla salita rimane una linea invisibile, affannata e sottile: il confine umano tra ciò che siamo stati e ciò che, nonostante tutto, possiamo ancora diventare.

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura

Oltre il silenzio, dentro l’anima: Paola Sanna presenta «Prima che sia tardi»

Prima che sia tardi: Paola Sanna affida alla poesia il racconto della vita, tra amore, dolore e speranza

Un viaggio intimo tra ricordi, affetti, fragilità e rinascita. Nel volume curato da Costanza Bondi, la parola poetica diventa uno strumento per custodire ciò che davvero conta e non rimandare mai un gesto d’amore.Tutti i dettagli qui sotto 👇

Pubblicato

a

Prima che sia tardi,cover

Prima che sia tardi: Paola Sanna affida alla poesia il racconto della vita, tra amore, dolore e speranza

Un viaggio intimo tra ricordi, affetti, fragilità e rinascita. Nel volume curato da Costanza Bondi, la parola poetica diventa uno strumento per custodire ciò che davvero conta e non rimandare mai un gesto d’amore.

Redazione-  Ci sono libri che si leggono e libri che, pagina dopo pagina, sembrano parlare direttamente al cuore. “Prima che sia tardi”, opera di Paola Sanna, a cura di Costanza Bondi, è una raccolta che si inserisce in quella dimensione letteraria in cui la scrittura diventa testimonianza personale, occasione di riflessione e, soprattutto, condivisione di emozioni universali.

Pubblicato da Bertoni Editore, con data di uscita prevista per il 6 novembre 2026, il volume raccoglie poesie e frammenti di memoria attraverso i quali l’autrice ripercorre il proprio vissuto, intrecciando esperienze personali, legami familiari, amore, sofferenza e speranza. Un percorso narrativo ed emotivo che non cerca di nascondere le fragilità, ma sceglie di attraversarle, riconoscendo nella parola una possibilità di comprensione e rinascita.

Il titolo, “Prima che sia tardi”, racchiude già il senso profondo dell’opera. È un invito a non lasciare in sospeso ciò che merita di essere detto, a non rimandare un abbraccio, una carezza, una telefonata o una dichiarazione d’affetto. È un richiamo alla consapevolezza del tempo, alla necessità di vivere pienamente i rapporti umani e di riconoscere il valore delle persone che accompagnano il nostro cammino.

Nelle pagine della raccolta emergono le ferite dell’anima, la paura della perdita e il coraggio necessario per affrontare le prove che la vita inevitabilmente presenta. I ricordi familiari assumono un ruolo centrale, così come il legame con i figli e con le persone più care, presenze che diventano punti di riferimento nei momenti di maggiore vulnerabilità.

Paola Sanna costruisce un itinerario fatto di sentimenti autentici, nel quale la sofferenza non rappresenta necessariamente un punto di arrivo, ma può trasformarsi in una nuova consapevolezza. La fede, la gratitudine e la speranza accompagnano questo cammino, restituendo alla poesia una funzione che va oltre la dimensione estetica: quella di dare voce a ciò che spesso rimane nascosto dentro di noi.

La scrittura si fa così spazio di resistenza emotiva. Ogni verso diventa un modo per trattenere un ricordo, dare un nome a una mancanza, riconoscere la bellezza degli affetti e trovare, anche nelle giornate più difficili, una ragione per ricominciare.

Un ruolo significativo è affidato alla cura di Costanza Bondi, che accompagna il progetto editoriale, contribuendo a portare al lettore una testimonianza poetica incentrata sulla dimensione più autentica dell’esperienza umana.

“Prima che sia tardi” non è soltanto una raccolta di poesie e memorie: è un invito a fermarsi, ad ascoltare e a guardare con maggiore attenzione ciò che ci circonda. Perché, nella frenesia quotidiana, si rischia spesso di considerare scontate proprio quelle presenze che rappresentano la parte più preziosa della nostra esistenza.

In un tempo in cui tutto sembra correre velocemente, Paola Sanna sceglie di restituire valore alla lentezza del ricordo, alla profondità dei sentimenti e alla forza delle parole. La poesia diventa una casa nella quale ritrovare emozioni, affrontare assenze e riconoscere la bellezza di ciò che è stato.

Il messaggio che attraversa l’intera opera è semplice quanto universale: non aspettare che sia troppo tardi per dire ciò che si prova. Non rimandare l’amore, non dare per scontata la presenza di chi ci vuole bene, non lasciare che il silenzio prenda il posto delle parole necessarie.

Perché, in fondo, la vita è fatta di istanti che non ritornano, di persone che lasciano impronte indelebili e di sentimenti che meritano di essere espressi mentre siamo ancora in tempo.

E forse è proprio questa la più grande lezione che la poesia di Paola Sanna consegna ai suoi lettori: non è mai superfluo amare, ringraziare e ricordare. L’importante è farlo prima che sia tardi.

Il volume, in lingua italiana, si compone di 102 pagine ed è pubblicato da Bertoni Editore. L’ISBN è 979-1257701086 e il codice ASIN è B0HN36VF8B. La pubblicazione è prevista per il 6 novembre 2026.

Prima che sia tardi, cover

Paola Sanna: «Prima che sia tardi, impariamo a dire ciò che il cuore non può più trattenere».

Un dialogo tra poesia, memoria e vita. In occasione dell’uscita della raccolta “Prima che sia tardi”, curata da Costanza Bondi e pubblicata da Bertoni Editore, abbiamo incontrato l’autrice Paola Sanna per esplorare il significato più profondo delle parole, degli affetti e del tempo che ci è concesso.

 

Il titolo della Sua raccolta, “Prima che sia tardi”, sembra quasi un sussurro rivolto alla coscienza di ciascuno di noi. Se dovesse tradurre queste parole in un messaggio destinato al lettore, quale sarebbe?

Credo che nella vita ci siano parole che non dovrebbero conoscere il ritardo. Spesso pensiamo di avere sempre un domani per chiedere scusa, per dichiarare un amore, per stringere una persona a noi o semplicemente per dire «Le voglio bene». Ma il tempo non ci garantisce appuntamenti infiniti. Vorrei che questo libro fosse un invito a vivere con maggiore consapevolezza, senza lasciare che l’orgoglio, la paura o l’abitudine ci impediscano di manifestare i nostri sentimenti. Prima che sia tardi significa, soprattutto, prima che il silenzio diventi definitivo.

 

Nelle Sue poesie si incontrano amore, dolore, paura della perdita e speranza. È possibile che proprio le ferite più profonde diventino le custodi delle nostre emozioni più autentiche?

Sì, perché alcune ferite ci insegnano a guardare oltre la superficie delle cose. Il dolore non è qualcosa che scegliamo, ma può diventare un luogo di consapevolezza. Ci costringe a fermarci, a interrogarci e a riconoscere ciò che conta davvero. Non credo che la sofferenza renda automaticamente migliori, ma credo che possiamo scegliere cosa farne. Possiamo lasciarci indurire oppure trasformarla in sensibilità, comprensione e amore. La speranza, per me, nasce proprio da questa possibilità.

 

La memoria familiare e il legame con i figli occupano uno spazio importante nel Suo universo poetico. Quanto della nostra identità appartiene alle persone che abbiamo amato e quanto, invece, rimane soltanto nostro?

 

Penso che nessuno di noi sia una storia completamente individuale. Siamo anche le persone che ci hanno tenuto per mano, gli abbracci ricevuti, le voci che continuano ad accompagnarci anche quando non possiamo più ascoltarle. I figli, gli affetti familiari e le persone care rappresentano una parte profondissima della nostra identità. Eppure esiste anche uno spazio interiore che appartiene soltanto a noi, dove custodiamo pensieri, paure e sogni. La poesia riesce a mettere in comunicazione questi due mondi: quello che condividiamo e quello che non riusciamo sempre a raccontare.

La paura della perdita è una delle grandi fragilità dell’essere umano. Secondo Lei amiamo davvero qualcuno soltanto quando comprendiamo che potremmo perderlo?

Forse la possibilità della perdita ci rende più consapevoli del valore della presenza. Ma non dovremmo aspettare un’assenza per riconoscere l’importanza di qualcuno. L’amore autentico dovrebbe essere un esercizio quotidiano di attenzione, rispetto e gratitudine. Dovremmo imparare a guardare le persone che abbiamo accanto come qualcosa di prezioso, non come presenze scontate. Perché l’amore non si misura soltanto nella grandezza delle promesse, ma nella delicatezza dei piccoli gesti.

 

 

Nella Sua opera emergono anche la fede e la gratitudine. In un mondo spesso attraversato da inquietudini, delusioni e solitudini, la fede può rappresentare un’ancora oppure è qualcosa di più profondo?

Per me la fede è una luce interiore, una possibilità di trovare un significato anche quando non riusciamo a comprendere tutto ciò che accade. Non significa non avere paura o non soffrire. Significa, piuttosto, non permettere al dolore di spegnere completamente la fiducia nella vita. La gratitudine, invece, è un modo per riconoscere il bene anche quando non tutto è perfetto. A volte basta un ricordo, una presenza, un gesto ricevuto per comprendere quanto siamo stati fortunati.

Lei ha scelto la poesia come strumento per raccontarsi. Ma scrivere significa necessariamente liberarsi oppure, qualche volta, significa anche riaprire porte che sarebbe più facile lasciare chiuse?

Scrivere è entrambe le cose. Ci sono parole che liberano e altre che ci riportano esattamente nel luogo emotivo dal quale vorremmo allontanarci. La scrittura non cancella il passato, ma permette di osservarlo con occhi diversi. Mettere un’emozione sulla carta significa darle uno spazio, riconoscerla e, in qualche modo, smettere di combattere contro di essa. La poesia non sempre guarisce, ma spesso ci aiuta a respirare meglio dentro le nostre stesse fragilità.

 

Vorrei porLe una domanda forse scomoda: siamo davvero capaci di vivere il presente oppure trascorriamo gran parte della nostra esistenza aspettando qualcosa, rimpiangendo ciò che è stato o temendo ciò che potrebbe accadere?

 

Credo che questa sia una delle contraddizioni più grandi dell’essere umano. Siamo fisicamente nel presente, ma spesso emotivamente altrove. Ci manca il passato, ci preoccupa il futuro e rischiamo di non accorgerci della bellezza che ci passa accanto. Imparare a vivere il presente è forse una delle conquiste più difficili. Non significa dimenticare ciò che siamo stati o smettere di sognare, ma comprendere che l’unico tempo nel quale possiamo davvero amare, scegliere e agire è quello che stiamo vivendo.

 

Il Suo libro si intitola “Prima che sia tardi”, ma vorrei ribaltare la prospettiva: secondo Lei esiste un momento in cui è davvero troppo tardi per ricominciare?

Finché dentro di noi rimane la possibilità di sentire, comprendere e desiderare qualcosa di diverso, credo che esista sempre uno spazio per ricominciare. Naturalmente non tutto può essere recuperato e non tutte le persone possono tornare nella nostra vita. Ma possiamo sempre scegliere di non rimanere prigionieri di ciò che abbiamo perduto. Ricominciare non significa necessariamente ritrovare ciò che avevamo, ma imparare a camminare con una nuova consapevolezza.

La raccolta è curata da Costanza Bondi. Quanto è importante, per un’autrice, incontrare qualcuno capace di accompagnare il proprio mondo interiore e contribuire a portarlo verso i lettori?

È importante poter condividere il proprio progetto con una persona che sappia comprenderne il valore umano ed emotivo. Un libro nasce da un’esperienza personale, ma nel momento in cui viene pubblicato smette di appartenere soltanto a chi lo ha scritto. Diventa un incontro, una possibilità di dialogo con persone che magari hanno vissuto emozioni simili. La sensibilità di chi accompagna un’opera in questo percorso può contribuire a valorizzarne il significato.

Se potesse lasciare una sola frase a chi terminerà l’ultima pagina di “Prima che sia tardi”, quale vorrebbe che rimanesse impressa nella sua memoria?

 

Vorrei che il lettore chiudesse il libro e sentisse il desiderio di compiere un gesto d’amore. Vorrei che pensasse a qualcuno, prendesse il telefono, scrivesse un messaggio, cercasse un abbraccio. Non occorrono sempre grandi discorsi per cambiare il significato di una giornata. A volte una parola pronunciata al momento giusto può diventare un ricordo che accompagnerà qualcuno per tutta la vita.

Un’ultima domanda, Paola. Se la vita fosse una poesia ancora incompiuta, quale verso non vorrebbe mai dimenticare di scrivere?

Scriverei un verso sulla gratitudine. Perché, nonostante le difficoltà, le delusioni e le assenze, la vita continua a offrirci occasioni per amare. Vorrei ricordare che siamo fatti di incontri, di emozioni e di momenti che non possiamo trattenere, ma che possiamo custodire. E soprattutto vorrei non dimenticare mai che il bene va espresso, non soltanto provato.

 

Prima che sia tardi,cover

Ci sono interviste che raccolgono risposte e altre che, attraverso le parole, aprono finestre sull’animo umano. Il dialogo con Paola Sanna restituisce il ritratto di una scrittura che sceglie la vulnerabilità come linguaggio e la memoria come luogo di incontro. “Prima che sia tardi”, curato da Costanza Bondi e pubblicato da Bertoni Editore, si presenta come un invito a riscoprire il valore degli affetti, della fede, della riconoscenza e della presenza.

Perché forse il vero lusso della vita non consiste nell’avere più tempo, ma nel saper dare valore a quello che abbiamo. E se c’è una lezione che queste pagine desiderano consegnare al lettore, è che alcune parole non dovrebbero aspettare un’occasione speciale per essere pronunciate.

L’amore non dovrebbe mai arrivare in ritardo.

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐
Continua a Leggere

Cultura

In libreria Rosso a Colori di Ilaria Terribile: la favola illustrata per bambini sul potere dell’amore e delle emozioni

Esce l’11 novembre per 78EDIZIONI “Rosso a Colori”, il nuovo libro illustrato per bambini dell’autrice e disegnatrice Ilaria Terribile: un viaggio incantato nel mondo di Sky con la regina Glory alla scoperta dell’amore, delle sfumature del cuore e della bellezza della fantasia. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

Pubblicato

a

Ilaria Terribile

Chieti – La forza pedagogica del racconto per l’infanzia, la bellezza vibrante dell’illustrazione d’autore e la scoperta delle emozioni primarie tornano a incantare grandi e piccoli lettori. Dopo lo straordinario successo editoriale riscosso con il suo primo volume intitolato Nero a Colori, l’autrice e illustratrice Ilaria Terribile torna sugli scaffali con un atteso e poetico seguito: Rosso a Colori, edito dalla casa editrice 78EDIZIONI e disponibile in tutte le librerie fisiche e negli store digitali a partire da mercoledì 11 novembre 2026. Per approfondire il panorama delle pubblicazioni educative e degli appuntamenti letterari del nostro territorio, vi invitiamo a consultare la nostra sezione dedicata al Territorio.

In questa nuova e luminosa avventura, ambientata nel magico e suggestivo mondo di Sky — un universo fantastico in cui ogni singola sfumatura cromatica dà corpo e voce a uno stato d’animo umano —, la coraggiosa regina Glory si lascia guidare dal misterioso compagno di viaggio Red in un percorso interamente tinto di rosso. Attraversando territori fiabeschi dai nomi evocativi come Cherry, Ruby e Scarlet, tra soffici nuvole di zucchero filato e sentieri dell’abbraccio, la protagonista imparerà a riconoscere la tonalità più potente di tutte: quella che accende il battito del cuore e rivela la meraviglia dell’amore.

Il magico regno di Sky: Ilaria Terribile esplora l’universo delle emozioni con la regina Glory

Tra le invenzioni narrative più riuscite dell’opera spicca l’approdo nel regno fantastico di Cherry, un microcosmo ribaltato a testa in giù dove gli abitanti hanno disimparato l’uso delle parole convenzionali per rispondersi unicamente attraverso i baci. Una metafora candida e immediata che restituisce tutta la spontaneità dell’universo infantile, dove l’affetto non ha bisogno di sovrastrutture razionali ma si esprime con la forza travolgente del contatto e del sorriso. Poco fa vi abbiamo raccontato anche dell’incontro letterario al FLA di Pescara con Claudia Conte sulla voce dei giovani e il disagio emotivo.

Come ha spiegato con trasporto la stessa Ilaria Terribile nel descrivere la genesi del volume, il ritorno dei personaggi di Rain e Glory affonda le proprie radici in un legame intimo e autobiografico: due amici per la pelle che condividono paure nascoste, sogni indicibili e desideri di felicità comuni a tutti noi. La narrazione diventa così uno specchio limpido attraverso cui i bambini imparano a dare un nome alle proprie tempeste interiori senza vergogna. Tutte le novità del settore editoriale per ragazzi sono consultabili nella nostra rubrica Cultura.

SCELTI PER VOI • CASA & MOMENTI DI RELAX

Caffè Borbone Respresso Miscela Blu (Confezione Scorta da 100 Capsule Compatibili Nespresso)

★★★★★ (4.9 su 5 • I prodotti più venduti del giorno su Amazon Italia)

Il caffè N.1 più venduto su Amazon Italia: gusto rotondo, cremosità densa come al bar e aroma inconfondibile nella maxi scorta risparmio da 100 capsule compatibili in offerta speciale.

Scopri il Prezzo Scorta su Amazon →

✓ Disponibilità immediata • Spedizione Veloce con Amazon Prime (Provalo Gratis per 30 giorni)


🎧 Bonus Musica & Podcast: Ascolta le tue playlist e gli audiolibri preferiti senza limiti su Audible: 30 Giorni di Prova Gratuita

La metamorfosi della maternità e la dedica speciale alla piccola Giulia

Un capitolo a parte merita la genesi personale dell’opera, indissolubilmente legata all’esperienza della maternità vissuta dall’autrice: diventare madre segna una profonda trasformazione emotiva, una metamorfosi che arricchisce la personalità senza cancellare le incertezze del passato. Ilaria Terribile rivela infatti che il personaggio della regina Glory rappresenta la personificazione diretta dei sentimenti donati dalla nascita di sua figlia Giulia, alla quale il volume è affettuosamente dedicato.

Arricchito da tavole illustrate a colori realizzate a mano con uno stile fresco, armonioso e dinamico, Rosso a Colori si configura come un vero e proprio inno alla tenerezza e alla capacità di meravigliarsi. L’invito che apre le pagine del libro suona come una dolce promessa educativa rivolta a genitori e figli: «Adesso ti racconto l’amore. Chiudi gli occhi e immagina!». Ulteriori percorsi di crescita e consigli educativi per la famiglia sono raccolti nella rubrica Lifestyle.

Dagli studi a Foggia e Chieti ai laboratori sull’ADHD: il percorso creativo di Ilaria Terribile

Il profilo artistico di Ilaria Terribile è frutto di un solido percorso di studi grafici: diplomata all’Istituto d’Arte di Foggia, si è successivamente perfezionata nell’animazione 2D presso la prestigiosa Scuola Internazionale di Comics di Chieti. Questa duplice formazione le ha permesso di sviluppare una sintesi visiva immediata, capace di coniugare il rigore del disegno professionale alla libertà creativa dell’animazione cinematografica.

Nel corso del 2026 l’illustratrice ha messo il proprio talento al servizio di importanti progetti di sensibilizzazione sociale, illustrando i due saggi educativi MetaforicaMENTE ADHD e Coltivare insieme la mente ADHD dedicati all’inclusione dei minori con disturbi dell’attenzione e iperattività. Accanto alla produzione editoriale con 78EDIZIONI, Ilaria cura costantemente laboratori didattici di lettura animata in scuole e librerie, confermandosi come un’apprezzata protagonista della promozione culturale tra Abruzzo e Puglia.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐
Continua a Leggere

Cultura

Assia Penta, intervista alla scrittrice: “si è donne anche senza essere madri, superiamo il giudizio sociale sulla maternità”

Intervista alla scrittrice Assia Penta: dalla moda al successo dei suoi libri, una riflessione profonda sul diritto di essere donne senza l’obbligo sociale della maternità, superando il giudizio e le pressioni esterne per affermare l’autenticità e la libertà di ogni persona. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

Pubblicato

a

Assia Penta

Roma – C’è una domanda insidiosa che ancora oggi molte donne si sentono rivolgere nella quotidianità, talvolta con superficiale curiosità, altre volte con una velata punta di giudizio morale: «Ma perché non hai figli?». Come se la maternità costituisse una tappa biologicamente obbligatoria, un passaggio inderogabile senza il quale l’identità femminile rimarrebbe incompiuta o manchevole. Eppure, essere donna non significa affatto coincidere esclusivamente con l’essere madre. Per comprendere l’evoluzione dei modelli sociali e delle relazioni affettive contemporanee, vi invitiamo a leggere la nostra sezione dedicata al Territorio.

Esistono donne che scelgono consapevolmente di non avere figli, altre che avrebbero desiderato averne ma che, per complesse circostanze della vita, problemi fisici o percorsi imprevisti, non hanno potuto realizzare questo sogno. Storie profondamente eterogenee, accomunate dal medesimo diritto inalienabile all’autodeterminazione: quello di non doversi giustificare di fronte al tribunale delle aspettative altrui. È da questa riflessione etica che prende le mosse il nostro incontro con Assia Penta, autrice che ha fatto dell’introspezione psicologica e della libertà di essere autenticamente sé stessi il fulcro della propria produzione letteraria.

Dalla moda alla scrittura: il percorso di Assia Penta tra fragilità e accettazione di sé

Dopo aver maturato una significativa esperienza nel mondo della moda, Assia Penta ha individuato nella scrittura narrativa uno spazio privilegiato di rinascita e testimonianza civile. Nei suoi fortunati romanzi e saggi narrativi ha esplorato senza filtri l’accettazione del corpo, le ferite emotive, la violenza psicologica invisibile e la fatica di ricominciare. Titoli come Una curvy in una jungla, Tre donne, Attimi di follia, Voci e ferite della violenza invisibile, Cuori LGBT+ e Amarsi dopo il caos compongono un mosaico letterario che mette al centro la persona. Poco fa vi abbiamo riferito anche dell’incontro al FLA di Pescara con Claudia Conte sulla voce dei giovani e il disagio emotivo.

Oggi il dibattito si concentra sul tema cruciale della maternità intesa come scelta libera e mai come dovere imposto dalla tradizione. Una donna, sottolinea l’autrice, non deve essere valutata in base al fatto di aver dato o meno alla luce dei figli, bensì per la ricchezza del proprio mondo interiore, per le sue passioni, i suoi traguardi intellettuali e il rispetto con cui abita il presente. Tutte le ultime interviste e le novità editoriali sono disponibili nella nostra rubrica Cultura.

SCELTI PER VOI • CASA & MOMENTI DI RELAX

Caffè Borbone Respresso Miscela Blu (Confezione Scorta da 100 Capsule Compatibili Nespresso)

★★★★★ (4.9 su 5 • I prodotti più venduti del giorno su Amazon Italia)

Il caffè N.1 più venduto su Amazon Italia: gusto rotondo, cremosità densa come al bar e aroma inconfondibile nella maxi scorta risparmio da 100 capsule compatibili in offerta speciale.

Scopri il Prezzo Scorta su Amazon →

✓ Disponibilità immediata • Spedizione Veloce con Amazon Prime (Provalo Gratis per 30 giorni)


🎧 Bonus Musica & Podcast: Ascolta le tue playlist e gli audiolibri preferiti senza limiti su Audible: 30 Giorni di Prova Gratuita

L’intervista ad Assia Penta: oltre gli stereotipi culturali e il peso delle aspettative esterne

Assia, perché ancora oggi si tende a identificare la femminilità con la maternità?
«Credo sia il retaggio di un modello culturale che per secoli ha circoscritto la donna alla sola funzione riproduttiva. Sebbene la società sia cambiata, questo schema mentale continua a condizionare gli sguardi. La maternità è un’esperienza straordinaria per chi la desidera, ma non può trasformarsi nell’unico metro di giudizio: una donna è completa a prescindere dalla presenza di figli».

C’è differenza tra chi sceglie di non procreare e chi non ha potuto farlo?
«Certamente, sono cammini interiori diversi e non vanno confusi. C’è chi compie una scelta lucida di vita e chi si scontra con dolori fisici o lutti intimi. Il tratto comune, però, è che nessuna persona dovrebbe sentirsi in colpa o costretta a giustificare il proprio vissuto davanti a frasi feroci come “te ne pentirai” o “cambierai idea”, parole che spesso riaprono ferite mai rimarginate».

Spesso alla donna si chiede di essere perfetta in tutto: carriera, bellezza, famiglia. Non è una gabbia?
«Assolutamente sì. C’è un carico mentale insostenibile: bisogna essere realizzate ma non troppo ambiziose, indipendenti ma sempre accoglienti. Questa ricerca di perfezione rischia di soffocare la vera libertà, che consiste nel poter essere sé stesse senza doversi uniformare a un copione già scritto». Ulteriori riflessioni sull’equilibrio emotivo sono consultabili nella nostra rubrica Psicologia delle Relazioni.

Il messaggio agli uomini e l’invito al coraggio: essere donna è un’identità e non un ruolo

Questa battaglia culturale riguarda solo le donne o deve coinvolgere anche gli uomini?
«Riguarda tutti. Anche gli uomini devono imparare a superare questo automatismo patriarcale, riconoscendo che la pienezza di una compagna o di una collega non si esaurisce nell’avere un passeggino. Dobbiamo educare a una civiltà del rispetto in cui nessuno venga etichettato o sminuito per le proprie scelte personali».

Quale messaggio vorresti consegnare a chi si sente giudicata perché non ha figli?
«Di non permettere a nessuno di stabilire il proprio valore. Non bisogna chiedere scusa né dare spiegazioni. La vita di ogni donna ha un significato immenso per l’amore che semina, per i progetti che costruisce e per la bellezza che porta nel mondo. Essere donna non è un traguardo legato alla maternità: è una libertà, un’identità e un diritto che appartiene a ciascuna di noi». Altri articoli su costume e stili di vita sono disponibili nell’area Lifestyle.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐

✨ Rimani sempre aggiornato! ✨

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google ⭐
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza