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La Calabria si fa trincea d’avanguardia per il riscatto artistico del Mezzogiorno: a Badolato debutta il festival “VE.DE.RE.” e nasce la rete dei teatri del Sud

Il domani del teatro d’avanguardia e lo scudo civile del lavoro culturale si uniscono in Calabria per un evento da record assoluto di emozioni! Da giovedì 1° a domenica 4 ottobre 2026, lo splendido borgo di Badolato (CZ) ospita “VE.DE.RE.”, la spettacolare edizione zero della rassegna-vetrina ideata da C.Re.A. – Centro di Residenza Artistica della Calabria (Teatro del Carro e Dracma) e protetta dal Ministero della Cultura (MiC). Un viaggio specchio iper-emotivo e completamente GRATUITO che unisce quattro messinscene da brivido — dalle coreografie di Maya Oliva e Gaetano Palermo allo shock politico del Kollettivo Kontrora a Palazzo Gallelli — al secondo attesissimo “Incontro con le Residenze al Sud”. In asse con Theatron 2.0 e il critico Renzo Francabandera, i teatri del Mezzogiorno firmeranno un imponente Manifesto programmatico per sconfiggere l’isolamento da smartphone e difendere il merito dei giovani talenti. Scoprite il ruolino di marcia nel nostro articolo! 👇

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Badolato – Un battito sotterraneo, fiero e carico di accesa speranza civile percuote i borghi antichi e le pietre monumentali dello Jonio, trasformando la provincia meridionale in un’autentica officina di pensiero nudo, risorsa terapeutica ed educazione permanente ai linguaggi del corpo e della scena. L’arte drammatica e la danza contemporanea, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dei palinsesti commerciali di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le ferite storiche dei territori, offrendo alle famiglie e ai giovani un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dell’omologazione globale. Da giovedì 1° a domenica 4 ottobre 2026, la splendida e fiera cornice di Badolato (CZ) si trasformerà nella capitale teatrale dell’Italia meridionale: i locali del Teatro Comunale e le sale storiche di Palazzo Gallelli terranno a battesimo la nascita di VE.DE.RE., la prima, eccezionale e attesissima vetrina degli esiti dei percorsi di ricerca promossa dai laboratori di C.Re.A. – Centro di Residenza Artistica della Calabria.

Il monumentale festival, orchestrato con assoluto rigore filologico e spavaldo ottimismo dal binomio d’eccellenza composto dalle scuderie del Teatro del Carro e di Dracma, blinda un programma pluriennale d’avanguardia interamente protetto e finanziato dal Ministero della Cultura (MiC), all’interno del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, e dai fondi PAC della Regione Calabria – UOA Cultura. Non parliamo di una convenzionale sfilata riempitiva di spettacoli già pronti per il mercato, ma di un cammino di prossimità a ingresso libero programmato per mostrare al pubblico, ai cittadini e ai critici dello Stato i processi nascosti della creazione pura: il tempo speso nei laboratori, il monitoraggio dei germi creativi, il merito dello studio e l’interplay biologico tra i performer, le comunità rionali e gli spazi fisici della terra calabra, taccuino alla mano e passioni calde.

Dallo shock corporeo di “Bow” alle pietre parlanti di Palazzo Gallelli: il cartellone del festival

Il ruolino di marcia della kermesse si accenderà ufficialmente nella prima serata di giovedì 1° ottobre 2026 alle ore 21:15 sulle assi del Teatro Comunale con il debutto di “BOW”, un’intensa, sognante e spietata restituzione finale del progetto coreutico ideato a quattro mani da Gaetano Palermo e Michele Petrosino, che verra quest’ultimo salire in trincea sul legno accanto al talento del giovane Nicolò Russo. Il secondo round del festival, fissato per venerdì 2 ottobre alle 21:15, abiterà la scena con l’esplorazione solitaria di Maya Oliva all’interno della performance multimediale intitolata “In perpetual blooming, despite the gods”, un ordito perfetto di testi e gesti meccatronici incentrato sul concetto di fioritura interiore perpetua contro i disastri del tempo, offrendo risposte flessibili alle fragilità della condizione umana contemporanea e scacciando le nevrosi causate dall’isolamento virtuale.

Il fine settimana di Badolato svelerà un continuo crescendo di suspense e onestà intellettuale: sabato 3 ottobre alle ore 19:30 i riflettori si accenderanno sul saggio civile “In via del tutto eccezionale”, un monologo affilato di Claudio Fidia nato in fitta joint venture strategica con lo scrittore Alessandro Paschitto, autore di una drammaturgia priva di filtri protettivi che colpisce dritto allo stomaco del conformismo borghese. L’atto conclusivo e picco emotivo di VE.DE.RE. si consumerà nella mattinata di domenica 4 ottobre alle ore 12:15 tra gli stucchi secolari di Palazzo Gallelli, dove la scuderia del Kollettivo Kontrora presenterà lo spettacolo “Quattro pezzi facili meno una”; la messinscena, guidata dai testi di Giovan Battista Picerno e dalla regia millimetrica di Francesco Aiello, vedrà l’onestà interpretativa dell’attore Francesco Gallelli materializzarsi a ridosso immediato della platea, abbattendo ogni barriera economica e azzerando le distanze con i viandanti della cultura.

L’alleanza strategica con la rete “Residenze al Sud” e la scrittura del Manifesto politico

Parallelamente alle esibizioni sul palco, Badolato aprirà i propri laboratori decisionali per ospitare, a partire dal 2 ottobre, l’imponente e fittissimo Incontro nazionale con le Residenze al Sud, un tavolo tecnico di eccezionale rilievo istituzionale organizzato in totale trasparenza in collaborazione con l’équipe di Theatron 2.0 e promosso dal centro IAC Arti Integrate. Le sessioni plenarie riprenderanno il cammino di coesione sociale inaugurato a Matera nel dicembre 2024, con l’obiettivo fondamentale di fare squadra tra le organizzazioni teatrali di Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Sicilia e Calabria. Le realtà del Mezzogiorno operano infatti all’interno di contesti regionali disomogenei, esposte all’asfissia di risorse macroeconomiche ridotte al ribasso e alla carenza di infrastrutture nei rioni interni dell’Appennino: il summit calabrese metterà queste differenze al centro dei verbali per edificare una rappresentanza stabile, capace di contrastare lo spopolamento culturale e limitare l’esodo delle migliori intelligenze artistiche meridionali.

I dati della mobilitazione parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il benessere collettivo dello spettacolo dal vivo esige contratti stabili, tutele sindacali per i tecnici under 35 e regole chiare. Al tavolo dei lavori siederanno i delegati delle pubbliche amministrazioni locali e i dirigenti dei servizi ministeriali, chiamati a confrontarsi senza ipocrisie commerciali sui Criteri di finanziamento del Terzo Settore. L’esito più atteso della tre giorni sarà la stesura collettiva e la firma di un vero e proprio Manifesto politico e programmatico delle Residenze al Sud, uno scudo normativo e un promemoria etico da lanciare nel dibattito dello Stato centrale per rivendicare la dignità della ricerca artistica. A radiografare e registrare i flussi del dibattito sarà il critico Renzo Francabandera, fondatore dell’autorevole rivista Paneacquaculture, che curerà il report conclusivo dell’iniziativa.

I biglietti e gli allestimenti del Teatro Comunale: le info utili della segreteria

La direzione logistica di C.Re.A. Calabria comunica che i controlli tecnici sugli impianti acustici e sulle sale del Teatro Comunale sono ultimati per assicurare un comfort funzionale e volumetrico perfetto alle famiglie, ai giovani e a tutta la cittadinanza rionale. Gli allestimenti di Palazzo Gallelli garantiranno un’accessibilità universale e priva di barriere economiche, accogliendo il pubblico in un perimetro di spensieratezza colta per dimostrare che le relazioni umane dal vivo valgono infinitamente più delle sintonizzazioni artificiali della rete.

I motori della macchina teatrale sono caldi, i canali della stampa specializzata sintonizzati e i registri del Manifesto pronti per essere siglati per le scadenze del prossimo fine settimana di ottobre. I dettagli completi sul palinsesto di VE.DE.RE. e i moduli di contatto per interfacciarsi con l’ufficio stampa sono interamente accessibili consultando i database digitali dell’ente. Questo fine settimana spegnete per un giorno le notifiche dannose degli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e scendete in strada a Badolato: gli artisti, i registi e i teatri del Sud vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la nostra terra saprà unire le proprie forze per difendere la libertà dell’arte e la dignità del lavoro operaio, il domani del Mezzogiorno non avrà mai paura del buio.

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Premio Alessandra Bisceglia 2026: riconoscimento speciale a FERPI per la comunicazione nella salute

Come si combattono le pericolose fake news nel delicato e fondamentale mondo della salute? La Commissione Scienze della Vita di FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), magistralmente coordinata da Alex Dell’Era, ha ricevuto un prestigioso e meritato riconoscimento speciale all’Università LUMSA di Roma, nell’ambito del celebre Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia. Il premio certifica il grande impegno della Commissione nel promuovere una comunicazione sanitaria profondamente etica e responsabile nell’era caotica e veloce dei social network e dell’Intelligenza Artificiale👇

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Ales DellEra mentre ritira il Premio

Roma – All’interno di un ecosistema sanitario globale e nazionale che si presenta ogni giorno sempre più articolato, ramificato e intrinsecamente complesso, inevitabilmente segnato e plasmato dall’impressionante e inarrestabile velocità di trasmissione dell’informazione, dalla moltiplicazione caotica delle fonti e dal prepotente avvento di nuovi, potenti e non sempre regolamentati strumenti digitali, la delicatissima questione della “fiducia” del cittadino diventa non solo centrale, ma vitale. Ed è proprio per premiare pubblicamente il profondo, etico e costante impegno profuso nel promuovere fattivamente una solida e imprescindibile cultura della comunicazione responsabile e verificata nell’immenso ambito delle Scienze della Vita, che l’autorevole Commissione Scienze della Vita di FERPI (l’autorevole Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) ha meritatamente ricevuto un importantissimo riconoscimento speciale. La prestigiosa premiazione si è solennemente e ufficialmente celebrata nella giornata di ieri, 29 settembre 2026, all’interno della magnifica e accademica cornice dell’Università LUMSA di Roma, in occasione del tanto atteso e celebrato decennale del rinomato Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia, storicamente e nobilmente dedicato alla Comunicazione Sociale e al giornalismo d’inchiesta e approfondimento.

Il valore del riconoscimento: promuovere il dialogo nella salute

Questo importante e ambito riconoscimento nazionale non è affatto un semplice encomio di rito, ma valorizza concretamente e certifica pubblicamente il lungo, faticoso e virtuoso percorso intrapreso dalla Commissione Scienze della Vita, magistralmente e sapientemente coordinata dalla figura di Alex Dell’Era.
Il premio celebra e riconosce l’indubbio merito della promozione capillare del Manifesto per la comunicazione responsabile nella salute e la costante attività di profonda riflessione etica e di alta divulgazione scientifica, sviluppata coerentemente attorno a un principio cardine e ineludibile: comunicare i temi legati alla salute pubblica non significa e non deve significare soltanto informare passivamente il lettore con sterili dati tecnici, ma deve contribuire attivamente a costruire un saldo rapporto di fiducia, a sostenere intelligentemente l’innovazione medica e, soprattutto, a migliorare in modo tangibile la qualità delle umane relazioni intercorrenti tra le fredde istituzioni centrali, l’ermetica comunità scientifica accademica, i professionisti della salute che operano quotidianamente sul campo, le grandi e medie imprese del settore farmaceutico e, infine, i comuni cittadini. Nelle motivazioni ufficiali del premio, lette durante la solenne cerimonia accademica romana, si elogia a chiare lettere la Commissione “per aver fortemente contribuito a valorizzare il ruolo nevralgico e strategico della comunicazione nell’ecosistema della salute, attraverso un approccio rigorosamente etico, profondamente inclusivo e totalmente orientato all’esclusivo interesse pubblico”.

Le parole di Alex Dell’Era: “La salute è una narrazione corale”

A ritirare l’ambito e prestigioso premio, accogliendolo con palpabile e sincera emozione a nome dell’intera e vasta squadra di professionisti che compone la Commissione, è stato lo stesso coordinatore, che ha voluto immediatamente condividere una profonda e necessaria riflessione metodologica e umana sul ruolo del comunicatore moderno.
“Nessuno, assolutamente nessuno, da solo, può pensare di avere la presunzione di raccontare un mondo vasto come la salute”, ha commentato a caldo un visibilmente emozionato Alex Dell’Era a margine della solenne cerimonia di consegna. “La salute pubblica è prima di tutto un sistema complesso e ramificato e, se è un sistema, anche la sua complessa comunicazione deve inevitabilmente esserlo di riflesso. È proprio per questa precisa e ineludibile ragione che noi crediamo fortemente nella coralità assoluta dell’informazione: questo non significa affatto banalizzare il discorso e cantare tutti in coro la stessa medesima e piatta nota, ma significa al contrario riconoscere l’immenso valore di innumerevoli voci, di competenze verticali e di responsabilità profondamente diverse tra loro, creando attivamente le migliori condizioni affinché queste preziose professionalità possano incontrarsi in un tavolo comune, ascoltarsi attivamente, confrontarsi lealmente e contribuire tutte insieme al benessere sociale. Perché nel delicato e sacrale ambito della salute, la fiducia del paziente e del cittadino non nasce mai, e non nascerà mai, da chi semplicemente urla la sua verità parziale parlando più forte degli altri, ma unicamente dalla reale e complessa capacità di ascoltare pazientemente e di mettere finalmente e saggiamente in sana e rispettosa relazione le innumerevoli voci che ne fanno concretamente parte”.

Dal giornalismo all’Intelligenza Artificiale: la sfida della verità

Il bellissimo e profondo riconoscimento assegnato a FERPI arriva e si concretizza proprio in un momento storico, sociale e tecnologico estremamente delicato per il mondo dell’informazione globale, coincidente in maniera simbolica con il glorioso decennale del Premio Alessandra Bisceglia, originariamente e nobilmente nato per sostenere e valorizzare un giornalismo di matrice fortemente sociale, realmente capace di raccontare le umane fragilità, la disabilità e il doloroso calvario delle malattie rare rimettendo sempre e fieramente al centro di tutto la dignità inalienabile della persona.
Nel corso dell’intensa, lunga e formativa giornata accademica interamente dedicata al Premio, la dettagliata ricerca scientifica presentata in aula magna dal professor Raffaele Lombardi (apprezzato associato di Sociologia della comunicazione dell’Università LUMSA) e le due seguitissime e partecipate tavole rotonde in programma, hanno affrontato senza timore o censure le spaventose e repentine trasformazioni del moderno giornalismo sociale. L’avvento prorompente dell’Intelligenza artificiale generativa, i nuovi e abbreviati linguaggi digitali imposti dai social network, lo strapotere delle piattaforme di condivisione globali e la moltiplicazione incontrollata, caotica e spesso anonima delle fonti di informazione non verificate, stanno cambiando radicalmente, rapidamente e forse irreversibilmente il modo stesso di produrre e, di conseguenza, di consumare criticamente l’informazione da parte degli utenti. In questo inquietante scenario tecnologico in continua e magmatica evoluzione, una domanda amletica attraversa trasversalmente tanto il puro giornalismo d’inchiesta quanto la delicata comunicazione istituzionale della salute: come si può, oggi, continuare a raccontare “bene”, in modo approfondito ed eticamente ineccepibile, quando il crudele mercato dell’algoritmo spinge inesorabilmente e spietatamente l’editoria a raccontare tutto semplicemente “più velocemente”? Il riconoscimento alla Commissione Scienze della Vita riporta saggiamente il tema al suo punto d’origine: autorevolezza, verità fattuale e fiducia cieca da parte del lettore non dipendono mai soltanto dalla mera e fredda quantità delle informazioni riversate a cascata sulla rete, ma dalla rara e altissima qualità umana e intellettuale delle relazioni che la sana comunicazione è ancora tenacemente capace di costruire.

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Marino, al Teatro Vittoria Colonna parte la stagione con San Francesco e Trilussa

A Marino si riaccendono le luci dello spettacolo! Sabato 10 ottobre alle ore 11:00 verrà presentata ufficialmente la nuova e ricchissima stagione 2026/2027 del Teatro Vittoria Colonna, con un cartellone che vanta grandi nomi da Michele La Ginestra ad Alessandro Benvenuti. L’apertura sarà affidata a due formidabili anteprime d’eccezione: il 10 ottobre un profondo spettacolo teatrale dedicato alla spiritualità di San Francesco d’Assisi, e il 25 ottobre un divertentissimo e imperdibile omaggio tutto romano a Trilussa e al vino in occasione della storica Sagra dell’Uva👇

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Locandina evento Marino

Marino (Roma) – Il magico, antico e insostituibile rito collettivo dello spettacolo dal vivo è finalmente pronto a rinnovarsi, riportando la grande cultura, le emozioni e l’intrattenimento di altissima qualità nel cuore pulsante dei meravigliosi Castelli Romani. Il prestigioso Teatro Vittoria Colonna di Marino si sta infatti freneticamente preparando a riaccendere le calde luci del proprio storico palcoscenico per inaugurare ufficialmente l’attesissima e ricchissima nuova stagione teatrale 2026/2027. Il programma delineato quest’anno dagli organizzatori si preannuncia come un vero e proprio e magistrale intreccio artistico, capace di mescolare sapientemente e armonicamente i grandissimi e blasonati protagonisti dello spettacolo italiano contemporaneo con la grande musica e, soprattutto, con la doverosa e necessaria valorizzazione delle eccellenze artistiche locali. L’attesa e solenne presentazione ufficiale dell’intero e vasto cartellone teatrale si terrà rigorosamente a porte aperte, con ingresso libero per tutta la cittadinanza, nella mattinata di sabato 10 ottobre a partire dalle ore 11:00. A presenziare all’evento inaugurale, illustrando i dettagli dell’offerta culturale, ci saranno la preparatissima e lungimirante direzione artistica guidata da Giorgio Granito e i massimi e autorevoli rappresentanti dell’Amministrazione comunale marinese, tra cui spicca la figura del primo cittadino, il sindaco Stefano Cecchi. Questo imperdibile appuntamento inaugurale servirà a rinnovare e ribadire con forza il ruolo centrale e vitale del teatro pubblico, inteso non solo come semplice contenitore di svago, ma come un imprescindibile luogo d’incontro sociale, di profonda crescita culturale e di massiccia partecipazione democratica.

Il cartellone e i grandi nomi: da Benvenuti a Caprioglio

La primissima promessa fatta dalla direzione artistica alla propria affezionata e attenta platea è quella di garantire un intrattenimento trasversale, capace di parlare con efficacia a pubblici anagraficamente e culturalmente diversi, utilizzando sempre e con maestria il potentissimo linguaggio universale dello spettacolo dal vivo.
Il nuovo e ricchissimo cartellone teatrale si distingue infatti nettamente per l’altissima varietà delle proposte e per la certificata qualità delle produzioni selezionate, tracciando un lungo percorso emozionale che spazia sapientemente dal teatro classico di prosa alla brillante commedia moderna, fino ad arrivare a coinvolgenti e imperdibili appuntamenti musicali. Nel corso della lunga stagione invernale e primaverile, calcheranno il prestigioso palco marinese tantissimi artisti di enorme e indiscusso rilievo e richiamo nazionale, veri e propri giganti del palcoscenico amatissimi dal grande pubblico televisivo e teatrale. Tra i nomi di punta già annunciati spiccano attori del calibro di Michele La Ginestra, il poliedrico e talentuoso Alessandro Benvenuti, la sempre affascinante e bravissima Debora Caprioglio, e poi ancora professionisti affermati come Eugenio Mastrandrea, Marco Cavallaro, Luciano Lembo e Mario Alberti. Queste indiscutibili stelle del panorama italiano saranno intelligentemente e costantemente affiancate dalle tantissime e vitalissime realtà artistiche nate e cresciute sul fertile territorio dei Castelli Romani, in una preziosissima e proficua sinergia culturale.

Le parole del sindaco Cecchi: “Un punto di riferimento”

La fortissima e convinta volontà politica di investire ingenti risorse umane ed economiche nel rilancio e nel potenziamento della cultura teatrale locale emerge chiaramente e orgogliosamente dalle dichiarazioni istituzionali rilasciate in vista della presentazione ufficiale.
«Il nostro storico Teatro Vittoria Colonna si conferma, anno dopo anno, come un assoluto e insostituibile punto di riferimento fondamentale e strategico per la vita culturale, intellettuale e sociale del nostro amato e vasto territorio», ha sottolineato con grande entusiasmo e visibile soddisfazione il sindaco della Città di Marino, Stefano Cecchi. «Parliamo di un luogo straordinariamente vivo, fatto di continui incontri, di profonda riflessione civile, di crescita umana e di incalcolabili emozioni condivise. La grande e innegabile ricchezza e l’altissima qualità strutturale del cartellone presentato e curato anche quest’anno dall’attenta e scrupolosa direzione artistica di Giorgio Granito, magistralmente arricchito dalla forte e rassicurante presenza di grandi e conclamati nomi dello spettacolo italiano accuratamente affiancati dalle preziose eccellenze artistiche del nostro territorio, offrono concretamente alla nostra bellissima Città una programmazione culturale sempre e costantemente di altissimo livello nazionale».

La spiritualità di San Francesco a ottocento anni dalla morte

Ad aprire ufficialmente il sipario su questa promettentissima stagione teatrale non sarà un banale spettacolo di routine, bensì due particolarissime e curatissime “anteprime” speciali, capaci di attraversare magistralmente epoche storiche lontane e atmosfere umane profondamente e intimamente differenti.
Il primo di questi due irrinunciabili appuntamenti andrà in scena nella serata di sabato 10 ottobre, a partire dalle ore 18:00, e coinciderà temporalmente in modo assai suggestivo con la solenne celebrazione dell’ottavo e importantissimo centenario della morte del Poverello di Assisi. Sul palco prenderà vita la rappresentazione intitolata “Chiara e Francesco prima dell’alba”, un’opera teatrale interamente scritta e magistralmente diretta dal regista Roberto Cavosi. Lo spettacolo si prefigge l’ambizioso scopo di accompagnare delicatamente il pubblico in un profondo, mistico e intimo viaggio interiore, seguendo da vicino le orme e i turbamenti di due giovani ribelli che, appena fuori dalle imponenti mura della città umbra di Assisi, scelgono coraggiosamente di spogliarsi delle proprie immense ricchezze terrene per liberarsi definitivamente dal peso opprimente della storia e dalla paura del giudizio umano. Attraverso una regia volutamente essenziale, scarna, priva di orpelli inutili e totalmente affidata alla travolgente forza espressiva delle voci vibranti e dei corpi sudati degli attori, lo spettacolo esplorerà con grande maestria quel delicatissimo istante in cui l’essere umano riesce a trovare il coraggio spirituale di scegliere la pura speranza per superare l’insensata violenza del mondo. Una drammaturgia definita “luminosa e vitale”, all’interno della quale l’oscurità delle tenebre si trasforma progressivamente, battuta dopo battuta, in una nuova, accecante e salvifica possibilità di luce spirituale.

“Trilussa e il vino”: l’omaggio romano alla Sagra dell’Uva

Se la prima anteprima punterà dritta al cuore e all’anima degli spettatori, il secondo appuntamento speciale in calendario promette di far scatenare sorrisi, allegria e un profondo e genuino senso di appartenenza popolare alle tradizioni capitoline.
Domenica 25 ottobre, sempre alle ore 18:00, il teatro renderà infatti un doveroso, sentito e coloratissimo omaggio alla celeberrima Sagra dell’Uva, portando in scena il brillante e divertentissimo spettacolo intitolato “Trilussa e il Vino”. Si tratta di una scoppiettante e dinamica commedia strutturata in forma di coinvolgente teatro-canzone, sapientemente scritta e abilmente diretta dall’attore Michele La Ginestra, che vedrà sul palco anche l’istrionico Sergio Zecca affiancato dalla formidabile compagnia del Teatro 7. Muovendosi agilmente tra famose rime poetiche, stornelli cantati a squarciagola e le intricate e divertenti vicende quotidiane di un chiassoso gruppo di popolani, lo spettacolo promette di restituire intatto al pubblico l’inconfondibile, verace e sincero sapore della Roma più autentica del primissimo Novecento, quella fatta di tagliente ironia, di inesauribile passione sanguigna e di relazioni umane genuine e disinteressate. Il vino dei Castelli diventerà così l’assoluto e incontrastato protagonista sul palco, ergendosi a potente simbolo di una convivialità schietta, onesta e totalmente coinvolgente, all’interno di un racconto teatrale che celebra a gran voce la più pura tradizione popolare romana e l’insostituibile capacità curativa di ritrovarsi, attraverso la sana leggerezza e l’eterno piacere dello stare semplicemente insieme a teatro.

Biglietti e abbonamenti

I biglietti sono acquistabili presso il botteghino del Teatro Vittoria Colonna e online su Vivaticket.

Biglietto intero: 14 euro

Biglietto ridotto (over 70 e under 18): 12 euro

Abbonamento a 5 spettacoli: 55 euro

Abbonamento a 10 spettacoli: 105 euro

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 334 1556248, scrivere a teatrovittoriacolonna@gmail.com oppure consultare il sito teatrovittoriacolonna.it .

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L’universo transdisciplinare di Elisa Montessori accende Villa Torlonia: a Roma una mostra monumentale sfida l’oblio del tempo e celebra l’Oriente

L’oro del segno orientale sposa il misticismo della fisica quantistica e il tomorrow dell’arte contemporanea celebra una mostra da record assoluto di emozioni nel cuore di Roma! Apre i battenti domani, mercoledì 30 settembre 2026, e fino al 28 febbraio 2027, lo storico Casino dei Principi di Villa Torlonia ospita “Elisa Montessori. Nel corso del tempo”, lo spettacolare viaggio specchio iper-emotivo promosso da Roma Capitale e organizzato da Zètema Progetto Cultura. Curata da Alessandra Mammì e Federica Pirani, l’esposizione mette a terra oltre 100 capolavori d’avanguardia — tra olii, libri d’artista e la nuovissima versione monumentale di “Dafne” — scritti dalla novantacinquenne allieva di Corrado Cagli e vedova dello scienziato Mario Tchou. Un comfort funzionale perfetto per famiglie e ventenni under 30 con laboratori gratuiti di calligrafia e mosaico per sconfiggere l’isolamento da smartphone, a ingresso GRATUITO per i possessori di Roma MIC card. Scoprite l’intero ruolino di marcia nel nostro articolo! 👇

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Courtesy l’Artista e Monitor Roma Lisbona

Roma – Un’ondata di prorompente intensità visiva, raffinato misticismo intellettuale e fiera autonomia espressiva si propaga dalle storiche scuderie d’arte della Capitale per invadere i laboratori della creatività contemporanea dello Stato, trasformando i plessi museali in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità visiva. L’arte del segno e la saggistica astratto-figurativa, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill dell’io e le repentine trasformazioni del nostro tempo, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi liquidi. Da domani, mercoledì 30 settembre 2026, e fino alla solenne scadenza del 28 febbraio 2027, lo sfolgorante scenario del Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia terrà a battesimo il fischio d’inizio di “Elisa Montessori. Nel corso del tempo”, un’imponente e attesissima rassegna monografica dedicata a una delle più complesse e complete testimoni della cultura tricolore.

Il monumentale progetto espositivo, firmato in prima persona dalla stessa artista novantacinquenne e curato con assoluto rigore filologico dalle storiche dell’arte Alessandra Mammì e Federica Pirani, blinda un programma pluriennale d’area vasta promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in fitta joint venture strategica con la Galleria Monitor. L’organizzazione logistica dei servizi è interamente affidata al merito operativo della scuderia di Zètema Progetto Cultura. Non parliamo di una convenzionale cronistoria o di una passerella nostalgica riempitiva, ma di un autentico racconto autobiografico concepito come un flusso continuo in cui l’autrice analizza se stessa in totale trasparenza e priva di filtri protettivi: “È una mostra in cui io stessa cerco di capire cosa ho fatto nella vita; un’indagine che costa molta fatica”, confessa la Montessori, azzerando le distanze con il pubblico dei rioni romani, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalle collezioni degli Uffizi alla nuova “Dafne”: l’ordito delle cento opere in mostra

Il ruolino di marcia lungo le sale monumentali del Casino dei Principi mette in mostra un portfolio enciclopedico di oltre un centinaio di capolavori d’eccellenza dello Stato, tra cui olii su tela di stampo classico, disegni microscopici su ogni tipo di carta e rari libri d’artista andati già rubati negli occhi dei massimi collezionisti del mondo. Il percorso espositivo è arricchito da imponenti prestiti concessi dalle massime istituzioni pubbliche e private dello Stato — le cui creazioni impreziosiscono stanzialmente le gallerie della **Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e degli Uffizi di Firenze** — e da interventi installativi site-specific. Spicca, come un visual anchor di devastante impatto emotivo, la **nuovissima versione di “Dafne”**, un’opera d’avanguardia realizzata appositamente per le scadenze del 2026 e interamente ispirata alla sua celeberrima e storica installazione del 1977, scacciando il torpore e le nevrosi della modernità.

I dati della ricerca scientifica e critica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi interpretativi: l’itinerario si sviluppa lungo stazioni concettuali in perenne dialogo geometrico con le architetture della Villa e con la flora biologica del suo giardino circostante. Le sezioni radiografano i Criteri cardine della produzione montessoriana: il misticismo della metamorfosi tra scienza e mito antico; l’incontro filosofico e il matrimonio perfetto con i segni grafici dell’Oriente; la costruzione del libro inteso come oggetto sacro tra scrittura e letteratura; e il profondo rapporto olistico con la complessità della natura, dall’osservazione dei minimi dettagli botanici fino a una rielaborazione del tutto flessibile e personale del concetto di paesaggio, offrendo uno scudo impenetrabile contro l’intolleranza contemporanea.

Dall’apprendistato con Corrado Cagli al matrimonio con lo scienziato cinese Mario Tchou

La biografia di Elisa Montessori (Genova, 1931) incarna alla perfezione l’onestà delle idee e la tenuta etica di un’esistenza spesa nei laboratori della sperimentazione materica, spaziando con soft skill versatili dal mosaico alla ceramica grezza. Nata sotto la lanterna ma romana d’adozione fin dal secondo dopoguerra, per volontà familiare rifiutò l’iscrizione all’Accademia di Belle Arti, preferendo frequentare la Facoltà di Magistero della Sapienza e intraprendendo un severo apprendistato presso lo studio di Corrado Cagli e dei fratelli Basaldella, divenendo l’allieva prediletta di Mirko. Alla fine degli anni Cinquanta, il matrimonio d’alto profilo transculturale con l’illustre scienziato cinese Mario Tchou — ingegnere capo della divisione elettronica Olivetti — la scortò a Milano, dove assorbì i fermenti dell’avanguardia meccatronica, per poi rientrare stabilmente a Roma e avviare un percorso in totale autonomia da gruppi o correnti commerciali.

La narrazione espositiva blinda un comfort funzionale perfetto integrando, al termine delle sale, una parata di tre importanti filmati d’archivio: il documentario storico di Francesco Vaccaro (2004), la pellicola di Mario Poeta con l’intervista di Davide Ferri (2020) e la videointervista del 2025 firmata da Pirani e Crescentini. Grande suspense circonda il debutto del monumentale catalogo scientifico edito da **Silvana Editoriale**, un ordito perfetto di testi storico-artistici in cui saggi classici collidono con le incursioni teoriche di uno scienziato sulla **fisica delle particelle e sulla meccanica quantistica**, accanto alle riflessioni di una sinologa sulla potenza del segno. L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha espresso vivo orgoglio per questo programma di prossimità volto a contrastare lo spopolamento culturale delle aree interne delle nostre province e a premiare il merito delle grandi donne del Novecento, limitando al massimo l’esodo della memoria collettiva verso l’asfissia dei social network.

Il Public Program e i laboratori di calligrafia a via Nomentana: le info della segreteria

La direzione logistica dei Musei di Villa Torlonia comunica che i controlli tecnici sugli impianti volumetrici delle sale del Casino dei Principi sono ultimati per assicurare un’accessibilità universale e priva di barriere economiche a tutta la cittadinanza rionale. A corredo del festival d’autunno, la Sovrintendenza ha sbloccato un ricchissimo Public Program gratuito rivolto ad adolescenti, famiglie e scolaresche, caratterizzato da laboratori didattici d’animazione espressiva incentrati sulla tecnica della stampa a monotipo, sull’arte del mosaico romano e sulla calligrafia orientale, accoppiati a un ciclo di conferenze di approfondimento sulla fisica quantistica.

I database dei biglietti sono attivi e sintonizzati per il fischio d’inizio del 30 settembre. L’accesso al plesso di Via Nomentana 70 a Roma è regolato secondo la tariffazione vigente dei musei civici dello Stato, ma l’ingresso è completamente gratuito per tutti i possessori della Roma MIC card, offrendo risposte flessibili contro il materialismo quotidiano delle sale da gioco digitali. Questo fine settimana spegnete per un giorno gli smartphone, lasciate a casa il grigiore delle metropoli e andate a camminare tra i pini di Villa Torlonia: oltre cento opere e le lune d’oro di Elisa Montessori vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà tracciare un segno sulla carta per difendere la propria libertà intellettuale, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il viaggio nel tempo continuo è cominciato, ed è una splendida storia di futuro che aspetta solo di essere vissuta.

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