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La poltrona solidale che sconfigge la crisi nei rioni dell’Alessandrino: il Piccolo Teatro di Prova riaccende i motori della comicità popolare

La comicità d’autore sale in trincea nella periferia romana e una sedia sospesa regala un’oasi di pura spensieratezza e solidarietà rionale! Ha riaperto i battenti nel cuore del quartiere Alessandrino la nuova attesissima stagione del Piccolo Teatro di Prova, lo storico plesso culturale ricavato da una vecchia falegnameria e gestito dalla Compagnia della Farsa. Il debutto dello show “Sfratto d’amore” per la regia di Vittorio Rombolà ha inaugurato ufficialmente l’iniziativa gratuita “Sedia per due”: un imponente piano di welfare sociale ispirato a Una poltrona per due che permette di regalare un biglietto a chi è rimasto solo o escluso. Un cartellone pazzesco che vedrà sul leggio nel 2027 star del calibro di Marco Capretti, Enzo Casertano e I Sequestrattori. Scoprite come donare e prenotare le poltrone nel nostro articolo! 👇

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il Piccolo Teatro di Prova

Roma – Un calore viscerale, fiero e popolaresco si propaga dalle vecchie travi di legno di un antico laboratorio artigiano per invadere le strade della periferia capitolina, trasformando un minuscolo palcoscenico di quartiere in un’autentica officina di pensiero, risorsa terapeutica ed educazione permanente alla solidarietà rionale. Il teatro comico e la satira di costume, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dei grandi circuiti commerciali di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di curare le solitudini profonde della modernità liquida, offrendo alle famiglie un’oasi di spensieratezza colta, taccuino alla mano e passioni calde. Nel cuore del rione Alessandrino, il fischio d’inizio della nuova stagione del Piccolo Teatro di Prova — uno dei presìdi culturali più piccoli d’Italia, nato all’interno di una vecchia falegnameria restaurata — ha registrato un clamoroso successo di pubblico, blindando un’alleanza di scopo trasparente a difesa del benessere collettivo dello Stato sociale.

La sfolgorante serata inaugurale ha tenuto a battesimo la programmazione del cartellone intitolato “Comici al Piccolo”, la rassegna d’eccellenza interamente curata e prodotta dalle maestranze della Compagnia della Farsa. La vera e più accattivante svolta democratica della manifestazione risiede nel lancio ufficiale di “Sedia per due”, un’imponente e coraggiosa iniziativa solidale di prossimità concepita per azzerare le distanze economiche e combattere la povertà educativa, garantendo un’accessibilità universale e priva di barriere per i cittadini meno abbienti della provincia romana. Un’opera di squadra eccezionale che rifiuta le scorciatoie della finzione istituzionale per rimettere al centro il merito della condivisione reale, scacciando il torpore e le nevrosi causate dall’asfissia dei consumi digitali soliti negli appartamenti metropolitani.

Dall’utopia cinematografica al welfare rionale: come funziona la sedia sospesa

I Criteri dell’operazione pedagogica e civile traggono una spavalda ispirazione dal titolo del film cult natalizio “Una poltrona per due”, convertendo la sceneggiatura cinematografica in un comfort funzionale perfetto per la coesione sociale della borgata. Ciascun donatore, appassionato o collezionista di spettacoli ha la possibilità di acquistare in totale trasparenza una poltrona simbolica, che verrà permanentemente personalizzata con il proprio nome sul leggio della sala; la seduta rimarrà tuttavia a disposizione gratuita e flessibile di un abitante del quartiere che non dispone delle risorse finanziarie per coprire il costo del biglietto, ma che conserva il desiderio profondo di fruire della grande prosa dal vivo. Una sedia che si fa così idealmente metà tua e metà del quartiere, un manifesto di legalità e fratellanza che colpisce dritto allo stomaco dell’egoismo capitalista.

Il ruolino di marcia sul parquet è entrato immediatamente nel vivo delle sue scadenze artistiche con il debutto esilarante di “Sfratto d’amore”, una commedia degli equivoci brillante e priva di filtri protettivi prodotta dalla scuderia della Compagnia della Farsa sotto la guida e la regia millimetrica di Vittorio Rombolà. I testi e le trame dello show analizzano senza maschere o ipocrisie le fragilità dei legami sentimentali e i traumi della crisi abitativa nei quartieri popolari, trasformando le nevrosi della vita quotidiana in una risata liberatoria ed iper-emotiva, sintonizzando le frequenze della sala sul massimo livello di onestà intellettuale, limitando al massimo l’esodo culturale verso le piattaforme streaming domestiche.

Da Marco Capretti a Dani Bra’: il poker di re della risata attesi nel 2027

La programmazione strategica e pluriennale del Piccolo Teatro di Prova blinda un’offerta formativa e ricreativa di assoluto spessore nazionale, schierando all’Alessandrino una parata d’élite dei più stimati professionisti del cabaret e del sound design comico dello Stato. Sul palco si alterneranno nei prossimi mesi volti amatissimi degli schermi televisivi del calibro di Enzo Casertano, Marco Capretti, Claudio Sciara, I Sequestrattori, Roberto Ranelli, Dani Bra’ e Giò Di Sarno. Un ordito perfetto di stili che accompagnerà il pubblico lungo le scadenze del 2026 per poi sviscerare i nuovi laboratori comici già cerchiati sul taccuino per l’imminente e ricco palinsesto del 2027, dove troveranno spazio stanziale anche i festival dedicati al teatro d’animazione per i bambini e le scuole della provincia.

La macchina organizzativa comunica che i controlli logistici sulla sicurezza dei locali sono ultimati per assicurare un comfort volumetrico e acustico perfetto ai passeggeri del sogno teatrale. I registri delle prenotazioni per i prossimi weekend sono aperti e i dettagli completi sulle tessere associative sono accessibili in totale trasparenza presso la segreteria del centro di Via dell’Alessandrino. Questo fine settimana spegnete le notifiche degli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a occupare una poltrona in falegnameria: gli attori della Farsa vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché ci sarà una sedia condivisa con il proprio vicino per ridere insieme, il domani delle nostre periferie sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Riaprono Casa dei Carraresi e Ca’ dei Brittoni: a Treviso nasce il nuovo Museo Diffuso

Una giornata storica per l’arte e per la città di Treviso! Venerdì 2 ottobre 2026 la Fondazione Cassamarca riaprirà finalmente al pubblico le storiche porte di Casa dei Carraresi e di Ca’ dei Brittoni. Dopo ben due anni di complessi restauri, questi capolavori architettonici rinascono come spazio espositivo permanente, ospitando le sterminate collezioni del Novecento della Fondazione e dando ufficialmente il via al progetto del nuovo “Museo Diffuso” (che si espanderà presto anche a Ca’ Spineda e al Monte di Pietà). Il fiore all’occhiello dell’inaugurazione? La straordinaria e generosissima donazione dell’artista russo di fama mondiale Grisha Bruskin, che ha scelto Treviso per esporre in pianta stabile quattro mastodontiche installazioni (tra cui “In bilico” e “L’Ora X”, mai viste prima in Italia) e il suo preziosissimo archivio di ricerca personale. La mattina (ore 11:00) ci sarà l’anteprima riservata alla stampa con i curatori, mentre l’apertura ufficiale per il grande pubblico e i saluti istituzionali scatteranno alle ore 17:00. Leggi tutti gli eccezionali dettagli sull’esposizione nel nostro articolo completo 👇

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Casa dei Carraresi

Treviso – Il tessuto culturale, artistico e architettonico del capoluogo veneto si prepara a vivere una vera e propria giornata storica, destinata a ridisegnare e arricchire in maniera permanente l’offerta espositiva e turistica dell’intera regione. Dopo lunghi e complessi lavori di restauro conservativo, venerdì 2 ottobre 2026 segnerà finalmente la tanto attesa e trionfale riapertura al pubblico di due dei gioielli architettonici più amati e prestigiosi della città: Casa dei Carraresi e l’adiacente Ca’ dei Brittoni.
La Fondazione Cassamarca, ente storicamente e indissolubilmente legato alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio artistico trevigiano, ha infatti annunciato in via ufficiale l’inaugurazione di questi due palazzi storici non più come semplici sedi per esposizioni temporanee o eventi sporadici, bensì come un vero e proprio spazio espositivo permanente di respiro internazionale, destinato a custodire e mostrare le ricchissime raccolte d’arte di proprietà della Fondazione stessa. Questo ambizioso progetto museale e architettonico, curato nei minimi dettagli organizzativi, rappresenta il primo, fondamentale tassello per la nascita e la definitiva consacrazione del nuovissimo “Museo Diffuso”, un polo culturale diffuso e itinerante concepito per battere e pulsare nel cuore pulsante del centro storico di Treviso. L’inaugurazione ufficiale, che si preannuncia come uno degli eventi culturali più importanti dell’anno a livello nazionale, sarà aperta la mattina da una speciale anteprima dedicata esclusivamente alla stampa e agli addetti ai lavori (con visite guidate accompagnate dalle spiegazioni dei curatori), per poi spalancare le porte all’intera cittadinanza e agli appassionati d’arte nel tardo pomeriggio.

Oltre 2000 metri quadri di arte e storia nel capoluogo veneto

L’attesa riapertura di Casa dei Carraresi e di Ca’ dei Brittoni giunge a compimento di un lungo, delicatissimo e faticosissimo iter progettuale. I due magnifici edifici storici (situati in via Palestro) sono rimasti chiusi per ben due anni, sottoposti a radicali, minuziosi e chirurgici interventi di ripristino strutturale e valorizzazione architettonica.
Il risultato di questi intensi lavori è semplicemente sbalorditivo. I visitatori, i turisti e gli studiosi avranno finalmente a loro totale disposizione oltre 2.000 metri quadrati di superficie calpestabile e allestita con criteri museali di ultimissima generazione. Questi spazi immensi, carichi di suggestioni antiche, andranno ad accogliere e incorniciare un nuovissimo, affascinante e ragionato percorso espositivo permanente, interamente ed esclusivamente dedicato a una parte estremamente significativa della sterminata collezione artistica accumulata negli anni dalla Fondazione Cassamarca. L’idea vincente alla base del progetto del “Museo Diffuso” è proprio quella di creare un dialogo continuo, ininterrotto e stimolante tra il contenitore e il contenuto: le maestose architetture storiche medievali e rinascimentali dei palazzi trevigiani si fondono magistralmente con le collezioni d’arte del Novecento e con le installazioni tipiche dell’arte contemporanea. Un cortocircuito visivo ed emozionale capace di annullare le distanze temporali e di offrire al visitatore un’esperienza sensoriale e culturale assolutamente immersiva, totalizzante e in costante evoluzione estetica.

La donazione straordinaria dell’artista russo Grisha Bruskin

Se la riapertura dei due palazzi storici rappresenta già di per sé una notizia di grandissimo rilievo per l’urbanistica e il turismo culturale trevigiano, a impreziosire ulteriormente e clamorosamente il progetto museale della Fondazione Cassamarca è arrivata una notizia dall’enorme peso specifico per il mercato e la critica d’arte internazionale.
L’itinerario espositivo permanente, infatti, si arricchisce e si nobilita grazie alla straordinaria, inaspettata e generosissima donazione effettuata direttamente dal celebre e acclamato artista russo Grisha Bruskin. Considerato unanimemente dalla critica mondiale come una delle figure più influenti e complesse dell’arte contemporanea internazionale, Bruskin ha scelto deliberatamente e orgogliosamente proprio la Fondazione Cassamarca di Treviso per garantire, tutelare e promuovere una presenza permanente, solida e strutturata della sua immensa ricerca artistica sul suolo italiano. Per celebrare degnamente questa prestigiosissima donazione, il nuovo allestimento trevigiano presenterà al grande pubblico ben quattro importantissime, monumentali e complesse installazioni dell’artista. Tra queste opere di inestimabile valore spiccano i capolavori concettuali intitolati “In bilico” e “L’Ora X”, due creazioni magnetiche e potenti che vengono esposte pubblicamente per la primissima volta in assoluto in Italia. Inoltre, come garanzia di studio e ricerca per il futuro, gli spazi restaurati dei palazzi ospiteranno in pianta stabile l’Archivio Grisha Bruskin, un fondo destinato a diventare a tutti gli effetti un centro permanente di documentazione, studio, catalogazione e approfondimento accademico per studenti, ricercatori e storici dell’arte provenienti da ogni parte del mondo.

Il progetto in espansione: da Ca’ Spineda al Monte di Pietà

La visione culturale portata avanti con determinazione dai vertici della Fondazione Cassamarca non si esaurisce affatto, come ampiamente dimostrato, con il taglio del nastro previsto in via Palestro. L’inaugurazione del nuovo allestimento artistico rappresenta soltanto la prima, importantissima pietra miliare di un disegno urbanistico ed espositivo molto più vasto, organico e ramificato.
Il concetto stesso di “Museo Diffuso” implica per sua stessa natura un’espansione e una contaminazione progressiva del tessuto urbano circostante. Il nuovo progetto espositivo permanente (che mette magistralmente in continuo e serrato dialogo le architetture storiche con l’arte del Novecento e contemporanea) è destinato infatti a svilupparsi e allargarsi progressivamente, seguendo un rigoroso e ambizioso cronoprogramma istituzionale. La Fondazione ha già annunciato che le collezioni e gli allestimenti invaderanno felicemente altre sedi di prestigio della città: il prossimo fondamentale step operativo è previsto per il mese di dicembre di questo 2026, quando il percorso artistico sbarcherà ufficialmente tra le sale della magnifica Ca’ Spineda. Ma non è tutto: il piano di allargamento culturale proseguirà inesorabilmente anche nel corso del 2027, anno in cui il museo diffuso andrà a inglobare e valorizzare definitivamente anche gli storici e affascinanti spazi espositivi del Monte di Pietà, completando così un tridente architettonico e museale che non avrà nulla da invidiare ai grandi e blasonati poli espositivi delle capitali europee.

I dettagli dell’inaugurazione: orari, curatori e apertura al pubblico

L’attesa per questo evento inaugurale è febbrile e ha già richiamato l’attenzione della stampa nazionale e di innumerevoli critici d’arte e accademici. L’organizzazione logistica della giornata di venerdì 2 ottobre 2026 è stata studiata nei minimi dettagli per consentire a tutti di godere appieno di questo nuovo gioiello culturale incastonato nella città di Treviso.
La mattinata, a partire dalle ore 10:00 e fino alle ore 13:00, sarà dedicata esclusivamente alla preziosissima e riservata “Anteprima Stampa”, un momento di approfondimento tecnico e giornalistico che permetterà ai cronisti e ai critici di settore di esplorare in anteprima e in assoluta tranquillità gli oltre duemila metri quadrati di spazi espositivi restaurati. Il clou della mattinata istituzionale scoccherà alle ore 11:00 in punto, quando andrà in scena la presentazione ufficiale del progetto museale seguita da un’esclusiva visita guidata condotta personalmente e magistralmente dai due curatori d’eccezione dell’allestimento: Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, due figure di altissimo profilo scientifico e accademico. Nel pomeriggio, invece, il polo culturale trevigiano abbraccerà fisicamente e idealmente la sua città: alle ore 17:00 è prevista l’attesissima apertura dei cancelli al grande pubblico, permettendo ai cittadini di riappropriarsi finalmente di un pezzo inestimabile della propria identità urbana. I festeggiamenti culmineranno alle ore 18:00, con i doverosi e solenni Saluti Istituzionali da parte delle autorità politiche e cittadine, seguiti dalla presentazione ufficiale e dettagliata delle singole sale espositive, inaugurando formalmente una nuova e luminosa era per l’arte, il turismo e la cultura a Treviso.

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L’urlo civile degli umili che ripudiano la cattiveria scuote la Capitale: Ascanio Celestini porta i suoi “Poveri Cristi” al Museo degli Strumenti Musicali

La lotta di classe e la grande saggistica degli ultimi salgono in trincea a Roma nel segno della solidarietà rionale e della grande musica jazz! Sabato 26 settembre 2026 alle ore 20:00, l’Auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali ospita lo straordinario festival “Mondi Sonori” con il debutto dello show “Poveri Cristi” di Ascanio Celestini. L’attore romano metterà a terra un viaggio specchio iper-emotivo basato sul suo ultimo romanzo Einaudi, accompagnato per la prima volta dal vivo dal pianista d’élite e conduttore RAI Danilo Blaiotta. Un’oasi di spensieratezza colta a soli 6 euro che include la visita alle gallerie dello Stato, organizzata dall’Istituto Pantheon per salvare la memoria degli umili e sconfiggere l’isolamento degli smartphone. Scoprite come prenotare i biglietti nel nostro articolo! 👇

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Roma – Un’onda di accesa narrazione popolare, misticismo stradale e fiera denuncia sociale si propaga dalle aule della memoria storica per invadere i laboratori della cultura contemporanea, trasformando le sale espositive dello Stato in un’autentica officina di pensiero, risorsa terapeutica ed educazione permanente alla solidarietà. La parola nuda e il teatro di narrazione, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dell’intrattenimento di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le ferite e le solitudini delle periferie metropolitane, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi. Sabato 26 settembre 2026, alle ore 20:00 in punto, lo sfolgorante scenario dell’Auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma ospiterà il fischio d’inizio di un attesissimo e mozzafiato capitolo della rassegna Mondi Sonori, che vedrà salire in cattedra il drammaturgo e attore romano Ascanio Celestini.

La monumentale manifestazione, inserita nel cartellone d’eccellenza della sezione Scenari Sonori, celebrerà la messinscena e la saggistica visiva dei testi estratti dall’ultimo, acclamato romanzo di Celestini intitolato “Poveri Cristi”, elargito alle stampe nella scuderia dei Supercoralli di Giulio Einaudi Editore. La vera e più accattivante novità di questo round capitolino risiede nell’inedito interplay acustico e nel debutto di una joint venture strategica: ad accompagnare il ruolino di marcia e i monologhi dell’attore sul leggio sarà, per la prima volta in assoluto, il pianista e compositore Danilo Blaiotta, riconosciuto dalla critica dello Stato come uno dei talenti jazz più cristallini, colti e interessanti della propria generazione, uniti per valorizzare il merito della parola che si fa scudo civile, taccuino alla mano e passioni calde.

Se San Francesco tornasse oggi in periferia: il presepe nel parcheggio del supermercato

L’ordito narrativo dello show si sviluppa come un viaggio onirico e spietato dentro un perimetro rionale inospitale e privo di filtri protettivi, ponendo una domanda sfolgorante e carica di significato antropologico: e se San Francesco d’Assisi tornasse oggi sulla terra per predicare la povertà e l’uguaglianza dei diritti, decidendo di allestire un presepe vivente nell’asfalto di un parcheggio di un supermercato discount? In questo scenario degradato della periferia di Roma, che potrebbe nascondersi dietro l’angolo di qualsiasi quartiere, si intrecciano con assoluta onestà intellettuale le esistenze marginali di un gruppo di ultimi della terra, figure biologiche e umili che ereditano lo stesso identico calvario incontrato dal Santo otto secoli fa, scacciando le nevrosi del materialismo capitalista.

Tra i fogli e le trame dello spettacolo sfilano personaggi di devastante impatto emotivo andati già rubati nel cuore della platea, scortati da un comfort funzionale perfetto di note e silenzi. I visitatori incontreranno Giobbe, un magazziniere analfabeta che ha brevettato un sistema ingegneristico infallibile per catalogare le merci senza ricorrere a una sola parola scritta; la Vecchia del rione, che insegna alla Prostituta che i libri delle biblioteche comunali sono gratuiti e che lo Stato apre i musei persino ai barboni una volta al mese, dimostrando che la cultura non ha barriere economiche; e poi Joseph, fuggito dall’Africa attraverso le torture della Libia e il naufragio in mare per finire rinchiuso in un carcere italiano dove le sezioni portano nomi di fiumi, ma manca l’acqua potabile. Una requisitoria contro l’intolleranza che fotografa il prodigio di una Categoria di oppressi schiacciata e stuprata dalla Storia ufficiale, eppure costituzionalmente incapace di cedere alla cattiveria o alla vendetta.

Dal Premio Ciampi alle cattedre Rai: i profili d’élite di Celestini e Blaiotta

Ascanio Celestini (classe 1972) vanta un background culturale profondo legato alla ricerca antropologica sul campo, autore di pietre miliari cinematografiche come “La pecora nera” (in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia) e di album specchio come “Parole sante”, trionfatore al Premio Ciampi. La sua ultima saggistica letteraria in pieno sviluppo blinda successi editoriali per Einaudi e Laterza del calibro di Lotta di classe, Barzellette e il recente volume del 2026 “Pasolini. Una vita, anzi due”. Al suo fianco fa squadra il poliedrico Danilo Blaiotta, pianista classico convertito al jazz d’avanguardia, il cui disco Departures è stato inserito in Giappone tra i 10 migliori album del pianeta accanto a Keith Jarrett, premiato nel Top Jazz della rivista Musica Jazz e attualmente stanziale nei palinsesti dello Stato come autore e conduttore di Rai Radio 3 per il ciclo di successo “Suona l’una”.

La direzione logistica ricorda che la seconda edizione della rassegna Mondi Sonori è promossa dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della città di Roma, guidato da Luca Mercuri, sotto la supervisione artistica di Stefano Saletti e l’ideazione della direttrice Sonia Martone. I controlli sulle sale del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, situato in Piazza di Santa Croce in Gerusalemme 9/A a Roma, sono ultimati per assicurare un comfort volumetrico perfetto. Il costo del biglietto d’ingresso di appena 6 euro include la possibilità di visitare le collezioni dello Stato prima dello show, azzerando le nevrosi causate dagli schermi digitali. Sabato sera spegnete gli smartphone e andate al Museo: le storie e la musica di Ascanio Celestini vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà avere il coraggio di pronunciare una piccola verità a difesa degli umili, il domani del nostro mondo sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Il miracolo lirico di Pinocchio che scuote il Teatro Marrucino: a Chieti il capolavoro di Antonio Cericola abbatte la quarta parete

La favola immortale di Collodi si fa opera lirica contemporanea e il sipario d’Abruzzo si alza su uno straordinario e fiero manifesto di spensieratezza e teatro civile! Sabato 26 settembre 2026 alle ore 21:00, lo storico Teatro Marrucino di Chieti ospita l’attesissima Anteprima della Stagione Lirica con il debutto de “Le avventure di Pinocchio”, capolavoro in due atti del compositore Antonio Cericola e del librettista Sandro Bernabei. Con la regia rivoluzionaria di Danilo Proia che abbatte la quarta parete al grido di “Pinocchio siamo noi”, lo show schiera in trincea l’Orchestra da Camera dell’OST e il Coro di Voci Bianche del Conservatorio di Pescara per guidare i ventenni under 35 fuori dall’isolamento digitale degli smartphone. Scoprite tutti i dettagli del cast e i biglietti nel nostro articolo! 👇

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Teatro Marrucino

Chieti – Un fremito di pura poesia, accordi orchestrali e immaginazione fiabesca si propaga dai palchi di uno dei palazzi storici più eleganti e fieri della nostra penisola, trasformando le tavole del palcoscenico in un’autentica officina di riscatto civile, educazione permanente ed ecologia dell’anima. La grande opera lirica, quando sa spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dell’intrattenimento di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscopre l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le tappe della crescita interiore e della maturità dell’io, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore della modernità liquida. Sabato 26 settembre 2026, alle ore 21:00 in punto, il monumentale e sfolgorante scenario del Teatro Marrucino di Chieti terrà a battesimo un debutto di altissimo profilo culturale dello Stato: andrà in scena l’attesissima Anteprima della Stagione Lirica 2026 con la prima esecuzione dell’opera in due atti “Le avventure di Pinocchio”.

La straordinaria manifestazione, inserita con spavaldo ottimismo nelle celebrazioni nazionali per il Bicentenario della nascita dello scrittore fiorentino Carlo Collodi, si articola come un imponente viaggio specchio, interamente basato sulle musiche originali del Maestro Antonio Cericola e sul raffinato libretto letterario firmato da Sandro Bernabei. Non parliamo di un convenzionale spettacolo d’intrattenimento domenicale o di una recita scolastica, ma di una programmazione strategica e pluriennale d’area vasta promossa per valorizzare il merito dei giovani talenti stanziali del Mezzogiorno. Una joint venture etica tra la direzione del Marrucino e le massime accademie musicali d’Abruzzo nata per far collidere la tradizione del melodramma tricolore alle più moderne soluzioni del sound design d’ambiente, taccuino alla mano e passioni calde.

Il motto del regista Danilo Proia: «Pinocchio siamo noi contro le finzioni dei social»

La postura e la messinscena di questa attesissima opera lirica sono guidate dalla fermezza civile del regista Danilo Proia, il quale ha scardinato i Criteri del teatro ordinario per edificare un allestimento vivace, dirompente e partecipativo. La cabina di regia ha preteso l’abbattimento millimetrico della tradizionale “quarta parete” protettiva, scortando i cantanti e i passeggeri del sogno a recitare a ridosso immediato della platea, azzerando le distanze fisiche ed economiche per favorire una socializzazione spontanea e pulita. L’architettura del dramma assume il burattino di legno come il visual anchor ideale per decifrare le fatiche della condizione umana contemporanea, una risorsa terapeutica pensata per scacciare l’isolamento e le nevrosi della vita quotidiana.

«Ognuno di noi nasce come una specie di burattino incosciente», spiega con calore e onestà intellettuale il regista Danilo Proia, svelando i testi del proprio taccuino di produzione prima del solenne fischio d’inizio. «Attraverso gli inganni della società dei consumi, le tribolazioni, gli ostacoli reali della provincia e le ferite biologiche degli errori, ma anche grazie al comfort dei favori, degli aiuti e dell’amicizia vera, ciascun essere umano riesce a trasformare la propria esistenza. Si tratta di un cammino iniziatico in cui Pinocchio diventa il campo d’azione flessibile di forze contrapposte: quelle ostacolatrici del materialismo e quelle evolutive della coscienza, incarnate dallo scudo del Grillo Parlante».

Il coro di voci bianche e l’orchestra dell’OST: la parata dei talenti under 35

I dati di questa eccezionale produzione parlano chiaro e premiano il merito delle migliori intelligenze musicali dello Stato, riunite sul palcoscenico teatino per un’opera di squadra eccezionale e priva di filtri burocratici. Il cast dei cantanti schiera in trincea il talento del giovane Samuele Lattanzi nel ruolo protagonistico di Pinocchio, affiancato dai registri cristallini del soprano Minkyung Park nei panni della Fata Turchina. La parata dei comprimari d’élite vede in scena Carlo Giacchetta e Mickael Santoro (Geppetto), Emanuele Rosetti (un terrificante Mangiafuoco), Kevin Paoltroni (Lucignolo), Shipeng Xu (il Gatto), in un ordito perfetto con Giulia Antonia Calin, Lisa Brandolini e Adriana Orefice nelle vesti della Volpe, mentre Paolo Gatti e Tonino Crisciotti interpreteranno l’Oste e l’Omino. La voce recitante stanziale del Grillo sarà affidata all’onestà interpretativa dell’attore Massimo Di Michele.

Il sound design e la partitura armonica saranno interamente elargiti dai professori d’orchestra dell’Orchestra da Camera dell’OST, diretti dal podio dello stesso compositore Antonio Cericola nel solenne ruolo di Maestro Concertatore. Ad arricchire l’interplay acustico e il benessere visivo dell’opera interverrà la massiccia e trasparente partecipazione del Coro di Voci Bianche del Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara e dei bambini del Polo a orientamento artistico-formativo della Provincia di Chieti, magistralmente istruiti dalle direttrici Paola Ciolino e Giulia Bruni. Le splendide scene geometriche e i costumi d’epoca sono andati rubati dal taccuino creativo di Simona Ferri, con il trucco di Serena Di Matteo e il monitoraggio logistico del direttore di produzione Marco Iezzi, uniti per limitare al massimo l’esodo delle competenze locali.

Le poltrone della Stagione Lirica 2026: info e contatti del botteghino teatino

La direzione del Teatro Marrucino comunica che i controlli tecnici sulle sale sono ultimati e la logistica degli accessi è programmata per assicurare un comfort funzionale perfetto alle famiglie, alle scolaresche e ai giovani viandanti della cultura. L’opera di Cericola e Bernabei rifiuta le scorciatoie della finzione digitale per risvegliare l’incanto e la spensieratezza della poesia del fanciullino che risiede in ognuno di noi, proponendosi come una risorsa per riparare lo scollamento emotivo causato dagli smartphone e dall’asfissia dei social network metropolitani.

I motori della biglietteria ufficiale a Chieti sono accesi e le prenotazioni per la prima serata di sabato 26 settembre già prese d’assalto dai collezionisti del grande teatro di tradizione dello Stato. I dettagli completi sui costi dei biglietti e le riduzioni per i minori sono interamente accessibili in totale trasparenza sul portale web della struttura. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e scendete in strada a Chieti: Pinocchio, Geppetto e la Fata Turchina vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà trasformare un pezzo di legno in un canto di libertà e amore, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il sipario sta per alzarsi, ed è una favola meravigliosa che aspetta solo di essere vissuta.

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