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Cultura

La psicoanalista Adelia Lucattini premiata in Svizzera allo “Switzerland Literary Prize” con il saggio “Psicoanalisi e Infanzia” (Edizioni Solfanelli)

La prevenzione digitale non significa assolutamente sequestrare i cellulari o demonizzare la tecnologia, ma insegnare ai propri figli a gestirla in modo maturo e consapevole! È con questo straordinario, lucidissimo e moderno approccio educativo che la nota psichiatra e psicoanalista italiana Adelia Lucattini ha trionfato in Svizzera, vincendo il prestigioso “Switzerland Literary Prize” a Lugano. Il riconoscimento internazionale è stato assegnato al suo fondamentale e vendutissimo saggio “Psicoanalisi e infanzia” (scritto a quattro mani con la giornalista scientifica Marialuisa Roscino). Un manuale preziosissimo e irrinunciabile per tutti i genitori, utile per difendere il sonno e la psiche dei bambini dai freddi algoritmi dei social network👇

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Adelia Lucattini premiata in Svizzera

Roma – La gestione, la comprensione e l’utilizzo quotidiano e pervasivo dei modernissimi, complessi e affascinanti strumenti tecnologici e digitali da parte delle giovanissime generazioni di nativi digitali rappresenta indubbiamente, oggettivamente e scientificamente una delle sfide educative, pedagogiche e sociali più ardue, spinose e delicate dell’intero panorama contemporaneo globale. Di fronte al dilagare rapido, apparentemente incontrollato e spesso subdolo di social network, chat virtuali e piattaforme di streaming all’interno della delicatissima e preziosa sfera psicologica dei minori, il disperato, urgente e vitale bisogno di una bussola autorevole, chiara e scientificamente inattaccabile si fa sempre più pressante per migliaia di famiglie smarrite. È proprio in questo delicatissimo, complesso e fondamentale solco intellettuale ed educativo che si inserisce trionfalmente, brillantemente e con enorme successo l’importantissimo, prestigioso e meritato riconoscimento internazionale appena conferito e assegnato ufficialmente alla nota e stimata psichiatra e psicoanalista italiana Adelia Lucattini. L’illustre dottoressa (già autorevole Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e Full Member dell’International Psychoanalytical Association) è stata infatti solennemente, pubblicamente e felicemente premiata in terra elvetica nell’ambito del prestigiosissimo Switzerland Literary Prize. Questo importantissimo e noto concorso letterario transfrontaliero, ideato, curato e promosso con grande passione dall’Associazione Culturale Pegasus, persegue da anni il nobile, ambizioso e lodevole obiettivo di favorire attivamente e concretamente il dialogo costruttivo tra culture linguistiche diverse, puntando a scoprire e valorizzare unicamente opere editoriali di grandissima, innegabile e comprovata rilevanza internazionale e scientifica.

Il prestigioso premio a Lugano e il successo dell’opera

La solenne, elegante ed emozionante cerimonia di premiazione ufficiale si è svolta con grandissimo successo di pubblico nella piovosa ma sempre suggestiva e affascinante giornata di sabato 26 settembre 2026.
La bellissima ed esclusiva cornice scelta per ospitare l’evento è stata l’elegante e rinomato Teatro Art Lux situato nel comune di Massagno, alle porte della meravigliosa Lugano. Davanti a una platea letteralmente gremita, attenta e composta da numerosissimi e talentuosi autori provenienti da svariati Paesi europei, e alla presenza di ospiti di assoluto prestigio e calibro intellettuale (tra cui spiccava la nota e autorevole figura del giornalista, saggista e già Presidente della Rai, Marcello Foa), la giuria di esperti ha deciso all’unanimità di assegnare il prestigioso riconoscimento internazionale al brillante saggio intitolato “Psicoanalisi e infanzia” (pubblicato con successo dalla casa editrice Solfanelli). L’apprezzatissima, venduta e fortunata opera letteraria e scientifica, realizzata minuziosamente a quattro mani da Adelia Lucattini in stretta e fruttuosa collaborazione con la preparatissima giornalista scientifica Marialuisa Roscino (e arricchita inoltre dalla preziosa, profonda e illuminante postfazione curata della psicoanalista Maria Giuseppina Pappa), è stata premiata dai severi giurati svizzeri proprio per la sua straordinaria capacità di superare i confini nazionali, acquisendo nel corso del tempo un validissimo, solido e innegabile respiro e autorevolezza di livello pienamente internazionale. Il segreto di questo successo? L’aver affrontato frontalmente, con grandissimo, inattaccabile e severo rigore puramente scientifico unito a una fortissima e bruciante attualità sociale, il delicatissimo e scottante tema della prevenzione digitale minorile.

Oltre la demonizzazione: l’uso consapevole della tecnologia

L’enorme e fondamentale forza divulgativa, pedagogica e pratica del saggio risiede proprio nel suo approccio modernissimo, lucido, equilibrato e assolutamente privo di inutili ed esasperati allarmismi populisti.
Il volume della dottoressa Lucattini chiarisce infatti in maniera inequivocabile, netta e definitiva come l’urgente e sacrosanta “prevenzione digitale” non debba assolutamente, mai e in alcun modo coincidere banalmente con la sterile, anacronistica e cieca demonizzazione assoluta della tecnologia in quanto tale. Il libro non predica affatto un folle e impossibile ritorno al passato senza schermi, ma rappresenta piuttosto e saggiamente un utilissimo, concreto e strutturato percorso educativo psicologico. Lo scopo dichiarato, nobile e ambizioso dell’autrice è quello di fornire alle famiglie disorientate un manuale pratico per accompagnare letteralmente, dolcemente e intelligentemente i bambini e i complessi adolescenti verso un utilizzo sempre più maturo, sicuro e fortemente consapevole di tutti i formidabili strumenti digitali a loro disposizione. L’autrice sottolinea inoltre un concetto psichiatrico modernissimo e fondamentale: l’attenzione, l’ansia e il controllo dei genitori non devono più concentrarsi esclusivamente, rigidamente e banalmente sul mero e freddo conteggio numerico delle ore trascorse online o davanti allo smartphone, ma devono focalizzarsi principalmente e scrupolosamente sulla reale “qualità” e tipologia dei contenuti effettivamente fruiti dai giovani. Occorre infatti valutare clinicamente, attentamente e tempestivamente gli effetti diretti e invisibili che il mondo digitale, i social network e le infinite piattaforme di streaming esercitano inesorabilmente sulla qualità vitale del sonno notturno, sul calo del normale rendimento scolastico diurno e, non da ultimo, sulla drammatica e progressiva desertificazione delle reali relazioni empatiche e interpersonali.

Il ruolo dei genitori: regole chiare e lotta agli algoritmi

Attraverso una serie preziosissima, chiara e fruibile di utilissime indicazioni pratiche, psicologiche e pedagogiche rivolte direttamente, affettuosamente ma severamente a tutti i genitori, il saggio premiato entra nel cuore del problema.
L’opera ribadisce infatti con forza granitica e assoluta l’immenso, vitale e insostituibile valore educativo della “presenza” fisica e intellettuale degli adulti nella vita dei minori. Il costante, paziente e aperto dialogo intergenerazionale, unito alla difficilissima ma doverosa definizione e imposizione di regole domestiche chiare, stabili, certe e soprattutto coerenti e proporzionate all’età anagrafica dei figli, rappresentano l’unico e vero argine protettivo contro le derive patologiche della rete. L’obiettivo finale, altissimo e nobile del volume non è quello di creare ragazzi isolati o disconnessi dal futuro, ma al contrario quello di promuovere attivamente nei più giovani una robusta, forte e incrollabile capacità critica intellettuale, una sana autonomia di libero pensiero e un’indipendenza di scelta. Fornendo loro tempestivamente, lucidamente e pazientemente gli strumenti cognitivi necessari per comprendere a fondo, smascherare e gestire in sicurezza i complessi, subdoli e invisibili meccanismi degli algoritmi informatici, si evita che siano queste fredde macchine a orientare passivamente, forzatamente e commercialmente i loro comportamenti futuri, i loro consumi e i loro desideri intimi, scongiurando così pericolosissime e gravissime ricadute sul loro preziosissimo e fragile benessere psicologico in via di formazione.

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Cultura

Giorgio Linguaglossa e la “Poetry Kitchen”: il mito classico incontra l’ironia contemporanea

La poesia contemporanea non è mai stata così tagliente, spiazzante, surreale e magnificamente ironica! Esploriamo oggi il meraviglioso e rivoluzionario laboratorio letterario della “Poetry Kitchen”, nato dal genio indiscusso del compianto scrittore e critico letterario Giorgio Linguaglossa. Nei suoi inimitabili e paradossali versi, i grandi miti della classicità si scontrano violentemente e comicamente con l’alienante routine moderna e la fredda geopolitica: troviamo un Ulisse costretto a viaggiare sui voli low cost o in sidecar da Erdogan, un Minotauro che fa causa a Minosse per mobbing aziendale, e i grandi eroi omerici privi di Green Pass. Un viaggio letterario meraviglioso curato da Angela Kosta👇

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Giorgio Linguaglossa

Roma – Il panorama letterario e culturale italiano contemporaneo si arricchisce e si definisce prepotentemente attraverso le opere di intellettuali capaci di scardinare le regole tradizionali della sintassi e della narrazione. In questo scenario così fluido e complesso, la poesia di Giorgio Linguaglossa si staglia e si distingue nettamente per una forma espressiva assolutamente unica e originale, capace di accostare, frullare e mescolare abilmente, quasi come fossero gli ingredienti segreti di una personalissima e particolarissima “cucina” poetica, il lontanissimo mondo della classicità, i miti antichi, la cultura contemporanea liquida, la spietata geopolitica, la cronaca quotidiana e l’alienante routine dei nostri giorni. Ulisse, la fedele Penelope, il mostruoso Minotauro, Teseo, la maga Circe e tantissimi altri iconici personaggi della secolare tradizione classica vengono improvvisamente e genialmente catapultati a forza nel nostro presente e posti fisicamente accanto a figure, eventi, tecnologie e oggetti alienanti del nostro tempo moderno. Il risultato letterario e stilistico finale è una particolarissima poesia volutamente e ferocemente spiazzante, profondamente ironica e meravigliosamente dissacrante, nella quale l’assurdo e il paradosso non sono mai fini a se stessi, ma diventano uno strumento chirurgico, critico e affilato per poter osservare, giudicare e sviscerare la complessa realtà che ci circonda.

La cucina poetica: Ulisse sui voli low cost e il Minotauro in tribunale

Leggere e immergersi nei particolarissimi e disorientanti versi dell’autore significa accettare di compiere un viaggio sulle montagne russe dell’intelletto umano.
L’autore costruisce sapientemente delle situazioni narrative surreali, comiche e del tutto inattese per il lettore tradizionale: il valoroso e mitologico Ulisse si ritrova improvvisamente costretto a viaggiare scomodamente su un volo aereo low cost, il temibile Minotauro, stanco di essere rinchiuso, decide burocraticamente di rivolgersi a un freddo tribunale civile per una banale controversia di lavoro, mentre personaggi sacri e intoccabili della mitologia omerica possono improvvisamente incontrare per strada politici moderni, personaggi della cultura pop e protagonisti indiscussi della società contemporanea globalizzata. Dietro questo apparente, divertente e surreale gioco linguistico e semantico emerge però prepotentemente una riflessione filosofica e sociologica molto più profonda e amara. L’ironia pungente diventa infatti una lente d’ingrandimento precisissima attraverso la quale Linguaglossa osserva lucidamente le pesanti contraddizioni della società moderna, il logorio del potere, il cinismo della politica internazionale, l’assurdità della comunicazione di massa, il consumismo sfrenato e la definitiva e irreversibile crisi dei tradizionali sistemi simbolici occidentali. È proprio questa continua, violenta e cercata collisione tra epoche storiche distanti, linguaggi contrastanti e immagini antitetiche a rendere la sua scrittura così singolare, viva e pulsante. Invitiamo dunque i nostri lettori a entrare in questo particolarissimo e affascinante laboratorio poetico curato da Angela Kosta, dove il mito incontra la cronaca e la tradizione dialoga aspramente con il presente.

Biografia di Giorgio Linguaglossa (1949 – 2026)

Scrittore raffinato, poeta e acuto critico letterario, Giorgio Linguaglossa ha dedicato l’intera sua esistenza intellettuale alla ricerca e allo svisceramento del profondo significato della parola scritta.
Il suo esordio ufficiale nel difficile e selettivo mondo della poesia avviene nel lontano 1992 con la pubblicazione di Uccelli (Scettro del Re, Roma). L’anno successivo, nel 1993, la sua instancabile sete di cultura lo spinge a fondare l’importante rivista letteraria quadrimestrale “Poiesis”, che dirigerà con piglio fermo e lungimirante dal 1997 al 2006. Nel 1995 il suo nome figura orgogliosamente tra i firmatari (insieme a Giuseppe Pedota, Maria Rosaria Madonna e Giorgia Stecher) del celebre “Manifesto della Nuova Poesia Metafisica”. Nel corso degli anni Duemila e Dieci la sua prolifica penna sforna innumerevoli opere poetiche, narrative e saggistiche di enorme caratura, tra cui Appunti Critici (2002), Il minimalismo, ovvero il tentato omicidio della poesia (2007) e l’importante opera Dalla lirica al discorso poetico. Storia della Poesia italiana 1945–2010 (2011). Nel 2014, il suo inarrestabile percorso di ricerca estetica lo porta a fondare e dirigere la prestigiosa rivista telematica “L’Ombra delle Parole”, attraverso la quale persegue costantemente l’esplorazione e la ricerca di una vera e propria “nuova ontologia estetica”. Ed è proprio all’interno di questo vastissimo, ricco e complesso percorso sperimentale (nato dalla necessità di superare la crisi delle vecchie e polverose forme novecentesche) che prende vita il particolarissimo progetto della Poetry Kitchen: un tentativo riuscito di sconvolgere totalmente la tradizionale “forma-poesia” attraverso ardite contaminazioni di linguaggi e collisioni semantiche che coinvolgono, attualmente, ben sedici importanti poeti contemporanei.

Estratti dalla Poetry Kitchen: mito, Brics e Green Pass

Per comprendere appieno e fisicamente la portata rivoluzionaria e surreale della sua particolarissima cucina poetica, vi proponiamo tre estratti inequivocabili e folgoranti.

Alcuni versi da Poetry Kitchen
«All’epoca il corvo giocava a scacchi
con le bretelle del mago Woland…
Omero adesso fa le rime
con il collasso della prostata
e prosimetri con il collasso del simbolico
con il Bostik attacca le immagini
di Marilyn su Playboy.
Ne esce un Tank Terminator
che gioca con i bambini.
Il Minotauro ha fatto causa
al Re Minosse per mobbing
e inadempienza contrattuale.
Così Minosse invita Teseo
a liquidare la questione una volta per tutte.
Teseo chiede a De Chirico
di essere immortalato
ne “La partenza degli argonauti”
con gli altri naumachi.
Giunto nel Labirinto,
il nostro eroe inciampa
nel filo di Arianna e cade a terra.
Il Minotauro ne approfitta
e gli taglia la testa.
Il mito quindi è falso,
ha narrato il falso.»

Odisseo nel mondo contemporaneo
«Odisseo ha presenziato alla conferenza con i BRICS.
Il pesce Lavrov ha dichiarato al Palazzo di Vetro
che la globalizzazione ha le ore contate.
Paride ha rifiutato di stringere la mano
al pope Kirill.
Diomede va in sidecar alla volta di Erdogan.
Xi ha preso un raffreddore nel Donbass.
È privo di Green Pass
e non può entrare nell’Unione Europea.
Ingoia un bicchierino di Amaro Ferrochina Bisleri
e una pillola di Fripass per consolazione.
Odisseo è vestito con un cappotto sovietico
degli anni Cinquanta.
Guida un camion che trasporta
nuvole artificiali per il Donbass.
Vende una nuvola per un euro.
Ha fatto un tweet con la foto del camion
che trasporta le nuvole:
“Adesso – ha dichiarato alla stampa –
commercio con Poseidone per far piovere,
qui c’è siccità!”
Ha avuto molto successo.
Poi è tornato a Itaca,
dove ha messo in piedi impianti eolici,
fotovoltaici,
potenza rinnovabile installata
del gruppo: duemilacinquecento gigawatt.»

Il ritorno di Odisseo
«Lunedì atterra Odisseo all’aeroporto di Itaca.
Volo low cost con Itavia.
L’Eroe dei due mondi è a mal partito
e ha mal di denti.
Ha fatto un podcast al ministro Piantedosi,
ha richiesto la pensione di guerra
che adesso ha cambiato denominazione,
si chiama “MIA”.
Un SMS da Palazzo Chigi:
«Lei è un piantagrane,
un carico residuale,
che è tornato a fare?
Se ne stia a zonzo nel mar Egeo,
qui non c’è posto per gli attaccabrighe!»
Odisseo però ha avuto una nuova idea:
adesso vende fumo in scatola
con su scritto “fumo in scatola”
e l’ha messo in vendita su eBay.
Minosse ha diffidato l’eroe
dall’intraprendere un altro viaggio per l’Egeo:
ha già fatto tanti guai in quel di Troia!
È intervenuto Dedalo,
il quale, dopo averlo salutato,
ha posto le seguenti domande all’Itacense:
«Buongiorno!
Conoscevi i rischi della traversata?
Come sta la prostata?
Diomede? I suoi accalappiatopi di Argo?
Euriloco?
Digli che ha dimenticato la giacca
sull’attaccapanni della Circe!
Tutti salvi i tuoi manigoldi?
Bella l’idea del cavallo di Troia!
Davvero, mi hai surclassato davanti ai posteri!
Dimmi, quel tuo sodale,
quel soldato fannullone,
come si chiamava?
Ah sì, ora lo ricordo…
Omero?»»
(Testi a cura di Angela Kosta)

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Cultura

L’Aquila Capitale della Cultura 2026: il CAI porta la scuola in montagna

La montagna diventa una gigantesca, meravigliosa e fondamentale aula a cielo aperto per salvare il nostro futuro! A L’Aquila, fieramente Capitale Italiana della Cultura 2026, si tiene in questi giorni lo storico e attesissimo 76° Corso nazionale di formazione per insegnanti, organizzato magnificamente dal Club Alpino Italiano (CAI Scuola e Sezione L’Aquila). Attraverso laboratori pratici, lezioni di outdoor education ed escursioni mozzafiato nel Parco Nazionale del Gran Sasso, l’iniziativa si propone di formare i docenti sui delicatissimi temi dell’educazione ambientale, della sostenibilità e della cittadinanza ecologica, fornendo loro gli strumenti per educare i ragazzi alle grandi sfide climatiche moderne👇

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Locandina evento Cai L'Aquila

L’Aquila – L’ambitissimo, storico e pesantissimo riconoscimento nazionale ottenuto per questo prestigioso e vibrante anno solare del 2026, ovvero la solenne e gloriosa proclamazione della città dell’Aquila a incontrastata Capitale Italiana della Cultura, non rappresenta unicamente e banalmente un formale e freddo sigillo burocratico apposto su una mappa turistica. Si tratta, al contrario, di una grandissima, vitale e coraggiosa opportunità strategica ideata appositamente per valorizzare prepotentemente l’immenso, profondo e inestimabile patrimonio storico, architettonico, artistico e naturale del territorio abruzzese. Ma è, soprattutto e intimamente, un forte e chiaro invito istituzionale e civile a fermarsi per riflettere concretamente sul delicato, fragile e mutevole rapporto esistente oggi tra le giovani comunità, il tessuto del territorio e la spasmodica ricerca di un futuro che sia realmente e strutturalmente sostenibile per il pianeta. Ed è proprio incastonato perfettamente all’interno di questo magico, stimolante e florido scenario culturale e paesaggistico di rinascita, che il ruolo didattico, umano e sociale della Scuola e dei suoi volenterosi docenti torna prepotentemente, prepotentemente a ricoprire una funzione assolutamente e drammaticamente centrale. Educare seriamente e profondamente le nuove generazioni di studenti significa infatti, oggi più che mai, fornire loro le adeguate, complesse e necessarie competenze tecniche, l’indispensabile consapevolezza civica e i giusti, moderni e affilati strumenti logici e critici per poter interpretare lucidamente, coraggiosamente e attivamente le svariate, immani e spaventose sfide ambientali e climatiche del nostro turbolento tempo moderno.

Il 76° Corso nazionale per docenti: ecologia e territorio

Proprio sposando in pieno e con grande slancio vitale questa nobilissima e complessa visione pedagogica e ambientale, è nato e si è sviluppato un evento di caratura e importanza nazionale senza alcun precedente nel capoluogo.
L’attesissimo e fondamentale corso di alta formazione professionale e didattica dedicato interamente ed esclusivamente agli insegnanti, incentrato sui delicati e vitali temi dell’Educazione Ambientale e della moderna Cittadinanza Ecologica, è stato sapientemente, capillarmente e meticolosamente organizzato dal 1° fino al 4 ottobre 2026 proprio nel cuore storico dell’Aquila. Questo importantissimo appuntamento didattico e formativo (che prende il nome ufficiale e altisonante di 76° Corso nazionale di formazione per insegnanti) è stato fieramente e storicamente ideato, promosso e organizzato con grandissimo e ammirevole sforzo congiunto dalla preziosa struttura di CAI Scuola, operante in strettissima, fruttuosa e costante sinergia con la preparatissima Sezione CAI (Club Alpino Italiano) dell’Aquila, e potendo inoltre contare sul massiccio, fondamentale e solido supporto logistico del CAI regionale. L’intera, complessa e lodevole iniziativa si inserisce perfettamente e istituzionalmente all’interno del rigido quadro normativo del Protocollo d’intesa firmato e siglato direttamente con i vertici romani del Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’obiettivo primario, audace e dichiarato del progetto è proprio quello di accompagnare amorevolmente e professionalmente i docenti scolastici in un affascinante, complesso e modernissimo percorso di aggiornamento e potenziamento professionale, basato interamente su immersive attività pratiche direttamente sul campo, capaci di integrare perfettamente le asettiche conoscenze scientifiche teoriche con nuovissime, coinvolgenti e metodologie didattiche sperimentali fortemente e indissolubilmente legate all’amore per il proprio territorio e per la montagna.

L’Aquila come enorme e meravigliosa aula a cielo aperto

L’approccio teorico ed esperienziale adottato dalla struttura pedagogica del Club Alpino Italiano ribalta completamente, positivamente e coraggiosamente i vecchi, rigidi e polverosi canoni della tradizionale e noiosa didattica frontale.
Il corso appena inaugurato è stato finemente, intelligentemente e appositamente pensato e calibrato per tutti quegli insegnanti moderni, curiosi e coraggiosi che vogliono letteralmente, magicamente e quotidianamente trasformare l’alta e astratta idea di sostenibilità globale in una vera e propria esperienza educativa concreta, tangibile, profondamente coinvolgente emotivamente e capace di lasciare un segno indelebile nell’anima degli alunni. Non si tratta, quindi, della solita, piatta e sterile formazione fatta di noiose slide scorse al computer, ma di un vero, reale e avventuroso percorso di scoperta umana: la splendida città dell’Aquila, circondata fedelmente dal suo patrimonio naturale unico e invidiabile, dai suoi immensi Parchi nazionali tutelati, dai suoi paesaggi mozzafiato e forte della sua dolorosa ma splendida e indomita storia di ricostruzione e rinascita post-sisma, si trasforma per l’occasione in una gigantesca, meravigliosa e vibrante “aula a cielo aperto”. Attraverso intensi laboratori creativi, stancanti ma gioiose attività di outdoor education, fitti incontri tecnici con luminari ed esperti del settore e incantevoli visite guidate nei luoghi simbolo del patrimonio naturale aquilano, gli attenti docenti saranno guidati passo dopo passo nella complessa costruzione di nuovi percorsi educativi prettamente interdisciplinari. Nuovissime, preziose e spendibili competenze didattiche che i docenti potranno poi, in un secondo e magico momento, trasferire direttamente e appassionatamente ai loro giovanissimi e curiosi alunni tra i banchi di scuola.

La transumanza come moderna e cruciale chiave di lettura

La scelta geografica, logistica e culturale di svolgere questo importantissimo corso proprio a L’Aquila, nel fatidico anno in cui la città splende come Capitale della Cultura, è stata fortemente, logicamente e intensamente voluta dai vertici dell’associazione.
Un tema fortissimo, ancestrale e identitario che fa da filo conduttore all’intero evento è quello della pastorizia e della storica transumanza abruzzese. Tuttavia, questo prezioso e antico elemento non viene banalmente presentato “solo” come un malinconico e statico reperto o come dolce e sfocata memoria del passato rurale da rievocare folcloristicamente, ma soprattutto come un’affilatissima, complessa e modernissima chiave di lettura del nostro inquieto presente. Si tratta di una pratica antica e saggia che intreccia meravigliosamente e indissolubilmente il delicato rispetto per l’ambiente, la fiera storia locale, il paesaggio montano, la fragile micro-economia e la coesione della comunità. Studiare la transumanza oggi consente paradossalmente, utilmente e magicamente di riflettere in maniera profondissima e molto attuale su concetti cardine per il nostro pianeta, come la vitale sostenibilità globale, la ricchezza della biodiversità, il fondamentale uso etico e responsabile delle scarsissime risorse idriche e, in definitiva, il millenario, intimo e mai del tutto risolto rapporto vitale tra l’uomo e la natura. Il fittissimo programma del corso, abilmente e sapientemente articolato tra lunghe lezioni teoriche, laboratori scientifici e stancanti ma meravigliose escursioni nell’ambiente incontaminato e protetto del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, offrirà concretamente e gratuitamente a decine di insegnanti di vivere pienamente e intimamente la montagna come il più grande, sacro e potente luogo educativo mai creato. Ai partecipanti, al rientro a casa, resterà non solo un attestato cartaceo, ma soprattutto il ricordo indelebile di un’esperienza formativa intensissima e preziosa per il futuro del Paese.

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Cultura

Domenica al Museo: il 4 ottobre ingressi gratuiti nei siti archeologici di Roma

La grande bellezza di Roma torna ad aprire le sue porte gratuitamente a tutti i cittadini e turisti! In occasione della classica “Domenica al Museo” del 4 ottobre, l’amministrazione capitolina garantirà l’ingresso completamente libero e senza biglietto alla stragrande maggioranza dei Musei Civici e a meravigliose aree archeologiche monumentali a cielo aperto, come i Fori Imperiali, il Circo Massimo e l’Area Sacra di Largo Argentina. Tornano anche le seguitissime e richieste visite guidate a Palazzo Senatorio in Campidoglio. Ecco il lunghissimo, vasto e imperdibile elenco di tutte le mostre visitabili gratuitamente e quelle a pagamento👇

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Parco Archeologico del Celio_ph. Monkeys Video Lab-

Roma – La straordinaria, ineguagliabile e magica bellezza millenaria della Capitale d’Italia si prepara ancora una volta a svelarsi gratuitamente e generosamente agli occhi innamorati e curiosi di cittadini, turisti, famiglie e appassionati d’arte. In occasione del ritorno del popolarissimo, consolidato e atteso appuntamento con la prima domenica del mese, fissato in calendario per l’imminente 4 ottobre 2026, l’ingresso sarà infatti totalmente, liberamente e democraticamente gratuito per tutte e tutti all’interno del vastissimo e inestimabile circuito dei Musei civici di Roma Capitale. Ma il grande e inestimabile regalo culturale dell’amministrazione capitolina non si ferma certamente e unicamente alle rassicuranti e accoglienti mura dei percorsi museali chiusi: la prestigiosa gratuità domenicale si estenderà prepotentemente e storicamente anche ad alcune tra le più importanti, affascinanti e celebri aree archeologiche a cielo aperto del tessuto urbano cittadino. Un’occasione d’oro e letteralmente irripetibile per riappropriarsi fisicamente e visivamente della storia imperiale e repubblicana. Tra i siti monumentali ad accesso libero e gratuito spiccano orgogliosamente l’imperdibile e prezioso Museo della Forma Urbis (aperto dalle ore 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18), la suggestiva e recentemente riqualificata Area Sacra di Largo Argentina (dalle 9.30 alle 19), la vastissima area archeologica del Circo Massimo e la mozzafiato passeggiata monumentale dei Fori Imperiali, con scenografico ingresso garantito direttamente dalla maestosa Colonna Traiana (apertura dalle 9 alle 19.15).

Le visite guidate a Palazzo Senatorio e ai Musei Capitolini

Il ricchissimo, vasto e imperdibile “menù” culturale predisposto dall’amministrazione per la prima domenica ottobrina offre perle di inestimabile valore storico anche e soprattutto nel cuore nevralgico e amministrativo della città eterna.
Sono state infatti felicemente e ufficialmente confermate le attesissime visite guidate e gratuite all’interno del solenne Palazzo Senatorio, situato sulla sommità del Campidoglio, durante le quali i fortunati visitatori saranno sapientemente e didatticamente accompagnati da guide esperte alla maestosa scoperta delle sale storiche del Palazzo (oggi vivace sede ufficiale della Giunta del Comune di Roma), con profondi e interessanti approfondimenti storici sulla sua evoluzione millenaria. Le visite, caldamente promosse dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, richiedono tassativamente la prenotazione obbligatoria telefonando al contact center 060608. Ingresso totalmente e meravigliosamente gratuito anche per accedere alle splendide e innumerevoli esposizioni temporanee attualmente in corso nelle sedi dei musei civici capitolini, a partire proprio dalle sontuose stanze dei Musei Capitolini. Qui, la Pinacoteca ospita il raffinato progetto espositivo intitolato “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva”, mentre nelle antiche sale del piano terra del Palazzo dei Conservatori si potrà sognare a occhi aperti ammirando la mostra “Angeli – Messaggeri, custodi e viandanti”. Infine, nelle sale affrescate del Palazzo Clementino, spicca la cromatica e lussuosa mostra “I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini”.

Dalla moda al contemporaneo: Montemartini e Galleria d’Arte

Allontanandosi leggermente dal centro storico più turistico e dirigendosi verso il quartiere Ostiense, l’offerta culturale civica gratuita si tinge incredibilmente di glamour, design moderno e affascinante archeologia industriale.
Presso gli incredibili spazi post-industriali dei Musei Capitolini – Centrale Montemartini, prosegue orgogliosamente la patinata e curiosa esposizione “Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale”, un racconto visivo inedito e meraviglioso sulla Moda come grande e indiscussa protagonista della Dolce Vita della Capitale, arricchito da preziosi e rarissimi materiali provenienti direttamente dall’immenso Archivio storico dell’Istituto Luce. Nel cuore del centro, alla prestigiosa Galleria d’Arte Moderna di via Crispi, è invece felicemente in corso la maestosa mostra “GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025”, con oltre 120 preziosissime opere d’arte riunite in un unico e indimenticabile percorso espositivo. Vastissima e diversificata si presenta anche l’offerta gratuita all’interno del verde dei Musei di Villa Torlonia: al Casino dei Principi si potrà ammirare l’arte della pittrice Elisa Montessori, mentre alla romantica e suggestiva Casina delle Civette andrà in scena la mostra patriottica e celebrativa “Sotto una buona stella – L’emblema della Repubblica Italiana”. Al Museo di Roma in Trastevere, vera e propria mecca della fotografia contemporanea, ben tre grandi e diverse mostre d’autore accoglieranno gratuitamente i visitatori, tra cui spicca l’omaggio a Fulco Pratesi (storico e tenace fondatore del WWF Italia). Da segnalare doverosamente anche le mostre al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese, la statua in acciaio dedicata alla Divina Maria Callas al Museo Barracco e gli straordinari disegni esposti al Museo Napoleonico.

Le eccezioni alla gratuità: dalle mostre immersive ai bunker

Come accade abitualmente, puntualmente e regolarmente in ogni singola occasione istituzionale, alcune specifiche, costosissime o delicatissime esposizioni temporanee non rientrano purtroppo nelle agevolazioni della prima domenica del mese, mantenendo invariata la tariffazione.
Fanno inevitabile ed esplicita eccezione alla gratuità statale e civica (richiedendo quindi il pagamento del regolare e consueto biglietto d’ingresso a tariffazione ordinaria, pur mantenendo attiva la tariffa ridotta per i fortunati e numerosi possessori della tessera nominativa MIC Card), quattro grandissime mostre ed esperienze immersive attualmente in corso nella Capitale. Si tratta della coloratissima e imponente retrospettiva messicana “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna” (ospitata ai Musei Capitolini negli spazi di Villa Caffarelli), della raffinata e controversa mostra fotografica internazionale “Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza” (allestita presso il Museo dell’Ara Pacis), della seguitissima, emozionante e richiestissima visita guidata ai cupi e storici Bunker e rifugi antiaerei di Villa Torlonia (un incredibile e realistico percorso espositivo multimediale e sotterraneo per rivivere in prima persona il puro terrore dei bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, con prenotazione obbligatoria) e, infine, del sempre amatissimo e tecnologico “Circo Maximo Experience” (il viaggio sbalorditivo nella Roma antica in realtà aumentata e visori 3D). I preziosi e fluidi servizi museali di questa ennesima, meravigliosa e indimenticabile domenica dedicata interamente all’arte e alla bellezza, saranno abilmente e professionalmente curati e gestiti dal personale specializzato di Zètema Progetto Cultura.

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