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“ Le Onde del Destino”… Il viaggio continua

Ci sono premi che consegnano una targa. E ce ne sono altri che provano a fare qualcosa di più: fermare per un momento il rumore delle cose e dire a una persona: “Abbiamo visto quello che hai fatto. E pensiamo che valga la pena raccontarlo.”

“Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, nasce esattamente da questa idea.

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Redazione-  Ci sono premi che consegnano una targa. E ce ne sono altri che provano a fare qualcosa di più: fermare per un momento il rumore delle cose e dire a una persona: “Abbiamo visto quello che hai fatto. E pensiamo che valga la pena raccontarlo.”

“Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, nasce esattamente da questa idea.

Non una gara. Non una classifica. Non la ricerca del personaggio più famoso. Piuttosto, un tentativo di mettere intorno allo stesso tavolo persone che hanno percorso strade diverse e che, proprio attraverso quelle strade, hanno contribuito a costruire il volto contemporaneo dell’Umbria.

La prima edizione, ospitata nelle Sale del Seicento di Palazzo Mauri a Spoleto, ha riunito 26 protagonisti. Ventisei storie che non hanno molto in comune, se non una parola che le attraversa tutte: impegno.

C’è chi ha scelto l’arte, chi l’architettura, chi l’editoria, chi la cultura, chi l’impresa, chi la comunicazione. Professioni diverse, caratteri diversi, esperienze diverse. Ma il punto non era uniformare queste differenze. Era metterle una accanto all’altra.

E forse è proprio questo il dato più interessante della manifestazione.

In foto la scrittrice Eleonora Benedetti, l'artista Luca Cisternino e il presentatore Massimo Zamponi

In foto la scrittrice Eleonora Benedetti, l’artista Luca Cisternino e il presentatore Massimo Zamponi

In una società nella quale siamo spesso abituati a conoscere soltanto il risultato finale, il Premio ha provato a riportare l’attenzione sul percorso. Perché dietro una professione c’è una vita. Dietro un successo ci sono spesso anni di lavoro. Dietro un applauso ci sono giornate in cui nessuno applaudiva.

Tra i protagonisti della giornata, gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Maestro David Pompili, il regista C. L. Grugher e l’editore Jean Luc Bertoni hanno ricevuto particolare attenzione e calorosi applausi. Ma sarebbe riduttivo fermarsi ai singoli nomi.

Il senso dell’iniziativa è stato proprio quello di costruire un racconto collettivo.

Ventisei persone, dunque, ma anche ventisei modi differenti di intendere il proprio lavoro.

Ed è qui che entra in gioco Ilaria Solazzo.

In foto l'assessore Danilo Chiodetti con Massimo Zamponi

In foto l’assessore Danilo Chiodetti con Massimo Zamponi

La sua idea non sembra essere quella di aggiungere semplicemente un’altra manifestazione al calendario degli appuntamenti culturali. Il progetto nasce da una domanda molto più semplice: quante persone di valore conosciamo soltanto superficialmente?

Un premio può diventare allora uno strumento per approfondire, per ascoltare, per creare relazioni.

E la parola “ascolto” non è secondaria.

Durante la manifestazione non si è celebrato soltanto ciò che i premiati hanno raggiunto. Si è cercato di dare dignità anche alle loro storie. Perché l’eccellenza, quando è autentica, raramente arriva tutta insieme. Si costruisce lentamente, spesso lontano dai riflettori.

Spoleto ha così fatto da cornice a un pomeriggio nel quale il riconoscimento è diventato incontro.

E il nome scelto per il Premio non poteva essere più coerente.

Le onde si muovono. Partono da un punto e si propagano. Incontrano altre onde, cambiano intensità, raggiungono rive che sembravano lontane.

È una metafora semplice, ma efficace.

Anche le persone funzionano così.

Una scelta può generare un’altra scelta. Un incontro può cambiare una carriera. Un libro può raggiungere qualcuno a chilometri di distanza. Un gesto può diventare esempio. Una professionalità può lasciare un segno anche oltre il proprio settore.

Ecco perché il “destino” del Premio non sembra essere soltanto quello della singola persona premiata. È il destino di una comunità che prova a riconoscere i propri talenti.

L’Umbria, in questo senso, non viene raccontata come una cartolina.

Viene raccontata attraverso le persone.

Attraverso chi lavora, crea, insegna, progetta, scrive, dirige, inventa. Attraverso chi continua a credere che fare bene il proprio mestiere sia ancora una forma di responsabilità.

Alla fine della giornata, quando gli applausi si sono spenti, è rimasta una domanda: cosa resta davvero di un premio?

Resta una fotografia, certo. Resta una targa. Resta un ricordo.

Ma se il progetto funziona, resta soprattutto una storia raccontata a qualcuno che prima non la conosceva.

Ed è forse questa la vera scommessa de “Le Onde del Destino”.

Non premiare il successo.

Riconoscere il valore prima che il tempo lo faccia dimenticare.

Perché le onde non hanno fretta. Continuano il loro viaggio.

E questa prima edizione potrebbe essere soltanto la prima onda.

In foto il Cav. Roberta Testaguzza, la scrittrice Eleonora Benedetti, l'ideatrice e Direttrice Artistica del Premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Maria Rita Angelini mamma di Giacomo Innocenzi ed il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

In foto il Cav. Roberta Testaguzza, la scrittrice Eleonora Benedetti, l’ideatrice e Direttrice Artistica del Premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Maria Rita Angelini mamma di Giacomo Innocenzi ed il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

“NON VOLEVO CREARE UNA SEMPLICE CERIMONIA. VOLEVO CREARE UN LUOGO DOVE LE PERSONE POTESSERO RICONOSCERSI”

Intervista a Ilaria Solazzo, ideatrice e direttrice artistica di “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”

Dottoressa Solazzo, partiamo dalla cosa più difficile: quando ha visto la sala piena, cosa ha pensato?

Ho pensato che un’idea, a quel punto, non era più soltanto mia. Era diventata qualcosa di condiviso. Ho visto i premiati, le persone presenti, gli applausi e ho capito che il progetto aveva trovato la sua dimensione naturale: quella dell’incontro.

Che cosa significa, per Lei, la parola “eccellenza”?

Non significa essere perfetti e neppure essere i primi. Significa fare bene qualcosa, con serietà, passione e continuità. E soprattutto significa lasciare una traccia. A volte anche piccola. Ma autentica.

Perché ha scelto di premiare persone provenienti da settori così diversi?

Perché l’Umbria non ha una sola identità. È arte, cultura, impresa, professioni, creatività, tradizione e innovazione. Sarebbe stato un errore raccontarla attraverso una sola categoria.

Quindi non cercava soltanto nomi importanti?

No. Cercavo persone importanti per quello che hanno fatto. È diverso. Un nome può essere conosciuto, ma una storia può essere molto più interessante della notorietà.

Durante la cerimonia ci sono stati momenti di grande emozione. Se ne aspettava così tanta?

Sinceramente no. Ogni persona ha reagito in modo diverso. C’è chi ha sorriso, chi si è commosso, chi ha parlato poco. Ma sono proprio queste differenze a rendere vere le emozioni.

Tra i protagonisti anche gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Cav. Olga Urbani, l’imprenditore Francesco Loreti Urbani, il Maestro David Pompili, il regista C. L. Grugher e l’editore Jean Luc Bertoni. Che cosa accomuna personalità così diverse?

La capacità di trasformare una competenza in qualcosa che rimane. Sono linguaggi differenti, ma alla fine l’arte, l’architettura, il cinema, l’editoria hanno una cosa in comune: parlano alle persone e costruiscono cultura.

Lei ha insistito molto sul concetto di “dare voce”. Perché?

Perché viviamo in un tempo nel quale spesso si parla molto e si ascolta poco. Io volevo invertire il meccanismo. Prima viene la persona, poi viene il premio. Prima viene la sua storia, poi viene la targa.

Ventisei premiati. Non è stato difficile scegliere?

È stata una grande responsabilità. Quando scegli di riconoscere qualcuno, devi sapere che dietro quel riconoscimento c’è una storia. Ho cercato di costruire un gruppo eterogeneo, proprio perché rappresentasse la complessità e la ricchezza dell’Umbria.

Nel nome del Premio ci sono due parole molto forti: “onde” e “destino”. Come le interpreta?

Il destino, per me, non è qualcosa che semplicemente subiamo. È anche quello che costruiamo con le nostre decisioni. Le onde rappresentano invece il movimento: gli incontri, le difficoltà, le opportunità, le ripartenze. Ognuno di noi attraversa le proprie onde. La differenza sta nel modo in cui decide di affrontarle.

Ha mai avuto paura che il progetto non funzionasse?

Certo. Chi dice di non avere paura probabilmente non sta dicendo tutta la verità. Quando costruisci qualcosa da zero ti chiedi continuamente se funzionerà. Ma la paura può essere anche una forma di attenzione.

Il Cav. Roberta Testaguzza, il Maestro Stefano Alleva ed il presentatore Massimo Zamponi

Il Cav. Roberta Testaguzza, il Maestro Stefano Alleva ed il presentatore Massimo Zamponi

E cosa ha imparato da questa prima edizione?

Che le persone hanno ancora voglia di incontrarsi. E che quando un progetto è costruito con sincerità, questa sincerità arriva.

C’è qualcosa che rifarebbe diversamente?

Sicuramente. Una prima edizione è sempre un laboratorio. Ci sono tempi, aspetti organizzativi e dettagli che possono essere migliorati. Ma non cambierei l’idea di fondo: mettere le persone al centro.

Che cosa vorrebbe diventasse “Le Onde del Destino”?

Vorrei diventasse un appuntamento capace di crescere senza perdere la propria anima. Non voglio un Premio autoreferenziale. Vorrei un progetto culturale che sappia guardare alla regione, raccontarla e, quando possibile, far dialogare persone che normalmente non avrebbero occasione di incontrarsi.

Se dovesse scegliere una sola parola per descrivere i 26 premiati?

Direi: perseveranza.

Perché proprio questa?

Perché il talento da solo non basta. Bisogna continuare. Anche quando nessuno guarda. Anche quando arrivano le difficoltà. Anche quando il risultato tarda ad arrivare.

E cosa vorrebbe dire alle persone presenti in quella sala?

Grazie per aver ascoltato. Un applauso dura pochi secondi. L’ascolto, invece, può cambiare il modo in cui guardiamo una persona.

Che cosa resta dopo la fine di una manifestazione come questa?

Restano gli incontri. Restano le parole. Restano le emozioni. E restano soprattutto le storie che qualcuno, da quel momento, potrà raccontare a sua volta.

Allora il Premio non finisce quando termina la cerimonia?

No. Se finisse lì, sarebbe soltanto una cerimonia. Io penso che un Premio debba cominciare proprio quando si spengono i riflettori.

Il Cav. Roberta Testaguzza, l'ideatrice del premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Eleonora Benedetti e il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

Il Cav. Roberta Testaguzza, l’ideatrice del premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Eleonora Benedetti e il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

Un’ultima domanda. A chi vuole dire grazie?

A mio padre Francesco, innanzitutto. Per la presenza, per l’affetto e per quella fiducia che non ha bisogno di grandi discorsi.

Poi ai tre amici che ho voluto accanto a me nel team: la scrittrice Eleonora Benedetti, il Cavaliere Roberta Testaguzza e Massimo Zamponi, che ha condotto la kermesse con grande maestria.

Ringrazio il Sindaco di Spoleto, l’Assessore Danilo Chiodetti, il Presidente della Provincia di Perugia, la U.I.R., tutta l’Umbria e le testate giornalistiche che hanno scelto di raccontare e sostenere questo progetto.

E naturalmente ringrazio i 26 premiati. Perché un’idea può nascere nella mente di una persona, ma diventa realtà soltanto quando altre persone decidono di crederci.

E se dovesse lasciare alla fine dell’intervista una sola immagine?

Una persona che esce dalla sala con la propria targa sotto il braccio.

Non perché quella targa le abbia cambiato la vita.

Ma perché, per una volta, qualcuno le ha detto: “Il tuo lavoro è stato visto. La tua storia merita di essere raccontata.”

Forse è questa la vera onda.

Quella che non si vede.

Quella che parte da una persona, incontra un’altra persona e continua il suo viaggio.

E magari, un giorno, arriva molto più lontano di quanto avessimo immaginato.

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Il trionfo dei sapori e dell’artigianato sposa il mare: a Civitavecchia debutta “Gusto Italia”, la fiera itinerante che accende Viale Garibaldi

La fiera del Made in Italy più amata e profumata debutta finalmente sul mare di Civitavecchia! 🧀🍷 Dal 10 al 13 settembre, Viale Garibaldi si trasforma nel tempio del gusto e dell’artigianato con “Gusto Italia”: quattro giorni a ingresso gratuito, dalle 10 a mezzanotte, tra cannoli siciliani, ‘nduja calabrese, nocciole di Giffoni IGP e le borse in pelle di Solofra. Un evento magico per tutta la famiglia con gli spettacoli storici dei burattini di Pulcinella! Scoprite tutte le specialità regionali e i dettagli nell’articolo! 👇❤️✨

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Locandina evento Civitavecchia

Civitavecchia (RM) – Ci sono profumi capaci di raccontare la storia profonda di un territorio, sapori antichi che racchiudono il sacrificio quotidiano di piccoli produttori e manufatti che portano impresso il talento intramontabile delle mani artigiane. Quando questa immensa ricchezza culturale si sposta per incontrare la cittadinanza, le piazze si trasformano in teatri di festa, convivialità e pura condivisione intergenerazionale. Da giovedì 10 a domenica 13 settembre 2026, lo splendido e ventilato Viale Garibaldi di Civitavecchia diventerà una magnifica vetrina a cielo aperto per ospitare, per la prima volta in assoluto nella sua storia, la tappa inaugurale del celebre tour di “Gusto Italia”. Un lungo weekend, aperto dalle ore 10:00 fino a mezzanotte con ingresso completamente libero, pensato per celebrare le eccellenze assolute del Made in Italy a pochi passi dal molo cittadino.

Civitavecchia, storicamente conosciuta in epoca imperiale romana con il nome di Centumcellae, affonda le sue salde radici nel II secolo d.C., quando l’imperatore Traiano ne avviò la maestosa costruzione facendola diventare uno dei porti strategici e commerciali più importanti dell’intero Mar Mediterraneo. Questa fiera e immutata identità marittima, che unisce la memoria archeologica a una vivace e moderna vocazione turistica, si rivela oggi la cornice scenografica ideale per accogliere una kermesse di ampio respiro. L’evento, impeccabilmente orchestrato dall’Associazione Italia Eventi, gode del prestigioso e convinto patrocinio del Comune di Civitavecchia e dell’UNOE (Unione Nazionale Organizzatori di Eventi), uniti per valorizzare il commercio di prossimità.

La logistica del gusto: un patto d’onore tra produttori e consumatori

Il format della manifestazione punta ad abbattere le distanze della grande distribuzione organizzata, valorizzando la filiera corta e restituendo centralità alla dimensione umana degli acquisti. «Siamo felici di essere arrivati finalmente a Civitavecchia, città che conosce il valore storico del confronto e dello scambio», spiega con orgoglio e calore il presidente dell’Associazione Italia Eventi, Giuseppe Lupo, evidenziando il valore etico ed educativo della rassegna. «Il nostro format si basa proprio sul desiderio di entrare in contatto diretto con i produttori e gli artigiani, tagliando le distanze e sostenendo una dimensione sociale degli acquisti e una maggiore conoscenza delle materie prime che portiamo in tavola. Ci tengo a ringraziare per l’accoglienza il sindaco Marco Piendibene e l’amministrazione».

Ma Gusto Italia non è semplicemente un mercato enogastronomico, bensì un villaggio di festa progettato per accogliere l’intero nucleo familiare, dove la spesa consapevole si arricchisce di spensieratezza. Tutti i giorni, in diversi orari pomeridiani e serali, grandi e piccini potranno abbandonare per qualche ora gli schermi digitali degli smartphone per lasciarsi rapire dalla magia senza tempo degli spettacoli dal vivo di Pulcinella e i burattini. Le storiche e divertenti performance teatrali, che tengono viva una tradizione antica, saranno firmate dal talento del maestro Mauro Apicella dello storico Teatro Nazionale di Burattini, un’istituzione capace di unire il folklore e la risata pulita sotto il cielo del Lazio.

Dalla ‘nduja calabrese alla nocciola di Giffoni: un viaggio sensoriale totale

I visitatori che affolleranno Viale Garibaldi potranno compiere un vero e proprio viaggio sensoriale attraverso le diverse regioni del nostro Paese, toccando con mano la biodiversità culinaria tricolore. Dalla Campania arriveranno i dolci sublimi della tradizione pasticcera, croccanti preparati al momento, crepes al cioccolato e l’immancabile Nocciola di Giffoni IGP con le sue vellutate creme spalmabili. La Calabria risponderà con i suoi sapori veraci e piccanti: salumi pregiati di suino nero, peperoncino autoctono, formaggi aromatizzati e la celeberrima e immancabile ’nduja di Spilinga. Per chi desidera uno spuntino salutare e biologico, sarà presente una ricca selezione di mieli pregiati da apicoltura biologica, pappa reale e polline. La Sicilia completerà il banchetto degli dèi con le sue cassate, i cannoli farciti al momento e la delicata pasta di mandorla.

Parallelamente al cibo, il settore dell’alto artigianato creativo metterà in mostra manufatti unici e introvabili altrove. Spiccheranno gli articoli in pelle finissima — tra cui borse e borsellini d’alta scuola provenienti direttamente dallo storico distretto conciario di Solofra —, gioielli e bijoux dai vivaci colori estivi, ceramica artistica decorata a mano da maestri campani e delicati manufatti realizzati all’uncinetto e in macramè. Finita la grande festa a Civitavecchia, la carovana di Gusto Italia riprenderà il suo viaggio per fare tappa nel centro cittadino di Avellino, dal 17 al 20 settembre. Per qualsiasi informazione, l’organizzazione ha messo a disposizione i numeri telefonici dedicati 338.6157844 e 380.1863475. Lasciatevi tentare dal profumo della qualità: Civitavecchia vi aspetta per una notte magica in cui la spensieratezza e il buon cibo si fondono in un unico, indimenticabile abbraccio.

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La rivoluzione del nuovo cantautorato laziale fa tappa a Velletri: al Dopolavoro Ferroviario esplode la musica live e senza filtri del “CantauTour”

La grande musica dal vivo si prende la stazione di Velletri per una notte da brividi! 🎤🚂 Venerdì 11 settembre il Dopolavoro Ferroviario ospita la quinta tappa del “CantauTour”, il festival gratuito vincitore di LazioSound che ridà vita ai luoghi storici della regione. Sul palco tre talenti straordinari: la dolcezza pop di Vitto, l’energia irriverente dei leimannoia e il funk travolgente dei Cosmonauti Borghesi (direttamente da Sanremo Giovani e dal Circo Massimo!). Un evento unico e a ingresso libero da vivere sotto le stelle tra emozioni e canzoni. Scoprite tutti i dettagli del programma nell’articolo! 👇❤️✨

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Velletri (RM) – Ci sono luoghi che portano addosso le tracce del passato, binari che un tempo univano persone e merci e che oggi, grazie al coraggio della rigenerazione urbana, si trasformano in binari di cultura, sogni e aggregazione sociale. Il Dopolavoro Ferroviario di Velletri, situato in Via Martiri d’Ungheria proprio nei locali adiacenti alla stazione ferroviaria, è il simbolo perfetto di questa rinascita. Un tempo spazio di passaggio, oggi è un centro polifunzionale vivo e pulsante, strappato all’abbandono grazie all’impegno viscerale dei giovani volontari dell’associazione culturale R/Esistenza. Sarà proprio questo palco storico a ospitare, venerdì 11 settembre 2026 a partire dalle ore 21:00, la quinta, attesissima tappa del CantauTour, il format musicale itinerante a ingresso completamente gratuito che sta infiammando l’estate del Lazio.

Ideato e prodotto dalla felice intuizione di Emanuele Marafini, il CantauTour è il progetto vincitore del prestigioso Bando “LazioSound Touring 2025”. In un’epoca dominata dagli schermi digitali, dagli algoritmi social e dall’ascolto asettico sulle piattaforme di streaming, questo format rivoluzionario vuole restituire centralità assoluta alla musica in carne e ossa, portando il pubblico all’interno di location suggestive e club storici regionali. Per la data di Velletri, i riflettori si accenderanno su tre delle realtà più carismatiche, dirompenti e premiate del nuovo panorama cantautorale laziale: Vitto, leimannoia e i Cosmonauti Borghesi. Tre stili differenti, tre approcci alla scrittura intimi e intensi, uniti dal filo conduttore di aver vinto il bando “LazioSound Recording” e di possedere una straordinaria presenza scenica.

Dall’intimità acustica di Vitto all’irriverenza underground dei leimannoia

La serata si preannuncia come un viaggio sensoriale ricco di contrasti emotivi. La prima grande protagonista è Vittoria Modena, in arte Vitto, cantautrice romana classe 1997. Cresciuta circondata dai vinili di Battisti e Mogol e dalla disco anni ’70 ereditata dai genitori, Vitto ha fuso lo studio della chitarra classica ed elettrica con una scrittura pop fresca ed empatica. Definita la cantautrice della “porta accanto” per la sua capacità di raccontare frammenti di vita quotidiana con melodie accattivanti, ha già calcato palchi sacri come l’Alcazar, Le Mura e il Monk, aprendo i concerti di giganti come Franco126, Nada e i The Kolors. Attualmente è al lavoro sul suo primo album ufficiale con l’etichetta Cinicodisincanto di Fabrizio Brocchieri, e a Velletri regalerà al pubblico la purezza dei suoi racconti acustici.

A spezzare la delicatezza del pop ci penseranno i leimannoia, un collettivo di quattro amici nato nei club underground dei rioni romani di San Lorenzo e del Pigneto. L’irriverenza, lo scherno e una sana dose di provocazione sono la benzina di questo progetto che fa del concerto dal vivo il suo terreno di caccia preferito. Nonostante un’attitudine apparentemente strafottente, i leimannoia possiedono un cuore sfolgorante, capace di conquistare la critica nazionale: la band è stata infatti selezionata tra i migliori 46 dell’ultima edizione di Sanremo Giovani ed è volata fino alle semifinali di “Una Voce per San Marino” per l’Eurovision, dimostrando una maturità artistica che sul palco del Dopolavoro Ferroviario si trasformerà in una scarica di pura energia rock.

La scia interstellare dei Cosmonauti Borghesi: da Sanremo al Circo Massimo

Il picco della spettacolarità e del ritmo verrà raggiunto con l’esibizione dei Cosmonauti Borghesi, la band composta da Leonardo Rese (voce e tastiere), Alessandro Mastropietro (chitarra) e Marco Cestrone (batteria). Il trio, che miscela con una naturalezza disarmante influenze Funk, Disco, Pop e Rock, vanta un curriculum da capogiro nonostante la giovane età. Dopo il debutto con “Tuto Inutile” e il successo estivo di “Lemon Gin”, la band è stata l’unica formazione in gara a Sanremo Giovani 2024 con il brano “Aurora Tropicale”, traguardo che li ha portati a esibirsi nella magica notte di Capodanno al Circo Massimo di Roma in apertura a icone mondiali come i PFM, Boy George e Gabry Ponte. Protagonisti anche al Concerto del Primo Maggio, i Cosmonauti si sono distinti per trovate geniali, come la presentazione del singolo “Roma FCO” live all’interno dell’area partenze dell’aeroporto di Fiumicino.

A Velletri la band presenterà in anteprima i brani del nuovissimo e attesissimo album di inediti intitolato “In Analogico Dirsi Ti Amo”, in uscita proprio in questa estate 2026 e già anticipato dai potenti singoli “Depeche Mode” e “Gocce di Limone”. Un lavoro maturo, registrato grazie al supporto del bando del Nuovo Imaie, caratterizzato da un sound analogico caldissimo e testi mai banali. Il concerto del Dopolavoro Ferroviario si preannuncia così come un’oasi di condivisione intergenerazionale, un invito aperto a spogliarsi della solitudine digitale per ritrovare la bellezza dello stare insieme sotto il cielo della Tuscia e dei Castelli Romani. Lasciatevi travolgere dal ritmo: venerdì sera la stazione di Velletri non vedrà passare solo treni, ma il futuro della musica italiana.

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L’inchiostro che si fa anima e riscatto sulla pelle: a Palermo la dodicesima edizione della Tattoo Convention trasforma i Cantieri della Zisa nel tempio mondiale dell’arte urbana

L’arte dell’inchiostro si prende il cuore della Sicilia per una tre giorni da brividi! 🎨🩸 Dal 18 al 20 settembre lo Spazio ZAC dei Cantieri Culturali alla Zisa ospita la 12ª Palermo Tattoo Convention: oltre 120 tatuatori di fama mondiale pronti a dipingere la pelle dal vivo. Un festival urbano spettacolare tra i brividi del Danger’s Graffiti Show, esibizioni di burlesque, pole dance e tanta musica live con i Red Light, il party Chingalimbo e i The Roots Brothers. L’evento perfetto per chi ama l’arte senza filtri e la cultura street, scoprite tutti i dettagli nell’articolo! 👇❤️🎸

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l’arte del tatuaggio

Palermo – Ci sono segni che non si cancellano, tracce indelebili impresse sul corpo che smettono di essere semplici decorazioni estetiche per trasformarsi in frammenti di vita vissuta, in urla silenziose di libertà, amore, dolore e rinascita. Il tatuaggio, nella cultura contemporanea, ha abbattuto definitivamente i vecchi confini del pregiudizio per rivendicare lo status nobile di forma d’arte viscerale e identitaria. Da venerdì 18 a domenica 20 settembre 2026, la splendida e calda città di Palermo tornerà a essere la capitale mondiale di questo millenario linguaggio espressivo. Lo suggestivo Spazio ZAC (Zisa Zona Arti Contemporanee) all’interno dei monumentali Cantieri Culturali alla Zisa si appresta a spalancare le sue porte per ospitare la dodicesima, attesissima edizione della Palermo Tattoo Convention, un festival urbano unico nel suo genere capace di far battere il cuore della Conca d’Oro.

Per tre giorni ininterrotti, lo storico ex presidio industriale palermitano si trasformerà in un gigantesco laboratorio creativo a cielo aperto, un punto d’incontro privilegiato per la scena internazionale della tattoo art. Più di 120 maestri del tatuaggio, veri e propri artisti del disegno anatomico giunti da ogni angolo d’Italia e dall’estero, affiancati da tre piercer di assoluta fama, monteranno i loro banchi e accenderanno le loro macchinette per lavorare dal vivo. Per il pubblico non si tratterà semplicemente di scegliere un nuovo disegno da imprimere sottopelle, ma di un’esperienza conoscitiva totalizzante: un’oasi protetta dove osservare da vicino il cesello dei dettagli, respirare la passione degli studi e scoprire le tecniche d’avanguardia che governano questo mondo affascinante.

Dalle sfide dei Tattoo Contest ai graffiti: la rivoluzione della cultura street

Il cuore pulsante della convention si muoverà lungo il crinale sottile che unisce il tatuaggio alla cultura urbana più pura. Accanto agli stand degli artisti, i visitatori potranno perdersi tra espositori di brand specializzati, un’area barber d’altissimo livello, incontri ravvitati con le più celebri tattoo model e spettacolari performance di graffiti dal vivo con il travolgente Danger’s Graffiti Show. Momenti di profondo dibattito teorico prenderanno vita all’interno di talk dedicati alla storia del tatuaggio, alternati a jam session improvvisate che accenderanno l’entusiasmo della piazza. Ma la vera scarica di adrenalina sarà regalata dai leggendari e severissimi Tattoo Contest, dove gli artisti si sfideranno a colpi di aghi in diverse categorie stilistiche, sottoponendosi al giudizio di una giuria tecnica d’eccezione chiamata a incoronare le opere migliori.

La musica sarà la grande e instancabile compagna di questo fine settimana di festa, attraversando le tre giornate con un cartellone di concerti e live party di devastante impatto emotivo. Si partirà venerdì 18 settembre alle ore 18:30 con il rock viscerale dei Red Light, prologo perfetto del travolgente e attesissimo party Chingalimbo, che a partire dalle 21:30 vedrà salire in consolle le vibrazioni uniche di Lorrè, Yanez e Cruzito. Sabato 19 settembre, la notte palermitana si accenderà alla stessa ora con lo spettacolo musicale Sensazione Stupenda, un nome che è già una promessa di pura spensieratezza e gioia condivisa.

I Roots Brothers e il burlesque: la rinascita dell’ex polo industriale

La giornata di domenica si aprirà sotto il segno delle radici musicali più pure: alle ore 12:30 il palco dello Spazio ZAC ospiterà infatti il live intimo e acustico dei The Roots Brothers, ideale colonna sonora per un pranzo domenicale da vivere in compagnia all’interno delle ricche aree dedicate al food e ai bar artigianali. Nel pomeriggio, a partire dalle 18:30, l’ultimo brivido sonoro sarà affidato alle note calde della Travelin’ Band. Ad impreziosire e rendere unico il palinsesto della manifestazione ci penseranno inoltre mozzafiato esibizioni di pole dance ed eleganti, ironici spettacoli di burlesque, pensati per celebrare la bellezza del corpo umano in ogni sua forma e declinazione espressiva.

La scelta della location non è casuale: i Cantieri Culturali alla Zisa, un tempo fabbriche di mattoni e oggi fabbriche di pensiero e creatività, diventano lo specchio perfetto di un evento trasversale, capace di parlare con lo stesso livello di empatia sia ai collezionisti di pelle dipinta sia a chi, per pura curiosità, si avvicina per la prima volta a questo microcosmo. La Palermo Tattoo Convention si conferma così un manifesto di libertà e coesione sociale, un invito aperto a spogliarsi delle proprie corazze quotidiane per riscoprire il valore delle proprie scelte identitarie. Le macchinette sono pronte a ronzare, la musica sta per partire: Palermo vi aspetta per dimostrare che ogni cicatrice, se trasformata in arte, può diventare il racconto più bello del nostro cammino nel mondo.

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