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“ Le Onde del Destino”… Il viaggio continua

Ci sono premi che consegnano una targa. E ce ne sono altri che provano a fare qualcosa di più: fermare per un momento il rumore delle cose e dire a una persona: “Abbiamo visto quello che hai fatto. E pensiamo che valga la pena raccontarlo.”

“Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, nasce esattamente da questa idea.

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Redazione-  Ci sono premi che consegnano una targa. E ce ne sono altri che provano a fare qualcosa di più: fermare per un momento il rumore delle cose e dire a una persona: “Abbiamo visto quello che hai fatto. E pensiamo che valga la pena raccontarlo.”

“Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, nasce esattamente da questa idea.

Non una gara. Non una classifica. Non la ricerca del personaggio più famoso. Piuttosto, un tentativo di mettere intorno allo stesso tavolo persone che hanno percorso strade diverse e che, proprio attraverso quelle strade, hanno contribuito a costruire il volto contemporaneo dell’Umbria.

La prima edizione, ospitata nelle Sale del Seicento di Palazzo Mauri a Spoleto, ha riunito 26 protagonisti. Ventisei storie che non hanno molto in comune, se non una parola che le attraversa tutte: impegno.

C’è chi ha scelto l’arte, chi l’architettura, chi l’editoria, chi la cultura, chi l’impresa, chi la comunicazione. Professioni diverse, caratteri diversi, esperienze diverse. Ma il punto non era uniformare queste differenze. Era metterle una accanto all’altra.

E forse è proprio questo il dato più interessante della manifestazione.

In foto la scrittrice Eleonora Benedetti, l'artista Luca Cisternino e il presentatore Massimo Zamponi

In foto la scrittrice Eleonora Benedetti, l’artista Luca Cisternino e il presentatore Massimo Zamponi

In una società nella quale siamo spesso abituati a conoscere soltanto il risultato finale, il Premio ha provato a riportare l’attenzione sul percorso. Perché dietro una professione c’è una vita. Dietro un successo ci sono spesso anni di lavoro. Dietro un applauso ci sono giornate in cui nessuno applaudiva.

Tra i protagonisti della giornata, gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Maestro David Pompili, il regista C. L. Grugher e l’editore Jean Luc Bertoni hanno ricevuto particolare attenzione e calorosi applausi. Ma sarebbe riduttivo fermarsi ai singoli nomi.

Il senso dell’iniziativa è stato proprio quello di costruire un racconto collettivo.

Ventisei persone, dunque, ma anche ventisei modi differenti di intendere il proprio lavoro.

Ed è qui che entra in gioco Ilaria Solazzo.

In foto l'assessore Danilo Chiodetti con Massimo Zamponi

In foto l’assessore Danilo Chiodetti con Massimo Zamponi

La sua idea non sembra essere quella di aggiungere semplicemente un’altra manifestazione al calendario degli appuntamenti culturali. Il progetto nasce da una domanda molto più semplice: quante persone di valore conosciamo soltanto superficialmente?

Un premio può diventare allora uno strumento per approfondire, per ascoltare, per creare relazioni.

E la parola “ascolto” non è secondaria.

Durante la manifestazione non si è celebrato soltanto ciò che i premiati hanno raggiunto. Si è cercato di dare dignità anche alle loro storie. Perché l’eccellenza, quando è autentica, raramente arriva tutta insieme. Si costruisce lentamente, spesso lontano dai riflettori.

Spoleto ha così fatto da cornice a un pomeriggio nel quale il riconoscimento è diventato incontro.

E il nome scelto per il Premio non poteva essere più coerente.

Le onde si muovono. Partono da un punto e si propagano. Incontrano altre onde, cambiano intensità, raggiungono rive che sembravano lontane.

È una metafora semplice, ma efficace.

Anche le persone funzionano così.

Una scelta può generare un’altra scelta. Un incontro può cambiare una carriera. Un libro può raggiungere qualcuno a chilometri di distanza. Un gesto può diventare esempio. Una professionalità può lasciare un segno anche oltre il proprio settore.

Ecco perché il “destino” del Premio non sembra essere soltanto quello della singola persona premiata. È il destino di una comunità che prova a riconoscere i propri talenti.

L’Umbria, in questo senso, non viene raccontata come una cartolina.

Viene raccontata attraverso le persone.

Attraverso chi lavora, crea, insegna, progetta, scrive, dirige, inventa. Attraverso chi continua a credere che fare bene il proprio mestiere sia ancora una forma di responsabilità.

Alla fine della giornata, quando gli applausi si sono spenti, è rimasta una domanda: cosa resta davvero di un premio?

Resta una fotografia, certo. Resta una targa. Resta un ricordo.

Ma se il progetto funziona, resta soprattutto una storia raccontata a qualcuno che prima non la conosceva.

Ed è forse questa la vera scommessa de “Le Onde del Destino”.

Non premiare il successo.

Riconoscere il valore prima che il tempo lo faccia dimenticare.

Perché le onde non hanno fretta. Continuano il loro viaggio.

E questa prima edizione potrebbe essere soltanto la prima onda.

In foto il Cav. Roberta Testaguzza, la scrittrice Eleonora Benedetti, l'ideatrice e Direttrice Artistica del Premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Maria Rita Angelini mamma di Giacomo Innocenzi ed il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

In foto il Cav. Roberta Testaguzza, la scrittrice Eleonora Benedetti, l’ideatrice e Direttrice Artistica del Premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Maria Rita Angelini mamma di Giacomo Innocenzi ed il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

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“NON VOLEVO CREARE UNA SEMPLICE CERIMONIA. VOLEVO CREARE UN LUOGO DOVE LE PERSONE POTESSERO RICONOSCERSI”

Intervista a Ilaria Solazzo, ideatrice e direttrice artistica di “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”

Dottoressa Solazzo, partiamo dalla cosa più difficile: quando ha visto la sala piena, cosa ha pensato?

Ho pensato che un’idea, a quel punto, non era più soltanto mia. Era diventata qualcosa di condiviso. Ho visto i premiati, le persone presenti, gli applausi e ho capito che il progetto aveva trovato la sua dimensione naturale: quella dell’incontro.

Che cosa significa, per Lei, la parola “eccellenza”?

Non significa essere perfetti e neppure essere i primi. Significa fare bene qualcosa, con serietà, passione e continuità. E soprattutto significa lasciare una traccia. A volte anche piccola. Ma autentica.

Perché ha scelto di premiare persone provenienti da settori così diversi?

Perché l’Umbria non ha una sola identità. È arte, cultura, impresa, professioni, creatività, tradizione e innovazione. Sarebbe stato un errore raccontarla attraverso una sola categoria.

Quindi non cercava soltanto nomi importanti?

No. Cercavo persone importanti per quello che hanno fatto. È diverso. Un nome può essere conosciuto, ma una storia può essere molto più interessante della notorietà.

Durante la cerimonia ci sono stati momenti di grande emozione. Se ne aspettava così tanta?

Sinceramente no. Ogni persona ha reagito in modo diverso. C’è chi ha sorriso, chi si è commosso, chi ha parlato poco. Ma sono proprio queste differenze a rendere vere le emozioni.

Tra i protagonisti anche gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Cav. Olga Urbani, l’imprenditore Francesco Loreti Urbani, il Maestro David Pompili, il regista C. L. Grugher e l’editore Jean Luc Bertoni. Che cosa accomuna personalità così diverse?

La capacità di trasformare una competenza in qualcosa che rimane. Sono linguaggi differenti, ma alla fine l’arte, l’architettura, il cinema, l’editoria hanno una cosa in comune: parlano alle persone e costruiscono cultura.

Lei ha insistito molto sul concetto di “dare voce”. Perché?

Perché viviamo in un tempo nel quale spesso si parla molto e si ascolta poco. Io volevo invertire il meccanismo. Prima viene la persona, poi viene il premio. Prima viene la sua storia, poi viene la targa.

Ventisei premiati. Non è stato difficile scegliere?

È stata una grande responsabilità. Quando scegli di riconoscere qualcuno, devi sapere che dietro quel riconoscimento c’è una storia. Ho cercato di costruire un gruppo eterogeneo, proprio perché rappresentasse la complessità e la ricchezza dell’Umbria.

Nel nome del Premio ci sono due parole molto forti: “onde” e “destino”. Come le interpreta?

Il destino, per me, non è qualcosa che semplicemente subiamo. È anche quello che costruiamo con le nostre decisioni. Le onde rappresentano invece il movimento: gli incontri, le difficoltà, le opportunità, le ripartenze. Ognuno di noi attraversa le proprie onde. La differenza sta nel modo in cui decide di affrontarle.

Ha mai avuto paura che il progetto non funzionasse?

Certo. Chi dice di non avere paura probabilmente non sta dicendo tutta la verità. Quando costruisci qualcosa da zero ti chiedi continuamente se funzionerà. Ma la paura può essere anche una forma di attenzione.

Il Cav. Roberta Testaguzza, il Maestro Stefano Alleva ed il presentatore Massimo Zamponi

Il Cav. Roberta Testaguzza, il Maestro Stefano Alleva ed il presentatore Massimo Zamponi

E cosa ha imparato da questa prima edizione?

Che le persone hanno ancora voglia di incontrarsi. E che quando un progetto è costruito con sincerità, questa sincerità arriva.

C’è qualcosa che rifarebbe diversamente?

Sicuramente. Una prima edizione è sempre un laboratorio. Ci sono tempi, aspetti organizzativi e dettagli che possono essere migliorati. Ma non cambierei l’idea di fondo: mettere le persone al centro.

Che cosa vorrebbe diventasse “Le Onde del Destino”?

Vorrei diventasse un appuntamento capace di crescere senza perdere la propria anima. Non voglio un Premio autoreferenziale. Vorrei un progetto culturale che sappia guardare alla regione, raccontarla e, quando possibile, far dialogare persone che normalmente non avrebbero occasione di incontrarsi.

Se dovesse scegliere una sola parola per descrivere i 26 premiati?

Direi: perseveranza.

Perché proprio questa?

Perché il talento da solo non basta. Bisogna continuare. Anche quando nessuno guarda. Anche quando arrivano le difficoltà. Anche quando il risultato tarda ad arrivare.

E cosa vorrebbe dire alle persone presenti in quella sala?

Grazie per aver ascoltato. Un applauso dura pochi secondi. L’ascolto, invece, può cambiare il modo in cui guardiamo una persona.

Che cosa resta dopo la fine di una manifestazione come questa?

Restano gli incontri. Restano le parole. Restano le emozioni. E restano soprattutto le storie che qualcuno, da quel momento, potrà raccontare a sua volta.

Allora il Premio non finisce quando termina la cerimonia?

No. Se finisse lì, sarebbe soltanto una cerimonia. Io penso che un Premio debba cominciare proprio quando si spengono i riflettori.

Il Cav. Roberta Testaguzza, l'ideatrice del premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Eleonora Benedetti e il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

Il Cav. Roberta Testaguzza, l’ideatrice del premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Eleonora Benedetti e il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

Un’ultima domanda. A chi vuole dire grazie?

A mio padre Francesco, innanzitutto. Per la presenza, per l’affetto e per quella fiducia che non ha bisogno di grandi discorsi.

Poi ai tre amici che ho voluto accanto a me nel team: la scrittrice Eleonora Benedetti, il Cavaliere Roberta Testaguzza e Massimo Zamponi, che ha condotto la kermesse con grande maestria.

Ringrazio il Sindaco di Spoleto, l’Assessore Danilo Chiodetti, il Presidente della Provincia di Perugia, la U.I.R., tutta l’Umbria e le testate giornalistiche che hanno scelto di raccontare e sostenere questo progetto.

E naturalmente ringrazio i 26 premiati. Perché un’idea può nascere nella mente di una persona, ma diventa realtà soltanto quando altre persone decidono di crederci.

E se dovesse lasciare alla fine dell’intervista una sola immagine?

Una persona che esce dalla sala con la propria targa sotto il braccio.

Non perché quella targa le abbia cambiato la vita.

Ma perché, per una volta, qualcuno le ha detto: “Il tuo lavoro è stato visto. La tua storia merita di essere raccontata.”

Forse è questa la vera onda.

Quella che non si vede.

Quella che parte da una persona, incontra un’altra persona e continua il suo viaggio.

E magari, un giorno, arriva molto più lontano di quanto avessimo immaginato.

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Premio letterario Calanca, l’eccellenza della cultura celebra la sua quarta edizione

La splendida cornice paesaggistica di Marina di Camerota ha ospitato, in un formidabile e vitale asse culturale tra l’Abruzzo e la Campania, l’attesissima cerimonia di chiusura della quarta edizione del Premio Letterario “Calanca”. Organizzato abilmente dall’associazione “Il Cuscino di Stelle” in memoria di Cosimo Criscuolo, l’evento ha incoronato decine di bravissimi autori in erba, giovani scrittori e poeti di tutta Italia e ha insignito come Ambasciatore della Cultura l’abile Chef Cristian Santomauro. Scopri la lista completa di tutti i vincitori per ogni categoria in gara👇

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Premio letterario Calanca

Marina di Camerota (Salerno) – L’arte della parola scritta, la magia evocativa della poesia, la forza travolgente e descrittiva della narrativa e le innumerevoli eccellenze gastronomiche del territorio si sono incontrate e mirabilmente fuse in un unico, formidabile ed eccezionale e raffinatissimo evento di pura celebrazione umana e artistica. Nella splendida e suggestiva cornice paesaggistica e costiera di Marina di Camerota, baciata dal mare campano, la giornata di ieri, sabato 26 settembre 2026, si è inesorabilmente e felicemente tinta delle calde, rassicuranti e luminose sfumature della grande cultura italiana. L’elegante e accogliente sala del Surtep, situata all’interno del noto Hotel Calanca, ha infatti avuto l’onore e il grande pregio di ospitare e fare da meraviglioso palcoscenico per la tanto attesa e prestigiosa cerimonia di premiazione ufficiale della quarta edizione assoluta del rinomato Premio Letterario Nazionale “Calanca”, una sentita, commossa e nobile kermesse artistica e civile istituita tenacemente in affettuosa e perenne memoria della figura di Cosimo Criscuolo. La complessa, gigantesca e perfetta macchina organizzativa dell’intero evento letterario ha battuto un forte e fiero cuore abruzzese: l’iniziativa è stata infatti minuziosamente e brillantemente orchestrata, curata e promossa dalla nota e operosa associazione culturale “Il Cuscino di Stelle”, una splendida, solida e attivissima realtà proveniente proprio dalla regione Abruzzo, capace di gettare in questa magnifica occasione un solidissimo, duraturo e inestimabile e invisibile ponte di scambio culturale, umano, letterario e turistico tra la costa cilentana e i monti abruzzesi.

Un ponte culturale di altissimo livello e una giuria di qualità ed eccellenza

L’eco, l’importanza, la fama e la risonanza del premio letterario sono letteralmente e felicemente andati ben oltre e molto lontano rispetto ai naturali e ristretti confini geografici locali e provinciali.
La segreteria e la direzione del concorso letterario hanno infatti registrato, con sommo e comprensibile e immisurabile orgoglio e gaudio, la partecipazione massiccia, entusiasta e corale di innumerevoli e talentuosi autori emergenti, poeti, narratori e giovanissimi scrittori, i quali hanno orgogliosamente ed entusiasticamente fatto pervenire e inviato fisicamente e telematicamente i propri elaborati letterari inediti da ogni singolo, sperduto e lontano e vasto angolo della penisola italiana. Un lavoro di scrematura critico, editoriale e giudicante davvero e oggettivamente titanico, faticoso ma intellettualmente stimolante e meraviglioso, che è stato interamente, saggiamente e minuziosamente affidato alle sapienti menti di una preparatissima, severa e qualificata giuria tecnica. La commissione giudicante, composta esclusivamente da autorevoli e stimati firme e giornalisti professionisti di settore, navigati scrittori, critici e noti e seguiti blogger letterari, è stata autorevolmente, saldamente e magistralmente presieduta e guidata dalle sapienti mani critiche e dalla sensibilità del noto poeta italiano Massimiliano Giannocco, garante di imparzialità e di una severa ed eccelsa qualità valutativa generale per i premi.

Ambasciatori della Cultura ed eccellenze: emozioni in musica dal cuore d’Abruzzo

Ma la kermesse culturale ospitata nel Cilento non si è banalmente, esclusivamente e freddamente limitata ad un asettico e accademico e pedante spoglio di pergamene e lettura selettiva di bei voti e di componimenti in prosa e in rima baciata.
Nel vibrante, emozionante e denso corso dell’elegante e raffinata premiazione, è stato infatti orgogliosamente e istituzionalmente assegnato e insignito un riconoscimento civico di altissimo prestigio e spessore umano e professionale. L’ambito titolo ufficiale di “Ambasciatore della Cultura 2026” è andato meritatamente e felicemente ad arricchire la brillante bacheca di Cristian Santomauro, bravissimo ed estroso Chef Patron del celebre e rinomato ristorante e pizzeria “L’Ammaccata”, situato nella vicina e ridente Casal Velino. A sancire idealmente il passaggio di testimone e ad applaudire fiduciosamente il prestigioso collega, era felicemente e fisicamente presente in prima fila alla premiazione anche la nota e bravissima chef Giovanna Voria (già celebre e storica Ambasciatrice della Dieta Mediterranea nonché, a sua volta, insignita in prima persona del titolo di Ambasciatrice della Cultura in una delle gloriose passate edizioni del premio stesso). L’intera, magica, toccante e sublime atmosfera del pomeriggio letterario campano è stata infine ulteriomente, prepotentemente e felicemente impreziosita e allietata dalle bellissime e dolci melodie: è toccato proprio e specificamente all’apprezzato e sensibile cantautore abruzzese Marco Malatesta, ospite canoro d’eccezione, il difficile ma bellissimo e centrato compito di stregare e fare sinceramente ed intimamente emozionare e commuovere profondamente tutti i fortunati e attenti presenti in platea con l’incredibile estensione e la magia della sua calda e vibrante voce d’autore.

Tutti i vincitori e le ambite menzioni d’onore della quarta edizione “Calanca”

Al termine di una faticosissima, lunga, dibattuta, severa e attenta, ma estremamente felice ed obiettiva, e imparziale sessione di scrutinio e di valutazione accademica, i giurati hanno orgogliosamente letto la tanto attesa e desiderata classifica finale divisa rigorosamente per argomenti.
Di seguito pubblichiamo la lista dettagliata di tutti gli autori e scrittori, adulti e giovanissimi, celebrati ufficialmente, i quali si sono formidabilmente distinti ed imposti all’attenzione della critica per per la loro grandissima, enorme, evidente e brillante bravura e vena compositiva e per il pregio del testo.

SEZIONE POESIA ADULTI A “TEMA LIBERO”

  • 1° Classificato: Andrea Massironi con la bellissima poesia “L’altalena”;
  • 2° Classificato: Marcello Tagliente con la struggente poesia “Mi offro in dono alla notte”;
  • 3° Classificato: Pierpaolo Anatriello con la delicata poesia “Tuoi occhi”;
  • Menzione d’Onore: Letizia Castagnola con la profonda poesia “Ancora, di lavoro si muore”;
  • Menzione d’Onore: Emilio Rega con l’ispirata Poesia “Erbacce”;
  • Menzione d’Onore: Daniela Sias con l’onirica poesia “Una finestra sopra il cielo”.

SEZIONE POESIA ADULTI AVENTE PER TEMA “L’IRONIA”

  • 1° Classificato: Maria Concetta Di Leo con la caustica poesia “Un seno da red carpet”;
  • 2° Classificato: Silvio Di Fabio con la brillante poesia “Liberi dal dolore”;
  • 3° Classificato: Bruno Michele con l’acuta poesia “Solitudine”;
  • Menzione d’Onore: Silvia Cigala con la sua poesia “L’ironia”;
  • Menzione d’Onore: Davide Vertua con il componimento “Odierna passione”.

SEZIONE POESIA IN VERNACOLO

  • 1° Classificato: Alessandro Porri con la poesia “Me manca”;
  • 2° Classificato: Francesco Palermo con la fiera Poesia “Lu curaggiu”;
  • 3° Classificato: Natale Adanti con la vivace poesia “Napule se scetaje”;
  • Menzione d’Onore: Alessandro Calanca con il testo “Fierrazzo ‘e cammiale”;
  • Menzione d’Onore: Tiberio La Rocca con il poetico e dialettale racconto “Le munne de uoie”;
  • Menzione d’Onore: Paolo Sabatino con il musicale racconto “O’ Sole vuost e comme o nuost”.

SEZIONE NARRATIVA ADULTI

  • 1° Classificato: M. Serena Campanalunga con il geniale racconto “Time-lapse”;
  • 2° Classificato: Costantino Meucci con il delicatissimo racconto “Il mio amico pescatore”;
  • 3° Classificato: Maria Cristina Prece con il nostalgico racconto “La casa degli ulivi”;
  • Menzione d’Onore: Gabriele Andreani con il fiabesco racconto “Il viaggio di Annabella nel bosco”;
  • Menzione d’Onore: Pierpaolo Fiore con il coraggioso racconto “Il racconto che non avrei voluto scrivere”;
  • Menzione d’Onore: Stefania Savino con lo speculare e bel racconto “Buio e luce”.

SEZIONE NARRATIVA RAGAZZI

  • 1° Classificato: Alessandro Acampora con il giovanile racconto “Le lattine”;
  • 2° Classificato (Ex aequo): Bordani Giorgia con l’ottimo racconto “Casualmente 2 B” e Lucia Gasparini con il bel racconto “Ragazze al pianoforte”;
  • 3° Classificato: Giovanni Mazzani con l’avventuroso racconto “Il salto”;
  • Menzione d’Onore: Andrea Albanese con il naturalistico racconto “L’orso della foresta”;
  • Menzione d’Onore: Chiara Lazzari con lo splendido racconto “Il coraggio di un colibrì”.

SEZIONE POESIA RAGAZZI

  • 1° Classificato: Francesca Lo Schiavo con l’evocativa poesia “Il respiro dei giorni perduti”;
  • 2° Classificato: Arianna Tassi con la cosmica poesia “La Luna”;
  • 3° Classificato (Ex aequo): Enea Antelmi con la brillante e scientifica poesia “Acqua su fuoco – 2013EA1” e Ludovico Imberti con la dolce poesia “Giulia”;
  • Menzione d’Onore: Martina Albanese con la bellissima poesia “Un posto magnifico”;
  • Menzione d’Onore: Maiar Ahmed Elkotr Zalalo con la luminosa poesia “Una stella che brilla”.

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Premio Romano Mussolini in Campidoglio: trionfo d’arte e sintonia con Giovanni Iervolino

La splendida e solenne Sala della Protomoteca in Campidoglio ha ospitato con grandissimo successo la seconda edizione del Premio Romano Mussolini. L’evento, fortemente voluto e curato da una commossa Rachele Mussolini per onorare il genio musicale del padre, ha premiato oltre 50 artisti di calibro e fama internazionale. In sala grande risalto per la presenza del candidato su Roma Giovanni Iervolino: un incontro che ha suggellato una profonda sintonia istituzionale tra la padrona di casa e il Partito di Evoluzione e Libertà. Guarda le foto👇

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Giovanni Iervolino e Rachele Mussolini

Roma – L’arte sublime, la grandissima e raffinata musica jazz d’autore, il ricordo affettuoso e privato di un padre illustre e la solennità delle grandi istituzioni politiche capitoline si sono fusi magistralmente e indissolubilmente in un evento di rara ed eccezionale intensità emotiva e culturale. Una giornata semplicemente indimenticabile, destinata inesorabilmente e felicemente a rimanere per sempre scolpita e incastonata a lettere d’oro nella vibrante storia culturale recente della Capitale e, soprattutto, nei cuori pulsanti di tutti i fortunatissimi e selezionatissimi presenti all’evento. Nel corso della giornata di ieri, incorniciata splendidamente dalla solenne, antica, inarrivabile e maestosa cornice istituzionale offerta dalla splendida Sala della Protomoteca situata nel cuore del Campidoglio romano, è andata in scena con enorme successo di critica e di pubblico la seconda, attesissima edizione ufficiale del Premio Romano Mussolini. Si è trattato a tutti gli effetti di un evento culturale e celebrativo di portata straordinaria, ideato, curato nei minimi dettagli e fortemente e tenacemente voluto e guidato in prima persona e con orgoglio filiale da Rachele Mussolini. L’organizzatrice è stata ampiamente in grado, grazie alla sua innata sensibilità, di trasformare magistralmente un apparentemente tranquillo e piovoso pomeriggio di fine settembre in un vero, vibrante e straripante trionfo assoluto di arte visiva e musicale, di alta e nobile cultura italiana e, prima di tutto, di passione umana ed emotiva autentica in ricordo del genio artistico indiscusso del padre.

La Sala della Protomoteca celebra il genio di Romano: 50 artisti premiati

L’atmosfera respirata all’interno del Palazzo Senatorio è stata sin dai primissimi minuti densa di solennità e di rispetto istituzionale, degna delle più prestigiose e altolocate kermesse internazionali di premiazione civile.
Sotto le meravigliose e antiche volte affrescate e i potenti e luminosi riflettori della monumentale sala capitolina (considerata all’unanimità storica come l’autentico, inavvicinabile e sacro tempio laico della romanità e delle gloriose istituzioni cittadine di Roma Capitale), sono stati orgogliosamente chiamati sul palco e solennemente celebrati e insigniti del prestigioso riconoscimento ben 50 artisti sceltissimi e di chiara, limpida e comprovata fama e caratura internazionale. Davanti a un pubblico attento e in rigoroso silenzio hanno sfilato eccelsi musicisti jazz, rinomati e poliedrici attori di teatro e di cinema, cantanti lirici e di musica leggera, oltre a innumerevoli e grandi e stimati protagonisti trasversali e accademici del panorama culturale globale e intellettuale. Un parterre d’eccezione, variegato, ricchissimo e qualitativamente superlativo, che ha voluto coralmente, spontaneamente e unitamente rendere un profondo, doveroso, sincero e deferente omaggio civico alla preziosa memoria e all’immensa e poliedrica eredità artistica e umana lasciata in dote da Romano Mussolini, noto in tutto il mondo per il suo estro inarrivabile e puro al pianoforte e per i suoi meravigliosi e delicati dipinti paesaggistici. L’alternarsi delle premiazioni individuali sul palco, accompagnate da brevi e toccanti aneddoti biografici sul compianto maestro, ha letteralmente regalato alla platea innumerevoli momenti di altissima e vibrante intensità emotiva, strappando lunghi, scroscianti e sentiti applausi e persino qualche commossa e furtiva lacrima di nostalgia tra i tanti amici storici presenti in sala.

Rachele Mussolini: “Un pomeriggio di immense emozioni nel nome di mio padre”

Il vero e assoluto fulcro emotivo, l’anima sensibile, pulsante e il cuore organizzativo e istituzionale battente dell’intera kermesse romana è stata indubbiamente e meravigliosamente lei: Rachele Mussolini, figlia devota e orgogliosa custode instancabile della vasta eredità intellettuale e artistica paterna.
Costantemente, discretamente ma fermamente presente sul palco capitolino e tra le poltrone degli innumerevoli e prestigiosi ospiti accorsi per l’occasione, Rachele si è mostrata visibilmente e umanamente e sinceramente commossa in svariati frangenti dell’evento, specialmente e comprensibilmente durante i numerosi discorsi di ringraziamento e gli intermezzi musicali a sorpresa a lui dedicati. Prendendo formalmente e coraggiosamente la parola al microfono per i saluti di rito e per i doverosi ringraziamenti istituzionali, ha voluto personalmente, dolcemente e pubblicamente sottolineare al folto pubblico l’estrema importanza e la profondità incolmabile di un’esperienza di vita simile, definita senza mezzi termini come irripetibile. «Quello che stiamo vivendo tutti insieme oggi, tra queste mura storiche e sacre per noi romani, è stato e continua ad essere un meraviglioso e incredibile pomeriggio carico e saturo di emozioni umane purissime e meravigliose, vissuto e condiviso interamente, orgogliosamente e felicemente nel sacrosanto e artistico nome di mio papà», ha dolcemente confessato l’autrice, con la voce incrinata e rotta per un istante da un evidente e comprensibile groppo in gola per la fatica organizzativa e la commozione. «Questi attimi di condivisione e questi momenti così umani, veri e autenticamente sinceri che ho vissuto guardandovi negli occhi oggi, vi assicuro che li porterò religiosamente, gelosamente e per sempre scolpiti all’interno del mio cuore».

L’incontro in sala: Giovanni Iervolino e il Partito di Evoluzione e Libertà

Se il lato prettamente ed esclusivamente artistico, musicale, celebrativo ed emotivo della giornata ha ampiamente, meritatamente e oggettivamente soddisfatto e superato ogni più rosea, ottimistica e alta aspettativa della vigilia, l’importante ed esclusivo evento tenutosi in pompa magna al Campidoglio ha però registrato, attratto e sublimato anche un importantissimo, inatteso e pesantissimo momento politico collaterale di altissimo respiro e di forte profilo istituzionale e simbolico per le imminenti dinamiche cittadine.
Accolto con grande deferenza e interesse tra le primissime file del vasto pubblico delle grandi occasioni, appositamente e convintamente seduto in sala per assistere con trasporto e per sostenere concretamente, attivamente e pubblicamente la complessa manifestazione artistica e valoriale, spiccava chiaramente la sagoma e la figura di spicco di Giovanni Iervolino. L’uomo, noto e stimato esponente di punta nonché prossimo e agguerrito candidato ufficiale in corsa su Roma Capitale per conto e sotto le ambiziose e chiare insegne del neonato Partito di Evoluzione e Libertà, è stato a tutti gli effetti il protagonista assoluto, silenzioso ma ineludibile, della parentesi istituzionale. La palese, fiera e convinta presenza fisica in sala di Iervolino, unitamente al peso politico e al bacino elettorale specifico che fieramente rappresenta e incarna in questi mesi di fibrillazione, non è affatto e assolutamente passata minimamente inosservata ai tantissimi e attenti fotografi, cronisti parlamentari e giornalisti locali accuratamente accreditati per l’evento, segnalando un preciso, netto e studiato riposizionamento e un interesse tangibile verso specifici e solidi valori culturali, storici e identitari per la città eterna.

Cultura e identità: sintonia perfetta tra Iervolino e Rachele Mussolini

L’incontro ravvicinato, il lungo e cordiale saluto e il profondo scambio di stima reciproca andato spontaneamente e sorridentemente in scena in chiusura tra la padrona di casa e il candidato politico non si sono affatto e banalmente limitati e risolti in semplici, asettiche o formali e fredde strette di mano di rito dettate e imposte dalla buona e doverosa creanza istituzionale o dal rigido galateo di palazzo.
Il forte legame ideale e il palese, visibile e solido feeling empatico umano e politico instauratosi tra le due forti figure di spicco è stato ampiamente, ripetutamente e formalmente suggellato e immortalato a futura memoria in svariati scatti ufficiali, sorrisi sinceri e fotografie posate, realizzate dai reporter e dall’ufficio stampa sia all’esatto inizio della kermesse, sia al termine e a margine della lunghissima e faticosa cerimonia di premiazione. Un incrocio e un affettuoso abbraccio pubblico che, unendo strategicamente ed emotivamente la figura di Rachele Mussolini e quella di Giovanni Iervolino, ha plasticamente ed emotivamente suggellato in favore di telecamere un bellissimo e autentico momento di assoluta e profonda sintonia intellettuale. Al termine dell’evento, la stessa Rachele Mussolini ha infatti tenuto a palesare e manifestare apertamente e pubblicamente la propria sincera, incondizionata e autentica commozione personale e la profonda gratitudine per la vicinanza, l’appoggio morale e la partecipazione interessata e attiva mostrata dal Partito di Evoluzione e Libertà a un appuntamento culturale considerato così intimamente, familiarmente e prestigiosamente importante per lei e per la storia artistica italiana. Quella offerta elegantemente e diplomaticamente in sala da Iervolino e dai suoi fedeli e organizzati sostenitori si è dunque rivelata, a tutti i pragmatici e cinici effetti politici cittadini, come una lampante e fortissima testimonianza concreta di grandissima attenzione civica e capillare al territorio, all’arte, all’alta cultura tradizionale e ai fermi valori identitari patriottici: un mix esplosivo che proietta indubbiamente e con grandissima forza mediatica la crescente, strutturata e organizzata presenza del suo ambizioso e capillare partito esattamente al centro, nevralgico e vitale, della rovente e futura scena e disputa elettorale e politica romana, pronti a raccogliere i frutti di questo enorme consenso.

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Eventi

Poste Italiane, annullo filatelico a Roma per celebrare gli interpreti del processo di Norimberga

La fondamentale e dolorosa memoria storica europea rivive a Roma grazie a un imperdibile, rarissimo e affascinante appuntamento dedicato esclusivamente agli appassionati collezionisti e promosso da Poste Italiane. Martedì 29 settembre 2026, l’ufficio postale di Piazza San Silvestro ospiterà un esclusivo annullo filatelico temporaneo per celebrare l’apertura della mostra sull’eredità professionale e l’etica degli interpreti del Processo di Norimberga. Il prezioso timbro recherà la scritta “Voci della giustizia”. Scopri gli orari e come richiedere questo storico bollo👇

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Poste Italiane

Roma – La fitta, dolorosa e imprescindibile memoria del Novecento europeo e la mastodontica importanza vitale e storica di chi, silenziosamente ma tenacemente, ha contribuito con la propria voce ad affermare la giustizia internazionale, si fondono magistralmente in un minuscolo ma preziosissimo lembo di carta inchiostrata. In occasione dell’apertura e della promozione dell’importante, toccante e attesissima mostra storica, documentale e fotografica intitolata “Eredità professionale ed etica degli interpreti di Norimberga”, allestita in questi giorni nella Capitale, l’azienda di Stato Poste Italiane ha deciso formalmente di scendere orgogliosamente in campo per imprimere il proprio timbro su un pezzo fondamentale della nostra storia civile. Attraverso una nota istituzionale diramata in data odierna, Poste ha infatti comunicato e ufficializzato che, nella giornata di martedì 29 settembre 2026, attiverà un eccezionale e ricercato servizio filatelico temporaneo, caratterizzato dall’emissione di uno speciale e rarissimo bollo commemorativo. Questa solenne e importante iniziativa filatelico-storica è stata concepita, strutturata e fortemente richiesta a gran voce dai vertici dell’Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza Italia (AIIC Italia), un sodalizio professionale di altissimo livello che da decenni si batte faticosamente per tutelare, valorizzare e ricordare al mondo il delicatissimo, invisibile ma cruciale ruolo degli intermediari e traduttori linguistici all’interno delle mastodontiche dinamiche processuali internazionali e diplomatiche moderne.

“Voci della Giustizia”: il bollo speciale a Piazza San Silvestro il 29 settembre

L’appuntamento imperdibile per tutti i voraci collezionisti e i semplici curiosi romani, pronti ad accaparrarsi e farsi timbrare un ricordo indelebile di inestimabile e crescente valore storico ed economico, è fissato e circoscritto esclusivamente per la pomeridiana e crepuscolare di martedì 29 settembre.
Il preziosissimo e attesissimo servizio filatelico speciale e temporaneo sarà infatti aperto fisicamente, liberamente e ufficialmente al vasto pubblico capitolino limitatamente ed esclusivamente all’interno della medesima e singola giornata di martedì, con un orario ristretto e scaglionato che andrà dalle ore 16:30 fino alla chiusura esatta delle ore 19:05. Per l’occasione celebrativa, il fulcro nevralgico dell’emissione e il quartier generale temporaneo dei filatelici sarà ospitato strategicamente all’interno della bellissima, sfarzosa e storica sede centrale del grande ufficio postale di rappresentanza situato nel cuore della Capitale, in piazza San Silvestro. Solo in queste ristrettissime e limitate ore serali sarà eccezionalmente e materialmente possibile, per chiunque si metterà pazientemente e ordinatamente in fila davanti agli sportelli addetti, riuscire a far obliterare, siglare e timbrare fisicamente e gratuitamente con questo unico, bellissimo e irripetibile bollo speciale e commemorativo nero tutte le eventuali cartoline, lettere, plichi, fascicoli o corrispondenze preventivamente presentate a mano o affrancate dagli astanti, creando di fatto degli “interi postali” storici destinati immediatamente a divenire ricercatissimi pezzi da novanta nelle librerie dei collezionisti di mezzo mondo.

L’eredità di Norimberga e il ruolo eroico ma invisibile degli interpreti

La straordinaria, affascinante e pionieristica mostra storica che ha generato, richiesto e giustificato questa incredibile e solenne emissione filatelica vaticana e italiana punta fermamente, didatticamente e intensamente l’inquisitore faro della storia moderna e giudiziaria su una categoria di silenziosissimi eroi intellettuali: i traduttori e gli interpreti legali.
I celeberrimi e drammatici processi celebrati dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale al Palazzo di Giustizia di Norimberga (dove le potenze Alleate portarono alla sbarra, scrutarono e processarono e condannarono a morte i più feroci, sadici e crudeli gerarchi nazisti sopravvissuti, accusati inequivocabilmente di indicibili crimini di guerra planetari e crimini disumani contro l’umanità) non avrebbero oggettivamente, tecnicamente e materialmente mai e poi mai potuto assolutamente aver luogo, svolgersi e avere pieno valore legale senza l’oscuro, logorante, simultaneo, eroico e titanico sforzo traduttivo portato avanti dai primissimi interpreti di conferenza professionisti della storia contemporanea. Uomini e donne eccezionali e plurilingue che, pur lavorando e faticando in maniera massacrante ed esasperante in cabine rudimentali di vetro e legno, e ascoltando direttamente e dal vivo resoconti letteralmente agghiaccianti, spaventosi, freddi e disumani dello sterminio direttamente e spaventosamente dalla viva e gelida voce degli ex gerarchi hitleriani, resero miracolosamente, civilmente e democraticamente possibile il primissimo e vero dibattimento processuale penale multilingue nella storia del diritto moderno, tracciando e solcando in maniera profondissima, etica, indelebile e rivoluzionaria le nuove e solide fondamenta tecniche e legali sulle quali tuttora si regge saldamente l’odierna diplomazia linguistica internazionale europea.

I dettagli grafici dell’annullo postale: il logo dell’associazione e la memoria

Il progetto grafico scelto e approvato meticolosamente da Poste Italiane per questa imperdibile e particolarissima emissione non lascia ovviamente e assolutamente alcun microscopico e superficiale dettaglio al caso, ma racchiude intimamente e artisticamente in pochissimi millimetri di spazio un condensato evocativo e stilistico di altissimo impatto visivo ed emotivo, destinato sicuramente a fare scuola.
L’annullo filatelico speciale e temporaneo, infatti, è un piccolo ma denso capolavoro e raffigura splendidamente e limpidamente al centro della sua rotonda vignetta principale il logo ufficiale e geometrico dell’associazionismo dell’AIIC Italia. Ma l’elemento letteralmente e graficamente più toccante, commovente, epico ed evocativo in assoluto dell’intero e minuzioso timbro circolare è l’inserimento in calce della monumentale, fortissima, inequivocabile e solenne didascalia scritta a chiare lettere maiuscole: «VOCI DELLA GIUSTIZIA». Una dicitura, questa, che rende orgogliosamente e poeticamente e perennemente l’immenso e infinito merito civile, morale ed etico ai tantissimi traduttori coraggiosi della Seconda Guerra Mondiale. Oltre a ciò, per inquadrare anche burocraticamente, cronologicamente e istituzionalmente l’evento romano, il bollo in gomma riporta scrupolosamente inciso a rilievo anche lungo tutta l’ampia corona della sua fitta legenda circolare esterna l’esatta e completa dicitura commemorativa «MOSTRA “EREDITA’ PROFESSIONALE ED ETICA DEGLI INTERPRETI DI NORIMBERGA”».

Informazioni pratiche per i collezionisti e le commissioni filateliche postali

L’intera operazione storico-postale è stata studiata accuratamente e pensata da Poste Italiane non solo per servire e soddisfare passivamente i tantissimi turisti o gli incuriositi residenti di passaggio nella Città Eterna, ma per allargare strategicamente la propria eccezionale e lodevole iniziativa di memoria e promozione culturale verso tutto l’immensamente vasto, frammentato, attento e famelico panorama internazionale dei più disparati appassionati di numismatica e filatelia, i quali costantemente ricercano a distanza e bramano spasmodicamente per i propri album raccoglitori i timbri di natura e argomentazione storica.
Tutti gli eventuali interessati, collezionisti incalliti, privati cittadini, esperti o periti e appassionati di questo inestimabile e preciso settore tematico storico, politico e giudiziario che, per sfortuna, per pura e semplice impossibilità geografica o per pressanti motivi lavorativi non riuscissero o non potessero purtroppo assolutamente essere e materializzarsi fisicamente o comodamente presenti al desk di Piazza San Silvestro nell’orario indicato, non dovranno comunque disperarsi. Poste Italiane, nel comunicato stampa odierno, ha infatti esplicitato ed assicurato che le immancabili commissioni filateliche richieste per la preziosa obliterazione potranno tranquillamente, comodamente e formalmente continuare a essere e venire inoltrate per iscritto per lunghissimo tempo. Gli interessati dovranno soltanto inviare il proprio materiale affrancato per posta ordinaria (preferibilmente utilizzando solide e protette buste imbottite per evitare stropicciature, usure e fatali piegature della carta durante i trasporti meccanici) indicando esattamente, precisamente e chiaramente questo specifico indirizzo recapito postale della Capitale: Poste Italiane S.p.A. / U.P. Roma V.R. / Sportello Filatelico Piazza di San Silvestro 19, Cap: 00187 Roma. Infine, per poter ottenere o ricevere in tempo utile ed extra qualsiasi ulteriore genere e natura di approfondita informazione tecnica, dettaglio orario, curiosità minuziosa o aggiornamento burocratico inerente a questo particolare ed emozionante evento romano sugli annulli del Tribunale di Norimberga, o più genericamente, e su tutto il vastissimo e magico mondo dorato della filatelia d’autore italiana, Poste Italiane rende costantemente e utilmente disponibile a tutti gli avventori il proprio portale e sito telematico ufficiale specializzato e dedicato raggiungibile comodamente cliccando all’indirizzo internet filatelia.poste.it.

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