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Invitalia sblocca 1,27 milioni per Ballarò a Palermo: nasce Roots, il Museo Internazionale delle Radici nell’ex Reclusorio

Invitalia sblocca oltre 1,2 milioni di euro per Ballarò: a Palermo nasce ROOTS, il Museo Internazionale delle Radici nell’ex Reclusorio femminile.

Un investimento storico tra contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per rigenerare il centro storico attraverso la cultura, la memoria dell’emigrazione e un grande gala al Teatro Massimo.

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Vista dalla strada

Palermo – La cultura e la memoria storica si trasformano in una leva concreta di rinascita economica e occupazionale nel cuore del centro storico del capoluogo siciliano. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, Invitalia, ha approvato ufficialmente con esito positivo l’istruttoria per il progetto ROOTS – Museo Internazionale delle Radici, deliberando l’ammissione alle agevolazioni per un valore complessivo di 1.270.170 euro. L’ambiziosa iniziativa, presentata dalla società benefit Più Trentanove, punta a recuperare una porzione dell’ex Reclusorio femminile dell’Opera Pia Santa Lucia, all’interno del celebre e popoloso quartiere di Ballarò, inserendosi a pieno titolo nelle grandi strategie per il rilancio della nostra economia territoriale.

Il piano finanziario approvato prevede un sostegno pubblico fino a 1.016.136 euro, suddiviso tra un contributo a fondo perduto pari a oltre 381 mila euro e un finanziamento a tasso zero decennale da 635 mila euro. Non si tratta di un semplice intervento immobiliare, bensì di un modello pionieristico di impresa culturale capace di attrarre capitali privati e creare occupazione qualificata in un’area tradizionalmente complessa. L’intervento dimostra come la memoria dell’emigrazione possa generare ricchezza, unendo le diverse anime della Sicilia proprio come evidenziato nel nostro recente articolo sulla collaborazione culturale tra Siracusa e Agrigento.

Soddisfazione e senso di responsabilità emergono dalle parole dei promotori dell’iniziativa, Giovanni Callea e Davide Morici, da tempo attivi nei progetti di valorizzazione del patrimonio isolano. «Abbiamo immaginato ROOTS partendo da una convinzione incrollabile: la cultura non deve limitarsi a custodire nostalgicamente il passato, ma può e deve generare lavoro e nuove opportunità per il futuro», hanno dichiarato gli ideatori, sottolineando come il quartiere necessiti di investimenti produttivi capaci di accompagnare il fondamentale presidio sociale per lo sviluppo del territorio palermitano.

Il progetto lancia inoltre un forte appello corale al sindaco di Palermo Roberto Lagalla, al governatore regionale Renato Schifani e al tessuto imprenditoriale cittadino. La rigenerazione di un complesso monumentale di tali proporzioni richiede infatti una sinergia pubblico-privata che intervenga anche sull’arredo urbano, sulla sicurezza e sulla vivibilità complessiva della zona di Ballarò. La trasformazione dell’ex convento e reclusorio rappresenta un’occasione storica per arricchire l’offerta museale e rinsaldare il legame con l’eccellenza della cultura artistica nazionale.

Il via libera di Invitalia e il piano di riqualificazione per l’ex Reclusorio di Ballarò

La nascita del nuovo polo museale costituisce la prima tappa tangibile del più ampio programma denominato Reclusorio Aperto, promosso dall’Opera Pia Istituto Santa Lucia insieme alla Fondazione Made in Sicily. Questo percorso di coprogettazione ha definito gli spazi che accoglieranno percorsi espositivi immersivi, aree laboratoriali e spazi per eventi, trasformando un luogo di reclusione in un centro pulsante di incontro e dialogo tra generazioni. L’accordo è attualmente al vaglio del consiglio di amministrazione dell’ente proprietario per la ratifica conclusiva, passaggio propedeutico all’avvio materiale dei cantieri nell’immobile di Palermo.

Il patrimonio artistico iniziale sarà garantito dalla futura Fondazione ROOTS, che metterà a disposizione oltre ventidue opere d’arte contemporanea realizzate da maestri di calibro internazionale, incentrate sui temi del viaggio, del distacco e del ritorno. Il museo non intende limitarsi a mostrare documenti o cimeli polverosi, ma si propone come uno spazio partecipativo in cui i visitatori e i turisti delle radici potranno ricostruire le proprie origini familiari attraverso archivi digitali, testimonianze video e installazioni multimediali d’avanguardia ideate per promuovere il turismo di ritorno verso la Sicilia.

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La rete globale dell’emigrazione e il grande Gala delle Radici al Teatro Massimo

L’orizzonte del progetto va ben oltre i confini regionali, connettendosi con gli oltre ottanta milioni di italiani e discendenti sparsi nei cinque continenti. Per decenni questa immensa comunità è stata raccontata esclusivamente attraverso il filtro della nostalgia e delle partenze; ROOTS propone invece un mutamento di prospettiva radicale, costruendo partnership economiche, industriali e formative stabili. La rete vanta già il sostegno di realtà di primo piano come il distretto del design milanese 5Vie, la Fondazione Antonio Carlo Monzino, la Fondazione Marea e l’organizzazione storica OSDIA, attiva da oltre un secolo negli Stati Uniti e in Canada.

Il coronamento di questa visione si concretizzerà in un evento istituzionale di risonanza planetaria: il Gala delle Radici, programmato per il 4 gennaio 2027 nello scenario prestigioso del Teatro Massimo di Palermo. La serata vedrà convergere nel capoluogo siciliano personalità di spicco che rappresentano l’eccellenza italiana nei settori della ricerca scientifica, dell’alta finanza, dell’ingegneria e della creatività internazionale, pronte a sottoscrivere accordi operativi per sostenere nuove startup e borse di studio sul suolo italiano.

Le storie di successo degli italo-discendenti nel mondo e il riscatto del centro storico

Tra i protagonisti annunciati al Gala figurano personalità illustri come l’astrofisica Violette Impellizzeri, nota per il contributo alla prima immagine di un buco nero, l’ingegnere aerospaziale della NASA Thomas J. Misuraca, e Frank Manganaro, fondatore del colosso biotecnologico statunitense Nova Biomedical. Accanto a loro interverranno figure di primo piano dell’industria globale come l’amministratore delegato di Terna Pasqualino Monti, il fondatore di Da Vinci Engineering in Germania Massimiliano Cava e lo chef e ristoratore a Los Angeles Celestino Drago, autentico ambasciatore del gusto.

Accanto ai grandi capitani d’industria, il progetto ha scelto di tributare un omaggio speciale a quattro figure emblematiche della memoria familiare: madri e nonne emigrate all’estero che hanno custodito lingua, ricette e valori, tra cui la novantenne ristoratrice berlinese Angela Matarrese e la pasticciera Pasqualina Piccinini Crocetta a Barcellona. Attraverso questo connubio tra successo economico e calore umano, il futuro Museo ROOTS di Ballarò candida Palermo a capitale internazionale delle radici, offrendo un messaggio di rinascita e speranza per l’intera comunità.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Premio Omissis 2026: trionfa Una Sagoma di Netien al Teatro Bellini di Napoli per la nuova drammaturgia italiana

Premio Omissis 2026: al Teatro Bellini di Napoli trionfa “Una Sagoma” di Netien, il monologo potente sul precariato e la solitudine notturna.

Menzione speciale a “Colonia estiva” di Elvira Buonocore e terzo finalista Alessandro Paschitto con “Sesso” in una grande serata dedicata ai giovani drammaturghi.

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Premio Omissis 2026

Napoli – La nuova drammaturgia contemporanea italiana celebra il talento degli autori emergenti con uno dei riconoscimenti più attenti alla ricerca linguistica, alla sperimentazione scenica e all’impegno sociale. È l’opera Una Sagoma firmata dall’autore Netien ad aggiudicarsi la quarta edizione del prestigioso Premio nazionale di drammaturgia Omissis 2026, ideato dall’impresa culturale Theatron 2.0 e promosso in stretta collaborazione con il celebre Teatro Bellini di Napoli. Un appuntamento di spicco che conferma la centralità del capoluogo campano per la crescita dello spettacolo dal vivo.

La solenne cerimonia di premiazione si svolgerà lunedì 16 novembre 2026, a partire dalle ore 19:00, nella suggestiva cornice del Piccolo Bellini a ingresso libero per tutta la cittadinanza. La serata vedrà alternarsi letture sceniche dei testi finalisti, testimonianze critiche e momenti di dibattito, tracciando un ponte ideale tra le diverse anime culturali europee, similmente a quanto documentato nella nostra recente inchiesta sul cordoglio internazionale per la musica balcanica, arricchendo la vitalità del nostro territorio nazionale.

L’edizione 2026 ha registrato una partecipazione straordinaria di testi inediti composti da autrici e autori under 40, valutati da una giuria d’eccellenza composta da Michele Altamura, Giorgio Andriani, Davide Carnevali, Ivonne Capece, Lucia Franchi, Antonino Pirillo, Ornella Rosato e Gabriele Russo. Accanto alla vittoria di Netien, il concorso ha tributato la menzione speciale e il prestigioso Premio del Comitato Under 30 a Colonia estiva di Elvira Buonocore, mentre la terna finale è stata completata dal potente testo Sesso di Alessandro Paschitto, confermando la ricchezza della nostra cultura teatrale d’avanguardia.

Il progetto Omissis, guidato con visione dalla direzione generale di Cesare D’Arco e Ornella Rosato, non si limita a conferire un mero riconoscimento simbolico, ma accompagna i drammaturghi attraverso percorsi concreti di produzione, mentorship e circuitazione nei più prestigiosi festival italiani. Una formula virtuosa che tutela la professione della scrittura teatrale in un’epoca di profonde trasformazioni per il panorama dell’editoria contemporanea.

La vittoria di Una Sagoma al Teatro Bellini: il monologo sul precariato e la solitudine notturna

Al centro dell’opera vincitrice Una Sagoma si colloca la voce lacerata di un guardiano notturno, incaricato di sorvegliare in completa solitudine un cantiere edile. Attraverso una lingua viva, fortemente intrisa di cadenza dialettale e percorsa da un’ironia amara e corrosiva, l’autore Netien riesce a restituire senza stereotipi la condizione psicologica ed esistenziale del lavoratore precario, costretto ai margini della produttività e delle relazioni umane della società odierna.

La giuria ha lodato la capacità del testo di affrontare nodi nevralgici quali il senso di appartenenza di classe, l’identità di genere, il desiderio represso e la solitudine metropolitana. Dietro il lessico talvolta aspro e i pregiudizi manifestati dal protagonista emerge una disarmante fragilità emotiva, che trasforma il monologo in una lucida riflessione sull’alienazione del lavoro moderno e sulla necessità di riscatto per la dignità dell’individuo.

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La menzione a Colonia estiva di Elvira Buonocore e la terna finalista con Alessandro Paschitto

Grande entusiasmo ha suscitato anche il testo Colonia estiva di Elvira Buonocore, insignito della menzione speciale e del premio della giuria giovane. L’autrice scandaglia con acume le dinamiche del privilegio sociale e le sfumature più subdole della violenza psicologica attraverso il confronto serrato tra due figure femminili, Baia e Silvana. Nel loro rapporto apparentemente solidale, la scrittrice mostra come la premura assistenziale possa degenerare in possesso ossessivo, mettendo a nudo le ipocrisie del perbenismo borghese.

A chiudere il podio dei finalisti è la potente drammaturgia di Alessandro Paschitto con Sesso, una partitura serrata che indaga la mercificazione dei corpi e il bisogno primordiale di contatto fisico nel disorientamento contemporaneo. Tutti e tre i copioni finalisti beneficeranno di un’importante promozione all’estero grazie alla rete internazionale di Eurodram e alla collaborazione con prestigiose case editrici quali Cue Press, Luca Sossella Editore e la casa editrice indipendente SuiGeneris.

La cerimonia a Napoli, la Fellowship Omissis e le tournée nei festival teatrali d’Italia

La serata del 16 novembre al Teatro Bellini costituirà anche l’occasione per presentare ufficialmente i vincitori della prestigiosa Fellowship Omissis per le edizioni 2025 e 2026. La borsa di studio, del valore di cinquemila euro, è promossa dall’Osservatorio drammaturgico di Theatron 2.0 per garantire agli autori il tempo materiale per lo studio e la ricerca creativa propedeutica alla nascita di nuove partiture drammatiche.

Per il vincitore Netien è previsto un percorso completo che comprende un premio in denaro, un tutoraggio professionale con il maestro Davide Carnevali e una tournée di letture sceniche integrali che nel 2027 toccherà il Kilowatt Festival di Sansepolcro, il Festival Dominio Pubblico a Roma, il Teatro Fontana di Milano e il Vivaio Festival in Puglia. Una vittoria che dimostra come il teatro italiano continui a essere una fucina inesauribile di nuove narrazioni civili.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Poste Italiane al Circo Massimo di Roma: due annulli filatelici speciali per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Poste Italiane celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate: al Circo Massimo di Roma arrivano due annulli filatelici speciali.

Presso lo stand di via dei Cerchi, fino al 4 novembre, sarà possibile ottenere i bolli esclusivi dedicati al Villaggio Difesa 2026 e allo Stato Maggiore.

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due annulli filatelici speciali per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Roma – Le celebrazioni solenni per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate si arricchiscono di un prezioso tributo destinato a fare la gioia di storici, appassionati e collezionisti di tutta Italia. In occasione della ricorrenza del 4 Novembre, l’azienda guidata da Poste Italiane ha istituito due speciali servizi filatelici con bollo unico temporaneo, fortemente richiesti dal V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore della Difesa. L’iniziativa si inserisce nella vasta cornice del Villaggio Difesa al Circo Massimo, dialogando con le principali iniziative della nostra politica istituzionale.

I due annulli commemorativi saranno resi disponibili presso l’apposito stand allestito per l’occasione in via dei Cerchi, proprio a ridosso dell’arena del Circo Massimo. Il pubblico, i turisti e gli amatori della filatelia potranno così vidimare cartoline, francobolli e corrispondenze ufficiali a pochi passi dalle grandi installazioni artistiche celebrate nel nostro recente approfondimento sulle opere di Mario Vespasiani al Villaggio Difesa, testimoniando la vivacità civica del nostro territorio capitolino.

La filatelia si conferma uno straordinario veicolo di trasmissione dei valori repubblicani, capace di immortalare su scala ridotta i passaggi salienti dell’identità nazionale. Attraverso la precisione dell’incisione grafica, il timbro speciale non rappresenta un mero contrassegno postale, ma un documento storico indelebile che celebra la dedizione quotidiana di migliaia di servitori dello Stato, valorizzando il ricco calendario dedicato agli eventi e manifestazioni a Roma.

L’iniziativa consolida lo storico legame che unisce l’operatore postale di bandiera alla memoria delle Forze Armate. Da oltre un secolo, infatti, i bolli speciali e le emissioni celebrative accompagnano i momenti più significativi della storia d’Italia, offrendo alle future generazioni una preziosa testimonianza tangibile dell’impegno profuso a difesa della legalità, della pace e della sovranità democratica, arricchendo il patrimonio della nostra cultura storica nazionale.

I due bolli speciali di Poste Italiane allo stand di via dei Cerchi per il Villaggio Difesa 2026

La programmazione delle bollature è stata articolata in due momenti distinti per consentire la creazione di pezzi unici da collezione. Il primo annullo speciale, attivo fino alla giornata di martedì 3 novembre incluso con orario continuato dalle 9:30 alle 18:00, raffigura nella vignetta lo stemma araldico dello Stato Maggiore della Difesa, contornato dalla dicitura circolare «Villaggio Difesa 2026 – Verso la Giornata del 4 Novembre», a ricordo della fase preparatoria dell’evento al Circo Massimo.

Il secondo bollo, atteso con enorme fervore dai marcofili di tutta la penisola, sarà utilizzabile nella sola e solenne data di mercoledì 4 novembre, dalle ore 9:30 fino alle ore 22:00. Il timbro recherà sempre lo stemma ufficiale della Difesa ma riporterà la solenne dicitura «Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate», sancendo la chiusura ufficiale delle celebrazioni e offrendo una memoria permanente di questo appuntamento repubblicano.

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La richiesta dello Stato Maggiore della Difesa e il valore storico del collezionismo filatelico

La collaborazione tra lo Stato Maggiore della Difesa e la divisione filatelica aziendale sottolinea l’importanza di fissare nel tempo gli anniversari cruciali della Nazione. Gli annulli speciali non sono semplici timbrature di servizio, ma autentiche opere d’arte miniaturizzate, incise con rigore araldico secondo le direttive del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ogni impronta apposta su un francobollo acquisisce valore nel tempo, diventando oggetto di scambio e catalogazione nei più prestigiosi albi internazionali.

In un’epoca ampiamente dominata dalla messaggistica istantanea e dalla corrispondenza virtuale, il gesto fisico di apporre un bollo su carta mantiene un fascino senza tempo. Visitare lo stand di via dei Cerchi consente a giovani e famiglie di riavvicinarsi all’universo del collezionismo, riscoprendo come la carta stampata e la tradizione postale costituiscano il tessuto connettivo che da decenni tiene unita l’intera comunità nazionale.

Come richiedere gli annulli allo Spazio Filatelia di Piazza San Silvestro e sul portale web

Per tutti i collezionisti impossibilitati a raggiungere personalmente la capitale nei giorni della manifestazione, Poste Italiane ha predisposto un servizio dedicato di commissione postale a distanza. Gli interessati potranno infatti inoltrare le proprie richieste di bollatura speciale direttamente all’ufficio centrale Spazio Filatelia Roma, ubicato nello storico palazzo di Piazza San Silvestro 20 (CAP 00187 Roma), allegando il materiale affrancato da vidimare secondo le consuete tariffe vigenti.

Terminato il periodo di utilizzo al Circo Massimo, i due timbri speciali entreranno a far parte del patrimonio del Museo Storico della Comunicazione del ministero, a imperitura testimonianza dell’omaggio tributato alle donne e agli uomini in uniforme. Per approfondire dettagli tecnici, curiosità e consultare il catalogo delle nuove emissioni, è possibile visitare il portale istituzionale filatelia.poste.it, punto di riferimento per chiunque desideri custodire la grande storia postale italiana.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Dialoghi con mia madre a Torino con Laura Curino e Francesco Gargiulo: la commedia sugli anziani e il peso della cura

“Dialoghi con mia madre” debutta a Torino con Laura Curino e Francesco Gargiulo: dall’11 al 22 novembre a San Pietro in Vincoli la commedia diretta da Beppe Rosso.

Un confronto generazionale ironico e toccante tra genitori anziani e figli adulti, tra il peso dell’assistenza e il diritto degli anziani a scegliere per se stessi.

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Laura Curino

Torino – Il teatro contemporaneo torna a interrogare con levità e straordinaria intelligenza uno dei nodi più intimi, complessi e universali della nostra società: l’equilibrio tra il diritto all’autonomia degli anziani e le responsabilità quotidiane dei figli adulti. Da mercoledì 11 novembre fino a domenica 22 novembre 2026, lo spazio teatrale di San Pietro in Vincoli a Torino ospiterà la brillante commedia Dialoghi con mia madre, diretta con sensibilità dal regista Beppe Rosso e interpretata da due fuoriclasse della scena italiana come Laura Curino e Francesco Gargiulo, arricchendo la stagione dello spettacolo piemontese.

La pièce, coprodotta da A.M.A. Factory ETS, Accademia Perduta/Romagna Teatri e Il Contato del Canavese, scaturisce dal celebre film argentino Conversaciones con mamá di Santiago Carlos Oves, riadattato per le scene dal premiato drammaturgo catalano Jordi Galceran con la traduzione di Pino Tierno e Valentina Ghiglia. Lo spettacolo affronta una problematica sociale di enorme impatto per le famiglie italiane, dialogando idealmente con le grandi riflessioni civili aperte dal nostro recente approfondimento sul nuovo Dorian Gray nei teatri italiani per la crescita del nostro territorio nazionale.

La vicenda mette a confronto due generazioni distanti ma indissolubilmente legate: da un lato una madre anziana ma vitale, determinata a difendere la propria libertà di scelta e il desiderio di innamorarsi ancora; dall’altro un figlio cinquantenne, schiacciato dai ritmi frenetici del lavoro, dai problemi economici e dal dovere morale dell’assistenza. Attraverso dialoghi serrati e un ritmo incalzante, la commedia indaga le dinamiche familiari più nascoste, toccando temi analizzati dalla nostra rubrica di psicologia delle relazioni affettive.

L’opera evita con cura ogni facile patetismo, scegliendo la strada dell’ironia intelligente per far emergere contraddizioni autentiche e colpi di scena esilaranti. Il riso diventa così uno strumento d’indagine sociologica per comprendere come la cura di un genitore fragile non debba mai trasformarsi nella negazione della sua personalità, offrendo al pubblico uno spunto prezioso per il dibattito della nostra cultura teatrale odierna.

La commedia di Jordi Galceran a San Pietro in Vincoli: ironia, affetti e conflitti generazionali

Nel testo di Jordi Galceran, la casa materna si trasforma in un ring dialettico dove il senso di colpa del figlio si scontra frontalmente con l’energia dirompente della madre. Mentre il cinquantenne immagina per l’anziana genitrice un futuro protetto ma sterile, magari all’interno di una residenza assistenziale, la donna sorprende tutti annunciando progetti inaspettati, nuove amicizie e una rinnovata voglia di vivere. Il confronto tra Laura Curino e Francesco Gargiulo mette in luce come la vecchiaia non coincida necessariamente con la resa, ma possa rappresentare una stagione di straordinaria libertà personale.

La regia di Beppe Rosso valorizza la natura cinematografica della scrittura attraverso uno spazio scenico minimale ed elegante, ideato da Lucio Diana con la collaborazione dell’assistente alla regia Maddalena Sighinolfi e i costumi contemporanei di Agostino Porchietto. Sul palco prendono vita anche figure evocate ma mai fisicamente presenti, come la nuora e i nipoti, i cui condizionamenti pesano sulle decisioni dei due protagonisti, rivelando la fragilità del modello familiare borghese.

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Laura Curino e la regia di Beppe Rosso: la memoria storica di Laboratorio Teatro Settimo

La messinscena torinese assume una rilevanza eccezionale anche per il ricongiungimento professionale di artisti che hanno fatto la storia della drammaturgia italiana. Laura Curino, Beppe Rosso e Lucio Diana condividono infatti le prestigiose radici dell’esperienza di Laboratorio Teatro Settimo, collettivo che ha rinnovato radicalmente il teatro di narrazione. Questa intesa artistica pluridecennale si riflette in una sincronia attoriale impeccabile, dove ogni silenzio e ogni battuta assumono una valenza poetica e umana di rara intensità.

L’interpretazione della Curino riesce a trasmettere la dignità fiera di una donna che rifiuta di essere ridotta a un semplice peso assistenziale per i propri cari. Al contempo, la prova di Francesco Gargiulo rende con dolorosa sincerità le ansie di una generazione di cinquantenni stretta tra le incertezze professionali e l’accudimento dei propri cari. Il risultato è un’opera corale che commuove e diverte, confermando la maestria della commedia d’autore nel trattare temi di scottante attualità sociale.

Il calendario della tournée in Piemonte e Romagna e l’incontro con l’Università di Torino

La permanenza della compagnia nel capoluogo piemontese sarà accompagnata da rilevanti momenti di approfondimento accademico. Sabato 14 novembre, dalle ore 10:00 alle 12:00, l’Università degli Studi di Torino ospiterà presso Palazzo Nuovo un incontro pubblico gratuito sulla drammaturgia catalana con la professoressa Katiuscia Darici e il cast, seguito in serata dal dibattito con gli spettatori al termine della recita a San Pietro in Vincoli.

Dopo il fortunato debutto a Cervia e la tappa al Teatro Piccolo di Forlì il 7 novembre, la tournée proseguirà toccando importanti piazze del Nord Italia: il 30 novembre alla Casa del Teatro di Faenza, il 3 dicembre al Teatro Giacosa di Ivrea e il 14 gennaio 2027 al Nuovo Teatro Faraggiana di Novara. Una commedia imperdibile che ricorda a tutti noi come l’amore filiale risieda nell’ascolto e nel rispetto dell’autodeterminazione degli anziani, custodi preziosi della nostra memoria comunitaria.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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