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Sulmona, al Teatro Caniglia tornano «I Concerti del Giovedì»: la Camerata Musicale lancia la VII edizione dedicata ai giovani talenti

Al Teatro Caniglia di Sulmona tornano «I Concerti del Giovedì»: la Camerata Musicale diretta dal Maestro Gaetano Di Bacco inaugura la VII edizione con il Conservatorio D’Annunzio di Pescara. Si parte giovedì 29 ottobre alle 17:30 con il pianista premiato Daniele Basilico e l’Hammer Saxophone Quartet tra Mozart, Chopin, Albéniz e la Carmen di Bizet 👇

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Riccardo Giannascoli

Sulmona (L’Aquila) – La grande tradizione della musica colta e la valorizzazione delle nuove generazioni di interpreti tornano a risuonare nel cuore della Valle Peligna. Prende ufficialmente il via domani, giovedì 29 ottobre 2026, presso il suggestivo Foyer del Teatro Comunale «Maria Caniglia» di Sulmona la settima edizione de «I Concerti del Giovedì», rassegna cameristica di riferimento inserita nel cartellone della 74esima Stagione Musicale della Camerata Musicale Sulmonese, realizzata in stretta sinergia con il Conservatorio di Musica «Luisa D’Annunzio» di Pescara.

Fortemente voluta dal Direttore Artistico, il Maestro Gaetano Di Bacco, la manifestazione si articola in tre appuntamenti a cadenza settimanale – il 29 ottobre, il 5 novembre e il 12 novembre 2026, tutti con inizio alle ore 17:30 – trasformando l’elegante foyer del Massimo peligno in un laboratorio vivo di confronto professionale per giovani e giovanissimi talenti del panorama concertistico italiano. Un’iniziativa che negli anni ha visto esibirsi oltre centocinquanta musicisti, offrendo loro un palcoscenico autentico di fronte a un pubblico competente e appassionato.

L’iniziativa ribadisce il ruolo centrale dell’Abruzzo nella formazione e nella diffusione della cultura musicale d’eccellenza, confermando una vitalità artistica che unisce le grandi istituzioni storiche con i progetti di rigenerazione culturale narrati di recente, dalla celebrazione dell’arte e della memoria a Pereto fino ai percorsi di divulgazione scientifica dell’Istituto Alessandrini di Teramo con lo scienziato Marco Di Antonio.

La visione del Maestro Gaetano Di Bacco e il debutto del 29 ottobre: pianoforte e sassofoni

A tracciare il significato profondo della rassegna è lo stesso direttore artistico Gaetano Di Bacco: «Sostenere i giovani musicisti e offrire loro un vero palcoscenico di crescita artistica è da sempre uno dei cardini della nostra attività, con la convinzione che la formazione dei nuovi artisti significhi anche formare il pubblico del futuro». Una missione che unisce didattica accademica, rigore interpretativo ed educazione all’ascolto.

La prima parte del concerto inaugurale di giovedì 29 ottobre vedrà protagonista il brillante pianista Daniele Basilico, allievo della classe del Maestro Giuliano Mazzoccante presso il Conservatorio pescarese. Già distintosi nel settembre 2026 con il recital Il mio Mozart al festival «Mozart & Friends» di Bressanone e fresco vincitore del prestigioso punteggio di 97/100 al Concorso Internazionale «Emilia ed Elsa Gubitosi» di Capri, Basilico proporrà al pubblico di Sulmona una celebre Sonata pianistica di Wolfgang Amadeus Mozart e un virtuosistico Studio di Fryderyk Chopin.

Nella seconda parte della serata la scena sarà invece interamente occupata dalle sonorità calde e versatili dell’Hammer Saxophone Quartet, formazione cameristica nata proprio tra i corridoi del Conservatorio «D’Annunzio» e composta da Federica Giusti (sax soprano), Francesco Del Vecchio (sax contralto), Stefano Antonini (sax tenore) e Riccardo Giannascoli (sax baritono).

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L’Hammer Saxophone Quartet: dalla Carmen di Bizet alle colonne sonore d’autore

L’Hammer Saxophone Quartet, formatosi circa due anni fa sotto la guida didattica dello stesso Maestro Di Bacco, rappresenta una delle realtà emergenti più interessanti della scuola classica dei fiati abruzzese. Il quartetto ha già all’attivo applaudite esibizioni in teatri e festival regionali di rilievo – tra cui il Teatro Marrucino di Chieti, Ovindoli e Guardiagrele – distinguendosi per la cura del fraseggio cantabile, la morbidezza d’assieme e l’omogeneità timbrica.

Il repertorio scelto per l’esibizione al Teatro Caniglia spazierà con disinvoltura attraverso stili e suggestioni differenti: dalle atmosfere sognanti e cinematografiche del maestro giapponese Joe Hisaishi alle luminose pagine iberiche di Isaac Albéniz, fino al trascinante arrangiamento curato da Yasuhide Ito della celebre Carmen Fantasy sui temi indimenticabili dell’opera di Georges Bizet.

Una prova di maturità interpretativa che conferma come la musica classica sappia rinnovarsi e dialogare con il pubblico contemporaneo, nello stesso spirito di ricerca che anima le riflessioni estetiche del Mattutino di Luca Sforzini dal Castello di Castellar Ponzano.

Gli appuntamenti del 5 e 12 novembre: Verdi, l’opera lirica e i grandi romantici

Il cartellone de I Concerti del Giovedì proseguirà con altre due serate di altissimo profilo. Il 5 novembre il foyer del Caniglia accoglierà un omaggio speciale al melodramma e al romanticismo europeo con Ludwig van Beethoven, Chopin e quattro capolavori di Giuseppe Verdi (estratti da La traviata, I Lombardi alla prima crociata e le arie celebri del Rigoletto), affidati al violinista Alessandro Papa, ai pianisti Alice Tonelli e Denny Costantini e alla voce del tenore Dario Ricchizzi.

Il gran finale è fissato per giovedì 12 novembre con un programma intitolato ai giganti della letteratura cameristica europea – da Brahms e Fauré fino a Prokofiev – interpretati da tre giovani promesse del pianoforte, Emanuele Di Gaetano, Fabio Di Francescantonio e Norma Taraborrelli, accompagnati dal violoncellista Mehdi Chbary.

Sulmona si riconferma così capitale di bellezza e formazione artistica, arricchendo un autunno abruzzese segnato da importanti slanci civili e solidali come il progetto di accoglienza per i bambini ucraini a Rapino.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata.

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Lavoro e innovazione, nasce EBSI l’Ente Bilaterale per le professioni STEM: Lamberto Scorzino eletto Presidente all’unanimità

Nasce ufficialmente EBSI, l’Ente Bilaterale per le professioni STEM e Innovative: accordo storico tra Federitaly e le organizzazioni sindacali Federazione STEM, CSE, CIU Unionquadri e S.N.Ing per welfare, tutele e formazione avanzata. Lamberto Scorzino eletto Presidente all’unanimità: «Bilateralità concreta per valorizzare il capitale umano nell’era dell’AI» 👇

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Lamberto Scorzino eletto Presidente all'unanimità

Roma – Una svolta storica nel panorama delle relazioni industriali, della contrattazione collettiva e della valorizzazione del capitale umano nei comparti a più alto valore aggiunto dell’economia italiana. Prende ufficialmente vita nella Capitale EBSI, l’Ente Bilaterale STEM e Innovative, il nuovo organismo paritetico nazionale costituito per sostenere in modo organico imprese, lavoratrici, lavoratori e liberi professionisti che operano nei settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria, della matematica e dell’innovazione digitale.

La nascita dell’Ente corona e consolida il percorso strategico avviato con la stipula del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) specificamente dedicato alle professioni innovative e ad alta intensità tecnologica, fornendo un presidio moderno di tutele, welfare contrattuale, sicurezza sul lavoro e percorsi di formazione continua. A guidare EBSI nella sua fase costitutiva è stato eletto all’unanimità alla carica di Presidente Lamberto Scorzino, Segretario Nazionale di Federitaly. All’interno del Consiglio di Amministrazione, nominati dal collegio datoriale, siedono inoltre i dirigenti Gaetano Borgosano e Marco Parachini.

L’iniziativa rappresenta una risposta concreta alle trasformazioni epocali innescate dall’intelligenza artificiale generativa e dall’automazione industriale, ponendo l’Italia all’avanguardia nei modelli di rappresentanza del lavoro della conoscenza, in piena sintonia con le grandi sfide della ricerca scientifica celebrate di recente con il ritorno a Teramo dello scienziato dell’Imperial College Marco Di Antonio.

L’alleanza paritetica tra Federitaly e le sigle sindacali: STEM, CSE, CIU e S.N.Ing

La forza propulsiva di EBSI risiede nella sua architettura paritetica, nata dalla convergenza virtuosa tra la componente datoriale guidata da Federitaly – federazione leader nella tutela e promozione del Made in Italy nel mondo – e un qualificato fronte sindacale composto da Federazione STEM, CSE (Confederazione Sindacati Indipendenti), CIU Unionquadri (confederazione maggiormente rappresentativa dei quadri, ricercatori e professionisti) e S.N.Ing (Sindacato Nazionale Ingegneri).

Una sinergia che supera i vecchi steccati corporativi per costruire un sistema bilaterale agile ed efficiente, mirato a erogare servizi tangibili: dall’assistenza sanitaria integrativa al sostegno al reddito, dai fondi per l’aggiornamento e la riqualificazione professionale (upskilling e reskilling) fino al monitoraggio dei rischi emergenti legati alla salute e sicurezza nei contesti lavorativi digitali e di lavoro da remoto.

In un mercato globale dove la competitività industriale si misura sulla capacità di attrarre e trattenere i talenti scientifici, EBSI si propone come argine strutturato alla fuga dei cervelli, affiancandosi alle politiche di sostegno allo sviluppo territoriale e ai programmi di formazione per giovani ricercatori promossi al Forum Leader.

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Le parole del Presidente Lamberto Scorzino: «Bilateralità concreta contro la burocrazia»

Nel suo primo discorso dopo l’elezione unanime, il Presidente Lamberto Scorzino ha tracciato con chiarezza le linee guida e le priorità operative del nuovo Ente:

«La nascita di EBSI rappresenta un risultato importante e, soprattutto, l’inizio di un percorso che intendiamo sviluppare con grande concretezza», ha esordito Scorzino. «Abbiamo voluto costruire uno strumento capace di rispondere alle esigenze reali di imprese e lavoratori, superando una visione puramente formale della bilateralità. Le professioni STEM sono oggi al centro delle trasformazioni economiche e produttive e richiedono un sistema di relazioni industriali altrettanto innovativo. Il nostro impegno sarà quello di rendere EBSI un organismo efficiente, autorevole e vicino ai suoi destinatari, valorizzando il contributo di tutte le organizzazioni che hanno partecipato alla sua costituzione».

Una dichiarazione d’intenti che sottolinea come la tutela del lavoro non possa essere disgiunta dalla crescita della competitività aziendale, specialmente in una congiuntura economica internazionale che richiede investimenti costanti in tecnologie abilitanti e nuova occupazione qualificata.

Made in Italy e frontiera tecnologica: il ruolo strategico di EBSI verso il futuro

La nascita di EBSI consolida la visione secondo cui il Made in Italy non debba essere identificato esclusivamente con i settori tradizionali del manifatturiero, della moda o dell’agroalimentare, ma debba comprendere l’ingegno ingegneristico, il software di qualità, la biochimica e le biotecnologie. Difendere le competenze STEM significa porre le fondamenta per la sovranità tecnologica e l’autonomia strategica del sistema produttivo nazionale.

Con l’avvio delle attività operative di EBSI, imprese e lavoratori disporranno d’ora in avanti di una casa comune dove negoziare accordi di secondo livello, certificare percorsi di formazione continua e sviluppare piani di welfare sartoriali, gettando le basi per un mercato del lavoro più equo e dinamico.

Un passo in avanti decisivo per l’intero tessuto socio-economico italiano, che affianca la tutela del lavoro qualificato all’impegno etico e civile testimoniato dalle iniziative di solidarietà internazionale verso i bambini ucraini promosse a Rapino e dai grandi appuntamenti culturali come I Concerti del Giovedì al Teatro Caniglia di Sulmona.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata.

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A Ilaria Solazzo il Premio Internazionale Istinti Artistici: il valore del giornalismo che dà voce ai talenti

La giornalista pugliese Ilaria Solazzo  ha ricevuto – nella cornice  Palazzo Valentini, sabato 24 ottobre 2026, durante la seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici, nell’ambito della Rome Art Week –  il premio Internazionale Istinti Artistici.  Un riconoscimento condiviso con altre importanti professionalità ed eccellenze italiane, protagoniste di una giornata dedicata al talento, alla cultura e alla capacità di lasciare un segno nella società.

A conferire il premio – giunto alla sua seconda edizione – Alessandro Scarnecchia, direttore di Terza Pagina Magazine e unico organizzatore della manifestazione e Merysse, nome d’arte di Maria Teresa De Pierro, presidente dell’associazione Istinti Artistici APS. L’evento romano è stato salutato da Cristina Michetelli, nella sua qualità di consigliere dell’Assemblea capitolina di Roma Capitale.

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Ilaria Solazzo

Importante riconoscimento professionale per la giornalista pubblicista, scrittrice ed esperta di comunicazione brindisina

Roma-  La giornalista pugliese Ilaria Solazzo  ha ricevuto – nella cornice  Palazzo Valentini, sabato 24 ottobre 2026, durante la seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici, nell’ambito della Rome Art Week –  il premio Internazionale Istinti Artistici.  Un riconoscimento condiviso con altre importanti professionalità ed eccellenze italiane, protagoniste di una giornata dedicata al talento, alla cultura e alla capacità di lasciare un segno nella società.

A conferire il premio – giunto alla sua seconda edizione – Alessandro Scarnecchia, direttore di Terza Pagina Magazine e unico organizzatore della manifestazione e Merysse, nome d’arte di Maria Teresa De Pierro, presidente dell’associazione Istinti Artistici APS. L’evento romano è stato salutato da Cristina Michetelli, nella sua qualità di consigliere dell’Assemblea capitolina di Roma Capitale.

Ci sono riconoscimenti che si aggiungono a un curriculum e altri che, invece, raccontano qualcosa di più profondo: una visione professionale, una scelta di vita, un modo preciso di interpretare il proprio ruolo nel mondo. Per Ilaria Solazzo, la premiazione romana rappresenta una nuova tappa di un percorso nel quale giornalismo, scrittura e comunicazione convergono verso un obiettivo comune: riconoscere il valore delle persone, portarne alla luce le esperienze e trasformare le loro storie in occasioni di conoscenza.

A Palazzo Valentini, in una cornice istituzionale di particolare rilievo, il suo nome è entrato nel novero delle personalità insignite del Premio Internazionale Istinti Artistici 2026. Non un semplice attestato formale, ma un riconoscimento che si inserisce in una manifestazione capace di riunire professionisti provenienti da mondi differenti, accomunati dalla volontà di mettere competenze, creatività e impegno al servizio della collettività. Accanto a figure che si distinguono nella cultura, nello spettacolo, nelle arti e in numerosi settori professionali, Solazzo ha portato il valore di un’attività costruita attraverso la parola, l’ascolto e la valorizzazione dei talenti.

La seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici ha confermato la propria vocazione multidisciplinare, attraversando musica, arti visive, fotografia, poesia, teatro, cinema, doppiaggio, giornalismo, sport e ulteriori iniziative dedicate all’inclusione. Il principio che unisce queste realtà è una concezione del talento che non si esaurisce nella notorietà, ma comprende preparazione, costanza, responsabilità e capacità di trasformare le proprie inclinazioni in un contributo concreto.

La giornata

Il programma, aperto alle ore 11 con la sigla ufficiale, la presentazione e i saluti istituzionali, ha dato spazio a personalità impegnate nella tutela dei diritti, nella cultura, nella solidarietà e nella promozione sociale. Tra i riconoscimenti assegnati figurano quelli a Maria Antonia Spartà, per il percorso nella Polizia di Stato e l’attività di sensibilizzazione contro la violenza di genere; a Nunzia Rosalia Guzzo, per il lavoro in ambito giuridico e l’impegno nella tutela dei diritti; e a don Luigi Trapelli, per il dialogo tra spiritualità, teatro, cultura e comunità.

La cerimonia ha inoltre valorizzato professionisti che contribuiscono alla realizzazione di progetti culturali, esponenti del cinema e della produzione audiovisiva, autori, artisti e promotori di iniziative letterarie. Tra i nomi ricordati nel corso della giornata, Riccardo Ferrero, Maria Berardi, Pietro Borzacca della 3B Production Film, Gennaro Ruggiero, Angelica Loredana Anton, Elide Apice, Dino Tropea e Loredana Paolesse. Un panorama composito, nel quale esperienze differenti hanno trovato uno spazio comune, restituendo l’immagine di un’Italia ricca di professionalità che operano con dedizione, spesso lontano dai riflettori, ma con un contributo significativo alla vita culturale e sociale.

Focus sulla comunicazione

In questo scenario si colloca la premiazione di Ilaria Solazzo, personalità poliedrica che ha fatto della comunicazione il filo conduttore della propria attività. Il suo percorso si muove tra giornalismo, scrittura, radio, web TV e informazione online, con un interesse costante per i protagonisti di cultura, spettacolo, arte e professioni. A questi ambiti si affiancano la fotografia, la pittura e l’attenzione per le iniziative solidali, espressioni diverse di una sensibilità che riconosce nella creatività una possibilità di incontro e nella cultura uno strumento di partecipazione.

Il riconoscimento romano assume un significato particolare anche per il rapporto tra il suo lavoro e la promozione delle eccellenze. Nel corso degli anni, Solazzo ha dedicato interviste e articoli a personalità appartenenti a settori differenti, cercando di superare la superficie della notorietà per entrare nel cuore delle esperienze. Il suo interesse non si limita ai risultati raggiunti: si estende alle motivazioni, alle difficoltà, alle scelte e alla determinazione che rendono significativo ogni percorso.

Raccontare una persona significa innanzitutto ascoltarla. Vuol dire prepararsi, comprendere il contesto, individuare le domande capaci di aprire prospettive e restituire al lettore una narrazione che non riduca una vita a una sequenza di successi. L’intervista diventa così un incontro tra sensibilità, mentre la scrittura si trasforma in uno strumento per avvicinare mondi diversi e rendere accessibili storie che meritano attenzione.

In un tempo dominato dalla velocità delle notizie e dalla continua ricerca di visibilità, questa impostazione attribuisce al giornalismo una responsabilità precisa. Non basta pubblicare un nome o riferire un risultato: occorre comprendere ciò che lo rende significativo, distinguere l’essenziale dal superfluo e restituire la complessità delle esperienze con chiarezza e rispetto. È in questo spazio che la comunicazione può recuperare la propria funzione più autentica, quella di creare connessioni, stimolare curiosità e favorire una conoscenza più consapevole delle persone e della realtà.

La parola, nella visione professionale di Solazzo, non è soltanto uno strumento per informare. È un ponte tra chi ha qualcosa da raccontare e chi desidera comprendere; è una possibilità di dare visibilità a competenze che rischierebbero di restare ai margini; è il mezzo attraverso il quale esperienze individuali possono diventare patrimonio condiviso. Una prospettiva che riconosce dignità tanto alle personalità già conosciute quanto a coloro che, attraverso il lavoro quotidiano, contribuiscono alla crescita delle proprie comunità.

Ilaria Solazzo

Questa stessa concezione anima il progetto «Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre», ideato e diretto artisticamente da Ilaria Solazzo. L’iniziativa nasce con l’intento di celebrare il merito, la professionalità, l’impegno e il valore umano delle persone che contribuiscono alla crescita dell’Umbria. Non soltanto una celebrazione dei risultati, dunque, ma un’occasione per riconoscere il percorso che li rende possibili, mettendo in luce la dedizione, la serietà e il senso di responsabilità che accompagnano ogni autentica eccellenza.

Attraverso questo progetto, Solazzo ha scelto di affiancare alla narrazione giornalistica un’attività concreta di ideazione e promozione culturale. Il suo lavoro non si limita a raccontare chi merita attenzione: si traduce anche nella costruzione di occasioni capaci di riunire persone, valorizzare competenze e creare relazioni. È un passaggio significativo, perché testimonia come la comunicazione possa uscire dalle pagine e diventare un’esperienza condivisa, capace di generare partecipazione e riconoscimento.

La scrittura resta il punto d’incontro di queste esperienze. Attraverso il linguaggio, Solazzo cerca di coniugare precisione informativa e dimensione umana, dando spazio alle aspirazioni, ai sacrifici e alle trasformazioni che accompagnano le storie personali. L’interesse per la fotografia e la pittura amplia ulteriormente questo rapporto con i linguaggi espressivi, mentre l’attenzione alle iniziative solidali conferma una visione nella quale le competenze professionali possono diventare occasione di vicinanza e di impegno sociale.

La premiazione – come si è accennato – si è svolta durante la Rome Art Week, la settimana dedicata all’arte contemporanea che dal 19 al 25 ottobre 2026 ha animato la Capitale con appuntamenti e iniziative culturali.

Targhe di premiazione

La presenza di Terza Pagina Magazine, attraverso il direttore Alessandro Scarnecchia che così tanto ha lavorato per realizzare il Premio, ha richiamato il ruolo dell’informazione nella diffusione della cultura. Il giornalismo, quando sa riconoscere e raccontare le esperienze con attenzione, contribuisce a creare visibilità, favorire il confronto e avvicinare il pubblico a progetti e personalità che arricchiscono il panorama artistico e professionale. In questo intreccio tra comunicazione e valorizzazione culturale si inserisce il riconoscimento attribuito a Solazzo, il cui lavoro si sviluppa proprio sul confine fertile tra racconto, relazione e promozione dei talenti.

Il significato più profondo di un premio, del resto, non risiede soltanto nella cerimonia o nell’attestato ricevuto. Sta anche nella possibilità di richiamare l’attenzione su un impegno, rendere visibile un percorso e offrire nuovi stimoli per proseguire. A Palazzo Valentini, il riconoscimento assegnato a Solazzo ha incontrato una manifestazione che celebra proprio la varietà dei talenti italiani, ricordando quanto siano importanti le persone che, attraverso il proprio lavoro, costruiscono occasioni di dialogo e arricchiscono la vita culturale.

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Roma, allo Spazio Rossellini torna la rassegna «A Roma, a Roma! 2026»: da Baricco e Pirandello a Nicola Lagioia ed Ermanna Montanari, il teatro contemporaneo a confronto

Dal 4 novembre al 5 dicembre 2026 lo Spazio Rossellini di Roma ospita la nuova edizione della rassegna “A Roma, a Roma!” curata da Francesca De Sanctis e prodotta da ATCL con la direzione di Isabella Di Cola: un cartellone d’eccellenza che unisce Novecento di Baricco con Ciro Masella, il gioco distopico Vietato Innamorarsi, il Pirandello di Mario Perrotta, La città dei vivi da Nicola Lagioia con regia e ologrammi di Ivonne Capece, fino a Luṣ di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, arricchito da laboratori di critica e autobiografia 👇

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CIRO-MASELLA-fonte foto teatro popolare darte

ROMA – Uno spazio aperto di libertà espressiva, confronto critico e rottura degli schemi convenzionali per dare voce alle migliori energie della drammaturgia contemporanea nazionale. Dal 4 novembre al 5 dicembre 2026, il palcoscenico dello Spazio Rossellini di Roma (in via della Vasca Navale 58) si prepara ad accogliere la nuova edizione di «A Roma, a Roma! 2026», la rassegna teatrale curata dalla giornalista e critica Francesca De Sanctis e prodotta da ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, presieduta e diretta da Isabella Di Cola.

L’iniziativa nasce con il preciso intento civile e artistico di restituire visibilità a compagnie di ricerca, attori e registi indipendenti che, pur animando con straordinaria vitalità la scena italiana, restano troppo spesso ai margini dei tradizionali e rigidi circuiti di programmazione della Capitale, inserendosi nel fermento teatrale capitolino accanto alla prestigiosa stagione del Nuovo Teatro Ateneo alla Sapienza dedicato a Carlo Cecchi e alle repliche di Anna Mazzamauro al Teatro Parioli.

Il cartellone di novembre: da «Novecento» di Baricco al gioco distopico «Vietato Innamorarsi» e al Pirandello di Perrotta

Il programma prenderà il via mercoledì 4 novembre alle ore 20:30 con un classico amatissimo: «Novecento» di Alessandro Baricco, interpretato magistralmente da Ciro Masella (che firma la regia a quattro mani con Salvatore Arena per la produzione Mana Chuma / Teatro Popolare d’arte). La leggendaria epopea del pianista sull’Oceano che scelse di non scendere mai dal transatlantico Virginian trasformerà la platea in un viaggio intimo tra onde, jazz e riscatto umano.

Il giorno seguente, giovedì 5 novembre, sarà la volta di «Vietato Innamorarsi», un rivoluzionario gioco di ruolo performativo ideato da Qui e Ora Residenza Teatrale e La Confraternita del Chianti: ambientato in un’Italia distopica del 2042 in cui lo Stato ha bandito i sentimenti per reprimere la violenza di genere, lo spettacolo rende il pubblico parte attiva e decisionale di una ribellione etica contro ogni forma di sopraffazione.

Il primo trittico si chiuderà venerdì 6 novembre con «Qualcuno nessuno centomila – Pirandello in loop», drammaturgia e regia del pluripremiato Mario Perrotta con Paola Roscioli e Dalila Cozzolino (entrambe finaliste ai Premi Ubu), una potente indagine sulle maschere dell’io nell’era dei social network e della frammentazione digitale, dialogando idealmente con le grandi confessioni dostoevskiane portate in scena da Gabriele Lavia a Milano con Il sogno di un uomo ridicolo.

Scelti per Voi • Letteratura Contemporanea & Grande Teatro

I Libri di Nicola Lagioia e Alessandro Baricco, Opere di Pirandello e Saggi Teatrali

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«La città dei vivi» di Nicola Lagioia con la regia di Ivonne Capece e l’incontro letterario del 2 dicembre

L’appuntamento più atteso di dicembre è fissato per mercoledì 2 dicembre alle ore 20:30 con il debutto romano de «La città dei vivi», trasposizione scenica dell’omonimo romanzo-inchiesta bestseller mondiale di Nicola Lagioia, per la regia, video e drammaturgia di Ivonne Capece e una prestigiosa coproduzione che vede uniti Elsinor, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatri di Bari, Fondazione Teatro di Napoli e Teatro di Sardegna.

Con un cast d’eccezione guidato da Sergio Leone (nei panni dello scrittore alter ego di Lagioia) affiancato da Daniele Di Pietro, Ian Gualdani e Cristian Zandonella, lo spettacolo indaga l’abisso del male e la violenza che si annida nella normalità urbana attraverso l’impiego pionieristico di attori in carne e ossa che interagiscono con figure semi-olografiche a grandezza naturale, trasformando la stanza dell’artista in un labirinto mentale claustrofobico.

Al termine della rappresentazione, la curatrice Francesca De Sanctis salirà sul palco per un attesissimo incontro pubblico con Nicola Lagioia, che dialogherà con la platea sui temi dello spettacolo e presenterà in anteprima il suo nuovo e atteso romanzo «Santa Barbara» (edito da Einaudi).

I laboratori di critica e autobiografia, l’aperitivo e il rito arcaico di Ermanna Montanari con «Luṣ»

La vocazione pedagogica della rassegna si concretizzerà giovedì 3 dicembre con due imperdibili momenti formativi: il laboratorio di scrittura e autobiografia «Ho un teatro nella testa» condotto dalla storica compagnia Cuocolo/Bosetti (IRAA Theatre) e il Laboratorio intensivo di critica teatrale guidato dalla stessa Francesca De Sanctis (giornalista de L’Espresso con la rubrica «Colpo di scena»), riservato a chi desidera apprendere i ferri del mestiere dell’informazione culturale.

Il gran finale scatterà venerdì 4 dicembre alle 19:00 con l’aperitivo d’autore insieme a Ermanna Montanari e culminerà sabato 5 dicembre (ore 20:30) con «Luṣ», capolavoro ideato con Marco Martinelli (coproduzione Ravenna Festival e Teatro delle Albe) su testo sulfureo di Nevio Spadoni, con le musiche per contrabbasso e live electronics di Daniele Roccato, per dare voce alla leggendaria guaritrice Bêlda.

Le iscrizioni ai laboratori (con biglietto ridotto speciale a 5 euro per gli spettacoli) e le prenotazioni per la rassegna si effettuano scrivendo a info@spaziorossellini.it, inserendosi a pieno titolo tra i grandi itinerari d’arte e spettacolo della Capitale come gli appuntamenti diffusi della Sovrintendenza Capitolina. Segui tutte le stagioni teatrali nella nostra sezione Cultura.

A cura della Redazione Cultura e Teatro di Cavaliere News

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