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Lavoro e innovazione, nasce EBSI l’Ente Bilaterale per le professioni STEM: Lamberto Scorzino eletto Presidente all’unanimità

Nasce ufficialmente EBSI, l’Ente Bilaterale per le professioni STEM e Innovative: accordo storico tra Federitaly e le organizzazioni sindacali Federazione STEM, CSE, CIU Unionquadri e S.N.Ing per welfare, tutele e formazione avanzata. Lamberto Scorzino eletto Presidente all’unanimità: «Bilateralità concreta per valorizzare il capitale umano nell’era dell’AI» 👇

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Lamberto Scorzino eletto Presidente all'unanimità

Roma – Una svolta storica nel panorama delle relazioni industriali, della contrattazione collettiva e della valorizzazione del capitale umano nei comparti a più alto valore aggiunto dell’economia italiana. Prende ufficialmente vita nella Capitale EBSI, l’Ente Bilaterale STEM e Innovative, il nuovo organismo paritetico nazionale costituito per sostenere in modo organico imprese, lavoratrici, lavoratori e liberi professionisti che operano nei settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria, della matematica e dell’innovazione digitale.

La nascita dell’Ente corona e consolida il percorso strategico avviato con la stipula del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) specificamente dedicato alle professioni innovative e ad alta intensità tecnologica, fornendo un presidio moderno di tutele, welfare contrattuale, sicurezza sul lavoro e percorsi di formazione continua. A guidare EBSI nella sua fase costitutiva è stato eletto all’unanimità alla carica di Presidente Lamberto Scorzino, Segretario Nazionale di Federitaly. All’interno del Consiglio di Amministrazione, nominati dal collegio datoriale, siedono inoltre i dirigenti Gaetano Borgosano e Marco Parachini.

L’iniziativa rappresenta una risposta concreta alle trasformazioni epocali innescate dall’intelligenza artificiale generativa e dall’automazione industriale, ponendo l’Italia all’avanguardia nei modelli di rappresentanza del lavoro della conoscenza, in piena sintonia con le grandi sfide della ricerca scientifica celebrate di recente con il ritorno a Teramo dello scienziato dell’Imperial College Marco Di Antonio.

L’alleanza paritetica tra Federitaly e le sigle sindacali: STEM, CSE, CIU e S.N.Ing

La forza propulsiva di EBSI risiede nella sua architettura paritetica, nata dalla convergenza virtuosa tra la componente datoriale guidata da Federitaly – federazione leader nella tutela e promozione del Made in Italy nel mondo – e un qualificato fronte sindacale composto da Federazione STEM, CSE (Confederazione Sindacati Indipendenti), CIU Unionquadri (confederazione maggiormente rappresentativa dei quadri, ricercatori e professionisti) e S.N.Ing (Sindacato Nazionale Ingegneri).

Una sinergia che supera i vecchi steccati corporativi per costruire un sistema bilaterale agile ed efficiente, mirato a erogare servizi tangibili: dall’assistenza sanitaria integrativa al sostegno al reddito, dai fondi per l’aggiornamento e la riqualificazione professionale (upskilling e reskilling) fino al monitoraggio dei rischi emergenti legati alla salute e sicurezza nei contesti lavorativi digitali e di lavoro da remoto.

In un mercato globale dove la competitività industriale si misura sulla capacità di attrarre e trattenere i talenti scientifici, EBSI si propone come argine strutturato alla fuga dei cervelli, affiancandosi alle politiche di sostegno allo sviluppo territoriale e ai programmi di formazione per giovani ricercatori promossi al Forum Leader.

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Le parole del Presidente Lamberto Scorzino: «Bilateralità concreta contro la burocrazia»

Nel suo primo discorso dopo l’elezione unanime, il Presidente Lamberto Scorzino ha tracciato con chiarezza le linee guida e le priorità operative del nuovo Ente:

«La nascita di EBSI rappresenta un risultato importante e, soprattutto, l’inizio di un percorso che intendiamo sviluppare con grande concretezza», ha esordito Scorzino. «Abbiamo voluto costruire uno strumento capace di rispondere alle esigenze reali di imprese e lavoratori, superando una visione puramente formale della bilateralità. Le professioni STEM sono oggi al centro delle trasformazioni economiche e produttive e richiedono un sistema di relazioni industriali altrettanto innovativo. Il nostro impegno sarà quello di rendere EBSI un organismo efficiente, autorevole e vicino ai suoi destinatari, valorizzando il contributo di tutte le organizzazioni che hanno partecipato alla sua costituzione».

Una dichiarazione d’intenti che sottolinea come la tutela del lavoro non possa essere disgiunta dalla crescita della competitività aziendale, specialmente in una congiuntura economica internazionale che richiede investimenti costanti in tecnologie abilitanti e nuova occupazione qualificata.

Made in Italy e frontiera tecnologica: il ruolo strategico di EBSI verso il futuro

La nascita di EBSI consolida la visione secondo cui il Made in Italy non debba essere identificato esclusivamente con i settori tradizionali del manifatturiero, della moda o dell’agroalimentare, ma debba comprendere l’ingegno ingegneristico, il software di qualità, la biochimica e le biotecnologie. Difendere le competenze STEM significa porre le fondamenta per la sovranità tecnologica e l’autonomia strategica del sistema produttivo nazionale.

Con l’avvio delle attività operative di EBSI, imprese e lavoratori disporranno d’ora in avanti di una casa comune dove negoziare accordi di secondo livello, certificare percorsi di formazione continua e sviluppare piani di welfare sartoriali, gettando le basi per un mercato del lavoro più equo e dinamico.

Un passo in avanti decisivo per l’intero tessuto socio-economico italiano, che affianca la tutela del lavoro qualificato all’impegno etico e civile testimoniato dalle iniziative di solidarietà internazionale verso i bambini ucraini promosse a Rapino e dai grandi appuntamenti culturali come I Concerti del Giovedì al Teatro Caniglia di Sulmona.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata.

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Musica e rock, esce in Italia «Hello Boys And Girls»: l’autobiografia irriverente di Nicko McBrain tra Iron Maiden, aneddoti folli e fede

Esce oggi in Italia per Il Castello (collana Chinaski) «Hello Boys And Girls», l’autobiografia ufficiale di Nicko McBrain, storico batterista degli Iron Maiden. Oltre 40 anni di aneddoti folli e segreti del rock: dal primo incontro con Steve Harris agli attriti con Bruce Dickinson, dalle risse nel backstage alla conversione spirituale e alla decisione dopo l’ictus 👇

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Nicko McBrain

Milano – I retroscena più intimi, crudi, esilaranti e toccanti della leggenda dell’heavy metal mondiale approdano finalmente nelle librerie italiane in questo mercoledì 28 ottobre 2026. Si intitola «Hello Boys And Girls» l’attesissima autobiografia ufficiale di Nicko McBrain, storico e carismatico batterista degli Iron Maiden, pubblicata dalla casa editrice Il Castello all’interno della prestigiosa collana musicale Chinaski. Un volume monumentale e irriverente che ripercorre oltre quarant’anni di storia della band britannica vista dalla prospettiva privilegiata e vulcanica di chi ne ha custodito il motore ritmico dietro i piatti e la doppia cassa.

Dagli esordi precari come turnista nei club londinesi degli anni Settanta fino all’ingresso nella formazione della «Vergine di Ferro» nel 1982, il racconto di McBrain si snoda con un linguaggio schietto, privo di censure e carico di autoironia. Tra risse sfiorate, arresti per schiamazzi, leggendarie bevute e tour mondiali mastodontici, il batterista regala uno spaccato autentico sull’evoluzione del rock duro, soffermandosi sul valore sacro dell’amicizia, sulle tensioni creative che hanno rischiato di mandare in frantumi il gruppo e sulla propria personale rinascita spirituale.

Un’opera editoriale di grande impatto culturale per gli amanti della musica dal vivo, che si affianca idealmente alla ripartenza delle grandi stagioni concertistiche del territorio, dalla settima edizione de I Concerti del Giovedì al Teatro Caniglia di Sulmona fino alle rassegne drammaturgiche dell’Auditorium Zambra di Ortona con la commedia di Cinzia Spanò.

Dagli esordi alla chiamata di Steve Harris: Clive Burr e le radici ritmiche della band

Fin dalle prime pagine, il libro conquista per la totale sincerità con cui Nicko affronta le proprie intemperanze giovanili, ricordando con affetto il giudizio tagliente dell’amico Lemmy Kilmister dei Motörhead: «Chi ti ha licenziato questa volta, Nick? Devi imparare a tenere la bocca chiusa». Tra incontri surreali con Jimmy Page e Robert Plant dei Led Zeppelin durante un volo di linea e i Genesis ritrovati incredibilmente come gruppo spalla a inizio carriera, il punto di svolta arriva nel 1982 con l’incontro con il bassista e fondatore Steve Harris, il quale – ricorda divertito Nicko – «la prima volta che mi vide pensò che fossi un pappone».

Subentrato a Clive Burr, McBrain ha saputo innestare nel sound metallico degli Iron Maiden un bagaglio tecnico prezioso nutrito di jazz, blues e funk, rivoluzionando la dinamica della band. Pagine dense di rispetto e commozione sono dedicate proprio a Burr: nonostante l’uscita dalla formazione, i Maiden continuarono a sostenerlo con affetto e raccolte fondi per le cure mediche fino alla sua prematura scomparsa a causa della sclerosi multipla.

Nel descrivere l’architettura umana del gruppo, McBrain tratteggia Steve Harris come un leader severo, meticoloso ma profondamente leale, Dave Murray come un gatto sornione dal sorriso perenne e Janick Gers come una sorgente inesauribile di pura energia scenica.

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Gli attriti con Bruce Dickinson, gli anni con Blaze Bayley e la resurrezione

Uno dei capitoli più intensi del volume scandaglia il complesso rapporto con il frontman Bruce Dickinson. L’uscita del cantante nel 1993 provocò fortissime tensioni con McBrain, ricomposte solo con il tempo grazie alla maturità di entrambi: «L’esserci detti che ci volevamo bene ha cancellato ogni vecchio rancore», confessa il musicista. La parentesi con Blaze Bayley viene raccontata con rispetto ma senza sconti: le vendite crollavano e il pubblico scarseggiava, tanto che «se Bruce non fosse tornato, forse avremmo gettato la spugna».

La reunion trionfale del 1999 con il rientro congiunto di Dickinson e Adrian Smith ha inaugurato la seconda giovinezza della band, trasformando gli Iron Maiden in un fenomeno planetario intergenerazionale capace di riempire gli stadi di ogni continente con fan di tutte le età.

Una lezione di perseveranza e tenacia che dimostra come anche le sfide più aspre si possano superare con il dialogo e la passione, valori condivisi anche nei percorsi di tutele e relazioni illustrati con la recente nascita dell’Ente Bilaterale EBSI per le professioni tecnologiche.

La conversione spirituale, gli aneddoti pazzi e l’eredità dopo l’ictus

Il libro è una miniera inesauribile di aneddoti tragicomici del backstage mondiale: da Ace Frehley dei Kiss che lo accusa di plagio per il look a una quasi-rissa con Tico Torres dei Bon Jovi per una bottiglia di champagne; da Keith Moon che lo caccia da un club a Tommy Lee dei Mötley Crüe fino alle ossa di pollo lanciate scherzosamente sulla testa di Axl Rose dei Guns N’ Roses. Accanto alla follia del rock emerge però la dimensione intima della fede: a metà anni Novanta Nicko vive una profonda conversione cristiana, avvicinandosi alla spiritualità in una chiesa della Florida.

Nel 2023, dopo essere stato colpito da un ictus ischemico e aver intrapreso con coraggio una dura riabilitazione, McBrain ha maturato la decisione di fare un passo indietro dai tour più estenuanti: «Faccio ancora parte della famiglia degli Iron», ci tiene a ribadire con commozione.

Arricchito da una straordinaria galleria fotografica privata, Hello Boys And Girls si candida a diventare un classico istantaneo della letteratura rock, ricordandoci il valore della libertà e del coraggio celebrato anche nel Mattutino di Luca Sforzini dal Castello di Castellar Ponzano.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata.

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Sulmona, al Teatro Caniglia tornano «I Concerti del Giovedì»: la Camerata Musicale lancia la VII edizione dedicata ai giovani talenti

Al Teatro Caniglia di Sulmona tornano «I Concerti del Giovedì»: la Camerata Musicale diretta dal Maestro Gaetano Di Bacco inaugura la VII edizione con il Conservatorio D’Annunzio di Pescara. Si parte giovedì 29 ottobre alle 17:30 con il pianista premiato Daniele Basilico e l’Hammer Saxophone Quartet tra Mozart, Chopin, Albéniz e la Carmen di Bizet 👇

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Riccardo Giannascoli

Sulmona (L’Aquila) – La grande tradizione della musica colta e la valorizzazione delle nuove generazioni di interpreti tornano a risuonare nel cuore della Valle Peligna. Prende ufficialmente il via domani, giovedì 29 ottobre 2026, presso il suggestivo Foyer del Teatro Comunale «Maria Caniglia» di Sulmona la settima edizione de «I Concerti del Giovedì», rassegna cameristica di riferimento inserita nel cartellone della 74esima Stagione Musicale della Camerata Musicale Sulmonese, realizzata in stretta sinergia con il Conservatorio di Musica «Luisa D’Annunzio» di Pescara.

Fortemente voluta dal Direttore Artistico, il Maestro Gaetano Di Bacco, la manifestazione si articola in tre appuntamenti a cadenza settimanale – il 29 ottobre, il 5 novembre e il 12 novembre 2026, tutti con inizio alle ore 17:30 – trasformando l’elegante foyer del Massimo peligno in un laboratorio vivo di confronto professionale per giovani e giovanissimi talenti del panorama concertistico italiano. Un’iniziativa che negli anni ha visto esibirsi oltre centocinquanta musicisti, offrendo loro un palcoscenico autentico di fronte a un pubblico competente e appassionato.

L’iniziativa ribadisce il ruolo centrale dell’Abruzzo nella formazione e nella diffusione della cultura musicale d’eccellenza, confermando una vitalità artistica che unisce le grandi istituzioni storiche con i progetti di rigenerazione culturale narrati di recente, dalla celebrazione dell’arte e della memoria a Pereto fino ai percorsi di divulgazione scientifica dell’Istituto Alessandrini di Teramo con lo scienziato Marco Di Antonio.

La visione del Maestro Gaetano Di Bacco e il debutto del 29 ottobre: pianoforte e sassofoni

A tracciare il significato profondo della rassegna è lo stesso direttore artistico Gaetano Di Bacco: «Sostenere i giovani musicisti e offrire loro un vero palcoscenico di crescita artistica è da sempre uno dei cardini della nostra attività, con la convinzione che la formazione dei nuovi artisti significhi anche formare il pubblico del futuro». Una missione che unisce didattica accademica, rigore interpretativo ed educazione all’ascolto.

La prima parte del concerto inaugurale di giovedì 29 ottobre vedrà protagonista il brillante pianista Daniele Basilico, allievo della classe del Maestro Giuliano Mazzoccante presso il Conservatorio pescarese. Già distintosi nel settembre 2026 con il recital Il mio Mozart al festival «Mozart & Friends» di Bressanone e fresco vincitore del prestigioso punteggio di 97/100 al Concorso Internazionale «Emilia ed Elsa Gubitosi» di Capri, Basilico proporrà al pubblico di Sulmona una celebre Sonata pianistica di Wolfgang Amadeus Mozart e un virtuosistico Studio di Fryderyk Chopin.

Nella seconda parte della serata la scena sarà invece interamente occupata dalle sonorità calde e versatili dell’Hammer Saxophone Quartet, formazione cameristica nata proprio tra i corridoi del Conservatorio «D’Annunzio» e composta da Federica Giusti (sax soprano), Francesco Del Vecchio (sax contralto), Stefano Antonini (sax tenore) e Riccardo Giannascoli (sax baritono).

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L’Hammer Saxophone Quartet: dalla Carmen di Bizet alle colonne sonore d’autore

L’Hammer Saxophone Quartet, formatosi circa due anni fa sotto la guida didattica dello stesso Maestro Di Bacco, rappresenta una delle realtà emergenti più interessanti della scuola classica dei fiati abruzzese. Il quartetto ha già all’attivo applaudite esibizioni in teatri e festival regionali di rilievo – tra cui il Teatro Marrucino di Chieti, Ovindoli e Guardiagrele – distinguendosi per la cura del fraseggio cantabile, la morbidezza d’assieme e l’omogeneità timbrica.

Il repertorio scelto per l’esibizione al Teatro Caniglia spazierà con disinvoltura attraverso stili e suggestioni differenti: dalle atmosfere sognanti e cinematografiche del maestro giapponese Joe Hisaishi alle luminose pagine iberiche di Isaac Albéniz, fino al trascinante arrangiamento curato da Yasuhide Ito della celebre Carmen Fantasy sui temi indimenticabili dell’opera di Georges Bizet.

Una prova di maturità interpretativa che conferma come la musica classica sappia rinnovarsi e dialogare con il pubblico contemporaneo, nello stesso spirito di ricerca che anima le riflessioni estetiche del Mattutino di Luca Sforzini dal Castello di Castellar Ponzano.

Gli appuntamenti del 5 e 12 novembre: Verdi, l’opera lirica e i grandi romantici

Il cartellone de I Concerti del Giovedì proseguirà con altre due serate di altissimo profilo. Il 5 novembre il foyer del Caniglia accoglierà un omaggio speciale al melodramma e al romanticismo europeo con Ludwig van Beethoven, Chopin e quattro capolavori di Giuseppe Verdi (estratti da La traviata, I Lombardi alla prima crociata e le arie celebri del Rigoletto), affidati al violinista Alessandro Papa, ai pianisti Alice Tonelli e Denny Costantini e alla voce del tenore Dario Ricchizzi.

Il gran finale è fissato per giovedì 12 novembre con un programma intitolato ai giganti della letteratura cameristica europea – da Brahms e Fauré fino a Prokofiev – interpretati da tre giovani promesse del pianoforte, Emanuele Di Gaetano, Fabio Di Francescantonio e Norma Taraborrelli, accompagnati dal violoncellista Mehdi Chbary.

Sulmona si riconferma così capitale di bellezza e formazione artistica, arricchendo un autunno abruzzese segnato da importanti slanci civili e solidali come il progetto di accoglienza per i bambini ucraini a Rapino.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata.

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A Ilaria Solazzo il Premio Internazionale Istinti Artistici: il valore del giornalismo che dà voce ai talenti

La giornalista pugliese Ilaria Solazzo  ha ricevuto – nella cornice  Palazzo Valentini, sabato 24 ottobre 2026, durante la seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici, nell’ambito della Rome Art Week –  il premio Internazionale Istinti Artistici.  Un riconoscimento condiviso con altre importanti professionalità ed eccellenze italiane, protagoniste di una giornata dedicata al talento, alla cultura e alla capacità di lasciare un segno nella società.

A conferire il premio – giunto alla sua seconda edizione – Alessandro Scarnecchia, direttore di Terza Pagina Magazine e unico organizzatore della manifestazione e Merysse, nome d’arte di Maria Teresa De Pierro, presidente dell’associazione Istinti Artistici APS. L’evento romano è stato salutato da Cristina Michetelli, nella sua qualità di consigliere dell’Assemblea capitolina di Roma Capitale.

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Ilaria Solazzo

Importante riconoscimento professionale per la giornalista pubblicista, scrittrice ed esperta di comunicazione brindisina

Roma-  La giornalista pugliese Ilaria Solazzo  ha ricevuto – nella cornice  Palazzo Valentini, sabato 24 ottobre 2026, durante la seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici, nell’ambito della Rome Art Week –  il premio Internazionale Istinti Artistici.  Un riconoscimento condiviso con altre importanti professionalità ed eccellenze italiane, protagoniste di una giornata dedicata al talento, alla cultura e alla capacità di lasciare un segno nella società.

A conferire il premio – giunto alla sua seconda edizione – Alessandro Scarnecchia, direttore di Terza Pagina Magazine e unico organizzatore della manifestazione e Merysse, nome d’arte di Maria Teresa De Pierro, presidente dell’associazione Istinti Artistici APS. L’evento romano è stato salutato da Cristina Michetelli, nella sua qualità di consigliere dell’Assemblea capitolina di Roma Capitale.

Ci sono riconoscimenti che si aggiungono a un curriculum e altri che, invece, raccontano qualcosa di più profondo: una visione professionale, una scelta di vita, un modo preciso di interpretare il proprio ruolo nel mondo. Per Ilaria Solazzo, la premiazione romana rappresenta una nuova tappa di un percorso nel quale giornalismo, scrittura e comunicazione convergono verso un obiettivo comune: riconoscere il valore delle persone, portarne alla luce le esperienze e trasformare le loro storie in occasioni di conoscenza.

A Palazzo Valentini, in una cornice istituzionale di particolare rilievo, il suo nome è entrato nel novero delle personalità insignite del Premio Internazionale Istinti Artistici 2026. Non un semplice attestato formale, ma un riconoscimento che si inserisce in una manifestazione capace di riunire professionisti provenienti da mondi differenti, accomunati dalla volontà di mettere competenze, creatività e impegno al servizio della collettività. Accanto a figure che si distinguono nella cultura, nello spettacolo, nelle arti e in numerosi settori professionali, Solazzo ha portato il valore di un’attività costruita attraverso la parola, l’ascolto e la valorizzazione dei talenti.

La seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici ha confermato la propria vocazione multidisciplinare, attraversando musica, arti visive, fotografia, poesia, teatro, cinema, doppiaggio, giornalismo, sport e ulteriori iniziative dedicate all’inclusione. Il principio che unisce queste realtà è una concezione del talento che non si esaurisce nella notorietà, ma comprende preparazione, costanza, responsabilità e capacità di trasformare le proprie inclinazioni in un contributo concreto.

La giornata

Il programma, aperto alle ore 11 con la sigla ufficiale, la presentazione e i saluti istituzionali, ha dato spazio a personalità impegnate nella tutela dei diritti, nella cultura, nella solidarietà e nella promozione sociale. Tra i riconoscimenti assegnati figurano quelli a Maria Antonia Spartà, per il percorso nella Polizia di Stato e l’attività di sensibilizzazione contro la violenza di genere; a Nunzia Rosalia Guzzo, per il lavoro in ambito giuridico e l’impegno nella tutela dei diritti; e a don Luigi Trapelli, per il dialogo tra spiritualità, teatro, cultura e comunità.

La cerimonia ha inoltre valorizzato professionisti che contribuiscono alla realizzazione di progetti culturali, esponenti del cinema e della produzione audiovisiva, autori, artisti e promotori di iniziative letterarie. Tra i nomi ricordati nel corso della giornata, Riccardo Ferrero, Maria Berardi, Pietro Borzacca della 3B Production Film, Gennaro Ruggiero, Angelica Loredana Anton, Elide Apice, Dino Tropea e Loredana Paolesse. Un panorama composito, nel quale esperienze differenti hanno trovato uno spazio comune, restituendo l’immagine di un’Italia ricca di professionalità che operano con dedizione, spesso lontano dai riflettori, ma con un contributo significativo alla vita culturale e sociale.

Focus sulla comunicazione

In questo scenario si colloca la premiazione di Ilaria Solazzo, personalità poliedrica che ha fatto della comunicazione il filo conduttore della propria attività. Il suo percorso si muove tra giornalismo, scrittura, radio, web TV e informazione online, con un interesse costante per i protagonisti di cultura, spettacolo, arte e professioni. A questi ambiti si affiancano la fotografia, la pittura e l’attenzione per le iniziative solidali, espressioni diverse di una sensibilità che riconosce nella creatività una possibilità di incontro e nella cultura uno strumento di partecipazione.

Il riconoscimento romano assume un significato particolare anche per il rapporto tra il suo lavoro e la promozione delle eccellenze. Nel corso degli anni, Solazzo ha dedicato interviste e articoli a personalità appartenenti a settori differenti, cercando di superare la superficie della notorietà per entrare nel cuore delle esperienze. Il suo interesse non si limita ai risultati raggiunti: si estende alle motivazioni, alle difficoltà, alle scelte e alla determinazione che rendono significativo ogni percorso.

Raccontare una persona significa innanzitutto ascoltarla. Vuol dire prepararsi, comprendere il contesto, individuare le domande capaci di aprire prospettive e restituire al lettore una narrazione che non riduca una vita a una sequenza di successi. L’intervista diventa così un incontro tra sensibilità, mentre la scrittura si trasforma in uno strumento per avvicinare mondi diversi e rendere accessibili storie che meritano attenzione.

In un tempo dominato dalla velocità delle notizie e dalla continua ricerca di visibilità, questa impostazione attribuisce al giornalismo una responsabilità precisa. Non basta pubblicare un nome o riferire un risultato: occorre comprendere ciò che lo rende significativo, distinguere l’essenziale dal superfluo e restituire la complessità delle esperienze con chiarezza e rispetto. È in questo spazio che la comunicazione può recuperare la propria funzione più autentica, quella di creare connessioni, stimolare curiosità e favorire una conoscenza più consapevole delle persone e della realtà.

La parola, nella visione professionale di Solazzo, non è soltanto uno strumento per informare. È un ponte tra chi ha qualcosa da raccontare e chi desidera comprendere; è una possibilità di dare visibilità a competenze che rischierebbero di restare ai margini; è il mezzo attraverso il quale esperienze individuali possono diventare patrimonio condiviso. Una prospettiva che riconosce dignità tanto alle personalità già conosciute quanto a coloro che, attraverso il lavoro quotidiano, contribuiscono alla crescita delle proprie comunità.

Ilaria Solazzo

Questa stessa concezione anima il progetto «Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre», ideato e diretto artisticamente da Ilaria Solazzo. L’iniziativa nasce con l’intento di celebrare il merito, la professionalità, l’impegno e il valore umano delle persone che contribuiscono alla crescita dell’Umbria. Non soltanto una celebrazione dei risultati, dunque, ma un’occasione per riconoscere il percorso che li rende possibili, mettendo in luce la dedizione, la serietà e il senso di responsabilità che accompagnano ogni autentica eccellenza.

Attraverso questo progetto, Solazzo ha scelto di affiancare alla narrazione giornalistica un’attività concreta di ideazione e promozione culturale. Il suo lavoro non si limita a raccontare chi merita attenzione: si traduce anche nella costruzione di occasioni capaci di riunire persone, valorizzare competenze e creare relazioni. È un passaggio significativo, perché testimonia come la comunicazione possa uscire dalle pagine e diventare un’esperienza condivisa, capace di generare partecipazione e riconoscimento.

La scrittura resta il punto d’incontro di queste esperienze. Attraverso il linguaggio, Solazzo cerca di coniugare precisione informativa e dimensione umana, dando spazio alle aspirazioni, ai sacrifici e alle trasformazioni che accompagnano le storie personali. L’interesse per la fotografia e la pittura amplia ulteriormente questo rapporto con i linguaggi espressivi, mentre l’attenzione alle iniziative solidali conferma una visione nella quale le competenze professionali possono diventare occasione di vicinanza e di impegno sociale.

La premiazione – come si è accennato – si è svolta durante la Rome Art Week, la settimana dedicata all’arte contemporanea che dal 19 al 25 ottobre 2026 ha animato la Capitale con appuntamenti e iniziative culturali.

Targhe di premiazione

La presenza di Terza Pagina Magazine, attraverso il direttore Alessandro Scarnecchia che così tanto ha lavorato per realizzare il Premio, ha richiamato il ruolo dell’informazione nella diffusione della cultura. Il giornalismo, quando sa riconoscere e raccontare le esperienze con attenzione, contribuisce a creare visibilità, favorire il confronto e avvicinare il pubblico a progetti e personalità che arricchiscono il panorama artistico e professionale. In questo intreccio tra comunicazione e valorizzazione culturale si inserisce il riconoscimento attribuito a Solazzo, il cui lavoro si sviluppa proprio sul confine fertile tra racconto, relazione e promozione dei talenti.

Il significato più profondo di un premio, del resto, non risiede soltanto nella cerimonia o nell’attestato ricevuto. Sta anche nella possibilità di richiamare l’attenzione su un impegno, rendere visibile un percorso e offrire nuovi stimoli per proseguire. A Palazzo Valentini, il riconoscimento assegnato a Solazzo ha incontrato una manifestazione che celebra proprio la varietà dei talenti italiani, ricordando quanto siano importanti le persone che, attraverso il proprio lavoro, costruiscono occasioni di dialogo e arricchiscono la vita culturale.

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