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Svelato il Drappellone dell’Assunta: il fascino mistico di Teodora Axente incanta l’anima di Siena

Il velo è caduto nel Cortile del Podestà: svelato il bellissimo “Cencio” del Palio di Siena! 🐎 🎨 È un capolavoro carico di misticismo, speranza e simboli antichi quello dipinto dall’artista rumena Teodora Axente. Un Drappellone dedicato all’Assunta e ai 500 anni dalla storica Battaglia di Camollia, dominato da luci caravaggesche e metamorfosi oniriche. Leggi l’articolo per scoprire tutti i messaggi nascosti in quest’opera straordinaria e l’emozionante storia dell’artista che, a soli 10 anni, vide esposta la sua prima Madonna sull’altare di una chiesetta in Romania! 👇 🛡️

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Presentazione Drappellone 16 agosto 26 02 via Comune di Siena

Siena – C’è un istante precisissimo, nei giorni roventi che precedono il Palio, in cui l’intera città di Siena smette di respirare. È l’attimo esatto in cui, nel magnifico Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico, cade il velo e si mostra per la prima volta al popolo il Drappellone: il “Cencio” ambito, sognato e venerato che andrà ad arricchire in eterno il museo della Contrada vincitrice. Ieri pomeriggio, lunedì 10 agosto, dopo il brivido provocato dallo squillo solenne delle chiarine, i senesi hanno potuto finalmente ammirare l’opera che consacrerà la Carriera del 16 agosto 2026. Un’opera dal fascino magnetico e surreale, firmata dalla straordinaria artista rumena Teodora Axente, dedicata alla Madonna dell’Assunta e pensata per celebrare i cinquecento anni della storica battaglia di Camollia.

Tra le ombre di Caravaggio e la metamorfosi: l’anima mistica dell’opera

Quello dipinto dalla Axente non è un semplice stendardo, ma un abisso di simboli, visioni e spiritualità in cui perdersi. Costruita secondo un rigoroso impianto piramidale (un inchino evidente alla immensa tradizione pittorica senese e ai capolavori di Simone Martini), l’opera è dominata dalla figura dolcissima e potente della Vergine. Con il suo grande manto azzurro, la Madonna protegge la città e la celebre Rosa d’Oro (dono di Papa Pio II). Ai suoi piedi, in un gioco di suggestioni visive tipiche del linguaggio metamorfico dell’artista, due cherubini si fondono con le figure di alcuni pesci per sorreggere gli stemmi di Siena. Il pesce, antico e potentissimo simbolo del cristianesimo delle origini, si trasforma qui in metafora dell’intera comunità senese.

A rendere l’opera un vero e proprio palcoscenico è l’uso magistrale della luce e dell’ombra. Un chiaroscuro di limpida derivazione caravaggesca fa emergere le figure dal buio, mentre le cupe nubi tempestose sullo sfondo (che evocano i fragori della battaglia di Camollia del 1526) vengono squarciate dalla luce irradiata dalla Vergine, trasformando il cielo in un simbolo assoluto di rinascita e speranza.

1526-2026: La Battaglia di Camollia e la forza di una comunità unita

Nel cuore dell’opera campeggia la silhouette monumentale di Siena, con il Palazzo Pubblico, la Torre del Mangia e il Duomo fusi in un’unica entità, mentre in Piazza del Campo le diciassette Contrade sono raffigurate come figure solenni e armoniose. La profondità storica del drappellone è stata ribadita con forza dal Sindaco Nicoletta Fabio: «Cinquecento anni fa, il 25 luglio 1526, la nostra città scrisse una delle pagine più significative della propria storia. La battaglia di Camollia non fu soltanto una vittoria militare: fu il momento esatto in cui un’intera comunità, fino ad allora attraversata da divisioni e contrasti, dimostrò di sapersi riconoscere nella difesa della propria libertà e della propria identità. Un popolo che si ritrovò unito davanti a qualcosa di più grande: il bene comune».

Teodora Axente: da un villaggio della Romania al cuore di Siena

La grandezza di questo Drappellone affonda le radici nella storia personalissima della sua autrice. Come ha magistralmente spiegato il curatore d’arte Riccardo Freddo, Teodora Axente appartiene alla celebre “Scuola di Cluj”, uno dei movimenti artistici contemporanei più influenti al mondo. La sua è una pittura surrealista, che dialoga intimamente con il passato strizzando l’occhio a giganti come Frida Kahlo.

Ma per capire l’attaccamento viscerale della Axente alla figura della Madonna, bisogna tornare indietro nel tempo, nel piccolo villaggio rumeno di Şura Mare. Lì, una Teodora bambina, accompagnata dai nonni, osservava rapita le icone bizantine in chiesa, avvolte dal fumo denso dell’incenso. A soli dieci anni dipinse su vetro una Madonna col Bambino che il sacerdote, colpito dalla purezza del tratto, collocò direttamente sull’altare. «Quella è stata la mia prima, vera mostra», ama ricordare l’artista. E ieri, con la voce rotta dall’emozione, la Axente ha voluto ringraziare la città: «In questi mesi ho sentito una vicinanza particolare con la tradizione senese e con quella dimensione sacra che appartiene anche alle mie radici. Grazie Siena, per avermi permesso di diventare, anche solo per un momento, parte della tua storia immensa».

Il trionfo dell’identità: “Siena indossa l’abito della sua storia”

L’abbraccio tra la città e la pittrice suggella un rito che si rinnova inesorabile, senza tempo e senza logica se non quella dell’amore. «Siena si veste dei colori delle sue Contrade e assume una dimensione sospesa tra il sacro e il terreno, tra la materia e il sogno», ha concluso il Sindaco. «Nei giorni del Palio tutto cambia: le strade, i suoni, i gesti. Siena indossa una veste nuova. Ed è esattamente questa eleganza, questo intreccio di bellezza, memoria e sentimento, che oggi ritroviamo nel Drappellone di Teodora Axente».

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La magia del tango e il coraggio di una donna: “Historia” infiamma la piazza di Cabbia di Montereale con i ballerini di Rai 1

Il tango, la magia di Buenos Aires, una struggente storia di emigrazione e le stelle della TV scendono in piazza per una notte magica! 💃 🕺 Domenica 16 agosto (ingresso gratuito) la piazza di Cabbia di Montereale (L’Aquila) ospiterà “Historia”, un meraviglioso spettacolo di teatro, musica dal vivo e ballo. Sul palco, direttamente da “Ballando con le stelle” di Rai 1, i grandissimi Samuel Peron e Veera Kinnunen! Ti racconteranno la storia di Esteban, una donna emigrata in Argentina negli anni ’30, costretta a travestirsi da uomo per poter suonare ed essere libera. Leggi il nostro articolo per scoprire tutti i dettagli dell’evento! 👇 🎶

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Cabbia di Montereale (AQ) – Ci sono serate estive in cui i piccoli e suggestivi borghi del nostro Appennino si trasformano in palcoscenici di inestimabile bellezza, capaci di regalare emozioni che i grandi teatri di città spesso faticano a trasmettere. In occasione dei tanto attesi festeggiamenti in onore del Santo Patrono, la pittoresca frazione di Cabbia di Montereale si prepara a vivere una notte letteralmente indimenticabile. Domenica 16 agosto (a partire dalle ore 21:00, nella cornice di Piazza San Rocco e con ingresso rigorosamente gratuito), andrà in scena “Historia. Una storia di migrazione e amorə”: un format teatrale e musicale straordinariamente coinvolgente, in cui la potenza evocativa della narrazione si fonderà perfettamente con la sensualità della danza e la magia della musica dal vivo.

“Ballando con le stelle” arriva in piazza: Samuel Peron e Veera Kinnunen protagonisti

Il grande, indiscutibile fiore all’occhiello di questa produzione (ideata dal talento del maestro Daniele Bocchini, prodotta da Silvia Ferrari TGC Eventi e distribuita da Equipe Eventi) è senza dubbio il suo cast stellare. A infiammare la piazza a passo di tango ci saranno infatti due dei volti più amati, conosciuti e apprezzati dal grande pubblico televisivo italiano: i fuoriclasse Samuel Peron e Veera Kinnunen, storici e inossidabili maestri della popolarissima trasmissione di Rai 1 “Ballando con le stelle”. Le loro coreografie mozzafiato faranno rivivere le atmosfere fumose e passionali di una milonga d’altri tempi, incantando gli spettatori con passi a due carichi di tensione, grazia ed eleganza assoluta.

Buenos Aires anni ’30: una storia struggente di emigrazione, tradimento e riscatto

Tuttavia, “Historia” è molto, molto di più di una semplice – per quanto eccelsa – esibizione di ballo. È un pugno nello stomaco e, al tempo stesso, una dolcissima carezza. Lo spettacolo racconta infatti una vicenda umana profondamente attuale, pur essendo ambientata nella lontana e malfamata Buenos Aires degli anni ’30 del secolo scorso.

La protagonista (e voce narrante dell’intera opera) si chiama Esteban. È una donna fragile ma coraggiosa, che decide di lasciarsi alle spalle la propria terra per affrontare un durissimo viaggio oltreoceano, cullando il miraggio di una vita migliore insieme all’uomo che ama. Ma la disillusione è dietro l’angolo: una volta sbarcata in Argentina, viene brutalmente abbandonata. Si ritrova improvvisamente sola, indifesa, inghiottita dalla miseria, dal degrado e dallo squallore dei conventillos, in una metropoli sconosciuta, spietata e, soprattutto, ferocemente maschilista.

La doppia identità di Esteban: la musica come unica via per l’emancipazione

In questo abisso di disperazione, Esteban viene rapita dai ritmi sincopati e seducenti di una musica nuova, che imperversa di giorno nelle strade e di notte nelle milonghe. È il tango, una musica viscerale che però (ironia della sorte) in quegli anni è severamente proibita al mondo femminile. Pur di sopravvivere e di assecondare il fuoco sacro del suo talento, la donna compie una scelta estrema e dolorosissima: si traveste da uomo.

Questa lacerante doppia identità le consente finalmente di essere libera di suonare e di esprimersi, ma le ruba, pezzo dopo pezzo, l’essenza stessa della sua femminilità. Da questo drammatico dualismo intimo nasce un ritmo, un ostinato musicale che diventa il cuore pulsante del racconto. Attraverso le vicende di Esteban, lo spettacolo costringe il pubblico a riflettere su temi giganteschi: la nostalgia lancinante di chi emigra, la disperata ricerca della propria identità, la battaglia per l’uguaglianza di genere e la dimostrazione che il talento e la passione sono gli unici, veri strumenti di sopravvivenza ed emancipazione.

Un cast d’eccezione tra note latine, Piazzolla e Pino Daniele

A dare voce all’anima ferita di Esteban sarà la straordinaria cantante Stefania Caracciolo, accompagnata magistralmente dal vivo da cinque formidabili musicisti professionisti: lo stesso ideatore Daniele Bocchini (al trombone), Marco Postacchini (al sax, flauto e curatore degli arrangiamenti), Enzo Proietti (pianoforte e fisarmonica), Graziano Brufani (contrabbasso) e Leonardo Ramadori (alle percussioni).

Il viaggio musicale sarà un raffinatissimo caleidoscopio sonoro: si passerà dal son latino di icone come Carlos Eleta Almaran e Miguel Metamoroso, per approdare alla struggente poesia in musica di mostri sacri come Carlos Gardel e Astor Piazzolla, fino a toccare – con arrangiamenti sorprendenti – le vette del pop internazionale di Sting, Cher e del nostro indimenticabile Pino Daniele. Un appuntamento imperdibile, dove la grande arte scende in piazza per parlare direttamente al cuore della gente.

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A Roma l’arte non va in vacanza: da Ferragosto alle stelle del Planetario, ecco tutti i tesori aperti per i cittadini

Chi l’ha detto che a Ferragosto la città si svuota? Roma è più viva (e bella) che mai! 🏛️ ✨ Scoprite tutti i tesori aperti in questi giorni: dalle grandi mostre su Diego Rivera e Mapplethorpe, alle magiche visite serali all’Ara Pacis (che ritrova i suoi colori originali). Potrete esplorare i misteriosi bunker di Villa Torlonia, rivedere l’antica Roma con la realtà virtuale al Circo Massimo, fino a toccare le stelle al Planetario! Leggete la nostra guida completa con orari e appuntamenti per innamorarvi, ancora una volta, della Città Eterna. 👇 📸

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Franco Gentilini, Giovani in riva al mare, 1934 - Galleria dArte Moderna

Roma – Si dice spesso che la vera magia di Roma si sveli proprio ad agosto, quando il traffico caotico si dirada, i ritmi frenetici rallentano e la Capitale si offre in tutta la sua monumentale e silenziosa bellezza a chi ha la fortuna di restare in città. E per tutti coloro che trascorreranno il Ferragosto all’ombra del Colosseo, il messaggio della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è chiaro e inequivocabile: a Roma l’arte non va assolutamente in vacanza. Per l’intero mese, e in particolare nel periodo clou dal 14 al 27 agosto, l’intero sistema dei Musei Civici garantirà l’apertura con tariffe e orari ordinari. Un’occasione imperdibile per turisti e cittadini per riappropriarsi del proprio sterminato patrimonio culturale, immergendosi in un calendario di mostre, visite serali e spettacoli astronomici da togliere il fiato.

Dai maestri della pittura alla fotografia: le mostre imperdibili

L’offerta espositiva per queste due settimane di agosto è semplicemente straordinaria. Basti pensare ai Musei Capitolini, dove a Villa Caffarelli trionfa la grande e coloratissima esposizione “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, affiancata a Palazzo Caffarelli dalla mostra “Vasari e Roma”. Sempre ai Capitolini, gli appassionati potranno scoprire i segreti della pittura incompiuta con l’affascinante percorso “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva” presso la Pinacoteca.

Per gli amanti del grande cinema, il Museo di Roma a Palazzo Braschi propone “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”, un commosso e doveroso omaggio al gigantesco regista a dieci anni dalla scomparsa. Ma è la fotografia a rubare la scena internazionale: gli immensi spazi del Museo dell’Ara Pacis accolgono oltre duecento scatti provocatori e sublimi di Robert Mapplethorpe (“Le forme della bellezza”), mentre il Museo di Roma in Trastevere vi farà viaggiare dalla New York di Matilde Damele fino alla Parigi notturna di Hervé Gloaguen.

L’Ara Pacis si illumina di notte e i misteri sotterranei di Villa Torlonia

Ma la vera magia avviene quando cala il sole. Proprio a partire dal weekend di Ferragosto, l’Ara Pacis si trasforma nel palcoscenico de “L’Ara si rivela”: un’esperienza multimediale immersiva che, grazie alla spettacolare tecnica del videomapping, restituisce al celebre monumento augusteo i suoi vividi colori originali. Le visite, arricchite da narrazioni in cuffia e suggestioni sonore, si svolgono ogni venerdì, sabato e domenica sera.

Per chi invece ama esplorare le cicatrici della Storia recente, a Villa Torlonia si aprono le porte del buio: sono infatti visitabili (anche a Ferragosto) i rifugi antiaerei e l’incredibile Bunker segreto realizzato sotto il Casino Nobile durante gli anni bui della Seconda guerra mondiale.

Fori Imperiali, Circo Massimo e l’immersione nel mito di Roma

Impossibile dimenticare il cuore archeologico della Città Eterna. Resteranno regolarmente aperti l’Area Sacra di Largo Argentina, il Parco Archeologico del Celio e i meravigliosi Fori Imperiali. Ma l’esperienza più innovativa vi aspetta al Circo Massimo: indossando gli speciali visori della Circo Maximo Experience, sarà possibile compiere un vero e proprio viaggio nel tempo in realtà aumentata, vedendo letteralmente “risorgere” l’antico stadio romano davanti ai propri occhi.

Incontri gratuiti per i cittadini e l’incanto del Planetario

Non mancano le chicche riservate ai possessori della MIC Card (il circuito aMICi). Tra queste, spicca la visita di mercoledì 19 agosto ai Musei Capitolini dedicata al misterioso “Mondo funerario degli Etruschi”, o l’apertura straordinaria di Porta del Popolo (mercoledì 26 agosto), con accesso all’esclusiva terrazza panoramica affacciata sul Tridente.

E quando avrete finito di camminare tra le rovine del passato, non resterà che alzare gli occhi al cielo infinito. Il Planetario di Roma vi aspetta con un cartellone spaziale: dagli spettacoli suggestivi per innamorati (“Il cielo degli innamorati”, “La magia dell’aurora boreale”) fino alle avventure interattive del Dottor Stellarium dedicate esclusivamente allo stupore dei più piccoli. L’estate romana, insomma, non è mai stata così ricca di bellezza.

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Premio Heraclea, il forte appello dell’UGL: “La bellezza non basta, trasformiamo le eccellenze lucane in lavoro vero per i nostri giovani”

“La bellezza della nostra terra da sola non basta: dobbiamo trasformare la cultura e le nostre eccellenze in lavoro vero!”. 💼 🏛️ È il potente grido d’allarme lanciato da Pino Giordano (UGL Matera) durante la suggestiva serata del Premio Heraclea a Policoro. Dopo aver celebrato i dieci “talenti lucani” che brillano nel mondo, il sindacato ha sfidato la Regione Basilicata e i sindaci del Metapontino a fare rete per bloccare la fuga dei giovani. “La nostra vera vittoria sarà quando un ragazzo sceglierà di restare qui per costruire la sua famiglia”. Leggi l’intero intervento e dicci la tua nei commenti! 👇 🌄

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Premio Heraclea 2026

Policoro (MT) – C’è una Basilicata silenziosa, operosa e geniale che non si arrende allo spopolamento e che, con orgoglio, porta il nome della propria terra ai vertici nazionali e internazionali. Quando una regione riesce non solo a coltivare i propri talenti, ma a premiarli e a raccontarne le storie al grande pubblico, significa che quell’angolo d’Italia crede ancora, ostinatamente, nel proprio futuro. È questa l’anima profonda della XV edizione del Premio Heraclea, la prestigiosa kermesse svoltasi a Policoro, che ha celebrato la parte migliore della Lucania: quella del lavoro, dell’impresa e della cultura. Ma dietro i meritati riflettori della festa, si nasconde una sfida sociale cruciale per la sopravvivenza del territorio, lanciata con forza e lucidità da Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera.

Le dieci stelle lucane che illuminano l’Italia e il mondo

Il plauso del sindacalista va in primo luogo agli organizzatori, a partire dall’ideatore Mario Carlo Garrambone e dal presidente dell’Associazione Culturale Lucania Storica Novitalia, Francesco Calderaro. La serata (magistralmente condotta da Savino Zaba) non è stata un semplice show, ma un potente esercizio di identità e memoria. Sul palco si sono alternate dieci storie di straordinaria eccellenza: da Letizia Coviello (Group Tax Director di Prada) allo chef Giandomenico Caprioli, passando per Vinicio Vigilante (AD del GSE), il professor Oreste Buonomo, la professoressa Liliana Dell’Osso, il campione sportivo Donato Telesca, fino ad arrivare alla bellezza di Katia Buchicchio (prima Miss Italia lucana), al coraggio del giornalista Rai Nello Rega, ai traguardi del Potenza Calcio e all’inestimabile valore del Museo Archeologico Nazionale della Siritide. «Dieci dimostrazioni concrete – ha sottolineato Giordano – di quanto la Basilicata sappia esprimere competenze elevatissime. Rappresentano un esempio prezioso e insostituibile, soprattutto per i nostri ragazzi».

Dalla cultura all’economia: la grande sfida del Metapontino

Non è un caso che una manifestazione di caratura internazionale si sia svolta proprio a Policoro, città definita dal segretario UGL come «una delle realtà più dinamiche della provincia di Matera e dell’intero Metapontino». In quest’area baciata dalla fortuna geografica, convivono in perfetto equilibrio agricoltura d’eccellenza, turismo balneare, un immenso patrimonio archeologico legato alla Magna Grecia e una forte vocazione commerciale. È una ricchezza clamorosa, che ha pochi eguali in Italia. Ma, come avverte duramente il sindacato, «la bellezza da sola non basta. La bellezza deve diventare economia, l’economia deve farsi investimento, e quest’ultimo deve obbligatoriamente tradursi in lavoro stabile e qualificato». Non ci si può fermare alla celebrazione del talento: bisogna creare un ecosistema affinché nuovi talenti possano nascere e prosperare restando a casa propria.

L’appello alle istituzioni: “I giovani devono poter scegliere di restare”

In questo quadro così complesso, il ruolo della politica diventa fondamentale. Dal palco, davanti ai vertici regionali (tra cui Gianpiero Perri e Rita Orlando), Giordano ha rivolto un appello costruttivo ma perentorio alle istituzioni guidate dal Governatore Vito Bardi. Alla Regione si chiede una visione di lungo periodo e la capacità di non sprecare le storiche risorse del PNRR. «All’assessore regionale Cosimo Latronico riconosciamo l’importanza di tenere insieme salute e politiche sociali, perché lo sviluppo economico è inutile senza la garanzia di una qualità della vita dignitosa per le famiglie», ha ribadito il segretario UGL.

Il concetto di famiglia è al centro della visione sindacale: solo un giovane che trova un’occupazione stabile nella propria terra può permettersi di metter su famiglia. E una famiglia che resta in Basilicata significa scuole aperte, negozi vivi e un futuro garantito per i piccoli borghi delle aree interne.

Fare rete per non morire: il progetto per un’unica, grande provincia

La ricetta finale proposta dall’UGL è chiara: fare sistema. Matera, Policoro, Bernalda, Pisticci e tutti i comuni del circondario devono abbattere i campanilismi e fondersi in un unico, grande progetto di marketing territoriale e sviluppo industriale. Servono infrastrutture moderne, collegamenti rapidi e una promozione turistica congiunta. «Dobbiamo passare dalla Basilicata che perde giovani, rassegnata all’emigrazione, alla Basilicata che li trattiene, li forma e li valorizza», ha concluso Pino Giordano. «La vera vittoria, il nostro traguardo finale, lo raggiungeremo soltanto nel momento in cui un ragazzo lucano potrà finalmente affermare: qui non sono soltanto nato per caso, ma qui ho scelto deliberatamente di restare, per lavorare e costruire il futuro della mia famiglia».

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