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L’eredità di Ganira Pashayeva: studiosi da 23 Paesi a congresso sul mondo turco

Un evento culturale e geopolitico di proporzioni storiche e globali ha appena fatto registrare numeri da record! Si è concluso con uno straordinario ed enorme successo mediatico internazionale il primo grande congresso accademico interamente dedicato all’eredità intellettuale, politica e letteraria della grande figura azera Ganira Pashayeva. Oltre 200 studiosi e ricercatori universitari provenienti da ben 23 Paesi del mondo (Italia inclusa) si sono riuniti online per due giorni consecutivi, presentando oltre 200 relazioni. Tra forti emozioni (come il commovente intervento della sorella Kamala dalla tomba di Ganira) e dibattiti accesi, si è spaziato liberamente e profondamente dalla poesia antica fino ai modernissimi temi della diplomazia digitale, del ruolo delle donne leader e della cybersicurezza nel mondo turco. Un omaggio indimenticabile e fondamentale per la stabilità e la cultura asiatica!👇

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Ganira Pashayeva, congresso

Roma – Si è da pochissimo concluso con un successo di pubblico e critica a dir poco straordinario, al termine di un fittissimo e intenso programma accademico articolato in due lunghe giornate di lavori ininterrotti, lo storico Congresso internazionale dal titolo «Ganira Pashayeva e il mondo turco: letteratura, cultura, politica e ideale di unità». Questo eccezionale evento telematico, concepito, curato e dedicato interamente alla poliedrica figura e alla vastissima eredità intellettuale della defunta Ganira Pashayeva, rappresenta formalmente e storicamente il primo e imponente congresso accademico internazionale mai realizzato e incentrato esclusivamente sulla sua complessa persona. L’assise, organizzata magistralmente in modalità online dall’Unione degli Accademici Turchi nelle giornate del 27 e 28 settembre 2026, è riuscita nel titanico e lodevole intento di riunire attorno allo stesso tavolo virtuale oltre 200 studiosi di altissimo profilo, accademici stimati, ricercatori universitari, poeti, affermati scrittori e grandi personalità della cultura provenienti da ben 23 Paesi del mondo. L’obiettivo primario del vertice è stato quello di analizzare minuziosamente, attraverso le moderne e trasversali prospettive offerte da innumerevoli e diverse discipline accademiche, la vita privata, il pensiero politico e la sterminata eredità letteraria e culturale lasciata dalla Pashayeva, ricordata da tutti come eminente politica, brillante giornalista, prolifica scrittrice azera e, soprattutto, fiera e indomita sostenitrice degli interessi e dell’unità del mondo turco.

Un evento storico: 200 accademici uniti in 201 relazioni

In quanto primo e assoluto congresso accademico internazionale totalmente dedicato alla memoria di Ganira Pashayeva, l’evento ha fin da subito assunto e rivendicato una particolare, inestimabile e oggettiva rilevanza non solo sul piano puramente accademico, ma anche e soprattutto su quello culturale e prettamente storico.
I due giorni di intensi lavori congressuali hanno offerto la grandissima e preziosa opportunità di documentare formalmente, attraverso il rigoroso vaglio della ricerca scientifica internazionale, la sterminata molteplicità delle attività politiche e letterarie svolte in vita da Pashayeva. Al vertice hanno orgogliosamente e attivamente partecipato studiosi provenienti letteralmente da ogni angolo del globo: Azerbaigian, Turchia, Australia, Germania, Algeria, Inghilterra, India, Iran, Iraq, Svezia, Italia, Cipro del Nord, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Kosovo, Kirghizistan, Kazakistan, Malesia, Russia, Serbia, Turkmenistan, Uzbekistan e finanche dalla Grecia. Nel corso delle due fittissime giornate di lavoro sono state presentate e discusse complessivamente la bellezza di 201 relazioni accademiche, magistralmente articolate e suddivise in sette distinte sessioni tematiche parallele, a loro volta ospitate tecnicamente in cinque grandi sale virtuali. Il ricco programma scientifico ha avuto il grande pregio di coinvolgere numerosissimi ambiti del sapere umano, spaziando liberamente dalla pura letteratura alla sociologia, dalla storia antica alla moderna geopolitica, dalle relazioni internazionali all’economia, fino agli studi critici sulle donne e alla valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale.

Il toccante intervento di Kamala Pashayeva e i temi del dibattito

La solenne cerimonia inaugurale dell’evento, così come quella conclusiva, è stata curata e moderata impeccabilmente dal Prof. Dr. Vahap Tekin (responsabile di dipartimento presso la rinomata Dokuz Eylul University) e ha visto la partecipazione istituzionale di innumerevoli figure di spicco, tra cui il Prof. Associato Dr. Izzettin Ozpolat, Rashad Majid, Zeynel Beksach, Vugar Agayev e la Prof.ssa Associata Dr. Tarana Turan Rahimli, anima organizzativa del Congresso.
Tuttavia, uno dei momenti in assoluto più toccanti, densi di pathos e indelebili dell’intera cerimonia di apertura è stato indubbiamente il profondo intervento in diretta di Kamala Pashayeva, addolorata sorella dell’indimenticata Ganira. In un clima di sacro, palpabile e rispettoso silenzio, Kamala ha voluto pronunciare il suo accorato discorso collegandosi direttamente dalla tomba della sorella. Le sue personalissime e sentitissime riflessioni sulla straordinaria e faticosa vita, sulla dirompente personalità e sui ferrei e incrollabili valori morali lasciati in preziosa eredità da Ganira Pashayeva hanno suscitato una profondissima ondata di commozione generale tra tutti gli innumerevoli partecipanti collegati al congresso. Superato il fortissimo scoglio emotivo, i lavori sono poi entrati nel vivo delle questioni geopolitiche e disciplinari. Tra i principali macro-temi politici affrontati con rigore accademico figurano l’unità strutturale e l’identità profonda del mondo turco contemporaneo, le complesse dinamiche di diplomazia internazionale e di sicurezza militare, il fondamentale e ancora troppo trascurato ruolo delle donne e della forte leadership femminile, senza ovviamente tralasciare i complessi rapporti storici tra gli stessi Stati turcofoni e le complesse dinamiche geopolitiche in atto nell’Asia centrale, nel tanto discusso Caucaso meridionale, a Shusha e nel Karabakh.

Dalla letteratura antica all’educazione digitale e alla cybersicurezza

Uno degli elementi maggiormente distintivi, apprezzati e rivoluzionari di questo congresso è stata la formidabile e riuscita capacità organizzativa di mettere in un proficuo, costante e serrato dialogo gli studi linguistici classici di turcologia con le modernissime e spaventose problematiche legate alla tecnologia odierna.
La ricerca meticolosa nel vasto campo della letteratura e della cultura linguistica ha costituito senza dubbio una delle colonne portanti della rassegna: sono stati finemente analizzati i viscerali temi della patria natia, della figura salvifica della madre, del ruolo nevralgico della donna, dell’identità storica e dell’idea unitaria del mondo turco, tutti concetti rintracciabili copiosamente nelle bellissime poesie e nelle opere letterarie pubblicate in vita da Ganira Pashayeva. Il fitto programma ha permesso di approfondire capisaldi della cultura locale come il Libro di Dede Korkut, i proverbi antichissimi, i racconti aghisci e la storia delle tradizioni orali uzbeke e turkmene. Ma la vera modernità del pensiero di Pashayeva ha permesso agli studiosi di spingersi e sbilanciarsi coraggiosamente anche su terreni di grandissima, urgente e dibattuta attualità tecnologica mondiale. È stato infatti lasciato ampio e libero spazio all’analisi spietata dell’impatto dell’intelligenza artificiale nel moderno mondo dell’educazione giovanile, alle insidie sempre più frequenti della formazione online e della diplomazia digitale nell’era caotica dei social media, arrivando a toccare temi sensibili e cruciali per i governi moderni come la protezione globale delle informazioni sensibili, l’implementazione della cybersicurezza nazionale e la vitale necessità di garantire la totale sovranità tecnologica ai Paesi in via di forte e rapido sviluppo.

Il successo mediatico globale e la poesia finale di chiusura

L’altissimo livello e il respiro profondamente globale del vertice si sono inevitabilmente e felicemente riflessi nell’enorme e capillare eco mediatica che ha accompagnato la manifestazione fin dalle sue primissime battute organizzative.
Centinaia di lusinghieri articoli, accurati reportage e lunghe interviste esclusive sull’evento sono stati pubblicati, trasmessi e diffusi da importantissime emittenti televisive, blasonate testate giornalistiche online e innumerevoli piattaforme mediatiche in innumerevoli Paesi del mondo. Le informazioni dettagliate sul congresso sono rimbalzate velocemente sulle prime pagine di Azerbaigian, Turchia, Macedonia del Nord, Italia, Pakistan, Albania, Germania, Belgio, Inghilterra, Paesi Bassi, spingendosi addirittura fino in Giappone e in Kenya. A sancire e sigillare definitivamente l’enorme successo culturale della due giorni di studi è stata la solenne e affollata cerimonia di chiusura, animata dagli autorevoli interventi del Prof. Ozpolat, di Shemseddin Kuzechi e dei tanti validissimi membri del Comitato Organizzatore. Il sipario virtuale su questo immenso summit diplomatico e letterario si è chiuso definitivamente in maniera dolcissima e poetica, con la commossa, sentita e vibrante recitazione pubblica della poesia “Così si vive la vita”. Un’opera delicata e struggente, scritta e dedicata dal profondo del cuore dalla professoressa Tarana Turan Rahimli alla gloriosa memoria dell’amica Ganira Pashayeva, la cui eredità (come ricordano i trionfali e roboanti titoli della stampa internazionale e turca) non è affatto un mero e sterile reperto appartenente al passato, ma un luminoso, solido e inestimabile faro guida per le future generazioni del mondo turco.

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1. Il canto arcaico delle onde e della terra: a Roma il Festival Popolare Italiano accende la memoria del Mediterraneo tra corde, ritti e rinascite dell’anima

Il fascino e la magia della musica world e folk rivivono a Roma con la XIII edizione del Festival Popolare Italiano al Museo degli Strumenti Musicali. Cinque sabati indimenticabili tra ritmi salentini, canti calabresi, arpe migranti e ballate celtiche per riscoprire l’anima autentica e i suoni perduti del nostro Mediterraneo 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Esistono melodie capaci di viaggiare nel tempo, di attraversare i secoli aggrappate allo scafo di una barca o nascoste nelle tasche di un viandante, per poi esplodere all’improvviso e stringerci il cuore. Sono le note della tradizione, quelle che non hanno bisogno di spartiti perché sono scritte direttamente nella carne e nella memoria profonda di un popolo. Ascoltarle significa mettersi in viaggio lungo le coste battute dal vento del Mediterraneo, riscoprendo un legame ancestrale che unisce le sponde del Sud Italia a terre lontane, trasformando ogni singolo accordo in un abbraccio tra culture diverse e in una cura per le nostre solitudini moderne.

Questa straordinaria e intima vibrazione emotiva si appresta a invadere le sale del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, che dal 10 ottobre al 5 dicembre 2026 ospiterà la attesissima XIII edizione del Festival Popolare Italiano. Inserita nella splendida cornice della rassegna “Mondi Sonori” e diretta con immutata passione dal polistrumentista e compositore Stefano Saletti, la manifestation porterà sul palco cinque concerti unici, tutti programmati alle ore 17.30. Con un biglietto d’ingresso di soli 6 euro, i visitatori avranno la preziosa opportunità di perdersi tra le sale espositive del museo prima di lasciarsi cullare da canti rituali, nenie arcaiche e ritmi travolgenti.

L’inizio del viaggio tra i venti di Calabria e le brughiere d’Irlanda

L’inaugurazione della rassegna, fissata per sabato 10 ottobre 2026, sarà affidata alle note struggenti di Malutempu, un progetto visionario concepito dal polistrumentista e produttore Antonio Olivo. La sua musica è un ricamo finissimo che intreccia la tradizione orale calabrese con le moderne sonorità contemporanee, muovendosi tra composizioni strumentali e narrazioni dal forte sapore simbolico. Sul palco, ad accompagnare il maestro, salirà un ensemble di anime vibranti composto da Domenico Ierardi alla fisarmonica, Giovanni Squillacioti alle percussioni, Antonio Petitto al basso, Francesco Denaro alla lira calabrese e la magnetica voce di Marzia Ruggieri, capace di trasformare ogni testo in pura interpretazione scenica.

Il fine settimana successivo, sabato 17 ottobre 2026, l’festival accoglierà la cantautrice irlandese Bronagh Slevin, una straordinaria artista che ha scelto la Sicilia come sua terra d’adozione. Con il suo primo album solista intitolato Rewilding, la musicista esplora il punto di contatto esatto in cui le radici celtiche si fondono con i respiri caldi del Mediterraneo. Accompagnata dal violoncello e dal sottile fischio del thin whistle, la Slevin canterà storie di sradicamento, appartenenza e disincantata rinascita, affiancata da José Marano al flauto, Riccardo Gerbino alle tabla e Francesco Cerra alla chitarra.

Le mille sfumature dell’amore e i canti della terra ferita

Novembre aprirà le sue porte all’intensità drammatica di una delle voci più potenti e amate della world music europea: Maria Mazzotta. Nella giornata di sabato 7 novembre 2026, la cantante salentina, supportata dalla sensibile fisarmonica di Antonino De Luca, porterà in scena l’acclamato spettacolo Amoreamaro. Sarà un viaggio senza filtri né censure attraverso i mille volti del sentimento amoroso vissuto e raccontato dal punto di vista femminile, dove la tenderness più dolce si mescola inevitabilmente al dolore più cupo, spaziando con disarmante naturalezza dagli stornelli pugliesi alle ritmiche incalzanti delle tradizioni balcaniche.

Le sponde del meridione e il gran finale

I suoni del nostro meridione torneranno a dialogare tra loro sabato 14 novembre 2026 grazie alla Banda del Sud, un’orchestra straordinaria che presenterà il progetto Tracce Mediterranee. Nato sotto l’egida del Festival Ethnos e premiato dal Ministero della Cultura, questo ensemble riunisce musicisti e cantori d’eccezione provenienti da diverse regioni, sotto la regia visionaria di Gigi Di Luca. Il gruppo darà vita a un ricco intreccio di canti di lavoro, invocazioni sciamaniche e danze arcaiche, dimostrando che il passato può trasformarsi in una splendida scrittura contemporanea.

A chiudere questo cerchio magico di storie e canzoni saranno, infine, sabato 5 dicembre 2026, due straordinarie interpreti: Giuliana De Donno e Gabriella Aiello con lo spettacolo Arpicedda. Il concerto è un omaggio commovente alla leggendaria epopea degli arpisti girovaghi di Viggiano, musicisti migranti della Basilicata che fin dal Settecento giravano le Americhe con una piccola arpa portativa. Attraverso racconti e l’uso di un rarissimo esemplare originale recentemente restaurato, il duo ridarà vita a pastorali, valzer, serenate e antiche arie d’opera.

Nato nel 2015 all’interno del centro di accoglienza Baobab di Roma come simbolo di fratellanza e accoglienza, il Festival Popolare Italiano conferma la sua natura profondamente umana. Oggi, inserito nel programma di valorizzazione museale diretto da Luca Mercuri e ideato da Sonia Martone, questo evento dimostra che la musica dei popoli non è un reperto da polveroso museo, ma un organismo vivo che continua a parlarci, a farci piangere e a farci ballare, ricordandoci chi siamo e da dove veniamo.

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Il battito puro della natura nel cuore di Roma: con “Super Fra” la Giornata Mondiale degli Animali diventa una favola green a misura di bambino per riscoprire il valore del Creato

La magia della natura invade Roma con l’evento gratuito “Super Fra e la vera magia: il creato ci fa grandi” al Talenti Village. Una domenica speciale tra educazione cinofila, spettacoli di magia ecologica, laboratori creativi e truccabimbi per festeggiare insieme ai nostri amici a quattro zampe. Scopri il programma completo della giornata dedicata al Creato 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Immaginate lo stupore negli occhi di un bambino che stringe la zampa del suo cane, scoprendo in quel piccolo gesto silenzioso il legame più antico e sincero del mondo. Esiste una connessione invisibile e potente che ci unisce a ogni creatura vivente, un filo sottile che parla di rispetto, cura e amore incondizionato. Custodire questo pianeta e proteggere le anime a quattro zampe che lo popolano insieme a noi non è semplicemente un obbligo da adulti, ma un’eredità emotiva e un valore fondamentale che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni, seminando bellezza nel loro futuro.

Proprio per celebrare questa unione profonda e festeggiare il ritorno della storica ricorrenza dedicata a San Francesco d’Assisi, gli spazi del Centro Commerciale Talenti Village si preparano a cambiare pelle. Dalle ore 11:00 alle ore 19:00, la struttura di via della Bufalotta 548 si trasformerà in un vero e proprio villaggio a chilometro zero: un’oasi di sostenibilità a ingresso completamente gratuito, dove le famiglie e i loro storici amici pelosi potranno vivere una giornata intrisa di emozioni, gioco e condivisione.

Super Fra e la magia dell’empatia: un eroe moderno ispirato al Santo

Il cuore pulsante di questa splendida avventura sarà Super Fra, un personaggio straordinario interamente ispirato alle gesta e all’amore universale del Santo di Assisi. Con il suo sorriso e la sua energia travolgente, questa figura guiderà i più piccoli e farà riflettere i grandi, ricordando a tutti che la vera grandezza risiede nella capacità di ascoltare e proteggere il Creato. Attorno a lui prenderà vita un programma ricchissimo di eventi, spettacoli e laboratori creativi realizzati in collaborazione con realtà d’eccellenza come Vitakraft, Lisciani Giochi e il Gruppo Satur Passione Casa.

L’educazione cinofila e il benessere animale avranno un ruolo centrale grazie alla presenza degli esperti dell’associazione Animali in Famiglia. I visitatori che varcheranno la soglia del villaggio insieme ai propri compagni a quattro zampe potranno ricevere preziosi consigli personalizzati e assistere alle dimostrazioni di professionisti del settore: Andrea Calì mostrerà l’incredibile intesa con il celebre cane attore Maui, mentre Fabrizio Innocenzi scenderà in campo con la sua splendida Kira per attivare percorsi educativi basati sulla dolcezza e sulla comprensione reciproca.

Spettacoli mozzafiato e storie che scaldano il cuore dei più piccoli

La meraviglia proseguirà con i laboratori didattici “Racconti e favole del Bosco” curati dal Lis Team Rock’et, la cartoon band più inclusiva del panorama attuale. Attraverso le loro creazioni uniche e le favole incentrate sul rispetto dell’ambiente, i bambini impareranno a guardare la natura con occhi nuovi. Sul fronte dell’intrattenimento puro, l’incredibile Mago SuperAle lascerà tutti a bocca aperta con una performance magica interamente dedicata al valore autentico degli animali, celebrando la loro intelligenza e ricordando il rispetto quotidiano che spetta loro di diritto.

Accanto a lui, il bravissimo prestigiatore Auro Cardillo metterà in scena numeri mozzafiato dedicati all’ecologia e al riciclo creativo. Il suo messaggio arriverà forte e chiaro al cuore del pubblico: saper riutilizzare le risorse che la Terra ci offre è la forma di magia più potente e concreta che abbiamo a disposizione per salvare il nostro pianeta dall’indifferenza. Ogni trucco diventerà così una piccola grande lezione di vita da custodire gelosamente.

Un angolo di ricordi da dipingere sul viso e sfogliare insieme

Le emozioni della giornata troveranno spazio anche in un’area speciale interamente dedicata alla letteratura per gli amanti della natura, un angolo intimo dove scoprire i migliori libri pet per approfondire il rapporto con i propri compagni di vita. Le famiglie avranno inoltre a disposizione un set fotografico professionale per immortalare e rendere eterni i momenti di gioia vissuti insieme all’interno del villaggio, creando un ricordo indelebile di questa festa della natura e degli animali.

Per i più piccoli non mancheranno le postazioni di trucco artistico, dove abili animatori dipingeranno sui loro volti i tratti del proprio animale preferito, trasformando ogni bambino nel fiero ambasciatore di una creatura della Terra. Una carezza all’anima, un inno alla gioia e alla sostenibilità per riscoprire la bellezza profonda del nostro legame con l’ambiente, dimostrando che quando il Creato si fa grande, anche i nostri cuori si aprono alla speranza di un mondo migliore.

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Violenza nelle scuole e bullismo, a Napoli il vertice formativo al Maschio Angioino

La preoccupante e crescente piaga sociale della violenza nelle aule scolastiche richiede interventi mirati e urgenti! Per questo motivo, mercoledì 14 ottobre 2026 (dalle ore 11:00 alle 13:00) la splendida cornice della Sala dei Baroni al Maschio Angioino di Napoli ospiterà un importantissimo vertice dal titolo “La gestione della violenza all’interno delle scuole italiane”. Abbandonato il vecchio formato della conferenza frontale e passiva, l’incontro si trasformerà in un modernissimo e interattivo laboratorio dove gli studenti si confronteranno a viso aperto con docenti, Forze dell’Ordine e psicologi per combattere bullismo, cyberbullismo e disagi giovanili. L’evento, promosso tra gli altri da La Voce della Scuola e AIMC, ha anche valore per la formazione dei docenti con esonero certificato dal servizio scolastico!👇

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Locandina evento Napoli

Napoli – L’ormai dilagante, allarmante e diffusissimo fenomeno della violenza all’interno delle aule scolastiche italiane è diventato, anno dopo anno, un’autentica emergenza sociale, culturale ed educativa che non può più essere ignorata, sottovalutata o affrontata in maniera superficiale. Per provare a rispondere in maniera seria, strutturata, concreta e multidisciplinare a questa grandissima sfida generazionale, la splendida città partenopea si appresta a ospitare un evento istituzionale di altissimo profilo. Il prossimo mercoledì 14 ottobre 2026, dalle ore 11:00 fino alle 13:00, la maestosa e prestigiosa cornice storica della Sala dei Baroni, situata all’interno del celeberrimo Maschio Angioino a Napoli, diventerà il teatro principale e operativo di un importantissimo incontro dal titolo inequivocabile: “La gestione della violenza all’interno delle scuole italiane”. Questa vitale, complessa e necessaria iniziativa pubblica, che mira a mettere proficuamente in rete attiva gli studenti, le famiglie, il personale scolastico, le massime istituzioni territoriali, i professionisti della salute mentale e le forze dell’ordine, è stata coraggiosamente e attivamente promossa dalle organizzazioni La Voce della Scuola, OggiScuola, Unischia e FederIstruzione, godendo inoltre della fondamentale e preziosissima collaborazione tecnica della storica AIMC – Associazione Italiana Maestri Cattolici.

Non la solita conferenza: un laboratorio interattivo con i giovani

L’elemento maggiormente innovativo, qualificante e interessante dell’intera iniziativa in programma al Maschio Angioino risiede senza dubbio nella modernissima, intelligente e accattivante formula comunicativa prescelta dagli stessi e sapienti organizzatori per l’evento partenopeo.
L’incontro di Napoli è stato infatti specificamente e accuratamente concepito e strutturato per superare di slancio il vecchio, passivo e ormai desueto e tradizionale modello della “conferenza frontale e accademica” (spesso vissuta dai giovani come noiosa e lontana dalla realtà). Al suo posto prenderà vita un vero e proprio format laboratoriale aperto e costantemente interattivo. I veri e assoluti protagonisti della mattinata formativa saranno infatti proprio loro, i giovani studenti, che verranno chiamati in causa per svolgere un importantissimo e vitale ruolo attivo durante l’intera durata del dibattito, attraverso una precisa sequenza metodologica e operativa strutturata in cinque fasi ben distinte: Caso Concreto, Domanda aperta, Confronto diretto, Analisi strutturata e Proposta finale. I ragazzi avranno così l’opportunità reale, tangibile e unica di proporre coraggiosamente testimonianze dirette di vissuti scolastici, analizzare freddamente situazioni critiche ricorrenti, interfacciarsi liberamente e apertamente con i professionisti esperti del settore presenti in sala e formulare, infine, delle proposte risolutive estremamente concrete e applicabili. L’ascolto diretto e senza filtri istituzionali di chi vive quotidianamente e in prima persona le complesse dinamiche scolastiche rappresenta un punto di partenza imprescindibile, vitale e irrinunciabile per poter costruire insieme ambienti educativi che siano realmente sani, sicuri e totalmente inclusivi.

Prevenire il disagio giovanile: le macro-tematiche centrali

Il ricco, denso e delicato programma di questa importantissima mattinata di lavori napoletana coprirà a trecentosessanta gradi tutte le più gravi ed esplosive e sfaccettate ramificazioni del disagio giovanile e del fenomeno violento in ambito scolastico.
Tra i numerosissimi, complessi e scottanti temi inseriti rigidamente nell’ordine del giorno, si dedicherà grandissimo spazio di manovra e approfondimento alle sempre più diffuse dinamiche di violenza prettamente fisica, ma anche a quelle più subdole e invisibili legate alla violenza puramente verbale e psicologica (fenomeni devastanti che lasciano ferite interiori cicatrizzate per anni). Verrà affrontato in maniera analitica e severa il mostro dilagante del bullismo e, soprattutto, della sua ancora più spietata declinazione digitale: il cyberbullismo perpetrato selvaggiamente sui social network attraverso i moderni smartphone. Si discuterà apertamente delle corrette e ottimali metodologie psicologiche necessarie per poter finalmente gestire e disinnescare sul nascere la rabbiosa e istintiva aggressività adolescenziale e i frequentissimi e degenerativi conflitti orizzontali e accesi tra i pari. Inoltre, verrà posta la massima e rigorosa attenzione clinica sulla fondamentale individuazione precoce dei piccoli, quasi invisibili segnali silenti del disagio psicologico nei ragazzi, sulle corrette, celeri e sicure procedure formali di segnalazione tempestiva e sulle tutele imprescindibili e assolute da garantire rigorosamente e prontamente a chi trova il grandissimo, ammirevole e faticoso coraggio civile di denunciare pubblicamente gli inaccettabili soprusi scolastici di cui è vittima o testimone.

Rete di responsabilità condivisa e validità per la formazione docenti

Il messaggio finale, culturale e politico più importante, solido e inequivocabile che l’intero summit campano intende fortemente trasmettere alla cittadinanza e al Paese è un richiamo esplicito alla grande responsabilità collettiva.
La complessa e delicata gestione della violenza tra i banchi di scuola non può e non deve in alcun modo essere delegata o affidata in maniera semplicistica o esclusiva alle singole e già sovraccaricate istituzioni scolastiche. I genitori e le intere famiglie degli alunni, il corpo docente e direttivo scolastico, i servizi sociali del territorio comunale e le Forze dell’Ordine territoriali devono assolutamente e sinergicamente imparare a comunicare tempestivamente e correre tutti uniti e velocemente nella medesima e costruttiva direzione civica per isolare e colpire in modo educativo ma severo la devianza. L’appuntamento di Napoli, infine, non sarà soltanto una lodevole e necessaria e alta opera divulgativa civica, ma gode anche di un rilevantissimo, prestigioso e ambito riconoscimento formale e burocratico a livello nazionale e ministeriale. L’intera iniziativa, realizzata come detto in strettissima e lodevole collaborazione con la storica e accreditata AIMC, è inquadrata ufficialmente dal Ministero in quanto vanta reale e certificata valenza formativa in base alla Direttiva M.I.M. numero 170/2016. Di conseguenza, la preziosa presenza formale e garantita al corso darà assolutamente diritto e facoltà a tutto l’interessato personale scolastico in servizio attivo, in possesso dei requisiti e dei relativi permessi previsti dalle leggi attuali, di richiedere e ottenere regolarmente il regolare e retribuito esonero lavorativo per l’intera giornata e le ore corrispondenti. Al termine dei complessi e densissimi lavori mattutini, verrà regolarmente rilasciato a tutti gli insegnanti iscritti il doveroso e richiestissimo attestato ufficiale di partecipazione formale.

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