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Violenza nelle scuole e bullismo, a Napoli il vertice formativo al Maschio Angioino

La preoccupante e crescente piaga sociale della violenza nelle aule scolastiche richiede interventi mirati e urgenti! Per questo motivo, mercoledì 14 ottobre 2026 (dalle ore 11:00 alle 13:00) la splendida cornice della Sala dei Baroni al Maschio Angioino di Napoli ospiterà un importantissimo vertice dal titolo “La gestione della violenza all’interno delle scuole italiane”. Abbandonato il vecchio formato della conferenza frontale e passiva, l’incontro si trasformerà in un modernissimo e interattivo laboratorio dove gli studenti si confronteranno a viso aperto con docenti, Forze dell’Ordine e psicologi per combattere bullismo, cyberbullismo e disagi giovanili. L’evento, promosso tra gli altri da La Voce della Scuola e AIMC, ha anche valore per la formazione dei docenti con esonero certificato dal servizio scolastico!👇

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Locandina evento Napoli

Napoli – L’ormai dilagante, allarmante e diffusissimo fenomeno della violenza all’interno delle aule scolastiche italiane è diventato, anno dopo anno, un’autentica emergenza sociale, culturale ed educativa che non può più essere ignorata, sottovalutata o affrontata in maniera superficiale. Per provare a rispondere in maniera seria, strutturata, concreta e multidisciplinare a questa grandissima sfida generazionale, la splendida città partenopea si appresta a ospitare un evento istituzionale di altissimo profilo. Il prossimo mercoledì 14 ottobre 2026, dalle ore 11:00 fino alle 13:00, la maestosa e prestigiosa cornice storica della Sala dei Baroni, situata all’interno del celeberrimo Maschio Angioino a Napoli, diventerà il teatro principale e operativo di un importantissimo incontro dal titolo inequivocabile: “La gestione della violenza all’interno delle scuole italiane”. Questa vitale, complessa e necessaria iniziativa pubblica, che mira a mettere proficuamente in rete attiva gli studenti, le famiglie, il personale scolastico, le massime istituzioni territoriali, i professionisti della salute mentale e le forze dell’ordine, è stata coraggiosamente e attivamente promossa dalle organizzazioni La Voce della Scuola, OggiScuola, Unischia e FederIstruzione, godendo inoltre della fondamentale e preziosissima collaborazione tecnica della storica AIMC – Associazione Italiana Maestri Cattolici.

Non la solita conferenza: un laboratorio interattivo con i giovani

L’elemento maggiormente innovativo, qualificante e interessante dell’intera iniziativa in programma al Maschio Angioino risiede senza dubbio nella modernissima, intelligente e accattivante formula comunicativa prescelta dagli stessi e sapienti organizzatori per l’evento partenopeo.
L’incontro di Napoli è stato infatti specificamente e accuratamente concepito e strutturato per superare di slancio il vecchio, passivo e ormai desueto e tradizionale modello della “conferenza frontale e accademica” (spesso vissuta dai giovani come noiosa e lontana dalla realtà). Al suo posto prenderà vita un vero e proprio format laboratoriale aperto e costantemente interattivo. I veri e assoluti protagonisti della mattinata formativa saranno infatti proprio loro, i giovani studenti, che verranno chiamati in causa per svolgere un importantissimo e vitale ruolo attivo durante l’intera durata del dibattito, attraverso una precisa sequenza metodologica e operativa strutturata in cinque fasi ben distinte: Caso Concreto, Domanda aperta, Confronto diretto, Analisi strutturata e Proposta finale. I ragazzi avranno così l’opportunità reale, tangibile e unica di proporre coraggiosamente testimonianze dirette di vissuti scolastici, analizzare freddamente situazioni critiche ricorrenti, interfacciarsi liberamente e apertamente con i professionisti esperti del settore presenti in sala e formulare, infine, delle proposte risolutive estremamente concrete e applicabili. L’ascolto diretto e senza filtri istituzionali di chi vive quotidianamente e in prima persona le complesse dinamiche scolastiche rappresenta un punto di partenza imprescindibile, vitale e irrinunciabile per poter costruire insieme ambienti educativi che siano realmente sani, sicuri e totalmente inclusivi.

Prevenire il disagio giovanile: le macro-tematiche centrali

Il ricco, denso e delicato programma di questa importantissima mattinata di lavori napoletana coprirà a trecentosessanta gradi tutte le più gravi ed esplosive e sfaccettate ramificazioni del disagio giovanile e del fenomeno violento in ambito scolastico.
Tra i numerosissimi, complessi e scottanti temi inseriti rigidamente nell’ordine del giorno, si dedicherà grandissimo spazio di manovra e approfondimento alle sempre più diffuse dinamiche di violenza prettamente fisica, ma anche a quelle più subdole e invisibili legate alla violenza puramente verbale e psicologica (fenomeni devastanti che lasciano ferite interiori cicatrizzate per anni). Verrà affrontato in maniera analitica e severa il mostro dilagante del bullismo e, soprattutto, della sua ancora più spietata declinazione digitale: il cyberbullismo perpetrato selvaggiamente sui social network attraverso i moderni smartphone. Si discuterà apertamente delle corrette e ottimali metodologie psicologiche necessarie per poter finalmente gestire e disinnescare sul nascere la rabbiosa e istintiva aggressività adolescenziale e i frequentissimi e degenerativi conflitti orizzontali e accesi tra i pari. Inoltre, verrà posta la massima e rigorosa attenzione clinica sulla fondamentale individuazione precoce dei piccoli, quasi invisibili segnali silenti del disagio psicologico nei ragazzi, sulle corrette, celeri e sicure procedure formali di segnalazione tempestiva e sulle tutele imprescindibili e assolute da garantire rigorosamente e prontamente a chi trova il grandissimo, ammirevole e faticoso coraggio civile di denunciare pubblicamente gli inaccettabili soprusi scolastici di cui è vittima o testimone.

Rete di responsabilità condivisa e validità per la formazione docenti

Il messaggio finale, culturale e politico più importante, solido e inequivocabile che l’intero summit campano intende fortemente trasmettere alla cittadinanza e al Paese è un richiamo esplicito alla grande responsabilità collettiva.
La complessa e delicata gestione della violenza tra i banchi di scuola non può e non deve in alcun modo essere delegata o affidata in maniera semplicistica o esclusiva alle singole e già sovraccaricate istituzioni scolastiche. I genitori e le intere famiglie degli alunni, il corpo docente e direttivo scolastico, i servizi sociali del territorio comunale e le Forze dell’Ordine territoriali devono assolutamente e sinergicamente imparare a comunicare tempestivamente e correre tutti uniti e velocemente nella medesima e costruttiva direzione civica per isolare e colpire in modo educativo ma severo la devianza. L’appuntamento di Napoli, infine, non sarà soltanto una lodevole e necessaria e alta opera divulgativa civica, ma gode anche di un rilevantissimo, prestigioso e ambito riconoscimento formale e burocratico a livello nazionale e ministeriale. L’intera iniziativa, realizzata come detto in strettissima e lodevole collaborazione con la storica e accreditata AIMC, è inquadrata ufficialmente dal Ministero in quanto vanta reale e certificata valenza formativa in base alla Direttiva M.I.M. numero 170/2016. Di conseguenza, la preziosa presenza formale e garantita al corso darà assolutamente diritto e facoltà a tutto l’interessato personale scolastico in servizio attivo, in possesso dei requisiti e dei relativi permessi previsti dalle leggi attuali, di richiedere e ottenere regolarmente il regolare e retribuito esonero lavorativo per l’intera giornata e le ore corrispondenti. Al termine dei complessi e densissimi lavori mattutini, verrà regolarmente rilasciato a tutti gli insegnanti iscritti il doveroso e richiestissimo attestato ufficiale di partecipazione formale.

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L’eredità di Ganira Pashayeva: studiosi da 23 Paesi a congresso sul mondo turco

Un evento culturale e geopolitico di proporzioni storiche e globali ha appena fatto registrare numeri da record! Si è concluso con uno straordinario ed enorme successo mediatico internazionale il primo grande congresso accademico interamente dedicato all’eredità intellettuale, politica e letteraria della grande figura azera Ganira Pashayeva. Oltre 200 studiosi e ricercatori universitari provenienti da ben 23 Paesi del mondo (Italia inclusa) si sono riuniti online per due giorni consecutivi, presentando oltre 200 relazioni. Tra forti emozioni (come il commovente intervento della sorella Kamala dalla tomba di Ganira) e dibattiti accesi, si è spaziato liberamente e profondamente dalla poesia antica fino ai modernissimi temi della diplomazia digitale, del ruolo delle donne leader e della cybersicurezza nel mondo turco. Un omaggio indimenticabile e fondamentale per la stabilità e la cultura asiatica!👇

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Ganira Pashayeva, congresso

Roma – Si è da pochissimo concluso con un successo di pubblico e critica a dir poco straordinario, al termine di un fittissimo e intenso programma accademico articolato in due lunghe giornate di lavori ininterrotti, lo storico Congresso internazionale dal titolo «Ganira Pashayeva e il mondo turco: letteratura, cultura, politica e ideale di unità». Questo eccezionale evento telematico, concepito, curato e dedicato interamente alla poliedrica figura e alla vastissima eredità intellettuale della defunta Ganira Pashayeva, rappresenta formalmente e storicamente il primo e imponente congresso accademico internazionale mai realizzato e incentrato esclusivamente sulla sua complessa persona. L’assise, organizzata magistralmente in modalità online dall’Unione degli Accademici Turchi nelle giornate del 27 e 28 settembre 2026, è riuscita nel titanico e lodevole intento di riunire attorno allo stesso tavolo virtuale oltre 200 studiosi di altissimo profilo, accademici stimati, ricercatori universitari, poeti, affermati scrittori e grandi personalità della cultura provenienti da ben 23 Paesi del mondo. L’obiettivo primario del vertice è stato quello di analizzare minuziosamente, attraverso le moderne e trasversali prospettive offerte da innumerevoli e diverse discipline accademiche, la vita privata, il pensiero politico e la sterminata eredità letteraria e culturale lasciata dalla Pashayeva, ricordata da tutti come eminente politica, brillante giornalista, prolifica scrittrice azera e, soprattutto, fiera e indomita sostenitrice degli interessi e dell’unità del mondo turco.

Un evento storico: 200 accademici uniti in 201 relazioni

In quanto primo e assoluto congresso accademico internazionale totalmente dedicato alla memoria di Ganira Pashayeva, l’evento ha fin da subito assunto e rivendicato una particolare, inestimabile e oggettiva rilevanza non solo sul piano puramente accademico, ma anche e soprattutto su quello culturale e prettamente storico.
I due giorni di intensi lavori congressuali hanno offerto la grandissima e preziosa opportunità di documentare formalmente, attraverso il rigoroso vaglio della ricerca scientifica internazionale, la sterminata molteplicità delle attività politiche e letterarie svolte in vita da Pashayeva. Al vertice hanno orgogliosamente e attivamente partecipato studiosi provenienti letteralmente da ogni angolo del globo: Azerbaigian, Turchia, Australia, Germania, Algeria, Inghilterra, India, Iran, Iraq, Svezia, Italia, Cipro del Nord, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Kosovo, Kirghizistan, Kazakistan, Malesia, Russia, Serbia, Turkmenistan, Uzbekistan e finanche dalla Grecia. Nel corso delle due fittissime giornate di lavoro sono state presentate e discusse complessivamente la bellezza di 201 relazioni accademiche, magistralmente articolate e suddivise in sette distinte sessioni tematiche parallele, a loro volta ospitate tecnicamente in cinque grandi sale virtuali. Il ricco programma scientifico ha avuto il grande pregio di coinvolgere numerosissimi ambiti del sapere umano, spaziando liberamente dalla pura letteratura alla sociologia, dalla storia antica alla moderna geopolitica, dalle relazioni internazionali all’economia, fino agli studi critici sulle donne e alla valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale.

Il toccante intervento di Kamala Pashayeva e i temi del dibattito

La solenne cerimonia inaugurale dell’evento, così come quella conclusiva, è stata curata e moderata impeccabilmente dal Prof. Dr. Vahap Tekin (responsabile di dipartimento presso la rinomata Dokuz Eylul University) e ha visto la partecipazione istituzionale di innumerevoli figure di spicco, tra cui il Prof. Associato Dr. Izzettin Ozpolat, Rashad Majid, Zeynel Beksach, Vugar Agayev e la Prof.ssa Associata Dr. Tarana Turan Rahimli, anima organizzativa del Congresso.
Tuttavia, uno dei momenti in assoluto più toccanti, densi di pathos e indelebili dell’intera cerimonia di apertura è stato indubbiamente il profondo intervento in diretta di Kamala Pashayeva, addolorata sorella dell’indimenticata Ganira. In un clima di sacro, palpabile e rispettoso silenzio, Kamala ha voluto pronunciare il suo accorato discorso collegandosi direttamente dalla tomba della sorella. Le sue personalissime e sentitissime riflessioni sulla straordinaria e faticosa vita, sulla dirompente personalità e sui ferrei e incrollabili valori morali lasciati in preziosa eredità da Ganira Pashayeva hanno suscitato una profondissima ondata di commozione generale tra tutti gli innumerevoli partecipanti collegati al congresso. Superato il fortissimo scoglio emotivo, i lavori sono poi entrati nel vivo delle questioni geopolitiche e disciplinari. Tra i principali macro-temi politici affrontati con rigore accademico figurano l’unità strutturale e l’identità profonda del mondo turco contemporaneo, le complesse dinamiche di diplomazia internazionale e di sicurezza militare, il fondamentale e ancora troppo trascurato ruolo delle donne e della forte leadership femminile, senza ovviamente tralasciare i complessi rapporti storici tra gli stessi Stati turcofoni e le complesse dinamiche geopolitiche in atto nell’Asia centrale, nel tanto discusso Caucaso meridionale, a Shusha e nel Karabakh.

Dalla letteratura antica all’educazione digitale e alla cybersicurezza

Uno degli elementi maggiormente distintivi, apprezzati e rivoluzionari di questo congresso è stata la formidabile e riuscita capacità organizzativa di mettere in un proficuo, costante e serrato dialogo gli studi linguistici classici di turcologia con le modernissime e spaventose problematiche legate alla tecnologia odierna.
La ricerca meticolosa nel vasto campo della letteratura e della cultura linguistica ha costituito senza dubbio una delle colonne portanti della rassegna: sono stati finemente analizzati i viscerali temi della patria natia, della figura salvifica della madre, del ruolo nevralgico della donna, dell’identità storica e dell’idea unitaria del mondo turco, tutti concetti rintracciabili copiosamente nelle bellissime poesie e nelle opere letterarie pubblicate in vita da Ganira Pashayeva. Il fitto programma ha permesso di approfondire capisaldi della cultura locale come il Libro di Dede Korkut, i proverbi antichissimi, i racconti aghisci e la storia delle tradizioni orali uzbeke e turkmene. Ma la vera modernità del pensiero di Pashayeva ha permesso agli studiosi di spingersi e sbilanciarsi coraggiosamente anche su terreni di grandissima, urgente e dibattuta attualità tecnologica mondiale. È stato infatti lasciato ampio e libero spazio all’analisi spietata dell’impatto dell’intelligenza artificiale nel moderno mondo dell’educazione giovanile, alle insidie sempre più frequenti della formazione online e della diplomazia digitale nell’era caotica dei social media, arrivando a toccare temi sensibili e cruciali per i governi moderni come la protezione globale delle informazioni sensibili, l’implementazione della cybersicurezza nazionale e la vitale necessità di garantire la totale sovranità tecnologica ai Paesi in via di forte e rapido sviluppo.

Il successo mediatico globale e la poesia finale di chiusura

L’altissimo livello e il respiro profondamente globale del vertice si sono inevitabilmente e felicemente riflessi nell’enorme e capillare eco mediatica che ha accompagnato la manifestazione fin dalle sue primissime battute organizzative.
Centinaia di lusinghieri articoli, accurati reportage e lunghe interviste esclusive sull’evento sono stati pubblicati, trasmessi e diffusi da importantissime emittenti televisive, blasonate testate giornalistiche online e innumerevoli piattaforme mediatiche in innumerevoli Paesi del mondo. Le informazioni dettagliate sul congresso sono rimbalzate velocemente sulle prime pagine di Azerbaigian, Turchia, Macedonia del Nord, Italia, Pakistan, Albania, Germania, Belgio, Inghilterra, Paesi Bassi, spingendosi addirittura fino in Giappone e in Kenya. A sancire e sigillare definitivamente l’enorme successo culturale della due giorni di studi è stata la solenne e affollata cerimonia di chiusura, animata dagli autorevoli interventi del Prof. Ozpolat, di Shemseddin Kuzechi e dei tanti validissimi membri del Comitato Organizzatore. Il sipario virtuale su questo immenso summit diplomatico e letterario si è chiuso definitivamente in maniera dolcissima e poetica, con la commossa, sentita e vibrante recitazione pubblica della poesia “Così si vive la vita”. Un’opera delicata e struggente, scritta e dedicata dal profondo del cuore dalla professoressa Tarana Turan Rahimli alla gloriosa memoria dell’amica Ganira Pashayeva, la cui eredità (come ricordano i trionfali e roboanti titoli della stampa internazionale e turca) non è affatto un mero e sterile reperto appartenente al passato, ma un luminoso, solido e inestimabile faro guida per le future generazioni del mondo turco.

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Rinascita, la forza dell’arte oltre il rogo: a Monte Giberto la mostra di Candido Marinelli

La potenza inarrestabile dell’arte vince anche sulle ceneri e sulla distruzione! Sabato 3 ottobre si inaugura a Monte Giberto (FM) la straordinaria e profondissima mostra personale “Rinascita” dell’artista Candido Marinelli. Dopo che un devastante incendio nel 2025 aveva letteralmente incenerito e distrutto il suo studio, Marinelli non si è arreso e ha trasformato il dolore in energia creativa: utilizzando frammenti di legno combusto, carbone e fuliggine, ha trasformato il fuoco in un “co-autore” involontario delle sue nuove e suggestive opere. Quindici capolavori materici, curati da Giuseppe Bacci, in cui le bruciature diventano fiere e poetiche cicatrici dello spirito. Il vernissage sarà arricchito dal pianoforte di Rossella Febbo e dalle degustazioni dell’Azienda Agricola Dino Roso!👇

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Candido Marinelli, Sole nero, 2025, acrilico su legno combustionato, Ø cm 60_IMG_5945

Monte Giberto – Il dirompente, spaventoso e incontrollabile potere distruttivo della natura e del caso può letteralmente incenerire in pochissimi minuti il lavoro di un’intera e faticosa vita terrena, ma spesso non è affatto in grado di sconfiggere, domare o annientare l’indomabile, profondo e vitale spirito creativo che risiede nell’animo di un vero artista. È esattamente questa la potente, emozionante e commovente lezione di resilienza umana ed estetica che fa da sfondo e da solido fulcro concettuale all’imminente e attesissimo evento culturale organizzato nel cuore delle Marche. A partire da sabato 3 ottobre, e fino alla giornata conclusiva di domenica 25 ottobre 2026, le antiche, storiche e accoglienti sale della Pro Loco Monte Giberto APS (situate in Via Adua 4, nell’affascinante cittadina in provincia di Fermo) apriranno ufficialmente e orgogliosamente le proprie porte per ospitare “Rinascita”, la profondissima e straordinaria mostra personale del talentuoso artista piceno Candido Marinelli (classe 1957). Un evento artistico di altissimo respiro e di fortissimo impatto civile e spirituale, sapientemente orchestrato e curato dall’occhio clinico ed esperto di Giuseppe Bacci. La rassegna pittorica e materica, sapientemente inserita all’interno della storica, ricca e celebrata “Festa d’Autunno” giunta quest’anno alla sua prestigiosa 27esima edizione (guidata dal presidente Valerio Sandroni), non rappresenta soltanto una banale e canonica esposizione di opere d’arte, ma è la vivida, tangibile e miracolosa testimonianza fisica di una vera e propria resurrezione esistenziale dell’artista dopo un dramma personale incalcolabile.

Dalle ceneri dello studio distrutto: la resilienza creativa

L’affascinante, oscura e complessa genesi di questa intera collezione espositiva affonda le sue profonde e drammatiche radici in una data dolorosissima, precisa e incancellabile per la biografia dell’artista.
Il tragico 2 maggio del 2025, un improvviso, violentissimo e devastante incendio scoppiato a Montefiore dell’Aso ha letteralmente e spietatamente ridotto in polvere e cenere l’amato e storico studio-capanna di Candido Marinelli, distruggendo in pochi, maledetti istanti decenni di certosino lavoro quotidiano e di appassionata ricerca pittorica e materica. Quello che agli occhi di qualsiasi persona esterna e rassegnata poteva tragicamente e fatalmente apparire come l’amaro, triste e definitivo capolinea di uno sfortunato percorso artistico, si è invece miracolosamente rivelato essere la potente e luminosa scintilla vitale per innescare una rabbiosa, fiera e potente resilienza creativa. A segnare la fondamentale e psicologica svolta esistenziale è stata l’attenta, dolorosa ma lucida analisi visiva delle fotografie scattate durante il rogo: osservando attentamente i fumi neri e tossici sprigionati dalle fiamme, Marinelli ha intravisto magicamente delinearsi un volto e un profilo umano. Quella potente e improvvisa “epifania” visiva lo ha spinto a non rassegnarsi al destino, a non deporre per sempre i pennelli e a trasformare l’immane tragedia subita in una inesauribile e potentissima nuova fonte di cruda ispirazione vitale.

Il fuoco come “co-autore” invisibile delle opere d’arte

L’aspetto più rivoluzionario, poetico e materico dell’intera mostra risiede proprio nella particolarissima, coraggiosa e dolorosa scelta tecnica e stilistica abbracciata dall’artista piceno nella lavorazione dei supporti.
Marinelli ha infatti umilmente e filosoficamente compreso che il fuoco non aveva semplicemente distrutto tutto il suo prezioso lavoro, ma aveva di fatto “firmato” fisicamente le sue nuove e future opere, agendo come un vero e proprio e spietato “co-autore” involontario del destino. La pesante fuliggine nera, le fiammate violente, i frammenti carbonizzati e il legno combusto sono così diventati magicamente i veri, assoluti e drammatici protagonisti fisici dei quindici meravigliosi e potenti lavori che compongono il corpo espositivo in mostra a Monte Giberto. All’interno di questa inedita e geniale ricerca espressiva, le vistose, irregolari e profonde bruciature impresse nel materiale non vengono più viste né vissute come dei semplici danni da nascondere vergognosamente, ma vengono glorificate e innalzate a fiere e visibili “cicatrici” storiche che certificano con orgoglio l’immensa, incalcolabile e inarrestabile sopravvivenza dello spirito umano di fronte alla catastrofe distruttiva.

Le opere e l’inaugurazione multisensoriale della mostra

L’esposizione curata da Giuseppe Bacci accompagna per mano il visitatore attraverso un percorso visivo di rara, eccezionale e cruda potenza estetica e materica.
Tra le macerie intellettuali trasformate in capolavori spicca immediatamente l’opera “Manhattan” (2025), una riflessione silenziosa, amara e universale sui recenti e tragici drammi della storia occidentale contemporanea, impressa dolorosamente sui duri frammenti di legno bruciato. Di pari impatto emotivo è il suggestivo “Sole nero” (2025), uno straordinario dipinto realizzato recuperando il povero coperchio in legno di una vecchia botte, dove una bruciatura profonda e chirurgica evoca poeticamente la visione di un’eclissi artificiale e spaventosa. A queste si aggiungono le nuovissime creazioni del 2026, come “Passeggiata notturna nel bosco” e il magnifico “Fiore di fuoco”, opere che elevano definitivamente il semplice e misero supporto di legno ferito a vera e propria reliquia contemporanea. In questi lavori, il vibrante e studiatissimo contrasto cromatico e visivo tra la viva, accesa e brillante saturazione di una cornice turchese e l’opaca, spenta e grigia solennità della materia combusta genera un impatto visivo semplicemente indimenticabile per lo spettatore. Il solenne evento inaugurale di sabato 3 ottobre (ore 18:30) promette infine di offrire al numeroso pubblico presente un’esperienza estetica e sensoriale totale e avvolgente: la mostra visiva sarà infatti sapientemente accompagnata e arricchita dalle delicate e suggestive “atmosfere sonore” suonate dal vivo al pianoforte dalla talentuosa musicista Rossella Febbo, seguite da un piacevolissimo momento conviviale e culinario generosamente curato e offerto dall’Azienda Agricola Dino Roso. A testimonianza imperitura dell’evento, sarà inoltre disponibile in sede un pregiatissimo e ricco catalogo ufficiale curato dalle Edizioni Centro Staurós.

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Al via la Mostra del Cinema di Conegliano: parata di star con Giancarlo Giannini e Martina Stella

La magia della settima arte sbarca tra le splendide colline del Prosecco! Ha preso ufficialmente il via l’attesissima prima edizione della Mostra del Cinema di Conegliano (2-4 ottobre), con la direzione artistica di Claudia Conte e il Presidente onorario Giorgio Pasotti. Un programma fittissimo e ricco di emozioni, che celebrerà due immortali e amatissimi anniversari: i 60 anni del capolavoro di Pietro Germi “Signore e Signori” (girato proprio in città) e i 25 anni de “L’Ultimo Bacio”, alla presenza dell’incantevole Martina Stella. Domenica, attesa alle stelle per il leggendario Giancarlo Giannini, che riceverà il prestigioso Premio Cima da Conegliano alla carriera!👇

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Conegliano, mostra del cinema

Conegliano – L’autunno culturale veneto si arricchisce in queste ore di un nuovo, importantissimo e affascinante appuntamento dedicato interamente alla magia intramontabile della settima arte e alla profonda valorizzazione del territorio locale. A partire dalla giornata di oggi, venerdì 2 ottobre, e fino alla serata conclusiva di domenica 4 ottobre 2026, la splendida e storica città veneta ospita infatti l’attesissima prima, storica edizione della Mostra del Cinema di Conegliano – Colline del Prosecco. Un evento di grandissimo respiro nazionale, nato e concepito con il preciso e ambizioso obiettivo di creare un ponte indissolubile tra la grande tradizione del cinema italiano e la straordinaria identità paesaggistica delle colline venete (già dichiarate orgogliosamente Patrimonio dell’Umanità UNESCO). A tenere ben salde le redini artistiche e organizzative di questa neonata e prestigiosa manifestazione troviamo la nota giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva Claudia Conte, affiancata sapientemente dalla figura del manager culturale italo-americano Maximilian Law e, per quanto riguarda la vitale e complessa gestione operativa, dall’attenta e scrupolosa Valentina Vendrame. L’ambito, prestigioso e importante ruolo di Presidente Onorario della manifestazione è stato invece meritatamente e felicemente affidato all’amato e talentuoso attore e regista italiano Giorgio Pasotti, che farà gli onori di casa per l’intero, intenso weekend cinematografico.

Gli omaggi storici: “Signore e Signori” e “L’Ultimo Bacio”

Il ricchissimo, denso e variegato palinsesto organizzato magistralmente per questa primissima edizione della rassegna coneglianese si propone non solo di lanciare opere inedite, ma anche e soprattutto di celebrare fastosamente i grandi ed eterni capolavori che hanno letteralmente fatto la storia del cinema nostrano.
Tra gli appuntamenti in assoluto più attesi, sentiti e carichi di emozione spicca senza dubbio l’imperdibile omaggio a “Signore e Signori”, l’immortale e acido capolavoro cinematografico firmato dal geniale regista Pietro Germi, che celebra in questi giorni gli esatti sessant’anni dalla sua primissima e trionfale uscita nelle sale. Questo film, che all’epoca fu girato per intero proprio tra le affascinanti vie di Conegliano, trionfò conquistando l’ambitissimo Grand Prix al Festival di Cannes ed è tutt’oggi orgogliosamente inserito nella prestigiosa lista dei 100 film italiani da salvare e tramandare ai posteri, in quanto pietra miliare della commedia all’italiana più graffiante e critica della società borghese degli anni Sessanta. Subito dopo questo importante momento di riflessione storica, il grande schermo accenderà i riflettori su un secondo, romanticissimo e generazionale anniversario: i 25 anni dal debutto de “L’Ultimo Bacio” del regista romano Gabriele Muccino. A introdurre personalmente al pubblico questa speciale e imperdibile proiezione celebrativa saranno proprio il Presidente Onorario Giorgio Pasotti e l’incantevole attrice Martina Stella, storici, indimenticati e amatissimi giovani protagonisti della fortunata e generazionale pellicola.

I grandi ospiti e il prestigioso Premio Cima da Conegliano

Una vera e propria Mostra del Cinema degna di questo ambizioso e importante nome non potrebbe esistere senza il giusto, dovuto e necessario tributo alle vere e intramontabili icone viventi dello spettacolo italiano.
Il vero, incontrastato e acclamatissimo ospite d’onore della giornata conclusiva e solenne della manifestazione (fissata per la fitta agenda di domenica 4 ottobre, proprio in lieta concomitanza con la festa nazionale dedicata a San Francesco d’Assisi) sarà infatti il leggendario e inimitabile attore e doppiatore Giancarlo Giannini. Il maestro indiscusso del nostro cinema sarà l’assoluto e riverito protagonista dell’attesa cerimonia serale in Piazza Cima, durante la quale gli verrà ufficialmente, solennemente e calorosamente conferito il Premio Cima da Conegliano alla carriera, un giusto e doveroso tributo al suo immenso, ineguagliabile e inestimabile talento artistico internazionale. Nella stessa emozionante cornice serale, sarà inoltre insignito del Premio all’Eccellenza Artistica anche l’amatissimo cantante inglese naturalizzato italiano Paul Bradley Couling, universalmente e storicamente noto al grande pubblico con l’iconico nome d’arte di Mal dei “Primitives”. Come ha tenuto fermamente a sottolineare la sapiente direttrice artistica Claudia Conte: “Il cinema non è e non deve essere soltanto passivo e noioso intrattenimento: è in primis preziosa memoria, forte emozione, sereno confronto e soprattutto uno straordinario, magico strumento in grado di creare una solida comunità e di valorizzare enormemente i nostri bellissimi territori”.

Il programma completo: proiezioni, docufilm e Movie Lounge

Le tre giornate del festival offriranno al pubblico e agli appassionati un vero e proprio tour de force di cultura visiva e dibattiti aperti, animando le principali piazze e le storiche strutture di Conegliano.
La kermesse ha preso ufficialmente e gioiosamente il via nel pomeriggio di oggi al Campus San Francesco con la proiezione de “La Teoria di Grace”, seguita dalla tanto attesa inaugurazione istituzionale e festosa del “Cima Movie Village” in presenza di Pasotti e Martina Stella, e dalle proiezioni storiche serali di Germi e Muccino. La fitta e interessantissima giornata di sabato 3 ottobre si aprirà invece in maniera glamour e informale con un esclusivo “Breakfast con le Star” presso il Garage Miramonti a Cappella Maggiore. In serata, grande spazio e visibilità saranno dedicati al mondo del cortometraggio e del prezioso cinema documentaristico, con le attese messe in onda dei lavori intitolati “Paolo Vive”, l’interessante “Operazione Batiscafo Trieste” e gli accurati docufilm su Federico Fellini e “Stai fermo lì”. La giornata conclusiva di domenica proporrà, a partire dal primo pomeriggio, il film “Celebrity Wines”, per chiudere la nottata (dopo l’affollata e ricca cerimonia di premiazione ufficiale) con i titoli “Alberto Sordi Secret” e l’opera “Dozier”. Inoltre, per l’intera e durata della manifestazione, il Cima Movie Village ospiterà e produrrà la frizzante “Movie Lounge by Artiglio”: un vero e proprio salotto culturale e talk show quotidiano, un punto di incontro privilegiato e diretto dove gli illustri ospiti potranno dialogare, raccontarsi e confrontarsi amabilmente e liberamente con il caloroso e curioso pubblico di appassionati.

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