TRA FEDE E FIORI: IL RITO DI SAN GIOVANNI CHE RESISTE AL TEMPO
- Scritto da Dott.ssa Stella Chiavaroli
- Pubblicato in POPOLARI
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Redazione- GIUGNO: L’aria sa di erbe di campo e devozione antica. I passi lenti delle donne sul selciato del paese raccontano più delle parole, mentre tra le mani portano cesti intrecciati, carichi di fiori raccolti all’alba. È giugno, mese sacro a San Giovanni Battista, e in molti borghi italiani si rinnova un rito che unisce natura, fede e memoria collettiva: il rituale della "Commara a Fiori".
Una figura quasi leggendaria, la commara, è la custode dei fiori del santo. È lei che, nei giorni precedenti il 24 giugno, si occupa della raccolta e della preparazione dei mazzolini votivi. Margherite, ginestre, iperico, fiordalisi: ogni fiore ha un significato, ogni stelo reciso all’alba porta con sé una speranza o una preghiera. I fiori vengono disposti con cura su lenzuola ricamate o conservati nei cestini da portare in chiesa per la benedizione.
> “È molto più di un’offerta – racconta la signora Rachele, commara da oltre trent’anni – è un gesto d’amore. Ogni fiore che porto ha una storia: una nascita, una guarigione, una grazia ricevuta.”
Un rituale tra cielo e terra
Il rito culmina la sera del 23 giugno con una processione che attraversa il paese. Le strade si vestono di petali e canti, e le comari guidano il corteo verso la chiesa parrocchiale. Il 24, giorno del Santo, i fiori vengono benedetti durante la messa solenne. Chi li riceve li conserva in casa per tutto l’anno: servono a proteggere, a intercedere, a ricordare.
Tradizione che guarda avanti
Sebbene la società sia cambiata, il rito della Commara a Fiori resiste, sostenuto dalle nuove generazioni che scelgono di continuare il cammino delle madri e delle nonne.
> “È un’eredità silenziosa – spiega Chiara, 23 anni – ma molto profondamente spirituale. In quei fiori c’è tutta la nostra storia.”
Nel mese di Giugno, mentre l’estate si affaccia e i campi esplodono di colori, il culto di San Giovanni si rinnova con la forza di un gesto semplice e millenario: donare un fiore, ricevere una benedizione, tramandare la fede.
"Fiori per San Giovanni"
Copione teatrale di Stella Chiavaroli
Personaggi:
Rachele, la commara anziana (voce calma, antica, tenera)
Chiara, giovane donna del paese (curiosa, rispettosa)
Voce Narrante, neutra, poetica
SCENA UNICA
(Piazza di paese. Una sedia, un cesto di fiori di campo. Rachele è seduta, intreccia mazzolini. Entra Chiara, giovane, con un grembiule da raccolta.)
VOCE NARRANTE
È Giugno.
Il sole si alza tondo sulle case basse.
Il grano matura, le ginestre brillano,
e la fede fiorisce tra le mani delle donne.
Nel cuore del paese, una commara lavora in silenzio.
Intreccia petali e memoria.
Si prepara per San Giovanni.
CHIARA
Commara Rachele… posso stare con te?
Mamma dice che oggi è un giorno speciale.
RACHELE
(senza smettere di intrecciare)
È un giorno di fiori, figlia mia.
Si raccolgono all’alba, prima che il sole li sciupi.
Li portiamo al Santo…
per chiedere protezione, per dire grazie.
CHIARA
Ogni anno vi vedo passare con i cesti pieni.
Ma perché proprio i fiori?
Perché non il pane, o il vino?
RACHELE
(il tono si fa più dolce)
Perché il fiore non si compra, non si tiene.
Si coglie e si dona.
Come la fede, come l’amore.
È fragile, ma parla forte.
CHIARA
Posso fare anch’io la commara un giorno?
RACHELE
(sorride, le porge un fiore)
Già lo sei, se lo chiedi col cuore.
La commara a fiori non si sceglie:
nasce con la gratitudine.
Ogni fiore che intrecci,
è una storia che continua.
VOCE NARRANTE
E così, tra le mani giovani
e quelle segnate dal tempo,
passa un ramo di lavanda,
un filo di fede.
Perché a giugno, quando tutto fiorisce,
fiorisce anche la memoria.
E San Giovanni sorride.
(Luce fioca. Le due donne continuano a intrecciare fiori. Campane lontane.)
Poesia: “La Commara e i Fiori di Giugno”
Nel silenzio dell’alba,
la commara si china,
raccoglie fiori nascosti
tra l’erba e il tempo che cammina.
Le dita sfiorano petali,
profumo antico di vita,
ogni fiore…
Hai ragione, grazie per avermelo fatto notare! Ecco una preghiera originale a San Giovanni che si integra perfettamente con l’atmosfera devozionale del testo e del rito della Commara a Fiori. Puoi inserirla alla fine della poesia o recitarla durante la processione nella scena teatrale.
Preghiera a San Giovanni tra i Fiori di Giugno
San Giovanni, voce nel deserto,
tu che hai preparato la via del Signore,
accogli questi fiori colti all’alba,
tra rugiada, speranza e gratitudine.
Benedici le mani che donano,
e i cuori che chiedono silenziosi.
Proteggi le nostre case,
illumina i nostri passi
con la tua forza e la tua umiltà.
Come l’acqua del tuo battesimo,
purifica le paure.
Come il fuoco della tua parola,
accendi la fede che dorme.
Fa’ che ogni fiore intrecciato
sia un ponte tra terra e cielo,
tra il tempo che passa
e l’amore che resta.
San Giovanni, prega per noi.
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