MIO MARITO AVEVA BISOGNO DI RESPIRARE. CON UNA VENTICINQUENNE ! | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Avevo cinquantatré anni quando ho scoperto che mio marito — sì, proprio Giorgio, quello che ci metteva due ore a scegliere tra riso basmati o minestrone — aveva deciso di andarsene con la sua istruttrice di pilates.
Sì, quella con i leggings fluo e che dice “namasté” anche quando ordina un cappuccino.
— Ho bisogno di respirare — mi ha detto, gonfiando il petto come un gommone alla deriva — mi serve spazio per ritrovare me stesso.
Ritrovarti con cosa, Giorgio? Con la tua ernia del disco? Con la tua gastrite nervosa?
L’ho guardato senza dire niente. Non valeva più la pena sprecare parole.
A che serve?
Sono trent’anni che ascolto le sue scuse:
“mi sono dimenticato del nostro anniversario”,
“non ho visto il messaggio”,
“lo stipendio non basta”,
“non so cosa provo.”
E invece io sì che lo so, cosa provo.
Provo che gli ho stirato le camicie fino a cancellare l’etichetta della lavanderia.
Che ho resistito ai pranzi da sua madre, quella che giudicava il mio risotto come se partecipasse a MasterChef — l’edizione del risentimento.
Che ho mandato giù le sue assenze, i suoi silenzi, le sue crisi esistenziali delle 13:15.
E adesso… il suo “percorso spirituale” include un volo per Tenerife con una venticinquenne convinta che Grazia Deledda sia una marca di vino biologico.
— Non c’entra niente con te — mi ha detto.
Ma certo, ovvio. Io sono solo la confezione vecchia da buttare, ora che c’è il giocattolo nuovo.
— E tu cosa farai adesso? — ha chiesto, come se fosse lui la grande perdita.
— Farò quello che tu non hai mai avuto il coraggio di fare: vivere — gli ho risposto, abbottonandomi la mia camicia da casa con la fierezza di una regina a Pasqua in Vaticano.
E se n’è andato. Con il suo zaino da “avventuriero” e la sua giacca di pelle che sa più di naftalina che di ribellione.
Io sono rimasta. Sola. Ma non vuota.
Ho aperto quella bottiglia di vino che tenevamo da parte “per un’occasione speciale”.
E me la sono bevuta tutta, con alcune mie amiche.
Perché sai che c’è?
Sopravvivere a Giorgio era già un’ottima occasione per brindare.
Il giorno dopo sono andata dal parrucchiere. Alla banca. Al supermercato. In un salone di bellezza.
E la sera… mi sono creata un profilo su Tinder.
Non per cercare qualcuno. Solo per vedere quanti like può ricevere una donna che, senza accorgersene, si era nascosta per anni dietro una relazione spenta.
Ho ripreso a frequentare alcuni miei vecchi amici, uno dei quali, ormai vedovo, ha da tempo una certa attenzione per me. Vedremo.
Intanto Giorgio, dopo aver sperimentato il nuovo giocattolo, si è detto pentito ed è tornato a vivere da sua sorella.
Io, nel frattempo, ho sperimentato l’ebbrezza della libertà.
Ho fatto bene a mandare mio marito al diavolo, cara dottoressa?
Silvana, Udine
Cara Silvana,
innanzitutto: che tu sia benedetta.
E che Giorgio — con il suo zaino da “avventuriero” e la sua ernia del disco — trovasse davvero la pace tra un saluto “namasté” e un corso di pilates all inclusive a Tenerife, possibilmente pagando un supplemento per la gastrite, era probabile quanto vincere il Superenalotto al primo colpo.
Non è scappando con una ragazza che si trova là pace, è molto più probabile trovare la guerra in questi casi.
Hai fatto bene?
Hai fatto benissimo.
Direi che il tuo gesto merita una standing ovation, una ola, un monumento in piazza.
Diciamolo chiaro: un uomo che confonde il bisogno di “ritrovare sé stesso” con il bisogno di infilarsi nei leggings fluorescenti della giovane trainer è uno che nella vita non ha mai davvero perso niente, un uomo privo di valore.
E, per sua informazione: un uomo non ti ama perché gli stiri le camicie fino a cancellare l’etichetta della lavanderia.
Un uomo può amare anche una che lo manda in giro con le pezze al culo, garantito.
Non sono i servizi resi a farti amare, puoi fare anche sforzi immensi ma l' amore non nasce a comando o per riconoscenza.
E ora ti chiedi se hai fatto bene?
Silvana, non solo hai fatto bene: hai inaugurato la tua personalissima Primavera di Udine, e io spero vivamente che il vedovo che ti guarda con attenzione sia dotato di più fascino e meno gastrite.
Ah, e giusto per la cronaca: l’euforia di Giorgio con la venticinquenne dai leggings fluo è già finita?
Come un pacchetto di patatine in mano a uno che “cerca sé stesso”: un attimo di croccantezza e poi resta solo il sacchetto vuoto.
In conclusione:
alla salute tua, dei tuoi capelli freschi di parrucchiere, delle tue amiche, di quella bottiglia di vino e di ogni singolo like su Tinder.
Altro che la vita da moglie spenta e appassita con Giorgio!
Chiunque può scrivere un messaggio privato alla dottoressa Alessandra Hropich su questioni sentimentali, al seguente link:
https://www.facebook.com/La-mia-Posta-del-cuore-104883382245294/
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