LE CORNA COME FARMACO SALVAVITA! | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Ciao Alessandra,sono Andrea, leggo spesso i tuoi casi di corna e mi rendo conto, guardandomi intorno, che la vita di coppia è talmente monotona che è inevitabile farsi un’amicizia affettuosa al di fuori.Come si fa a sopravvivere con la stessa donna per dieci, venti, trent’anni e più? È follia pura.Io non credo che un uomo possa sopravvivere così.
Quale uomo fa sesso con la stessa donna per anni?
Se esiste, o pensa ad altre mentre sta con lei, o è uno squilibrato.
La passione e il desiderio muoiono dopo un tot anni, non prendiamoci in giro.
Noi uomini siamo animali: il sesso – per noi – è salute. Ma che salute ci danno le nostre mogli?
È fisiologico fare attività sessuale con donne diverse dalla moglie. Perché questo non viene mai detto?
E soprattutto: perché nei Tribunali le donne fanno il diavolo a quattro per spennare i mariti solo perché hanno fatto sesso con altre?
Il sesso è salute, lo vogliamo capire, sì o no?
Ovviamente non ne parlo con mia moglie: correrebbe anche lei a chiedere una barca di soldi.
Sono molto arrabbiato per questa ipocrisia, considerando che sono benestante e non ho alcuna voglia di farmi dissanguare tra avvocati e mantenimenti.
Ma non posso dirlo a nessuno: ogni mia parola verrebbe riferita a quella santa donna di mia moglie, che non esiterebbe un secondo a spennarmi… tutto in nome di questa “fedeltà” che qualche tonto si è inventato.
Cosa ne pensi tu?
Andrea, Quartu Sant’Elena
Caro Andrea,
la tua mail è una ventata di brutale onestà in un mondo che si nutre di bugie.
E sai una cosa? Su un punto hai perfettamente ragione: la passione ha una scadenza. Proprio come lo yogurt… e come le promesse sussurrate sotto le lenzuola durante la prima settimana di convivenza.
Non è colpa di nessuno: il cervello si abitua, si annoia, cerca nuovi stimoli.
E se manca il feeling mentale – quello vero, raro, profondo – il declino è solo questione di tempo.
Il “per sempre” è una favola.
La psicologia (e la statistica) lo dice da anni: l’amore eterno esiste, ma spesso… non coincide con il matrimonio.
Hai detto una cosa cruda ma reale: “Il sesso è salute.”
E se la moglie diventa astinente cronica, chi garantisce il benessere psicofisico del marito? Lo psicologo? Il parroco?
Il sesso extraconiugale – per uomini e donne, sia chiaro, a volte, è una necessità fisiologica, emotiva, persino terapeutica.
Serve a riaccendere l’autostima, a sentirsi vivi, desiderabili.
Il vero problema, però, nasce quando – oltre al sesso – arriva anche il feeling mentale.
Quando l’altra non è solo un corpo… ma un’anima affine.
Quando ci si parla, ci si capisce, si ride, si sogna, si costruisce una complicità mai esistita nemmeno col coniuge.
E allora il traditore, come fa a sapere dove finirà?
Come può giurare a sé stesso: “Sarà solo uno svago, niente di più…”
Se poi scopre che quella donna gli restituisce la parte migliore di sé?
Viviamo in una società ipocrita: quasi tutti tradiscono, ma in pubblico fanno i moralisti.
Poi magari si confessano nella mia rubrica, raccontando scene da manuale di infedeltà.
Sai quante donne, durante i miei convegni, sbiancano alla domanda:
“Fate ancora sesso con vostro marito?”
Il silenzio che segue fa più rumore di una verità gridata, per molte, il sesso è ancora considerato come argomento sporco, vergognoso.
La maggior parte delle coppie, oggi, sta insieme per abitudine, bollette, figli, beni materiali da non dividere.
Non certo per passione.
La fedeltà non è più una virtù: è una strategia difensiva.
Chi non si fa scoprire… vince.
Chi si fa beccare… paga.
E tu, Andrea, lo hai capito.
Non puoi confidarti con tua moglie, non puoi parlarne con gli amici, e se finisci in tribunale, ti fanno fuori il conto corrente, la casa per aver assecondato un bisogno naturale.
Il tuo sfogo è un grido di libertà.
Ma in questo Paese, chi dice la verità, finisce alla gogna.
E poi – come dici tu – viene spennato.
Nel mio libro “La doppia vita (segreta) dei vip e non solo…” racconto proprio questo: storie in cui il tradimento non è un vizio, ma un farmaco salvavita.
Perché, alla fine, la mente umana è programmata per cercare piacere, connessione e stimoli nuovi.
E quando questi mancano nella coppia, il tradimento non è sempre un fallimento morale:
può essere un tentativo (maldestramente umano) di non morire dentro.
La vera domanda non è “perché si tradisce?”,
ma “perché si sopravvive, pur sentendosi morti?”
E c’è un punto in più che spesso non viene mai detto: quando il tradimento avviene con una persona con cui scatta anche la vera sintonia mentale, l’effetto può essere dirompente.
Non si tratta più solo di sesso o di evasione: ci si sente finalmente compresi, accettati, valorizzati.
La mente si riaccende, il cuore smette di sembrare un organo inutile, l’autostima risale.
Si diventa più sereni, più vitali, persino più equilibrati.
A volte un tradimento “giusto” – quello che unisce testa e corpo – non solo non distrugge, ma restituisce vita a chi l’aveva persa da tempo.
Chiunque può scrivere un messaggio privato alla dottoressa Alessandra Hropich su questioni sentimentali, al seguente link:
https://www.facebook.com/La-mia-Posta-del-cuore-104883382245294/
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