- IL PORTO- DI ENEA CETRULLO: QUANDO L’ARTE DIVENTA APPRODO DI MEMORIA E IDENTITÀ
- Scritto da Dott.ssa Stella Chiavaroli
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Redazione- Nel cuore del Molo Nord di Giulianova, tra le onde che accarezzano silenziose la banchina e lo sguardo eterno della Madonnina dei marinai, è emersa ieri un’opera che ha il sapore del rito collettivo, della memoria condivisa e della rinascita artistica: “Il Porto”, firmata dal maestro Enea Cetrullo, è stata ufficialmente inaugurata di fronte a una folla raccolta, partecipe e profondamente commossa.
Un’opera tra terra e mare
Non una semplice scultura, ma un vero e proprio luogo simbolico: così è apparsa sin dai primi istanti “Il Porto”, installazione monumentale che unisce forza materica e delicatezza spirituale. Realizzata in acciaio e pietra marina, l’opera si sviluppa come una vela aperta che accoglie il vento e il pensiero, protesa verso l’orizzonte ma radicata profondamente nella terra.
Il concetto di porto – come approdo sicuro, come partenza, come ritorno – diventa qui il cuore narrativo di un’installazione che parla alla comunità giuliese, e in particolare a quella marinara, ricordando i tanti caduti del mare e restituendo loro uno spazio fisico e simbolico nel paesaggio urbano.
Una cerimonia tra arte e memoria
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte numerose personalità: il sindaco Jwan Costantini, il presidente dell’Ente Porto Valentino Ferrante, rappresentanti della Capitaneria di Porto, autorità religiose e civili, oltre a una nutrita presenza di cittadini, famiglie dei caduti e artisti locali.
«Il mare è la nostra storia, ma anche la nostra responsabilità», ha dichiarato il sindaco nel suo intervento. «Con questa opera vogliamo rendere visibile un sentimento profondo: la gratitudine per chi ha vissuto e, in alcuni casi, sacrificato la propria vita in mare.»
L’artista: Enea Cetrullo
Conosciuto per le sue opere fortemente legate al territorio e alla narrazione visiva delle radici, Enea Cetrullo ha voluto lasciare una traccia indelebile nel panorama culturale adriatico. «Il Porto non è solo un’opera d’arte – ha dichiarato l’artista – è un abbraccio. È il modo in cui la città può accogliere e ricordare. È uno spazio che racconta senza parlare, che ascolta senza giudicare.»
Cetrullo, con uno stile che fonde brutalismo contemporaneo e poesia scultorea, invita il pubblico non solo a guardare, ma a vivere l’opera: sedersi accanto, toccarne le superfici, riflettersi nei suoi vuoti e pieni.
Un nuovo punto di riferimento identitario

L’opera si inserisce ora in un percorso di valorizzazione culturale del porto di Giulianova, che negli ultimi anni sta tornando a essere crocevia di arte pubblica, storia e turismo sostenibile. “Il Porto” diventa così un punto di riferimento identitario, un’opera pubblica che parla alla città e la rappresenta, restituendole profondità simbolica e visione artistica.
In un’epoca in cui troppo spesso l’arte viene relegata ai musei, “Il Porto” di Enea Cetrullo ci ricorda che esiste un’arte capace di abitare il mondo, di dialogare con le persone e i luoghi. Un’arte che non si limita a decorare, ma che cura, protegge e ricorda
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