HO VISTO LUI CHE GUARDA LEI… | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
- Pubblicato in POPOLARI
- 0 commenti
Redazione- Cara Dottoressa,sono Giada, ho una relazione da quattro mesi con un uomo piuttosto tranquillo, leale e – a quanto mi risulta – da sempre molto corteggiato.Da qualche giorno, però, ho cominciato a sentire un certo disagio: una sua collega, o meglio, una sua collaboratrice che lavora come segretaria particolare, lo segue come un’ombra in ufficio.
Mi è capitato di andarlo a trovare un paio di volte e ho notato che lui non la manda mai via, nemmeno quando dobbiamo parlare da soli. Lei resta lì con noi, senza alcun pudore, oppure, se esce, torna subito con una scusa che lo porta via da me.
La trovo piuttosto invadente, troppo presente, e il fatto che lui non faccia nulla per regolare questa presenza mi lascia perplessa. È un dirigente, e lei è una sua sottoposta, eppure sembra lei a gestire i tempi e gli spazi.
Ho provato a mostrarmi, in modo timido, un po’ infastidita dalla sua presenza, ma non ho avuto il coraggio di chiederle di uscire. Non vorrei sembrare paranoica o gelosa – questo mi blocca.
Ma la verità è che mi sento fuori posto. E vorrei capire se sto esagerando o se davvero c’è qualcosa che non va.
Perché noto come lui la guarda e, in quei momenti, mi sento letteralmente di troppo, come se fosse una musa, e lui, beh, ricambia con un ossequio che mi ferisce.
Io sono la sua ragazza, dopo tutto.
E la cosa che più mi irrita è proprio come lui guarda lei.
Lei che ne pensa, Dottoressa?
Giada da Urbino
Cara Giada, capisco perfettamente il disagio che stai vivendo. Quando ci si sente di troppo in uno spazio che dovrebbe essere intimo e protetto – come il rapporto con il proprio compagno – qualcosa non funziona.
Cominciamo da un punto essenziale: non devi temere di sembrare paranoica. La paranoia è frutto di pensieri distorti; tu, invece, stai descrivendo una realtà concreta, fatta di segnali precisi. E il tuo malessere è più che legittimo.
Mi chiedi se è normale un comportamento del genere da parte di una collaboratrice. La risposta è: no.
E aggiungo: sono molte le donne che, sotto le mentite spoglie di “fedeli collaboratrici”, finiscono per instaurare un legame ambiguo con il proprio capo. Sempre presenti, sempre “amiche”, diventano pian piano confidenti, complici e – talvolta – partner non dichiarate.
Il confine tra professionalità e coinvolgimento personale può diventare sottilissimo. E spesso sono proprio queste donne a gestire tempi e spazi del superiore, soprattutto quando percepiscono la presenza di una compagna.
Lo dico per esperienza. Ricordo bene un importante dirigente sanitario che intervistai anni fa. Lo ricordo come fosse ieri con il tailleur nero corvino, tanto austero da sembrare un’uniforme da becchino. Mentre gli facevo le domande, lui rispondeva guardando soltanto la sua addetta stampa, seduta accanto a me. Io parlavo, ma sembrava che le domande gliele stesse facendo lei.
Lei sorrideva, lui cercava il suo consenso. Io? Un soprammobile parlante.
Lo sguardo fisso e d’ intesa tra loro era tale da farmi sentire un’ intrusa. Non mi era mai capitato prima di realizzare un’ intervista con la segreteria presente in stanza, ma in quel caso era evidente: si trattava di ben altro. La collaboratrice voleva esserci. Voleva vedere chi entrava e con che diritto.
Ma ridicolo fu il grande dirigente ridotto a fingere di non vedere la giornalista, pur di non turbare
l’ equilibrio dettato da una collaboratrice. Un uomo soggiogato, più preoccupato di non far scattare la gelosia della segretaria che di gestire il suo ruolo.
Negli anni ho incontrato molte collaboratrici gelose del proprio capo, territoriali, ambigue, disposte a tutto. Ricordo ancora un politico che stava per concedermi un’ intervista ma cercava di raggiungere una sala adatta quando lo vennero letteralmente a prelevare al piano di sopra due assistenti – non una – con il pretesto di una chiamata urgente e improrogabile.
Tutto questo in uno dei palazzi di potere dove si decidono le sorti degli italiani.
Mi fermo qui, perché di corna nei palazzi alti – e non solo – ne ho già parlato abbondantemente nel mio ultimo libro “La doppia vita segreta dei vip (e non solo)”.
Dunque, Giada, non mi racconti nulla di nuovo dicendomi che una collaboratrice “ci prova”, “ci spera” o “se la intende”.
Quel che stupisce – nel tuo caso – è il tuo compagno, che, davanti a te, recita la parte del finto tonto, come se non vedesse.
E invece vede benissimo. Solo che gli conviene restare zitto.
Il mio consiglio? Non ignorare questi segnali. Non fidarti delle apparenze, e soprattutto non giustificare ciò che ti ferisce. Meriti un rapporto trasparente. Parla con lui, apertamente, con fermezza ma senza accuse. Se non ha nulla da nascondere, sarà lui a chiarire. Ma se svia, minimizza o – peggio – ti fa sentire in colpa… allora la risposta l’ avrai già davanti.
Io non posso darti suggerimenti da detective ma sono convinta che, pur senza farti capire, puoi scoprire cosa si nasconde dietro il gioco di sguardi, serve solo un pochino di tempo, astuzia e molta riservatezza.
Ti garantisco che le cose si scoprono quando gli altri credono di essere al sicuro, indisturbati, lontani da occhi indiscreti.
Chiunque può scrivere un messaggio privato alla dottoressa Alessandra Hropich su questioni sentimentali, al seguente link:
https://www.facebook.com/La-mia-Posta-del-cuore-104883382245294/
Ultimi da Alessandra Hropich
- VADO A ESCORT. NON COMMETTO REATO ! | LA POSTA DEL CUORE "AMORE E TRADIMENTI " DI ALESSANDRA HROPICH
- NOOOO, NON CI POSSO CREDERE... NON È POSSIBILE ! | FILO DIRETTO CON I LETTORI DI ALESSANDRA HROPICH
- A PROSTITUTE CON MIO FIGLIO. ORA LUI È CASTO, GUARIRÀ ? | LA POSTA DEL CUORE "AMORE E TRADIMENTI " DI ALESSANDRA HROPICH
- SIAMO SCAMBISTI, È LIBERTÀ IN AMORE ! | LA POSTA DEL CUORE "AMORE E TRADIMENTI " DI ALESSANDRA HROPICH
- SONO STATO ASSUNTO PER MERITO, DE MI' CUGINA.... | FILO DIRETTO CON I LETTORI DI ALESSANDRA HROPICH
