NEPEZZANO, UN ULTERIORE SUCCESSO PER LA TRADIZIONALE FESTA DE “LU SAND’ANDONJE”
- Scritto da Angelo Di Carlo
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Redazione- Nei giorni 16, 17 e 18 gennaio 2026 a Nepezzano, all’interno di una tensostruttura riscaldata, si è svolta la tredicesima edizione della Festa de “Lu Sand’Andonje”, organizzata dall’Associazione culturale “Comitato di Frazione Nepezzano” in collaborazione con la Parrocchia “San Lorenzo Martire” di Nepezzano-Piano d’Accio. Grande successo hanno riscosso i diversi eventi religiosi e civili previsti nel ricco programma: benedizione degli animali; Santa Messa celebrata dal parroco don Carlo Farinelli; “I canti rituali a Sant’Antonio Abate tra questua e devozione” a cura di Carlo Di Silvestre, etnomusicologo del Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna; Laboratorio di cucina “Gli uccelletti della tradizione” a cura di Maria Clamoroso, in collaborazione con la nuora Domenica Di Leonardo e con la partecipazione di Claudio D’Archivio, delegato di Teramo dell’Accademia Italiana della Cucina e Giorgia Di Sabatino, giornalista gastronomica; interventi dei proff. Francesco Galiffa e Giorgio Vignola - direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo, che hanno trattato rispettivamente i temi “Maiale comunitario a Sant’Antonio” e “L’allevamento convenzionale rispetto all’allevamento tradizionale: pro e contro nell’era del cambiamento climatico” (interventi moderati in maniera esemplare dalla prof.ssa Isa Fusaro del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo); esibizione dei gruppi musicali “I Caferza”, “I Musici” e “Folk Evolution”, Giuseppe Palumbi Live Music, Cocktail Party e DJ Set con Daniel Marinelli; estrazione dei biglietti della lotteria (primo premio un maiale di circa 150 Kg, ndr).
I partecipanti hanno potuto degustare polenta e salsicce, polenta bianca con crema di zucca e porcini (piatto vegano senza glutine), tajulin e fasciul, panini con salsicce, mazzafam con prosciutto, peperoni, fuje e salsicce, uccelletti della tradizione e bere vino, vin brulé e vino cotto.
Gli organizzatori hanno anche messo a disposizione dei partecipanti un bus navetta gratuito (una corsa ogni un’ora) con partenza da piazza Garibaldi e arrivo a Nepezzano (e ritorno) al fine di consentire loro di poter bere serenamente un buon bicchiere di vino senza la preoccupazione di doversi mettere alla guida di un veicolo nel percorso di ritorno alle rispettive abitazioni.
«Da sempre c’è stato un bel rapporto tra l’uomo e l’animale. Sant’Antonio Abate ci ricorda la relazione tra gli esseri umani e gli animali e viene invocato come protettore degli animali perché, secondo la tradizione cristiana, il Santo resistette alle tentazioni del demonio, che si presentava a lui sotto forma di diversi animali, oltre al fatto che aneddoti legati alla sua figura parlano della sua capacità di riuscire ad ammaestrare anche gli animali più feroci. Pertanto, dobbiamo voler bene ai nostri animali e accudirli nel miglior modo possibile senza dimenticare di vivere quella carità che ci fa essere attenti agli esseri umani» - ha sottolineato, nella sua omelia, il parroco don Carlo Farinelli.
«L’edizione 2026 della Festa di Sant’Antonio di Nepezzano si conferma un successo d’identità e partecipazione, frutto del legame indissolubile tra l'esperienza dei fondatori e la linfa delle nuove generazioni. Come Direttivo dell'Associazione Culturale Comitato di Frazione Nepezzano, riflettiamo con orgoglio su una manifestazione che ha saputo unire la dedizione intramontabile di chi organizza questo evento da tredici anni all'energia contagiosa dei giovani locali. I ragazzi non si sono limitati al prezioso supporto operativo durante le serate, ma hanno guidato il recupero della cultura popolare portando i canti tipici di casa in casa, riaccendendo una tradizione che rischiava di sbiadire.
