ITALIA: IL GIOCO D'AZZARDO ONLINE HA RACCOLTO 27 MILIARDI DI EURO
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Redazione-Neppure dieci anni fa per giocare d’azzardo, alla roulette o al blackjack, al poker o ai dadi, era necessario viaggiare fino a uno dei quattro casinò allora presenti sul territorio italiano.E’ soltanto dall’estate del 2011, infatti, che hanno aperto i battenti le sale da gioco online, a questo sito un esempio, col suffisso “.it”.Pensare che i primissimi casinò virtuali andarono in Rete sul finire degli anni Novanta del secolo scorso. Merito di un insieme di isolette nel Mar dei Caraibi: Antigua e Barbuda. Perché fu in quest’angolo del mondo, conosciuto ai più per le sue spiagge da sogno e il mare cristallino, che nel 1994 veniva approvato il “Free Trade and Processing Zone Act”, un documento che permetteva il rilascio di licenze per l’apertura di sale da gioco in internet.
Un’occasione che i grandi gruppi d’oltreoceano seppero subito cogliere al volo.Stando agli ultimi dati resi noti nel “Libro Blu” dall’ADM, acronimo che sta per Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il gioco d’azzardo ha raccolto nel corso dei dodici mesi del 2017 oltre cento miliardi nel Belpaese. A voler essere precisi, l’ammontare complessivo delle puntate fatte da tutti i giocatori, occasionali o abituali, ha toccato quota 101,7 miliardi di euro.Com’è facilmente intuibile una fetta di questa torta è poi rientrata nelle tasche dei giocatori sottoforma di vincite, 82,7 miliardi, mentre la restante parte ha rappresentato l’incasso degli operatori, 19 miliardi.Ovviamente quest’ultima cifra risulta al lordo delle somme che spettano all’erario.Ma qual è la parte che proviene dalla Rete?La raccolta 2017 ha toccato quota 26,9 miliardi, in sostanza un quarto di quella attribuibile all’intero settore.Ancora più alta, se possibile, la percentuale riguardante le vincite: 25,5 miliardi, che significano un terzo del totale.Di conseguenza la spesa è scesa in picchiata a livelli davvero bassi: 1,3 miliardi, un valore inferiore al 7% dei 19 totali.
Insomma, non sono cifre paragonabili a quelle di alcuni Paesi dell’Europa settentrionale dove il gambling online ha raggiunto, se non sorpassato, quello tradizionale. Ma c’è un dato che la dice lunga sulla tendenza ormai in atto anche da noi in Italia. Se non fosse stato per il gioco virtuale, la raccolta 2017 avrebbe chiuso col segno negativo rispetto a quella dell’anno precedente.Per il futuro, quindi, cosa dobbiamo aspettarci?Fare pronostici non è cosa semplice, sarebbero necessari dei bookmaker in gamba. Anche per via delle nuove norme introdotte nell’estate del 2018.Di sicuro c’è che le nuove generazioni saranno sempre più digitali. Lo ribadisce l’ultimo rapporto “Digital 2019” prodotto dall’agenzia creativa We Are Social e Hootsuite, l’applicazione che permette di gestire i canali social.
Stando a questo lavoro il 92% della popolazione italiana, in pratica 54,8 milioni di individui, utilizza internet per lavorare o svagarsi. Non solo. La media giornaliera del tempo speso online attraverso qualsiasi dispositivo, non solo tablet oppure smartphone, ha ormai raggiunto quota 6 ore e 4 minuti. Un traguardo fino a pochi anni fa inimmaginabile
e che avrà influenzato anche il gioco d’azzardo online.
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