2. (Una riqualificazione urbana necessaria) Da una parte si presenta la possibilità di un investimento infrastrutturale in un quartiere turistico come il PP1 - Alberghi di Montesilvano, su Corso Strasburgo, un viale tra stazione e mare, previsto dal piano con una sezione di 30 m di larghezza, con portici e doppio filare alberato, ma purtroppo ad oggi incompleto, con negozi chiusi, viale privo di alberi, e porticato presente solo a tratti. Sembra l'occasione giusta per il rilancio del quartiere, con investimenti in strutture pubbliche, che valorizzino le proprietà e gli investimenti fatti.
3. (Una Variazione-Non Variante decisa dalla giunta) Dall'altra sono legittime le osservazioni critiche sul metodo e sul luogo dell'intervento. Il PP1 è un piano particolareggiato da 7.000 abitanti, approvato nel 1996, realizzato per l'edilizia al 60 %, la cui efficacia è decaduta dopo 10 anni per la parte non realizzata, ma le cui prescrizioni urbanistiche sono vincolanti, fino all'approvazione di una nuova Variante. E sono prescrizioni urbanistiche vincolanti la destinazione d'uso del lotto, residenziale con piazza pubblica, cambiata in servizi sportivi specialistici, con decisione di giunta, senza portare la Variante in Consiglio Comunale. La nuova destinazione sportiva specialistica (palazzo per il pattinaggio a rotelle indoor), con effetti indotti sul traffico e l'accesso di massa in occasione di eventi, non è compatibile con la destinazione a piazza del PP1, la presenza della chiesa, ed il disegno del quartiere. Inoltre, è vincolante lo stesso disegno di piano del viale, centro - corso Strasburgo - mare, con alberi e portici, interrotti dal nuovo edificio privo di porticato continuo, e con sagoma occlusiva dell'altra prospettiva ortogonale di piano, dal fiume - al paseo D'Andrea - alla Piazza Germania, alla prospiciente Piazza Esedra. Infatti, il disegno urbano è ignorato dal progetto del pala-pattinodromo, che è a-topico, concepito altrove, finanziato ma rifiutato da un'altra città, e poi calato senza alcuna modifica sul PP1, per volere del sindaco e della giunta, senza confronto pubblico. Inoltre, è ancora più preoccupante la trattativa privata, con cui i proprietari delle aree hanno accettato di cedere prontamente le aree necessarie per realizzare il progetto, in una zona pregiata, spostando la cubatura residenziale lì prevista in un'altra zona, che non è data conoscere. Non si conoscono i termini dell'accordo, ed i vantaggi offerti in cambio della cessione. Cosa che rende pericolosamente torbida la decisione pubblica.
4. (L'urbanistica pubblica trasparente e partecipata) L'urbanistica è un'azione trasparente in cui l'ente pubblico locale, dopo aver ascoltato istanze problemi e potenzialità del territorio, con un lavoro di analisi e di ascolto, stabilisce gli indirizzi della comunità, e le regole per la trasformazione del territorio, in un documento di piano pubblico, trasparente e partecipato. Su di esso cittadini ed attori programmano le proprie attività ed investimenti. Il piano si può cambiare, con una Variante, ma rispettando lo stesso processo di formazione, e tenendo conto delle richieste di cittadini e parti interessate. Non si possono cambiare le regole del gioco durante la partita senza rifare la partita.
5. (Proposte risolutive della controversia) Dunque come conciliare il rispetto delle regole pubbliche di trasparenza, adeguatezza ed equità, con la possibilità di accogliere nuovi progetti e proposte di investimento, su un piano disegnato e parzialmente realizzato?
5.1 Innanzitutto occorre rispettare le regole di pubblicità trasparenza e partecipazione, richieste dalla legge per le Varianti urbanistiche, senza pensare a scorciatoie decisioniste, pur accelerando le procedure nelle forme previste per gli investimenti pubblici.
5.2 Dopodiché, nel caso specifico, occorrerà modificare il progetto, in modo da rispondere alle invarianti urbanistiche su cui si è costruita la città attuale. Sono invarianti urbanistiche il disegno del corso Strasburgo, come viale alberato e porticato. Esso deve continuare anche sul nuovo progetto. Anzi, come misura compensativa degli impatti, l'investimento deve prevedere una integrazione del finanziamento, anche con fondi ulteriori del Comune, per completare il viale, alberato e porticato, anche nel tratto mancante, dalla ferrovia al mare.
5.3 Ci deve essere, inoltre, un'interazione tra il nuovo edificio e le piazze adiacenti di piano. Il nuovo edificio sportivo deve garantire la polifunzionalità d'uso, tale da configurarsi come una piazza coperta, disponibile a molteplici funzioni al chiuso, e non solo alla funzione specialistica del pattinaggio, tale da giustificare la sua sagoma, e da replicare lo storico rapporto tra spazio aperto e chiuso, come quello tra Foro e Basilica della città romana, tra di loro adiacenti, in cui la Basilica si configurava come grande piazza coperta di fronte al "Forum" piazza aperta o vuoto urbano, luoghi della comunità e dell'incontro.
5.4 Infine, deve essere palese e condivisa l'utilità pubblica dell'investimento, con nitida trasparenza su regole, vantaggi, equità, costi ed utilità per la collettività della Variante apportata.
Una soluzione è possibile, anche con tempi rapidi, salvando vecchi e nuovi investimenti, avviando subito la procedura di Variante e chiamando tutta la città a partecipare alla costruzione del nuovo disegno urbano.
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Giuseppe Di Giampietro, arch, phd, Webstrade.it , comitato Saline.Marina.PP1 Montesilvano
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