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Territorio

Il silenzio dell’Appennino si fa musica con l’Ensemble Baccano, al via “RADICI 2026”: a Navelli la pazzia del ‘700 e l’omaggio a Domenico Cotugno

La grande musica barocca si prende i borghi dell’Appennino per una settimana di pura e viscerale passione! 🎻⛰️✨ Dal 14 al 20 settembre va in scena la seconda edizione di “RADICI. Residenze musicali nell’Appennino abruzzese”, lo straordinario progetto dell’Ensemble Baccano che unisce Civitaretenga, Navelli e L’Aquila. Sotto la guida del maestro Petr Zejfart, 9 musicisti under 35 (unici in Abruzzo finanziati dal Ministero della Cultura) abiteranno l’Ostello sul Tratturo per preparare “Je so’ pazzo”, un programma pazzesco dedicato alla follia nel ‘700 e all’anatomista Domenico Cotugno, con musiche di Vivaldi e un pezzo raro ritrovato a Oxford. In programma anche tre giorni di registrazioni nella magnifica Chiesa di Santa Maria de’ Centurelli e due grandi concerti gratuiti nel weekend. Scoprite tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇❤️🎼

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Radici, Navelli

Navelli (AQ) – C’è un momento preciso dell’anno in cui i borghi arrampicati sulle dorsali dell’Appennino abruzzese tornano a riappropriarsi del loro silenzio più intimo e ancestrale. Finita la parentesi dorata e rumorosa delle vacanze estive, le imposte delle case in pietra si chiudono, le viuzze si svuotano e i paesi sembrano scivolare dolcemente in un limbo di solitudine in attesa dell’inverno. Ma è proprio all’interno di questa quiete apparente che il vuoto può trasformarsi in un’officina di pensiero, in una risorsa terapeutica ed etica capace di rigenerare il territorio attraverso i linguaggi della grande arte. Da lunedì 14 a domenica 20 settembre 2026, l’altopiano di Navelli si trasforma nella culla della musica barocca europea ospitando la seconda, attesissima edizione di “RADICI. Residenze musicali nell’Appennino abruzzese”, lo straordinario progetto dell’Ensemble Baccano nato per dimostrare come le note possano mettere radici nei rioni più isolati del nostro Paese.

Per un’intera settimana, nove talentuosi musicisti dell’Ensemble si sono riuniti a Civitaretenga, suggestiva frazione del Comune di Navelli, per dare vita a una residenza artistica e a un laboratorio di educazione permanente ospitato all’interno dell’Ostello sul Tratturo, il virtuoso progetto di rigenerazione urbana gestito dalla cooperativa di comunità “Oro Rosso”. Guidati dal rigore filologico del direttore musicale, il Maestro Petr Zejfart, i giovani strumentisti stanno lavorando a porte aperte, integrandosi con i residenti e le famiglie del posto. Non parliamo di un’accademia asettica, ma di un’alleanza di scopo trasparente finanziata dallo Stato e dagli enti locali tramite il bando RESTART Cultura del Comune dell’Aquila, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Abruzzo, tesa a valorizzare il merito under 35 ed arginare l’esodo delle migliori intelligenze artistiche locali.

La follia e la chirurgia nel Settecento: il programma dedicato al medico Cotugno

Il ruolino di marcia del festival si addentra quest’anno nei corridoi della storia della medicina dello Stato, grazie alla sinergia strategica siglata con l’Associazione MPC La Burlesque all’interno del progetto “L’Aquila, racconti e aneddoti tra paesaggi, luoghi e tradizioni popolari”. Il cartellone è interamente edificato attorno alla figura monumentale di Domenico Cotugno, l’illustre medico e anatomista settecentesco originario del Regno di Napoli, celebrato in Europa come l’“Ippocrate napoletano”. Il programma acustico, intitolato provocatoriamente “Je so’ pazzo. Salute e cura nell’Europa del ’700”, esplorerà attraverso il pentagramma i temi universali e spaventosi della follia, dell’ipocondria, della chirurgia e delle nevrosi umane dell’epoca, offrendo un parallelismo mozzafiato con le fragilità e le ansie digitali della società contemporanea.

Il pubblico dei viandanti e dei collezionisti potrà godere di un sound design d’eccellenza, taccuino alla mano. Sul leggio dell’Ensemble sfileranno partiture rare andate rubate nelle biblioteche internazionali, tra cui spiccano i complessi movimenti di Hypocondrie e la Sonata n. 1 del compositore boemo Jan Dismas Zelenka, il celebre e macabro quadro descrittivo Le Tableau de l’Opération de la Taille di Marin Marais (che traspone in musica le sofferenze chirurgiche dell’operazione della calcolosi) e le celebri arie di Antonio Vivaldi e Francesco Durante dedicate al tema della follia. A impreziosire il programma sarà una vera e propria chicca filologica: l’esecuzione della Toccata di Pietro Marchitelli, genio barocco originario di Villa Santa Maria (CH), il cui manoscritto è stato recentemente riscoperto all’interno di una biblioteca dell’Università di Oxford.

Le registrazioni nella Chiesa del Tratturo e i due concerti finali gratuiti

Uno degli elementi più affascinanti e d’avanguardia del progetto RADICI risiede nel concetto di “cultura circolare”, in cui lo studio sul territorio si materializza in una traccia permanente. Terminata la fase di Civitaretenga, i musicisti si trasferiranno per tre giorni nei laboratori di ripresa acustica coordinati dal sound engineer Davide Grotta. Le sessioni di registrazione audio finalizzate alla stampa di un CD ufficiale avverranno all’interno di due santuari della memoria abruzzese: la splendida ed evocativa Chiesa tratturale di Santa Maria de’ Centurelli, sentinella secolare dei pastori della transumanza, e l’Auditorium Giovanni Paolo II a L’Aquila, dimostrando come l’architettura e la porosità delle pietre antiche possano imprimere un carattere unico e incontaminato al suono analogico.

Il solenne commiato e il fischio finale della manifestazione si consumeranno attraverso due grandi concerti ufficiali ad ingresso completamente gratuito per la cittadinanza. Il primo appuntamento è fissato per sabato 19 settembre 2026 alle ore 18:30 nel suggestivo Chiostro dell’Ex Convento di Sant’Antonio a Civitaretenga. Il secondo round andrà in scena domenica 20 settembre alle 18:30 presso l’Auditorium Giovanni Paolo II a L’Aquila, preceduto alle ore 17:00 da una conferenza scientifica d’alto profilo dedicata alla vita e all’eredità di Domenico Cotugno. L’identità visiva della rassegna è sigillata da uno splendido manifesto fiorito di zafferano disegnato dall’illustratore Luca Di Sabatino. Spegnete per un fine settimana gli smartphone, abbandonate il grigiore del materialismo cittadino e salite a Navelli: i ragazzi dell’Ensemble Baccano — primo e unico complesso giovanile abruzzese ammesso al Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo — sono pronti a fare baccano, ricordandoci che la spensieratezza e la grande bellezza sono la medicina più potente che abbiamo per proteggere il nostro domani.

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Piana del Cavaliere

Oricola celebra il 4 Novembre con l’arte dell’uncinetto: il cuore tricolore di Uncinetti AMOricola al Monumento ai Caduti

Un cuore tricolore all’uncinetto: il meraviglioso gesto delle donne di Oricola per i Caduti.

In occasione del 4 Novembre, il gruppo Uncinetti AMOricola ha realizzato a mano un’installazione con decine di roselline verdi, bianche e rosse adagiata al Monumento ai Caduti.

Un bellissimo esempio di artigianato, unione e memoria storica della Piana del Cavaliere.

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Cuore realizzato in uncinetto al monumento caduti di Oricola

Oricola – La comunità di Oricola, perla incastonata nel cuore verde della Piana del Cavaliere in provincia dell’Aquila, ha celebrato la solenne ricorrenza del 4 Novembre con un gesto di commovente delicatezza e straordinaria intensità civica. In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, la cittadinanza ha voluto far sentire la propria presenza tangibile e affettuosa attraverso un autentico capolavoro di partecipazione artigianale a difesa della memoria condivisa per il nostro territorio.

Le maestre e appassionate custodi dell’arte del filo appartenenti al gruppo Uncinetti AMOricola hanno infatti realizzato una magnifica installazione scenografica a forma di cuore tricolore. L’opera è composta da decine di graziose roselline create a mano con certosina pazienza, intessute accostando con armonia e perizia filati di lana nei toni del filo verde, bianco e rosso della nostra bandiera.

L’omaggio è stato adagiato con rispetto e solennità ai piedi del Monumento ai Caduti di Oricola nella giornata di ieri, diventando il fulcro visivo delle cerimonie commemorative cittadine. Un suggestivo simbolo decorativo capace di unire la tenerezza dell’artigianato domestico alla riconoscenza eterna verso chi ha donato la propria giovinezza e il proprio sacrificio per la patria.

L’iniziativa è stata condivisa dalle promotrici con una toccante nota a margine delle celebrazioni: «In occasione della festa dell’unità nazionale e delle forze armate, anche noi Uncinettine abbiamo dato il nostro piccolo contributo», hanno spiegato con disarmante umiltà le autrici dell’opera, suscitando l’ammirazione e il caloroso plauso della cittadinanza per la nostra cultura popolare.

Uncinetti AMOricola e la creazione del cuore tricolore per il 4 Novembre

Dietro questa installazione si celano ore di meticoloso lavoro manuale, scandite da catenelle, maglie basse e punti operati con una straordinaria perizia artigianale. Un fecondo lavoro corale in cui ogni singola rosa all’uncinetto rappresenta una preghiera laica e un pensiero grato, confermando come l’arte dell’uncinetto sappia rinnovarsi continuamente mettendo generazioni a confronto tra nonne, madri e figlie.

I colori scelti simboleggiano i valori più alti dell’identità patria: il verde dei pascoli appenninici e della speranza, il bianco candido delle nevi e della pace, il rosso acceso del coraggio e dell’amore patrio. La composizione ha trasformato il monumento in un vivo luogo di incontro e di riflessione civile per tutti coloro che si sono recati in piazza per rendere onore ai soldati caduti sotto i colori della bandiera italiana.

L’omaggio ha destato profonda emozione non soltanto a Oricola ma nell’intero comprensorio, attirando l’attenzione delle comunità limitrofe di Carsoli, Pereto e Rocca di Botte. Gli scatti del cuore tricolore hanno fatto rapidamente il giro dei social network, dimostrando l’inesauribile vitalità creativa e il forte spirito di appartenenza che animano i piccoli borghi dell’Abruzzo montano.

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La Giornata dell’Unità Nazionale e il tributo al Monumento ai Caduti

La ricorrenza del 4 Novembre, istituita per commemorare l’armistizio di Villa Giusti che pose fine alla Prima Guerra Mondiale nel 1918, rappresenta un pilastro della memoria storica collettiva. Ricordare i soldati caduti nelle trincee significa riaffermare l’importanza della coesione democratica e dell’unità nazionale, trasmettendo alle giovani generazioni l’orrore per ogni conflitto bellico.

Durante la cerimonia solenne, la deposizione della tradizionale corona d’alloro alla presenza delle autorità civili e militari è stata accompagnata dalle note commoventi del Silenzio d’ordinanza e dell’Inno di Mameli. La presenza dell’installazione delle Uncinettine ha conferito alla funzione un carattere familiare e intimo, trasformando una ricorrenza formale in un abbraccio corale dell’intera cittadinanza.

Questo nobile esempio di cittadinanza attiva rispecchia la generosità che da sempre contraddistingue le comunità della Marsica, pronte a mobilitarsi per valorizzare il decoro urbano e preservare la memoria condivisa, in piena armonia con le tante iniziative promosse nei Comuni dell’Abruzzo e la memoria storica a tutela delle tradizioni locali.

L’artigianato femminile e la memoria storica nella Piana del Cavaliere

La meritoria riscoperta delle arti tessili promossa dal gruppo Uncinetti AMOricola assume un valore sociale di primaria importanza. In un’epoca dominata dalla fretta tecnologica, il lavoro paziente dell’uncinetto educa alla cura del dettaglio, promuovendo la convivialità femminile e riscoprendo il piacere di ritrovarsi insieme attorno a un progetto condiviso.

L’associazione si è trasformata nel tempo in un autentico presidio di socialità contro l’isolamento delle aree interne. Le signore mettono a frutto la propria sapienza manuale a beneficio del bene comune, realizzando addobbi per le festività natalizie, creazioni benefiche e installazioni civiche che arricchiscono il calendario di eventi della Piana del Cavaliere.

Il cuore tricolore rimarrà a vegliare sul Monumento di Oricola come testimonianza di devozione e attaccamento alle radici. Un sincero omaggio ai caduti che fonde onore e memoria, ricordandoci con la delicatezza dei fili di lana che una comunità è viva e forte quando batte all’unisono come un solo, grande cuore tricolore.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Territorio

Casalincontrada dice no al parco agrivoltaico, Angelo Radica schiera Città del Vino: difendiamo l’agricoltura e il paesaggio d’Abruzzo

Scontro sull’agrivoltaico a Casalincontrada: l’Associazione Nazionale Città del Vino si schiera al fianco del Comune e dei cittadini contro il nuovo parco energetico.

Il presidente Angelo Radica annuncia ricorsi in tutte le sedi: “Favorevoli alle rinnovabili ma difendiamo il paesaggio e l’agricoltura di qualità dai progetti calati dall’alto”.

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Angelo-Radica

Casalincontrada – La battaglia per la salvaguardia del paesaggio agrario, della fertilità dei terreni e dell’identità enogastronomica abruzzese registra una mobilitazione istituzionale senza precedenti. L’Associazione Nazionale Città del Vino, prestigioso sodalizio che riunisce ben 545 enti locali italiani, ha annunciato il proprio totale e incondizionato supporto al Comune, al sindaco e all’intera comunità locale di Casalincontrada, scesi compatti in trincea contro l’ipotesi di insediamento di un imponente parco agrivoltaico industriale su suoli di pregio per iniziativa del presidente Angelo Radica.

«Come associazione nazionale di 545 comuni siamo accanto ai cittadini, al sindaco e amministrazione di Casalincontrada per difendere un territorio caratterizzato da una produzione agricola di qualità, minacciato da un impianto che ne comprometterebbe perennemente lo sviluppo», ha dichiarato con fermezza Radica. L’associazione si è detta immediatamente disponibile ad affiancare il municipio promuovendo iniziative di protesta pubbliche e sostenendo formalmente ricorsi in tutte le sedi giurisdizionali competenti a tutela del territorio.

Al centro della contesa si staglia il valore inestimabile del paesaggio rurale che caratterizza le splendide colline teatine, modellate da generazioni di contadini attraverso la cura meticolosa di vigneti e oliveti secolari a denominazione controllata. La trasformazione di ampie estensioni agricole in distese di moduli specchianti e recinzioni rischia di spezzare l’armonia ecologica dei luoghi, infliggendo un colpo mortale allo sviluppo economico delle aziende familiari radicate nel comprensorio.

Radica ha ribadito con chiarezza la linea di principio: nessuno si oppone alla transizione energetica, ma questa non può compiersi sacrificando i suoli fertili. «Siamo assolutamente favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma senza danneggiare il paesaggio e l’agricoltura di pregio», ha precisato il presidente, denunciando il rischio che la transizione ecologica diventi un pretesto per favorire il consumo di suolo e la speculazione finanziaria promossa dalle multinazionali dell’energia a discapito del nostro ambiente.

Angelo Radica e la battaglia di Città del Vino a Casalincontrada

L’affondo di Angelo Radica investe direttamente le scelte legislative approvate a livello statale e regionale. La vicenda di Casalincontrada viene indicata come la diretta conseguenza di un quadro normativo fragile e inadeguato: «Sia in sede di approvazione della legge nazionale che di quella regionale sulle cosiddette aree idonee abbiamo come Città del Vino presentato emendamenti che tutelavano le aree agricole da questo tipo di investimenti: tutti bocciati, a testimonianza di un orientamento del governo e della maggioranza regionale insensibile al tema attraverso la legge sulle aree idonee con emendamenti bocciati».

Sul fronte parlamentare, le istanze degli enti locali erano state portate avanti dal senatore Michele Fina, che aveva recepito integralmente le proposte di buonsenso formulate dai territori per garantire la tutela delle aree agricole. Ciononostante, il pacchetto di modifiche è stato respinto in Commissione parlamentare dai voti contrari espressi dalla maggioranza di governo, aprendo la strada a contenziosi diffusi che oggi penalizzano pesantemente la politica delle comunità locali.

«La vicenda di Casalincontrada rappresenta la conseguenza di un frettoloso atteggiamento di chiusura che ha visto respingere le richieste avanzate da tutte le associazioni agricole, dal Consorzio tutela Vini d’Abruzzo e dalle rappresentanze civiche», ha rimarcato Radica, evidenziando come sia stata approvata una disciplina regionale che non risponde minimamente alle reali esigenze dell’agricoltura abruzzese.

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Le aree idonee in Abruzzo e gli emendamenti respinti sul paesaggio

I sindaci contestano l’assenza di Piani Energetici Regionali accurati capaci di mappare preventivamente le zone sacrificabili, evitando di affidare il destino delle campagne alla mera iniziativa privata. I vuoti normativi attuali finiscono per avvantaggiare i fondi d’investimento internazionali, che acquistano o affittano terreni agricoli promettendo canoni allettanti ma provocando un devastante impatto territoriale sui borghi limitrofi.

L’effetto di queste installazioni selvagge ricade pesantemente sul turismo enogastronomico, asset primario dell’economia abruzzese. Chi visita la regione per ammirarne i vigneti storici, le cantine e le bellezze architettoniche non può trovarsi di fronte a distese metalliche che deturpano l’identità paesaggistica, vanificando gli sforzi di promozione compiuti dalle cantine vitivinicole e distruggendo un patrimonio collettivo inestimabile, tematica di legalità e tutela già affrontata nelle cronache su legalità e difesa del territorio in Abruzzo.

La soluzione indicata dagli esperti di settore esiste ed è praticabile: privilegiare categoricamente le aree industriali dismesse, i tetti dei capannoni produttivi, le cave e discariche bonificate e tutte le zone già compromesse da insediamenti antropici pregressi, azzerando il consumo di nuovo suolo coltivabile e preservando la biodiversità.

Il Manifesto nazionale con Città dell’Olio per tutelare i suoli agricoli

A tracciare la rotta per un’autentica transizione sostenibile è il Manifesto nazionale promosso nel 2024 da Città del Vino congiuntamente all’Associazione Nazionale Città dell’Olio. Il documento invoca un approccio integrato e sistemico che tenga conto di criteri tecnici, sociali, produttivi e culturali, prevedendo l’istituzione di Tavoli di monitoraggio regionali con il coinvolgimento vincolante di sindaci e comunità locali.

Il testo esprime una contrarietà netta ai progetti calati dall’alto e alla cessione dei campi alle imprese del settore energetico a scapito degli imprenditori agricoli locali. Realizzare impianti su terreni che compromettono la fertilità della terra equivale a ipotecare la sovranità alimentare e la memoria storica dei territori per logiche di mero profitto finanziario.

La battaglia intrapresa a Casalincontrada segna un punto di non ritorno per la difesa del territorio abruzzese. La ferma presa di posizione di Angelo Radica e di Città del Vino riaccende la mobilitazione civica, richiamando la politica regionale a rivedere con urgenza i criteri autorizzativi per assicurare un autentico sviluppo sostenibile e difendere il futuro dell’agricoltura di qualità.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Operazione Metamorfosi a Sulmona, la senatrice Gabriella Di Girolamo: fare piena luce sulla droga e sulle complicità eccellenti

Operazione “Metamorfosi” a Sulmona: giro d’affari da 200mila euro al mese, monopolio della cocaina, armi e legami con la camorra.

La senatrice Gabriella Di Girolamo (M5S) chiede di fare luce fino in fondo: “Allarmante, l’inchiesta sveli anche i presunti acquirenti eccellenti e le complicità”.

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Gabriella-Di-Girolamo-

Sulmona – Il territorio della Valle Peligna e l’intero Abruzzo sono scossi dalle sconvolgenti risultanze investigative emerse con l’operazione Metamorfosi, una vasta offensiva giudiziaria che ha scoperchiato un radicato e allarmante sistema criminale. L’inchiesta ha documentato un colossale giro d’affari stimato tra i centottantamila e i duecentomila euro al mese, legato a un presunto monopolio della cocaina gestito attraverso una brutale sequenza di minacce armate, incendi dolosi, estorsioni a tappeto e detenzione di esplosivi nella Valle Peligna.

A intervenire con una presa di posizione categorica è la senatrice peligna del Movimento 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo, la quale ha definito il quadro emerso come un fenomeno di gravità inaudita che non può essere derubricato a mera cronaca locale: «Quanto emerge è un fenomeno allarmante che riguarda l’intera comunità abruzzese e non soltanto Sulmona. Serve una coraggiosa reazione delle istituzioni per fare piena luce senza alcuna reticenza» sul versante della nostra politica.

Dagli atti dell’indagine trapelano scenari inquietanti che descrivono l’uso spregiudicato di metodi mafiosi: gli investigatori parlano infatti di un pericoloso ordigno esplosivo già predisposto per compiere una ritorsione dinamitarda contro rivali e persino di una trattativa per cento chili di sostanza stupefacente da immettere sulle piazze di spaccio regionali, accompagnata da costanti estorsioni e intimidazioni ai danni degli operatori economici.

L’elemento più allarmante evidenziato dagli inquirenti risiede nella presunta saldatura criminale avvenuta tra delinquenti del posto e figure legate a contesti camorristici e alla criminalità organizzata campana. L’organizzazione avrebbe utilizzato un noto bar come base operativa per pianificare le attività illecite, estendendo i propri tentacoli sul territorio e seminando un clima di omertà e paura tra i residenti.

Gabriella Di Girolamo e l’allarme sull’operazione Metamorfosi a Sulmona

La parlamentare ha espresso il più sentito ringraziamento agli inquirenti: «Doveroso il ringraziamento alla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, alla Polizia di Stato e a tutti gli investigatori impegnati nell’operazione. Il loro lavoro silenzioso e professionale restituisce fiducia ai cittadini onesti e agli operatori economici che resistono ogni giorno. Un pensiero va anche alla magistratura, a partire dal gip del Tribunale dell’Aquila che ha coordinato i provvedimenti con le forze dell’ordine».

Nel mirino degli approfondimenti investigativi potrebbe ora finire il versante della domanda di stupefacenti, con indiscrezioni che agitano la città d’Ovidio. Tra i presunti acquirenti abituali si fa riferimento a dipendenti comunali, commercianti noti, liberi professionisti e perfino politici conosciuti della zona. La senatrice ha precisato che si tratta di notizie ancora da riscontrare, per le quali vige la sacrosanta presunzione di innocenza a tutela dei singoli, ma ha sollecitato la massima intransigenza sui cosiddetti assuntori eccellenti.

«Se vi fossero persone che ricoprono ruoli pubblici o di rilievo nella comunità, il tema sarebbe di enorme gravità», ha incalzato Di Girolamo. Chi riveste responsabilità istituzionali non può ignorare che «dietro una dose c’è una filiera di violenza che alimenta estorsioni e armi», esponendo la pubblica amministrazione a un inaccettabile rischio di ricatto che mette a repentaglio la stessa libertà delle istituzioni democratiche.

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La Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila e le infiltrazioni camorristiche

Le modalità operative adottate dalla presunta rete criminale evidenziano un livello di sofisticazione moderno e pervasivo. Gli indagati gestivano le consegne a domicilio per i clienti più facoltosi, accettavano pagamenti con il Pos per simulare consumazioni ordinarie e schermare i flussi finanziari, ricorrevano a comunicazioni criptate su app di messaggistica ed esercitavano pesanti minacce ai debitori che non riuscivano a saldare le dosi.

L’infiltrazione dei clan rischia di alterare gravemente la concorrenza e la tenuta del tessuto economico locale. La senatrice Di Girolamo ha sottolineato l’urgenza di proteggere commercianti e piccoli imprenditori, incoraggiando la denuncia dei commercianti contro ogni tentativo di usura ed estorsione per arginare l’infiltrazione mafiosa, tematiche cruciali per la sicurezza già affrontate negli approfondimenti sulle misure di tutela per i Comuni e le comunità dell’Abruzzo.

Tra le proposte concrete avanzate dalla parlamentare figura la richiesta al Ministero dell’Interno per un immediato rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine nel territorio peligno. Potenziare il commissariato di polizia e i presidi di sicurezza periferici rappresenta un segnale fondamentale per ribadire la presenza tangibile dello Stato in un’area montana spesso esposta a fenomeni di marginalità e attenzionata dalle cronache giudiziarie di cronaca.

I presunti acquirenti eccellenti e il patto criminale nella Valle Peligna

Il messaggio politico e civile tracciato da Gabriella Di Girolamo insiste sulla consapevolezza etica della comunità: «Consumare non significa far parte dell’organizzazione e questa distinzione giuridica va rispettata. Ma ogni cittadino ha il dovere civico di sapere che alimentare il circuito economico criminale significa finanziare armi e intimidazioni», rendendosi oggettivamente complici del degrado sociale provocato dal consumo di stupefacenti.

La battaglia contro le droghe pesanti non può tuttavia esaurirsi nella sola risposta repressiva. La senatrice ha sollecitato investimenti cospicui a favore della prevenzione nelle scuole e del rilancio dei servizi per le dipendenze patologiche della Asl, evidenziando come la domanda di droga si sconfigga anzitutto attraverso la cultura e cura, supportando i giovani e le famiglie prima che cadano nella spirale della dipendenza.

«L’Abruzzo ha gli anticorpi per reagire, ma serve una risposta collettiva: istituzioni, politica, associazioni e cittadini. Nessuno può voltarsi dall’altra parte», ha concluso Di Girolamo. La Valle Peligna si trova di fronte a una prova decisiva per riaffermare i valori di onestà, trasparenza e riscatto civile, respingendo ogni legame opaco e schierandosi compatta nella difesa della legalità al fianco della laboriosa società civile abruzzese.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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