Rimani in contatto con noi
#

Eventi

Ippodromo delle Capannelle, la grande rinascita: oltre cinquemila in festa per il Centenario

La storia di Roma torna finalmente a splendere e a correre! Un bagno di folla da oltre 5.000 persone ha festeggiato ieri il Centenario dello storico Ippodromo delle Capannelle, salvato in extremis dalla chiusura dopo decenni di malagestione e maxidebiti. Una giornata di pura gioia tra corse di galoppo, bambini in festa nel Pony Village e musica fino al tramonto. L’assessore capitolino Alessandro Onorato ha parlato di un vero e proprio “miracolo” amministrativo (compiuto in soli 144 giorni in stretta sinergia con il Masaf e Zètema), che non solo ha riqualificato le storiche tribune, ma ha soprattutto salvato il posto di lavoro di 85 padri e madri di famiglia. Leggi il racconto della rinascita di Capannelle, tornata a essere simbolo di speranza e legalità 👇

Pubblicato

a

Centenario_20 sett_2026

Roma – Ci sono luoghi, nel tessuto urbano pulsante e stratificato della Capitale, che non sono semplicemente composti da mattoni, tribune e prati verdi, ma rappresentano dei veri e propri scrigni custodi della memoria emotiva e sociale di intere generazioni di cittadini. L’Ippodromo delle Capannelle è senza ombra di dubbio uno di questi santuari laici, un pezzo inestimabile di storia romana che, dopo aver sfiorato il baratro della chiusura definitiva, è prepotentemente tornato a splendere.
La giornata di ieri si è trasformata in un evento dal sapore epico e liberatorio, celebrando il traguardo monumentale del Centenario dell’impianto con un successo di pubblico che ha superato ogni più rosea aspettativa. Oltre cinquemila persone, tra famiglie entusiaste, appassionati storici di ippica e semplici curiosi, si sono riversate gioiosamente nei vastissimi spazi dell’ippodromo, restituendo finalmente e fisicamente alla città di Roma uno dei suoi luoghi simbolo. Un’affluenza oceanica che ha fatto vibrare di nuova vita la leggendaria tribuna storica, progettata e inaugurata esattamente cento anni fa, nel lontano 1926, dal visionario architetto Paolo Vietti Violi.

Un bagno di folla per il galoppo: dalle corse ai giochi per bambini

L’atmosfera che si respirava ieri a Capannelle era quella delle grandi, indimenticabili feste popolari di un tempo. Il fitto programma della manifestazione ha saputo coniugare magistralmente la pura adrenalina dello sport agonistico con il divertimento spensierato e familiare.
Il pubblico ha potuto assistere con il fiato sospeso a otto spettacolari e agguerrite corse di galoppo (tra cui spiccavano per importanza e prestigio il Premio Centenario e il Premio Campidoglio), tifando per i maestosi purosangue che hanno solcato le piste tirate a lucido. Ma la festa non si è limitata al solo aspetto agonistico: l’immenso prato verde dell’impianto è stato animato per tutto il giorno da coinvolgenti visite guidate storico-architettoniche, stand gastronomici ricchi di prelibatezze locali e, soprattutto, dalle risate dei più piccoli, veri protagonisti della giornata grazie alle tantissime attività dedicate a loro nel Pony Village. Il tramonto romano ha poi lasciato spazio alla musica, chiudendo i festeggiamenti con un vibrante e partecipatissimo DJ set serale che ha fatto ballare migliaia di giovani, sancendo la riappropriazione definitiva dello spazio da parte della cittadinanza.

Il “miracolo” di Roma Capitale: Onorato e la fine del declino

Il clima di giubilo generale ha fatto da preziosa cornice istituzionale alle dichiarazioni, cariche di orgoglio e soddisfazione, di chi ha lavorato dietro le quinte per scongiurare un disastro annunciato. Il salvataggio di Capannelle, infatti, è il felice risultato di una faticosissima maratona burocratica avviata congiuntamente da Roma Capitale e dal Ministero dell’Agricoltura (MASAF).
“L’Ippodromo delle Capannelle oggi compie 100 anni ed è un pezzo inestimabile di storia di Roma e di tutto il nostro Paese. Siamo immensamente orgogliosi di presentarlo alla città in una veste del tutto nuova e profondamente rinnovata”, ha dichiarato con fervore Alessandro Onorato, dinamico assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Le sue parole non nascondono le enormi criticità affrontate: “Abbiamo compiuto un vero miracolo in pochissimo tempo, con interventi durati soli 144 giorni su una superficie immensa di oltre 134 ettari. Dopo decenni insopportabili di malagestione e un maxidebito spaventoso di oltre 20 milioni di euro nei confronti dell’Amministrazione, abbiamo assunto la responsabilità di gestire questo impianto che avevamo purtroppo ereditato in condizioni disastrose. Da triste simbolo di declino e degrado, oggi Capannelle è diventato il simbolo luminoso di speranza, ripartenza e, soprattutto, legalità”.

Zètema e MASAF: ottantacinque posti di lavoro salvati e un futuro radioso

In questa complessa e delicatissima operazione di rinascita civica, un ruolo tecnico e operativo assolutamente determinante è stato svolto dalla società capitolina Zètema Progetto Cultura. In una manciata di mesi, Zètema non solo ha coordinato e diretto i mastodontici lavori di riqualificazione strutturale delle piste e degli stabili, ma ha compiuto un gesto di straordinaria e fondamentale importanza sociale: ha garantito la continuità occupazionale e professionale assumendo a tempo determinato ben 85 lavoratrici e lavoratori, salvando di fatto decine di famiglie dalla disperazione e dalla disoccupazione.
Anche le alte sfere governative hanno voluto far sentire il loro forte sostegno all’operazione. Il Senatore Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario al MASAF, ha ribadito l’impegno strategico del dicastero: “Capannelle torna finalmente a correre e a guardare al proprio futuro con rinnovata fiducia e incrollabile ottimismo. Con una felice intuizione del ministro Lollobrigida, questo impianto è stato ufficialmente classificato come ippodromo istituzionale: su di esso vogliamo consolidare e costruire il lungo percorso di rinnovamento dell’intera ippica italiana”. La festa del Centenario si chiude, ma la rinascita di Roma ha appena tagliato il nastro di partenza.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Eventi

L’oro della memoria abruzzese sbarca in Canada con Goffredo Palmerini: una parata di artisti under 40 per abbracciare i rioni degli emigrati a Toronto e Ottawa

L’orgoglio e la grande cultura dell’Abruzzo varcano l’Oceano Atlantico per abbracciare le storiche comunità degli emigrati in Nord America! Dal 23 al 29 settembre una delegazione d’élite composta dai musicisti Filoso, Giovannucci e De Ritis, dagli attori Sacerdote e Ciavalini e dallo stimato saggista aquilano Goffredo Palmerini sarà ospite d’onore delle Federazioni Abruzzesi in Canada. In programma due monumentali serate di gala a ingresso gratuito presso il Montecassino Event Venue di Toronto e il Marconi Centre di Ottawa, dove andrà in scena lo straordinario spettacolo teatrale e jazz “Terra di racconti” per sconfiggere la solitudine e celebrare la gastronomia tipica rionale. Il viaggio specchio di Palmerini proseguirà poi negli Stati Uniti tra le famiglie di Detroit in Michigan. Scoprite l’intero reportage nel nostri articolo! 👇

Pubblicato

a

Goffredo Palmerini, Ottawa 2025

L’Aquila – Ci sono radici culturali talmente profonde, fierte e durature che non temono le distanze oceaniche o lo scorrere spietato delle generazioni, ma che viaggiano nei secoli per trasformarsi in autentiche officine di appartenenza e in una preziosa risorsa terapeutica ed etica contro il torpore e le solitudini del presente. L’identità di un popolo e la sua colonna verbale, quando si spogliano dei vecchi e polverosi cliché folkloristici, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente in grado di unire le comunità transnazionali, offrendo alle famiglie degli italiani all’estero un’oasi di spensieratezza colta, lontana dall’asfissia protettiva del materialismo contemporaneo. Il cammino pluriennale delle relazioni culturali tra l’Abruzzo e le grandi comunità della diaspora nordamericana si appresta a vivere un capitolo storico ed emozionante. Mercoledì 23 settembre 2026, una delegazione d’élite composta da musicisti under 40, attori teatrali e saggisti decollerà dall’Italia alla volta del Canada per una solenne e fitta missione istituzionale e artistica programmata fino al 29 settembre nelle metropoli di Toronto e Ottawa.

La spedizione d’eccellenza risponde al prestigioso invito formale formulato congiuntamente dai laboratori della Federazione Abruzzese Greater Toronto e della Federazione Abruzzese Canada di Ottawa, teso a valorizzare il merito e il talento dei professionisti della penisola e a rinsaldare i vincoli di coesione sociale con i rioni dell’Ontario e del Quebec. A guidare questo salotto culturale in movimento sarà lo stimato giornalista e scrittore aquilano Goffredo Palmerini, colonna storica dell’INPGI e fiero studioso dei flussi migratori, considerato dalle istituzioni dello Stato come un autentico e indistruttibile ponte umano con le comunità abruzzesi nel mondo. Accanto a lui viaggeranno i talentuosi musicisti Manuele Filoso (Pretoro), Sebastian Giovannucci (Sulmona) e Vincenzo De Ritis (Guardiagrele), supportati dalle performance degli artisti Marcello Sacerdote (Pescara) e Nico Ciavalini (Fara Filiorum Petri), taccuino alla mano e passioni calde.

Il gran galà a Vaughan e lo show “Terra di racconti” contro l’isolamento digitale

La macchina organizzativa della trasferta d’oltreoceano vede come motori e anime stanziali figure chiave dell’imprenditoria italo-canadese: Josie Alonzi e Ivana Fracasso per l’area metropolitana di Toronto e Hamilton, accanto al deus ex machina Angelo Filoso e alla presidente Olimpia Bevilacqua per la logistica nella Capitale federale. Il primo round monumentale andrà in scena venerdì 25 settembre 2026 a Vaughan, presso gli sfarzosi saloni del Montecassino Event Venue, teatro di un sontuoso ed esclusivo pranzo e serata di gala. Il picco emotivo dello show si accenderà con il debutto dello spettacolo teatrale “Terra di racconti”, un’opera di squadra eccezionale interpretata dall’attore e cantastorie Marcello Sacerdote insieme a Nico Ciavalini, fine cultore della memoria orale e dei testi della tradizione contadina dell’Appennino.

I due artisti scenderanno sul palcoscenico per scacciare l’isolamento degli schermi digitali e degli smartphone, riabilitando i soft skill della narrazione teatrale pura per raccontare un Abruzzo verace, privo di ipocrisie commerciali e denso di onestà intellettuale. Subito dopo, il sound design della festa sarà affidato al concerto dei tre maestri del pentagramma: il clarinettista e direttore d’ensemble Manuele Filoso, il virtuoso della fisarmonica bitonale Sebastian Giovannucci (noto per far collidere i ritmi rionali alle metriche d’avanguardia del jazz) e il pianista e compositore Vincenzo De Ritis, pronto a far tremare la platea muovendosi con fluidità strutturale tra il tango, il jazz e il valzer-musette. Un repertorio inedito andato già rubato nelle richieste dei collezionisti della comunità abruzzese canadese.

Dall’abbraccio di Ottawa al viaggio specchio di Palmerini nel Michigan

La serata d’onore di Toronto, magistralmente condotta in totale trasparenza da Angelo Filoso e Larry Viani, prevede i saluti solenni delle massime autorità dello Stato nordamericano e la consegna di prestigiosi riconoscimenti ai passeggeri di questa spedizione culturale, celebrando al contempo il merito di ospiti d’onore del calibro di Gino Rosati, Fulvio Florio e Alberto Di Giovanni. Il secondo round della manifestazione si consumerà domenica 27 settembre 2026 a Ottawa, dove le storiche sale del Marconi Centre ospiteranno la replica dello spettacolo “Terra di racconti”, un appuntamento di coesione rionale che richiamerà centinaia di delegati e famiglie provenienti anche dai quartieri metropolitani di Montreal, trasformando la grande gastronomia e i sapori veri d’Abruzzo in un comfort funzionale perfetto per curare le nostalgie della terra natia.

Mentre il ruolino di marcia degli artisti e dei musicisti si completerà il 29 settembre con il fischio finale del tour e il rientro sui voli diretti per Roma, la programmazione strategica e pluriennale dello scrittore Goffredo Palmerini prevede un’ulteriore e fitta serie di tappe istituzionali oltre i confini del Canada. Lo studioso aquilano proseguirà infatti il suo viaggio specchio in totale solitudine verso gli Stati Uniti, per addentrarsi nel cuore industriale del Michigan e fare visita alla folta comunità abruzzese stanziale nella città di Detroit. Palmerini raccoglierà nuovi dati, storie di riscatto operaio e verbali associativi per i suoi prossimi saggi dedicati all’emigrazione dello Stato, blindando i controlli sulla memoria storica prima del suo definitivo rientro in Italia, programmato per il 5 ottobre. Spegnete per un attimo gli smartphone e aprite il cuore all’orgoglio: perché finché ci sarà un musicista capace di far suonare una fisarmonica abruzzese dall’altra parte del mondo, il domani della nostra terra sarà per sempre libero, protetto e profondamente umano.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

“Una tavola ci unisce”: la Comunità di don Benzi torna in piazza contro la fame e la povertà

Non basta dare da mangiare a chi ha fame, bisogna fargli posto alla propria tavola! Il prossimo 26 settembre torna in tutte le piazze d’Italia “Un Pasto al Giorno”, il grande evento solidale organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Un appuntamento fondamentale per combattere l’indifferenza e accendere i riflettori sull’emergenza povertà, che solo nel Lazio colpisce ormai il 5,7% delle famiglie. Ai cittadini che si fermeranno ai banchetti verrà donato un magnete in legno a forma di pezzo di puzzle, simbolo che la lotta alle disuguaglianze funziona solo se ognuno fa la sua piccola parte. Scopri i dettagli di questa bellissima campagna e le parole del fondatore don Oreste Benzi nel nostro articolo 👇

Pubblicato

a

Comunità di don Benzi

Roma – In una società sempre più frenetica, individualista e pericolosamente abituata a voltare lo sguardo dall’altra parte di fronte al dolore altrui, esiste un bisogno disperato di riscoprire il calore umano e il profondo valore della condivisione. Non una fredda e distaccata assistenza caritatevole, ma una vera e propria comunione di vite e di destini. È con questo spirito profetico e rivoluzionario, ereditato dal suo indimenticato fondatore, che la Comunità Papa Giovanni XXIII si prepara a scendere nuovamente per le strade.
Il prossimo 26 settembre tornerà infatti ad animare le piazze di Roma, del Lazio e di tutta Italia l’attesissimo evento solidale ‘Un Pasto al Giorno’, una mobilitazione nazionale nata per scuotere le coscienze e sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma globale della fame e dell’indigenza. La campagna di quest’anno, intitolata ‘Una tavola ci unisce’, sceglie di provocare i passanti in modo delicato ma potentissimo: a chi deciderà di fermarsi presso i banchetti dei volontari verrà consegnata una piccola tessera in legno, il frammento di un grande puzzle illustrato. Un oggetto dal forte valore simbolico, pensato per ricordarci che la lotta alle disuguaglianze non può mai essere delegata esclusivamente alle istituzioni, ma richiede l’impegno concreto di ciascuno di noi. Se manca anche un solo tassello, il disegno della solidarietà umana resta fatalmente incompleto e spezzato.

L’allarme povertà nel Lazio e il lavoro invisibile dell’accoglienza

La mobilitazione della Comunità fondata nel 1968 dal carismatico don Oreste Benzi parte da una presenza capillare, instancabile e profondamente radicata sul territorio laziale. Attualmente sono ben 6 le realtà di accoglienza della Comunità attive nella regione, rifugi sicuri che ogni anno offrono riparo, calore e dignità a circa 30 persone disperate e abbandonate da tutti.
La responsabilità collettiva invocata dai volontari in piazza non riguarda, infatti, soltanto le carestie e le drammatiche emergenze dei Paesi del Terzo Mondo. La fame e l’esclusione sociale abitano nei nostri quartieri, spesso nascoste dietro la porta del nostro vicino di casa. I numeri diffusi dagli ultimi rilevamenti dell’Istat tracciano un quadro regionale che definire allarmante è un eufemismo: nel Lazio, l’incidenza della povertà relativa familiare ha raggiunto la drammatica soglia del 5,7%. Un dato crudo e doloroso che riporta prepotentemente l’emergenza al cuore delle nostre comunità locali, dimostrando come l’indigenza non sia un fenomeno esotico o lontano, ma una ferita aperta che sanguina quotidianamente lungo i marciapiedi delle nostre stesse città.

L’illustrazione del puzzle: una tavola sconfinata senza differenze

Il cuore visivo e narrativo della campagna di quest’anno è la magnifica illustrazione che decora il puzzle in legno, un’opera d’arte corale firmata da Filippo Serafini, figlio di una famiglia della Comunità e cresciuto proprio nella storica parrocchia che fu di don Benzi. Il disegno raffigura un’unica, lunghissima e infinita tavolata: un affresco vibrante di vita quotidiana dove non esiste più alcuna odiosa distinzione tra chi offre l’aiuto e chi lo riceve, perché tutti vi siedono attorno con la stessa dignità.
In quell’immagine poetica si incontrano bambini sorridenti, anziani fragili, persone con gravi disabilità, senzatetto infreddoliti e giovani missionari in festa. C’è chi fa scivolare una sedia per aggiungere un posto in più, chi spezza e condivide il pane, chi spinge premurosamente una carrozzina. È la perfetta e commovente traduzione in immagini di ciò che la Comunità vive silenziosamente ogni singolo giorno nelle sue innumerevoli Case Famiglia, nelle Capanne di Betlemme e nelle comunità terapeutiche sparse in 40 Paesi del mondo. E il cerchio della solidarietà si chiude in modo perfetto: i magneti in legno distribuiti in piazza sono stati realizzati e levigati artigianalmente dalla Cooperativa sociale Ro’ La Formichina di Catania, una realtà straordinaria che offre un’occasione di riscatto lavorativo e umano a persone che la società aveva brutalmente scartato.

Dalla carità alla giustizia sociale: l’insegnamento di don Benzi

Ogni singolo dettaglio della campagna rimanda a una convinzione incrollabile: il cibo offerto non è mai soltanto mero nutrimento per il corpo, ma si trasforma in istruzione, salute, protezione e, soprattutto, in una reale possibilità di futuro. È questa l’impronta spirituale inconfondibile di don Oreste Benzi: non basta mai dare da mangiare all’affamato da lontano, occorre fare posto alla propria tavola e condividere il calore della propria vita.
«C’è un’enorme e incolmabile differenza fra dare da mangiare all’affamato e invitarlo a condividere il pasto alla propria tavola. La condivisione annulla definitivamente la distanza fra chi ha e chi non ha», ricorda oggi con forza Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. L’iniziativa del 26 settembre (info e piazze sul sito ufficiale unpastoalgiorno.org) lancia dunque un appello vibrante alla nazione: scendere in piazza non è un semplice e pietoso gesto di elemosina o di carità, ma un potente atto di giustizia riparativa, un invito urgente a uscire dall’individualismo per ricominciare finalmente a sentirci tutti parte della stessa, fragile e meravigliosa famiglia umana.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

A Potenza sbarca l’Oblio Horror Circus: brividi, follia acrobatica e sfumature sexy

Siete pronti a mettere alla prova i vostri nervi in un viaggio spaventoso tra follia, illusioni e acrobazie estreme? Arriva a Potenza l’attesissimo “Oblio Horror Circus”, uno degli show internazionali più adrenalinici e tenebrosi del momento, che mescola brividi, teatro macabro e acrobazie sexy. Scopri le date, la location e i dettagli del terrificante tunnel oscuro che vi accoglierà all’ingresso, leggendo il nostro articolo 👇

Pubblicato

a

Oblio

Potenza – Preparatevi a mettere duramente alla prova i vostri nervi saldi e a lasciare ogni rassicurante certezza fuori dal grande tendone. La fine di questo caldo mese di settembre si tinge improvvisamente di sfumature oscure, gotiche e incredibilmente affascinanti per il capoluogo lucano. A scuotere le tranquille serate cittadine arriva, in tutta la sua dirompente carica di adrenalina e mistero, il celeberrimo Oblio Horror Circus, uno degli show itineranti più estremi, chiacchierati e di maggior successo a livello europeo.
Sotto l’attenta e visionaria direzione artistica del geniale impresario Eusanio Martino, la carovana del terrore pianterà le sue tenebrose tende a Potenza per quattro date assolutamente imperdibili: il 22, 23, 29 e 30 settembre. Ma scordatevi i tradizionali spettacoli circensi rassicuranti e adatti ai bambini. Questo è un vero e proprio capolavoro teatrale in chiave horror-thriller, un’esperienza sensoriale immersiva e totalizzante, rigorosamente vietata ai deboli di cuore, che promette di mescolare sapientemente e pericolosamente la nobile arte del circo con la drammaturgia teatrale, l’humor nero più graffiante e una massiccia, inaspettata dose di pura sensualità estetica.

Uno show estremo e internazionale: il capolavoro di Eusanio Martino

Il segreto del successo travolgente che accompagna questo spettacolo in ogni piazza d’Italia risiede nell’altissima e maniacale cura di ogni singolo dettaglio visivo e sonoro. «Quella dell’Oblio Horror Circus è una produzione del tutto esclusiva nel panorama dell’intrattenimento dal vivo – spiega con malcelato orgoglio il direttore artistico Eusanio Martino ai microfoni della stampa – Parliamo di uno show estremamente dinamico, fisico, sudato e profondamente tenebroso. Il nostro vanto è poter schierare un cast internazionale composto da atleti e artisti di altissimo livello, figure iperspecializzate in questo particolare settore dell’estremo, pronti a esibirsi in acrobazie che rasentano la pura follia umana».
E la follia è proprio il filo conduttore che lega ogni singolo istante delle due ore di esibizione. Il pubblico assisterà a performance acrobatiche ad altissimo coefficiente di rischio, grandi illusioni ottiche che sfidano le leggi della fisica, contorsionismi impossibili e coreografie di gruppo che alternano momenti di suspense insostenibile a sprazzi di seduzione provocante e sfumature volutamente “sexy”. Un mix esplosivo progettato a tavolino per tenere lo spettatore in costante e perenne tensione, incollato alla poltroncina con il fiato perennemente sospeso.

L’incubo prende vita: il tunnel oscuro e i temibili clown killer

La genialità dell’Oblio Horror Circus sta nel rifiuto categorico di limitare lo spettacolo al solo palcoscenico centrale. L’esperienza ansiogena, infatti, inizia molto prima di prendere posto a sedere. Gli ignari e coraggiosi spettatori, fin dal loro primissimo passo oltre i cancelli d’ingresso, vengono fisicamente accolti e travolti dalla frenesia di personaggi spaventosi e disturbanti.
A fare da moderni e sadici Caronte ci pensano figuranti mostruosi che “traghettano” il pubblico costringendolo ad attraversare a piedi un lungo e disorientante tunnel oscuro. Questo emozionante e cardiopatico “pre-show” serve a spezzare psicologicamente le barriere protettive degli avventori, preparandoli all’orrore vero e proprio. Soltanto dopo aver superato indenni questa spaventosa prova di coraggio nel buio, si giunge finalmente nella rassicurante (si fa per dire) sala principale. Ma anche qui non c’è tregua: tra i protagonisti assoluti che si aggirano minacciosamente a bordo pista e tra le gradinate, spiccano terrificanti “clown killer” e umanoidi palesemente pervasi da un’estrema e letale follia, pronti a interagire fisicamente (e psicologicamente) con il pubblico prima di alternarsi in pista con le loro attrazioni mortali.

La trama psicologica di Mister Oblio: dalla gloria al baratro

Oltre allo sfoggio di muscoli e abilità tecniche, lo show vanta una solidissima e profonda sceneggiatura teatrale curata in ogni minimo e maniacale dettaglio. Tutto ruota attorno alla sinistra, mefistofelica e onnipotente figura di “Mister Oblio”. È lui il burattinaio supremo, colui che decide arbitrariamente di catapultare i malcapitati personaggi dello spettacolo nella totale oscurità, condannandoli alla dimenticanza eterna.
Attraverso la sublime arte mimica e le performance acrobatiche, si narra la parabola drammatica di una forte e straziante sofferenza interiore che degenera lentamente ma inesorabilmente in follia omicida. Il cast mette in scena il doloroso affondo dell’animo umano, il passaggio traumatico dal successo scintillante alla più fredda indifferenza sociale. Tutti i protagonisti, alla fine, cadranno inermi nelle mani di Oblio, che tra fasci di luce accecante ed esplosioni di buio totale, deciderà capricciosamente il loro destino ultimo. Per vivere questa esperienza irripetibile (le grandi tende sono state allestite in via della Chimica, nei pressi dello store OVS, con inizio spettacolo alle ore 21:15), l’organizzazione consiglia caldamente di prenotare i ticket online o contattare la pagina Facebook ufficiale, per garantirsi un posto in prima fila in questo viaggio senza ritorno nell’oscurità umana.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza