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I fasti dei Borgia tornano a Subiaco: domenica 27 il Festival dei Cortei Storici

Siete pronti a fare un magnifico salto indietro nel tempo, tra cavalieri in armatura, dame elegantissime, duelli all’arma bianca e i profumi delle botteghe del Rinascimento? Domenica 27 settembre le strade di Subiaco torneranno ai fasti del XV secolo per l’attesissima sesta edizione del “Festival dei Cortei Storici”, organizzata dalla Comunitas Sublacensis! Nel suggestivo Borgo degli Opifici, affacciato sul fiume Aniene, prenderà vita un grandissimo Villaggio Rinascimentale con tiro con l’arco, falegnameria, armeria storica e laboratori gratuiti per i bambini. Nel pomeriggio (dalle ore 15:00) via Cavour si colorerà con la sfilata dei maestosi cortei storici provenienti da tutto il Lazio, accompagnata da sbandieratori, tamburi e spettacoli col fuoco. E a pranzo? Tanti ristoranti locali proporranno speciali menù ispirati alla tradizione dei Borgia! Una giornata indimenticabile per onorare il legame indissolubile tra la città e Papa Alessandro VI, e per ricordare il luogo esatto in cui nacquero i celebri Cesare e Lucrezia Borgia. Leggi tutti gli eccezionali dettagli e il programma completo nel nostro articolo 👇

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Foto Festival Cortei Storici

Subiaco (Roma) – Il fascino intramontabile del Rinascimento italiano, epoca di grandi splendori artistici ma anche di inarrivabili e spietati intrighi politici, si prepara ad avvolgere e trasformare radicalmente le pittoresche strade di uno dei borghi più belli e carichi di storia del Lazio. Domenica 27 settembre, il magnifico centro storico di Subiaco compirà infatti un vero e proprio e spettacolare viaggio a ritroso nel tempo, catapultando residenti e turisti direttamente nell’epoca d’oro e nei fasti secolari della controversa e potentissima famiglia dei Borgia.
A rendere possibile questa magia visiva e culturale sarà la sesta, attesissima edizione del Festival dei Cortei Storici, un evento di rievocazione di altissimo livello qualitativo e filologico orgogliosamente organizzato e curato nei minimi dettagli dai volontari e dai figuranti della “Comunitas Sublacensis”, il celebre corteo storico ufficiale della Città di Subiaco. La manifestazione sceglie come palcoscenico naturale una delle location più suggestive, umide e affascinanti dell’intero panorama urbano locale: il meraviglioso Borgo degli Opifici e l’adiacente Canale Barberini, una preziosissima e antichissima appendice del centro storico incastonata magicamente proprio a ridosso delle fresche e scroscianti acque del fiume Aniene. In questo scenario da fiaba, la storia prenderà letteralmente vita, offrendo ai visitatori l’occasione unica di immergersi totalmente in atmosfere, suoni, profumi e mestieri ormai dimenticati dalla frenesia del mondo moderno.

Il Villaggio Rinascimentale: un tuffo nel passato tra botteghe e mestieri

La densissima e faticosa giornata di festa e di rievocazione prenderà ufficialmente il via alle ore 10:00 del mattino, momento in cui apriranno i battenti dell’atteso Villaggio Rinascimentale, destinato a rimanere operativo e pullulante di vita per tutto il corso della domenica.
Passeggiando tra le viuzze e gli scorci del borgo affacciato sull’Aniene, i turisti e le famiglie si imbatteranno in vere e proprie riproduzioni fedeli delle botteghe del tempo, potendo ammirare e toccare con mano le attività tipiche, faticose e manuali dell’epoca. Sarà possibile osservare all’opera l’arcaio intento a forgiare e tendere i suoi potenti archi in legno, sbirciare nella bottega della falegnameria dove si lavora il legno grezzo, perdersi tra l’acciaio luccicante e i metalli della maestosa armeria storica, e incantarsi di fronte alla pazienza certosina delle donne impegnate nel raffinatissimo ricamo antico. Non mancherà ovviamente lo spazio per l’azione: in apposite e sicure aree allestite, grandi e piccini potranno cimentarsi direttamente nel tiro con l’arco storico, guidati da istruttori vestiti rigorosamente con abiti d’epoca. Per chi volesse approfondire ulteriormente le proprie capacità manuali in perfetto stile rinascimentale, nel corso della giornata sarà inoltre possibile prenotarsi (rivolgendosi all’organizzazione) per partecipare in prima persona al prezioso laboratorio pratico di ricamo antico, oppure iscriversi al particolarissimo e richiestissimo workshop di carta a mano e legatoria, una vera e propria lezione magistrale in cui si potrà imparare a rilegare e costruire da zero, con i propri mezzi, un meraviglioso quaderno di appunti o uno splendido album d’acquerello.

A tavola con la storia: i menù borgiani e le delizie del territorio

Una vera e completa rievocazione storica che si rispetti non può assolutamente prescindere da un elemento fondamentale e identitario della cultura italiana: l’aspetto culinario ed enogastronomico.
Subiaco, famosa per la generosità e la prelibatezza dei suoi prodotti tipici legati alla terra e alla tradizione contadina, non si farà cogliere impreparata. Arrivata la fatidica ora di pranzo, i turisti avranno infatti la ghiottissima possibilità di abbandonare temporaneamente le strade acciottolate del borgo per accomodarsi nei tanti e accoglienti ristoranti e nelle caratteristiche trattorie della città che hanno deciso di aderire con entusiasmo all’iniziativa rievocativa. Molte e celebri attività locali (tra le quali spiccano i nomi de La Panarda, La Stoccia, I Tre Bruschettieri, Da Bottò e Il Cantuccio) proporranno ai propri commensali speciali e inediti menù tipici, studiati appositamente per rievocare i sapori forti, speziati e rustici della tradizione borgiana. L’elenco completo dei locali aderenti e le singole portate del menù saranno consultabili per intero direttamente sulle attivissime pagine social del corteo. Sedersi a tavola diventerà quindi un’esperienza sensoriale assolutamente da non perdere, e rappresenterà al contempo un modo intelligente, fruttuoso e virtuoso per coinvolgere attivamente il prezioso tessuto economico e commerciale della città all’interno dell’evento turistico.

Spettacoli, sbandieratori e il grande torneo per i piccoli cavalieri

Dopo aver rifocillato il corpo e lo spirito con le prelibatezze d’epoca, a partire dalle ore 15:00 il centro storico di Subiaco esploderà letteralmente in un tripudio di colori, suoni festanti e animazione senza sosta.
Le piazze e i vicoli si trasformeranno in un immenso palcoscenico a cielo aperto, pronto a ospitare una miriade di spettacoli mozzafiato pensati per sbalordire grandi e piccini. L’aria sarà squarciata dai colori sgargianti dei famosi sbandieratori e dal ritmo cupo, profondo e marziale dei suonatori di tamburi. Si susseguiranno rievocazioni cruente e realistiche di duelli d’armeria storica a colpi di spada e scudo, affascinanti esibizioni di giocoleria, pieces di teatro di strada, esecuzioni musicali rinascimentali dal vivo e, non da ultimo, pericolosissimi e magnetici spettacoli con il fuoco, culminanti in vere e proprie danze e acrobazie aeree. I bambini, veri protagonisti della festa, avranno l’opportunità di cimentarsi in tantissime attività ludiche pensate appositamente per loro, tra cui spicca l’attesissimo “Torneo delle Dame e dei piccoli Cavalieri”, noto anche come la divertentissima Corsa dell’oca borgiana. A fare da splendida cornice a questo turbine di iniziative, lungo via Cavour (l’arteria principale e pulsante della città), sfilerà il grande e variopinto corteo storico in pompa magna. A sfilare, fianco a fianco in un clima di gioiosa fratellanza storica, non ci saranno solo i figuranti locali della “Comunitas Sublacensis”, ma anche i sontuosi e ricchissimi cortei storici provenienti in trasferta da Anagni, Priverno, Segni, Nettuno e Ciciliano.

Cesare e Lucrezia Borgia: il legame indissolubile con l’Abbazia di Subiaco

L’impegno profuso dai figuranti e dagli organizzatori in questa titanica rievocazione non risponde soltanto a fini puramente spettacolari o folcloristici, ma affonda le sue profonde radici nell’identità storica stessa della città.
La giornata di domenica rappresenta un’occasione inestimabile per tornare con la memoria all’epoca d’oro e turbolenta in cui i destini del mondo si intrecciarono in maniera indissolubile con questo piccolo fazzoletto di terra romana. Non tutti ricordano, infatti, che fu proprio qui, all’ombra della maestosa Abbazia di Subiaco, che videro i natali i due rampolli più temuti, chiacchierati, belli e sanguinari del Rinascimento italiano: Cesare Borgia (il famigerato duca Valentino che ispirò la penna immortale di Niccolò Machiavelli) e sua sorella, l’enigmatica, sfortunata e seducente Lucrezia Borgia. Il loro padre, l’astuto, potente e spietato cardinale Rodrigo Borgia (che sarebbe poi asceso al soglio pontificio con il nome di Papa Alessandro VI, segnando per sempre i destini della Chiesa di Roma), ricoprì per lunghissimo tempo proprio l’ambitissima e ricchissima carica di Abate Commendatario della millenaria roccaforte di Subiaco, utilizzandola come formidabile base di potere per l’ascesa politica della propria ambiziosissima famiglia. Un legame di sangue, religione e potere che domenica riprenderà meravigliosamente vita grazie ai figuranti e alla passione di un’intera comunità, fiera e orgogliosa del proprio ineguagliabile e inestimabile patrimonio storico e culturale.

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Rischio alluvioni a Meda, Pro Italia all’attacco: “Dopo un anno solo promesse e troppi ritardi”

A un anno esatto dalla drammatica alluvione che ha messo in ginocchio la città di Meda (MB), scoppia la ferocissima polemica politica! Nonostante il sindaco Luca Santambrogio abbia rivendicato lo sforzo di 1,3 milioni di euro messi a bilancio per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua, il comitato locale di “Pro Italia” lancia pesantissime accuse all’amministrazione comunale: “Quanto fatto finora non cancella i ritardi inaccettabili, non possiamo fermarci ai soli annunci”. Il comitato denuncia pubblicamente che la ricostruzione dei ponti strategici è assurdamente ferma e impantanata alla sola “fase di progettazione”, che l’indispensabile sistema di sensori e telecamere di allarme non è ancora pienamente operativo, e che nessuno ha pensato di erogare incentivi economici ai cittadini per aiutarli a comprare le preziose paratie antiallagamento (“I costi della prevenzione non possono essere scaricati vigliaccamente sulle tasche della povera gente!”). Grottesca, poi, la situazione della Val de Mez, zona al confine con Cabiate: quest’ultimo comune ha ripulito l’alveo, mentre Meda no, lasciando il lavoro fatto a metà. Leggi le durissime richieste di Pro Italia al sindaco nel nostro articolo completo 👇

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Luca Santambrogio

Meda (Monza e Brianza) – L’incubo devastante dell’acqua alta, del fango che invade inesorabilmente e distrugge le cantine, i negozi e i piani terra delle abitazioni, è un fantasma nerissimo che non ha mai smesso di infestare le notti insonni dei residenti brianzoli. È trascorso ormai esattamente un intero e lunghissimo anno dalla drammatica, tragica e violenta alluvione che ha messo letteralmente in ginocchio l’economia e la tranquillità della città. In questi difficilissimi dodici mesi, il sindaco in carica Luca Santambrogio ha più volte rivendicato pubblicamente e orgogliosamente la bontà e la celerità degli urgenti interventi strutturali realizzati dalla sua giunta municipale, ricordando costantemente alla stampa e ai cittadini come Meda sia, di fatto, l’unico Comune dell’intera e vasta tratta territoriale ad essersi tempestivamente dotato di uno studio idraulico e geologico profondamente aggiornato e revisionato subito dopo la fine dell’emergenza idrica. Per arginare la furia della natura, il Comune ha messo in campo uno sforzo economico non indifferente, impegnando coraggiosamente ben oltre 1,3 milioni di euro attinti direttamente da risorse proprie di bilancio, mentre la Regione Lombardia (dal canto suo) è intervenuta in soccorso della cittadinanza stanziando ufficialmente un tesoretto di circa 400.000 euro per la sicurezza pubblica. Tuttavia, questo enorme sforzo contabile non è bastato minimamente a placare le fortissime polemiche e la vibrante ansia della cittadinanza locale, sfociando nelle ultime ore in una durissima e pesante presa di posizione politica e civile.

I fondi del Comune e la durissima critica: “I lavori finora eseguiti non bastano”

A scendere clamorosamente in campo per smascherare le pericolose lacune amministrative è il comitato cittadino e la sezione politica locale di Pro Italia.
Attraverso un infuocato, lunghissimo e dettagliatissimo comunicato stampa diramato in queste ore ai giornali, il movimento politico non fa alcuno scontro frontale sui numeri, ma anzi riconosce apertamente e lealmente il grandissimo impegno profuso e l’importo economico indubbiamente ingente già stanziato in bilancio dall’amministrazione Santambrogio. Ma il cuore della feroce critica si basa sull’urgenza pratica e cantieristica: «Questi lodevoli fondi, da soli, purtroppo non bastano assolutamente a farci dormire sonni tranquilli: la reale e concreta sicurezza del nostro martoriato territorio non può e non deve fermarsi banalmente agli annunci euforici sui giornali o accontentarsi esclusivamente dei pochissimi lavori già eseguiti. Il vero e drammatico punto politico della questione è tanto semplice quanto spietato: quanto è stato fatto finora dall’amministrazione comunale è del tutto insufficiente e, soprattutto, non cancella magicamente con un colpo di spugna i gravissimi e colpevoli ritardi burocratici accumulati. Dopo dodici interminabili mesi di paura e di vane promesse, i liberi cittadini, le decine di famiglie sfollate e le innumerevoli imprese locali che hanno perso tutto, attendono ancora oggi risposte chiare, scadenze certe, cantieri aperti e l’assunzione di responsabilità politiche precise da parte di chi governa». Il j’accuse di Pro Italia è tagliente e si divide chirurgicamente in quattro, fondamentali e macroscopici punti di criticità irrisolta che minacciano la tenuta della città alla prossima, inevitabile “bomba d’acqua” autunnale.

I ponti fermi e il caos assurdo della Val de Mez: le accuse al sindaco

Il primissimo e più macroscopico nodo della discordia riguarda i colossali e fondamentali lavori di rifacimento strutturale delle infrastrutture di attraversamento cittadino.
Stando alla pesante e puntigliosa denuncia pubblica mossa da Pro Italia, per l’urgente, promesso e vitale rifacimento e consolidamento dei grandi ponti strategici situati in via Como, in via Luigi Rho e in via Francia, ad oggi (dopo un intero anno solare dalla disgrazia idrica) l’amministrazione è riuscita goffamente ad affidare tramite bando soltanto e unicamente i preliminari incarichi tecnici di progettazione cartacea agli ingegneri. Dei cantieri, insomma, non vi è ancora alcuna traccia visibile. «I cittadini sono estenuati, non servono e non bastano più le solite, generiche altre promesse lanciate nel vento: pretendiamo che il Comune pubblichi immediatamente, fin da domani mattina, un cronoprogramma dei lavori serio, dettagliato, vincolante e inflessibile, che contenga date certe e inamovibili per l’effettiva conclusione dei cantieri», tuona la nota del comitato. Un’altra, surreale e grottesca nota dolente sollevata nel comunicato, che sfiora letteralmente i confini dell’assurdità burocratica italiana, riguarda da vicino la delicatissima situazione ecologica della zona della Val de Mez, che richiede obbligatoriamente un ferreo e tempestivo coordinamento amministrativo tra enti confinanti. «Noi esponenti e militanti di Pro Italia avevamo già notato e ampiamente denunciato, fin dal lontano mese di maggio di quest’anno, come nella profonda Val de Mez sia le fondamentali sponde terrose che le robuste briglie di contenimento idrico stiano inesorabilmente franando e cedendo sotto il peso degli elementi atmosferici. L’area in questione, per sfortuna, ricade a livello catastale sotto la doppia e incrociata competenza legale di due distinti comuni limitrofi: Meda e la vicina Cabiate. Ebbene, cosa è successo? Cabiate ha giustamente provveduto a sradicare e pulire scrupolosamente soltanto la propria, piccola porzione di sponda di stretta competenza. Peccato che l’acqua del fiume, com’è drammaticamente evidente persino a un bambino cieco, non si ferma miracolosamente davanti agli invisibili confini comunali disegnati sulle mappe catastali! A distanza di dodici lunghissimi mesi, è a dir poco scandaloso e inaccettabile che il potente Comune di Meda non sia ancora minimamente e operativamente intervenuto a sbrogliare la matassa sulla preziosa parte di propria e diretta competenza territoriale. La sicurezza idraulica di migliaia di abitanti», sottolineano sdegnati i portavoce, «non può in alcun modo restare appesa al filo e dipendere da interventi amministrativi frammentari e incompleti».

Monitoraggio a rilento e paratie antialluvione: “Costi sulle tasche dei medesi”

Le accuse si spostano poi sul fronte sensibile e nervalgico della strumentazione tecnologica e degli scarichi di responsabilità di ordine prettamente economico sui portafogli dei residenti.
Pro Italia critica duramente e spietatamente le pesanti lungaggini della complessa macchina burocratica persino per quanto riguarda l’installazione essenziale del basilare sistema di monitoraggio, telerilevamento e protezione civile dell’intera e popolosa comunità brianzola: il famigerato sistema automatico di allarme, composto da modernissimi e costosi sensori di profondità, telecamere a circuito chiuso e messaggistica istantanea per riuscire finalmente a controllare, visualizzare e segnalare in perfetto tempo reale il preoccupante e repentino innalzamento dei livelli dell’acqua nei fiumi. Ebbene, anche questo vitale apparato salva-vita «risulta essere ancora goffamente fermo in una lenta, estenuante e imbarazzante fase di mero avviamento e test. Vogliamo sapere pubblicamente e ufficialmente una data: quando, di grazia, questo prezioso sistema sarà reso finalmente, totalmente e pienamente operativo per la cittadinanza?», chiede a gran voce il comitato. Ma la bordata politica finale, quella più sentita dalle famiglie, arriva sulla gestione preventiva e sui pesanti costi dell’emergenza idrica passati sotto silenzio. «Ci chiediamo disperatamente, e chiediamo al Sindaco, perché diavolo il Comune di Meda, in stretta sinergia con la ricca Provincia e la Regione, non abbia mai minimamente previsto, a bilancio, l’erogazione di contributi finanziari a fondo perduto o forti sgravi fiscali per consentire in tempi rapidi alle numerosissime e spaventate famiglie e alle deboli attività commerciali di poter acquistare, privatamente e a prezzi agevolati, delle utilissime paratie meccaniche antialluvione? Questa è una vera follia istituzionale: la fondamentale ed essenziale prevenzione del rischio idrogeologico non può, e non deve mai più, essere vigliaccamente e unicamente scaricata per intero sulle sole tasche e sui risparmi dei cittadini medesi. Non si può fare cassa sulla paura della gente».

“Non c’è più tempo: servono fatti, scadenze e trasparenza”

La pungente requisitoria politica di Pro Italia non risparmia, in chiusura del comunicato, nemmeno i misteri legati a un altro delicato e cruciale cantiere scomparso magicamente dai radar della stampa locale.
Il comitato chiede infatti pesantemente e formalmente conto e soddisfazione su che misera e nebulosa fine abbia ingloriosamente fatto il tanto sbandierato e osannato progetto del “Parco dell’Acqua e del sistema di drenaggio urbano sostenibile (i cosiddetti sistemi SuDS)”. Una misteriosa opera in carico diretto alla società AEB, i cui cantieri avrebbero dovuto gestire fisiologicamente e in modo del tutto naturale, organico e sicuro lo smaltimento delle imponenti acque piovane fognarie, prevenendo drasticamente i fastidiosi e pericolosi allagamenti stradali superficiali e riequilibrando il fragile bilancio idrico del territorio. Anche su questo punto nodale, il buio burocratico e il silenzio amministrativo regnano ad oggi sovrani e incontrastati tra le aule del municipio. «La vitale e preziosa sicurezza fisica ed economica delle nostre famiglie e del nostro duro lavoro non può permettersi il lusso di aspettare passivamente e fatalmente la prossima, catastrofica emergenza meteo autunnale. Chiediamo pubblicamente e con forza all’Amministrazione Comunale e al Sindaco di fare immediatamente chiarezza, di indicare nero su bianco e pubblicamente, in un consiglio comunale aperto, tutti i tempi, le vere risorse stanziate e i nomi e i cognomi dei responsabili tecnici e burocratici per ciascuno di questi vitali interventi ancora vergognosamente rimasto aperto a un anno dal disastro. La città e la comunità di Meda, purtroppo, hanno già amaramente pagato un prezzo altissimo e incalcolabile: ora servono solo e unicamente fatti concreti, pale in movimento, trasparenza amministrativa totale e nessun altro, patetico e misero rinvio istituzionale».

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Nasce all’Aquila l’Auditorium dell’Ordine dei Medici: spazio tecnologico aperto alla città

La sanità abruzzese fa un clamoroso e modernissimo balzo nel futuro! Sabato 26 settembre (alle ore 9:00), l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia dell’Aquila inaugurerà ufficialmente il suo nuovissimo, ipertecnologico e fiammante Auditorium in via Pescara (presso il Centro Direzionale Strinella). Una sala da ben 180 posti dotata delle migliori tecnologie per videoconferenze, acquistata dalla dirigenza unicamente con i fondi degli avanzi di bilancio e senza fare un solo euro di debito in banca! Un traguardo figlio del “nuovo corso” politico del presidente dell’Ordine (e primario di Malattie Infettive) Alessandro Grimaldi, che appena eletto ha addirittura tagliato del 50% le indennità dirigenziali per risparmiare e finanziare i corsi di formazione dei giovani dottori. “L’Auditorium non sarà solo un freddo ufficio, ma uno spazio luminoso, aperto ai cittadini, alle Asl e ai volontari per fare rete”, ha esultato Grimaldi. All’evento inaugurale parteciperanno i vertici nazionali del mastodontico ente pensionistico ENPAM e i più agguerriti sindacati medici d’Italia, per un convegno infuocato sul futuro e sulle pensioni dei camici bianchi. Leggi tutti i nomi illustri e i dettagli nel nostro articolo completo 👇

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auditoriumordinemedici

L’Aquila – In un’epoca storica particolarmente turbolenta per l’intera sanità pubblica italiana, spesso afflitta da enormi carenze di personale, continui e inaccettabili episodi di violenza nelle corsie e gravissimi tagli lineari al bilancio statale, arriva finalmente dal capoluogo abruzzese una luminosissima e concreta testimonianza di eccellente gestione virtuosa e lungimirante delle preziose risorse pubbliche e professionali.
La città dell’Aquila si prepara infatti a ospitare e abbracciare con grande entusiasmo una modernissima struttura architettonica e culturale, fiore all’occhiello dell’intera classe medica regionale. Stiamo parlando della nuovissima e ipertecnologica sede congressuale permanente voluta, ideata e realizzata caparbiamente dall’OMCeO, l’attivissimo Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dell’Aquila. Il taglio del nastro tricolore e l’inaugurazione ufficiale in pompa magna della nuova “casa dei medici” sono stati solennemente fissati in calendario per la luminosa mattinata di sabato 26 settembre 2026, con inizio tassativo dei lavori e dei festeggiamenti previsto per le ore 9:00. Il nuovo Auditorium è strategicamente, comodamente e centralmente situato nella frequentatissima via Pescara 2, proprio all’interno del modernissimo e funzionale Centro Direzionale “Strinella 88”, a due brevissimi passi pedonali dal vasto e nuovissimo parcheggio pubblico sotterraneo (da poco inaugurato e ricavato abilmente negli spazi della ex caserma militare Rossi) e vicinissimo a tutte le principali e rinomate strutture alberghiere del suggestivo centro storico cittadino. All’attesissimo e fondamentale evento inaugurale del 26 settembre non mancheranno le massime autorità, ma prenderanno parte fisicamente anche i massimi e indiscussi vertici della sanità nazionale: presenzieranno infatti figure apicali e di primissimo piano come Filippo Anelli, attivissimo presidente nazionale della FNOMCeO (la potente Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), e il Dottor Alberto Oliveti, influente e insostituibile presidente nazionale in carica dell’Enpam (il mastodontico Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici).

I dettagli della nuova struttura: 180 posti senza accendere alcun debito

La primissima cosa che balza letteralmente agli occhi varcando la soglia di questa nuovissima sala congressi è l’assoluta e sfarzosa modernità ingegneristica dell’intero impianto.
L’Auditorium dispone fisicamente di 180 comode poltrone per il pubblico, e la struttura si presenta esteticamente come un ambiente completamente e radicalmente rinnovato in ogni suo più intimo dettaglio. È dotata in maniera capillare di tecnologie audio e video di ultimissima generazione, schermi giganti ad altissima definizione e cablaggi perfetti, elementi tecnici oggi divenuti assolutamente indispensabili e vitali per poter ospitare professionalmente le delicate videoconferenze mediche, la formazione continua ECM, i prestigiosissimi convegni scientifici universitari e le innumerevoli trasmissioni in streaming globale. Questa sala non è stata pensata banalmente come un semplice ufficio di rappresentanza per timbrare scartoffie, ma ha l’ardire e la profonda ambizione di voler diventare il punto nevralgico, formativo e di riferimento intellettuale assoluto dell’intera professione medica e odontoiatrica della immensa provincia dell’Aquila. E il miracolo vero è soprattutto di natura squisitamente finanziaria: «Il nostro nuovissimo Auditorium, acquisito materialmente durante il corrente e faticoso mandato amministrativo del Consiglio Direttivo 2025-2028, è stato pagato fino all’ultimo centesimo unicamente con i fisiologici avanzi di bilancio e, lo voglio sottolineare con estremo orgoglio, senza fare alcun debito e senza chiedere prestiti onerosi alle banche», ha spiegato con visibile e giustificata soddisfazione Alessandro Grimaldi, lo stimatissimo presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia dell’Aquila. «Questa struttura d’eccellenza nasce oggi non solo e non tanto come fredda sede burocratica e formale dell’Ordine, ma si propone orgogliosamente come un luminosissimo spazio culturale totalmente aperto e spalancato all’intera collettività cittadina. Sarà un insostituibile luogo di continua formazione, di aspro ma proficuo confronto e di immensa crescita intellettuale messo gratuitamente a completa e totale disposizione dell’università, dei manager della Asl, degli altri Ordini e Federazioni professionali, delle varie società scientifiche nazionali, delle associazioni di volontariato e, in ultima istanza, di tutti i normali cittadini. Vogliamo operare seguendo e perseguendo ostinatamente una logica sana di rete civica e di proficua collaborazione sociale con tutto il vastissimo territorio abruzzese. Sarà, insomma, uno spazio vivo e pulsante della nostra comunità, dove poter gettare solide basi per costruire fisicamente, tutti insieme appassionatamente, il futuro della sanità italiana».

Il nuovo corso di Alessandro Grimaldi: indennità tagliate per la formazione

L’apertura della mastodontica sala congressi rappresenta, in realtà, soltanto la proverbiale e scintillante punta dell’iceberg di una vera e propria e radicale “rivoluzione culturale” interna all’Ordine professionale.
Questo titanico e virtuoso progetto logistico, infatti, si inserisce perfettamente e coerentemente nell’ambito del “nuovo corso” politico e amministrativo avviato con grandissima determinazione e tenacia dalla guida dell’Ordine dei Medici della provincia dell’Aquila. Al timone di questo epocale e complesso cambiamento c’è proprio lui, dalla fine del 2024: il Dottor Alessandro Grimaldi, già noto e stimatissimo per essere il primario d’eccellenza del delicato e fondamentale reparto di Malattie infettive del grande ospedale civile “San Salvatore” dell’Aquila, nonché influente e indiscusso capo dipartimento della medicina dell’intera Asl provinciale. Appena insediatosi ufficialmente e democraticamente sulla poltrona di presidente dell’Ordine, Grimaldi ha da subito e clamorosamente promosso e imposto, quasi come primissimo atto politico del suo mandato direttivo, una radicale e inaspettata riduzione drastica (pari a un pesantissimo taglio del 50%) dell’ammontare delle prestigiose e ricche indennità di carica previste da statuto per i presidenti dell’Ordine, sia per l’Albo specifico dei Medici che per quello degli Odontoiatri (le cariche Cam e Cao). Questa coraggiosissima e impopolare spending review verticistica ha generato in maniera miracolosa un immediato e preziosissimo risparmio strutturale di oltre 20.000 euro netti l’anno: risorse fresche e aggiuntive che la dirigenza ha deciso eticamente e nobilmente di destinare in blocco, in maniera vincolata ed esclusiva, proprio al finanziamento dei corsi di formazione continua e all’aggiornamento professionale per i giovani medici.

Il convegno nazionale sul futuro: pensioni e sostenibilità per i camici bianchi

Per bagnare degnamente il varo e l’inaugurazione ufficiale di una sede così maestosa e prestigiosa, l’Ordine non poteva certo esimersi dall’organizzare un evento intellettuale e politico di risonanza nazionale e di altissimo spessore contenutistico.
L’inaugurazione istituzionale del 26 settembre, infatti, sarà intellettualmente arricchita e costantemente accompagnata dallo svolgimento di un importantissimo e attesissimo convegno di respiro interregionale e nazionale, eloquentemente e provocatoriamente intitolato “Il futuro della professione medica: lavoro, sostenibilità e previdenza”. Questo summit di altissimo livello scientifico e sindacale è stato ideato, organizzato e fortemente promosso con il doppio e prestigiosissimo patrocinio morale e l’ingente contributo logistico della FNOMCeO e, soprattutto, del potente e ricchissimo istituto di previdenza Enpam. Per comprendere appieno l’enorme peso politico e finanziario dell’evento, basti ricordare frettolosamente che l’Enpam è a tutti gli effetti la colossale cassa privata dotata del patrimonio liquido, immobiliare e finanziario di gran lunga più elevato di tutta Italia, un vero e proprio tesoro blindato che oggi supera abbondantemente e vertiginosamente la cifra monstre di 31,3 miliardi di euro. L’imperdibile e fondamentale convegno aquilano sarà dunque una ghiottissima e irripetibile occasione pubblica per potersi finalmente confrontare a viso aperto sul turbolento, oscuro e incerto futuro della sanità pubblica italiana, ponendo una particolarissima, spasmodica e ansiosa attenzione al caldissimo e sentitissimo tema previdenziale e alla stabilità contabile e reale sostenibilità economica dell’intero e complesso sistema pensionistico che dovrà necessariamente supportare la futura terza età dei camici bianchi italiani. All’evento prenderà vita anche una tesissima e fondamentale tavola rotonda plenaria, che vedrà confrontarsi duramente i massimi vertici nazionali dei principali, agguerritissimi sindacati di categoria della professione medica. Tra i numerosi e influenti protagonisti e relatori della giornata spiccano e figurano nomi d’eccezione del panorama sanitario: Roberto Monaco (segretario FNOMCeO), Vittorio Pulci (l’abile direttore generale Enpam), Luigi Mario Daleffe (vicepresidente Enpam), Pierino Di Silverio (carismatico segretario nazionale del potente sindacato Anaoo), Antonio Magi (segretario generale del SUMAI), Guido Quici (presidente nazionale della sigla Cimo), Silvestro Scotti (segretario generale dell’imponente Fimmg, in rappresentanza dei vituperati ma preziosissimi medici di famiglia), Mauro Belmonte, e l’attiva e battagliera Maria Paola Di Sebastiano (voce critica dell’Enpam per i problemi dei giovani precari).

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Traguardo storico a Spoltore: il 30 settembre l’inaugurazione del primo asilo nido comunale

La comunità di Spoltore si prepara a vivere una giornata storica, all’insegna dei servizi e dell’infanzia! Mercoledì 30 settembre 2026, alle ore 10.00 in via dell’Asilo, avverrà finalmente l’attesissimo e festoso taglio del nastro del primissimo asilo nido comunale mai realizzato sul territorio. Un traguardo politico, pedagogico e sociale di inestimabile valore, che colma una storica lacuna e offrirà finalmente un supporto logistico fondamentale alle giovani famiglie spoltoresi (e in particolar modo all’occupazione delle madri lavoratrici). A celebrare l’inaugurazione della modernissima struttura saranno presenti in prima linea la sindaca Chiara Trulli e l’intera giunta comunale. L’amministrazione ha rivolto un caloroso invito pubblico a tutta la cittadinanza per partecipare alla cerimonia e condividere insieme questo bellissimo momento di orgoglio civico. Scopri tutti i dettagli, l’importanza del progetto e le sfide per il futuro demografico della città nel nostro articolo completo 👇

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Inaugurazione asilo nido Spoltore

Spoltore – Lo sviluppo di una fiorente e moderna comunità locale, capace di guardare con reale ottimismo alle complesse sfide demografiche del futuro, si misura innanzitutto dalla quantità e, soprattutto, dall’eccelsa qualità dei servizi pubblici essenziali che essa è in grado di mettere quotidianamente a completa disposizione delle proprie giovani famiglie residenti. È seguendo proprio questo sacrosanto e insostituibile principio amministrativo e sociale che la dinamica cittadina abruzzese si appresta oggi a vivere una giornata di festa, preparandosi a celebrare il raggiungimento formale di un obiettivo politico e civile atteso da tantissimi anni.
Un traguardo letteralmente storico e di vitale importanza per tutto il tessuto sociale della comunità di Spoltore si appresta finalmente a diventare una bellissima e solida realtà architettonica ed educativa. Dopo intensi mesi di duro lavoro burocratico e di incessanti cantieri, è giunta l’ufficialità della tanto attesa apertura: nella mattinata di mercoledì 30 settembre 2026, con inizio formale delle celebrazioni fissato puntualmente alle ore 10.00, avrà luogo il solenne e festoso taglio del nastro del primissimo asilo nido comunale mai realizzato a servizio dell’intero territorio spoltorese. La cerimonia pubblica, che richiamerà sicuramente una grandissima folla di curiosi, neo-genitori e cittadini, si svolgerà proprio davanti all’ingresso della nuovissima e modernissima struttura educativa, strategicamente situata e posizionata in via dell’Asilo, un indirizzo che da oggi in poi rappresenterà il cuore pulsante delle politiche per la primissima infanzia della città.

Un’opera fondamentale per il sostegno logistico alle giovani famiglie

La tanto agognata e sudata realizzazione di questo primo presidio educativo pubblico dedicato ai primissimi anni di vita dei bambini non rappresenta affatto una semplice inaugurazione edilizia o un banale taglio del nastro da campagna elettorale, ma si erge a vero e proprio pilastro portante per le moderne politiche di forte sostegno alle famiglie del territorio.
Poter finalmente disporre di un asilo nido di stretta proprietà comunale, con tariffe accessibili e calmiere, spazi educativi sicuri, certificati e conformi alle più recenti e stringenti direttive pedagogiche nazionali, significa innanzitutto fornire un preziosissimo e vitale supporto logistico e psicologico ai tantissimi giovani genitori spoltoresi. In un’epoca storica particolarmente complessa e densa di ostacoli macroeconomici, in cui riuscire a conciliare miracolosamente i pressanti orari e i gravosi impegni del mondo del lavoro moderno con i delicatissimi e primari tempi della cura e dell’affetto per i propri figli piccoli rappresenta una sfida titanica (se non talvolta una missione assolutamente impossibile per molte coppie), la presenza strutturata, forte e capillare di un eccellente servizio per la primissima infanzia organizzato dall’amministrazione locale assume un’importanza socio-economica assolutamente cruciale. L’apertura dei battenti di questa modernissima struttura, infatti, andrà a incidere in maniera diretta, profonda e fortemente positiva in particolar modo e soprattutto sul preziosissimo e fragile tasso di occupazione femminile locale. Molto spesso, purtroppo, proprio la drammatica assenza di validi e sicuri appoggi pedagogici comunali per i primissimi mesi di vita del neonato costringe dolorosamente tantissime brillanti madri lavoratrici a dover rinunciare improvvisamente alla propria promettente carriera professionale o a dover ricorrere a costose e inaccessibili alternative private. L’asilo nido comunale si propone dunque come la risposta istituzionale, pubblica e democratica per abbattere queste inique barriere sociali, offrendo una preziosa ancora di salvataggio a chi desidera far crescere la propria famiglia senza per forza dover sacrificare le proprie ambizioni professionali.

Il taglio del nastro in via dell’Asilo con la sindaca Chiara Trulli

L’enorme e palese risonanza pubblica e il profondissimo significato etico, pedagogico e politico di questa particolarissima opera pubblica richiederanno ovviamente la presenza formale e schierata in prima linea delle massime cariche istituzionali cittadine in fascia tricolore.
All’importante e immancabile appuntamento istituzionale di mercoledì mattina, infatti, prenderanno ovviamente parte in primis il Sindaco di Spoltore, Chiara Trulli, visibilmente orgogliosa del traguardo, accompagnata al completo da tutti i membri formali della giunta e dell’amministrazione comunale in carica. Per la prima cittadina e per tutta la complessa e instancabile macchina organizzativa e burocratica dell’ente municipale, si tratterà dell’atteso, meritato e felice coronamento festoso di un lungo e ostinato percorso procedurale, tecnico e politico, fortemente voluto e caparbiamente perseguito nel corso dell’attuale mandato per poter finalmente colmare una grave e storica lacuna cronica nell’ampia offerta dei servizi socio-scolastici dedicati al cittadino. La cerimonia istituzionale del taglio del nastro inaugurale sarà però, prima di ogni altra cosa, un sincero momento di calorosa condivisione collettiva, un abbraccio simbolico con l’intera cittadinanza accorsa per l’evento, e servirà soprattutto per suggellare pubblicamente e formalmente l’apertura e la definitiva messa a regime di questa struttura, fortemente dedicata in ogni suo singolo e studiato dettaglio architettonico ai bisogni educativi, ludici e cognitivi dei più piccoli e alla serenità mentale delle loro famiglie. Gli ambienti dell’asilo, infatti, sono stati progettati e minuziosamente realizzati seguendo rigorosi standard di eco-sostenibilità ambientale, totale sicurezza antisismica e innovazione pedagogica, al fine di poter garantire ai bimbi spoltoresi un sereno ambiente di primaria crescita, scoperte ed estremo benessere psico-fisico.

L’invito alla cittadinanza per condividere l’orgoglio civico

In vista di questo storico evento, l’amministrazione comunale ha voluto far risuonare forte la propria voce, diramando un caloroso invito pubblico alla partecipazione.
L’invito formale a presenziare e a partecipare attivamente ai festeggiamenti del 30 settembre è stato esteso apertamente e calorosamente a tutti i cittadini, alle associazioni locali, ai residenti del quartiere e a chiunque voglia unirsi alla gioia dell’istituzione. La presenza fisica e sorridente della comunità locale sarà infatti fondamentale e preziosissima per “scaldare” le nuove mura della struttura in via dell’Asilo e per testimoniare visivamente il profondo, sano e legittimo senso di orgoglio civico e di appartenenza territoriale che la realizzazione e l’attivazione di questa complessa opera pubblica genera immancabilmente in chi vive e ama il territorio di Spoltore. Un territorio che, grazie proprio alla preziosissima aggiunta funzionale di questo atteso nido comunale, compie oggi un lunghissimo, decisivo e modernissimo passo in avanti verso un radioso futuro a reale e tangibile misura di bambino. La sfida del domani, ora, sarà ovviamente quella di mantenere altissimi gli standard qualitativi del servizio e del personale educativo impiegato, affinché il nuovissimo asilo di via dell’Asilo non sia solo un traguardo faticosamente raggiunto su carta, ma il florido, gioioso e rumoroso punto di partenza per formare sereni i futuri cittadini di domani.

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